SOMMARIO n.32

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La kasbah di Mazara, 1966 (ph. N. Pecoraro)

EDITORIALE; Linda Armano, Sul patrimonio di conoscenze popolari. Riflessioni epistemologiche; Clarissa Arvizzigno, Absolutely Nothing: spazi e immaginari nel tempo della permanenza; Rosario Atria, Il Mediterraneo e le sue “onde d’inciampo; Aldo Belvedere, Il Mediterraneo. Gli arabi: antiche tracce e nuove presenze; Ada Boffa, Il deserto di Ibrāhīm al Kawnī. Tra realismo magico e tradizione letteraria tuareg; Sebastiano Burgaretta, Uomini e vita nell’arte di una zucca peruviana; Antonino Cangemi, La cronaca al ritmo di endecasillabi e settenari. La voce e le storie di Ciccio Busacca; Continua a leggere

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EDITORIALE

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Tunisi, Joumhouria, frazione di El Mnihla, 2018 (ph. C. Sebastiani)

Eva è un’anziana signora che passa le sue giornate dietro i vetri di una finestra ad osservare la vita degli altri. Le scorrono davanti le storie di famiglie di un condominio, abitato nei piani alti da italiani e nei sordidi sottoscala da profughi afgani, pakistani e siriani. Continua a leggere

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Sul patrimonio di conoscenze popolari. Riflessioni epistemologiche

 copertinadi Linda Armano

In Italia gli studi sul folklore stanno attraversando, già da alcuni decenni, momenti di crisi. Glauco Sanga, etnolinguista di formazione che insegna anche Storia delle Tradizioni Popolari all’Università di Venezia, sostiene che i docenti di antropologia non sembrano essere più disponibili ad insegnare, nelle università italiane, demologia. Di conseguenza, si sta perdendo un patrimonio di conoscenze che sarà in futuro difficile ricostruire (Sanga, 2017: 16). Continua a leggere

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Absolutely Nothing : spazi e immaginari nel tempo della permanenza

copertina2di  Clarissa Arvizzigno

Percorrere il deserto, attraversare il deserto, annotare sotto forma di reportage il trascorrere del suo tempo per poi fagocitarlo, ed essere al tempo stesso divorati da tutto ciò che lo contiene e che lo abita. Poi far sì che esso discorra dentro di noi e con noi: tutto ciò è ed avviene in Absolutely Nothing, storie e sparizioni nei deserti americani, ultima pubblicazione dello scrittore palermitano Giorgio Vasta, uscita nel 2016 per le edizioni Quodlibet Humboldt. Continua a leggere

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Il Mediterraneo e le sue “onde d’inciampo”

copertinadi Rosario Atria

Correva l’anno 1977 quando gli Italiani ascoltarono per la prima volta Come è profondo il mare di Lucio Dalla, brano presto divenuto cult che dava il titolo all’omonimo album. In quel testo non c’era soltanto il dramma dello Stivale negli anni di piombo, ma un bel pezzo di Novecento, con le sue vicende travagliate e terribili, una sequenza inaccettabile di guerre, oppressioni, stermini di massa, macabri spettacoli offerti dall’homo homini lupus di hobbesiana memoria agli altri esseri viventi: Continua a leggere

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Il Mediterraneo. Gli arabi: antiche tracce e nuove presenze

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Immigrati del Maghreb nel centro storico di Palermo (ph. A. Belvedere)

di Aldo Belvedere

831 d.C.

Gli arabi, popolo di agricoltori e commercianti nomadi, non costruttori stanziali, occupano la Sicilia provenienti da quel crocevia di civiltà che è il Mar Mediterraneo. Continua a leggere

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Il deserto di Ibrāhīm al Kawnī. Tra realismo magico e tradizione letteraria tuareg

copertinadi Ada Boffa

La letteratura libica, ancora poco conosciuta, affronta e percorre le stesse fasi della letteratura araba del Maghreb, contestualmente alle proprie vicende storico-politiche. Durante il periodo ottomano che si protrasse per quattro secoli (1551-1911) la cultura era una prerogativa dei luoghi religiosi e strettamente riservata alle elites sociali, come il circolo letterario e religioso della capitale (al-Gami al Qaeamanli), a cui si affiancarono anche altre zawaya che svolsero un ruolo fondamentale specialmente nelle regioni rurali e desertiche per la  lotta all’analfabetismo. Continua a leggere

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Uomini e vita nell’arte di una zucca peruviana

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ph. Luca Musso

di Sebastiano Burgaretta

 Nel corso di un mio viaggio che nel 1972 feci in Perù [1] ebbi modo di osservare, in un mercatino di Cuzco, delle zucche assai particolari, che attirarono la mia attenzione. Erano zucche del tipo Lagenaria siceraria, le stesse che in Sicilia vengono definite cucuzzi çiascheri o cucuzzi çiascalori e anche cucuzzi ri pruli in ragione dell’uso che tradizionalmente di esse è stato fatto per millenni. Continua a leggere

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La cronaca al ritmo di endecasillabi e settenari. La voce e le storie di Ciccio Busacca

 

Ciccio-Busacca

Ciccio Busacca

di  Antonino Cangemi

C’erano una volta i cantastorie. C’erano prima della scomparsa delle lucciole di pasoliniana memoria. S’aggiravano, menestrelli vagabondi, per le piazze delle città e dei paesi siciliani. Il loro armamentario semplice e rudimentale: la chitarra da legare al collo, i cartelloni coi “fumetti” giganti che segnavano gli episodi delle vicende narrate. Storie, per tradizione, legate a fatti di sangue, a tradimenti o all’esaltazione di briganti: Salvatore Giuliano su tutti, nella sua veste, avvolta dal mito, di Robin Hood perseguitato dalla giustizia. Continua a leggere

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Voci diverse per un Islam plurale

copertinadi Roberto Cascio

Lo spinoso tema del rapporto tra Europa e religione islamica è ai nostri giorni oggetto di ampi dibattiti nel mondo accademico italiano e straniero. Antropologi, sociologi, islamisti, storici, filosofi tentano di comprendere al meglio il fenomeno dell’Islam in Europa attraverso gli strumenti che il proprio campo di studi fornisce e ritiene adeguati allo scopo. La tematica è in effetti di ampio respiro e coinvolge diverse branche delle scienze umane e politiche, ognuna rivelandosi capace di dare un contributo dalla propria prospettiva. Continua a leggere

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Le disavventure del “sacrificio”

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Pittura vascolare greca, sec. V a.C.

 di Augusto Cavadi [*]

A una sommaria, e perfettibile, ricognizione storico-culturale sembrerebbe che la categoria del “sacrificio” abbia disegnato in Occidente, nel corso dei secoli, una sorta di curva di Gauss: accettata e praticata nel mondo antico, ha registrato una sorta di impennata di consensi nell’era cristiana per poi conoscere, negli ultimi secoli, una delegittimazione galoppante. Sino ai nostri giorni in cui la parola stessa “sacrificio” sembra intrinsecamente insensata e dunque inaccettabile. Continua a leggere

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L’ipotesi Sapir-Whorf come modo del conoscere

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Edward Sapir e Benjamin Lee Worf

di Simona Cirrincione

In questo saggio prenderò in conto l’ipotesi Sapir-Whorf, le critiche mosse da Berlin e Kay e le proposte, favorevoli all’ipotesi, di Charles Goodwin. Un punto va chiarito subito, fin dall’inizio. La bibliografia riguardante l’ipotesi Sapir-Whorf è notevole e si potrebbe addirittura dire che l’antropologia del linguaggio sia isomorfa agli studi che si sono sviluppati su – e a partire da – Sapir e Whorf. Continua a leggere

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Narrazione e resilienza

copertinadi Annamaria Clemente

«resiliènza s. f. [der. di resiliente]. – 1. Nella tecnologia dei materiali, la resistenza a rottura per sollecitazione dinamica, determinata con apposita prova d’urto: prova di r.; valore di r., il cui inverso è l’indice di fragilità. 2. Nella tecnologia dei filati e dei tessuti, l’attitudine di questi a riprendere, dopo una deformazione, l’aspetto originale. 3. In psicologia, la capacità di reagire di fronte a traumi, difficoltà, ecc» [1]. Continua a leggere

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Abitare un’utopia. Le case dei ferrovieri a Palermo

Palermo, Via D'Ondes Reggio.

Palermo, Via D’Ondes Reggio

di Cinzia Costa

Un giorno di qualche mese fa, nell’aria sorniona di una domenica mattina, sorseggiando la mia tazzina di caffè poco zuccherato, assorbivo soddisfatta il calore dei raggi solari, affacciata al balcone della casa che fu di mia nonna e che adesso appartiene alla mia famiglia.  Assorta in uno stato di contemplazione dell’aria frizzantina, immune ai rumori delle auto dietro la curva o degli stereo boccheggianti musica per lo più neomelodica, venni ad un certo punto distratta da alcune voci prima e da un piccolo gruppo di persone poi, che, seguendo una giovane ragazza, si addentravano nel cortile del condominio, ascoltavano l’esposizione della giovane e scattavano fotografie guardandosi intorno, con un’aria tra l’incuriosito e lo stupefatto. Continua a leggere

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Un selfie per una storia dell’antropologia italiana

copertinadi Antonino Cusumano

Che la vita collettiva contemporanea sia irretita in una dimensione di maniacale autoreferenzialità è nell’evidenza delle cronache quotidiane. Che la cifra del nostro tempo si risolva nella triste immagine dello specchio narcistico è possibile e verosimile chiave di lettura dell’egocrazia in cui siamo immersi. Si chiamano social ma, a guardar bene, sono luoghi di culto della solitudine digitale, moltiplicazione di selfie, di monologhi e di pubblica esposizione del privato. A volte, perfino valvola di sfogo di un autismo patologico. Delle relazioni sociali è evaporato o liquefatto qualsiasi radicamento esperienziale. Nella cosiddetta società liquida l’io sembra sciogliersi solo in un noi affiliato ad una comunità immaginaria artificiosamente costruita sulla esclusione dell’altro. Continua a leggere

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Parole che solcano il mare: dialettologia sentimentale di Mazara del Vallo

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La kasbah di Mazara, 1966 (ph. N. Pecoraro)

di Luca D’Anna

Mazara del Vallo ospita, come è noto, la comunità tunisina più antica d’Italia. La peculiarità dell’insediamento dei Tunisini di Mazara all’interno del centro storico, esso stesso di matrice araba, ne fa inoltre un caso unico nel panorama europeo. Mentre altrove, infatti, gli immigrati hanno abbandonato il proprio dialetto arabo nel volgere di una o due generazioni, la comunità formatasi negli stretti vicoli della Kasbah ha permesso all’arabo di sopravvivere, a Mazara del Vallo, almeno fino alla terza generazione. Nessuna lingua e nessun dialetto, tuttavia, sopravvivono inalterati per oltre cinquant’anni, soprattutto quando si trovano a così stretto contatto con altre varietà linguistiche. Continua a leggere

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Il disastro postcoloniale del Myanmar

 Rohinga in fuga.

Rohinga in fuga

di Valeria Dell’Orzo

Che la macchina del colonialismo porti in sé il principio distruttivo della prevaricazione, dell’annichilimento di esseri umani e culture, e che avvilisca il territorio stesso, fisico, morfologico, del Paese occupato è un dato ridondante nella storia dell’umanità, già evidente dalle pagine di Césaire (2010), che a pochi anni dalla decolonizzazione inglese dell’India puntò il dito sull’appiattimento culturale indiscriminato imposto dal colonialismo, sull’omologazione a un sistema sociale decontestualizzato di stampo capitalistico. Continua a leggere

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«Noi accogliamo con la cultura». Accade a Bologna

 Iftar a Bologna

Iftar a Bologna (ph. Ass. Sopra i ponti)

di Lella Di Marco 

Il libro completo sulla epocale immigrazione in Italia ancora non è stato scritto. Il fenomeno è in continua trasformazione: negli arrivi-partenze, nuove e vecchie generazioni, motivazioni economiche, spinte politiche, ricerca di un maggiore benessere e non soltanto materiale, flussi ininterrotti che  sfuggono ad ogni previsione  o indagini statistiche.  Continua a leggere

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Globalizzazione del pluralismo religioso nel contesto europeo

copertina1di Luca Di Sciullo, Franco Pittau, Nadia Elena Vacaru

In questo contributo si riferisce sul pluralismo religioso così come si presenta in Italia e nell’Unione Europea La documentazione al riguardo è stata desunta dalla raccolta dei Dossier Statistico Immigrazione dal 2000 al 2017. Questo annuario socio-statistico, curato dal Centro studi e ricerche Idos di Roma, si caratterizza per una impostazione che parte dai dati al fine di privilegiare una informazione dal taglio più oggettivo. Continua a leggere

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Ospitare lo straniero, ritrovare se stessi

copertinadi Johnny Dotti [*]

Sono figlio di un migrante. Mio padre negli anni ’50 è stato in Australia, entrambi i miei genitori hanno lavorato nelle miniere di amianto blu del deserto australiano e mi porto dentro il loro vissuto. Parlerò di alcune cose con una certa cognizione di causa. Vorrei parlare da battezzato, che è della mia vita la sfida principale, probabilmente la dimensione che aspiro di più a realizzare e che non ho ancora realizzato. Continua a leggere

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Miraggi nella Contea. Infanzie negate, tesori, orchi negromanti

copertinadi Giuseppe Giacobello

Truvatura, nell’uso letterario ‘trovatura’, è parola adottata in Sicilia e in zone della Calabria per evocare scoperte prodigiose, rinvenimenti di sacre meraviglie, soprattutto tesori incantati nel sottosuolo e vincolati a rappresentazioni dell’aldilà che coinvolgono i luoghi in cui le vicende sono ambientate, le entità a guardia dei beni preziosi (serpenti, draghi, folletti, fate, orchi, animali d’oro, demoni ecc.) e le speleologie cerimoniali da attivare per le insidiose ricerche. Tesori immaginati, concepiti nel mito, non separabili da plausibili giacimenti, da concreti tentativi di scavo e, di tanto in tanto, da clamorosi quanto improbabili arricchimenti. Tesori, e persone convinte della loro esistenza, complicati da studiare in prospettiva unitaria. Continua a leggere

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Naufragi e misteri. Sulle rotte dei pescatori

 copertinadi Nino Giaramidaro

Sempre quel cielo affaticato, colorato di lutto, lì, su quel pezzo obliquo della banchina fra il portello e la dogana, dove andavano ad aspettare che la pietà delle altre barche riportasse a casa gli annegati dei naufragi. Quelli che il mare placato aveva deciso di non prendersi.

Erano le madri, le figlie e i figli ragazzini dei morti. Scuri grumi di dolore, con le buie vesti che garrivano come voleva il maestrale, acerrimo e immancabile. Immobili, impietriti dalla pazienza, gli occhi sull’orizzonte in attesa che il palo bianco di maestra  ne trafiggesse la linea, con la bandiera scivolata sino alla metà di quel triste albero marinaro. Continua a leggere

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Integration, assimilation and the respect of the cultural differences in migration policies: in Italy

 1di Shkelzen Hasanaj [*]

Italy has historically known the presence of foreign groups within its territory. In the nineteenth century in the Kingdom of Sardinia the state issued special passports to foreign residents according to their social status: first-class passports for merchants, shopkeepers, civilian soldiers, military, second-rate for under-officers, workers, day workers . Continua a leggere

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Un’altra storia è la nostra storia

Soumayla-Sacko

Soumayla Sacko

di Tommaso India

Il 2 giugno è la festa della Repubblica. Con lo storico referendum del 1946, l’Italia usciva dal ventennio Fascista, dalle leggi razziali, dalla Seconda Guerra Mondiale, dalla occupazione nazista e dalla Guerra Civile. L’Italia cambiava la sua forma di Stato e diventava una Repubblica parlamentare, una democrazia. Quest’anno però la ricorrenza si è colorata di una ulteriore sfumatura: il 2 giugno, infatti, si è presentato al Paese il nuovo Governo, in una veste pubblica ufficiale, nato dalle elezioni del 4 marzo scorso e frutto di uno storico accordo fra il Movimento 5 Stelle, che alcuni hanno in passato identificato come l’erede della sinistra democratica, e la Lega Nord, per l’occasione delle elezioni rinominata semplicemente Lega (fa un po’ più nazional-sovranista e meno movimento locale pro-scissione). Continua a leggere

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Segni del vento, segni del tempo: le banderuole

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Buccheri (Sr), Banderuola sul comignolo (ph. Nino Privitera)

di Luigi Lombardo e Nino Privitera

«Folle banderuola / folle banderuola del mio cuore / che giri, giri, giri con il vento / sul tetto rosso del mio amore. Folle banderuola / folle banderuola segnatempo / che giri con il sole, con il lampo / sul tetto rosso del mio amor». Continua a leggere

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Per i diritti delle donne, il femminismo nelle istituzioni

copertina-maciotidi Maria Immacolata Macioti

Si era parlato, in un passato non troppo lontano, di un vuoto storiografico circa il femminismo degli anni ’70 in Italia. Vuoto oggi in parte colmato, nonostante alcune perduranti difficoltà di fondo. Scrive infatti Anna Maria Isastia, storica, che tuttora non esiste un archivio della Commissione nazionale per la realizzazione della parità tra uomo e donna presso la Presidenza del Consiglio. Continua a leggere

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L’attendere come ricerca sul campo. Sulle asimmetrie del quotidiano

Hopper come campo (ph. L. Taverna)

Hopper come campo (ph. L. Taverna)

di Stefano Montes

Sto per arrivare. È quasi fatta. Ci sono quasi. Pochi metri ancora. A momenti, pochi momenti ancora, e avrò raggiunto il mio obiettivo. Oggi è comunque domenica, peccato. So già che ci sarà una bella coda da fare, che noia. Ma sono pronto a questa evenienza, non demordo, anzi potrei – mi dico, tra me e me – trarne vantaggio per trasformare la mia eventuale, lunga attesa in una breve etnografia sulle asimmetrie del minuto vivere quotidiano. Continua a leggere

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I gruppi Jihadisti e lo Stato Islamico

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Bandiera dello Stato islamico

di  Manuela Oretano

Lungo tutto il corso del conflitto civile arabo siriano, l’ESL ovvero l’Esercito Siriano Libero, rappresentò sicuramente la principale ossatura dell’opposizione contro il governo di Bashar al-Assad. Parallelamente però, nella stessa regione, si istituirono altri gruppi estremisti islamici affini, i salaiti-takiri; operanti in maniera più autonoma, in poco tempo si radicalizzarono in alcune regioni del Paese. Continua a leggere

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Il mondo ceco nel carteggio fra Angelo Maria Ripellino e la Casa editrice Einaudi

Ripellino e Giulio Einaudi

Ripellino e Giulio Einaudi

di Antonio Pane

Uno degli elementi più significativi della biografia intellettuale di Ripellino è la sua collaborazione con Einaudi, documentata solo in parte dal Catalogo della casa editrice. Per saperne di più ho esplorato le carte ripelliniane presenti nell’Archivio Einaudi, ora custodite presso l’Archivio di Stato di Torino. Mi soffermerò brevemente su uno dei capitoli cruciali di questa esperienza, la parte riservata alla letteratura e alla cultura cecoslovacca. Continua a leggere

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Egitto: faraoni di ieri e di oggi, nazisti imboscati e diritti negati

Alessandria

Alessandria

di Eugenia Parodi Giusino

Uno dei parametri per quantificare la presenza di democrazia di un Paese è il riconoscimento e il rispetto reale dei diritti umani fondamentali. Un aspetto costante dei regimi dove questi vengono negati è il ricorso alle informazioni fornite o estorte da spie e “osservatori”, tramite polizia e servizi segreti più o meno legalizzati. Continua a leggere

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Il mondo arabo-islamico e la rilevanza politica del ritorno alla storia

Ibn-Khaldun.

Ibn Khaldun

di Antonino Pellitteri

L’anno 2011, quando ebbe inizio ciò che in Occidente è stato chiamato “primavera araba” (al-rabī’ al-’arabī), e da altri, soprattutto nei Paesi arabi, fawḍà al-khallāqa (caos creatore) e al-mudammira (che provoca rovina), rappresenta sicuramente un momento di svolta nella storia recente dei popoli arabi. Qualunque sia il giudizio che a distanza di sette anni si possa dare a quegli avvenimenti drammatici, viene evidenziato da molti, favorevoli o contrari poco importa, il bisogno di riaprire le finestre sulla storia dell’Islam in generale e degli Arabi in particolare. Continua a leggere

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L’agorà dei sensi. Un racconto per immagini

 Roma, Piazza di Spagna (ph. Pierantoni)

Roma, Piazza di Spagna (ph. Pierantoni)

di Silvia Pierantoni Giua

«Caterina! Come la signora anziana che seguivo in una casa di riposo. Senza gambe dall’età di quarant’anni, è rimasta sempre nel suo paese ma aveva il mondo dentro; una sapienza e un’esperienza tali da palesarmi che non è necessario viaggiare per andare lontano».  Con queste parole mi risponde la mia amica Daniela alla domanda circa la storia del nome dato alla figlia, parole che mi riportano al mio centro, all’origine profonda della vita e a quanto la prospettiva con cui la si guarda ne cambi l’essenza. Continua a leggere

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I caratteri fondamentali della natura umana. Osservazioni su Rousseau e l’antropologia

 copertinadi Alessandro Prato 

Il Discours sur l’origine de l’inegalité parmi les hommes (1755) è stato scritto da Rousseau per criticare le forme e le modalità politiche non solo della società feudale, ma anche di quella borghese nascente, basata sulla proprietà privata, la divisione del lavoro e lo sfruttamento delle classi egemoniche a danno di quelle subalterne. Continua a leggere

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Iran. Politica estera e processi dinamici di settarizzazione

Sostenitori di Hezbollah portano due manifesti con le foto del leader di Hezbollah, Hasan Nasrallah, e del Leader Supremo Ayatollah Ali Khamenei,nella città di Nabatieh, sud Libano( Haidar Hamdani, Getty Images

Sostenitori di Hezbollah portano due manifesti con le foto del leader di Hezbollah, Hasan Nasrallah, e del Leader Supremo Ayatollah Ali Khamenei,nella città di Nabatieh, sud Libano (ph. Haidar Hamdani, Getty Images)

di Lisa Riccio

In Medio Oriente l’imposizione del sistema westfaliano di matrice occidentale fondato sul concetto di “Stato-Nazione” ha prodotto una realtà composta da un «insieme di organismi interconnessi separati soltanto da membrane porose»[1] in cui la totale assenza di congruità tra Stato e territorio si è scontrata con la forza di identità sub-statali e sovra-statali [2]. Continua a leggere

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Blood of my Blood. Frammenti della vita dei nostri “antenati” a NYC

Jacob Riis, How the Other Half Lives. Studies among the tenements of New York, 1890.

Jacob Riis, How the Other Half Lives. Studies among the tenements of New York, 1890

di Flavia Schiavo

A Orchard Street, a New York City, esiste il Tenement’s Museum, in un’area interna a Lower East Side (Manhattan). È, quest’ultimo, l’ampio ambito dove vivevano, tra il XIX e gli inizi del XX secolo, migliaia di workers che provenivano da moltissime nazioni, non solo dall’Europa, ma da quasi tutte le parti del pianeta, mentre NYC esplodeva con un clangore universale, cresceva e trascendeva, configurandosi come la Capitale del Nuovo Mondo. Continua a leggere

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La voce dei quartieri: Tunisi sette anni dopo

 Quartiere M'hamdiya (ph. C. Sebastiani).

Quartiere M’hamdiya (ph. C. Sebastiani)

di Chiara Sebastiani

Dai quartieri di periferia arrivava la gente con degli striscioni: sopra c’era scritto il nome del quartiere.

(Chiara Sebastiani, Una città una rivoluzione)

Lontano da shâr’a Burghiba …

La Rivoluzione Tunisina del 2011 nasce nelle aree interne ma si realizza nella capitale; il disagio sociale che la sostiene nasce nelle campagne ma si esprime nelle città. Continua a leggere

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È possibile fuggire veramente dalla cultura?

copertinadi Giuseppe Sorce

Se fossi rimasto a Palermo non le avrei capite certe cose. Invece sono partito, vivo qui da quarant’anni e ho capito, e ora mi sembra strano il contrario. Di certe cose te ne accorgi solo se te ne vai, dopo tempo, dopo molto tempo lo capisci e ti chiedi perché, pensi a quanto siano assurdi certi modi di vivere, certe abitudini, certe cose che pensiamo giuste e dovute e invece non lo sono, anzi, magari sono pure sbagliate. Così mi spiegava T., emigrato in America a soli vent’anni. Ricordo quel momento di lucida riflessione spontanea. Continua a leggere

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Nel segno del sincretismo: Santa Rosalia e il Sacro Monte

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La statua di Santa Rosalia al santuario (ph. Salvatore Plano)

di Orietta Sorgi

Due eventi, l’uno appena trascorso, l’altro ormai prossimo, hanno riacceso l’attenzione sulle ragioni del culto di Santa Rosalia e sul contesto mitico-rituale del Monte Pellegrino.

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Guarire dall’accecamento. L’autodafé di Gianluca Costantini allo Steri di Palermo

copertinadi Elettra Stamboulis

Die Blendung (tradotto in italiano Autodafé) [1] fu pubblicato da Elias Canetti, il premio Nobel bulgaro che scrisse sempre in tedesco, nel 1935. Come è noto, è stato il suo unico romanzo ed è sostanzialmente l’unico testo in cui l’ego dell’autore, l’io narrante, non corrisponde con l’autore stesso. Anche se successivamente l’aspetto autobiografico verrà messo in evidenza dalla postfazione che spiega la genesi del romanzo, e sarà presente nell’edizione italiana del 1986. Continua a leggere

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Tremendum fascinans. Due collane storiche a confronto

 copertinadi Sergio Todesco [*]

 Il titolo Tremendum Fascinans è mutuato da un’espressione dello storico delle religioni Rudolf Otto (Das Heilige, 1917), e trae il proprio spunto dall’esigenza di ripercorrere la storia di due collane editoriali apparse nel mercato italiano dagli anni ’20 agli anni ’60, arco di tempo in larga parte caratterizzato in Italia da una forte presenza dello storicismo crociano, temperie culturale a fronte della quale le due collane, sorte in periodi diversi e prive di legami reciproci, a vario titolo facevano valere ben altri paradigmi conoscitivi e metodologici, in parte attinti alle discipline storico-religiose, in specie nell’indirizzo fenomenologico di tali studi, ma anche modulando suggestioni da dottrine sapienziali ed esoteriche (per ciò che riguarda la Collana Esoterica Laterza) o viceversa da correnti culturali e ambiti di studio assai distanti dallo storicismo quali il marxismo, la psicoanalisi, la psicologia del profondo, l’etnologia, il folklore e le tradizioni popolari (per quanto concerne la Collana Viola Einaudi-Boringhieri). Continua a leggere

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Gerarchia cattolica: luci e ombre

Pope Francis during  the international meeting for the Peacedi Marcello Vigli

Non sono mancati nella storia della Chiesa momenti di crisi che hanno indotto alle dimissioni gerarchi di vario livello, ma, che le rassegnasse un intero collegio episcopale, è fatto eccezionale. L’hanno fatto i vescovi cileni convocati a Roma da papa Bergoglio per uscire dalla crisi profonda che da tempo stava vivendo la loro Chiesa per l’impunità di cui da tempo godevano preti e vescovi pedofili. Di fatto solo tre hanno dovuto confermarle, ma restano irreparabili l’insulto ai cattolici cileni e la vergogna per la Chiesa universale, anche perché la piaga della pedofilia del clero crea scandalo non solo in Cile. Continua a leggere

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L’indifferenza: una parola chiave da Antonio Gramsci a Papa Francesco

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Antonio Gramsci

di Francesco Virga

Nel febbraio del 1917, mentre è ancora in corso la prima guerra mondiale, il giovane socialista Antonio Gramsci, allora studente di Lettere al’Università di Torino, scrive un celebre articolo dove, in un suo passo centrale, si afferma:  Continua a leggere

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Quando la musica suona la rivoluzione

copertinadi  Serena Naghma  Visconti

Noi musicisti, non sottovalutiamo mai la potenza della musica, anzi delle volte le affidiamo dei compiti ardui, convinti che possa fare dei prodigi fuori dall’ordine naturale delle cose. Lo sappiamo bene sopratutto noi pianisti, non so perché, ma mi è capitato di notare che abbiamo un atteggiamento diverso nei confronti della musica, non migliore, ma solo diverso che a parole non è facile spiegare. Continua a leggere

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Restare paese

Nuotatori di cielo, Eugenio Cirese, autoprodotto, 2018

Nuotatori di cielo, Eugenio Cirese, autoprodotto, 2018

di Pietro Clemente 

Città

Credo che i risultati elettorali che hanno caratterizzato questa fase politica e amministrativa del 2018 non vadano nella direzione in cui la rete dei piccoli paesi si muove perché coloro che ne fanno parte possano  ‘restare paesi’. Restare paesi è l’etichetta della nostra futura pagina Facebook, e tiene insieme il titolo di un libro di Felice Tiragallo su Armungia (Restare paese) e la poetica (e politica)  di Vito Teti per una ‘antropologia del restare’. Continua a leggere

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Viaggio a Pontito. Cronaca di una passeggiata nel paese di pietra

Pontito-ph.-Fresta

Pontito (ph. Fresta)

di Mariano  Fresta

È una giornata di gennaio, fredda e luminosa: la terra ha il suo vestito invernale, cangiante dal grigio al marrone, e gli alberi protendono al cielo i rami spogli. Percorro una strada in salita, con molte curve e molte buche che non mi fanno guardare il fondo valle là dove scorre pigramente la Pescia, ancora non ingrossata dalle piogge. Continua a leggere

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L’arcipelago dell’architettura italiana. I piccoli paesi a Venezia

Venezia, Campo Santa Fosca (Olimpia Niglio, 2018).

Venezia, Campo Santa Fosca (Olimpia Niglio, 2018)

 di Olimpia Niglio

Recita un antico proverbio greco:

Una società cresce e diventa grande quando gli anziani piantano alberi alla cui ombra sanno che non potranno mai sedersi.

La 16a Mostra Internazionale di Architettura aperta a Venezia lo scorso 26 maggio presso i Giardini e l’Arsenale propone un tema di riflessione molto suggestivo e propositivo. Continua a leggere

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Il mio sguardo sugli uomini e sui luoghi dell’abbandono

 

Calabria 1975 (ph. Piermarini)

Calabria, 1975 (ph. Piermarini)

di Salvatore Piermarini [*]

Sono nato nel 1949 ad Ascoli Piceno. Ho sempre guardato le figure, fin da piccolo. Un’attività intensificata nei primi anni di scuola, quando si moltiplicarono le possibilità di guardarle. Ma già in famiglia questa particolare predilezione era favorita da alcune opportunità che si rivelarono importanti e premonitrici. Il fatto è che in casa, ogni settimana e ogni mese, si comperavano e arrivavano periodici come Tempo illustrato, L’Europeo, Epoca, Oggi, Storia Illustrata, Pirelli magazine, tutte riviste che venivano conservate o addirittura rilegate in volumi annuali. Continua a leggere

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Vocazioni artigiane. Paradigmi alternativi e visioni del mondo nella Sardegna contemporanea

copertina

Alessandro Nonnoi, tintore, Laboratorio La Robbia (ph. C. G. Sias)

di Claudia Guendalina Sias

Questo scritto dà conto di due lavori di ricerca sull’artigianato sardo cosiddetto tradizionale. Durante la prima ricerca, che verteva soprattutto sul versante tecnico-operativo dei processi artigianali, erano emerse alcune specificità ed interrogativi sullo statuto variamente complesso delle professioni e sulle vocazioni degli artigiani contemporanei, che hanno fatto da stimolo per un successivo approfondimento di ricerca. Continua a leggere

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SOMMARIO n. 31

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Siena, nebbia e nuvole (ph. Stefano Montes)

EDITORIALE; Francesco Andriollo, History, Politics and Education in Israel and in the Occupied Palestinian Territories; Paola Barbuzzi- Jupinderjit Singh, “The misogynist killing of women”. The honour killing; Antonino Cangemi, Eros e satira nella poesia di Domenico Tempio; Marcello Carlotti, Un antropologo in Sardegna; Roberto Cascio, L’Algeria in bilico perenne, tra Islam e islamismo; Augusto Cavadi, Per un dialogo sulla vita tra laici e cattolici; Roberta Conigliaro, Antonia Pozzi, un incontro in versi; Continua a leggere

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EDITORIALE

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Palermo, Scuola di lingua italiana per stranieri (ph. Antonio Gervasi)

Nella confusa temperie del nostro presente, se si vuole intuire la rotta che si sta percorrendo per tentare di capire dove stia andando il Paese, quale sia il suo stato di salute, quale il futuro che sta preparando all’orizzonte, due sono forse, a guardar bene, gli osservatori privilegiati, i parametri cui riferirsi. Non il Pil né il tasso d’inflazione, e nemmeno le statistiche sui consumi o sui redditi, ma la scuola e la lingua, ovvero i luoghi e gli strumenti per eccellenza della conoscenza sono le spie, gli indici, le cartine di tornasole degli orientamenti e degli umori che scorrono sottopelle, delle evoluzioni carsiche, dei processi culturali che lentamente affiorano, si dispiegano e prendono forma nel divenire della storia di lunga durata. Continua a leggere

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History, Politics and Education in Israel and in the Occupied Palestinian Territories

 Gerusalemme, 2017 (ph. F. Andriollo).

Gerusalemme, 2017 (ph. F. Andriollo)

di Francesco Andriollo

The intimate relationship between education and nationalism is fundamental to the present social and political situation in Israel and in the Occupied Palestinian Territories (oPt). Understanding the ideological function of history and memory, particularly through the powerful tools of curricula and schoolbooks, is crucial to efforts to build a fair and lasting peace between the Israeli and the Palestinian peoples. Continua a leggere

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“The misogynist killing of women”. The honour Killing

9780987870407-Perfect.indddi Paola Barbuzzi e Jupinderjit Singh

The shocking criminal cases [1] on honour killings reported in the UK in the late 90s onwards, predominantly from Middle Eastern and South Asian immigrant communities, have drawn attention to the way the victims have been brutally murdered and deprived of their fundamental rights in a liberal country, which champions and promotes cultural rights for all British and non-British within its territory.

Non-discrimination, equality, self-determination, right to life, right to freedom, no torture, which are some of the foremost fundamental principles of human rights present in the Universal Declaration of Human rights, are inexistent within some patriarchal and traditional families and communities in relation to women. Continua a leggere

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Eros e satira nella poesia di Domenico Tempio

Domenico-Tempio

Domenico Tempio

di  Antonino Cangemi

Domenico Tempio, chi era costui? Un poeta pornografo, risponderà chi ha ancora memoria di letteratura in Sicilia; il più benevolo lo correggerà: poeta erotico, non pornografo; chi vuol conquistare la platea, reciterà i suoi versi più noti (o meno ignoti), certamente esplosivi d’incontenibile sensualità de La futtuta all’inglisi: «Veni ccà figghia! Curcati! / Spinciti tanticchiedda; / li to labbruzza dùnami, / dammi nna vasatedda. / Nici, fa prestu; dùnami / sta duci to linguzza; / ntra la mia vucca tràsila, / facemu la sirpuzza / Sti cosci toi, sti natichi / sunnu nna vera tuma; / li minni su’ dui pròvuli, / chiù bianchi di la scuma». Continua a leggere

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