SOMMARIO n. 27

 Quotidianità a Damasco (ph. Pierantoni)

Quotidianità a Damasco (ph. Pierantoni)

EDITORIALE, Linda Armano, «Slouching toward utopia». Quando il marketing è la società; Giacomo Maria Arrigo, Islamizzazione, nichilismo e radicalità; Clarissa Arvizzigno Riflettere riflettersi: la poetica dello sguardo in Palomar e in Ora Serrata Retinae; Elena Biagi, Alle radici del senso: attraversando il linguaggio della mistica islamica; Rosolino Buccheri, Il caso e la necessità nel circolo virtuoso delle evoluzioni; Marcello Carlotti, Ambiguità dell’identità e mimetismo antropologico; Roberto Cavarra-Ludovica Russotti, La Sosta degli Afgani. Un’esperienza di inclusione; Continua a leggere

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EDITORIALE

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Nonluoghi, di M. Di Donato

Se anche in Sicilia s’incrina il fronte dell’accoglienza, se come altrove i sindaci, nella ricerca di una qualche visibilità, si oppongono all’arrivo di poche decine di migranti, per lo più adolescenti, e organizzano barricate chiamando a raccolta i propri cittadini in difesa della sicurezza minacciata, se anche nell’Isola, da cui sono partiti per mare migliaia di emigranti per cercare fortune nelle Americhe e nel mondo, divampa l’isteria collettiva contro i profughi e i richiedenti asilo, se rischia di mettere radici l’aberrante fenomeno dell’intolleranza e dell’odio sociale, allora quel fragile tessuto connettivo che ha fin qui tenuto insieme le comunità di questo nostro Paese sembra davvero essere sul punto di disfarsi rovinosamente, di disgregarsi definitivamente. Continua a leggere

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«Slouching toward utopia». Quando il marketing è la società

copertinadi Linda Armano

Condizionata da «un’indigena ritrosia» (Carrier, 1995) l’antropologia non si è occupata a lungo dei beni in commercio oppure, nel farlo, li ha colti soprattutto dal momento in cui essi smettono di presentarsi come delle merci, per apparire piuttosto come possessi (Carrier, 1990) o aspetti della cultura materiale (Miller, 2001). Continua a leggere

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Islamizzazione, nichilismo e radicalità

copertinadi Giacomo Maria Arrigo

Recentemente tradotto in italiano, Generazione Isis (Feltrinelli, 2017) dell’accademico Olivier Roy è un importante contributo sulle dinamiche che conducono i giovani europei ad arruolarsi tra le fila del gruppo Stato Islamico. Roy, attuale professore all’Istituto Universitario Europeo di Firenze, già docente presso l’École des hautes études en sciences sociales (Ehess) e l’Institut d’études politiques (Iep) di Parigi, è tra i maggiori studiosi di Islam contemporaneo. Continua a leggere

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Riflettere riflettersi: la poetica dello sguardo in Palomar e in Ora Serrata Retinae

copertinadi Clarissa Arvizzigno 

Un occhio che guarda il cielo si fa strada sulla sua volta infinita, poi vola sempre più giù sorvolando il terrazzo: qua si posa. Le prospettive gli appaiono molteplici, l’occhio si smarrisce e, ancora una volta, la superficie delle cose pare inesauribile. Ultima possibilità: scegliere il fondo, scendere  in fondo, al concreto, sulla terra. Cosa vede? «Vede la specie umana nell’era dei grandi numeri che s’estende in una folla livellata ma pur sempre fatta di individualità distinte come questo mare di granelli di sabbia che sommerge la superficie del mondo» [1]. L’occhio si arrende, anche la superficie umana è inesplorabile. Continua a leggere

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Alle radici del senso: attraversando il linguaggio della mistica islamica

 Il Simurgh, simbolo, nella mitologia persiana, del desiderio di conoscenza

Il Simurgh, simbolo, nella mitologia persiana, del desiderio di conoscenza

di Elena Biagi

Se due fantasmi s’incontrano nel deserto,
 si dividono la sabbia
 o si contendono il monopolio della notte?
(M. Darwish, Murale. VIII parte

Nella lingua araba uno dei termini con cui si significa il concetto di “idea” o “pensiero” è ḫāṭir. In particolare nel lessico del sufismo, o misticismo islamico, esso designa quel “pensiero fugace” che porta con sé un’ispirazione: al mistico spetta la capacità di osare, o meglio, “arrischiarsi” (da cui l’appartenenza di ḫāṭir allo stesso etimo di ḫaṭar, “rischio”) nel cogliere l’illuminazione sfuggente. Continua a leggere

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Il caso e la necessità nel circolo virtuoso delle evoluzioni

 Black Hole (Simonnet).j

Black Hole (Simonnet)

di Rosolino Buccheri

Charles Darwin apre L’origine delle specie con un “Compendio storico del progresso delle idee sull’origine delle specie” dove, riferendosi al ‘fissismo’ e al ‘creazionismo’, rispettivamente, scrive che «Fino a poco tempo fa, la grande maggioranza dei naturalisti credeva che le specie fossero immutabili e che fossero state create l’una indipendentemente dall’altra» (Darwin, 1967: 67). Queste credenze – insieme alle stime fatte nel 1600, per le quali la creazione del mondo doveva essere avvenuta non più di cinquemila anni prima [1] − iniziarono ad essere messe in dubbio in cosmologia già con la Teoria della Nebulosa Primitiva, pubblicata dapprima nel 1755 da Immanuel Kant, e più rigorosamente nel 1795 da Pierre Simon de Laplace, in cui si sosteneva l’ipotesi che una nube primordiale di particelle si fosse progressivamente condensata sotto l’azione della forza di gravità finendo per dare origine al Sole e ai pianeti. Continua a leggere

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Ambiguità dell’identità e mimetismo antropologico

copertinadi Marcello Carlotti

A seguito del sempre più attivo processo migratorio mediterraneo, anche nel dibattito pubblico-politico italiano, è in auge il tema dell’identità che, normalmente, viene presentato come chiara e aproblematica giustapposizione noi/loro; italiani/migranti; cittadini/ clandestini. Continua a leggere

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La Sosta degli Afgani. Un’esperienza di inclusione

copertinadi Roberto Cavarra e Ludovica Rossotti [*]

La presente ricerca restituisce un’esperienza concreta di volontariato rivolto ai rifugiati provenienti dall’Afganistan. Si tratta di un tipo di attività che va a colmare un vuoto lasciato ormai da diverso tempo dal Comune di Roma, sostituendosi e aggiungendosi mediante diversi servizi di accoglienza nel rispetto dell’identità sociale. Continua a leggere

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Letteratura fantastica e migrazione

copertinadi Annamaria Clemente

Uno dei meccanismi con cui la nostra mente conosce e domina il reale è la semplificazione della realtà, essendo questa troppo immensa e troppo sfaccettata per essere compresa nella singolarità e nella particolarità di ogni minimo elemento. Il cervello farebbe ricorso a delle immagini, delle rappre- sentazioni predeterminate culturalmente, sono quelle che definiamo come immagini mentali o stereotipi. Sappiamo che lo stereotipo rappresenta un’immagine semplificata e condivisa relativa ad una categoria e conoscere per mezzo di uno stereotipo significa attribuire, a qualcosa o a qualcuno, determinate caratteristiche considerate proprie del soggetto in questione; Continua a leggere

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Educare alle grandi virtù. La XII edizione Sole Luna Doc Film Festival

copertinadi Cinzia Costa

I miei pomeriggi estivi, ostaggio della città, sono spesso accompagnati da letture disordinate e incomplete di libri accumulati nel corso dei mesi trascorsi, mesi troppo colmi di appuntamenti e corse fra un appuntamento e l’altro per potermi dedicare senza premura, nelle ore di tedio, ai testi scelti con attenzione, spesso sfogliati e segnalati tra le prossime imprescindibili letture, ma mai assaporati, insieme sovente a riflessioni e bilanci sulla strada sinora percorsa, come spesso avviene in seguito a letture imprevedibilmente rivelatrici. Continua a leggere

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Quando un simbolo diventa fulcro e paradigma di una comunità

copertinadi Angelo Cucco

L’identità di una comunità ha bisogno di segni che la rendano visibile, comunicabile ed osservabile. È necessario che qualcuno noti le differenze perché quel limes invisibile tra Noi e l’Altro possa materializzarsi: c’è bisogno degli osservatori esterni. La particolarità è tale, dunque, se una comunità la mette in scena dinnanzi ad altri che ne possono fruire pur essendo esclusi dalla “communitas” di idee e di intenti. La festa è il luogo privilegiato per rappresentare la propria identità ma se un tempo il palcoscenico era ristretto, la globalizzazione e la rivisitazione in chiave turistica delle pratiche tradizionali hanno contribuito ad ampliare il pubblico, hanno costruito un nuovo teatro. Continua a leggere

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I migranti ci guardano e ci dicono chi siamo

copertinadi  Antonino Cusumano

A che serve la letteratura se non a ricordarci chi siamo quando ci diciamo umani? Nulla può forse meglio restituirci quale senso e quale sentimento dell’uomo esprime la cultura del tempo che viviamo, quali modi del vivere e quali mondi dell’abitare sono possibili o immaginabili. Probabilmente nulla può farci meglio comprendere il rapporto dell’uomo con la storia, con quella trama segreta dei fatti che come fili sottili si rendono visibili solo nel rovescio della tela e del tutto invisibili nel dritto. Continua a leggere

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Se l’integrazione inizia dai cortili. La rassegna “Cinema di Ringhiera” a Milano

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Rassegna  “Cinema di Ringhiera”, Milano

  di Chiara Dallavalle

Difficile in questo momento storico rifarsi ad un’immagine dello straniero diversa da quella del profugo che si aggrappa ad un gommone, o da quella delle moltitudini di ragazzi di colore che troviamo fuori dai supermercati cittadini con un cappello in mano, in attesa di qualche monetina avanzata dalla spesa. Oggi l’immigrazione è innanzitutto emergenza, una parola che ultimamente va di pari passo con invasione. Continua a leggere

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Di cultura in cultura. Coralità teatrale del dramma dell’esclusione

Spettacolo Il rispetto di una puttana, Palermo agosto 2017 (ph. Dell'Orzo)

Spettacolo Il rispetto di una puttana, Palermo, agosto 2017 (ph. Dell’Orzo)

di Valeria Dell’Orzo

La recrudescenza trasversale che at- traversa il mondo odierno svela la drammatica condizione di un’isteria diffusa, di appartenenza e di esclusione, di una incultura ossessiva e ripetitiva; porta con sé, e in sé, la paura propria dell’ignoranza, la fobia figlia sprovveduta della pressione mediatica e politica, la rabbia covata nell’esclusione, la violenza deflagrante dei margini sfibrati e l’efferatezza di supponenti primati socio-culturali. Continua a leggere

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Aspetti psico-giuridici della tratta

copertinadi Piero Di Giorgi

 La globalizzazione offre l’esempio di un sistema complesso del mondo d’oggi, caratterizzato da interdipendenza, incertezza ed imprevedibilità, di cui la tratta è un epifenomeno, peraltro relativamente nuovo, se si considera che, precedentemente, gli unici strumenti giuridici erano quelli contro la schiavitù e il racket delle bianche. Perciò si brancolava un po’ nel buio di fronte ai nuovi e massicci fenomeni di sfruttamento del mondo globalizzato. Man mano si è venuta costruendo una legislazione sulla tratta, sia sovranazionale, sia nazionale. Continua a leggere

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Dall’altra parte dello spazio. Immaginazioni surmoderne nell’iconografia di Di Donato

copertina

ph. Di Donato

di Fabiola Di Maggio

“Ho fotografato invece di parlare.
Ho fotografato per non dimenticare.
Per non smettere di guardare”.
 
Michele Di Donato 

Nel 1992 nascevano i Nonlieux di Marc Augé. Da allora la post-storia si è legata a un neologismo antropologico definendo e acquisendo di fatto i contrassegni della fin troppo rinomata società surmoderna (2009). Augé captava e descriveva i nuovi tratti dell’uomo contemporaneo e dello spazio che si trasformava per trasformarlo definitivamente. Continua a leggere

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La lingua salvata. Dialoghi mediterranei in una università tunisina

ingresso Università “La Manouba” di Tunisi (ph.A. Bernardo)

Ingresso Università “La Manouba” di Tunisi (ph.A. Bernardo)

di Laura Faranda

A partire dal 2013, dopo aver promosso un accordo di collaborazione scientifica tra il mio Ateneo (L’Università di Roma “Sapienza”) e l’Università “La Manouba” di Tunisi, sono stata spesso ospite e testimone delle attività didattiche e scientifiche della Faculté des Lettres, des Arts et des Humanités. “Ero là” di persona – avrebbe detto Gertz (1990:30) – e non pensavo di poter “essere là” con intenti testimoniali, per dare vita a una descrizione etnografica di quel contesto. Continua a leggere

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Memoria e impegno. Addiopizzo e la Sicilia che dice no alla mafia

 

La torre dell'acqua dove i mafiosi si appostarono per la strage di Capaci è una tappa dei viaggi no-mafia

La torre dell’acqua dove i mafiosi si appostarono per la strage di Capaci è una tappa dei viaggi no-mafia

di Fabio Franzella

Quando si parla di mafia il pensiero va immediatamente alla Sicilia, «terra bellissima e disgraziata», come la definiva Paolo Borsellino, falcidiata da un male antico quanto attuale. La rappresen- tazione del fenomeno mafioso ha sempre caratterizzato le descrizioni delle guide e dei viaggiatori dell’Isola, affascinati da un immaginario dai tratti chiaroscuri e folclorici che ha unito elementi storici e antropologici, oggettivi e soggettivi, in un unico calderone. Continua a leggere

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Nofrio e Giovanni De Rosalia. Dalle vastasate siciliane al successo americano

 Giovanni De Rosalia in un volantino pubblicitario della Columbia. New York, 1927 (Collezione G. Fugazzotto).

Giovanni De Rosalia in un volantino pubblicitario della Columbia, New York, 1927 (Collezione G. Fugazzotto)

 di Giuliana Fugazzotto 

In America, già dai primi decenni dell’800, erano presenti compagnie teatrali italiane che si esibivano, in italiano o in inglese, per le diverse comunità linguistiche e culturali. Esse si erano via via  affermate rappresentando opere classiche della tradizione europea.

Verso la fine del secolo, con l’arrivo delle grosse masse di lavoratori soprattutto dal sud-Italia, le compagnie  avvertirono la necessità, anche economica, di incontrare i gusti e le richieste degli immigrati e iniziarono a modificare i propri repertori, spesso traducendone i testi in italiano o nei principali dialetti meridionali. Continua a leggere

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Cledonomantica. Forme e pratiche femminili dell’interrogare e del conoscere

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di Giuseppe Giacobello

 Dal greco kledòn (‘presagio’, ‘augurio’, in particolare ‘rumore’, ‘voce’, ‘invocazione’, ‘grido’), la cledonomanzia è una modalità divinatoria applicata a parole, frasi, dialoghi e a qualsiasi fenomeno, soprattutto sonoro, percepito casualmente durante specifici rituali di propiziazione. Con atteggiamento di fiducia devozionale, quelle parole fortuite, quelle frasi, quei dialoghi colti al volo, come altri eventi concomitanti ma svincolati dal rito, diventano segnali di presagio attribuiti a divinità contattate con apposite preghiere; Continua a leggere

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Sofia, la vita a ritmo di scacchiera fra tre grandi religioni

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Monastero di Rila, particolare (ph. Giaramidaro)

di Nino Giaramidaro

Bianco il cirro sull’ala dell’aereo nella virata sopra il cielo di Sofia. Me lo aspettavo grigio d’inquinamento, ricet- tacolo di scorie volanti e della difettosa estinzione del rosso sovietico della RPB. Atterriamo nella povertà bulgara, in un aeroporto lindo e senza aree fumatori. Dodici Lev e mezzo di taxi, alias sei Euro e rotti,  per raggiungere il massiccio edificio del Grand Hotel Sofia. Stile ombroso, grandi camere, quadri dappertutto. Cinque stelle. Ma oltre i 23 gradi di longitudine, secondo me, le stelle si rimpiccioliscono, diventano vaghe e caduche. Continua a leggere

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La periferia orizzontale Un modello di etnografia collaborativa a Barcellona

copertinadi Eugenio Giorgianni 

A metà dello scorso, torrido mese di agosto, un furgoncino percorre a zigzag la Rambla di Barcellona, uccidendo 13 passanti e ferendone 80. La nuova emergenza del terrorismo islamista in Europa ripropone il copione ormai consueto: il commando di terroristi ragazzini, la commozione pubblica, le libertà occidentali sotto attacco.

Barcellona catalizza l’attenzione del mondo: sullo sfondo della tragedia, la città multiculturale del turismo e del divertimento, la Sagrada Familia e l’architettura fantastica del modernismo, la gente che grida in catalano di non avere paura tra le vie del centro. Le strategie dell’ISIS, la giunta progressista di Ada Colau, e le testate giornalistiche di mezzo mondo concordano appieno su quali sono – e quali devono essere – i luoghi simbolo della città, questa meravigliosa capitale mediterranea della contemporaneità. Continua a leggere

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Immigrazione e criminalità: pregiudizi, dati e interpretazioni

copertinadi Paolo Iafrate-Franco Pittau

Negli anni successivi alla grande crisi del 2008 è stata forte, in tutti gli Stati Membri dell’UE la preoccupazione nei confronti della criminalità, della sicurezza e della immi- grazione. Anche in Italia, come evidenziato da diverse ricerche sul campo, è diffusa la propensione a considerare gli immigrati più un pericolo da cui difendersi piuttosto che dei nuovi cittadini da integrare. Continua a leggere

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Come Cook alle Hawaii. Legami di campo ed epistemologia nell’antropologia di Ferdinando Fava

copertina di Dario Inglese

C’è qualcosa di “stravagante” nel costruire testi apparentemente scientifici a partire da esperienze ampiamente biografiche (Geertz 1990: 17).

Così Clifford Geertz, tentando a suo modo di seguire l’invito di Malinowski a “cogliere il punto di vista dei nativi”, sintetizzava uno dei paradossi della ricerca etnografica e, in particolare, della tecnica codificata dal maestro anglo-polacco per conoscere gli universi culturali altri: l’osservazione partecipante. In effetti, a pensarci bene, tutta la storia dell’antropologia può essere letta come il tentativo, messo in atto dai ricercatori appartenenti alle più diverse scuole di pensiero, di scendere a patti con questo paradosso. Continua a leggere

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La rivoluzione teatrale di Gabriele d’Annunzio

copertina

G. d’Annunzio parla contro il “giolittismo” nel teatro Costanzi di Roma, maggio 1915

di Giovanni Isgrò

Nel panorama della rivoluzione della scena teatrale in Europa fra Otto e Novecento Gabriele d’Annunzio occupa un ruolo di primo piano, anche se molte delle sue originali e moderne intuizioni non poterono andare oltre la fase progettuale o dovettero fermarsi, il più delle volte, fra le didascalie dei suoi drammi senza che esse potessero effettivamente trovare attuazione concreta, soprattutto per mancanza di adeguati strumenti tecnici.

Pur in assenza di scritti teorici, il contributo innovatore di d’Annunzio è già evidente negli ultimi anni dell’Ottocento, quando in Europa al di là della svolta naturalistica di Antoine, soltanto Appia rivelava la sua vocazione di padre fondatore del nuovo teatro, dedicandosi, ancora sul piano teorico, a risolvere i problemi della messinscena del teatro Wagneriano [1], in particolare per quanto riguarda l’uso della luce in scena e il suo rapporto con la musica. Continua a leggere

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Il letto della sposa. Memorie dagli archivi della Sicilia orientale

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Monache di casa di Lipari, J. Houel

di Luigi Lombardo

In un canto dell’Odissea (XXIII, vv. 183-204) Ulisse, adirato verso la consorte, che ancora non lo riconosce, nonostante abbia vestito abiti regali, così la rimbrotta stentoreo:

«O donna, davvero é penosa questa parola che hai detto!
Chi l’ha spostato il mio letto? sarebbe stato difficile
anche a un esperto, a meno che un dio venisse in persona,
e, facilmente, volendo, lo cambiasse di luogo.
Tra gli uomini, no, nessun vivente, neanche in pieno vigore,
senza fatica lo sposterebbe, perché c’è un grande segreto
nel letto ben fatto, che io fabbricai, e nessun altro.
C’era un tronco, ricche fronde, d’olivo, dentro il cortile,
florido, rigoglioso; era grosso come colonna: Continua a leggere
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Dal logos al dia-logos. La sfida delle religioni nel secolo che viene

                                                                                                              

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La Scuola di Atene, Raffaello, 1509-11

di Mauro Magatti

Come si possono porre le religioni nell’era della globalizzazione, in un’epoca, cioè, in cui il pianeta si è fatto piccolo e interconnesso e in cui le coordinate spazio-temporali entro cui si svolge la nostra vita personale e collettiva sono profondamente ristrutturate?
È probabile che, davanti a noi, si distenda un tempo del tutto nuovo. Un tempo di conversione per l’umanità e per le stesse religioni. Un tempo a cui occorre guardare con speranza, nella convinzione che il meglio dell’umano sia davanti, non dietro di noi. Continua a leggere

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Sicilia e influencer turistici. Situazione e prospettive

copertinadi Lorenzo Mercurio

Il settore del marketing turistico nel mondo, e di conseguenza anche in Sicilia, sta radicalmente e velocemente mutando. Le motivazioni sono diverse e alcune di esse solo casualmente co-influenti. Non se ne può negare l’evidenza: se fino a soli pochi anni fa la promozione turistica era esclusiva degli enti pubblici su larga scala e delle pro-loco (comunque finanziate da enti pubblici locali), adesso chiunque, grazie al web, è messo nelle condizioni di diventare un influencer, ossia qualcuno che pubblicizzi, con i potenti mezzi messi a disposizione della rete, le caratteristiche di un determinato territorio, esaltandone – e, talvolta, esagerandone – l’eccezionalità in termini di bellezze monumentali, naturalistiche, enogastronomiche e di accoglienza e divertimento. Continua a leggere

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La Sicilia: un arcipelago di beni archeologici

copertina di Maria Rosa Montalbano

È noto che la Sicilia oggi luogo d’approdo di migranti ma anche di frontiera tra Africa ed Europa, è stata e continua ad essere una terra poliedrica che grazie proprio alla sua centralità nel Mediterraneo ha conosciuto fin dai tempi più remoti l’avvicendarsi di numerose genti, di passaggio e non. Vera e propria “officina” della civiltà umana, per la sua posizione intermedia tra tre grandi aree continentali, diverse per caratteristiche geologiche, climatiche e antropiche, e per la sua operosa “recettività”, ha contribuito alla complessa formazione di strati, sostrati e parastrati che ne hanno plasmato la complessa e originale storia. Continua a leggere

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Il senso del vivere, ovvero la vita come oggetto di studio antropologico

Nulla di inessenziale (ph. L. Taverna)

Nulla di inessenziale (ph. L. Taverna)

di Stefano Montes

Per iniziare, un’immagine: sepolta da anni nella mia mente. Una piccola spinta ancora, pochi secondi, l’immagine si fa strada, sta per emergere: induce alla riflessione, spinge alla scrittura. Eccola, ce l’ha fatta: dirò dopo come. L’immagine, intanto, in sé, cos’è: è quella di un uomo con il braccio destro al collo immobilizzato in seguito a un’operazione che gliene impedirà per qualche tempo l’uso. Lui, pur nel disagio, consapevole della goffaggine prodotta dalla situazione anomala, non si perde d’animo, comincia a utilizzare la sinistra come meglio può; all’inizio non è abituato e le dita fanno male; poi, poco a poco, s’impratichisce, acquisisce maggiore autonomia, consapevolezza, sempre più speditezza. Continua a leggere

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Il valore “intertestuale” del patrimonio culturale

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Roma, Largo  Argentina, base di colonna ed elementi di riuso (ph. Niglio)

di Olimpia Niglio

Analizzare il concetto e il valore del patrimonio culturale, secondo quella dimensione interdisciplinare ben elaborata nei documenti internazionali e nelle numerose ricerche che principalmente in questi ultimi anni hanno caratterizzato differenti ambiti scientifici, significa rintracciare le origini storiche ed etnologiche che sono alla base del contenuto stesso del termine patrimonio e quindi risalire all’accezione “civile” della parola. Continua a leggere

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Un incontro a Damasco

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Damasco. Moschea degli Omayyadi (ph. Pierantoni)

di Silvia Pierantoni Giua

«La gente più di tutto», mi risponde Samir alla domanda su cosa gli mancasse di più della sua terra.

L’ho conosciuto a Damasco nell’agosto 2008. Ero andata a fare un corso di arabo classico all’Università di Lingue. Ricordo quell’esperienza con colori nitidi, impregnati di quella vitalità e forza che caratterizzano la capitale siriana. Continua a leggere

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Dal silenzio alla musica, la ribellione di Damiana

foto-copertinadi Valentina Richichi

Quando raccontiamo una storia, le parole conducono il senso attraverso i loro suoni, ma non esauriscono in tal modo la loro funzione: sono infatti anche in grado di descrivere i silenzi. Il silenzio, esattamente come il suono, possiede numerose altezze e intensità, può essere un rifugio di riflessione o una spaventosa condizione di sospensione tra l’attesa e la reazione. Alla lettura silenziosa affidiamo, mentalmente, i suoni di cui le parole sono portatrici, i loro significati, le armonie e le dissonanze delle storie che si muovono dalle pagine verso la nostra immaginazione, che non è, appunto, silenziosa, ma si fa cantiere di esperienza in costruzione e di narrazione personale. Continua a leggere

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Appunti intorno al sacro

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Crocifissione, Renato Guttuso, 1940

di Elio Rindone

Le riflessioni che seguono vogliono illustrare, in un percorso che procede per brevi e asciutti paragrafi, il legame che, nella tradizione greco-latina e in quella ebraico-cristiana, unisce termini fonda- mentali dell’esperienza religiosa, quali Dio, sacro, conversione… Partendo dalla etimologia del termine ‘sacro’, ne proporrò una definizione che sboccherà poi in un’interpretazione d’insieme certo opina- bile, che proprio per questo potrà essere oggetto di un confronto con altre opinioni e in particolare, c’è da augurarselo, con quelle provenienti dalla tradizione islamica.  Continua a leggere

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Donne musulmane d’Occidente e il femminismo “interpretativo”

copertinadi  Antonietta Sammartano

Centinaia di donne in minigonna sono scese in strada a Izmir, un pomeriggio di questa estate torrida, per protestare contro il tentativo patriarcale di controllare l’abbigliamento delle donne turche. Organizzata dal gruppo femminista Kiyafetime Karisma, che significa, più o meno, “non ti impicciare di quello che indosso”, la protesta si è estesa ad Ankara e Istanbul. La laica Turchia sta tornando ad essere sempre più uno Stato islamico e i primi obiettivi sono le donne. Nel 2014 il presidente Erdogan ha dichiarato che il ruolo naturale per loro è quello di madri e dovrebbero quindi stare più a casa e ha messo in discussione la parità di genere. Continua a leggere

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Fiati pastorali siciliani. L’arcaico flauto di canna

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Pan che suona il flauto, Jaob Jordaens, 1620

 di Mario Sarica

Strumento musicale pastorale siciliano per eccellenza, il flauto di canna diritto semplice a “bocca zeppata” costituisce un’eredità organologica plurimillenaria, giunta miracolosamente fino a noi grazie ad un “sapere” trasmesso per vie “bucoliche” da padre in figlio.

Appartenente alla più ampia famiglia degli aerofoni mediterranei, variamente connotati tipologicamente (ance e calami, semplici e doppi), diffusi in tutte le culture antiche del bacino del Mediterraneo, il flauto di canna, assieme a quelli realizzati in osso o in legno, assolveva a diverse funzioni rituali e cerimoniali, sia in area urbana sia rurale. Continua a leggere

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Ettore e Nanda: una Finestra sul Mondo

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Ettore Sottsass e Fernanda Pivano

di Flavia Schiavo 

Dal 2003 al 2006 Ettore Sottsass tenne una rubrica “Foto dal finestrino” [1], su Domus. Uno scatto e un commento, niente affatto didascalico, quanto piuttosto poetico e immaginifico. Questa qualità sognante della scrittura, questa qualità sognante della parola e una certa qualità indagante e dichiaratamente soggettiva dell’immagine, al limite del criptico e dell’iconico, si intrecciava con un’altra cifra, questa volta più concreta, fattuale e materica che riportava gli oggetti alla loro intrinseca natura: sfuggente, ma assolutamente umana. Continua a leggere

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Il ruolo della street art nella rivoluzione tunisina

 

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Farhat Hached in un graffito del gruppo ahl al kahf

di Alberto Claudio Sciarrone

Le primavere arabe, diffusesi a macchia d’olio in molti Stati, hanno portato ad accese manifestazioni e in alcuni casi alla caduta di regimi di lunga data come in Egitto, Libia e Tunisia. In quest’ultimo Paese, i principali motivi delle mani- festazioni sono stati diversi: in primis la disparità economica tra le regioni della costa e quelle dell’entroterra e del sud, frutto di anni di politiche di investimenti e di costruzione di infrastrutture volte a favorire determinate aree; Continua a leggere

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L’ intelligenza artificiale, l’immaginario fantascientifico e le nuove frontiere dell’antropologia

Birth of Artificial Intelligence - Binary Burstdi Giuseppe Sorce

La questione “Intelligenza Artificiale” (AI d’ora in poi, dall’inglese Artificial Intelligen-  ce), da quando la sua creazione è stata auspicata a oggi, è stata sempre al centro di un dibattito accesissimo. Recentemente un evento ha riportato il tema di grande attualità nelle discussioni nei social network, nei tg tangenzialmente, nel sentire comune delle chiacchiere al pub. Continua a leggere

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Il genocidio armeno nel cinema: il lungo silenzio e le rimozioni della memoria

-Da-un-filmato-del-1923

Da un filmato del 1923

di Fabrizia Vazzana

I boati dei colpi di fucile della soldataglia di fine impero ottomano, precisi e rapidi, dritti su chiunque si opponesse alle marce forzate sotto un sole cocente; i pianti assordanti di madri impotenti e bambini terrorizzati. Nelle buie soste notturne lungo i deserti d’Anatolia, le urla strozzate delle donne costrette a subire i soprusi dei soldati, regolari e non, di delinquenti scarcerati appositamente per aggredire, separare e poi tormentare mogli e figlie da uomini armeni. Continua a leggere

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La Chiesa cattolica una pur se diversa? La politica e la lezione di Franzoni

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Dom Franzoni

di Marcello Vigli

I rapporti fra lo Stato italiano e la Santa Sede nelle ultime settimane si sono arricchiti di una inedita modalità. Il ministro Marco Minniti e lo stesso Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. si sono incontrati: il primo, con la Segreteria di Stato, e il secondo, con lo stesso pontefice. Al centro dei colloqui la questione dell’emigrazione e la svolta impressa dallo stesso Ministro dell’Interno alla politica italiana con le norme, imposte alle Ong che intendono operare d’intesa con le nostre autorità nel trasporto di immigrati nei porti italiani. Continua a leggere

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Piccoli paesi decrescono. Una rete per una battaglia di generazione

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Un caffé ad Armungia, 23 giugno 2017 (ph. Lussu)

 di Pietro Clemente

Verso l’autunno del 2015 l’associazione Bianchi Bandinelli, che si occupa del patrimonio culturale, lanciò un bando per un premio il cui tema era “la tutela come impegno civile”. Io proposi tre candi- dature che mi parevano davvero pertinenti, il lavoro di Rosario Acquaviva a Buscemi, con la creazione di una rete di musei e di edifici storici che ricostruivano la cultura materiale degli Iblei, e che aveva avuto un riconoscimento formale dalla Soprintendenza regionale siciliana ma senza reali aiuti in loco; Continua a leggere

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Sul Teatro Povero di Monticchiello. Appunti di un dibattito

Monticchiello

Monticchiello (ph. Clemente)

di Chiara Del Ciondolo, Gianpiero Giglioni [*]

Gianpiero Giglioni

Dunque, non starò tanto, ovviamente, sulla storia del Teatro Povero di Monticchiello perché molti di noi ci hanno già conosciuto. Il Teatro Povero nasce ormai cinquant’anni fa, forse qui è la realtà oggi presente più ‘stagionata’, e nasce però dai motivi che ci troviamo a discutere ancora oggi, cioè sostan- zialmente si parla di un piccolo borgo, in questo caso di campagna. Continua a leggere

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Musei e piccoli paesi. L’esperienza di Soriano

Soriano Calabro, complesso-monumentale di San Domenico

Soriano Calabro, complesso monumentale di San Domenico

 di Matteo Enia 

Era l’estate del 2011 quando un gruppo di testimoni, di studiosi dell’abbandono, di associazioni, di persone diverse, presero l’iniziativa di dar vita al primo “Festival nazionale del ritorno ai luoghi abbandonati”. Il luogo d’incontro, non a caso, fu Paraloup: una borgata storica dimenticata e ora in fase di rinascita, grazie alla Fondazione Nuto Revelli. Continua a leggere

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La festa di San Domenico Abate e il rito dei serpari di Cocullo. Per la candidatura Unesco

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Cocullo, la festa di san Domenico (ph. E. Faienza)

 di Valentina Lapiccirella Zingari

«Tutti gli uomini per natura tendono al sapere». Parafrasando questo celebre pensiero di un grande filosofo possiamo affermare che tutti i cocullesi tendono al sapere, naturalmente non nel senso filosofico, bensì in quello che attiene alla conoscenza del loro paese e della sua storia. Tra queste righe si nasconde, a nostro parere, il motivo che ci stimola a proseguire gli studi ed augurarci lo stesso per le future generazioni fino a quando qualcuno sarà in grado di rispondere al problema qui posto dal fine studioso e che noi ci permettiamo di sintetizzare così: «Perché è rimasto solo in questa zona il rituale dei serpenti, benché le sue origini abbiano avuto la loro prima sede naturale nella Marsica e, come si sa, Cocullo invece è posto proprio ai confini di questa?» (Nicola Risio, sindaco di Cocullo. Presentazione al volume, Il rituale di San Domenico di Cocullo, a cura di Lia Giancrostofaro). Continua a leggere

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Casa Lussu e Armungia. Memoria e progetto di rete

Armungia

Armungia (ph. Clemente)

 di Tommaso Lussu 

Nell’ultimo trentennio, i piccoli comuni delle aree interne sono stati investiti da processi di spopolamento e crisi del tessuto economico-sociale, con la perdita di parte del patrimonio culturale che li caratterizzava. Per contrastare questi fenomeni si sono avviate politiche comunitarie  che valorizzano la diversità dei territori nei percorsi di a partire dal concetto di “cultural heritage” (Convenzione europea Faro 2005), secondo il quale l’eredità culturale riguarda non solo lo sviluppo umano e la qualità della vita, ma è anche un fattore di crescita economica sostenibile. Continua a leggere

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I sentieri della memoria

Padru

Padru (ph. Clemente)

 di Corradino Seddaiu

Il piccolo borgo di Sa Pedra Bianca, frazione del comune di Padru, nella Sardegna nord- orientale è il paese natio di mia madre. I miei genitori emigrarono, come tanti altri da queste terre negli anni Settanta. Non essendo quindi né nato né vissuto qui, le mie visite nei territori anticamente chiamati Saltos de Joss (Salti di giù), erano limitate alle vacanze estive e talvolta a quelle natalizie o pasquali. I ricordi che conservo e che mi accompagnano sin da bambino hanno ben vivo il senso di comunità che qui si respirava. La differenza fra la città di Sassari, in cui sono nato e cresciuto, e Sa Pedra Bianca, luogo dove ancora vivono i miei centenari nonni, era palpabile, si poteva respirare. Continua a leggere

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Paraloup: cronaca di una rinascita

copertina-definoitib di Beatrice Verri

La borgata Paraloup si trova a 1.360 metri di quota in Valle Stura, una delle più pesantemente colpite dallo spopolamento del secolo scorso, e insiste nel Comune di Rittana, che infatti conta solamente 114 abitanti, per lo più anziani, nessuna attività commerciale, nessun servizio. La Fondazione Nuto Revelli, nata nel 2006 a due anni dalla scomparsa dello scrittore cuneese, decide di intraprendere il progetto di recupero della borgata, che fu sede della prima banda partigiana di Giustizia e Libertà (la famosa Banda Italia libera capitanata fra gli altri da Duccio Galimberti, Livio Bianco, Giorgio Bocca e lo stesso Nuto Revelli) e centro di formazione politico- democratica per oltre 200 giovani fra il 1943 e il 1944. Continua a leggere

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SOMMARIO n.26

 

Ph. Garofalo

ph. Garofalo

EDITORIALE; Mauro Albani-Franco Pittau, L’emigrazione degli italiani: dai picchi del dopoguerra ai nuovi flussi; Amal Alqawasmi, Appunti sull’eutanasia nell’Islam e nei Paesi arabi; Linda Armano, «Anthropology of mining»: universalismi strutturali in contesto industrializzato; Paolo Branca, Nelle parabole evangeliche la trama che conduce all’incontro con l’Altro; Rosolino Buccheri, La ricerca dell’equilibrio nell’intreccio ‘pirandelliano’ di istinto e ragione; David Camporeale, Di due “opere pubbliche” di Gennaro Pardo conservate a Castelvetrano; Continua a leggere

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EDITORIALE

 bambiniNel ripensare alla vile gazzarra che ha recentemente impedito il dibattito politico nell’aula del Senato intorno alla legge di riforma della cittadinanza, sentiamo ancora più forte e incolmabile il vuoto lasciato dalla scomparsa di Stefano Rodotà, l’assenza di una voce libera e lungimirante, dell’interprete più illuminato dei diritti, dello strenuo difensore di tutte le minoranze. Continua a leggere

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L’emigrazione degli italiani: dai picchi del dopoguerra ai nuovi flussi

copertinadi Mauro Albani e Franco Pittau

L’Italia sembra godere di una buona reputazione in giro per il mondo, fenomeno quanto mai gradito. Nel 2016 si è collocata al sesto posto nella speciale classifica elaborata per cinquanta nazioni da GfK e Simon Anholt (National Brands IndexSM, 2016) [1]. Pur nel quadro generale di un trend negativo che ha riguardato i Paesi ai primi posti (come Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Francia), l’Italia ha guadagnato una posizione nella graduatoria, sorpassando il Giappone. Continua a leggere

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Appunti sull’eutanasia nell’Islam e nei Paesi arabi

copertina-1di Amal Alqawasmi

Prima di giudicare una situazione o un’azione – è il primo livello di norma mentale e comportamentale secondo i princìpi nel- l’Islam – bisogna identificarla nel corretto contesto e rappresentarla effettivamente com`è nella sua applicazione reale. E ad un secondo livello occorre considerare l’importanza della consapevolezza dei suoi diversi effetti sugli individui, sulla comunità intera, sia nel presente che nel lungo periodo. Continua a leggere

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«Anthropology of mining»: universalismi strutturali in contesto industrializzato

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Miniera di sale a Realmonte (ph. TCI)

di Linda Armano

Molti sono gli antropologi che condividono l’idea secondo cui lo studio della materia e della tecnologia sono tra i campi meno sviluppati in antropologia. Ritengo condivisibile infatti l’opinione sostenuta da Pier Giorgio Solinas quando scrive che:

«La ricerca antropologica vera e propria, sia essa ispirata all’antropologia “sociale” o “culturale”, non ha tenuto un gran che conto la cultura materiale come impegnativa categoria teorica» (Solinas, 1991: 55).

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Nelle parabole evangeliche la trama che conduce all’incontro con l’Altro

Fuga in Egitto, Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova

Fuga in Egitto, Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova

di Paolo Branca [*]

«Solo lo Spirito può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e allo stesso tempo fare l’unità. Perché quando siamo noi a voler fare la diversità facciamo gli scismi e quando siamo noi a voler fare l’unità facciamo l’uniformità, l’omologazione». Così Papa Francesco. Quanti lo criticano per una presunta eccessiva apertura ai diversi e ai lontani, più che i documenti del Concilio Vaticano II, dovrebbero rileggersi la Bibbia. La stessa creazione è un tripudio di differenze che vengono poste in essere armonicamente ma persino dopo l’avvento dell’essere umano, qualcosa sembra ancora mancare. Continua a leggere

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