SOMMARIO n. 31

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Siena, nebbia e nuvole (ph. Stefano Montes)

EDITORIALE; Francesco Andriollo, History, Politics and Education in Israel and in the Occupied Palestinian Territories; Paola Barbuzzi- Jupinderjit Singh, “The misogynist killing of women”. The honour killing; Antonino Cangemi, Eros e satira nella poesia di Domenico Tempio; Marcello Carlotti, Un antropologo in Sardegna; Roberto Cascio, L’Algeria in bilico perenne, tra Islam e islamismo; Augusto Cavadi, Per un dialogo sulla vita tra laici e cattolici; Roberta Conigliaro, Antonia Pozzi, un incontro in versi; Continua a leggere

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EDITORIALE

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Palermo, Scuola di lingua italiana per stranieri (ph. Antonio Gervasi)

Nella confusa temperie del nostro presente, se si vuole intuire la rotta che si sta percorrendo per tentare di capire dove stia andando il Paese, quale sia il suo stato di salute, quale il futuro che sta preparando all’orizzonte, due sono forse, a guardar bene, gli osservatori privilegiati, i parametri cui riferirsi. Non il Pil né il tasso d’inflazione, e nemmeno le statistiche sui consumi o sui redditi, ma la scuola e la lingua, ovvero i luoghi e gli strumenti per eccellenza della conoscenza sono le spie, gli indici, le cartine di tornasole degli orientamenti e degli umori che scorrono sottopelle, delle evoluzioni carsiche, dei processi culturali che lentamente affiorano, si dispiegano e prendono forma nel divenire della storia di lunga durata. Continua a leggere

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History, Politics and Education in Israel and in the Occupied Palestinian Territories

 Gerusalemme, 2017 (ph. F. Andriollo).

Gerusalemme, 2017 (ph. F. Andriollo)

di Francesco Andriollo

The intimate relationship between education and nationalism is fundamental to the present social and political situation in Israel and in the Occupied Palestinian Territories (oPt). Understanding the ideological function of history and memory, particularly through the powerful tools of curricula and schoolbooks, is crucial to efforts to build a fair and lasting peace between the Israeli and the Palestinian peoples. Continua a leggere

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“The misogynist killing of women”. The honour Killing

9780987870407-Perfect.indddi Paola Barbuzzi e Jupinderjit Singh

The shocking criminal cases [1] on honour killings reported in the UK in the late 90s onwards, predominantly from Middle Eastern and South Asian immigrant communities, have drawn attention to the way the victims have been brutally murdered and deprived of their fundamental rights in a liberal country, which champions and promotes cultural rights for all British and non-British within its territory.

Non-discrimination, equality, self-determination, right to life, right to freedom, no torture, which are some of the foremost fundamental principles of human rights present in the Universal Declaration of Human rights, are inexistent within some patriarchal and traditional families and communities in relation to women. Continua a leggere

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Eros e satira nella poesia di Domenico Tempio

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Domenico Tempio

di  Antonino Cangemi

Domenico Tempio, chi era costui? Un poeta pornografo, risponderà chi ha ancora memoria di letteratura in Sicilia; il più benevolo lo correggerà: poeta erotico, non pornografo; chi vuol conquistare la platea, reciterà i suoi versi più noti (o meno ignoti), certamente esplosivi d’incontenibile sensualità de La futtuta all’inglisi: «Veni ccà figghia! Curcati! / Spinciti tanticchiedda; / li to labbruzza dùnami, / dammi nna vasatedda. / Nici, fa prestu; dùnami / sta duci to linguzza; / ntra la mia vucca tràsila, / facemu la sirpuzza / Sti cosci toi, sti natichi / sunnu nna vera tuma; / li minni su’ dui pròvuli, / chiù bianchi di la scuma». Continua a leggere

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Un antropologo in Sardegna

Sardegna (ph. Carlotti)

Sardegna (ph. Carlotti)

di Marcello Carlotti

Ne La luna e i falò, Cesare Pavese riflette sul fatto che «un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti». Per quanto l’uomo possa essere girovago, per quanto abbia voglia di andare o fuggire lontano, alla fine ha sempre bisogno di un posto a cui tornare. Le radici rimangono confitte in un suolo, per quanto alto possa salire il fusto, lontani possano spingersi i rami, distanti possano cadere i frutti. Continua a leggere

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L’Algeria in bilico perenne, tra Islam e islamismo

coperrtinadi Roberto Cascio

Tra le molteplici proposte della letteratura non specialista che tenta di addentrarsi dentro il labirinto del radicalismo islamico, è compito decisamente difficile indicare testi che possano risultare quanto meno interessanti per la comprensione del fenomeno islamista. Le librerie traboccano di instant-book che pretendono di indicare una via sicura di comprensione, fallendo inevitabilmente nel loro intento e rischiando invece di lasciare il lettore travolto da dati statistici, grossolane ricostruzioni storiche dei Paesi arabi, nonché da discutibili interpretazioni sociologiche e letture ideologiche. Una notevole eccezione deve però esser fatta per il testo di Boualem Sansal, recentemente tradotto in italiano dall’editore Neri Pozza, dal titolo Nel nome di Allah. Origine e storia del totalitarismo islamista. Continua a leggere

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Per un dialogo sulla vita tra laici e cattolici

copertina di Augusto Cavadi

È solo dal 1970 che, grazie a un saggio dell’oncologo statunitense Van Rensselaer Potter, il termine “bioetica” è entrato – con l’accezione di branca della riflessione etica sui problemi posti dalle varie tappe della vita biologica umana – nel vocabolario comune. Non che, prima, mancassero i trattati di morale “personale”, soprattutto sessuale, in ambito laico e soprattutto religioso; ma l’esplosione delle tecnologie mediche ha comportato una comprensibile enfatizzazione di questo settore interdisciplinare. E non siamo che all’inizio di un percorso terribile e affascinante! Continua a leggere

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Antonia Pozzi, un incontro in versi

Antonia Pozzi

Antonia Pozzi

di Roberta Conigliaro

Anni fa un amico mi parlò della poetessa Antonia Pozzi, dicendomi quanto amasse i suoi versi. Era la prima volta che sentivo parlare di lei e presto scoprii che non ero la sola, che molti non la conoscevano, soprattutto nel sud Italia. Incuriosita andai a leggere alcune sue poesie. Mi colpirono subito ed in qualche modo mi ricordarono Emily Dickinson, poetessa che ho sempre molto amato e che è stata l’artefice del mio avvicinamento al mondo della poesia. Decisi di lavorare ad un progetto espositivo dedicato alla sue poesie. Ma prima di entrare nel merito, vorrei fare qualche accenno alla sua biografia. Continua a leggere

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Economia, valore, condivisione. Un altro futuro è possibile?

copertinadi Giovanni Cordova

La crisi economica che a partire dal 2007 ha scompaginato gli assetti politico-economici istituzionali delle economie occidentali – e non solo – lascia tutt’oggi aperte e irrisolte molteplici questioni che quella più o meno improvvisa traiettoria assunta dall’incrocio perverso di capitali, denaro virtuale, transazioni finanziarie scoperte e azioni economiche speculative ha scoperchiato. Lungi dall’esser stati dipanati, quegli interrogativi richiedono ancora oggi un rigoroso approccio ermeneutico. Tuttavia, i grandi fatti sociali – specie quelli totali, tra i quali può senz’altro essere annoverata una crisi economica, sociale e politica dalle proporzioni globali – possono indurre a plurime e contrastanti analisi e operazioni di decodifica. Continua a leggere

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Una storia semplice, il racconto di una vita, una memoria coloniale

copertinadi Antonino Cusumano

Nel complesso e frastagliato mondo dell’emigrazione italiana che abbiamo imparato a riunire e raccogliere sotto la suggestiva e approssimativa denominazione di Italia fuori d’Italia, numerose sono ancora le pagine di storia obliterate, dimenticate e rimosse. Sono soprattutto quelle che incrociano le vicende del colonialismo, esperienze largamente oscurate o manipolate dalle retoriche politiche di miti e memorie del passato imperiale. Italiani nel mondo erano definiti dalla propaganda fascista i coloni paladini dell’italianità, i pionieri del progetto di costruzione di una nuova civiltà. I civilizzatori, che hanno conquistato la terra prima con le armi e poi con l’aratro, si sono guadagnati la rassicurante immagine di Italiani brava gente, un autoritratto indulgente e giustificazionista, una rappresentazione edulcorata smentita dai fatti storicamente accertati e documentati. Continua a leggere

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Todorov. Il vagabondaggio umano di un grande intellettuale

copertinadi Gabriella D’Agostino

Il 7 febbraio del 2017 moriva Tzvetan Todorov. A poco più di un anno dalla sua scomparsa, mi piace ricordarlo in occasione della sua visita a Palermo, allo Steri, il 15 dicembre del 2010, per la presentazione del suo libro Una vita da passatore. Conversazione con Catherine Portevin, appena uscito per Sellerio. Il testo che segue riprende l’intervento che allora lessi, con emozione, alla presenza dell’Autore.

Considero un privilegio aver avuto l’opportunità di curare l’edizione italiana di questo libro che oggi presentiamo, per molte ragioni: per la statura intellettuale dell’Autore, si tratta di uno dei protagonisti più significativi della vita intellettuale del Novecento in Occidente; Continua a leggere

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Le lingue come luogo di incontro. La Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Università di Palermo

Scuola di lingua italiana per stranieri, Palermo ( ph. Antonio Gervasi)

Scuola di lingua italiana per stranieri, Palermo  (ph. Antonio Gervasi)

di Mari D’Agostino

«Il fenomeno epocale delle migrazioni tra le bianche pareti del chiostro di Sant’Antonino assume una dimensione umana. Quotidiana. Comprensibile. Le chiacchiere sulla costruzione di un’Europa solidale capace di incarnare il grande sogno di Ventotene, che ormai suonano così irritanti sulle labbra dei leader in conferenza stampa a Bruxelles, qui si fanno carne e fatica quotidiana». Così Benedetta Tobagi (La scuola salvata dai bambini, Mondadori 2016), a proposito della Scuola di Lingua Italiana per Stranieri di Palermo. Continua a leggere

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In fuga dal clima

copertinadi Chiara Dallavalle

Milon è un cittadino bengalese poco più che ventenne, costretto a lasciare il suo Paese a causa delle ripetute alluvioni che lo hanno forzato a vendere la propria terra, unica fonte di reddito per la famiglia. Ritrovatosi in una condizione di estrema povertà e senza possibilità di provvedere alla propria famiglia, Milon ha deciso di abbandonare il Bangladesh e fare rotta verso l’Europa. Continua a leggere

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Materialità e immaterialità in un culto greco-bizantino del Salento

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Cripta Santa Cristina, Carpignano, part. affresco Arcangelo Gabriele, sec. X

di  Alessandro D’Amato

Pur se pertinente al mondo della storia dell’arte, l’argomento che dà il titolo a questo breve saggio si intreccia con aspetti storici e storico-religiosi ben più vicini alle competenze del funzionario demoetno- antropologo, ruolo con il quale chi scrive è inquadrato tra i ranghi ministeriali, in servizio presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto. Continua a leggere

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Traiettorie e mobilità della migrazione bangladese in Italia

Brick-Lane-Londra

Brick Lane, Londra

di Francesco Della Puppa

Con il presente contributo si conclude l’approfondimento sulla migrazione bangladese in Italia ospitato negli ultimi tre numeri della rivista. In questa sede, dopo un rapido sguardo sulle “storiche” rotte migratorie percorse dai migranti bangladesi orientati verso l’Europa mediterranea, si approfondiranno due fenomeni relativamente inediti che stanno prendendo forma dentro la diaspora bangladese in Europa, ridisegnando le traiettorie di mobilità degli stessi migranti e, più in generale, lo scenario migratorio europeo. Continua a leggere

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Le identità dell’identità: mondi speculari e vite parallele

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Ilse Bing, autoritratto con Leica,
1931

di Valeria Dell’Orzo

L’individuo, il suo modo di relazionarsi con gli altri e con se stesso, è il risultato di un doppio processo, personale e collettivo, frutto delle relazioni comunitarie entro cui si agisce, degli scambi tra l’io e quell’habitus all’interno del quale, e insieme al quale, si costituiscono e si diramano le azioni che danno vita alla riproduzione sociale, che ogni singolo contribuisce a creare col proprio agire (Bourdieu 1992). Continua a leggere

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L’abolizione dei confini generazionali e la crisi culturale della scuola italiana

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La scuola del villaggio di G. Costantini,1870

di Piero Di Giorgi

I processi di globalizzazione hanno prodotto cambiamenti profondi nella divisione e nell’organizzazione del lavoro, con evidenti ricadute sull’occupazione. Sono aumentate enormemente disugua- glianze, guerre e povertà e di conseguenza flussi di spostamenti di milioni di persone verso i Paesi più ricchi del mondo e l’accentuarsi di fenomeni di multietnicità. Continua a leggere

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La ferita della migrazione. Incontri con donne pakistane a Bologna

Pakistana-in-costume-da-sposa-ph.-Agha.

Pakistana in costume da sposa (ph.Agha)

di Lella Di Marco [*]

Con le donne e gli uomini provenienti dal Nord Africa, in fondo ci si sente più simili, anche se le contraddizioni e spesso anche i conflitti non mancano. Gli arabi, ad esempio, sono stati sempre di casa e non solo nel nostro Meridione isole comprese, ma anche nel resto dell’Italia, da Roma a Milano, passando per Bologna, per i rapporti commerciali, per gli scambi, per la presenza dei sauditi alle fiere internazionali, arrivati con seguito di innumerevoli mogli e bagagli. Prenotazioni di intere ali di alberghi  e richieste degli sceicchi di confort particolari o speciali  garanzie di sicurezza per le  loro donne. Continua a leggere

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Il folklore e la cultura moderna: dibattiti e sperimentazioni in Toscana

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Festa popolare in Molise, anni sessanta

di Mariano  Fresta

Alla fine della seconda guerra mondiale, presagendo quasi le profonde trasformazioni economiche, sociali e culturali che avrebbero in meno di un decennio investito l’Italia, un gruppo di giovani intellettuali, tra cui Umberto Eco, Italo Calvino, Roberto Leydi, Luciano Berio, si posero il problema di come fare uscire la Nazione da una cultura invecchiata, legata fortemente al mondo contadino, per dargliene un’altra che tenesse di conto sia le novità che venivano dall’estero, soprattutto dai Paesi angloamericani, sia delle scoperte scientifiche e tecnologiche, ma nello stesso tempo senza negare le tradizioni culturali italiane, anzi cercando di innestare su di esse quanto di nuovo si stava sviluppando. Continua a leggere

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Con tanto di barba. Da Sparta ad oggi

Barba e baffi hipster

Barba e baffi hipster

di Nino Giaramidaro

Non si può più dire. Diventa rischioso lasciarsi scappare l’antica locuzione-sfogo che tanti malcapitati ha salvato da severe crisi di nervi. Ma che barba! Attenzione, meglio mordersi la lingua, assediati come siamo da barbe molteplici, dalle più innocue e scadenti a quelle che mal celano ferocie insospettate, e barbarie assonanti con l’ammasso di peli dell’ideologia della moda. Continua a leggere

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Diario di un mediatore culturale. Storie dall’interno di un ambulatorio

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Ambulatorio per la cura e il ricovero di migranti

di Paolo Grande

La struttura di R., si trova in una zona periferica del paese e nonostante sia lontana dalla confusione del centro cittadino, non sorge isolata ma si colloca perfettamente nel mezzo di una serie di villette. Immersa nel verde della campagna, la costruzione riesce ad accogliere oltre cinquanta uomini adulti al suo interno e, per far fronte alle eventuali esigenze sanitarie degli ospiti, è fornita di un piccolo ambulatorio, occupato per due giorni la settimana dai medici dell’Asp di Siracusa. Continua a leggere

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Appunti sulla filosofia della storia del pluralismo culturale

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Giambattista Vico e l’antiporta dei Princìpi della Scienza Nuova, 1744

di Shkelzen Hasanaj

È ampiamente condivisibile la tesi secondo la quale, quando si parla di pluralismo culturale, si fa riferimento al rapporto tra diverse culture in una prospettiva universalistica, che vede le proprie origini negli anni Sessanta del secolo scorso. Facendo un passo indietro, notiamo che è ampiamente condivisa la tesi che i primi passi del pluralismo culturale si possano ricavare nei lavori di Franz Boas in antropologia, Margaret Mead e Edmund Husserl in filosofia. Continua a leggere

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Della rinuncia e della sconfitta. La strategia della post-precarietà

copertina1di Tommaso India

Il mondo politico ha altre priorità rispetto alle questioni legate al lavoro. Priorità importanti e fondamentali nel mondo contemporaneo, legate a questioni cogenti, che richiedono interventi immediati e, a volte, strutturali. Fra queste priorità, però, non vi sono le questioni legate al lavoro. Bisogna prenderne atto. Fare i conti con questo dato, soprattutto per quella parte politica che oggi è vagamente indicata come Sinistra, significa ammettere che una grossa fetta del panorama politico contemporaneo ha abbandonato uno dei suoi storici cavalli di battaglia. Continua a leggere

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Per una cartografia dell’immaginario. L’eredità di Umberto Eco

copertinadi Dario Inglese

Chissà cosa avrebbe scritto Umberto Eco delle cronache sordide e cupe che hanno attraversato  il nostro Paese durante questi due anni che ci separano dalla sua scomparsa. Nell’analisi delle confuse convulsioni del nostro tempo ci manca la sua voce dissonante, la intelligenza critica che sosteneva lo sguardo ironico e penetrante della sua testimonianza. Ci confortano le pagine che ci ha lasciato, il patrimonio di idee, di suggestioni, di intuizioni e di princìpi della sua vasta eredità intellettuale e morale. Ci giungono ancora risposte alle nostre interrogazioni di oggi dal libro postumo edito da La Nave di Teseo, Sulle spalle dei giganti (2017), che raccoglie gli interventi tenuti da Umberto Eco in oltre dieci edizioni del Festival culturale-letterario La Milanesiana. Continua a leggere

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Il paesaggio urbano di Catania. Documenti e immagini

Veduta di Catania durante l’eruzione del 1669 (copia dell’affresco della sacrestia della Cattedrale di Catania). Anonimo, [1687], disegno a penna, mm 295 x 383, Bibliothèque Nationale di Parigi.

Veduta di Catania durante l’eruzione del 1669 (copia dell’affresco della sacrestia della Cattedrale di Catania), Anonimo, [1687], disegno a penna, mm 295 x 383, Bibliothèque Nationale di Parigi

di Anna Maria Iozzia

In occasione delle Giornate FAI di Primavera (24-25 marzo 2018) sono state inaugurate presso l’Archivio di Stato di Catania le mostre Catania com’era: dalle “Antichità” alle “Difese” della città e I monasteri di clausura e gli edifici conventuali a Catania tra Settecento e Ottocento. La prima mostra focalizza l’attenzione, a partire dall’età greco-romana fino al terremoto del 1693, su alcuni edifici e costruzioni di Catania distrutti totalmente o parzialmente, oltre che dal terremoto, dalla colata lavica del 1669 e dall’uomo. Continua a leggere

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I toponimi e la memoria dei luoghi. Di tonnare e di altro

Tiburzio Spannocchi. Disegno acquerellato della linea di costa di Mazara (1577-80)

Tiburzio Spannocchi, Disegno acquerellato della linea di costa di Mazara (1577-80)

di Rosario Lentini

La memoria dei luoghi è prevalentemente affidata alla ricostruzione storica, alla narrazione scritta o semplicemente orale, tramandata di generazione in generazione, di avvenimenti e personaggi; all’esistenza di antiche preesistenze architettoniche, di scavi archeologici, di ritrovamenti paleontologici, di graffiti alle pareti di grotte un tempo abitate; ma anche al verificarsi di eventi naturali o di mutazioni ambientali di cui il soggetto umano è stato solo attore passivo. In ogni caso non sempre è facile risalire alla genesi dei toponimi, cioè al processo “creativo” di denominazione dei luoghi. Continua a leggere

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La misura del tempo. Almanacchi, lunari, calendari e oroscopi nella cultura popolare

. Antiporta dell’Almanacco del 1848 L’astrologo. (coll. Lombardo).

Antiporta dell’Almanacco del 1848 L’astrologo  (coll. Lombardo)

di Luigi Lombardo

Chi non ricorda un famosissimo “Dialogo” leopardiano, precisamente quello Di un venditore d’almanacchi e di un Passeggere? Ne riporto l’attacco per quei pochi che non lo hanno letto:

«Venditore: Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano Signore almanacchi?
Passeggere: Almanacchi per l’anno nuovo?
Vend.: Sì, Signore;
Pass.: Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
Vend.: Oh illustrissimo sì, certo;
Pass.: Come quest’anno passato?
Vend.: Più più assai.
Pass.: Come quello di là?;
Vend.: Più, più illustrissimo […]».
 

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Il Buddhismo in Italia: dalle teorie alle prassi

copertina3di   Maria Immacolata Macioti

Sono ormai decenni che mi interesso dei fenomeni religiosi, e come tanti altri colleghi interessati a questo ampio settore da tempo sono rimasta colpita dai mutamenti in merito occorsi in Italia e in genere in Europa.  Ho infatti incontrato varie forme di credenza, ho visto cambiare notevolmente le percentuali delle religioni diverse dal cristianesimo, svilupparsi le presenze islamiche, comparire sempre più buddhismo e forme di hinduismo. Continua a leggere

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Etnoscritture del presente. Il lavoro, i migranti, i riti

copertinadi Pier Luigi Josè Mannella

I Musei non sono soltanto musei, luoghi di collezioni, di raccolta ed esposizione di oggetti, di conservazione di documenti e memorie. Sono spazi culturali di animazione, di partecipazione, di promozione culturale e di crescita collettiva. Il Museo Internazionale delle marionette “Antonio Pasqualino” di Palermo è, in questo senso, un centro di intense attività artistiche, di produzione di spettacoli teatrali, musicali ma anche editoriali. Raccogliendo l’eredità culturale e la funzione ufficiale del fondatore [1], Rosario Perricone presenta una nuova collectanea di studi antropologici, Etnografie del Contemporaneo in Sicilia, da lui stesso curata per la collana Gli archivi di Morgana. Testi e atti (Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari) [2]. Continua a leggere

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Dialogo sul Contemporaneo nell’arte

copertinadi Giuseppe Modica

Che cosa è il contemporaneo? Ogni epoca e periodo storico è contemporaneo a se stesso. La presenza del tempo che vivi è ineludibile ed inevitabile.

Federico Zeri in un noto libro intitolato Dietro l’immagine ci diceva, a ragione, che la trappola in cui cade il falsario anche più avveduto che realizza un’opera del passato è nella fuga inconsapevole di qualche minima componente stilistica che appartiene al gusto e alla sensibilità del suo tempo. La contemporaneità intesa come gusto diffuso in ogni epoca è sempre nell’aria, senza volerlo si fa avanti e tradisce anche il falsario più attrezzato e sofisticato. Continua a leggere

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Scatto da etnografo situato. Foto-etnografia di un attraversamento

Ciò che Siena è per me.

Ciò che Siena è per me (ph. S. Montes)

di Stefano Montes

Basterebbe mostrare una foto in cui figura una scala alta, appoggiata a un muro – su cui si incontrano colori diversi e giochi vari di spazi e prospettive, nonché volumi ritagliati da aperture e chiusure di finestre o porte – perché il mio lettore sappia cosa è, per me, Siena in una sola immagine: in sintesi, in un accenno, in uno scatto. Basterebbe, basterebbe sì, basterebbe mostrare la foto e il gioco sarebbe fatto. Ma basterebbe davvero per i miei fini? Basterebbe in sé? Non ne sono certo. Il mio interesse non è soltanto di tipo deittico o ostensivo, non è il mio un dito volto a mostrare cosa intendo dire grazie a un referente colto in foto singola, ma un’interrogazione aperta sul senso dell’attraversare fluidamente uno spazio che, in quanto tratto antropologico e fenomenologico, non si lascia acciuffare staticamente, ghermire in un sol colpo semantico. Continua a leggere

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Relazioni interculturali nel contesto mediterraneo: il contributo della psicologia

1di Pasquale Musso, Alida Lo Coco, Cristiano Inguglia

Una delle sfide più serie per la stabilità e la coesione nel mondo contemporaneo è rappresentata dalla gestione delle relazioni interculturali all’interno delle società, ormai sempre più culturalmente pluralistiche. Gestire con successo questa diversità dipende da una attenta comprensione basata sulla ricerca di quei fattori che incidono sulle mutue relazioni tra gruppi etnoculturali in contatto, tra cui le loro caratteristiche religiose e socio-antropo-psicologiche o le condizioni politiche ed economiche del contesto che li accoglie. Continua a leggere

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Palazzo Piccolomini Clementini a Siena. Una storia tutta da scrivere

 Palazzo Piccolomini Clementini (@Niglio 2018).

Palazzo Piccolomini Clementini (@Niglio 2018)

di Olimpia Niglio

Si trova nel centro storico di Siena a pochi passi da piazza del Campo e prospiciente il più famoso Palazzo Piccolomini, voluto da papa Pio II e attuale Archivio di Stato. Si tratta di Palazzo Piccolomini Clementini che l’ultima erede, Bianca Piccolomini Clementini, fondatrice nel 1917 della Compagnia delle figlie di S. Angela Merici, istituto secolare di diritto pontificio, lascia per l’appunto a tale Compagnia, custode di questo bene dove ha sede anche la Fondazione Bianca Piccolomini Clementini onlus. Continua a leggere

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Alle radici del caso siriano. Da Assad ad Assad

Bashar-al-Assad-e-Hafiz-al-Assad

Bashar al- Assad e Hafiz al-Assad

di Manuela Oretano

Alla luce delle rivolte popolari e degli sconvolgimenti politici che dal 2010 – sulla scia della rivoluzione dei Gelsomini in Tunisia – continuano ad infiammare il Medio Oriente arabo, questo articolo intende analizzare le ragioni e le cause dei focolai di proteste pacifiche in breve tempo tramutati in moti rivoluzionari e l’attuale stato di emergenza umanitaria in Siria, sullo sfondo di un difficile contesto geopolitico regionale e internazionale nel quale si scontrarono e continuano a scontrarsi diversi attori politici, interessi e fazioni, con il coinvolgimento dell’intera comunità internazionale. Continua a leggere

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Il Mediterraneo. L’Africa che è fra noi

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Palermo ( ph. G. Pepi)

di Giovanni Pepi

Fotografando, si vedono cose non sempre chiare quando si guarda. Lo penso da sempre. Ne ho conferma, adesso, dovendo scegliere gli scatti su Africa, immigrati e Sicilia, per Dialoghi Mediterranei. I volti, le cose, i paesaggi, i contesti, che trovo fissati nelle immagini, non sempre somigliano alle cronache conosciute o alle realtà immaginate.

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Il mio “essere” a scuola

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Sala dei professori (ph. Pierantoni)

di Silvia Pierantoni Giua

Chi sono, cosa desidero, dove sto andando, perchè vivo.  Sono solo alcuni dei quesiti più profondi che ci poniamo durante l’arco della vita. Mi è accaduto spesso di chiedermi cosa desiderassi, cosa cercassi. Poi, scegliere. Che, anzitutto, significa discernere, ovvero orientarsi in sentieri inconsci, districare la matassa della propria realtà interiore e di quella esterna, altrettanto multiforme. Continua a leggere

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La libertà religiosa: breve storia ed evoluzione

copertinadi Franco Pittau

Questa riflessione è dedicata al concetto di tolleranza e alla conseguente pratica della libertà religiosa dall’antichità fino alla fase attuale in Occidente. Un breve saggio come questo non contiene originali approfondimenti storici bensì si limita a sistematizzare gli apporti di un’ampia bibliografia, evidenziandone il filo conduttore con riferimento alle varie epoche storiche. Continua a leggere

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Noi, Tech Girls: una prospettiva inedita sul digitale e la tecnologia

Tech girls

Tech Girls

di Sara Raimondi

Questo articolo nasce da alcune riflessioni che sono emerse nel corso di un anno in seguito a numerose ore passate in un luogo che frequento nel tempo libero; eppure, si sa, per un antropologo ogni situazione genera domande e la voglia di applicare l’osservazione partecipante prende il sopravvento.  A partire dal 2017 ho iniziato a frequentare la Palestra Digitale Makeit di Modena, uno spazio messo a disposizione dal Comune dove i più svariati gruppi si incontrano per discutere di digitale, tecnologia, modellismo e making. Continua a leggere

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Breviario trapanese, una storia di mare

copertinadi Ninni Ravazza

La storia scritta dagli ultimi. Piccole storie che sommate l’una alle altre compongono un mosaico al quale guardare per conoscere l’insieme. Capita così che le testimonianze di chi mai avrebbe pensato di essere un protagonista diventino la fonte unica per accedere a un passato recente eppure dimenticato, o al massimo relegato nella memoria mai trasformata in documento di chi non ha più tempo o possibilità di tramandarlo. Mario Cassisa, trapanese (1919/2009) nato nel cuore della vecchia Trapani, in quel quartiere Casalicchio (oggi San Pietro) storicamente sede della marineria da pesca attorno al quale si sviluppò la città, di memoria da tramandare ne aveva tanta, tantissima, soprattutto legata al mare, che per lui marinaio e pescatore era “università universale”. Continua a leggere

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Il paesaggio dei Nebrodi, una risorsa primaria del territorio

Parco dei Nebrodi, tra i pascoli d'alta quota.

Parco dei Nebrodi, tra i pascoli d’alta quota

di Mario Sarica

Spingere lo sguardo nel paesaggio, oltre il fluire distratto delle immagini del nostro quotidiano, credo sia oggi quanto mai necessario per riconoscere la nostra storia e la nostra cultura di comunità, così com’è andata stratificandosi sul territorio, lungo l’inesorabile freccia del tempo, nel corso dei secoli. Un esercizio, in verità, non facile da mettere in pratica, quello dell’osservazione consapevole del paesaggio, dal momento che, nello svolgere di due/tre generazioni, è andata sempre più a sfilacciarsi quella trama dall’ordito antico, intessuta di virtù e saperi rassicuranti e condivisi, dispiegata in quel policromo arazzo di una rappresentazione del mondo, in perfetta armonia fra terra e cielo, ormai per sempre perduta. Continua a leggere

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Due Città. Dalla forma urbis ottocentesca alla metropoli contemporanea: la retorica dello spazio

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Street Art a New York City

di Flavia Schiavo [*]

Guardando la città come un “testo visuale” – “la città è una scrittura”, ha sostenuto V. Hugo – è possibile riflettere su due città, Parigi e New York, anche esplorandodue rappresentazioni urbane: Continua a leggere

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Per una prospettiva antropologica nella riflessione politica

copertinadi Giuseppe Sorce

“Ma lo Stato dov’è?”. Si potrebbe scrivere un trattato su una cosmologia tutta italiana partendo soltanto da questa proposizione che non necessita neanche di una complicata inchiesta etnografica, tale è la sua onnipresenza pervasiva nel soundscape della penisola, isole comprese. Ma attenzione! Siamo così certi che la frase in questione meriti il notissimo alone di ironica denigrazione? No, perché ho imparato, nel corso della mia carriera da studente, che se ho difficoltà a dare una definizione di un fenomeno, posso sempre provare a collocarlo in un luogo, in un tempo, e misurarne gli effetti, le interazioni con l’ambiente, gli altri soggetti e oggetti circostanti e così via. Continua a leggere

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Islam e terrorismo. Come stanno davvero le cose

copertinadi Orietta Sorgi

Nel tempo confuso in cui viviamo abbiamo bisogno di strumenti che ci orientino nella conoscenza dei quadri storici e teorici e ci aiutino a capire le questioni che nell’attualità sembrano irrisolvibili, spesso perché inquinate da ragioni ideologiche e politiche strumentali. Certamente un tema al centro di un acceso e, a volte, sterile e isterico dibattito è quello sviluppato sui rapporti tra la religione islamica e il terrorismo, tra Islam e islamismo. Un problema nodale che enfatizzato dalla comunicazione mediatica sembra scuotere l’opinione pubblica, alimentare paure e pulsioni, fino a penetrare il sentire comune. Continua a leggere

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La rivincita del dialetto. Non al posto ma accanto all’italiano

copertina di Roberto Sottile

Diverse inchieste multiscopo condotte a partire dalla metà degli anni ’70 dagli Istituti Doxa e Istat permettono di trarre importanti informazioni sulla recente evoluzione degli usi linguistici degli italiani. I rilevamenti mostrano una progressiva tendenza all’uso dell’italiano con il conseguente abbandono del dialetto come codice esclusivo della comunicazione: Continua a leggere

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Garibaldi e il folklore. Il popolo siciliano e l’epopea risorgimentale

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La partenza da Quarto, Bagheria, bottega F.lli Ducato, prima metà sec. XX

di Sergio Todesco

Di cosa parliamo quando parliamo di folklore?  Per molti tale termine designa le tradizioni popolari, quel complesso di usi e costumi che caratterizzano la vita del popolo. Il termine ha finito però con l’assumere una connotazione “pittoresca” e ha sempre più alluso a comportamenti strani, arcaici e desueti. Antonio Gramsci ci ha tuttavia rivelato che il folklore è qualcosa di serio e che va preso sul serio, dato che esso riflette le concezioni del mondo e della vita dei ceti subalterni e che l’analisi dei suoi tratti rischiara i meccanismi stessi della subalternità e al contempo consente di scandagliare le zone d’ombra della cultura egemone. Continua a leggere

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Pier Paolo Pasolini ed Erri De Luca: due sguardi “profetici”sulle migrazioni

 La Pietà di Pignon-Ernest (ph. Avallone)

La Pietà di P. P. Pasolini, di  Pignon-Ernest (ph. Avallone)

di Vittorio Valentino

Tenteremo in queste pagine di mettere a confronto due autori diversi tra loro ma che hanno formulato, secondo noi, un pensiero di portata “profetica” assai comparabile sul fenomeno della migrazione, nonostante ciò sia stato fatto in periodi diversi. Pasolini nasce nel 1922 e muore nel 1975, quando Erri De Luca aveva 25 anni. Continua a leggere

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Un bilancio pasquale

 copertinadi Marcello Vigli

Una Pasqua ricca di incognite quella vissuta dalla sede apostolica e dalla Chiesa italiana in questo 2018. Il bilancio di cinque anni di pontificato non è certo incoraggiante. Delle difficoltà nei rapporti con il “mondo” si è fatto cenno nel numero precedente di Dialoghi, a quelle interne lo stesso papa Francesco fa riferimento sia nel suo intervento al termine della tradizionale Via pacis (ex crucis!) di questa Pasqua al Palatino di Roma, sia nel discorso per gli auguri prima della benedizione pasquale.  Continua a leggere

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