SOMMARIO n.26

 

Ph. Garofalo

ph. Garofalo

EDITORIALE; Mauro Albani-Franco Pittau, L’emigrazione degli italiani: dai picchi del dopoguerra ai nuovi flussi; Amal Alqawasmi, Appunti sull’eutanasia nell’Islam e nei Paesi arabi; Linda Armano, «Anthropology of mining»: universalismi strutturali in contesto industrializzato; Paolo Branca, Nelle parabole evangeliche la trama che conduce all’incontro con l’Altro; Rosolino Buccheri, La ricerca dell’equilibrio nell’intreccio ‘pirandelliano’ di istinto e ragione; David Camporeale, Di due “opere pubbliche” di Gennaro Pardo conservate a Castelvetrano; Continua a leggere

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EDITORIALE

 bambiniNel ripensare alla vile gazzarra che ha recentemente impedito il dibattito politico nell’aula del Senato intorno alla legge di riforma della cittadinanza, sentiamo ancora più forte e incolmabile il vuoto lasciato dalla scomparsa di Stefano Rodotà, l’assenza di una voce libera e lungimirante, dell’interprete più illuminato dei diritti, dello strenuo difensore di tutte le minoranze. Continua a leggere

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L’emigrazione degli italiani: dai picchi del dopoguerra ai nuovi flussi

copertinadi Mauro Albani e Franco Pittau

L’Italia sembra godere di una buona reputazione in giro per il mondo, fenomeno quanto mai gradito. Nel 2016 si è collocata al sesto posto nella speciale classifica elaborata per cinquanta nazioni da GfK e Simon Anholt (National Brands IndexSM, 2016) [1]. Pur nel quadro generale di un trend negativo che ha riguardato i Paesi ai primi posti (come Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Francia), l’Italia ha guadagnato una posizione nella graduatoria, sorpassando il Giappone. Continua a leggere

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Appunti sull’eutanasia nell’Islam e nei Paesi arabi

copertina-1di Amal Alqawasmi

Prima di giudicare una situazione o un’azione – è il primo livello di norma mentale e comportamentale secondo i princìpi nel- l’Islam – bisogna identificarla nel corretto contesto e rappresentarla effettivamente com`è nella sua applicazione reale. E ad un secondo livello occorre considerare l’importanza della consapevolezza dei suoi diversi effetti sugli individui, sulla comunità intera, sia nel presente che nel lungo periodo. Continua a leggere

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«Anthropology of mining»: universalismi strutturali in contesto industrializzato

miniera-di-sale-a-realmonte-ph-tci

Miniera di sale a Realmonte (ph. TCI)

di Linda Armano

Molti sono gli antropologi che condividono l’idea secondo cui lo studio della materia e della tecnologia sono tra i campi meno sviluppati in antropologia. Ritengo condivisibile infatti l’opinione sostenuta da Pier Giorgio Solinas quando scrive che:

«La ricerca antropologica vera e propria, sia essa ispirata all’antropologia “sociale” o “culturale”, non ha tenuto un gran che conto la cultura materiale come impegnativa categoria teorica» (Solinas, 1991: 55).

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Nelle parabole evangeliche la trama che conduce all’incontro con l’Altro

Fuga in Egitto, Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova

Fuga in Egitto, Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova

di Paolo Branca [*]

«Solo lo Spirito può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e allo stesso tempo fare l’unità. Perché quando siamo noi a voler fare la diversità facciamo gli scismi e quando siamo noi a voler fare l’unità facciamo l’uniformità, l’omologazione». Così Papa Francesco. Quanti lo criticano per una presunta eccessiva apertura ai diversi e ai lontani, più che i documenti del Concilio Vaticano II, dovrebbero rileggersi la Bibbia. La stessa creazione è un tripudio di differenze che vengono poste in essere armonicamente ma persino dopo l’avvento dell’essere umano, qualcosa sembra ancora mancare. Continua a leggere

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La ricerca dell’equilibrio nell’intreccio ‘pirandelliano’ di istinto e ragione

copertinadi Rosolino Buccheri

In un mio recente lavoro mi sono occupato di discutere la dualità cognitiva dell’uomo dove si distinguono due modalità umane di conoscenza, reciprocamente irriducibili – l’una legata al pensiero lineare che privilegia gli schemi razionali e l’altra derivante dall’impulso irrazionale a cogliere in sé stessi le motivazioni del proprio agire (Buccheri, 2016: 19) –, e di sottolineare la rilevanza, in questo contesto, dei Modelli Mentali di Realtà (MMR) con i quali ci confrontiamo all’interno della comunità e reagiamo alle situazioni contingenti della vita (Buccheri, 2017: 23). Continua a leggere

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Di due “opere pubbliche” di Gennaro Pardo conservate a Castelvetrano

http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/wp-content/uploads/2017/06/COPERTINA-Madonna-dei-peccatori-Chiesa-di-San-Bartolomeo-Castelvetrano.

Madonna dei peccatori, di G. Pardo, chiesa di San Bartolomeo, Castelvetrano

di David Camporeale

A novant’anni dalla morte di Gennaro Pardo (Castelvetrano 12 aprile 1865 – 4 settembre 1927) sorge impellente, specie in chi coglie con apprensione i segni di dissoluzione della nobile tradizione storica del territorio, il desiderio di recuperarne la memoria, e con essa i perenni valori spirituali che hanno permesso al pittore la conquista della sua piena espressività artistica.

Nel quadro delle recenti iniziative culturali volte a riscoprire una delle più eminenti figure della Palmosa Civitas, rivestono particolare interesse quelle opere pardiane che non sono conservate in musei o in collezioni private di difficile accesso, ma che, trovandosi collocate in importanti sedi storiche e monumentali di Castelvetrano, aperte alla libera fruizione, possono ritenersi “pubbliche”, in quanto visitabili pressoché in ogni giorno dell’anno. Continua a leggere

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Tra la Sicilia e Novaiorca una storia di vita e una lingua inventata

copertina-zia-favola di Antonino Cangemi

La Merica, il Nuovo Mondo, è stata per i siciliani del primo Novecento meta agognata, luogo di approdo per un’esistenza affrancata dal tarlo del bisogno e dalla stretta della miseria, punto di svolta per un riscatto lontano dalla propria terra.

Il picco più alto di emigrazione negli Stati Uniti si registrò nel 1920: secondo le statistiche, in quel periodo l’87 per cento degli immigrati in America erano siciliani. Come è noto, i siciliani costituirono negli agglomerati urbani americani vere e proprie comunità, dove si raccolsero vivendo secondo le tradizioni e le usanze dei luoghi di origine. Continua a leggere

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Dal profitto al valore. Un’esperienza in Sardegna

ph.-Carlotti

ph. Carlotti

di Marcello Carlotti

Scrivo queste righe da sardo di ritorno e lo faccio pensando sopratutto a quanti, come me, hanno dovuto abbandonare la Sardegna per completare il loro percorso umano e professionale. Tanti di noi sono rimasti altrove; alcuni, come me, hanno potuto scegliere di tornare. Il rapporto semiufficiale recita che, a fronte di poco più di un milione e mezzo di abitanti in Sardegna, siano circa settecentomila i sardi sparsi per il mondo. In certi casi si è trattato di una scelta consapevole e calcolata. Continua a leggere

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Autorità, modernità e società nell’Islam politico. Il caso della Tunisia

copertina di Roberto Cascio

La complessa riflessione intorno al rapporto tra Islam e politica ha visto, negli ultimi anni, un interesse editoriale sempre più alto, dovuto probabilmente anche alla necessità di comprendere, nonostante le difficoltà, i tragici eventi legati al terrorismo internazionale che stanno coinvolgendo prevalentemente l’Europa e l’area del Medio Oriente. Il contributo offerto dall’antropologo Domenico Copertino, attraverso il testo Antropologia politica dell’Islam. Daʻwa e Jihad in Tunisia e nel Medio Oriente contemporaneo (Edizioni Di Pagina, Bari 2017) si inserisce tra le pubblicazioni che propongono audaci chiavi di lettura per una possibile comprensione dell’incerto e disordinato  panorama geopolitico attuale. Continua a leggere

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Mutamenti mediterranei. Gramsci nella transizione tunisina post-rivoluzionaria

 copertinadi Giovanni Cordova 

L’opera di Antonio Gramsci – largamente coincidente con i lunghi anni della detenzione carceraria perpetrata dal regime fascista – costituisce indubbiamente uno dei più originali contributi che gli studi italiani abbiano apportato al panorama nove- centesco delle scienze sociali (Dei 2012a), nonostante che l’eredità intellettuale del pensatore comunista sardo sia stata tardivamente e solo parzialmente accolta all’infuori dai circuiti della sinistra  marxista europea prima degli anni Settanta (Hobsbawm 2011). Continua a leggere

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Dance Additected. Il Bal Folk a Palermo: pratiche coreutiche e dinamiche identitarie

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Danze alla vigilia della MK di Primavera, piazza Bellini, Palermo (ph. Crescimanno)

di Barbara Crescimanno [*]

Durante gli ultimi cinque anni il fenomeno europeo del Bal Folk è letteralmente esploso nelle piazze e nelle strade di Palermo e di altre città della Sicilia. Bal Folk è un termine originariamente usato in area francofona per indicare un evento/concerto in cui musicisti con repertorio folk o neo-trad suonano per ballerini appassionati di questo tipo di danze, all’interno di Festival, o nella programmazione dei locali che si occupano di musica dal vivo. È una pratica comune soprattutto in Francia e in Belgio, ma anche in Olanda e in Germania, e oggi anche in Italia. Continua a leggere

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In nome del pane, in nome dell’uomo

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Pane di san Giuseppe, Salaparuta (ph. Minnella)

di Antonino Cusumano  [*]

È noto che per quel che vi è sotteso e per quel che rivela per suo mezzo, il pane è tra quei manufatti che possiedono un particolare statuto, una speciale connotazione, una straordinaria densità simbolica. Cirese per primo ci ha insegnato a guardare al pane non soltanto come ad un fondamentale alimento ma anche come segno, non soltanto sussistenza ma forma, «capace cioè di veicolare immagini o più esattamente significati che sono diversi dal semplice ed elementare significato di essere se stesso, e cioè pane da mangiare». Continua a leggere

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Natura, cultura e diritto. Il caso delle mutilazioni genitali femminili

copertinadi Francesca Deidda

L’appartenenza culturale trasuda chiara- mente dalle nostre membra. Tutto ciò che ci caratterizza, ci rende compiutamente umani, ci differenzia ed accomuna al tempo stesso, ci accompagna con molteplici forme di espressione, erette a marchio distintivo, e ci priva d’altrettanti, potenziali spazi di elaborazione identitaria, definiti come Alterità, stigmatizzati come Antitesi. È la cultura. Continua a leggere

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Le oscillazioni del sentire: USA e percezioni riformulate

 Monument Valley Road

Monument Valley Road

di Valeria Dell’Orzo

Il suolo degli Stati Uniti d’America, ritmico nella divisione geometrica dei suoi confini interni, è un territorio umano e sociale poliedrico e variegato, segnato nel suo intimo dalla cultura profonda della wilderness, che ha preso forma durante il processo nel quale i colonizzatori pro- venienti da realtà urbane strutturate hanno dovuto adattare se stessi a una realtà ancora priva di quei campanili simbolici tra i quali erano abituati a muoversi e orientarsi. Continua a leggere

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Complessità e unitarietà delle scienze

Uomo-vitruviano

Uomo vitruviano

di Piero Di Giorgi

Tutta la cultura occidentale, almeno da Platone a Hegel, raggiungendo l’apice con Cartesio, è stata caratterizzata dalla ricerca dell’epistéme e delle razionalità. Anche la fisica, madre di tutte le scienze, che, per prima si è resa autonoma dalla filosofia, è rimasta ancorata per lungo tempo alla visione cartesiana-newtoniana di mondo, secondo la quale l’intero cosmo si evolveva in modo prevedibile e nulla era lasciato al caso. Come diceva Laplace, bastava conoscere lo stato di un sistema in un determinato momento per prevedere come esso si sarebbe evoluto, disegnando, una concezione meccanicistica e deterministica della realtà. Continua a leggere

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Di come va il mondo. Da un incontro con Giulio Soravia, islamologo

 Giulio Soravia (ph. G. Bianco)

Giulio Soravia (ph. G. Bianco)

di Lella Di Marco

Ho conosciuto per caso Alì ad una di quelle assemblee di territorio organizzate dalle istituzioni, per progetti condivisi, partecipazione democratica, rilevazione dei bisogni del quartiere. Alì studente a scienze politiche a Bologna si è presentato come italiano, figlio di genitori di origine pakistana, non di seconda generazione «perché secondi a nessuno» ovviamente, ma di Nuova Generazione, non disposta a subire come i genitori che hanno scelto di emigrare in Italia e preferiscono tacere. Continua a leggere

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San Giovanni e il solstizio d’estate

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S. Giovanni in una miniatura del xv secolo

di Mariano Fresta

Nella nostra società contemporanea, il solstizio d’estate passa quasi inosservato, nonostante in tempi non molto lontani esso sia stato festeggiato con lo stesso entusiasmo che si continua a tributare a quello invernale; i due momenti astrono- mici, infatti, sono stati sempre sentiti come periodi cruciali della vita sulla Terra e come tali sono stati ricordati e celebrati con cerimonie e rituali specifici. Continua a leggere

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Etnografia in spiaggia

foto Garofalo

Cefalù (foto Garofalo)

di Concetta Garofalo

Non è mia intenzione considerare la spiaggia come un sottile confine, un lembo di terra, una linea limitrofa. La spiaggia è uno spazio vissuto, è un’istanza di conoscenza che procede nella bi- direzionalità prospettica. La spiaggia intrattiene un continuo dialogo con il suo mare che, a sua volta, ne costituisce l’elemento di movimento e che fa da contrappunto alla costituzione stabile e solida della spiaggia. Continua a leggere

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La balena blu. Lezioni su come disfarsi della vita

copertinadi Nino Giaramidaro

Dicerie, leggende urbane croniche, e agghiaccianti parlottii con la stanchezza delle chat estremamente notturne. Voci trasecolate che dicono della Balena Blu –  sul computer, Blue Whale – e sembra di ascoltare oracoli di un qualche al di là irrazionale e spietato come tutte le cose che vengono dai cosmi senza nucleo, da cuori impazziti e secchi, che sanno battere solo i rintocchi del male.

Il vento di giugno scompiglia gli oleandri rosso mogio, rende tristi le palme e sospinge fra i tavolini di ghisa del Caffè del Teatro quegli avvisi tutti da origliare. Continua a leggere

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Tra fili spinati e speranze le storie degli uomini

copertina di Eugenio Giorgianni

La mappa del mondo che abbiamo in testa assomiglia al disegno di un bambino. Sono i contorni a definire le figure. Linee spesse e grossolane separano persone, piante, animali e cose dal resto del foglio dando vita alla scena; allo stesso modo noi generalmente concepiamo i paesi, compreso quello in cui viviamo, come ritagli di pianeta che agiscono sulla cartografia globale come figure di un disegno. In alcuni casi la similitudine si mostra in modo evidente: l’Italia è ‘lo Stivale’, la Francia l’Hexagone. Sono i contorni a determinare gran parte del senso del disegno; il resto è affidato a passate di colore quanto più omogeneo possibile, a conferma che quel tondo giallo è il sole e quell’altro tondo rosa è la faccia di una bambina. Continua a leggere

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Il trionfo di S. Paolo a Palazzolo Acreide: immagini, immaginario e simboli di una festa

ph…Lombardo.

ph. L. Lombardo

di Luigi Lombardo

Ma San Paolo è mai stato a Palazzolo, che, come si sa, era l’antica polis greca di Akrai? La storia non lo dice, ma i tre giorni che il santo trascorse a Siracusa nel 61 d. C. sembrano non essere sufficienti per potere sostenere tale ipotesi. Ma al solito dove non può la storia soccorre la leggenda, la narrazione orale, l’immaginario fantastico.

Una leggenda locale, poco curante della realtà dei fatti, dice invece di sì. Secondo quanto riferitomi da un mio informatore (naturalmente “Sampaolese”) [1] lungo la strada che dalla contrada Falabia (a qualche chilometro a ovest di Palazzolo) porta al centro montano, si incontra una località chiamata Cuozzu i Sam-Paulu (Colle di San Paolo). Continua a leggere

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La Libia è stata la pompa di benzina dell’Italia. Quali prospettive per il futuro?

Operai dell'ENI in Libia, 1960.

Operai dell’ENI in Libia, 1960

 di Michela Mercuri

Sarebbe impossibile ripercorrere in poche parole la storia della politica energetica italiana durante il lungo “regno” di Gheddafi [1]. In estrema sintesi po- tremmo dire che i rapporti tra l’Italia e la Libia sono stati contrassegnati dalle “bizze” del rais per il mancato rico- noscimento dei danni causati dagli italiani nel corso della colonizzazione, ma gli interessi economici ed energetici e la minaccia di Gheddafi di influenzare i flussi migratori diretti verso l’Italia hanno impedito ai vari leader che si sono succeduti alla guida del governo di Roma di rifiutare molte delle sue richieste. Continua a leggere

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Uno sguardo su Giacomo Balla. Attualità della sua lezione

Giacomo-Balla-nel-suo-studio

Giacomo Balla nel suo studio

di Giuseppe Modica

Ricordo che Maurizio Fagiolo, storico dell’arte e appassionato novecentista, aveva dedicato a Balla molta attenzione e studio: una ventina di cataloghi mono- grafici e mostre. Dopo la morte di Fagiolo, ormai da diversi anni a questa parte Elena Gigli, sua allieva, si sta occupando con devozione e rigore scientifico di studiare il Maestro futurista torinese e su di lui organizza mostre.

Nella vertiginosa proliferazione di nuovi strumenti e nuove tecnologie tipiche della nostra contemporaneità, si avverte il bisogno di fare chiarezza per capire le ragioni fondanti ed ontologiche dei nuovi linguaggi artistici. Continua a leggere

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Sono arrabbiato e sono antropologo. Blues lévi-straussiano su un’emozione furente

 After all, internal (ph. Taverna)

After all, internal (ph. Licia Taverna)

di Stefano Montes

Mi sento di cominciare così: «Ci sono inverni che non cadono e non finiscono mai/come guanciali aperti sopra la menzogna del sonno/inverni miserevoli in cui le foglie cadono pesantemente/a terra/come pietre miliari, alberghi in cui tutto trema e tutto/si dissolve in un peregrino passaggio verso la notte» (Merini 2009: 10). Mi sento di cominciare con l’impeto dei versi – di vari per me veri versi – perché non c’è niente che io possa fare e ne parlo, forse proprio per questo, con voce d’altri, da un altrove introverso: per ingannare l’urgenza del tempo e l’affanno inesorabile dell’esistenza. Mi sento di cominciare con il senno della poesia perché – presumo a tratti, a volte e a senso – non ho voglia di fare altro e mi sfogo come meglio io credo e posso: per addomesticare l’emozione, la sua insurrezione, le coordinate singolari del vivere, del tempo a venire ancora per poco assente, sempre per poco a sé presente. Continua a leggere

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Il paesaggio come concetto multilocale: il caso del Parco lombardo del Ticino

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Il Naviglio Grande che collega il Ticino alla Darsena

di Alessandro Morello

Ogni luogo viene esperito attraverso diverse dimensioni. Per Raffestin «il paesaggio è un’intersezione fra la fisiologia dell’occhio, la soggettività e i mediatori sociali» (Raffestin 2005: 48). Da questo punto di vista, la dimensione sensoriale con cui si incorpora la realtà materiale assume determinati significati in base alle categorie culturali della società di appartenenza. Continua a leggere

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Genitori a scuola. Indagine tra le famiglie straniere a Palermo

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In classe a Palermo (ph.Nania)

di Walter Nania

Quando si parla di famiglie straniere bisogna considerare che si tratta anzitutto di famiglie migranti. Sarebbe fuorviante definirle senza partire da questa semplice osservazione. L’esperienza migratoria di sicuro rappresenta un trauma perché vengono ulteriormente modificati i legami all’interno della famiglia, ancor più se a compiere la migrazione è un giovane. Continua a leggere

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Il Cara di Mineo, il grande teatro dell’assurdo

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Il CARA di Mineo (ph. Neil)

di Maggie Neil

Dopo tante indagini giudiziarie e inchieste di stampa, al Cara di Mineo non sembra che sia cambiato nulla, anche se, in questo scottante giorno di maggio, le T-shirt degli operatori declamano con entusiasmo: “io mi trovo al Nuovo (!) Cara di Mineo”.

Una lista parziale di cose che non sono cambiate: gli utenti del centro continuano a ricevere sigarette al posto di contanti. Continua a leggere

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Una sinfonia inconclusa. Angiolo Mazzoni ingegnere italiano in Colombia (1948-1963)

Bogotá. Mostra Internazionale “Angiolo Mazzoni. Ingegnere italiano in Colombia (1948-1963)” 15 giugno – 29 luglio 2017

Bogotá. Mostra Internazionale Angiolo Mazzoni. Ingegnere italiano in Colombia (1948-1963)

di Olimpia Niglio

A 54 anni dall’esposizione Dos Artistas Italianos en Colombia. Angiolo Mazzoni Del Grande e Giulio Corsini presso il Museo Nacional de Colombia in Bogotá (marzo 1963), il 15 giugno scorso presso l’Universidad de Bogotá Jorge Tadeo Lozano ha aperto la mostra monografica internazionale Angiolo Mazzoni. Ingegnere italiano in Colombia (1948-1963), curata dalla scrivente con l’Archivio del ‘900 del Museo MART di Rovereto. La rassegna ha offerto una importante opportunità per scrivere nuove pagine di storia dell’architettura colombiana, fino ad oggi del tutto sconosciute, e in cui il contributo della cultura italiana non solo è anfitrione ma trova radici ben più lontane (Hernández Molina, Niglio 2016).

Angiolo Mazzoni nacque a Bologna il 21 maggio 1894 da Ciro ed Adalgisa Del Grande. I suoi genitori erano originari della Toscana e più precisamente senesi. Continua a leggere

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Sostiene Papamusc’

papamusc-copertinadi Antonio Pane

A sei anni dall’esordio, con la raccolta di racconti L’invasione degli omini in frac e altre piccole nostalgie (Pascal Editrice, 2010), Ada Bellanova presenta Papamusc’ (Effigi Edizioni, 2016), breve romanzo che eredita personaggi e temi di quella prova, a partire dalla voce narrante (che si rivela un folletto della stessa famiglia del protagonista di Il pellicano), dall’ambientazione in un innominato paese del nostro Mezzogiorno (solatìa contrada di ulivi e mandorli che richiama la «landa di sole» fuggevolmente evocata in Non i tacchi alti), dal simbolismo del rosso (colore che compariva come una sigla in ognuna delle «nostalgie»). Continua a leggere

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L’Algeria, l’Islam e la cultura amazigh. Intervista a Karim Metref

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Karim Metref

 di Eugenia Parodi Giusino

Perché intervistare Karim Metref?  Ho insegnato un anno in Algeria, ad Orano, tanti anni fa, in una scuola per bambini  italiani e non ho più avuto l’occasione di dialogare con qualcuno che lì fosse nato e vissuto e che avesse una visione del mondo vicina alla mia. Gli ho rivolto domande su temi a me cari e che giudico rilevanti al fine di una reale conoscenza di aspetti sociali e geopolitici lontani, e che però ci riguardano da vicino. Facciamo parte di un universo, il nostro orizzonte non può essere quello della strada di fronte. Continua a leggere

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Umm al-dunya fu anche a Palermo

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Cairo (ph.Pellitteri)

di Antonino Pellitteri  

Arrivo al Cairo, aeroporto internazionale e come sempre dal 2006 Muhammad viene a prendermi. È la metà di aprile di quest’anno, fuori dall’aeroporto la temperatura è già altissima, 37 ° C, ma  per fortuna il clima è secco. È passato esattamente un anno dall’ultima volta in Egitto, e mi è subito chiaro che la condizione socio-economica della gente del Cairo è peggiorata. Muhammad, impiegato in una compagnia turistica, non lavora dal 2011. C’era stata qualche ripresa, ma gli attentati prima di Pasqua  contro le chiese cristiano-copte della capitale egiziana (umm al-dunya / la madre di questo mondo), hanno interrotto la breve ripresa. Continua a leggere

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Il jihadismo: un mélange esplosivo di narcisismo e vendetta

copertinadi Silvia Pierantoni Giua

Piuttosto che una conversione alla religione di Allah, il jihadismo è un processo che porta l’individuo al compimento di ciò che noi chiamiamo “identità al negativo”. Con questa definizione, ci riferiamo ad un’operazione che vede l’incrocio di due elementi: l’abdicazione del pensiero critico in favore della adesione totalizzante ad un’ideologia. Continua a leggere

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Beyond the tweet: cronaca di una rivoluzione annunciata

copertinadi Lisa Riccio

Troppo spesso la cronaca della rivoluzione tunisina del 2011 ha descritto questi moti come inaspettati, enfatizzando il loro carattere di imprevedibilità e andando a individuarne la causa scatenante nel disperato gesto di un giovane che, immolandosi, assurse a simbolo di un’intera generazione, quella dei dittatoriati [1]. Continua a leggere

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La Madonna dei Cappuccini dei piccoli a Palermo. Sulle tracce di Pitrè

-Processione-della-varicedda-1991-Archivio-famiglia-Russo

Processione della varicedda,1991 (Archivio famiglia Russo)

di Valentina Richichi

Nel calendario cristiano-cattolico l’assunzione in cielo della Vergine Maria si celebra il 15 di agosto. Per i Siciliani questa è la festa dell’Assunta, preceduta per tradizione da quindici giorni di pratiche devozionali preparatorie. La “Madonna di Mezz’agosto” (a Maronna i Menz’austu) si festeggia tuttora a Palermo con la “quindicina” (chinnicina), caratterizzata da digiuni e preghiere giornaliere che si svolgono sia nelle chiese che presso le abitazioni dei devoti, per culminare nelle processioni serali del 15 agosto. Continua a leggere

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Italiane in Egitto tra ’800 e ’900. Il baliatico come risorsa economica

Cairo-1940

Cairo, 1940

 di Sonia Salsi

È noto che l’emigrazione italiana nel mondo è pagina di storia largamente rimossa eppure centrale nella definizione della identità della nostra nazione. Sicuramente molti Paesi hanno conosciuto flussi migratori di grande portata ma difficile trovarne altri come il nostro, per intensità e per estensione nel tempo. Continua a leggere

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Strategia dell’immagine. I cartelloni dell’Opera dei Pupi fra Catania e Messina

copertina-1di Mario Sarica

Il codice iconografico della tradizione siciliana, sia nel registro figurativo sia in quello di pura astrazione, si offre come un comodo “sentiero guida” per giungere ad inaspettati, avvolgenti e coinvolgenti “incontri ravvicinati” con la potente sfera dell’immaginario e con modelli ideologici, da sempre necessari alla cultura popolare, nelle sue diverse declinazioni individuali e collettive, per elaborare processi di “senso” e forme culturali. Strategie relazionali necessarie a riaffermare la propria identità e appartenenza ad un storia e destino comune, fronteggiando così, o tentando di farlo, altre e più aggressive e voraci categorie socio-culturali “adiacenti”. Continua a leggere

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I Grattacieli. The Will to Believe

Chrysler-Building.

Chrysler Building (disegno Schiavo)

 di Flavia Schiavo [*] 

Storia e Trasformazione 

 “Storia” e “trasformazione”, binomio pertinente alle città del mondo occidentale tra il XIX e gli inizi del XX secolo può rappresentare la tensione insita nel passaggio di stato relativo alla Rivoluzione industriale.

Se è impossibile esaminare in toto le ragioni della trasformazione rispetto alla storia, è possibile riferire queste a temi generali di ordine: politico (la crisi della monarchia assoluta), sociale (la perdita del legame comunitario e la moltiplicazione delle categorie sociali), materiale, concettuale e simbolico (la perdita dei confini, la modificazione del senso attribuito al termine “città”), economico (la perdita dell’autonomia individuale nei processi di produzione, la trasformazione dei rapporti di lavoro, lo sfruttamento degli operai e la nascita del Capitalismo), culturale (la diffusione della stampa, la produzione e la circolazione e l’interscambio dell’informazione).  Continua a leggere

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Identità e cittadinanza delle seconde generazioni

 copertinadi Davide Sirchia

La riflessione antropologica qui presentata desidera porre l’attenzione su una questione contemporanea come il diritto di cittadinanza ai figli di immigrati residenti in Italia. Questo contributo muove dall’esperienza di un incontro organizzato da Italeya, associazione culturale di italo-egiziani. Continua a leggere

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Minori stranieri non accompagnati. Aspetti giuridici e appunti progettuali

copertinadi Pietro Soddu

L’obbiettivo di questo articolo è principalmente quello di mettere a fuoco la triste e attuale problematica relativa alle migrazioni dei minori migranti non accompagnati, attraverso una prospettiva transnazionale e l’approccio di una educazione sociale specializzata in tema di accoglienza nei Paesi di arrivo ai fini della loro inclusione sociale. Continua a leggere

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Da «berbero» ad «amazigh»: non è solo una questione di lingua

copertina di Maria Soresina

Una cosa che ho capito a Ostana è che l’idea che avevo dell’Algeria era totalmente errata. È vero che non ci sono mai stata, ma mai avrei immaginato che paesi di montagna con belle casette in pietra che sembra la Valle d’Aosta, verdi d’estate e con mezzo metro di neve d’inverno, potessero essere in Algeria. Ma la mia sorpresa o, se si vuole, il mio pregiudizio, non riguardava solo gli aspetti paesaggistici, bensì questioni assai più importanti. Continua a leggere

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Schiavitù e resilienza. Per una riparazione etica ed estetica del mondo

copertina di Orietta Sorgi

«Siamo venuti a meditare su una terribile forza discatenata in un passato non così lontano. Siamo venuti a piangere i morti, compresi centomila uomini, donne e bambini giapponesi, migliaia di prigionieri americani. Le loro anime ci parlano, ci chiedono di guardarci dentro, di considerare ciò che siamo e ciò che potremo diventare». Così Barack Obama nella sua storica visita a Hiroshima nel maggio del 2016, invita a guardarci dentro per capire chi siamo veramente, partendo proprio da quel dialogo con i defunti che alla gran parte della popolazione ancora oggi viene negato. Continua a leggere

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L’angolo della finestra d’Occidente. Estetiche e pratiche della luce nei Nebrodi Occidentali

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La Piramide 38° Parallelo di Staccioli

di Sergio Todesco [*]

La felice intuizione di Antonio Presti, mecenate (ma forse sarebbe ormai più corretto definirlo “creatore di nuove identità territoriali”) che nel 2010 ha promosso nel comprensorio di Motta d’Affermo nel Messinese la realizzazione della Piramide 38° Parallelo ad opera dell’artista Mauro Staccioli, è stata quella di scommettere sulla possibilità che tale suggestiva installazione – che degnamente corona e in un certo senso conclude il percorso artistico-esistenziale di Fiumara d’Arte –  inaugurasse un proficuo dialogo simbolico con una vasta serie di realtà che hanno connotato storicamente il territorio, tutte a vario titolo pertinenti il tema della luce. Continua a leggere

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Mazzolari e Milani, preti del domani

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Don Milani

 di Marcello Vigli

Numerosi e significativi sono gli eventi che hanno animato in questi giorni il “mondo” oggetto delle nostre riflessioni: da un lato, si è confermata la spinta al cambiamento impressa da papa Bergoglio, dall’altra, se ne evidenziano le difficoltà. Prima fra tutte l’opposizione ancora molto attiva all’ interno della stessa gerarchia, confermata dalla nuova lettera inviata il 25 aprile dal cardinale Caffarra anche a nome dei cardinali Burke, Brandmuller, Meisner – con lui  autori di quella del novembre 2016 in cui esprimevano dubia su alcune parti dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia – per chiedere udienza. Continua a leggere

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Giuseppe Giovanni Battaglia: un poeta corsaro

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Giuseppe Giovanni Battaglia

di Francesco Virga [*]

La storia mi sembra che abbia superato l’antica divisione del mondo tra laici e chierici; anche per questo parole come laicità e religiosità oggi non hanno più il senso che avevano un tempo. Tant’è che, ai nostri giorni, è possibile incontrare laici più chierici dei chierici d’una volta e uomini religiosi più laici di tanti presunti tali. Pertanto parlerò del poeta di Aliminusa al di fuori dello schema proposto dal titolo del Convegno che potrebbe generare equivoci e malintesi. Continua a leggere

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La musica araba tra Tunisi e Palermo

copertinadi Serena  Najmah Visconti

Sintesi di diversità, ecco cosa sono: sono una sintesi di diversità. Due è il numero minimo delle diversità, uno e l’altro diversi, due vite insieme, non parallele ma convergenti in una sola unità. Tutto ciò che ho fatto nella mia vita l’ho fatto guardando alle mie origini: quella palermitana e quella tunisina. Le mie diversità, Tunisi e Palermo, vivono in tutte le mie scelte. Madre tunisina e padre palermitano. Le due culture, queste sono il “mio due”. Continua a leggere

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SOMMARIO n. 25

Tunisia  Ph.Riccio

Tunisia (ph. L. Riccio)

EDITORIALE; Rosario Atria, Amore e potere, sogni e delusioni nella Tunisia di Bourghiba e Ben Ali;  Ada Boffa, Introduzione alla favola tuareg. Racconti e contesto; Marcello Carlotti, Dietro le culture? Interpretazione e antropologia: appunti semiotici; Roberto Cascio, Gamal Abd Al-Nasser: dalla rivoluzione egiziana al sogno infranto del panarabismo; Antonella Elisa Castronovo, Il Calatino: terra di braccianti e di migranti; Annamaria Clemente, L’eterno ritorno delle fotografie migranti; Benedetto Coccia-Franco Pittau, L’Unione Europea: situazione attuale e prospettive; Stefano Cortese, Enea o l’impossibile nostalgia; Antonino Cusumano, «Il museo non si visita». Il dialogo in forma di museo; Continua a leggere

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EDITORIALE

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ph. Arias Messinis

Mentre questo numero di Dialoghi Mediterranei va puntualmente in rete nel giorno della festa dei lavoratori, non conosciamo ancora l’esito del ballottaggio per le elezioni presidenziali in Francia, non sappiamo se al trionfo degli autocrati Erdogan e Trump già saldamente al potere si aggiungerà il successo di Marine Le Pen. Per quanto fiduciosi nel buon senso dei francesi, non possiamo escluderlo se guardiamo alla parabola di questa Europa flagellata e impaurita dal terrorismo, stretta nell’assurda tenaglia di una scelta politica tra una soluzione conservatrice e una reazionaria. Continua a leggere

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