EDITORIALE

©Martino Zummo –all rights reserved

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L’estate che avanza si arroventa e si incanaglisce intorno alle parole vecchie e nuove del razzismo, declinato nelle sue molteplici varianti e mille sfumature: odiose e rancorose, tattiche e felpate, becere e belluine, allusive e pudiche, muscolari e rudimentali, ambigue e oblique. Che in Europa deteniamo il triste primato del Paese più razzista nei confronti di rom e musulmani, è purtroppo certificato dai risultati di una ricerca internazionale recentemente condotta dal Pew Research Center. Si ha timore ad ammetterlo, si ama associare agli italiani l’indulgente e autoassolutoria formula di “brava gente”. Siamo pronti a giustificare ogni forma di intolleranza, a scambiare il cinismo per realismo, il disprezzo verso l’altro per orgoglio identitario, il rispetto delle persone diverse da noi per ingenuo buonismo. Continua a leggere

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Arte versus non arte

COPERTINAdi Giulio Angioni

La distinzione odierna occidentale dell’Arte dalla non arte è una dicotomia recente. Nelle sue formulazioni più esplicite risale al Settecento, e da allora include altre dicotomie che attraversano le società occidentali, il loro comune modo di vivere e di pensarsi, il loro modo di guardare e classificare gli ‘altri’, socialmente e culturalmente, dentro e fuori di esse: dicotomie che caratterizzano i loro dislivelli di cultura e i rapporti di potere interni ed esterni. Dietro l’opposizione fra arte e non arte infatti si celano altre opposizioni, come fra arte o belle arti e artigianato, fra artista e artigiano – con le sue ulteriori distinzioni, quali artigianato e artigianato artistico – fra arti maggiori e arti minori, fra arte popolare o di massa o commerciale e arte colta o d’élite. Continua a leggere

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Pontelandolfo 1861, memoria di un eccidio. Intorno al brigantaggio e all’annessione

 strage a Pontelandolfo

strage a Pontelandolfo

 di   Giacomo Bianco

«Potete chiamarli briganti, ma combattono sotto la loro bandiera nazionale; potete chiamarli briganti, ma i padri di quei briganti hanno portato due volte i Borbone sul trono di Napoli. É possibile, come il governo vuol far credere, che 1500 uomini comandati da due o tre vagabondi tengano testa a un esercito regolare di 120.000 uomini? Ho visto una città di 5000 abitanti completamente distrutta e non dai briganti».[1] Continua a leggere

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Soggettività migranti e spazio a Ballarò. Quattro metafore spaziali

 foto Bommarito

foto Bommarito

 di Elisabetta Bommarito

La scelta di condurre una ricerca di campo e scrivere un’etnografia sul legame tra identità e spazio, diretta alla comprensione dell’uso dell’identità in determinati contesti urbani e l’eventuale insorgere di forme di razzismo e di esclusione, prende spunto  dall’osservazione di alcune particolarità rispetto all’organizzazione e all’uso dello spazio da parte degli immigrati e dei residenti italiani a Palermo. Continua a leggere

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Per una pietas delle storie di vita

 copertina clemente di Annamaria Clemente

«Ho prefato e postfato storie di anziani ospedalizzati, ho prefato e postfato storie di militanti della sinistra, ho discusso a Rovereto storie di contadini aretini che si erano scritti in diari e memoriali, contadini cui devo irreversibilmente la mia convinzione che gli scritti di memoria della gente comune sono opere letterarie bellissime e impreviste, e che il mondo letterario non ha la pietas, la teoria e la pazienza sufficiente per imparare a leggerle come io le leggo» Continua a leggere

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Il fardello dell’uomo bianco

Mideast Iraq Syria Refugees

Mideast Iraq Syria Refugees

  di Federico Costanza


La Giornata Mondiale del Rifugiato, istituita nel 2001 in occasione del cinquantesimo anniversario della Convenzione di Ginevra sui Rifugiati (1951), ci ricorda che lo statuto di rifugiato è stato riconosciuto giuridicamente e, oltre a esser tutelato dalle convenzioni internazionali, è salvaguardato dalla missione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Quest’anno, la giornata giunge nel momento in cui l’Unione Europea è impegnata a gestire una delle crisi umanitarie più importanti dalla Seconda Guerra Mondiale. Continua a leggere

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Kore e le Ninfe nel Mediterraneo, tra api e miele

 Kore, 530 a.C. Museo dell'Acropoli, Atene

Kore, 530 a.C. Museo dell’Acropoli, Atene

di Barbara Crescimanno

Il mito di Kore e Demetra è una storia mediterranea con diverse varianti, di cui una ambientata in Sicilia, tra Enna, Siracusa e l’Etna. Nella versione siceliota del mito si incontrano diversi strati culturali, afferenti a visioni “religiose” della vita alquanto distanti tra loro. Le fonti sono prevalentemente di epoca greca: è la storia che ci hanno raccontato i “vincitori”, cioè coloro che ci hanno lasciato testi scritti, parlando per sé e per tutte le popolazioni mute alle cui culture i Greci hanno sovrapposto la loro dal momento del loro arrivo in Sicilia. Continua a leggere

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Twin beds with bathtub please!

 Rito Ofuro. Primi anni del '900

Rito Ofuro. Primi anni del ’900

di Alessandro Curatolo

Dagli anni 70 del ‘900 il Giappone comincia a vedere nel turismo una grande risorsa economica. Subito dopo le Olimpiadi di Tokyo del 1964, il rafforzamento dello yen e lo scioglimento delle restrizioni in materia di viaggi d’oltremare, l’esperienza di viaggio diventa per un giapponese medio la norma. Milioni di nipponici ogni anno decidono di recarsi in Europa per le vacanze. Continua a leggere

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Immaginare nuove vite possibili. La variabile generazionale nei processi migratori

 foto1 di   Antonino Cusumano  

È indubbio che chi emigra sfugge alle guerre, alla fame, alle carestie, alle persecuzioni politiche.  E tuttavia nessuno emigra senza un sogno, una speranza, una promessa. «La terra promessa – ha scritto Enzenberger – l’Arabia felix, la mitica Atlantide, l’El Dorado, il Nuovo Mondo: queste erano le magiche narrazioni che spingevano molta gente a partire. Continua a leggere

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Appunti per un’antropologia del Cinema: la costruzione condivisa di un’idea

da C'era una volta in America

da C’era una volta in America, di S. Leone (1984)

 di Valeria Dell’Orzo

«Ora ho delle idee sulla realtà, mentre quando ho cominciato avevo delle idee sul cinema. Prima vedevo la realtà attraverso il cinema, e oggi vedo il cinema nella realtà».

Così Jean-Luc Godard.

Il Cinema è un Mondo nel Mondo, è un organismo plastico e vivo, terreno della contemporaneità che si ricrea, fatto di immagini, luci, suoni. È la realtà delle rappresentazioni, che si adatta alla coscienza dell’uomo e la modella al tempo stesso, è il riflesso di ciò che siamo pronti ad accettare, di ciò che possiamo culturalmente gestire con gli strumenti condivisi della società, ma è altresì il bagliore dello stupore di fronte a quello spazio intimo del tessuto umano che non ci è facile guardare nella sua complessità. Continua a leggere

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’A Littra

Bruno Caruso

Bruno Caruso

di Nino De Vita

Avrei dovuto scrivere una nota di presentazione, una premessa, a questa mia poesia. E invece confesso la difficoltà, l’imbarazzo, che sempre più avverto quando devo parlare dei miei versi. So bene che tacere del tutto è impossibile, giacché scrivo e pubblico; eppure, in tutta sincerità, è a questo silenzio che io tendo.

C’è una frase della Szymborska che dice: «Quando devo parlare della mie poesie mi sento come un insetto che entra da solo nella teca e si infilza sullo spillo». E c’è poi un’altra frase di Goethe (ed è quella che più a me si addice) che così sintetizza una sua considerazione, una verità: «Il poeta sa che cosa voleva scrivere, ma non sa che cosa ha scritto». Continua a leggere

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Le riforme di Renzi, la corruzione politica e gli egoismi dell’Ue

COPERTINA  di Piero Di Giorgi

Deriva autoritaria da una parte, rifiuto della politica e astensionismo di massa dall’altra, crescita dell’individualismo e della xenofobia, disoccupazione sempre alta, logoramento dei rapporti sociali, riforme imposte dall’alto rifiutando ogni confronto e Parlamento esautorato, litigi e frantumazioni all’interno dei partiti, la crescita smisurata delle disuguaglianze, corruzione ed evasione danno l’immagine di un sistema che va incontro a una deflagrazione o comunque giunto a una biforcazione: catastrofe o ricerca di nuovi equilibri e di nuovi paradigmi, a partire da una prassi politica che si fondi sulla partecipazione attiva e sull’autogoverno, per contrastare le oligarchie economico-finanziarie, tecnocratiche e politiche che dominano nel mondo. Continua a leggere

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L’INDA a Segesta, secondo polo del teatro classico in Sicilia

Veduta del Teatro Antico di Segesta

Veduta del Teatro Antico di Segesta

 di Federico Furco

Quello che si è concluso da pochi giorni al Teatro Greco di Siracusa è stato il 51° Ciclo di Rappresentazioni Classiche, organizzato come sempre dall’INDA. È grazie all’iniziativa dell’aristocratico locale Mario Tommaso Gargallo e di un comitato di cittadini siracusani che dal 1914 l’Istituto Nazionale del Dramma Antico opera nell’intento di far rivivere nei teatri antichi gli stessi spettacoli che gli autori greci e latini produssero più di due millenni fa. Continua a leggere

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Il pensare come narrazione di percorsi

COPERTINA  di Concetta Garofalo

Spesso, in movimento in luoghi a noi noti, eseguiamo alcune azioni automaticamente (come ad es. camminare per le strade cittadine, guidare l’auto, etc.) mentre i nostri pensieri seguono un flusso ideativo diverso dalle azioni in corso. Di conseguenza, i pensieri ci appaiono slegati dall’azione che si sta svolgendo in quel momento. Nonostante tutto, questa è solo un’impressione apparente perché di fatto la percezione del contesto circostante, per quanto inconsapevole di primo acchito, fa parte della più generale dimensione conoscitiva, orientata dai processi di selezione e seriazione degli input sensoriali provenienti dall’esterno attraverso i recettori del nostro corpo. Continua a leggere

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La memoria di una casa editrice e di una città

copertina l di Marta Gentilucci

«Chi non legge è un masochista» (Borges). È il ’69, a Palermo, l’anno in cui l’ex sindaco Salvo Lima viene incriminato per aver dato il via al cosiddetto “sacco” della città, l’anno della strage mafiosa di viale Lazio e del comizio del futuro golpista Junio Valerio Borghese al Cinema Smeraldo, in un pomeriggio di luglio inoltrato. Quello stesso anno, riuniti attorno a un tavolo, alcuni esponenti dell’intellighenzia cittadina decidono di fondare una casa editrice. Si tratta di uno scrittore, Leonardo Sciascia, di un antropologo, Antonino Buttitta, di un fotografo, Enzo Sellerio e di sua moglie Elvira Giorgianni. Un’impresa rischiosa, ai limiti dell’utopia, in anni in cui «fare libri a Palermo si presentava, agli occhi delle brave persone ragionevoli, come coltivare fichi d’india a Milano»[1]. Eppure, proprio nei termini di una “scommessa”, nasceva la casa editrice Sellerio. Continua a leggere

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Il Mistero in una stanza

 (foto Giaramidaro)

foto Giaramidaro

  di   Nino Giaramidaro

L’oceanico pubblico dell’Expo la vedrà in video. Che non è la stessa cosa di trovarsi ad una o due spanne, cioè a meno di mezza canna, dall’elegante grafia che percorre le pareti di una stanza di tre metri e mezzo per tre metri e mezzo, numeri che sommati fanno sette, la cifra che attraversa tutte le religioni, i misteri, l’occulto, il magico. L’ignoto. Numero santo e custode di tutto. Continua a leggere

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Bacchanal, il Carnevale degli schiavi. Dai Caraibi a Manchester

Carnival Butterflies (foto Giorgianni)

Carnival Butterflies (foto Giorgianni)

di Eugenio Giorgianni

Manchester, sabato 19 luglio 2014. Sono le 5:30 del mattino. Un camioncino sgangherato sbuca su Claremond Road, l’arteria principale di Moss Side, fino a dieci anni fa considerato uno dei quartieri più violenti e pericolosi di tutta l’Inghilterra. La parte posteriore del vano telonato del camion è occupata da un imponente muro di altoparlanti, collegati a una consolle da dj. I bassi sparati dal sound system colpiscono come pugni al petto degli abitanti delle case popolari in mattoni rossi; il veicolo attraversa lentamente il quartiere, facendo vibrare i vetri delle finestre, mentre i dj chiamano a raccolta: “Svegliati, Moss Side”.  È l’inizio della festa. Continua a leggere

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Matteo Salvini e il nicodemismo

copertina  di Tommaso Guariento

«Kant pensava che “i negri puzzassero”; Voltaire era convinto che le africane si accoppiassero con gli scimpanzé, dando vita a mostri sterili, o che “ancora oggi in Calabria si uccide qualche mostro generato dalle donne. Non è improbabile che, nei paesi caldi, delle scimmie abbiamo soggiogato delle fanciulle”. Del resto, sempre Voltaire notava (illuminato dalla dea ragione massonica….) che “i negri e le negre, trasportati nei paesi più freddi, continuano a produrvi animali della stessa specie”. Continua a leggere

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Corpo e narrazione: eroi, santi e politici, modelli culturali a confronto

 L. Giordano, Enea controTurno

L. Giordano, Enea controTurno

 di Virginia Lima

Belli, forti, audaci e maestosi: così siamo stati abituati e siamo tuttora propensi a rappresentare gli eroi nel nostro immaginario. Per tale motivo, accostare eroi antichi a santi e a politici è un’operazione che potrebbe apparire stravagante, fuori luogo e per certi versi anche dissacrante. Eppure, contraria= mente alle apparenze e con le dovute cautele e precisazioni, non è poi così tanto ardito ipotizzare una continuità strutturale: le figure sopracitate sono infatti modelli culturali a cui le società, antiche e moderne, si sono o si dovrebbero ispirare. Continua a leggere

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Sulle rotte del vino

 

 Coppa di Exekias,V sec AC

Coppa di Exekias,V sec a.C. (Museum di Monaco di Baviera)

di   Luigi Lombardo

Il mito di Dioniso, figlio di Zeus e della dea frigia Semele, narra di un viaggio per mare del Dio, al timone di una barca a vela, verso nuove terre da “conquistare”, dove diffondere il nuovo “credo” e le delizie del nettare “divino”. Il mito insiste sulla “diversità” del dio, sulla sua estraneità, e al contempo sulla suo essere un sotèr, un Salvatore. Sulla barca Dioniso porta un tralcio di vite e un otre pieno. Nei racconti mitologici è sempre apparso come una divinità venuta dall’esterno, nonostante che la sua discendenza sia olimpica al pari del suo opposto Apollo. Continua a leggere

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Sugli “enfants sauvages”. La foresta senza la foresta

Victor (dal film di Truffaut)

Victor (dal film di Truffaut)

  di Matteo Meschiari

Juvenis lupinus Hassiacus, 1304
 

Dalla Cronaca di Erfurt: «Anno Domini MCCCIV. Un ragazzo della regione di Hesse fu rapito. Questo ragazzo, come si seppe poi e come lui stesso raccontò, fu preso dai lupi all’età di tre anni, e da essi fu cresciuto in modo meraviglioso. Infatti, qualunque preda i lupi catturassero, mentre giacevano attorno a un albero, gli riservavano sempre la parte migliore. Durante il rigido inverno scavavano una buca, vi mettevano erbe e foglie, ne ponevano altre sul ragazzo, poi loro stessi si accucciavano attorno a lui, per proteggerlo dal freddo. Continua a leggere

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Cannibalismo e identità. Spunti di riflessione

 Théodore De Bry,Scene di Cannibalismo

Théodore De Bry,Scene di Cannibalismo

di Antonella Modica

«Era con noi un ragazzo che aveva in mano un osso della gamba dello schiavo con su ancora un po’ di carne e la stava mangiando. Gli dissi di gettar via l’osso. Allora si arrabbiò e con lui gli altri: affermarono che quello era il loro giusto pasto» (Staden, 1991:69). Uomini che mangiano uomini, uomini che cucinano uomini. Il cannibalismo, tra tutti, è il tabù che più spaventa l’uomo poiché mette in pericolo non solo l’individuo in quanto ipotetica vittima ma la prosecuzione stessa delle specie. Continua a leggere

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In sordina a Auschwitz. Tra sensibilità e razionalità, ordinario e straordinario

Tra terra e cielo (foto Montes)

Tra terra e cielo (foto Montes)

 di Stefano Montes

Cinque anni, appena compiuti da qualche giorno, Emanuele si è svegliato stamattina presto con un pensiero in testa: non andare all’asilo. Ha ribadito più volte, incalzante, che vuole rimanere, in casa, a giocare con me, in un modo o nell’altro: giocare è ciò che gli interessa, lo dice e lo ripete, sicuro della mia comprensione, della nostra solidarietà, della fiducia instauratasi nel tempo tra noi. Parole e verbi sono talvolta esigui e abbisognano del vigore dei gesti, della loro forza motoria. Io lo so. Per professione. Lui lo sa già, adesso, a cinque anni, da piccolo ometto qual è: lo sa e lo sente a fior di pelle. E mette in scena le sue intenzioni, teatralmente: con razionalità e sensibilità insieme, senza distinguerle, eccessivamente, l’una dall’altra. Continua a leggere

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Introduzione all’astronomia culturale arabo-islamica

 Miniatura ottomana, osservatorio Ins(1)

Miniatura ottomana, osservatorio Istanbul (sec.XV)

 di   Francesca Morando

Questo contributo vuole essere semplicemente un piccolo accenno all’astronomia della tradizione arabo-islamica e in particolare alla branca [1] che tratta degli aspetti propriamente culturali di questa scienza ancestrale. D’altronde è importante sottolineare che negli ultimi tempi si sta affermando saldamente l’impiego di tale materia, sia in ambito scolastico, con risvolti interdisciplinari e interculturali, per volontà del MIUR, affinché l’astronomia penetri nelle scuole di ogni ordine e grado, sia presso il grande pubblico. Quest’ultimo, intrigato dalle scoperte e dagli avvenimenti astronomici sensazionali [2] di cui i media parlano in maniera incalzante, si avvicina incuriosito a tali tematiche. Continua a leggere

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La migrazione albanese come rituale di passaggio alla vita adulta

Tirana, monumento a Scanderberg

Tirana, monumento a Scanderberg

 di  Stefania Morreale

Le riflessioni presenti all’interno di questo breve articolo prendono l’avvio da quello che è stato il mio lavoro di tesi, per il quale ho condotto una ricerca sul campo a Torino (tra il 2013 e il 2014) e in Albania (nei mesi di luglio del 2013 e di agosto del 2014). All’interno della ricerca ho provato ad analizzare il circuito migratorio che lega l’Albania alla città di Torino utilizzando una griglia metaforica utile a inquadrare il fenomeno all’interno dell’ottica dei riti di passaggio. Continua a leggere

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IntransiGender. Del gender e di altre catastrofi

copertinadi Valentina Rametta

Siamo in piena metafisica. Nel senso che siamo immersi in uno stato delle cose che non si accontenta dei fatti e della complessità dell’esistente, ma cerca di mettersi in salvo fondandosi in un nuovo orizzonte stabile e permanente, che continua a intrecciarsi a quelle che nel pensiero filosofico si chiamano “questioni ultime”. Continua a leggere

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La grande onda del ’70. Come eravamo a San Vito lo Capo

copertina di   Ninni Ravazza

Lo splendore della giovinezza prorompente e ribelle, la meraviglia di un paesaggio nella sua trasformazione urbanistica e antropologica, la magia dei ricordi, la nostalgia per quegli anni che non torneranno più, la rassicurante certezza che il tempo non ha distrutto la grande bellezza di allora. Nasce così la mostra fotografica Noi Ragazzi a San Vito negli anni ‘70 [1] che dal 27 giugno è esposta nei locali dell’Ufficio Turistico, in via Savoia: immagini, emozioni, sentimenti, sensazioni, i volti sorridenti di splendide ragazze che solo il giorno prima erano ancora bambine e gli occhi luminosi dei ragazzi che si affacciavano alla maturità, tutti insieme nelle loro estati di iniziazione che li avrebbero portati da lì a poco ad affrontare la vita. Continua a leggere

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Il Museo dell’Emigrazione di Santa Ninfa

 Copertina di Marcello Saija

Il Museo dell’Emigrazione di Santa Ninfa nasce all’interno di un progetto coordinato dalla Rete dei Musei Siciliani dell’Emigrazione, con il preciso ruolo di rappresentare l’emigrazione dall’area trapanese e più in particolare l’emigrazione dalla Sicilia per cause politiche. La scelta di istituire sette differenti percorsi espositivi nasce dall’esigenza di mostrare come in Sicilia le cause, i comportamenti migratori e la storia delle comunità derivate presentano diversità correlate alle caratteristiche culturali, sociali, politiche ed economiche delle differenti zone d’esodo dell’Isola. Continua a leggere

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Scuola del fumetto di Palermo: dove il disegno diventa lavoro

copertina alternativa   di  Marco Sanfilippo

La Scuola del fumetto opera a Palermo da dieci anni e si occupa di fumetti, illustrazioni, animazioni e di tutto ciò che riguarda il disegno. In quanto studio d’animazione Grafimated Cartoon, conta già alcune importanti collaborazioni nella produzione di lungometraggi animati come, ad esempio, La Gabbianella e il Gatto e Aida degli alberi. Due anni fa questo stesso studio ha realizzato I vespri siciliani, un cortometraggio di circa venti minuti su uno dei fatti cruciali più dibattuti della storia della Sicilia. Questo filmato è stato interamente prodotto in Sicilia e vi hanno collaborato anche alcuni fra gli alunni ed ex allievi della stessa scuola. In questa intervista abbiamo scambiato qualche opinione con Alessandra Ragusa, che, insieme ad Antonino Pirrotta, è la regista de I vespri siciliani, e con Salvo Di Marco, direttore didattico della scuola, per conoscere meglio questa importante e originale realtà siciliana. Continua a leggere

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La memoria raccontata. Quando la storia di vita è quella di un antropologo

  COPERTINAdi Orietta Sorgi

Ripercorrere sul filo dei ricordi la complessa personalità e la vicenda esistenziale di Nino Buttitta, antropologo e maestro di più generazioni, è il tema di una serie di lunghe conversazioni fra l’Autore e il suo allievo, Antonino Cusumano. Orizzonti della memoria (Ernesto Di Lorenzo ed., 2015), s’intitola il volume perché proprio sulla memoria s’impernia il racconto, inteso come vivificazione del passato nel presente e del presente nel futuro, secondo la lezione di Sant’Agostino. Continua a leggere

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Un’enciclica per il futuro

copertinadi Marcello Vigli

 Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta.

Lo scrive papa Francesco per rendere chiaro il senso della sua enciclica Laudato si’ di cui molto si scrive e si parla in questo scorcio di primavera. L’evento va ben al di là delle pur essenziali tesi espresse nelle duecento pagine dell’enciclica, per il suo caratterizzarsi per l’urgenza dell’invito a rinnovare il dialogo sul futuro del pianeta. L’enciclica non si limita, infatti, ad una descrizione inconfutabile della realtà, ma denuncia le responsabilità di chi la produce e invita all’azione. Continua a leggere

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Il Mediterraneo. Frammenti di memoria di un viaggio iniziatico

 

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di  Martino Zummo    

Partito di sera… senza un saluto … un treno annoiato mi portò a Messina e poi a Villa S. Giovanni, e da lì l’ignoto verso Brindisi. Notte d’estate e finestrini aperti per rinfrescare l’aria umida e polverosa dei sedili, su cui innumerevoli piedi erano stati poggiati da file di sconosciuti  passeggeri senza meta come me.

Le tendine svolazzavano senza posa,  disegnando ampi cerchi in quel piccolo microcosmo di uno scompartimento delle Ferrovie italiane.

 ©Martino Zummo –all rights reserved

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