SOMMARIO

Lo sbarco di Lampedusa, di Dario Fo

Lo sbarco di Lampedusa, di Dario Fo

EDITORIALE; Ada Boffa, La cronaca storica del deserto: le ricerche di Castelli-Gattinara sulla poesia epica tuareg; Giovanni Cordova, Complessità culturale e salute mentale: percorsi tra subalternità e alterità; Cinzia Costa, Lo specchio intelligente del mondo. Fotografare per curare; Antonino Cusumano, Dall’Africa a Berlino via Lampedusa; Valeria DellOrzo, La Cina d’Africa. Colonialismi e migrazioni;

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EDITORIALE

Vittoria (ph. Leone)

Vittoria (ph. Leone)

Mentre il cuore dell’Italia continua a tremare e i sussulti della terra stravolgono le vite e i pensieri quotidiani di famiglie e di intere comunità, mentre nel Mediterraneo un popolo disarmato di uomini, donne e bambini continua ad affondare nel buio e nel silenzio dei naufragi, sentiamo il peso stanco e retorico di ogni nostra parola, che pure vorremmo ancora levare contro la rassegnazione alla paura dell’interminabile sisma e allo scandalo delle ripetute stragi per mare dei migranti. Continua a leggere

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La cronaca storica del deserto: le ricerche di Castelli-Gattinara sulla poesia epica tuareg

COPERTINAdi Ada Boffa

L’antropologo italiano Giancarlo Castelli-Gattinara, a partire dagli anni ’70 e per oltre vent’anni, ha svolto ricerche su campo nelle regioni di nomadizzazione della popolazione Tuareg, (ovvero a ridosso dei confini statali dell’Algeria, della Libia, del Niger, del Mali e del Burkina Faso), trasferendosi sul posto con la sua stessa famiglia e vivendo a stretto contatto con le tribù dell’ area nigerina. La permanenza in queste regioni gli ha permesso di raccogliere un cospicuo numero di poesie tuareg di svariato genere, in gran parte raccolte nel libro: I Tuareg attraverso la loro poesia orale [1]. Continua a leggere

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Complessità culturale e salute mentale: percorsi tra subalternità e alterità

N. Poussin, Baccanali davanti alla statua di Pan, 1631

N. Poussin, Baccanali davanti alla statua di Pan, 1631

di Giovanni Cordova

Definire l’umano

Le considerazioni contenute in questo articolo traggono spunto da una due giorni che ha avuto luogo il 3 e il 4 settembre scorso a Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, presso il Centro socio-culturale ‘Nuvola Rossa’, dedicata ai temi della salute mentale [1]. “La ragione degli altri. Salute mentale, alterità, potere”: questa la denominazione dell’evento, bipartito tra una sessione alla quale hanno partecipato Laura Faranda, antropologa, Piero Coppo, etnopsichiatra e Lelia Pisani, etnopsicologa, dal titolo “Declinare la follia. Continua a leggere

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Lo specchio intelligente del mondo. Fotografare per curare

Visioni(Di)Visioni a Palermo (ph. Costa)

Visioni(Di)Visioni a Palermo (ph. Costa)

di Cinzia Costa

Osservare e cercare di codificare il mondo che ci circonda è un’operazione che, per quanto connaturata alla specie umana, poiché diffusa universalmente, è tutto fuorché un’attività naturale; essa si traduce, infatti, in quei processi ormai ampiamente noti che riguardano la costruzione di paradigmi culturali che servono agli individui per orientarsi nei luoghi fisici e concettuali che abitano. Continua a leggere

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Dall’Africa a Berlino via Lampedusa

copertina xcusumano di Antonino Cusumano

Abbiamo imparato a chiamare non senza qualche approssimazione “letteratura della migrazione” quella produzione narrativa che ha per autori immigrati stranieri, scrittori testimoni che nel parlare delle proprie esperienze gettano il loro sguardo sulla nostra società e ci aiutano a scoprire ciò che siamo, al di là e spesso a dispetto di ciò che diciamo di essere. Una rifrazione ottica che nello specchio autobiografico dice di noi molto di più di quel racconta di loro. Un prezioso contributo alla faticosa opera di decostruzione di certe rappresentazioni etnocentriche e postcoloniali. Un rovesciamento della prospettiva antropologica che, paradossalmente nella finzione letteraria, dà un nome e un’identità a quelle persone che chiamiamo migranti, e corpo, carne e voce alle loro storie individuali e alle loro umane esistenze. Continua a leggere

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La Cina d’Africa. Colonialismi e migrazioni

 La presenza cinese in Africa (foto China Business Review)

La presenza cinese in Africa (foto China Business Review)

di Valeria Dell’Orzo

Se è storicamente assodato che la storia umana dei continenti è frutto dell’insieme inscindibile di spostamenti, mescolanze, impegno e sfruttamento, è altrettanto evidente che la terra d’Africa continua più di tutte a pulsare di un violento potere attrattivo e repulsivo: richiama con forza i fenomeni coloniali e respinge con pari violenza chi rimane schiacciato dalla macina dello sfruttamento. Continua a leggere

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Il mito di Scanderbeg nell’universo culturale della sua nazione

   

Giorgio Castriota Scanderbeg, opera di Odhisé Paskali

Giorgio Castriota Scanderbeg, opera di Odhisé Paskali

    di  Alberto Frasher

Il 7 agosto 2016 lo scrittore Pierfranco Bruni ha pubblicato un articolo molto interessante sulla figura mitica di Giorgio Castriota Scanderbeg, eroe nazionale degli albanesi. Nel suo articolo lo studioso interpreta l’importanza dei messaggi che l’opera del principe albanese trasmette alla realtà europea attuale. L’articolo è più che una riflessione. Si considera l’opera di Scanderbeg dal punto di vista delle sue eredità culturali più importanti. «Ma non basta la storia da sola a rileggere un personaggio e un contesto di civiltà. Occorre necessariamente una interpretazione reale sui processi storici» (Bruni, 2016). Continua a leggere

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Pasta di Gragnano per Charlie Hebdo

 La vignetta di Felix sul terremoto ad Amatrice

La vignetta di Felix sul terremoto ad Amatrice

di  Nino Giaramidaro

Un cane che ulula alla luna pisciando sulle tombe. Forse Karl Kraus, visionario dai pensieri appuntiti, aveva avuto la veggenza che un giorno un Felix francese avrebbe usato l’ironia per mingere sulle tombe: le macerie facenti funzioni di sepolcri nei paesi del centro Italia colpiti dal terremoto del 24 agosto scorso. Felix, che non è il noto e familiare gatto dei fumetti, ma un umano – senza esagerare. Vorrei immaginarmelo: il volto, la figura, i piedi posati sulle dieci e dieci, ma non arrivo oltre la Faber Castell che lui maltratta.              Continua a leggere

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Il debito come marcatore culturale del capitalismo contemporaneo. Divagazioni intorno a Graeber

Copertinadi Tommaso India

Il mondo è appena uscito da una delle crisi economiche più gravi e devastanti della sua storia e già un’altra crisi finanziaria sembra affacciarsi carica di conseguenze funeste, soprattutto per i meno abbienti. In questo senso, infatti, sembrano andare le analisi sulla deflazione italiana. Negli ultimi anni siamo stati abituati a pensare che l’economia e la finanza siano delle scienze esatte, che seguono leggi precise e definite, che magari non comprendiamo ma a cui comunque dobbiamo sottometterci. Continua a leggere

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Il Mediterraneo. Sicilia, fulgido centro del mondo

Acitrezza (ph. Leone)

Acitrezza (ph. Leone)

di Giuseppe Leone e Emanuela Alfano

Fulgido centro del mondo mediterraneo, la Sicilia è luogo di frontiera, di approdo; anima antica dalla natura profonda. In essa si affastellano i segni di molteplici culture, di miti, di contraddizioni, di  “gorgoneschi impietrimenti”.  Continua a leggere

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Postille al quadro di Antonello da Messina

L'Annunciazione di Antonello da messina

L’Annunciazione di Antonello da Messina, oggi al Palazzo Bellomo

di Luigi Lombardo

Il 23 agosto del 1474 il venerabile don Giuliano Maniuni, beneficiato della chiesa dell’Annunziata di «Palacioli», firma a Messina davanti a testimoni il contratto con cui obbliga lo «honorabilis magister Antonius de Antonio», cioè Antonello da Messina, a dipingere un quadro di sette palmi (m. 1,75) «deauratum cum ymagine annunciationis virginis Mariae et Angeli Grabielis ac Dey patris et cum casamento [...] cum eius scannello depicto cum fuglacci et armi», cioè un dipinto su tavola dorato su cui venisse rappresentata la scena dell’Annunciazione con le figure della Vergine, dell’angelo Gabriele e del Padreterno in alto, e una predella in basso con decori a foglie e le “armi”, cioè le insegne probabilmente della famiglia committente. Continua a leggere

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L’infelicità palermitana

 

 Enzo Sellerio, chiesa di San Francesco, Palermo 1960

Enzo Sellerio, chiesa di San Francesco, Palermo, 1960

di Laura Malleo                                               

 Il tempo trascorso a Palermo, città dove sono cresciuta e che poi ho lasciato passata l’adolescenza, per lo svolgimento di uno stage presso il CEIPES, Centro Internazionale per la Promozione dello Sviluppo e dell’Educazione, mi ha concesso di rivedere con occhi di adulta, pregi e difetti dell’ambiente. Con questa preparazione psicologica e questo tipo di turbamento interiore il 5 luglio 2010 cominciavo questa esperienza. Il CEIPES è un’associazione no-profit che si dedica alla progettazione europea. Interessata ad uno dei loro progetti: “Radio Youth Protagonists” entrai a far parte del CEIPES, sia come partecipante al progetto sia come stagista operativa del loro ‘team’ per un periodo di tre mesi. Continua a leggere

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Esperienze delle piccole medie imprese italiane in Marocco

copertinadi Fatiha Mamhoud

Questo articolo [1] è un approfondimento sulla presenza degli imprenditori italiani in Marocco attraverso un’indagine qualitativa svolta sul posto a mezzo di un’intervista discorsiva agli imprenditori ivi operanti. L’indagine illustra questa esperienza, le dinamiche e le cause della scelta migratoria, considerando i vantaggi/svantaggi offerti sia dal Paese ospitante che da quello di origine prima e durante l’esercizio all’estero dell’attività imprenditoriale, con attenzione anche al contributo dato al Paese ospitante in termini economici, di servizi e di know how. Continua a leggere

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Il portale di Tripadvisor tra narrazioni e pianificazione turistica

 COPERTINA MORELLO di Alessandro Morello

In questo articolo intendo fornire un’analisi degli strumenti multimediali che vengono utilizzati durante una delle fasi della pratica turistica, quella nella quale i soggetti stanno pianificando il loro viaggio cercando sul web dei feedback che diano loro degli elementi per poter scegliere la destinazione. Oltre agli strumenti cartacei, come le guide turistiche, e il passaparola di amici e parenti, uno strumento che nel corso degli anni ha acquisito un’importanza determinante è il web.  Lo sviluppo di internet come mezzo di comunicazione ha avuto delle conseguenze decisive nelle relazioni sociali. Continua a leggere

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Gli alunni stranieri a scuola. Dinamiche relazionali e culturali

In classe a Palermo (ph. Nania)

In classe a Palermo (ph. Nania)

di Walter Nania

Secondo quanto espresso dalla letteratura, quando si tratta dei rapporti con gli studenti, specie se immigrati, gli insegnanti non assumono un atteg- giamento uniforme nei confronti degli alunni e delle alunne. Sarebbero più tolleranti con le ragazze e meno con i ragazzi che ostentano un atteggiamento volto a sfidare l’autorità sminuendone o equivocandone il ruolo di educatore. Inoltre, gli stessi alunni assumerebbero nei confronti dei compagni di classe, spesso di età inferiore, modi di fare piuttosto vivaci, ai limiti dell’arroganza. Continua a leggere

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Il materiale complesso della vita. Autobiografia e racconto in Nuccia Tasca

Foto copertinadi Vito Piazza [*]

Raramente un titolo mantiene ciò che promette: questo lo fa con quella leggerezza che Calvino nelle sue Lezioni Americane indica come qualità primaria della  scrittura. L’incipit del racconto autobiografico di Nuccia Tasca, Con passo leggero (I quaderni del Battello Ebbro, Porretta Terme-Bologna 2016), è insieme una premessa e una promessa: l’autrice si perde nella sua Venezia, ma non è uno smarrirsi, anzi paradossalmente un tentativo di ritrovarsi lasciandosi liquefare nella folla, immergendosi in questa società liquida che Bauman ha colto come elemento qualificante della società di oggi dove tutto scorre e la memoria non ha ricordi a cui aggrapparsi. Del resto la memoria è qualcosa di più della somma dei ricordi. Continua a leggere

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Sante non si nasce, si diventa. Fisicità femminile e interpretazione magico-religiosa

 Natività di  Andreji Rublev, 1405

Natività di Andreji Rublev, 1405

di Veronica Polese 

«De femmene oneste una ‘nce steva e addiventaje Madonna!» [1]. Maria incarna appieno le caratte- ristiche femminili esaltate dalla dottrina cattolica e la sua figura di madre e donna mite viene usata come esempio di femminilità da seguire.  Ma per raggiungere questo risultato sono stati necessari tempo e reinterpretazioni teologiche. Inizialmente Maria divenne la summa delle precedenti divinità pagane e ne mantenne alcuni attributi iconografici (es.: la luna di Diana, il melograno di Cerere), alcuni appellativi (es.: Regina Mater come Giunone, Mater deorum o Sancta Dei Genitrix come Rea) e le furono attribuiti poteri taumaturgici, tra cui la protezione durante il parto [2]. Continua a leggere

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Ricordando Oriana Fallaci, a dieci anni dalla morte

SACCHIdi Pier Franco Quaglieni

Oriana Fallaci è mancata dieci anni fa e mancano le distanze storiche per darne un giudizio distaccato perché le vicende di cui si è occupata a partire dal 2001, anno dell’attentato alle Torri Gemelle, sono tuttora aperte: questo rende impossibile esprimere valutazioni che non risentano del clima di paura e di smarrimento che il nuovo terrorismo islamico ha diffuso in Europa e nel Vicino e Medio Oriente. Continua a leggere

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La figura dell’antropologo: writer or talker?

copertinadi Sara Raimondi

«Cosa fai nella vita?» questa è forse una delle domande più frequenti per un antropologo, poiché questo mestiere appare poco chiaro e non praticato. Rispondendo «Faccio l’antropologa» mi trovo di fronte a sguardi interrogativi e si susseguono ulteriori domande «Quindi studi i primitivi?» o «Quindi aiuti chi fa gli scavi?». Ma come mai il mestiere dell’antropologo è così poco conosciuto? Perché, nonostante il suo mestiere così sfaccettato e pratico, l’antropologo rimane una figura nascosta? Quali sono i motivi che tengono questo mestiere così legato al mondo accademico e, quindi, distante dagli altri settori della vita sociale? In questo articolo cercherò di analizzare questa professione proprio a partire da uno dei suoi principali prodotti: il testo. Infatti, seguendo le parole di Clifford Geertz (1998:12), l’etnografo tiene un diario, ricostruisce genealogie e mappe, trascrive testi; perciò come ha intuitivamente riassunto Helena Wulff: «What does the ethnographer do? – He writes!» (Wulff, 2016:1). Continua a leggere

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Un tesoro di carta nascosto a Fes

 La biblioteca di Al Qarawiyyin a Fes

La Biblioteca di Al Qarawiyyin a Fes

di  Nassih Redouan

La città di Fez (فاس in arabo),  come racconta un aneddoto e come sostengono alcuni storici che si sono occupati della storia del Marocco, prese il suo nome dal colpo dei picconi che i muratori hanno dato per edificare il primo luogo destinato a diventare la capitale delle quattro dinastie che hanno governato il Marocco: Idrissidi, Marinidi, Wattassidi e Saadii. Continua a leggere

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Il corpo delle altre, tra affaire del velo e farsa del burkini

 

Burkini-esposto-in-un-centro-commerciale-

Burkini esposto in un centro-commerciale di Kuala Lumpur

di  Annamaria Rivera

Chaque voile qui tombe, chaque corps qui se libère de l’étreinte traditionnelle du haïk, chaque visage qui s’offre au regard hardi et impatient de l’occupant, exprime en négatif que l’Algérie commence à se renier et accepte le viol du colonisateur 
 
Frantz Fanon, L’Algérie se dévoile, 1959

Per ristabilire i fatti

L’11 agosto 2016 esordisce pubblicamente il feuilleton del burkini [1], che accompagnerà come rumore di fondo l’estate francese, con qualche eco in Italia, particolarmente incongrua e fastidiosa. Continua a leggere

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L’immigrazione italiana delle donne in Francia

Donne emigrate da Udine, primi del 900

Donne emigrate in Francia dalla provincia di  Udine, primi del 900

 di Sonia Salsi

Il dibattito sull’emigrazione italiana sembra spesso escludere l’importanza del contributo lavorativo ed economico delle donne all’interno dei contesti familiari.Vari studi hanno invece testimoniato dell’attiva partecipazione della figura femminile agli spostamenti geografici, spesso mascherati dietro la logica familiare al maschile in cui gli uomini partivano soli e le donne rimanevano in Italia assumendosi la responsabilità di gestire oltre all’accudimento dei figli e degli anziani anche gli interessi economici della famiglia (Corti, 2003; Pinna, 2009; Tosi, 1988). I più significativi studi storiografici sull’emigrazione hanno contribuito a tratteggiare un quadro complessivo sulle diverse situazioni di vita e di lavoro delle donne in varie aree geografiche della Francia. Continua a leggere

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Mito, leggenda e tradizioni della vendemmia e del vino in Sicilia

Scene di vendemmie peloritane,Lavoro e festa, XX sec., coll.Museo Cultura e Musica Popolare dei Peloritani villaggio Gesso Messina

Scene di vendemmie peloritane, Lavoro e festa, XX sec., coll.Museo Cultura e Musica Popolare dei Peloritani, villaggio Gesso Messina

di Mario Sarica 

Fa’ circolare il vino vecchio, dorato, e bevi da mane a sera:
bevi al suono del liuto e dei canti degni di Ma’ bad!
Non c’è vita serena, se non all’ombra della dolce Sicilia
Sotto una dinastia che sopravanza le cesaree dinastie del re.
 
 

Ci siamo affidati agli struggenti versi del poeta musulmano Abd ar-Rahman di Butera, espressione eloquente della nobiltà del bere vino in età normanna sulla scena regale siciliana di Ruggero II, per incamminarsi sul sentiero delle vendemmie siciliane, alla scoperta, assieme all’immagine nostalgica delle cronache etnografiche, delle radici culturali più profonde dalle quali riaffiorano, per fortuna ancora oggi, la vigna siciliana e il suo frutto inebriante, il vino. Continua a leggere

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Note di un viaggio in Israele. Agosto 2016

Gerusalemme la città vecchia (ph. Sinigaglia)

Gerusalemme, la città vecchia (ph. Sinigaglia)

di Susanna Sinigaglia

Il mio viaggio si è svolto in quattro tappe, in parte da sola e in parte con Casa per la Pace. Sono stata a Maabarot e Haogen, i kibbutz dove vive un ramo della mia famiglia, approfittandone per una breve visita a Netanya, la città più vicina; poi a Gerusalemme (più Tel Aviv e Jaffa, ma con base sempre a Gerusalemme); quindi a Nablus, con sosta a Ramallah e visita a Jenin; infine, ritorno in kibbutz egita a Haifa. Inevitabile è stato il confronto con il viaggio precedente, quello dell’agosto 2005 insieme a Luisa Morgantini e le Donne in Nero. Allora si era in pieno ritiro da Gaza: le strade pullulavano di soldati armati e posti di blocco, tanto che un giorno avevamo dovuto rinunciare a raggiungere Jenin perché il nostro pullman era rimasto bloccato per più di quattro ore a un checkpoint. Stavolta niente di tutto questo. Continua a leggere

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Le religioni monoteiste nel rito funebre di Valeria Solesin: dimostrazione di un trascendimento

 

Funerali di Valeria Solesin in Piazza san Marco, a Venezia

Funerali di Valeria Solesin in Piazza san Marco, a Venezia

  di Linda Armano

L’antropologia implicita s’interroga sul dispositivo simbolico d’interpretazione della differenza culturale. Tutte le società, di ogni epoca e luogo, sviluppano forme di pensiero native per concettualizzare chi fa parte del proprio gruppo sociale, chi non ne fa parte e concetti sull’umanità in generale. Il ragionamento sulla possibilità di realizzare un dialogo fra Ebraismo, Cristianesimo ed Islam nell’Occidente postmoderno, passa quindi attraverso i parametri dell’antropologia implicita. L’Europa e l’Occidente stanno attualmente formulando un’antropologia implicita “dell’altro” elaborata su un sapere del male profondamente connesso alla religione islamica, a cui legano l’idea di pericolo e il senso d’impotenza dell’uomo rispetto ad invasioni esterne (Ligi, 2014). Davanti a tale fragilità è necessaria quindi una ristrutturazione di significato attraverso un intenso ed incessante lavoro culturale per costruire un dialogo, oltre che fra religioni monoteiste, anche fra religioni e società laica. Continua a leggere

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Forme della religiosità e dinamiche identitarie nell’era della globalizzazione

Tiepolo, Apollo e Diana, 1757

Tiepolo, Apollo e Diana, 1757

di Paolo Branca

Si parte sempre dal noto anche per avvicinare e conoscere, scoprire l’ignoto. Vale in tutti i campi, compresa la religione. Intendiamo qui per ‘religione’ sia l’aspetto profondo della ‘religiosità’, sia quello storico e persino istituzionale dei sistemi religiosi. Continua a leggere

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Solo l’autocritica può consentire il dialogo

 Mosaico absidale monastero chiesa s. Caterina, Sinai

Mosaico absidale monastero chiesa s. Caterina, Sinai

di Augusto Cavadi

Il monoteismo è sempre, e soltanto, matrice di violenza? La storia dei monoteismi è, anche, storia d’intolleranze, condanne capitali e stermini di massa. Il mio amico Luigi Lombardi Vallauri mi ha una volta confidato la soddisfazione per i contrasti fra gli esponenti apicali delle tre religioni abramitiche: «Te l’immagini che disastro per l’umanità se rabbini, vescovi e imam andassero a braccetto? Sarebbe una valanga insostenibile di fondamentalismo». Andrebbe meglio – è andata meglio – in regimi politeistici? Un mio amico che stimo molto lo sostiene da anni. Continua a leggere

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La confusione dei monoteismi in Europa

Foto copertinadi Leo Di Simone [*] 

L’Europa ha a che fare da molti secoli con l’Islam. La vicenda ebbe inizio quando, dopo che la Siria e la Palestina furono invase dalle tribù arabe tra il 633 e il 640, gli eserciti musulmani passarono in Egitto dando l’avvio all’avventura della conquista del Mediterraneo. A Gerusalemme, al-Quds, “la Santa”, nel 687, sulla roccia del Moriah eressero la grande cupola dorata, in concorrenza con quella dell’Anastasis, la basilica cristiana della Risurrezione; poi, cominciarono ad invadere l’antica provincia romana d’Africa, comprendente la Tripolitania, la Tunisia e l’Algeria attuali. Continua a leggere

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L’Occidente e l’Islam: interrogativi sul dialogo interreligioso

COPERTINAdi Adelkarim Hannachi

Dal punto di vista teorico, il dialogo interculturale in generale e quello interreligioso in particolare favoriscono la conoscenza reciproca, sfatano gli stereotipi e i pregiudizi, promuovono l’inclusione sociale e l’integrazione culturale e contribuiscono alla lotta contro il razzismo e la discriminazione. Continua a leggere

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Nel destino di Gerusalemme il dialogo possibile tra le religioni

Gerusalemme

Gerusalemme

di Vincenzo Meale

Prima questione legata ai tre monoteismi: come dialogare tra i tre e contem- poraneamente all’interno di ciascuno dei tre? Ipotizzando un edificio comune, quanto dovrà essere grande per contenere ambienti destinati alle varie espressioni delle tre religioni? Si dialoga meglio condividendo un edificio o condividendo le esperienze di vita? Condividendo un edificio o disarmando le menti? Continua a leggere

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Percorsi esistenziali del dialogo interreligioso. Scene vissute fuori campo

 Figure del dialogo (ph. L. Taverna)

Figure del dialogo (ph. L. Taverna)

di  Stefano Montes

Prendete un tè? Non rispondono subito i giovani missionari. Non rispondono e mi guardano, mi guardano e sorridono. Uno dei due dice con dolcezza, dopo un breve momento di strana sospensione: “va bene, non ce n’è bisogno, non fa niente, non ti preoccupare”. Non ce n’è bisogno? “Tanto io sto per farlo, il tè, posso quindi farlo pure per voi”, ribadisco e m’incaponisco, per mostrare ospitalità e amicizia. Cosa mi costa, dopotutto! È più piacevole chiacchierare bevendo un tè, affermo tra me e me, sicuro di me, affabile e accogliente, ridanciano e alla mano. Continua a leggere

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L’identità normativa delle religioni tradizionali

  

sacrificio di Isacco

Il sacrificio di Isacco, di Caravaggio, Galleria degli Uffizi, 1594-1596

di Luca Parisoli

Ho subìto il fascino de Il ramo d’oro di James Frazer, ho subìto il fascino del positivismo antropologico anche senza pormi il problema di formularne la natura fondamentale: ero affascinato dalle descrizioni minuziose, da una erudizione apparentemente sconfinata, da una narrazione che mi compiaceva, forse per una somiglianza di fondo con quella ben più caustica di un Mandeville o di un Hume. Continua a leggere

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«E non disputate con la Gente del Libro altro che nel modo migliore»

 

 Damasco Moschea Omayade, Reliquiario che conserva la testa di san Giovanni Battista. Meta di pie visite da parte dei musulmani e dei cristiani

Damasco,  Reliquiario che conserva la testa di san Giovanni Battista. Moschea Omayade, meta di pie visite da parte di musulmani e cristiani

 di Antonino Pellitteri

 Non mi piace “tre in uno” [1] mi ricorda molto l’uno e trino santissimo mistero centrale della fede e della vita cristiana. Visto che qui si parla di dialogo, e aggiungo di comprensione (al-tafahum) tra diversi, preferisco far riferimento alla pluralità, ossia agli effetti che derivano dalla condizione di essere plurale, partendo dallo specifico della presenza molteplice e del ruolo delle comunità cristiane in terra d’Islam. Dalle campane d’Oriente, tanto per intenderci. Continua a leggere

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Che significa ‘rivelazione’?

 Abramo padre delle religioni monoteiste, Bibbia di Souvigny, sec. XII

Abramo padre delle religioni monoteiste, Bibbia di Souvigny, sec. XII

  di Elio Rindone 

È possibile, opportuno, utile un dialogo fra le tre religioni monoteistiche teso a creare luoghi comuni d’interazione tra i fedeli? Sull’opportunità e sull’utilità non avrei dubbi. Credo, invece, che sia necessario interrogarsi sulla possibilità di un confronto effettivo, che eviti sia chiusure preconcette che facili irenismi. Vorrei qui riflettere, appunto, sulle condizioni che rendono un tale dialogo praticabile, limitandomi a esaminare la posizione cristiana e lasciando ai rappresentanti dell’ebraismo e dell’islam il compito di esporre il loro punto di vista. Continua a leggere

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Chiese, moschee e sinagoghe: la luce di Dio scrive la città

COPERRTINA

disegno di F. Schiavo

di Flavia Schiavo 

I sistemi urbani sono tra i cardini del rapporto tra “soggetto” e “mondo”, rappresentano il pensiero, le teorie, le figure filosofiche, le credenze, i riti, le relazioni di potere, che prendono corpo nella città, luogo di affermazione, conflitti, incontri, di simbolizzazione e di socializzazione, in quanto luogo per antonomasia della scrittura. Continua a leggere

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Religioni sì, no, come

COPERTINAdi Marcello Vigli

Nelle attuali condizioni in cui versa la convivenza dei sette miliardi di donne e uomini che popolano il pianeta, ogni occasione, iniziativa, manifestazione, che favorisca incontri, confronto, dialogo fra cristiani, ebrei, islamici è opportuna, auspicabile e va incoraggiata. Ben venga la costruzione di un luogo comune per consentire ai fedeli dei tre monoteismi maggioritari in Europa e nei Paesi mediterranei di pregare uniti e divisi. Continua a leggere

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