SOMMARIO n. 53

Radici nel Mare (ph. Nuccio Zicari)

Radici nel Mare (ph. Nuccio Zicari)

PRIMO PIANO

EDITORIALE, Linda Armano, Luogo contro impero. Comprendere l’anticolonialismo indigeno in Canada; Marina Castiglione, Nomi di piante e nomi di santi. San Giovanni nella lessicografia botanica siciliana; Antonello Ciccozzi, Malintesi mediterranei: politically correct e rimozioni; Fabio Dei, Ancora sul saper scrivere all’università. La scuola progressista e i suoi critici; Francesco Faeta, Fotografie del disagio sociale. Memoria d’archivio; Continua a leggere

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EDITORIALE

Valle del Belice, 1970 (ph. Francesco Faeta)

Valle del Belice, 1970 (ph. Francesco Faeta)

È noto che la fotografia, quella vera, non è soltanto un’immagine, è costrutto simbolico, palinsesto di  segni, epifania di un’assenza, grumo di memorie. Nulla di statico e di inerte, dunque, perché seppure trapassati e dissolti gli uomini e le cose rappresentati continuano a vivere e a interrogarci, a testimoniare la loro esistenza oltre il tempo dato e consumato.

C’è qualcosa che assimila la fotografia posta accanto – in apertura a questo editoriale – alle suggestioni di un’icona, alla forza evocativa delle parvenze mitiche, delle figure che sfidano e tracimano l’effimero divenire. Nello scatto non ci sono solo i volti, le posture, gli sguardi delle persone fotografate. Continua a leggere

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Luogo contro impero. Comprendere l’anticolonialismo indigeno in Canada

Misconoscimento come forma di violenza statale contro i popoli indigeni canadesi

Misconoscimento come forma di violenza statale contro i popoli indigeni canadesi

di Linda Armano

Nel suo rivoluzionario testo intitolato God is Red del 1972, il filosofo Lakota Vine Deloria Jr. afferma che una delle differenze più significative tra la metafisica indigena e la metafisica occidentale ruota attorno all’importanza centrale della terra ai fini dell’elaborazione di un’idea di persona e della sua etica:  Continua a leggere

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Nomi di piante e nomi di santi. San Giovanni nella lessicografia botanica siciliana

Caravaggio, San Giovanni Battista, 1598, Toledo

Caravaggio, San Giovanni Battista, 1598, Toledo

di Marina Castiglione

Si fachisti o fachisti fari incantacioni/ad erbi oy cristalli, oy ad alcunu di li elementi,/oy orbiscasti in lu jornu di la/natività di Sanctu Joanni Baptista,/et altri mali cosi chi si fannu in tali jornu.

(Confessionale del XV sec., in G. Pitrè Spettacoli e feste popolari siciliane, 1881: 298)

Ventiquattro di Giugno, San Giovanni. Era per gli Alcaresi la festa del Muzzuni,/e festeggiare soleano nei quartieri quelle piccole brocche e i germogli,/con canti e danze fino a notte alta./Si scioglievano allor le inimicizie, si intrecciavano gli amori, i comparaggi.

(Vincenzo Consolo, Il sorriso dell’ignoto marinaio). Continua a leggere

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Malintesi mediterranei: politically correct e rimozioni

samandi Antonello Ciccozzi

Scrivo queste parole per replicare agli interventi suscitati dall’articolo che ho pubblicato sul numero 51 di Dialoghi Mediterranei sul tema dei delitti d’onore, in riferimento al caso della sparizione della giovane Saman Abbas, verosimilmente uccisa dalla famiglia in quello che si delinea come un delitto d’onore ispirato a precetti religioso-tribali di tradizione pakistana (Ciccozzi 2021b). Prendendo spunto da questo caso di cronaca, la tesi che ho sostenuto in quello scritto è così riassumibile: la diversità valoriale di cui sono portatori i migranti non sempre si presenta come un arricchimento, essa può manifestarsi anche nella forma di un’estraneità ostile (verso le persone, i valori, le istituzioni e le norme dei luoghi d’approdo) che rivela un sentimento culturale di rifiuto, disconoscimento, disprezzo verso la società in cui si giunge, e sottende una volontà politica di chiusura etnocentrica da parte dei migranti stessi nei confronti dell’Occidente. Continua a leggere

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Ancora sul saper scrivere all’università. La scuola progressista e i suoi critici

 

unnameddi Fabio Dei 

Caro Direttore,

circa un anno fa Dialoghi Mediterranei (n. 46, novembre 2020) ha ospitato un mio breve pezzo – più uno sfogo che una riflessione sistematica, a dire il vero – sulle carenze nella formazione di base degli studenti universitari; in particolare nel campo delle abilità linguistiche e di scrittura. Nella mia esperienza, una buona maggioranza degli studenti iscritti a corsi di laurea triennale nei campi umanistici (cioè corsi che dovrebbero avere nella padronanza linguistica il loro punto di forza) non appare in grado di esprimere per iscritto (spesso anche oralmente) le proprie idee, o i contenuti appresi nello studio, in modo chiaro, comprensibile e corretto. Continua a leggere

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Fotografie del disagio sociale. Memoria d’archivio

Roma, 1969 (ph. Francesco Faeta)

Roma, 1969 (ph. Francesco Faeta)

di Francesco Faeta

1. Nel 1950, su incarico dell’UNESCO, il grande reporter polacco, naturalizzato americano, David ‘Chim’ Seymour, tra i fondatori dell’agenzia “Magnum”, si recò in Calabria, con l’incarico di documentare l’efficace campagna governativa di lotta all’analfabetismo, che era in corso, centrata sull’azione della “Unione nazionale per la lotta contro l’analfabetismo” (UNLA) e su un’imponente azione di volontariato sociale. Dietro Seymour era Carlo Levi, le suggestioni meridionalistiche che promanavano dalla sua opera, lo stretto rapporto di amicizia e collaborazione che lo legava al fotografo. Continua a leggere

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Sentire camminando: etnografia dei luoghi tramite le “walking interview”

arte-camminare-1900x1080di Giovanni Gugg

Lo spazio, un prodotto sociale

Lo stato in cui si presenta il territorio, lungi dall’essere un dato “naturale”, è sempre il risultato di una interazione dell’ambiente e della cultura, cioè dell’ecosistema e degli esseri umani. L’antropologia dello spazio e del paesaggio, soffermandosi sul nesso uomo-luogo, ha evidenziato che il territorio abitato (frequentato, utilizzato) da una società «non è neutro, l’ambiente non è un puro contenitore, ma è prodotto dall’uomo che lo “umanizza”» (Segaud 2010: 18). Continua a leggere

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Profezie e folQlore. Il ritorno di Kennedy nella narrazione complottista di QAnon

Supporter di di QAnon radunata a Dallas, in attesa del ritorno di Kennedy jr

Supporter di di QAnon radunata a Dallas, in attesa del ritorno di Kennedy jr

di Nicola Martellozzo

Q: Isn’t QAnon Just Another Radical Group? Not really

(Bloom & Moskalenko 2021: 142)

Aspettando Kennedy, confidando in Trump

Il 2 novembre 2021 poche centinaia persone cominciano a radunarsi nei pressi della Dealey Plaza di Dallas, in Texas. Aprono sgabelli e tavolini da campeggio, sedendo lungo i bordi della strada, chi chiacchierando, chi mangiando uno spuntino. Molti di loro non sono di quelle parti, anzi, non sono neppure texani. Continua a leggere

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“Per non essere di coloro che tacciono”: per una mobilitazione della Scuola e dell’Università

lettere-sapere-umanistico-e-formazionedi Antonio Pioletti

Non da oggi si profila una tematica spesso non adeguatamente trattata, anche se non da tutti sottovalutata, che è parte integrante, a diversi livelli, della nostra esistenza: il nostro esser-ci nel mondo, la nostra visione, i nostri pensieri e le nostre idee, le nostre relazioni con l’Altro; e così, le relazioni sociali, i sistemi socio-economici, il governo dei sistemi nel mondo.

Questa tematica è la formazione delle nuove generazioni nei diversi ambiti nei quali dovrebbe svolgersi, da quello familiare a quelli scolastico e universitario e nei campi della cultura di base, della professionalizzazione, dell’elaborazione dei valori, dell’educazione civica e sessuale, della conoscenza degli strumenti della comunicazione. Eppure, dovrebbe trattarsi di argomento ­– nonché terreno di elaborazione e intervento -– centrale non solo per gli addetti ai lavori, ma per l’intera società. Continua a leggere

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Ciprì, Maresco, antropologi per caso, e la Città

schermata-2021-12-12-alle-16-56-36di Flavia Schiavo [*]

«Fa più vittime l’imbecillità umana del terremoto di Messina»

(Daniele Ciprì e Franco Maresco, ne Il ritorno di Cagliostro)

Naufraghi in Terra Madre

Da un corpus in cui è impossibile distinguere i luoghi dalle persone e dalle loro storie, corpus costituito dai corti, dai film, dai frammenti di Ciprì e Maresco, emerge una Palermo altra – sommersa ed esplosa, rappresentata da intrecci viscerali e deliranti. Continua a leggere

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Hermann Bausinger e la svolta nella Volkskunde

Herman Bausinger

Hermann Bausinger

di Nicola Squicciarino                                                    

Hermann Bausinger ci ha lasciato all’età di 95 anni, il 24 novembre scorso. Nato a Aalen il 17 settembre 1926, dopo il servizio militare e la prigionia, ha studiato a Tubinga germanistica, anglistica, storia e Volkskunde (demologia) [1]. Dal 1960 fino al 1992 è stato professore ordinario e direttore del ‘Ludwig-Uhland-Instituts für Empirische Kulturwissenschaft’. A Tubinga, nei decenni del dopoguerra, la storia e i contenuti della Volkskunde hanno coinciso sostanzialmente con il suo percorso scientifico.  Continua a leggere

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Femminismo e Attivismo nella Bosnia post-bellica

Sarajevo, 2014

Sarajevo, 2015

di Laura Sugamele

Stupro etnico e reificazione sociale

Nel nazionalismo balcanico, l’intreccio tra genere, etnia e procreazione femminile ha condotto ad una sovrapposizione della sfera biologica con quella sociale, declinando le conseguenze di tale allineamento sul corpo femminile, corpo che nella guerra serbo-bosniaca (1992-1995) divenne uno “strumento” delle azioni belliche (Richter 2018: 100). Continua a leggere

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Sulla tutela dei laghi di Faro e Ganzirri. Attività tradizionali e Genius Loci a Capo Peloro

Lago grande, 1912

Lago Ganzirri, 1912

di Sergio Todesco [*]

Una riflessione sui beni demo-etno-antropologici non può prescindere per un verso dall’ovvia considerazione che essi risultano in fondo essere non altro che scarti significativi della modernità in rapporto ai modelli di cultura secondo i quali la modernità stessa si è imposta come tale; per altro verso, da un più o meno consapevole progetto d’identità cui ancoriamo il conferimento di senso e il riconoscimento di valore a forme di cultura che non fanno più parte del nostro orizzonte conoscitivo ed esistenziale. Continua a leggere

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I no-vax una nuova categoria? un no-pensiero?

coverdi Alfredo Ancora

Non penso sia utile incasellarli in una nuova categoria più consona al nostro pensiero educato, più a classificare che a comprendere. Lo sforzo consiste se mai in munirsi di opportuni arnesi mentali di fronte ad un avvenimento nuovo, diffuso per fortuna solo tra una minoranza. L’obiettivo è di capire se mai Le ragioni degli altri, come recita un bel libro di Piero Coppo [1]. Continua a leggere

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La risposta giuridica alle migrazioni irregolari verso l’UE: repressione, criminalizzazione e necropolitique

fortezza-europa-e-migranti-e1455276480822di Roberto Angrisani

L’Unione Europea (UE), meta privilegiata dei flussi migratori, é l’esempio lampante di quanto sia complesso – ma non impossibile – creare un sistema giuridico efficace per la gestione dell’immigrazione. La competenza condivisa tra gli Stati membri e le istituzioni centrali dell’UE produce risposte asimmetriche all’interno dell’Unione, al punto da cedere spesso il passo alla cosiddetta criminalizzazione dei migranti. Continua a leggere

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La “grande emigrazione” degli italiani in Germania e il ruolo della collettività in un “Paese leader”

Partenze per la Germania (anni Sessanta)

Partenze per la Germania (anni Sessanta)

di Giuseppe Bea, Franco Pittau, Silvano Ridolfi e Edith Pichler [*]

La specificità della Germania

La Germania è diventata il principale sbocco dell’emigrazione italiana, prima di massa e, da ultimo, anche di quella qualificata. Dagli anni della Seconda guerra mondiale ad oggi non vi sono stati altri Paesi al mondo nei quali si siano spostati così tanti italiani: si è di fronte al caso di una “grande emigrazione”, paragonabile a quella transoceanica verificatasi alla fine dell’Ottocento. Continua a leggere

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Sull’Africa, memorie storiche e pagine letterarie

mappa_africa_orientale_italianadi Franca Bellucci

Ultima settimana del novembre 2021, in tutte le città i commercianti si attrezzano per esporre le merci nel modo più accattivante, perché nessuna smagliatura alluda allo “stallo”, dico quelle misere, caute cornici con cui l’anno precedente, il 2020, è stato affrontato, di necessità, l’analogo periodo. Un anno da dimenticare, ripetiamo tutti, in particolare desiderando recuperare, gestendosi al meglio, la socievolezza, di cui un po’ anche le frequentazioni e gli addobbi cittadini sono parte.

E invece, improvvisa, la giravolta: giovedì 25 novembre, il collegamento con la borsa in coda ad un telegiornale RAI mostra che “in tutto il mondo” – cioè, quello degli abituali contatti dei tg italiani – tutti i titoli azionari sono precipitati, clima dunque di allarme. Continua a leggere

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La lingua della scuola

1-locandina-eventodi Melina Bianco

La diversità linguistica a scuola: nodi problematici  

Che lingua parla oggi la scuola? È o non è un sistema dinamico in cui l’eterogeneità delle lingue, dei livelli linguistici, degli stili cognitivi, dei background culturali, costituiscono non problemi, ma risorse da valorizzare? Quali trame epistemologiche, vecchie e nuove, si intrecciano nel rapporto tra linguaggi, identità e didattica? Quali emergenze pedagogiche e linguistiche irrompono, all’indomani del contrattempo pandemico?

Di questo e di tanto altro si è discusso al convegno internazionale “Nadwet Limdina”, svoltosi in Tunisia nei giorni 10/11/12 novembre 2021, presso il sito archeologico di Sufetula, antica città romana nei pressi dell’odierna Sbeitla, organizzato dall’Istituto di Studi Umanistici dell’Università di Kairouan. Continua a leggere

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Kubrick gnostico

2001, Viaggio infinito

2001 Viaggio infinito

di Alberto Giovanni Biuso

Kubrick è il cinema

Plato is Philosophy and Philosophy is Plato. L’affermazione di Emerson potrebbe essere volta in questa forma: Kubrick is Cinema and Cinema is Kubrick. Le ragioni di tale equazione sono numerose e ben note: Continua a leggere

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La storia di “A vava inouva”: da fiaba a canzone simbolo del popolo cabilo d’Algeria

 villaggiodi Ada Boffa

Ascoltare “A vava inouva” vuol dire immergersi nella tradizione popolare algerina e cabila attraverso musica e parole dal sapore antico e saggio. I primi accordi di chitarra accompagnano l’ascoltatore in punta di piedi, in un viaggio sonoro e immaginifico che ha il potere di far visualizzare negli occhi di chi ascolta, la bellezza della montagna, la rigidità dell’aria d’altura, il silenzio dei luoghi dalla natura incontaminata. Continua a leggere

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Dai paladini carolingi ai paladini dell’antimafia

coverdi Antonino Cangemi

Già negli anni Cinquanta del secolo scorso, Alberto Savinio in giro per la “sua” Sicilia (già, “sua”, perché il padre Evaristo De Chirico era originario di Palermo), rimane deluso dall’opera dei pupi che, a suo vedere, immiserita dagli stereotipi, aveva perso la carica originaria: «Il teatro dei Pupi si è aggiornato. In verità è degenerato nel Fortunello, in figure del varietà. Inevitabile. Le battute che attraverso la tela pronuncia il puparo, sono infantili ma serie non più. Burlesche fin nei combattimenti più aspri. Inevitabile anche questo». Continua a leggere

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La letteratura italiana senza Dante. La lezione di Francesco De Sanctis e di Cordelia Ray

 Boccaccio, Petrarca (Firenze, Uffizi)

Boccaccio, Petrarca (Firenze, Uffizi)

di Valerio Cappozzo

Si è appena concluso il settecentenario dantesco che abbiamo vissuto in una scenografia propria del Decameron e con una sospensione tra la vita e la morte tipica del Canzoniere petrarchesco. Infiniti sono stati gli eventi organizzati in tutto il globo: convegni, pubblicazioni, letture, filmati, mostre, spettacoli e chi più ne ha più ne metta. Da un lato, l’anniversario ha permesso la divulgazione del messaggio dantesco sottolineandone l’importanza e la vitalità nella nostra contemporaneità; dall’altro l’abbondanza di occasioni per ricordarlo e commentarlo ha superato la soglia dell’attenzione della maggior parte delle persone che hanno sentito parlare dell’unico poeta italiano chiamato per nome proprio. Continua a leggere

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NordAfrica e il caso Tunisia: primavere arabe, crisi sociale e identità ibride

Tunisi, Murales nel quartiere della Marsa (ph. Roberto Ceccarelli)

Tunisi, Murales nel quartiere della Marsa (ph. Roberto Ceccarelli)

di Simone Casalini

I tumulti di piazza che hanno sorpreso la Storia e gli analisti politici undici anni fa in quelle che sono state ridefinite “Primavere arabe” sono diventati una tentazione per avventati tribunali fallimentari in cui la dimensione del processo (politico, s’intende) viene troppo spesso sottovalutata. Quello che possiamo affermare in una ricostruzione più aderente alla filologia degli eventi è invece una sorta di duplicità: il contributo più importante è interno, ossia la rottura di un paradigma storico cominciato con la decolonizzazione; il secondo (esterno) la frammentazione di un ordine regionale con una tendenza alla multipolarità conflittuale (Siria, Libia, Yemen, le fragilità di Iraq e Libano, eccetera). Continua a leggere

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Genesi dell’universo secondo l’astrofisica contemporanea

9788807492549_0_536_0_75di Augusto Cavadi

Secondo il racconto biblico, Dio ha plasmato il cielo e la terra in sei giorni. Per secoli non pochi esponenti delle religioni monoteistiche (ebraismo, cristianesimo e islamismo) hanno inteso la narrazione come un resoconto scientifico veridico. Quando gli studi astronomici e geologici hanno dimostrato inconfutabilmente che tale interpretazione letterale era insostenibile, alcuni autori hanno tentato un’ultima resistenza ripiegando dal ‘letteralismo’ al ‘concordismo’: i sei giorni non andavano intesi come sei cicli di 24 ore ciascuno, ma come sei epoche. Neppure questa scappatoia ha però retto allo sviluppo incredibile delle scienze fisiche, in generale, e astrofisiche in particolare. Insomma, aveva ragione Galileo Galilei: la Bibbia non intende dirci come si è costituito il ‘cielo’ materiale, ma come si possa andare al ‘cielo’ in senso metaforico, figurato, spirituale. Continua a leggere

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Dai barconi all’Università. Le lingue come passaporto

coverdi Antonino Cusumano

Che l’immigrazione sia tema tanto più dibattuto quanto meno conosciuto è uno dei numerosi paradossi del nostro tempo. Nella pandemia mediatica delle retoriche securitarie e delle ideologie xenofobe che ammorbano l’aria del nostro Paese rimane sepolto e invisibile tutto un mondo, vivo, silenzioso e operoso, quello che abita ai margini delle rappresentazioni della ribalta e al centro della nuda realtà quotidiana, a diretto contatto con gli uomini e le donne in carne ed ossa. Una galassia fatta di volontariato e istituzioni, di organismi pubblici e privati, un arcipelago di associazioni e soggetti protagonisti di buone pratiche e di esperienze metodologiche innovative, una rete di servizi sussidiari e di percorsi progettuali volti a favorire in varie e molteplici forme processi di inclusione sociale e promozione culturale. Continua a leggere

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Dinamiche di una scrittura migrante e potenzialità dello spazio mediterraneo

510hpbgcnpldi Alaa Dabboussi

Ci sembra molto importante studiare la letteratura della migrazione in Italia, rappresentata da una nuovissima produzione letteraria, nata nel 1990 con la pubblicazione dei tre racconti: Immigrato di Salah Methnani, Chiamatemi Ali di Mohamed Bouchane e Io venditore di elefanti di Pap Khouma.

La particolarità di questa produzione letteraria consiste nella sua apparizione tardiva sulla scena editoriale rispetto ad altre letterature europee, come quella francofona e anglofona. Ma si è sviluppata solo nell’arco di venti anni, conoscendo tre fasi: la prima è caratterizzata da letteratura di testimonianza, maturata dalla necessità di comunicare, attraverso la scrittura, con il pubblico italiano. Continua a leggere

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Emma Perodi, una donna e una vita per la scrittura

Emma Perodi

Emma Perodi

di Anna Maria de Majo

Il 26 novembre scorso si è svolto, nella prestigiosa sala della Biblioteca della Fondazione Primoli a Roma, il convegno: Emma Perodi: il periodo romano (1878-1898), che segue al convegno del 2019 svoltosi a Palermo intitolato Emma Perodi alla riscoperta di una grande scrittrice e giornalista. Continua a leggere

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A distanza di due secoli, esiste ancora la questione meridionale?

        

9788815266101_0_536_0_75di Piero Di Giorgi             

Alla domanda del titolo rispondo subito sì. La questione meridionale è ancora in campo per le ragioni passate e per quelle nuove. La pubblicistica è molto ricca, soprattutto in Italia ma anche a livello internazionale. Diverse e talora opposte sono le ipotesi e le interpretazioni degli studiosi sulle cause o concause del divario determinatosi tra Nord e Sud dell’Italia ma anche sulla periodizzazione o decorrenza dell’inizio della divaricazione tra le due Italie.

Una prima ipotesi è in qualche modo di tipo lombrosiano, che attribuisce la causa dei ritardi del Meridione a una diversità genetica dei meridionali, una tesi chiaramente razzista, sulla quale ritengo inutile argomentare, ma preferisco stendere un velo pietoso sui loro autori. Continua a leggere

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Con la rabbia in corpo. Filosofia come arte del corpo

unnameddi Lella Di Marco

Scrivo a cominciare da me, come nelle vecchie pratiche femministe, e intendo fare una narrazione della mia recente esperienza con la sanità pubblico-privata, sul mio corpo malato e l’ospedalizzazione: tre mesi tra paura, ansia, angoscia, solitudine, medicalizzazione del corpo malato, spersonalizzazione del corpo in appalto, fino a precipitare negli stereotipi richiesti per Sorvegliare e Punire con reale pericolo di psichiatrizzazione. Continua a leggere

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Generare Dio. Per una fenomenologia del culto mariano

coverdi Leo Di Simone

Mentre ogni anno civile comincia, la Chiesa, sommessamente, collega questo evento del tempo alla memoria celebrativa della sua pienezza secondo la fede, all’anamnesis del completamento del suo colmarsi nella “donna” che viene celebrata come Deìpara, Θεοτόκος, colei che genera Dio generando il santo [1]. Ed è da questa modalità del generare santità che parto in questa riflessione che nasce dalla suggestione del titolo e dei suoi sviluppi nel libro di Massimo Cacciari, Generare Dio [2], appunto. Un lavoro di scavo fenomenologico della figura di Maria, dal pre-testo iconografico della Madonna col bambino dormiente di Andrea Mantegna ma, per assonanze iconiche, sempre più nella profondità dei testi evangelici e biblici che la connotano esistenzialmente immersa nel mistero di Dio, meditandolo nel symballein del proprio cuore, raccogliendo nella sintesi cardiaca, cioè, in unità simbolica, il thauma che l’ha colta all’ascolto e l’intendere (synìemi) ciò che ha udito [3]: «Così medita Maria, come concependo. Ella ha ascoltato, raccolto e ora matura in sé, fa maturare e lascia maturi in sé ciò che ha raccolto […] Concepirlo è metterlo alla luce, farlo ek-sistere nella sua pienezza di vita» [4]. Continua a leggere

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Myths, symbols and superstitious rituals in Moroccan carpet weaving

ph. A. Elalami

Tappeto di Rabat (ph. A. Elalami)

di  Abdelkrim Elalami [*]                          

The art of carpet making in Morocco 

The art of carpet making is a time-honoured artisanship world-renowned for its exquisitely designed products and a very laborious process which demands a lot of time and efforts. The Moroccan rugs are famous not only for their high quality, strength and diversity, but also for the particularity of being unmatched and hand knotted by proficient and industrious women artisans.   

There has always been a significant relationship between this creative handicraft and the tourism business.   Continua a leggere

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Il borgo del mistero: un viaggio tra mostri, oracoli e tesori incantati delle Madonie

Gratteri (www.visitgratteri.com)

Gratteri (www.visitgratteri.com)

di Marco Fragale

Monaci alchimisti, creature fantastiche e ricercatori di leggendari tesori nascosti tra i posti più impervi delle Madonie: sono questi alcuni dei protagonisti delle ataviche leggende che avvolgono di suggestione Gratteri, piccolo centro montano della provincia di Palermo, che sempre più visitatori definiscono oggi come il “borgo più misterioso delle Madonie”. Negli ultimi vent’anni, grazie a ricerche sul campo di carattere etnolinguistico, condotte con interviste ai più anziani abitanti del paese, sono stati raccolti significativi racconti popolari che sembrerebbero venuti fuori dalle pagine più affascinanti di celebri romanzi medievali. Continua a leggere

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Possibile nascondere un totalitarismo nell’ombra di un altro?

Berlino, la caduta del muro, 9 novembre 1989

Berlino, la caduta del muro, 9 novembre 1989

di Alberto Frasher

Nel nostro tempo la comprensione del mondo non è possibile senza la piena consapevolezza del Male assoluto del ventesimo secolo. Le nazioni occidentali, il mondo della cultura in primis, nell’immediato dopoguerra cercarono di comprendere e di condannare l’ideologia del nazifascismo con particolare determinazione. Erano consapevoli dei pericoli che la loro ideologia avrebbe potuto creare al futuro della democrazia. Opere d’arte e di letteratura e studi approfonditi furono sostenuti dalla società senza minimamente trascurare la verità storica. In questa grande impresa furono impegnate tutte le forze del mondo della cultura, non solo di destra, ma anche di sinistra.  Continua a leggere

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Italia – Germania, modello di amicizia tra popoli

161363-sddi Laura Garavini

Introduzione

Era la notte del 23 marzo 2020. Da Bergamo si alzava un aereo diretto a Lipsia con a bordo due pazienti italiani. Il primo di tanti voli che, da quella data in poi, avrebbero trasportato 44 pazienti bergamaschi affetti da Covid negli ospedali delle regioni tedesche. Continua a leggere

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Religioni nella città plurale

23232di Francesco Gianola Bazzini [*]

Ormai più della metà della popolazione mondiale vive nelle città, centri veri e propri, o in aree urbanizzate. La crescita demografica nelle realtà urbane ha visto infatti nei decenni a cavallo del XX e XXI secolo una crescita esponenziale. Diverse le cause; da un lato il maggior appeal sia nella qualità della vita dovuta ai maggiori servizi, sia per le opportunità economiche che la città offre rispetto alle campagne anche alle popolazioni autoctone, dall’altro il fenomeno delle migrazioni transnazionali che si sono orientate per le medesime ragioni più verso i centri abitati che verso le zone rurali. Continua a leggere

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Crisi della democrazia e depoliticizzazione dello spazio pubblico nell’epoca delle ‘post-verità’

coverdi Dario Inglese

“Tutto è politica, tutto è economia. E prima lo capirai, prima realizzerai quello che stanno combinando contro la nostra libertà”. Con queste parole si chiudeva una vera e propria Lectio Magistralis cui ebbi l’onore di assistere in un tiepido pomeriggio di fine estate, spettatore passivo di una dimostrazione che con grande acribia indiziaria mi spiegava pazientemente come va il mondo. Partendo dagli incendi in Australia di inizio 2020 e passando per la (finta) deforestazione dell’Amazzonia, l’inesistenza del global warming, i veri interessi di Greta Thumberg, la natura del Sars-Cov-2, il neo-fondamentalismo scientifico-sanitario, la deriva autoritaria della nostra società e la regia internazionale dietro i movimenti migratori, in una ventina di minuti appena avevo avuto accesso a una teoria omnicomprensiva in grado di spiegare, con dovizia di particolari e ricorso a fonti autorevoli, come la contemporanea situazione emergenziale altro non sia che l’esito di una strategia politico-economica pianificata dall’alto. Continua a leggere

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“Malfaraggi” e stabilimenti delle tonnare della Sicilia sud-orientale

copertinadi Rosario Lentini

Un nuovo importante contributo alla conoscenza del mondo delle tonnare siciliane è stato pubblicato di recente dallo storico dellʼarchitettura Federico Fazio, edito da Lettera Ventidue, con il titolo I luoghi del tonno. Santa Panagia e le tonnare della Sicilia sud-orientale. È un ulteriore passo avanti della ricerca che, negli ultimi decenni, da diverse angolazioni (etno-antropologica, storico-economica, storico-sociale, architettonica e urbanistica), ha riportato in primo piano una delle attività produttive di antica genesi, tra le più complesse e strutturate. Lo testimoniano le fonti documentarie degli archivi pubblici e privati (manoscritti, immagini, cartografie, registrazioni audio-video), gli edifici, le imbarcazioni specifiche e tutto lʼarmamentario di reti e attrezzi funzionali alla pesca del tonno ancora rinvenibili in Sicilia. Continua a leggere

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Sulle tracce di Joseph Canham

Tower Place and the old Royal Military Academy, 1775

Tower Place and the old Royal Military Academy, 1775

di Laura Leto

Uno degli obiettivi della mia ricerca sulla storia e lo stato dell’arte dell’originario Lazzaretto di Palermo è volto alla sensibilizzazione – dei cittadini palermitani e di chiunque altro fosse interessato al tema – alla conoscenza di questo luogo che attualmente è spogliato di ogni sua connotazione identitaria. Seppur chiamato Cimitero “degli Inglesi”, non è neanche più un ‘luogo dei morti’, dal momento che si dice che non vi riposi più alcun defunto [1]. I suoi monumenti sono per lo più distrutti, annullando così qualsiasi scopo celebrativo per il quale erano stati realizzati, rendendo vani tutti i riti ad essi collegati per l’elaborazione del lutto e la sublimazione del dolore, cancellando la funzione che ha il monumento stesso: evocare il ricordo [2], mantenere vivo quel legame emotivo che lega il mondo dei vivi a quello dei morti [3] in un continuum generazionale che mantiene viva una determinata cultura. Continua a leggere

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La collettività italiana in Baden-Württemberg. L’opera della Chiesa e dei Patronati

29484-italia-germaniadi Tony Màzzaro 

Descrivere gli ultimi 70 anni di presenza italiana in Germania richiede uno sforzo di sintesi non indifferente ma, come si suol dire: tentar non nuoce. Questo tentativo impone, tuttavia, una suddivisione descrittiva degli aspetti più caratterizzanti del percorso storico-sociale, politico e culturale, iniziando dalle cause che hanno determinato le partenze, gli adattamenti e le necessità, diventate risorse, proiezione, scalata sociale e, in molti casi, anche economica. Continua a leggere

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Nitto, Colapesce tra i tonni

Nitto Mineo, inventore della figura del sub nelle tonnare

Nitto Mineo, inventore della figura del sub nelle tonnare

di Emilio Milana

L’uomo stava seduto sulla sedia a rotelle, e dal balcone semichiuso della sua casa alla Marina rivolgeva lo sguardo verso la teoria di saline che, una dopo l’altra, si rincorrono lungo quel tratto di costa trapanese che guarda a ponente sulle isole. Era maggio. Si sentiva già nella stanza la calura del sole al tramonto, mentre la fitta presenza delle vele all’ormeggio nel lungomare sottostante preannunciava l’estate vicina. Alcune foto appese sui muri, un paio di articoli di quotidiano incorniciati, qualche cimelio marino messo su come sopramobile raccontavano da soli, in quella stanza semplice ma luminosa, una vita fatta di tonnare, di squali, di coralli, di successi. Continua a leggere

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Tracce di cultura ebraica nella prefettura di Kumamoto (Giappone) nel periodo Kofun

Tumuli funerari del periodo Kofun (III sec. d.C.) nella prefettura di Kumamoto (ph. Olimpia Niglio, 2021).

Tumuli funerari del periodo Kofun (III sec. d.C.) nella prefettura di Kumamoto (ph. Olimpia Niglio, 2021)

di Olimpia Niglio

La presenza della cultura ebraica in Giappone è un tema alquanto affascinante soprattutto se lo colleghiamo ai difficili dialoghi che l’Occidente aveva tentato di instaurare sin dal XIII secolo con le terre dell’estremo Oriente, quando molti viandanti avevano intrapreso il viaggio per raggiungere le terre “dove sorge per prima il sole”, percorrendo l’antica via della Seta. Continua a leggere

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Intorno alla tavola raffigurante la Virgo lactans di Custonaci

Madonna di Custonaci, tavola del 1521

Madonna di Custonaci, tavola del 1521

di Lina Novara

Nel Santuario di Custonaci (Tp) si venera da secoli la sacra immagine di una Virgo lactans, detta Madonna di Custonaci, rappresentata su una tavola cinquecentesca, la cui storia si sviluppa tra devozione, leggenda e arte. Secondo la tradizione, un quadro raffigurante una Madonna, poi detta Madonna di Custonaci, arrivò sul litorale dell’odierna cittadina in data imprecisata, a seguito di una tempesta che costrinse la nave su cui viaggiava – veneziana o francese, proveniente da Alessandria d’Egitto e diretta a Marsiglia – ad approdare; una volta sbarcata, la sacra immagine venne collocata in una cappelletta in contrada Linciasella per poi essere trasferita nel 1577 nel santuario dedicatole [1].  Continua a leggere

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Lampi di un’amicizia. Il carteggio Holan-Ripellino

semicerchiodi Antonio Pane

L’ultimo numero della rivista «Semicerchio» (1, 2021) presenta al posto d’onore, con il titolo La geografia lirica di Holan e Ripellino, la traduzione italiana di un carteggio che Annalisa Cosentino ha ritagliato dalla sua meritoria edizione critica della corrispondenza di Angelo Maria Ripellino con vari letterati ed artisti cechi (ivi compresi alcuni intellettuali espatriati negli U.S.A), rendendo edibile anche ai non-slavisti questa succosa primizia dei ricchi materiali attinti dal Fondo Holan del Památnik národního písemnictví di Praga e dal Fondo Ripellino dell’Archivio del Novecento dell’Università La Sapienza di Roma [1]. Continua a leggere

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Dentro un piccolo romanzo giallo la grande storia della Sicilia rurale

coverdi Eugenia Parodi Giusino 

In letteratura è sempre stato forte il fascino esercitato sui lettori dal mistero, dalla suspense, e tanto più di questi tempi si può dire che i romanzi gialli conoscono un successo straordinario. La maggior parte degli autori crea dei prodotti con lo scopo di intrattenere, di captare l’attenzione del lettore e di tenerlo avvinghiato alla trama, per puro divertimento, come innocua distrazione dalla realtà quotidiana. Qualche altra volta – ci sono stati degli esempi sublimi, come il primo romanzo di Umberto Eco o, ancora prima, quelli di Leonardo Sciascia – chi scrive si serve di un intreccio per descrivere realtà sottostanti, come se ci fossero più trame sovrapposte, e contemporaneamente offre al lettore spunti di riflessione su un particolare momento storico-politico e culturale o sulle dinamiche sociali rappresentati.  Continua a leggere

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Il senso delle parole. Intorno alla sicurezza

badao-copertinadi Filomena Petroni

La parola non è solo uno strumento di comunicazione, funzionale e tecnico anche se ha una sua specificità, anzi più d’una come ben si evince dai linguaggi tecnici. Questo ci svela l’ampiezza del parlare e di come la lingua sia anche una visione del pensiero. Il filosofo tedesco Heidegger, padre dell’Ermeneutica moderna, evidenzia come pensiamo con le parole che abbiamo. Pertanto la conoscenza della lingua e dello stile, quello che in passato erano eloquenza, oratoria e retorica, non sono solo questione di erudizione ma di sviluppo della mente.

Il discorso che si apre è estremamente ampio e abbraccia, ad esempio, il tema tanto discusso della traduzione come ‘tradimento’, ma anche avvicinamento, opportunità e, talora, arricchimento. Continua a leggere

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Chi di rubbar non sa, non vada a mare …

Pescispada catturati nella tonnara di Bonagia, anno 1998 (ph. Ninni Ravazza)

Pescispada catturati nella tonnara di Bonagia, anno 1998 (ph. Ninni Ravazza)

di Ninni Ravazza [*]

In questa storia non ci sono epigoni di Ermes, il dio dei ladri. Non di cinquanta vacche sottratte ad Apollo scriverò, né di audaci furti perpetrati nottetempo quando uomini e dèi hanno affidato la mente al sonno [1]. Abbandonata l’epica per una molto più prosaica cronaca di fatti minimi, modesti, condannati al ruolo di miserando corollario di grandi imprese, faremo un viaggio nel mondo ignoto ai più delle piccole furberie messe in atto da marinai e pescatori per approfittarsi di un granello di quella ricchezza che vedevano sfilare davanti ai loro occhi, sui vascelli delle tonnare o sulle tolde delle feluche armate a corallo, potendone solo percepire l’odore acre e desiderato. Continua a leggere

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Fuoco e devozione a Saponara per l’Immacolata Concezione

Saponara (ph. Mario sarica)

Saponara (ph. Mario Sarica)

di Mario Sarica

Insidiati da un nemico invisibile e mutante che minaccia l’homo sapiens, prendendosi beffa delle difese scientifiche e mediche, e, come si diceva un tempo, di tutti gli antidoti possibili al veleno che ha invaso il nostro quotidiano, dalle mascherine, al distanziamento sociale, ai mirabolanti vaccini, viviamo tutti immersi in un tempo sospeso, dal futuro incerto.

Ed è proprio su questo scenario planetario dalle tinte fosche, funestato anche dagli stravolgimenti climatici e dagli effetti estremi e sconvolgenti, che si manifesta da più parti il bisogno urgente ma confuso di un ritorno al mondo simbolico, «dove sarebbe nascosta quella verità segreta e inaudita – scrive Umberto Galimberti (Parole nomadi, Feltrinelli 2006) – che sfugge all’intelligenza del pensiero concettuale». Incamminarsi lunghi i sentieri della mitologia, della religione, della psicologia del profondo, della cabala, della magia, è possibile trovare «in scrigni ben serrati, di cui solo alcuni detengono le chiavi, quei tesori illuminanti il senso della nostra terra e della nostra vita». Continua a leggere

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Roberto Sottile ovvero il trionfo di una ricerca “concentrica” e “lungimirante” sulla lingua di Leonardo Sciascia

 41c5b5aspzldi Salvatore Claudio Sgroi

1. Ricerca pluri-centrica, centrifuga e lungimirante

A voler indicare la specificità del volume (prematuramente postumo) di Roberto Sottile, Sciasciario dialettale. 67 parole dalle ‘Parrocchie’, Prefazione di Marina Castiglione (Firenze, Cesati, 2021), mi sembra pertinente l’immagine di una serie di cerchi concentrici, ognuno con la focalizzazione dei singoli aspetti della molteplice ricerca che muove dalla lingua di L. Sciascia in prospettiva sincronica, via via sempre più lungimirante con l’occhio alle varietà diatopiche del siciliano, ai dialetti italiani e oltre, in direzione diacronico-etimologica, e quindi a un tempo concentrica e centrifuga rispetto al punto di partenza.  Continua a leggere

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Poesia tunisina oltre i confini

 versione-arabodi Ahmed Somai 

Tra gli effetti negativi della pandemia, soprattutto nel corso dell’anno 2019-2020, cioè durante le misure più restrittive, c’è stato quello di vedere vari eventi artistici e culturali passare sotto silenzio, come se non fossero accaduti, e comunque senza essere accompagnati da quella presenza di pubblico e di strumenti mediatici che permettesse loro di uscire allo scoperto, e di dare luogo a commenti e scambi di punta di vista, tale da fare di quell’evento un momento di simbiosi e di confronto culturale. Purtroppo, è stato questo il destino, fra l’altro, dell’Antologia dei Poeti Tunisini, uscita nel 2019 a Roma, frutto di una collaborazione tra la Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS) e l’Istituto di Traduzione di Tunisi (ITRAT). Continua a leggere

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Mitologie e ritualità nelle acque magiche dello Stretto

coverdi Orietta Sorgi

C’è un luogo in Sicilia che, più di ogni altro, sembra rivelare in modo pregnante alcune caratteristiche peculiari dell’insularità: la sua storia millenaria e la collocazione nel Mediterraneo, la complessa stratificazione culturale e la straordinaria permanenza del mito che dal mondo antico arriva ai nostri giorni. Che la Sicilia sia un esempio di storia cumulativa (Buttitta 2015), dove i diversi popoli, avvicendati nel tempo, non hanno cancellato il vecchio ma lo hanno assorbito in un processo di lenta sedimentazione, è un fatto ormai legittimato. E che la stessa sia considerata un’isola dominata dal sacro, è anch’esso un argomento riconosciuto da autorevoli studiosi a partire da Diodoro Siculo, quando ravvede l’origine della vita nella primigenia comparsa del grano ad Enna, da allora consacrata a Demetra e Kore; o quando accenna all’isola di Ortigia a Siracusa, ritenuta un dono divino ad Artemide, o, nello stesso luogo, alla ricca sorgente del Ciane in onore degli dèi. Continua a leggere

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L’innocenza di Ippolito. La tradizione orale e il Web

Tavoletta sumerica con-scrittura pittografica da-Gemdet Nasr, fine del IV millennio a. C.

Tavoletta sumerica con-scrittura pittografica da-Gemdet Nasr, fine del IV millennio a. C.

di Francesca Traìna

In «Se sia verosimile che Omero sapesse scrivere», un capitolo del Saggio sull’origine delle lingue, Jean Jacques Rousseau si cimenta nel difficile compito di dimostrare l’esistenza di una lingua delle passioni e degli istinti sociali che l’uomo avrebbe realizzato ben prima dell’alfabeto. Questa primordiale forma di comunicazione, fondata su una grammatica delle consuetudini e dei sentimenti, trova il suo codice espressivo in ciò che i grandi precursori della ricerca semiotico-antropologica battezzano col nome di “oralità primaria”. Continua a leggere

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Frantz Fanon, il colonialismo culturale e l’imperialismo sanitario

Franz Fanon

Frantz Fanon

di Francesco Valacchi

Partiamo da alcuni presupposti crudi ma reali. Come primo punto in regioni come l’Africa subsahariana, dove l’AIDS rappresentava ancora la causa di 320 mila morti nel 2018, il fatto che l’attuale pandemia nei suoi primi mesi sia stata un problema molto meno grande di ciò che appare nei Paesi più avanzati economicamente è innegabile. Inoltre, e questo è forse ancor più tragico, il fatto che le organizzazioni che dovrebbero gestire a livello planetario l’emergenza sanitaria si siano limitate a lanciare l’allarme Coronavirus a posteriori su situazioni disperate come quella, appunto, africana (Continente nel quale solo l’6,7% della popolazione è stato vaccinato) ma non abbiano emesso che proclami sottotraccia durante la scellerata corsa nazionale alla produzione dei vaccini e durante l’ancor più colpevole utilizzo dei vaccini come mezzo diplomatico. Eppure il vaccino rimane l’unico, seppur claudicante, mezzo per affrancarsi dall’epidemia che abbiamo. Continua a leggere

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Pasolini e Sciascia. Due eretici a confronto

Sciascia e Pasolini

Sciascia e Pasolini

di Francesco Virga

Negli ultimi anni abbiamo pensato le stesse cose, dette le stesse cose,      sofferto e pagato per le stesse cose. Eppure non siamo riusciti a parlarci, a dialogare (Leonardo Sciascia, Nero su nero, Einaudi 1979:175-6). Continua a leggere

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Non si arriva mai, e non si sa dove si sta andando

Festa delle Fiaccule

Abbadia S. Salvatore, Festa delle Fiaccule

omaggio a Guatelli

di Pietro Clemente

Alla fine del 2021 questa è la mia sensazione: è stato un anno difficile. Con la sensazione di fare, come scriveva Lenin ai primi del 900, Un passo avanti e due indietro. In queste pagine iscriviamo soprattutto il passo in avanti, cercando di non essere pessimisti, e di usare con Gramsci l’ottimismo della volontà contro il pessimismo della ragione. Continua a leggere

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Sono figlio di contadini

09-ettoreomaggio a Guatelli

di Ettore Guatelli [*]

Eh Signorina, io sono figlio di contadini e sono ancora in casa coi miei fratelli contadini, e quindi non posso non amare questo mio mondo. Andando a scuola e portando in giro i ragazzi nei musei non li vedevo mai rappresentati, mai documentati.

Un pochettino era anche la mia cultura, quindi mi era agevole, dato che sono diventato maestro in otto mesi studiando privatamente io non sapevo come si faceva a fare il maestro, e mi riferivo anche naturalmente alla cultura, specialmente i primi anni, affine alla mia, di ragazzi di campagna, perché facevo scuola in campagna, e da lì partendo da quello che conoscevano si arrivava anche oltre, si arrivava a…naturalmente alle cose scolastiche, ma mi riferivo al sapere dei bambini.  Continua a leggere

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Museo Ettore Guatelli. Documento di Missione

Ettore Guatelli

Ettore Guatelli

omaggio a Guatelli

del Comitato Scientifico (a cura) [*]

Il 30 novembre 2019, in piena pandemia il Comitato Scientifico del Museo Guatelli, presieduto da Pietro Clemente, approvava il nuovo documento di missione (il primo documento era stato stilato ed approvato in occasione della nascita della Fondazione – 2003).  Continua a leggere

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Opera narrativa: oggetti, voci, cumuli, biografie

Museo Ettore Guatelli

Museo Ettore Guatelli

omaggio a Guatelli

di Mario Turci

Ero in auto, diretto a Ozzano Taro. Carla Ghirardi, dirigente alla cultura della provincia di Parma, mi aveva invitato a riflettere sulla possibilità di un progetto di gestione del Museo Guatelli, a poco più di un anno dalla morte di Ettore (2000). Con Pietro Clemente avrei dovuto produrre un Progetto di Fattibilità (gestionale, economica, culturale) capace di dare al museo una gestione sotto forma di Fondazione. Avevo avuto contatto con Ettore in relazione ad iniziative regionali (gestite dall’ IBC) che in qualche maniera ci mettevano in dialogo come direttori (dirigevo, dal 1980, il Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna). Arrivando a Ozzano Taro, Carla Ghirardi, mi prospettò un impegno di un anno per studiare lo stato del museo, progettarne la riapertura e proporre alla nascente Fondazione i documenti museali programmatori, tutto attraverso una stretta collaborazione con Pietro Clemente. Continua a leggere

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La presenza narrante delle cose

242684798_10158925539813802_7117614825007884834_nomaggio a Guatelli

di Silvia Mascheroni

«Un paese, un piccolo paese, nel quale abbiamo vissuto l’infanzia, può essere una specola da cui osservare, per contrasto, e come dall’ombra, il mondo. O può, quel paese, diventare esso stesso il mondo, o essere, del mondo, un compendio animatissimo, in cui appaiono, nella prossimità e nel nitore, tutte le forme di vita che altrove sono invece chiuse in un’obliqua lontananza […]  ha anche l’umore e l’ironia di chi può di quel mondo sorridere, perché esso è già tutto dentro di sé, ritmo del proprio corpo, musica silenziosa della propria lingua: sogni, voci, fantasmi, paure, dolori, destini di donne e di uomini, figure animali, presenze arboree, suoni della terra e succedersi delle stagioni …». Continua a leggere

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La “cosa” di Ettore Guatelli. Spunti di riflessione a cent’anni dalla nascita del Maestro

Il podere Bellafoglia su cui insiste il Museo Guatelli

Il podere Bellafoglia su cui insiste il Museo Guatelli

omaggio a Guatelli

di Emanuela Rossi

È difficile ricondurre il museo di Ettore Guatelli entro la storia dei musei di interesse demo-etno-antropologico. Con la museografia detta “spontanea” condivide certi tratti, ma pure se ne discosta tanto da rappresentare un caso unico in Italia. Questa tipo di museografia nasce alla fine degli anni ‘60 del ‘900 a seguito dell’abbandono delle campagne e del successivo inurbamento degli ormai ex-contadini. Su questo molto è stato scritto a partire dai lavori di Alberto Cirese che teorizza il collezionismo spontaneo e “dal basso” come legato alla consapevolezza dei “prezzi pagati”.  Continua a leggere

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Visioni dall’infra-ordinario: incroci di sguardi al Museo Ettore Guatelli

Mostra presso il Museo Guatelli

Mostra Visioni dall’infra-ordinario presso il Museo Ettore Guatelli

omaggio a Guatelli

di Monica Citti, Anna Giulia Della Puppa, Matteo Volta

«I giornali parlano di tutto, tranne che del giornaliero. Quello che succede veramente, quello che viviamo dov’è? Il banale, il quotidiano, l’evidente, il comune, l’ordinario, l’infra-ordinario, il rumore di fondo, l’abituale, in che modo renderne conto, in che modo descriverlo? Forse si tratta di fondare la nostra propria antropologia: quella che parlerà di noi, che andrà cercando dentro di noi quello che abbiamo rubato così a lungo agli altri. Non più l’esotico, ma l’endotico» (George Perec, L’infra-ordinario). Continua a leggere

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“Son robe guatelliane”. L’eredità di Ettore e l’Europa

Archivio Museo Guateli

Museo  Ettore Guatelli

omaggio a Guatelli

di Monica Citti e Sandra Ferracuti

Era il 1994 quando, nel quinto numero del periodico “Ossimori”, veniva pubblicato uno scritto di Ettore Guatelli, Museo e discarica [1], nel quale Ettore anticipava la necessità, oggi trasformatasi in emergenza, di riflettere sul tema degli scarti, dei rifiuti, mosso da una visione del recupero e del riciclo che faceva della discarica uno spazio e al contempo uno strumento di democrazia della storia. Continua a leggere

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InBilico. Poetiche/Politiche del Collezionismo Estremo

 

Inbilico

InBilico (ph. Alex D’Emilia)

omaggio a Guatelli

di Vincenzo Padiglione [*]

Collezioni e Musei che originano dalla distruzione. È il Moderno, Bellezza!

«Gli oggetti quotidiani… proliferano, i bisogni si moltiplicano, la produzione accelera la nascita e la morte degli oggetti [e] sembra che il vocabolario non basti più per nominarli» (Baudrillard, Il sistema degli oggetti).

Dalla soglia di ingresso percepiamo che qualcosa di grave è accaduto. Nel mezzo della navata centrale della sala, il crollo di una vecchia casa (stampelle che come croci spuntano in mezzo alle rovine) ha disseminato sotto e intorno cose che ora ci appaiono antiquate. Continua a leggere

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Cumuli

 

Leone Contini, Il corno mancante, The Missing Horn, MAXXI (ph. Luis Do Rosario)

Leone Contini, Il corno mancante, The Missing Horn, MAXXI (ph. Luis Do Rosario)

Omaggio a Guatelli

di Leone Contini

Nel 2008 fui invitato da Pietro Clemente al Museo Guatelli, ne scaturirono molte impressioni, in parte pubblicate su Lares. Poi quegli accumuli di oggetti sono stati macinati dagli anni, sui fondali della mia coscienza, per diventare cocci e macerie.  Continua a leggere

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Visita al museo Guatelli, 2017

Out of Rubble, dettaglio. di Cinzia Delneve, Leone Contini, Stoccarda 2017

Out of Rubble, dettaglio. di Cinzia Delneve, Leone Contini, Stoccarda 2017

omaggio a Guatelli

 di Cinzia Delnevo

Sono nata e cresciuta a Noceto in provincia di Parma, a 16 Km da Ozzano Taro e il background della mia famiglia è lo stesso di Ettore Guatelli: quel mondo in rapido dissolvimento di cui la collezione è una sorta di monumento. La cancellazione della cultura contadina si è compiuta nel passaggio inter- generazionale tra mia nonna e me, è per questo motivo che ho voluto visitare il Museo con mia madre e mia nonna. Per quest’ultima l’esperienza è stata intensa: ogni oggetto riportava alla luce ricordi, gesti, abitudini, avvenimenti, persone. Attraverso l’attivazione del suo ricordo sono riuscita a dare un significato alla collezione di Guatelli: quelli che per me sarebbero stati inerti simulacri di un mondo scomparso erano adesso, grazie a lei, cose viventi. Continua a leggere

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Il cappello dell’altro

il-cappello-dellaltroomaggio  a Guatelli

di Antonio Mirizzi

Pietro Clemente mi parlò per la prima volta di un suo racconto su Guatelli alcuni anni fa, subito dopo aver visto il fumetto con cui avevo vinto il Premio “Nuvole di Energheia”, un concorso per fumettisti che ogni anno si tiene a Matera. Lanciò allora l’idea di far diventare la sua storia un fumetto. Per un paio di mesi non ne parlammo poi, una sera, arrivò alla mia casella di posta un testo che immediatamente feci fatica a comprendere, non conoscendo allora né Guatelli né il suo museo. Fummo d’accordo che Pietro avrebbe scritto la sceneggiatura. Continua a leggere

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Il legno dice quello che devi fare

(ph. Bruno Tripodi)

Giuseppe Malfarà (ph. Bruno Tripodi)

il centro in periferia

di Vito Teti [*]

È stato a metà degli anni Novanta del secolo scorso che cominciai a notare nell’ abitazione in campagna dei miei suoceri – Giuseppe Malfarà, mastro Peppe è il padre di mia moglie – una singolare animazione all’interno e all’esterno della casa e di altri spazi utilizzati come ripostigli. Gli spazi si popolavano, giorno dopo giorno, di sculture di varie dimensioni e varie forme che però per lo più rappresentavano animali del mondo contadino o animali immaginari e fantastici. Continua a leggere

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La montagna e la memoria per ripensare il mondo. Dialogo con Franco Farinelli

 

copertina_la-lezione-dell_abruzzo_yellow-777x437il centro in periferia

 di Maria Rosaria La Morgia

 «Sia che si consideri l’Italia dall’alto verso sul basso sia da occidente verso oriente e viceversa, il centro che separa e insieme unisce le due parti, il giunto che con la propria stabilità e il proprio carattere massivo e al tempo stesso sintetico e inclusivo garantisce la distinzione e la possibilità di dinamica articolazione, di movimento dunque, tra le differenti parti o sezioni è l’Appennino abruzzese».  Continua a leggere

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Il Cultural Heritage Hub di UNITA

1

il centro in periferia

di Giovanna Hendel

Il dialogo tra popolazioni, studiandone ciò che le unisce senza per questo dover rinunciare alle loro specificità, e la collaborazione tra ricercatori i cui progetti riflettono la ricchezza di questo patrimonio culturale comune, materiale e immateriale, sono al centro di Dialoghi Mediterranei come del Polo ‘Patrimonio Culturale’ del giovane consorzio di università europee ‘UNITA-Universitas Montium’. Continua a leggere

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Ripartire da Roccapina

A casa di Roccapina

A casa di Roccapina

il centro in periferia

di Corradino Seddiau

Ognunu ha duveri da riempie.

Chi face quantu po’ face quantu deve

Chi unn’ ha duveri versu dill’altri ne ha pochi versu di se [1].

Non è trascorso troppo tempo da quei giorni in cui le luci dei musei erano spente e insieme a quelle dei cinema, delle mostre, dei teatri, rendevano il confinamento della cultura, totale. La cultura è stata la prima sacrificata dalla necessità di mettere in salvo le persone nonostante i suoi non siano luoghi di assembramento, ma ambienti più controllati e controllabili delle vie dello shopping e dei centri commerciali. Continua a leggere

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I bambini di Nurri

Bambini di Nurri a scuola

Bambini di Nurri a scuola

il centro in periferia

di Massimiliano Rais

La resistenza dei bimbi di Nurri che con le armi della fantasia e della creatività hanno affrontato il periodo più doloroso della pandemia. Non è stato facile ma con energie straordinarie hanno superato molte paure generate da un nemico che ha sconvolto le vite di tutti. La storia è stata raccontata sulle pagine del quotidiano L’Unione Sarda. Continua a leggere

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Polveriera civic place

Bologna, La Polveriera

Reggio Emilia, La Polveriera

il centro in periferia 

di Giampiero Lupatelli

La Polveriera di Reggio Emilia è un luogo speciale che si presta a raccontare molte storie. Anche per questo, credo, Polveriera è stata selezionata tra i dieci luoghi di significato e valore civico più belli, attivi e inclusivi del nostro Paese. Continua a leggere

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Il paesaggio come specchio del declino e della rinascita delle aree interne italiane. Note sulla Scuola di Paesaggio “Emilio Sereni”

coberil centro in periferia

di Rossano Pazzagli

Il paesaggio come lente per riflettere sui problemi del nostro tempo. Nella sua XIII edizione (24-28 agosto 2021), la Scuola di Paesaggio “Emilio Sereni” ha assunto il paesaggio come specchio della marginalizzazione e come possibilità di lettura del patrimonio territoriale e della rigenerazione delle aree interne. Interne, esterne, deboli, fragili, remote, periferiche, marginali, dimenticate: è la grande periferia dello sviluppo, ma anche un territorio vasto da cui ripartire. Continua a leggere

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Geografie dei bordi, fra narrazioni, paesaggi e progettualità

copertinail centro in periferia

di Giuseppe Sorce

Arrivano in Italia i primi e impattanti e innegabili effetti concreti del cambiamento climatico. Potrei mettere la data di oggi, una di qualche anno fa oppure una data a caso del 2025. Sapevamo che prima o poi avremmo fatto esperienza degli effetti tangibili del cambiamento climatico anche qui, anche in Italia, uno dei Paesi del G8, uno dei Paesi che gode della fortuna, per dirla alla Diamond, di essere in quella particolare area geografica privilegiata del nostro pianeta che ha fatto da base a processi storici e culturali tali da farci ritenere oggi noi italiani, noi europei, individui di gran lunga più fortunati di altri. Continua a leggere

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Una vita allo specchio e il prodigio della memoria

tanino-copertinamarongiubozza1_page-0001il centro in periferia

di Ilario Carta

L’autobiografia di Tanino Marongiu Ho scavalcato il 900. Autobiografia di un cagliaritano (AIPSA edizioni, Cagliari 2021) di Tanino Marongiu, dopo lette alcune pagine, trasmette l’idea di assistere alla visione di una storia cinematografica, per la quale valga la pena sedersi comodi e limitarsi a veder scorrere l’esistenza del protagonista, intrecciata con la vita di Cagliari e della Sardegna e perché no, attraverso un ideale gioco di specchi, anche dell’Italia intera.

Scrivere una autobiografia è diverso dalla stesura di un romanzo dove puoi inventare tutto facendo l’occhiolino al lettore. Nella autobiografia ti metti a nudo perché racconti la tua vita, anche gli aspetti più intimi, l’evolversi dei rapporti familiari, l’intreccio della vita vissuta. Continua a leggere

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Abitare le montagne d’Italia: al convegno SIAA un panel sulle aree interne

bench-5948147il centro in periferia

di Nicola Martellozzo, Maria Molinari, Gabriele Orlandi, Manuela Vinai

In occasione del IX convegno della Società Italiana di Antropologia Applicata, che quest’anno si è tenuto a Roma dal 15 al 18 dicembre, è stato presentato un panel dal titolo “Abitare le montagne d’Italia fra ricomposizioni demografiche e politiche di sviluppo territoriale. Quali risorse può mettere in piedi l’antropologia nelle terre alte?Continua a leggere

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L’Associazione “Riabitare l’Italia”. Un progetto culturale per una nuova rappresentazione territoriale

Le sei Italia in crisi o contrazione (a cura di Lanzani. Curci)

Le sei Italia in crisi o contrazione (a cura di Lanzani. Curci)

il centro in periferia

di Marco Leonetti

A gennaio 2019, l’editore Donzelli pubblicava Riabitare l’Italia. Le aree interne tra abbandoni e riconquiste, non un semplice volume collettaneo, ma un progetto collettivo, frutto delle esperienze di condivisione attivate attorno alla Strategia Nazionale Aree Interne ma rivolte ad una più generale rilettura degli assetti territoriali nazionali. A dispetto dell’immagine che la vuole strettamente legata a una dimensione urbana, l’Italia è invece disseminata di «territori del margine»: dal complesso sistema delle valli e delle montagne alpine ai variegati territori della dorsale appenninica, e via via scendendo per la penisola, fino a incontrare tutte quelle zone che il meridionalismo classico aveva indicato come «l’osso» da contrapporre alla «polpa», e a giungere alle aree arroccate delle due grandi isole mediterranee. Continua a leggere

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Dalla “sindrome della lumaca” alla “sindrome del paguro”

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il centro in periferia

di Settimio Adriani e Alina Di Mattia 

Dai paesi si parte, si migra, si fugge.  Tuttavia, secondo Cesare Pavese, «Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti» [1].

Lo scrittore piemontese dà voce ad Anguilla, il protagonista del romanzo La luna e i falò, per descrivere come il paese resti in attesa dei ritorni. Di lui non si conosce alcunché, né il vero nome né l’identità, è soltanto un bastardo che non somiglia a nessuno dei suoi compaesani; non è «sbucato da sotto i noccioli o dall’orecchio [della] capra» [2]. Continua a leggere

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Cittadinanza passiva

cover per la cittadinanza

 di Aldo Aledda

Quando si parla di cittadinanza si può trattare il tema issandosi metaforicamente su un podio, magari dopo che la banda ha suonato l’ultima nota dell’inno di Mameli, e fare bei discorsi sulla democrazia e la partecipazione; oppure sedersi in un cantuccio e vedere come, al netto della retorica patriottarda o nazionalista, funzioni davvero questo istituto e a che cosa serva. Continua a leggere

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Cittadinanza in Africa

 

Carta Africana dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli, i rappresentanti dei vari Stati all'atto della costituzione

Carta Africana dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli, i rappresentanti dei vari Stati all’atto della costituzione

per la cittadinanza

di Emanuela Claudia Del Re

Il diritto alla “cittadinanza” ovvero la condizione giuridica e sociale di chi appartiene a uno Stato, dalla quale poi deriva il riconoscimento dei diritti civili, sociali, economici e politici e di altrettanti doveri è integrato nella Carta Africana dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli [1], entrata in vigore nel 1986 e definita dall’allora Organizzazione per l’Unità Africana (OUA), poi divenuta Unione Africana (UA). La Carta ha istituito una Commissione africana dei diritti dell’uomo e dei popoli con il compito di promuovere il rispetto dei Diritti Umani in Africa e di esaminare i rapporti periodici presentati dagli Stati membri. Ad oggi la Carta è stata ratificata da 53 Stati su 54 che compongono l’Unione Africana (manca la ratifica della Repubblica del Sudan del Sud che è diventata membro dell’UA nel 2011).  Continua a leggere

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Cromaticità della Nazione. Razzismo e cittadinanza dal secondo dopoguerra a oggi

copertina-patriarca

per la cittadinanza

di Maria Rosaria Di Giacinto

Cambiare tutto per non cambiare nulla? 

All’indomani della Seconda Guerra Mondiale, in Italia, la maggioranza dei votanti si esprime in favore della Repubblica. La volontà collettiva sembra essere il superamento degli orrori della guerra, non ultima delle leggi razziali. L’Assemblea Costituente inizia i lavori per dare alla luce la nuova Costituzione democratica su cui fondare un futuro di tolleranza al di là delle appartenenze (Viola, 2000). L’articolo 3 della Costituzione della Repubblica recita, infatti, che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Continua a leggere

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Cittadinanza e democrazia nei piccoli paesi della Sicilia interna

Mezzojuso (ph. Salvina Chetta)

Mezzojuso (ph. Salvina Chetta)

per la cittadinanza

di Nicola Grato

Molteplici sono le definizioni che la parola “cittadinanza” ha assunto a partire dall’antica Atene ai nostri giorni; svariate le accezioni e le sfumature di significato, diversi i gruppi sociali che in passato potevano essere definiti pienamente cittadini. Oggi nel nostro Paese la parola cittadinanza spesso accompagna la parola reddito: il “reddito di cittadinanza”, ovvero la pienezza di una cittadinanza in rapporto al denaro che occorre per campare in modo appena sufficiente. Nel mondo della scuola la parola “cittadinanza” si è accompagnata per un periodo alla parola “Costituzione”: “Cittadinanza e Costituzione” è stata la disciplina introdotta nella scuola dalla legge 169 del 2008. Continua a leggere

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Memoria, Cittadinanza, Mediterraneo

Vita offesa di Egon Schiele

Vita offesa di Egon Schiele

per la cittadinanza

di Gianluca Serra

La locuzione “ritorno della memoria”, similmente alla più in voga “recupero della memoria collettiva”, accompagna i propositi di molte ricerche sul passato, specialmente quelle a taglio etno-antropologico. La frequenza del suo uso, tuttavia, non è indizio di una semantica priva di ambiguità.  Continua a leggere

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Calogero Cascio. Picture Stories 1956-1971

Sciacca, mercato del pesce, 1957 (ph. Calogero Cascio, Museo di Roma in Trastevere)

Sciacca, mercato del pesce, 1957 (ph. Calogero Cascio, Museo di Roma in Trastevere)

immagini

di Silvia Mazzucchelli [*]

«Lo stimolo alla realizzazione di queste immagini non è stato religioso, ma politico e ideologico, nel senso di una sollecitazione per un radicale cambiamento delle strutture della nostra società», afferma il fotografo Calogero Cascio. E queste parole, che si leggono impresse sul muro al Museo di Roma in Trastevere, potrebbero sostituire il titolo della mostra, Picture Stories 1956-1971, che si chiude il 9 gennaio 2022, prima retrospettiva dedicata al fotografo nato a Sciacca nel 1927. Continua a leggere

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La luce e le spine. Il paesaggio ritrovato

Lipari, Casa privata (ph. Valentina Brancaforte)

Lipari, Casa privata (ph. Valentina Brancaforte)

immagini

di Valentina Brancaforte, Giovanna Lombardo

Questo è il racconto di un viaggio e di una ricerca: breve il viaggio, da siciliane in Sicilia, viaggio in miniatura ma completo di partenza, traversata, approdo alle Eolie; e piccola la ricerca, volta a tracciare la mappa di un paesaggio sentito, oltre che visto, paesaggio insulare e sentimentale.  Continua a leggere

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L’imprevedibile atteso

 

Gent (ph. Ivana Castronovo)

Gent, Belgio, 2021 (ph. Ivana Castronovo)

immagini 

di Ivana Castronovo

Le immagini che seguono sono frammenti custoditi nel mio archivio personale. Sono scatti che appartengono a luoghi e momenti diversi. Tutti per strada. Non costituiscono un filone narrativo o una progettualità di ricerca ma sono con molta più semplicità immagini che ho estratto dall’hard disk per ripercorrere un arco temporale che va dal 2016 ad oggi in cerca di qualche indizio di cambiamento, non solo personale. Continua a leggere

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Arte e abbandono

Arte e abbandono (ph. Cristina Marchisio)

Arte e abbandono (ph. Cristina Marchisio)

immagini

di Cristina Marchisio

Siti abbandonati si trovano ovunque. Solo a Roma, la mia città, se ne contano almeno 200. Complessi industriali, edifici dalle più svariate destinazioni, marchi gloriosi dismessi da tempo oggetto di sprechi e speculazione edilizia resistono come macabre cattedrali cristallizzate in un tempo indefinito, immobili testimoni di un passato di incuria e disinteresse. Continua a leggere

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Della Sicilia narrata. Un modo di conoscere il territorio

Il respiro del tempo, Palermo (ph. Lorenzo Mercurio)

Il respiro del tempo, Palermo (ph. Lorenzo Mercurio)

immagini

di Lorenzo Mercurio

Da alcuni anni a questa parte, seguendo il mio profondo interesse per la storia della Sicilia e i suoi beni culturali e ambientali, ho dato inizio a una vera e propria attività sul campo che mi sta permettendo non solo di conoscere più a fondo ampie parti del territorio siciliano, per mezzo di un confronto diretto con luoghi e persone, ma anche di raccontarlo attraverso la produzione di veri e propri cortometraggi documentari, con i contributi dell’antropologa Alessandra Gioè e del giornalista Rosario Ribbene. Continua a leggere

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Radici nel Mare

immagini

Radici nel Mare (ph. Nuccio Zicari)

Radici nel Mare, Porto Empedocle, 2016  (ph. Nuccio Zicari)

di Nuccio Zicari

«Essere stati è una condizione per essere» [1]. Così Fernand Braudel tratteggiava uno degli aspetti peculiari di quell’universo antico e moderno chiamato Mediterraneo. Era il 2016 quando, su invito dell’associazione culturale Mari-Terra, decisi di fotografare la comunità marinara siciliana di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine. Continua a leggere

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