SOMMARIO

foto Ansa

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EDITORIALE; Giovanni Abbagnato, Mediterraneo Antirazzista; Mara Agliata e Luca Pollicino, EXPO: umanità allo specchio; Alessio Angelo, Parigi. Note di un diario; Antonino Cangemi, L’esercizio della memoria; Antonella Castronovo,  L’immi-grazione in Italia. Quale modello di governance?; Annamaria Clemente, Educazione postcoloniale in Adua di Igiaba Scego; Matteo Collura, Raccontare l’amore in Sicilia, tra storia e letteratura; Continua a leggere

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EDITORIALE

da Staleless on Lesvos, di G. Smallman

Staleless on Lesvos, di G. Smallman

Le parole giungono stanche alla fine di un anno che ricorderemo per le tante violenze materiali e  verbali, per la efferatezza delle guerre e il ribrezzo delle voci xenofobe, per le infinite stragi consumate in mare, prima fra tutte quella degli innocenti, dei bambini che sfuggiti dall’inferno dei conflitti sono stati inghiottiti dalle acque non meno che dall’oblio e dal silenzio dei potenti della terra, precipitati nel vuoto delle nostre labili ed ipocrite coscienze. Continua a leggere

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Mediterraneo antirazzista

copertina abbagnato di Giovanni Abbagnato

Per fortuna i segni che attraversano questo nostro tempo difficile non sono solo quelli che arrivano sotto forme di squallide e irresponsabili alleanze di Governatori di diverse Regioni del Nord Italia, per rifiutare un contributo – in taluni casi perfino insignificante sul piano delle cifre – di ospitalità di persone, comunque fuggite da situazioni drammatiche. Continua a leggere

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EXPO: umanità allo specchio

( foto Pollicino)

 foto Pollicino

   di Mara Agliata e Luca Pollicino

Già in tanti, certamente più autorevoli di noi, hanno detto e scritto sul tema di EXPO Milano 2015. Nonostante il timore di essere banali, la tentazione di cadere in facili e sterili critiche, la difficoltà di coniugare sguardi e prospettive differenti, abbiamo deciso di affrontare l’argomento dell’Esposizione universale, ospitata dalla città di Milano, in una chiave di lettura che incrocia e somma due percorsi didattici e professionali molto diversi tra loro. Continua a leggere

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Parigi, note di un diario

Copertina  di Alessio Angelo

Sono le 07.00 del mattino del 18 novembre 2015, un primo messaggio ci avvisa che dalle 4.30 è in corso un blitz della polizia parigina al quartiere Saint Denis, poi altri tentativi di richiamare la nostra attenzione, alle 07.30 arriva una prima telefonata dall’Italia. Altre deflagrazioni, altre fucilate e ritorna la paura che ha invaso Parigi lo scorso venerdì 13. Continua a leggere

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L’esercizio della memoria

Copertinadi Antonino Cangemi  

Montanelli, sempre più malinconico nei suoi ultimi anni, era solito ripetere: «Come diceva Ojetti, l’Italia è un Paese di contemporanei, senza antenati né posteri, perché senza memoria di se stessa». È una frase molto amara perché alla mancanza della memoria del passato si accompagna, quale naturale conseguenza, la mancanza di prospettive future («né posteri»). Continua a leggere

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L’immigrazione in Italia. Quale modello di governance?

 Lampedusa

Lampedusa

  di Antonella Elisa Castronovo

Nel corso dell’ultimo ventennio le politiche migratorie, i volumi, le caratteristiche e le condizioni d’ingresso degli stranieri hanno acquistato in tutto il mondo una grande rilevanza. La migrazione è divenuta oggetto di un’attenzione quasi ossessiva da parte dei governanti e dell’opinione pubblica non solo per i molteplici paradossi che essa ha contribuito a generare, ma anche perché lo studio delle dinamiche migratorie consente, in “un’ottica rovesciata”, di analizzare le basi dell’integrazione della società (Agamben 1995), di gettare luce sugli aspetti più latenti del funzionamento dell’ordine sociale e di evidenziare il limite dello Stato nazionale (Sayad 1996). Continua a leggere

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Educazione postcoloniale in Adua di Igiaba Scego

copertina di  Annamaria Clemente

«Molto meglio Adua. Dovresti ringraziarmi, ti ho dato il nome della prima vittoria africana contro l’imperialismo. Io, tuo padre, stavo dalla parte giusta. E non devi mai credere il contrario. Io ho fatto solo cose giuste nella vita, unicamente cose giuste. […] Dentro il tuo nome c’è una battaglia, la mia… Non mi credi, forse? Osi dubitare di me?»

Zona settentrionale del Tigrè, primo marzo 1896, contingenti di italiani ed ascari presidiano il territorio circostante al comando del generale Oreste Baratieri. Continua a leggere

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Raccontare l’amore in Sicilia, tra storia e letteratura

Copertina  di Matteo Collura (*)

Amori siciliani, l’amore in Sicilia, come i siciliani vivono le storie d’amore, e perché gli amori sbocciati in Sicilia, o con siciliani protagonisti, fanno notizia, o addirittura possono diventare materia letteraria oltre che di cronaca più o meno rosa, più o meno nera. Preso in mano questo libro di Antonino Cangemi se ne ha una dilettevole e soddisfacente spiegazione. Questa: nell’immaginario collettivo, la Sicilia resta “il paese dove il diavolo ha preso moglie”. Così la pensava Paul-Louis Courier, nella primavera del 1806, bloccato, con l’esercito napoleonico di cui faceva parte, a Reggio Calabria, l’isola “fatale” davanti ai suoi occhi, lo Stretto a impedirgli di andarci. Continua a leggere

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Il pluralismo che c’è già. Le dimensioni interculturali del presente

copertina  di Cinzia Costa

Nella storia delle scienze sociali, e non solo, le principali diatribe si sono combattute sulle questioni più elementari: per esempio, la definizione dell’oggetto di studio delle diverse discipline. Per quanto il corso della storia e degli studi proceda a ritmi pressoché veloci, accade spesso che l’evoluzione della ricerca e dei dibattiti conduca così lontano da far perdere di vista il punto di partenza. Così è accaduto anche per le scienze sociali in generale, e per la sociologia in particolare, relativamente ai temi dell’integrazione e dell’interculturalità. Questo è, infatti, uno dei temi più articolati e spinosi del dibattito sociologico, principalmente, ma anche antropologico, filosofico e politico. Continua a leggere

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Ricordando Giuseppe Giarrizzo. La storia come pedagogia civile

 COPERTINA Giuseppe Giarrizzo  di Salvatore Costanza

«Ho vissuto molte stagioni, e ho cercato di trarre da ognuna temi che mi dessero accesso al mutato clima e stile: mi sono formato nella “storiografia dell’impegno”, e ancora oggi considero il lavoro storico un impegno civile». Nell’ego histoire che Giuseppe Giarrizzo aveva ricostruito, anni fa, del suo itinerario di studi, il  “mestiere dello storico” (che aveva scelto «senza mai pentirsene») si articolava su una duplice vocazione, per la storiografia europea e per una Sicilia non avulsa dal Mezzogiorno. Continua a leggere

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Bambini vicari

Palazzolo Acreide, festa s. Sebastiano

Palazzolo Acreide, festa s. Sebastiano

di Angelo Cucco

Convivono nel nostro modo di pensare due diverse idee di bambino: una reputata più moderna lo equipara agli adulti ed una, altrettanto diffusa, pur considerandolo parte della società, lo rappresenta come soggetto “diverso”. Il neonato non è più figura liminale ad un passo tra vita e morte ma piuttosto è già un cittadino con precisi diritti e doveri. Continua a leggere

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Nel corpo a corpo tra l’Islam e la modernità

di Antonino Cusumano

copertinaSi sa che chi legge un libro lo riscrive, lo traduce nelle sue esperienze, lo riempie del suo vissuto, dal momento che non è spettatore inerte né passivo recettore di quelle pagine ma soggetto attivo di un intenso e creativo colloquio con l’autore. I libri, nelle mani del lettore, sono corpi vivi, plastici, cangianti, immersi nel fluire eracliteo degli spazi e delle stagioni della vita. Nemmeno quando stanno fermi e allineati sugli scaffali delle biblioteche, sono davvero rigidi e immobili, perennemente eguali nel tempo. A guardar bene, infatti, i libri sono oggetti mobili, non rimangono mai gli stessi, si modificano e si presentificano, perdendo e guadagnando qualcosa, sbiadendo alcuni tratti e altri assumendone, ricevendo nuove luci e nuove risonanze dai mutamenti dei contesti e dalle dinamiche storiche. Continua a leggere

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Minori stranieri e scuola: quale inte(g)razione? (*)

COPERTINA di Gabriella D’Agostino

Le “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”, emanate nel febbraio del 2014 a cura del Ministero dell’Istruzione, dell’Università, della Ricerca, pongono l’educazione interculturale come: «lo sfondo da cui prende avvio la specificità di percorsi formativi rivolti ad alunni stranieri, nel contesto di attività che devono connotare l’azione educativa nei confronti di tutti. Continua a leggere

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A casa. I rifugiati tra senso di perdita e luoghi della nostalgia

COPERTINA

Reuters/L.Foeger

  di Chiara Dallavalle

In un interessante saggio sulle possibili etichette attribuite ai migranti forzati, Peter Loizos mette in evidenza come quella di rifugiato non sia un’idea universalmente riconosciuta e dal significato condiviso. Al contrario, essa «è il risultato di decisioni politiche ed amministrative a volte arbitrarie» (Loizos 2006: 67). Continua a leggere

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La moralità della poesia o della “sottomissione della vita alla scrittura”

COPERTINA  di Nicola De Domenico

In letteratura il “medaglione” è un genere antico e consolidato derivato della biografia e contraddistinto da una brevità saggistica, che nulla di più consente se non la composizione di un “profilo”, ossia di un ritratto, in rilievo ma non a tutto tondo, concepito da un punto di vista soggettivo, che seleziona taluni tratti di un carattere. In questa sua forma il medaglione sconfina perigliosamente, soprattutto quando è commemorazione, in quegli elogi curriculari postumi che sono le necrologie, dalle quali ormai a stento si distinguono i “coccodrilli”. Continua a leggere

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L’effervescenza culturale dell’Albergheria tra arte e mercato

 L'Albergheria vista dall'alto dalla Torre di San Nicolò (foto Dell'Orzo)

L’Albergheria vista dall’alto della Torre di San Nicolò (foto Dell’Orzo)

  di Valeria Dell’Orzo

Stretto nella morsa dell’abbandono, della incuria e dello spopolamento, il quartiere palermitano dell’Albergheria, negli anni, ha pian piano ripreso a vivere grazie all’inclusione di immigrati che hanno gradualmente colmato il vuoto comuni- tario che stava affliggendo questo spaccato urbano, relegato dalle istituzioni al nulla di un vasto, concettuale, quarto spazio. Continua a leggere

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Luciano Gallino, un maestro dell’economia e del pensiero critico

 Luciano Gallino

Luciano Gallino

   di Piero Di Giorgi

La crisi globale iniziata nel 2007, la disoccupazione strutturale di massa, l’attacco ai diritti civili e sociali, la crescita delle disuguaglianze e la connessa questione ambientale con la crescita progressiva di CO2, lo scioglimento dei grandi ghiacciai, il riscaldamento e innalzamento dei mari, che mettono a rischio la stessa sopravvivenza della vita, la progressiva personalizzazione e coeva tendenza oligarchica e autoritaria della politica e della democrazia sono tutti aspetti che mettono in discussione l’attuale assetto economico e politico. Continua a leggere

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Dal sacro al santo. Prolegomeni per una rilettura del Cristianesimo

 Frammento di ceramica medievale - Palazzo di Baldu (Luogosanto - Sardegna)

Frammento di ceramica medievale – Palazzo di Baldu (Luogosanto – Sardegna)

  di Leo Di Simone

La fenomenologia connota con il termine “sacro” le espressioni proprie delle culture arcaiche. Quanto più ci si inoltra in esse, tanto più il sacro appare pervasivo. Per la mentalità arcaica non esiste un luogo del sacro separato da ciò che è profano; ci sono tuttavia momenti, aspetti, situazioni capaci di manifestare la presenza di una potenza oscura e attiva che segna ogni azione della vita quotidiana richiedente un rito come rinnovazione di un mito perché la si possa compiere. Continua a leggere

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Dalla morte delle ideologie al cappello da chef

Bar-Jamaica, foto di U. Mulas

Bar Jamaica, foto di U. Mulas

 di Nino Giaramidaro

Definizione popolare sintetica, azzeccata, irridente o sorridente a seconda della modulazione fonica: mancia e dormi. Dal formulario dell’arguzia stradale, incollata alla sagoma accasciata al tavolino di un bar, intenta nella lentezza di colui al quale anche lo spostamento di un’anca reca laborioso fastidio. Insomma, il nullafacente professionista, il cui unico impegno lavorativo è quello di manciari e dòrmiri.

La vita li scovava nei luoghi più improduttivi, chiusi nel loro lindore proveniente dal decoro di mogli devote, sorelle affaticate, zie – soprattutto – sprovviste di prole e votate alla luminaria per l’effigie del facoltoso coniuge buonanima e al duro lavoro a beneficio dell’erede, chiamato con doppio pizzicuneddu: Turuzzu, Tonineddu, ‘Ntriuzza, Bastianeddu, Culicchia e altra anagrafica e vezzeggiata nomenclatura. Continua a leggere

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Manuale di resistenza di un antropologo

copertina di Eugenio Giorgianni

Una bambina e un gorilla si guardano. La mano di lei si avvicina al muso di lui, fino a poggiarsi sulla parete trasparente della gabbia. La luce riflette sul vetro il volto di un altro bambino in visita allo zoo, mescolandone per un attimo i lineamenti con quelli della scimmia. Antispazi. Wilderness Apocalisse Utopia di Matteo Meschiari (Pleistosity Press, 2015) racconta, già dall’immagine di copertina, il bisogno del nostro mondo di guardare a un altrove, e la nostra incapacità di sostenere lo sguardo senza il filtro di uno schermo protettivo. Dico ‘nostro mondo’, perché intendo proprio noi. Continua a leggere

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I confini della vita, i confini del lavoro. Marginalizzazione e pervasività in un contesto operaio siciliano

 Catena di montaggio, Fiat

Catena di montaggio, Fiat

   di Tommaso India

Ore 5,30 di un mattino di maggio. Io e Culo di Gallina ci mettiamo in auto, attraversiamo i vicoli del centro storico di Palermo e imbocchiamo l’autostrada Palermo-Catania, lasciandoci alle spalle la città, le nostre famiglie e quella che un tempo era la nostra quotidianità. Il cielo si tinge con i colori del nuovo giorno e ogni lunedì non posso fare a meno di pensare: «Ecco l’aurora dalle dita di rosa». Continua a leggere

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Il Mediterraneo. Ieri e oggi, al di là del mare

COPERTINA  di Lorenzo Ingrasciotta

Non vorrei partire da molto lontano. È ormai, del tutto certo che, qualche milione di anni fa, l’uomo fece la sua prima comparsa  sulla Terra, in Africa. Diciamo che ebbe i suoi natali in quella parte del pianeta che, oggi, viene riconosciuta politicamente come Kenya. In pratica, è da quel momento che inizia la prima e più grande migrazione dell’uomo. Senza la più lontana ipotesi di frontiera, lingua, religione e, pare, senza troppa differenza di colore della pelle, l’uomo cominciò a spostarsi verso direzioni prive di qualsivoglia coordinata. La terra emersa doveva, allora, essere ancora un unico continente, prima che cinque di loro prendessero la deriva! Continua a leggere

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Dall’antica Roma l’invito all’Occidente: conoscere gli altri per conoscere se stessi

9788843077762   di Virginia Lima

In questi ultimi mesi le pagine dei quotidiani, gli interventi pubblici di politici e giornalisti, i discorsi della gente per strada, sui treni, sulla metro hanno come argomento gli attacchi in Siria, in Francia, in Tunisia, in California, ma anche il pericolo di una guerra di religione o di cultura, i rischi nell’accogliere potenziali terroristi, e, dunque, la diffidenza spesso trasformata in odio nei confronti, non dimentichiamoci, di una delle tre principali religioni monoteiste. È soprattutto in momenti come questi, di fronte alla violenza e alla minaccia del nemico, che si mette in dubbio l’utilità degli studi classici, negandone il valore e la stessa esistenza futura. Continua a leggere

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Democratizzare le frontiere

di Maria Immacolata MaciotiCOPERTINA

È  indubbiamente uscito in un periodo problematico, in Italia, il libretto di Catherine Wihtol de Wenden, Il diritto di migrare (Ediesse ed. 2015). Certo l’autrice, che lo aveva pubblicato in francese nel 2013 con il titolo Le droit d’émigrer, non poteva prevedere gli attentati terroristici di fine anno: a Beirut, il 12 e poi a Parigi il 13 novembre. Fatti che hanno sconvolto l’Europa, che hanno mutato gli orientamenti politici di vari capi di Stato, che hanno avuto pesanti riflessi anche sulla vita quotidiana degli abitanti di Parigi, di Bruxelles e di tante altre città. Da varie parti la reazione è stata: siamo in guerra! Già lo aveva detto, del resto, l’attuale pontefice. Continua a leggere

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Sulla presenza degli Zar a Palermo. Una cronaca (*)

                                                                 di Viviana Monachella Tourov

COPERTINA

La Passeggiata della famiglia imperiale russa a Palermo (Franz Ludwig Catel)

«Quanto distante è la Neva dal fiume Oreto, tanto forse più lontano era da noi il pensiero che un discendente di Rurik, un Romanov, lo zar, l’autocrate di tutte le Russie fosse venuto con gran parte della sua famiglia a dimorare per un po’ di tempo fra noi…». Così scrive un giornale dell’epoca per annunciare l’imminente arrivo della famiglia imperiale russa a Palermo. Continua a leggere

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La cultura dell’abitare in chiave proustiana. Saggio di metodo

 (foto Montes)

foto Montes

   di Stefano Montes e Licia Taverna   [ 1]

I. ‘Cultura’ e ‘abitare’ sono due nozioni che, insieme, possono di primo acchito destare perplessità teorica. Sarebbe infatti più ovvio, secondo un uso comune, pensare a una cultura del cibo, della moda o della festa. Associare invece la ‘cultura’ a un fare, rappresentato da un verbo all’infinito come abitare, potrebbe suscitare qualche obiezione d’ordine teorico. “La cultura ha un abitare?”, “Si abita la cultura?” sono solo alcune delle domande che ci si potrebbe ingenuamente porre. In realtà, antropologicamente parlando, l’abitare è segno intimo delle culture, variamente realizzato in ognuna di esse, di volta in volta sottoposto alla lente dello studioso che intende comprenderne le organizzazioni interne ed esterne. Continua a leggere

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Contaminazioni religiose e migrazioni culturali nell’Egitto mamelucco

Horus (IV sec.a.C.)_ S. Giorgio (XVII sec.)

Horus ( sec. IV a.C.) – S. Giorgio (XVII sec.)

  di Francesca Morando

La “dinastia” mamelucca [1] (1250-1517), una delle più importanti del mondo arabo-islamico, è stata caratterizzata da peculiarità uniche in diversi ambiti, come quello politico e culturale. Il tratto che verrà preso in considerazione riveste la sfera religiosa, la quale, rielaborata in chiave egiziana sin da antichissime origini pluridirezionali, ha contraddistinto diret- tamente o indirettamente tale epoca. Continua a leggere

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La maschera invisibile del terrorismo. Due studi illuminanti

 COPERTINA  di Valentina Richichi

Azioni efferate che lasciano dietro di sé sangue e terrore non trovano alcuna spiegazione in grado di dare consolazione alla sensibilità offesa. Una sensibilità collettiva che piange i suoi morti e che si dispera per il senso di impotenza, se i responsabili della carneficina non hanno un volto, se a mancare è un soggetto – o un gruppo ben circostanziato – verso cui poter indirizzare un processo di condanna. Ma, anche quando il carnefice avesse un nome, come nel caso dei grandi gruppi terroristici noti, individuarlo non è mai un fatto scontato. Mentre gli organi di stampa sciorinano l’avvicendarsi delle notizie col loro apparato di aggiornamenti ed opinioni, nei salotti televisivi si tengono vere e proprie sedute psicanalitiche di una collettività impaurita e costantemente all’erta. Continua a leggere

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Quando la medicina era magica. Appunti storici e antropologici

COPERTINA di Mario Sarica

Incamminarsi lungo i sentieri del territorio della Valle d’Agrò per scoprire, grazie alla guida illuminata di Giuseppe Cavarra (Magia e medicina popolare nella Valle d’Agrò, in appendice ricettario di farmacopea botanica di tradizione galatese, ottavo titolo della collana “Tracce”, edita dalla Kiklos per il Museo cultura e musica popolare dei Peloritani, Messina 2015, in collaborazione con la Fondazione CRIMI di Galati Mamertino), la “magia e la medicina popolare”, che, per secoli, hanno sperimentato pratiche terapeutiche al confine fra natura, soprannaturale, e credenze religiose infarcite di superstizioni, per poi, infine, giungere sui verdeggianti Continua a leggere

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La luce umana delle cose

 

Istanbul, disegno di F. Schiavo

Istanbul, disegno di F. Schiavo

di Flavia Schiavo

«A film is or should be more like music than like fiction.It should be a progression of moods and feelings. The theme, what’s behind the emotion, the meaning, all that comes later».
Stanley Kubrick

 

Tra gli strumenti per rappresentare e capire cosa siano città, territorio, paesaggio, uno è il cinema che, intrecciando linguaggi espressivi e “livelli” narrativi diversi, racconta la relazione tra lo spazio e le persone. Il ruolo disvelante dell’immagine cinematografica nel rappresentare i luoghi non sostituisce, ovviamente, quello posseduto dalle fonti storiche in grado di rendere e interpretare eventi, fatti e relazioni che, selezionati e trascritti, permangono in sostituzione di un’immanenza che scompare. Continua a leggere

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Dopo Bataclan il caos

Bruxelles- foto John-Thys-AFP-Getty-Images

Bruxelles ( foto John-Thys AFP-GettyImages)

  di Luigi Tumbarello

Dopo le carneficine di Parigi del 13 novembre è stato detto tutto sullo jihadismo, sul califfato, sull’Isis, sulla guerra di religione e sullo scontro di civiltà. Mai come in questo momento si vuole dare l’impressione che non solo la Francia, ma l’intero Occidente sia sotto attacco del radicalismo islamico, con la conseguenza che le azioni diplomatiche dei Paesi occidentali tendono apparentemente a convergere su un solo obiettivo comune: distruggere lo stato islamico di Iraq e Levante prima che questo destabilizzi l’intera regione e quelle confinanti, moltiplicando, nella Umma sunnita, adesioni e simpatie all’utopia del Califfato. Continua a leggere

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Un papa che viene “quasi dalla fine del mondo”

Karol Wojtyla da idolo delle masse a santo di Marcello Vigli

Papa Francesco, che si è detto «venuto quasi dalla fine del mondo», non cessa di stupire sia per quello che dice sia per quello che fa. Avviare le celebrazioni dell’Anno Santo da lui promosso con l’apertura della Porta della cattedrale di Banqui, la “sperduta” capitale della “sperduta” Repubblica Centro Africana, ha segnato una ulteriore svolta nella gestione del potere nella Chiesa. Continua a leggere

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Palermo più vicina alla Palestina

foto Bellina

foto Bellina

   di Serena Najmah Visconti

Nell’era del digitale che ha reso gli uomini più vicini, accorciando le distanze tra i continenti, rendendo possibili comu- nicazioni e visioni  in tempo reale di popoli che abitano in parti estreme del mondo, esiste una realtà che ancora oggi ci divide e che addirittura separa uomini e donne della stessa terra: “i muri”. Sono più di quarantacinque nel mondo creati per contrastare il flusso di gente che si muove da una nazione all’altra o da un quartiere all’altro della stessa città. Continua a leggere

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