SOMMARIO n. 34

 

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Riace (ph. Dario Condemi)

EDITORIALE; Adriani-Broccolini-Ruscitti-Morelli-Quirini, Briganti e brigantaggio nella poesia di tradizione orale del Cicolano; Lidia Armano, Il significato umano del tempo. Categorizzazioni culturali; Barbara Barberis, Eliana Salvatore, Appunti da un convegno sugli ecomusei; Giuseppe Bertini, Gli stranieri  e la normativa previdenziale e assistenziale; Antonino Cangemi, Dei matti di Pietro Pisani nella Real Casa di Palermo; Marcello Carlotti, Coscienza. Un’ipotesi monista; Simone Casalini, La transizione tunisina e il ruolo degli intellettuali; Roberto Cascio, Cogliere il ”fiore puro”. Una nuova via di ricerca sull’islamismo radicale; Continua a leggere

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EDITORIALE

 Fronte greco-macedone , 2015 (ph. E. Grosso).


Fronte greco-macedone, 2015 (ph. E. Grosso)

Aveva ragione Albert Camus quando scriveva che «dalle coste dell’Africa dove sono nato si vede meglio il volto dell’Europa. E – aggiungeva – si sa che non è bello». Non diversamente ha ragione Pietro Clemente che ribadisce in questo numero come nei precedenti che «Il centro è in periferia», che dall’osservatorio decentrato dei piccoli paesi si può capire meglio lo stato di salute dell’Italia, le dinamiche di cambiamento che l’attraversano, le prospettive che si prefigurano. Continua a leggere

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Briganti e brigantaggio nella poesia di tradizione orale del Cicolano

Briganti

Briganti

di Settimio Adriani, Alessandra Broccolini, Antonella Ruscitti, Elisa Morelli, Lorenzo Quirini

Finché Re ciàncica carne brigante non s’appaga de lenticchie, recita il modo di dire dal sapore vagamente rivoluzionario di quell’area del Lazio sudorientale coincidente con la Valle del Salto, denominata Cicolano [1], che sembra racchiudere una visione popolare, probabilmente romantica, che in quel territorio si è formata e consolidata nel tempo sul ruolo sociale svolto dai briganti in epoca postunitaria. Continua a leggere

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Il significato umano del tempo. Categorizzazioni culturali

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Il senso culturale del tempo

di Linda Armano

Oggi si sente spesso dire che il «tempo vola» o che il «tempo è denaro», oppure troviamo modi per «ammazzare il tempo». Queste affermazioni, come molte altre legate ad una certa concezione del tempo, hanno precise origini storiche. Per esempio, la nostra idea di tempo come unità quantizzabile e misurabile, è piuttosto recente e legata all’idea di produttività. Continua a leggere

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Gli stranieri e la normativa previdenziale e assistenziale

copertinadi  Giuseppe Bertini

L’assoggettamento degli immigrati alla normativa previdenziale italiana è ispirato anzitutto al principio della parità di trattamento e al principio della territorialità dell’obbligo assicurativo. Il primo, recepito dal nostro ordinamento con la ratifica della Convenzione dell’OIL 173/75, è enunciato all’interno dell’art. 2, comma 2 del D. Lgs. 286/98 (Testo unico sull’immigrazione) e riconosce ai lavoratori comunitari, extracomunitari e le famiglie a loro carico lo stesso trattamento riservato ai lavoratori italiani in materia di impiego, retribuzione, sicurezza e salute sul posto di lavoro, prestazioni sociali a sostegno del reddito e della famiglia, sostegno all’alloggio e diritti sindacali. Continua a leggere

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Dei matti di Pietro Pisani nella Real Casa di Palermo

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La Real Casa dei matti, Palermo (ph. S. Busà)

di Antonino Cangemi

Mozart è Mozart ed esige devozione e rispetto. Anche da parte di Palermo e dei palermitani. Che il 4 ottobre del 1811, quando al Real Teatro Carolino si rappresentò Così fan tutte, disertarono l’evento decretando il sonoro insuccesso in Sicilia di una delle sue più celebri opere. Incidente deplorevole che provocò la reazione sdegnata di un fan mozartiano, Pietro Pisani. Continua a leggere

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Coscienza. Un’ipotesi monista

copertinadi  Marcello Carlotti

Parlare della coscienza, intesa come consapevolezza delle proprie sensazioni e percetti, è da sempre un’impresa ardua che, tuttavia, ha costantemente accompagnato la riflessione umana, mettendo le varie culture e i vari individui che l’hanno affrontata nella condizione di fare i conti con le tre domande filosofiche centrali: chi siamo? Da dove veniamo? Dove stiamo andando? Continua a leggere

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La transizione tunisina e il ruolo degli intellettuali

 Sidi Bouzid, la statua che ricorda Mohamed Bouazizi (ph. Roberto Ceccarelli)

Sidi Bouzid, la statua che ricorda Mohamed Bouazizi (ph. Roberto Ceccarelli)

di  Simone Casalini

Mai come nel caso della Tunisia vale la considerazione sulla doppia narrazione. C’è quella rappresentativa – per ricorrere al lessico di Edward Said – dei media occidentali che enfatizza la “primavera araba”, la “rivoluzione dei gelsomini”, il rilievo dei social network; e poi c’è quella fattuale che gli intellettuali tunisini stanno cercando faticosamente di ricomporre per offrire una prospettiva di teoria e prassi ad un Paese immerso in una transizione densa e problematica. Continua a leggere

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Cogliere il “fiore puro”. Una nuova via di ricerca sull’islamismo radicale

copertinadi Roberto Cascio

Il terrorismo internazionale di matrice islamica, oggi in apparente arretramento dopo l’escalation di violenza degli ultimi anni in suolo europeo e medio-orientale, è stato e continua ad essere oggetto di studio da diverse discipline che cercano di coglierne peculiarità e motivazioni di fondo. Molti saperi sono riusciti a dare sicuramente un contributo più che importante nell’avanzamento della conoscenza intorno all’islamismo, focalizzandolo ora dal punto di vista sociologico ora da quello filosofico-ideologico. Il valore di questi studi è presto detto: gettare luce su un fenomeno che è entrato di prepotenza nella nostra vita quotidiana, sconvolgendo le precedenti rappresentazioni. Continua a leggere

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Da Parmenide alla mafia siciliana (e ritorno?)

copertinadi Augusto Cavadi

Sarà capitato anche a voi, nel corso di un viaggio all’estero, di entrare in un ristorante e di chiedere un piatto che vi era parso particolarmente invitante; di assaggiarlo e restarne delusi senza capire bene il perché. Preferireste scambiarlo con qualcosa di meno invitante, ma congeniale ai vostri gusti abituali. Una sensazione simile ho avvertito accostandomi al poderoso volume di Ines Testoni, La frattura originaria. La psicologia della mafia tra nichilismo e omnicrazia (Liguori, Napoli 2008). Continua a leggere

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Terrorismo tra apatia e nichilismo

copertinadi Annamaria Clemente

Nel mondo della letteratura europea abita, da qualche anno, un autore distintosi immediatamente per una particolare attitudine a filtrare gli eventi del mondo, rielaborandone i contenuti in modo acuto: Pascal Manoukian, scrittore spiccatamente sensibile, detiene la facoltà di rendere intellegibili fenomeni altrimenti poco interpretabili. Autore particolare, educato all’empatia,  abbiamo già avuto modo di incontrare e apprezzare, grazie a Derive (66thand2and, 2017) e  a quel particolare sguardo, felice compromesso tra il sentire del singolo, del giornalista inviato di guerra, alla ricerca delle proprie origini e la Storia densa del popolo armeno. Continua a leggere

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Noi, gli animali e gli antichi

copertinadi Vincenzo Maria Corseri

Indagare in poco più di duecentocinquanta pagine i complessi dispositivi culturali su cui si struttura la civiltà greco-romana, esaminando l’inscindibile rapporto che lega l’uomo al mondo animale, è impresa che impone disciplina, intuito esegetico e soprattutto un’approfondita conoscenza delle fonti antiche e della sterminata letteratura critica a esse correlata: requisiti che Pietro Li Causi – raffinato antichista e responsabile dell’unità di ricerca di Palermo del network «GDRI Zoomathia (Trasmission culturelle des savoirs zoologiques – Antiquité-Moyen Âge)» –, con il suo recente Gli animali nel mondo antico (Il Mulino, 2018), dimostra di possedere eminentemente, unendo rigore scientifico e una scrittura di rara chiarezza. Continua a leggere

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Scrivere di migrazioni, scrivere di migranti

copertinadi Antonino Cusumano

Sull’immigrazione le parole – dette o scritte, misurate o gridate, meditate e documentate oppure scagliate a raffica come pallottole – sembrano ormai irrimediabilmente sature di enfasi e di retoriche, gonfie di demagogiche manipolazioni, in ogni caso urticanti perché compromesse da pulsioni, emozioni, sentimenti e risentimenti. Se è vero che la lingua è l’osservatorio privilegiato da cui si guarda la vita e si abita il mondo, se le parole non sono soltanto parole, la narrazione del fenomeno all’interno del discorso pubblico traccia i confini del nostro pensare e del nostro sentire, definisce non solo l’orizzonte di senso dei significanti ma anche il destino delle cose significate, costruisce la realtà ovvero la nostra visione della realtà. Continua a leggere

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“Fado negro”, album di viaggio nelle colonie portoghesi

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Fado negro (ph. D’Amato)

di Alfredo D’Amato

“Fado negro” è un diario di viaggio. È l’insieme degli appunti presi da me, che nell’arco degli anni ho seguito una traccia  l’intreccio tra radici africane e cultura portoghese in sei città a diverse latitudini: Maputo, Luanda, Salvador De Bahia, Praia, São Tomé e Bissau.

Una storia d’amore perché da queste città sono stato stregato. Mi sono fatto sedurre dal loro mistero, ho cercato di svelarlo senza riuscirci, tanto è profonda, densa, e intricata la loro sostanza. Continua a leggere

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Dalla Padania tribale alla Nazione sovrana: l’identità secondo la Lega

copertinadi Francesco David

Sin dalle sue origini, nei primi anni 90, la Lega si identifica come un movimento federalista e indipendentista. Grazie alla visione politica di Umberto Bossi, il quale ne è stato segretario per oltre 20 anni, essa intende tutelare gli interessi di una macro-area regionale dell’Italia settentrionale, denominata significativamente “Padania”, tramite richieste che oscillano dalla devolution all’autonomia regionale, dal federalismo alla secessione dallo Stato italiano. Continua a leggere

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Il nuovo Sapiens: riscrittura e transizioni

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Il tatto e la mano bionica

di Valeria Dell’Orzo

«Si apre un nuovo capitolo della scienza: senza ricorrere agli alambicchi di Faust abbiamo creato l’homunculus». Così Bulgakov. L’essere umano non è mai stato un gran trasformista, a differenza di altre specie del regno animale pronte a sviluppare profondi dimorfismi intraspecifici, la nostra lenta capacità di modificarci, per rispondere alle esigenze geoclimatiche o per allinearci a nuove abitudini, non è stata certo molto marcata. Continua a leggere

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Il fascino dello scontro: riepilogo di un percorso di ricerca

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Assedio di Messina, 1040

di Meriem Dhouib

Là fuori, oltre a ciò che è giusto e a ciò che è sbagliato, esiste un campo immenso. Ci incontreremo lì. 

Versi di una poesia di Djamaladdine Al Rumi. Incontrare l’altro o meglio scoprire l’altro l’infedele, il musulmano attraverso i racconti letterari o meglio i versi è ormai un campo ben sondato nella letteratura italiana. L’interrogarsi su queste epoche passate e focalizzare lo spoglio su testi del Trecento e del Cinquecento, poiché esordio culminante di scambi e scontri tra le diverse rive del Mediterraneo, è stata una delle priorità della mia ricerca. Continua a leggere

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Il teatro parigino nel tumulto creativo del Primo Novecento

isgro-copertinadi Piero Di Giorgi

I diversi approcci disciplinari alla realtà che ci circonda dovrebbero tendere a una cooperazione-integrazione tra loro in quanto aspetti di un’unica evoluzione culturale. L’unità del reale tende necessariamente a un’unità del sapere. A dimostrazione dell’intima connessione tra i diversi saperi, basti considerare quel che è accaduto all’inizio del Novecento. Max Planck ipotizzò che la radiazione elettromagnetica non fosse una grandezza continua ma fosse composta da piccole quantità d’energia, chiamate quanti. Nasceva la fisica quantistica, che cambiava i concetti tradizionali sulla materia e il paradigma deterministico basato sulle certezze della fisica classica, introducendo casualità e probabilità. Continua a leggere

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Solitudine e infelicità nella migrazione

Bossaso Migrationdi Lella Di Marco

Il punto di osservazione è Bologna, città considerata  meta preferita  dai migranti,  all’interno  di associazioni di  comunità straniere, spazi di intercultura, associazioni di donne native e migranti. L’osservatrice è la scrivente che ritiene doveroso   socializzare la propria esperienza, restituire dati raccolti, il risultato di confronti con ricercatori istituzionali e di centri di studio e documentazione sull’immigrazione. Continua a leggere

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Il culto di Demetra e i suoi possibili influssi sul culto mariano

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Busto di Demetra con fiaccola a croce e maialino (da Herakleia, Santuario di Demetra, IV-III secolo a.C.)

di Leo Di Simone [*] 

L’approccio al nostro tema non è semplice. Le radici del culto mariano non sono autonome; fanno parte integrante del misterico intreccio del culto cristiano e con questo costituiscono un’unica pianta dai molteplici rami, alcuni lussureggianti e fruttiferi, altri secchi e da potare evangelicamente senza indugio; alcuni robusti, capaci di supportare l’ethos del culto cristiano, altri fragili, di consistenza piuttosto sacrale e non avvertite derive superstiziose. Una suggestione iconica ve la fornisce, qui a Castelvetrano, e in questa sede attigua a san Domenico, l’albero di Jesse che campeggia sul santuario liturgico e ha come cuspide la Vergine col Bambino in braccio: un groviglio di rami che compongono la trama di un discorso non immediatamente decifrabile, che necessita della chiave del mito in direzione dell’esegesi rituale della frequentazione dei «santi misteri». Continua a leggere

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Doutté e Desparmet: pregiudizi ideologici e vocazione etnologica nel Maghreb coloniale

Aissaoua-foto-Doutté

Aissaoua (foto di Doutté)

di Laura Faranda [*]

Nelle sezioni dei manuali di storia dell’antropologia dedicate all’etnografia e all’etno-sociologia francese, dopo aver ricondotto l’avvio di questa corrente di studi alla scuola di ispirazione durkheimiana si è soliti omettere ogni accenno all’innesto “orientalistico” nord-africano, che darà vita implicitamente alla “sociologia maghrebina”. Continua a leggere

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Pasquale Placido: per un’autobiografia del 68 in Sardegna

copertina1di Mariano Fresta

«Ricordo che noi da piccoli eravamo un po’ grandi, perché dovevamo lavorare». Comincia così l’intervista sulla sua vita che Pasquale Placido ha rilasciato, nell’arco di due anni, a Pietro Clemente e a Ida Caminada. La locuzione avverbiale «un po’» cerca di attutire la contrapposizione semantica tra “piccoli” e “grandi”, mentre la proposizione causale serve a spiegarla: eravamo un po’ grandi perché ci toccava lavorare come adulti. Ecco allora la differenza tra i bambini poveri e quelli più fortunati: questi possono dedicarsi totalmente al gioco, mentre i primi devono alternare gioco e lavoro, quando non sono addirittura costretti a rinunziare a quell’attività ludica che è propria dell’infanzia. Continua a leggere

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Reti Cas e Sprar: due diverse prospettive nel sistema di accoglienza

copertina

SPRAR di Roccaraso

 di Carolina Galli

Da poco tempo in vigore il decreto n. 113/2018, che riporta “Disposizioni urgenti” in materia di protezione internazionale e immigrazione e sicurezza pubblica, è già oggetto di acute critiche. La dicitura con cui è chiamato il decreto “sicurezza e immigrazione” lascia percepire l’obiettivo del testo e l’ambito di intervento. Continua a leggere

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Il teatro dei sogni. Verticalità e trasparenze della nuova Tirana

 Il complesso architettonico del Teatro Nazionale di Tirana, come appare oggi.

Il complesso architettonico del Teatro Nazionale di Tirana, come appare oggi

di Mauro Geraci

Facciate ventilate di vetro scuro, a specchio, trasparenti, opache, d’alluminio e marmi multicolori, vetrate curve, appuntite, verde acqua, sgargianti tinteggiature, giardini anonimi ricreati tra grattacieli di cemento armato: con la fine del razionalismo socialista e la deregulation indotta dall’economia internazionale, Tirana e le città albanesi sono cadute in una gigantesca spirale di cemento e vetro che da anni, giorno per giorno, ne sta scalzando via per sempre il volto antico. Continua a leggere

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Leggende plutoniche nel repertorio Pitrè-Salomone Marino

copertinadi Giuseppe Giacobello [*]

Una mitologia molto diffusa riguarda tesori nascosti in cavità del sottosuolo, o in luoghi simbolicamente equivalenti, configurati secondo ideologie d’incantesimo e sottoposti a restrizioni rituali che li rendono, di fatto, inattingibili. Alle rappresentazioni narrative collegate, alle cosiddette leggende plutoniche, i demologi siciliani del secondo Ottocento e del primo Novecento hanno dedicato un’attenzione tra le più rilevanti nel quadro regionale europeo. Tra di loro (M. Alesso, U. A. Amico, R. Castelli, M. Di Martino, G. Frosina-Cannella, C. Grisanti, S. A. Guastella, A. G. Gubernale, C. Melfi, F. Neri, F. Pulci, S. Raccuglia, G. Ragusa Moleti, G. Rametta Garofalo, B. Rubino, C. Angelo Sacheli, S. Salomone, F. Sanfilippo, C. Simiani, G. Traina, I. A. Trombatore, A. Tropia, F. Vacirca, P. Vetri), un ruolo d’orientamento hanno avuto Giuseppe Pitrè (1841-1916) e Salvatore Salomone Marino (1847-1916), con uno scambio scientifico e personale che pure in questo caso ha lasciato tracce importanti. Continua a leggere

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Le confessioni ammucchiate nelle soffitte scomparse

 Una bugia e un calamaio da tavolo (ph. Giaramidaro)

Una bugia e un calamaio da tavolo (ph. Giaramidaro)

di Nino Giaramidaro

La soffitta, oppure il solaio, da noi meglio identificati come tetti morti. Sì, sono trapassati davvero. Non ci sono più quegli apici di case, con le travi e i muri coi tufi al vivo, testimonianze anche dello sparagno, virtù diffusissima tra chi ha soldi. Era la rinfusa domestica di mobilio oggetti libri e libretti soprammobili e cianfrusaglie che “un domani potranno servire”. Polvere ragni e topi. Passi arrischiati, col calcolo preciso del ritorno. Continua a leggere

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Dal fronte greco-macedone, la marcia inarrestabile di un popolo

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Fronte greco-macedone, 2015 (ph. E. Grosso)

di Eugenio Grosso

Ho sempre creduto che per essere una voce affidabile, un fotografo o un giornalista avesse il dovere di essere al di sopra delle parti, riportare fedelmente i fatti e lasciare l’interpretazione a chi legge o a chi guarda. Documentare, certificare, testimoniare, senza parteggiare, sostenere opinioni o appoggiare tesi. Oggi le mie convinzioni sono cambiate. Continua a leggere

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Integration, assimilation and the respect of the cultural differences in migration policies: in Germany and the United Kingdom

HUNGARY-EUROPE-SYRIA-AFGHANISTAN-MIGRANTSdi Shkelzen Hasanaj [*]

Currently the German nation is one of the countries with the highest number of immigrants in Europe (about 9% of the resident population is of foreign origin). Despite this fact, Germany finds it difficult to identify itself as a country of immigration. (Melotti, 2004). The migration policies of the last decades were entirely aimed at facing the social problems of temporary workers only. Continua a leggere

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L’accoglienza dei rifugiati nell’Africa dei Grandi Laghi. Appunti sul modello ugandese

Campo-profughi-in-Uganda-@rivista-Africa.

Campo profughi in Uganda (@rivista Africa)

di Luca Jourdan

In questo articolo voglio proporre una riflessione sul modello di accoglienza ugandese dei rifugiati. Si tratta di un caso interessante poiché, perlomeno sinora, l’elevata presenza di rifugiati non ha suscitato particolare ostilità da parte della popolazione locale. Al contempo la questione rifugiati non viene cavalcata o manipolata dai vari attori politici ugandesi e in sostanza nel paese sembra prevalere un’apertura nei confronti dei flussi migratori. Continua a leggere

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Et in Arcadia ego…

copertinadi Luigi Lombardo

L’Arcadia, intesa sia in senso strettamente letterario, sia in senso più genericamente culturale, è stata sempre oggetto di riserve da parte degli addetti ai lavori. Le riserve riguardavano (e riguardano) un certo sguardo di tipo urbanocentrico rivolto verso una realtà altra, che lo sguardo distorceva e ricomponeva in una prospettiva che poco aveva a che fare con la realtà del vissuto delle comunità pastorali. Si tratta di una “ocularità” che struttura la “realtà altra” secondo parametri consoni e comuni allo sguardo “egemone”, riconducendo a un logos condiviso, e certamente parziale, ciò che altrimenti sfuggirebbe in una “selva selvaggia e aspra e forte”. Continua a leggere

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Per una lettura fenomenologica dei templi greci di Sicilia

Selinunte, il tempio E 2-3 (ph. Malvezzi, 2017)

Selinunte, il tempio E2/3 (ph. Malvezzi, 2003)

 di Roberto Malvezzi, Giovanni Piana [*]

Il tema di questo lavoro è emerso alla mia attenzione durante un viaggio attraverso i siti archeologici della Sicilia. Il mio interesse era maturato già durante le letture preparatorie del viaggio (cfr. Cometa, 1999; Braudel, 1999), e si accrebbe sito dopo sito, fino a convincermi ad intraprendere una lunga ricerca, per cercare un riscontro alle impressioni così vivide ricavate sul campo. Continua a leggere

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El Profeta: se Kahlil Gibran parla lombardo

The Prophet, Knopf, 1923 (frontespizio)

The Prophet, Knopf, 1923 (frontespizio)

di Francesco Medici

«Sono venuto a dire una parola e la dirò. [...] / E ciò che esprimo oggi in una lingua sola / sarà ripetuto domani in molte altre lingue». Così proclamava – profeticamente, è proprio il caso di dire – il poeta-pittore libano-americano Kahlil Gibran (Ǧubrān Ḫalīl Ǧubrān, 1883-1931) in alcuni suoi versi giovanili in arabo: le sue opere, sia quelle composte agli esordi nella lingua d’origine sia quelle più tarde in inglese, sono di fatto tra i testi più tradotti nel panorama della letteratura mondiale. Continua a leggere

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La luce del Mediterraneo. In ricordo di Piero Guccione

copertinadi Giuseppe Modica

Questa mia nota non vuole essere la testimonianza di un critico, non è il mio mestiere, ma il semplice ricordo e impressione di un amico pittore, più giovane, nato anche lui in Sicilia ma sulla costa opposta, la Occidentale, quella più araba, dell’Isola. Continua a leggere

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Sul vivere quotidiano. Variazioni epifaniche in chiave antropologica

ph.Montes.

Foto Stefano Montes

di Stefano Montes

Variazione I. Osservare, attraversare

Lo ricordo bene. Ero appoggiato a un palo, mi guardavo tutt’intorno come se qualcosa stesse per accadere, come se l’azione d’un tratto stesse per essere sospesa e io potessi chiarirmi le idee su tutto quello che da sempre mi chiedo, mi chiedo invano: mi guardavo intorno e aspettavo il miracolo compirsi sotto i miei occhi. Stavo in piedi, dall’altra parte del marciapiede, con una gamba allungata in avanti pronto a qualsiasi evenienza, lesto a fare qualcosa che non sapevo bene ancora cosa fosse. Che mi attendevo dal mondo, da me stesso? Osservavo i passanti, tutto qui! Continua a leggere

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Nel Mediterraneo largo: dagli Appennini alle Ande. Appunti di viaggio

 El Senor de los Milagros a Lima.

El Senor de los Milagros a Lima

di Arnaldo Nesti

Cinquanta anni fa, proprio in questi giorni settembrini, mia madre, in modo improvviso se ne andò. Non voglio troppo soffermarmi in questa sede su quella vicenda che mi toccò profondamente. Ricordo ancora molto bene e mi pare ieri di risentire la voce commossa di Padre Ernesto Balducci che ebbe il buon cuore di presiedere i funerali e rivolgere un commovente “discorso” funebre in suo onore. Continua a leggere

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La diplomazia culturale. Un progetto di solidarietà

 Bambini in Camboglia @ LucianoUsai.

Bambini in Camboglia @ Luciano Usai

di Olimpia Niglio

L’eredità culturale ha un valore universale per la società, per le singole comunità, per ogni persona. Costituisce un fondamento importante da conservare, valorizzare e trasmettere alle generazioni future. In generale si è propensi a pensare all’eredità culturale come a qualcosa connesso solo al passato; differentemente tale patrimonio si sviluppa attraverso il nostro modo di rapportarci ad esso e quindi ha una sua dinamicità che è interessante conoscere e approfondire all’interno di un processo relazionale e di diplomazia. Continua a leggere

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Radici e identità: testimonianza di una vita tra due terre

Porto di Genova (ph. S. Pierantoni)

Porto di Genova (ph. S. Pierantoni)

di Silvia Pierantoni Giua

Casa è pace e libertà, è il riflesso della propria identità. Casa è quel che abbiamo costruito negli anni, quel che ci portiamo dietro ovunque andiamo. Casa sono le nostre radici, la nostra cultura; l’educazione, l’amore trovato negli incontri importanti della vita. È quello che siamo. Casa dunque non è solo un luogo, le mura di un’abitazione ma un’appartenenza e se questo manca è come perdere ogni riferimento, sentir mancare il suolo da sotto i piedi. Continua a leggere

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Immigrazione, multiculturalismo e interculturalismo tra le due sponde dell’Atlantico

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Immigrati in Quebec

di Franco Pittau e Nadia-Elena Vacaru

Questo saggio è dedicato a un confronto tra le politiche condotte nel Nord America e in Europa per quanto riguarda l’integrazione delle culture degli immigrati. La maggiore attenzione è rivolta al Canada (e, al suo interno, al Québec) e, per quanto riguarda l’Unione Europea, principalmente all’Italia. Continua a leggere

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Anne, l’altra metà del corallo

Anne al timone della Galathee, 1978

Anne al timone della Galathee, 1978

di Ninni Ravazza

Possono capitare, nella vita, coincidenze straordinarie in grado di imprimerle una svolta decisiva, di arricchirla umanamente e culturalmente, di creare sodalizi e scoprire affinità insperate. Io sono uno dei fortunati “toccati” da questa sorte benevola. Cercavo nuovi protagonisti e inedite avventure per il mio libro di prossima uscita, Storie di Corallari (Magenes editore, Milano), prosecuzione ideale del primo Corallari che nel 2004 per la stessa casa editrice milanese registrò un ottimo successo con il rapido esaurimento delle copie stampate. Continua a leggere

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Il crollo degli obelischi

Piero Guccione, Grande spiaggia, 1996

Piero Guccione, Grande spiaggia, 1996

di Gian Mauro Sales Pandolfini

Chi ha navigato per oceani e biblioteche, come Melville, sa benissimo che l’orizzonte del mare è una linea inventata, che non esiste, che è frutto della nostra capacità visiva ridotta.  Se imparassimo a riconoscere il valore dell’immaginazione nella sua componente più speculativa, e non meramente onirica, forse saremmo in grado di oltrepassare agilmente le nostre mura di riferimento. Abbattere la forzatura degli obelischi identitari, demolire i monoliti del pre-giudizio, non consentire alla linea ingannevole dell’orizzonte di dividere la nostra mente in due, darebbe certamente esiti diversi, a partire dai livelli di incidenza sociale apparentemente meno forti. Continua a leggere

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Cantando il Sabir e i suoni delle città di frontiera

SONY DSCdi Stefano Saletti

All’inizio il Sabir è stato un concetto, l’idea del dialogo possibile all’interno del Mediterraneo. La testimonianza che oltre a melodie, tradizioni, strumenti perfino scale musicali, esistesse anche una parola comune, nata dall’incontro delle persone e non codificata a freddo.

Così ho pensato che se la lingua era parlata, forse era anche cantata. Partendo da qui ho cominciato più di vent’anni fa una ricerca che mi ha fatto incontrare parole, modi di dire, frasi, poesie, preghiere in Sabir. Continua a leggere

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Le neviere dei Peloritani. Appunti di ricerca

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Neviera peloritana sul versante meridionale oltre Dinnammare (ph. Sarica)

di Mario Sarica

I fossi a nivi da Codda, ovvero le neviere dei Peloritani, riaffiorano dalla superficie rugosa, ancora oggi, come tra le più remote tracce della lunga e ininterrotta frequentazione dell’uomo lungo gli impervi crinali di un territorio montuoso, quello peloritano, dove hanno convissuto per millenni pastori, carbonai e contadini Continua a leggere

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La lingua franca del Mediterraneo. Aspetti storici e prospettive sociolinguistiche

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Carta catalana dell’Europa mediterranea

di Francesco Scaglione

La lingua franca è l’antico codice conosciuto e parlato in epoca moderna (tra il XVI e il XIX secolo) da mercanti, pirati, schiavi, burocrati e intellettuali nei porti e lungo le coste nordafricane. Una Notsprache (Schuchardt 2009 [1909]: 9), una ‘lingua di necessità’, ovvero un pidgin, usato soprattutto in ambito commerciale, frutto di migrazioni, contatti, conflitti e scambi tra i popoli che si affacciano sul Mediterraneo. Continua a leggere

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Goodbye my dreams, goodbye my land

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The landscape from Brooklyn (ph. Flavia Schiavo)

di Flavia Schiavo

Tra i luoghi magnetici della terra, Manhattan – “piccola” Isola che ha, forse, concentrato nel mondo occidentale la più alta densità di uomini e donne e di esplosione urbana, nel tempo breve di soli centocinquanta anni (dal 1850 circa) – ha nel real estate (speculazione e mercato immobiliare) uno dei bracci forti della propria feroce economia. Continua a leggere

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La tradizione della ḥalqa dei racconti. Il caso di Marrakech

-l’Ḥajj-Ahmed-Ezzarghani-Cafe-Clock-storytelling-session

l’Ḥajj Ahmed Ezzarghani, Cafe Clock, storytelling session (ph. Scopelliti)

di Erika Scopelliti

Il contenuto di questo articolo è frutto di un lungo lavoro di ricerca portato avanti durante due esperienze di studio a Marrakech, di sei e dieci mesi rispettivamente, durante le quali sono entrata in contatto e ho potuto studiare il lavoro dei maestri contastorie. Il materiale bibliografico consultato è accompagnato da informazioni raccolte attraverso le interviste esclusive realizzate sul campo e l’esperienza diretta con i contastorie. Continua a leggere

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Gli obblighi sociali e il suicidio nel Giappone contemporaneo

Seppuku

La pratica del Seppuku

di Davide Sirchia

Il Giappone è un Paese avente dei meccanismi sociali definiti che, agli occhi di un osservatore proveniente dall’area euro-mediterranea, possono apparire, invece, contraddittori. Quando oggi si pensa al Giappone, si fa riferimento ad un mondo altamente tecnologico, o a quello che viene raffigurato nei manga, oppure a un mondo i cui sapori e profumi vengono rievocati dal sushi.

Ma il Paese del Sol Levante è anche quel mondo in cui, per esempio, la viabilità nelle stazioni ferroviarie viene ripristinata molto velocemente in caso di suicidio. Agli occhi occidentali sembra che nella cultura nipponica non venga dato il giusto peso alla scelta di morte di una persona, come se in questa cultura la morte non creasse nessuno strappo nel tessuto sociale. Continua a leggere

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Sguardi sulla Tunisia

da Beltramelli, Diario di un viandante, 1911.

da Beltramelli, Diario di un viandante, 1911

di Ahmed Somai 

Le relazioni di viaggio costituiscono una preziosa fonte di informazione. Sono una ricca miniera di indicazioni di varia natura: dal clima, al paesaggio naturale, alla vita dei centri urbani, con un’infinità di considerazioni sulla storia del paese, sulla gente, sulla mentalità, sulla religione ecc… Diversamente dai documenti storici e dai trattati di storia, freddi e rigorosi, le cronache di viaggio non solo danno una viva immagine del paese in un determinato momento della sua storia, ossia nel momento in cui è stato visitato, ma esse recano anche una forte impronta soggettiva del loro autore. Continua a leggere

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L’intervista impossibile

-Adrian-Ghenie-Pie-Fight-Study-2012

Adrian Ghenie, Pie Fight Study, 2012

di Giuseppe Sorce

Lo ammetto, anch’io volevo intervistare un migrante per raccontare la sua storia. Quella mattina arrivai all’incontro con A. carico di energie, emozionato, con un inedito sorriso di supponente imbarazzo. Avete capito sì, il buon colono. Io come voi, faccio parte di quelli, come voi avrei sicuramente fatto, se fossi stato al posto, in quegli anni, mi sarei comportato in modo che, mai avrei, mai di certo, d’accordo, connivente neanche per sogno. Continua a leggere

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Da convento a caserma per il pane della città

Il mulino di sant'Antonino, Palermo (ph. Salvatore Plano).

Il mulino di sant’Antonino, Palermo (ph. Salvatore Plano)

di Orietta Sorgi

Il pane, nelle sue molteplici forme e valenze simboliche, è stato celebrato recentemente a Palermo in occasione della riapertura al pubblico dello storico Mulino di Sant’Antonino, nei pressi della Stazione Centrale. Dopo un lungo restauro a cura dell’Università degli studi, questa preziosa testimonianza di archeologia industriale è stata restituita alla città e inserita nel circuito museale dell’Ateneo, con una mostra di strumenti del lavoro cerealicolo tradizionale, allestita dalla Fondazione Buttitta e destinata a divenire il primo nucleo di un’esposizione permanente.  Continua a leggere

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Le parole del Dictionnaire de la langue franque ou petit mauresque. Sulla “mediterraneità” di alcune voci

copertinadi Roberto Sottile

Il Dictionnaire de la langue franque ou petit mauresque è il documento più ampio di cui disponiamo per ricostruire il lessico e le strutture della lingua franca del Mediterraneo a un’altezza cronologica che vede questo codice (usato per molti secoli sulle sponde del Mare Nostrum per scopi prevalentemente commerciali e diplomatici) quasi al suo tramonto. Di autore anonimo e pubblicato nel 1830, il Dictionnaire presenta la struttura di un vocabolario bilingue (francese-lingua franca) costituendosi come un vademecum linguistico a uso dei soldati francesi alla conquista di Algeri. Continua a leggere

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Donne di mare e riconoscimenti istituzionali

copertinadi  Sergio Todesco

«“Ce n’erano tante di donne che allora andavano a pesca perché così afferma un vecchio pescatore di Lipari aiutavano i mariti che invece di prendersi il marinaio si portavano le mogli a mare”. Rievocando i miei incontri con loro spesso mi sovvengono le parole di Filippa, pescatrice di Stromboli: “Abbiamo cresciuto i figli a colpi di mare in faccia!”, e quelle maggiormente angosciate di Rosina, pescatrice di Panarea quando ricordava le tempeste vissute in mare dove “La vìstimu a morte cull’occhi, sempre con il pensiero ai figli che aspettavano a casa”. Durante i miei anni di ricerca i loro tratti sono emersi a fatica, essendo circondate da un serrato silenzio che rischiava di farle dimenticare per sempre» (Macrina Marilena Maffei, Donne di mare, Pungitopo ed., 2013) Continua a leggere

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La politica, la democrazia, la scuola

copertinadi Marcello Vigli

Siamo tutti politici. Ė vero! Con le nostre scelte determiniamo la vita della collettività. Non tutti/e allo stesso modo, ovviamente, con la stessa consapevolezza e con lo stesso impegno. Anzi la grande maggioranza lo sono inconsapevolmente, ma pur sempre sono determinanti perché funzionali alle scelte di quanti si autoproclamano espressione dei senza voce: di quanti della politica fanno una professione alcuni perché non ne hanno una propria, e la coltivano nell’interesse personale, altri perché l’assumono per scelta nell’intento di perseguire un bene collettivo. Continua a leggere

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L’arte oggi tra smartphone e turismo

 Giacomo Zaganelli,Grand Tourismo. Uffizi.

Giacomo Zaganelli, Grand Tourismo,  Uffizi

di Giacomo Zaganelli

A fine luglio si è inaugurata una mia mostra presso la sala 56 delle Gallerie degli Uffizi. È la prima volta che il museo fiorentino ospita lungo il percorso museale una esposizione di lavori contemporanei, per di più video e per di più lavori non tanto orientati al compiacimento del visitatore quanto piuttosto alla volontà di suscitare in esso una decisa autocritica sul senso del viaggiare e sul modo in cui si osserva al giorno d’oggi. Continua a leggere

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Il contributo dell’antropologia culturale alla conoscenza del fenomeno mafioso

foto-di-letizia-battaglia

foto di Letizia Battaglia

di Anna Ziliotto

Il 15 agosto è morta Rita Borsellino. Aveva 73 anni, un passato da attivista politica e da europarlamentare. Ma tutti l’hanno conosciuta e apprezzata perché, assieme a Maria Falcone e ai numerosi familiari delle vittime di Cosa Nostra, ha trascorso la vita a promuovere una – la – cultura della legalità, una vera e propria contro-cultura finalizzata ad opporsi a qualcosa che prende il nome di mafia, dentro e fuori la Sicilia. Continua a leggere

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Antropologia e piccoli paesi. Incontri, problemi, esperienze

Alestrino

Balestrino (prov. Savona)

di Pietro Clemente  [*]

Coscienza di luogo

Mi interrogo spesso su cosa possa dare, traendolo dal suo repertorio, l’antropologia più sistematica e professionale a chi si impegna ad animare, col proprio lavoro e con  progetti relativi al territorio, un paese in calo demografico, produttivo, sociale. Sicuramente uno dei nodi sta nel concetto di ‘retroproiezione’, in quello di resilienza, nella attività  tesa ad  usare le diversità del passato per creare forme nuove di futuro. Continua a leggere

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Ripalimosani. Infanzia di una mappa

Ripalimosani

Ripalimosani

di Katia Ballacchino e Letizia Bindi

Ripalimosani – A Rìpëdu Mesanë, in dialetto – è un comune molisano che oggi conta poco più di tremila abitanti (intorno ai 3100, ufficialmente), anche se molti di questi vivono per buona parte dell’anno fuori dal paese e alcuni, non pochi, anche all’estero. Fortemente segnato, negli ultimi decenni, dalla sfera di attrazione del capoluogo regionale, Campobasso, ha subìto nel tempo un cambiamento urbanistico e demografico importante vedendo, come in molte altre aree interne italiane e in molti comuni molisani, ridursi in modo importante la popolazione locale, contrarsi le attività produttive tradizionali – l’agricoltura, la pastorizia, l’attività de funai e dei gessaioli che furono, un tempo, una caratteristica della composizione socio-antropologica della comunità. Continua a leggere

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Oltre il rancore. L’utopia di Riace per una comunità di sentimento

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Riace (ph. Dario Condemi)

di Giovanni Cordova

L’evoluzione delle vicende giudiziarie intorno a Domenico Lucano e a Riace segue un ritmo vorticoso. Mentre questo contributo per Dialoghi Mediterranei è pronto per l’invio in redazione, giunge la notizia che gli arresti domiciliari cui il sindaco era sottoposto sono diventati divieto di dimora a Riace. Un provvedimento che rimette in libertà Lucano ma che si rivela ancor più punitivo, costringendolo ad un allontanamento che diventa, di fatto, un esilio. Continua a leggere

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Terremoti relazionali. La resilienza di Aliano e dei paesi abbandonati

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Franco Arminio ad un’alba di Aliano (ph. Cinzia Costa)

di Cinzia Costa

Aliano non ha fretta/di farsi trovare, lascia fare al paesaggio./Qui la terra sembra un popolo,/un altare di cardi e ginestre./Li chiamano calanchi/ma è come stare in una chiesa:/guarda come pregano/questi monaci di creta

(Franco Arminio)

607 km è la distanza che deve percorrere la nostra Punto celeste per arrivare a destinazione. Io e la mia compagna di viaggio abbiamo preparato tutto l’occorrente: una tenda da condividere, il necessario per pochi giorni di campeggio, una bottiglia di acqua fresca e buona musica per le quasi 8 ore di viaggio che ci attendono. Continua a leggere

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L’utopia della normalità: immagini e voci da Riace

Riace-ph.-Malgeri

Riace (ph. Malgeri)

di  Nicoletta Malgeri

Lungo la riviera più a sud della Calabria, nota come Costa dei Gelsomini, bagnata per oltre 90 km dalle acque del profondo Mar Ionio, si affaccia un antico borgo medievale: Riace. Il paese, noto in tutto il mondo per il ritrovamento, a 230 metri dalla costa marina, dei due possenti guerrieri, conosciuti come i Bronzi di Riace, è negli ultimi tempi diventato famoso anche per il modello di integrazione sperimentato dal suo sindaco, Domenico Lucano. Lucano è classificato nel 2010 come il terzo miglior sindaco del mondo dal World Mayor Prize [1] ed è inserito nel 2016 dalla prestigiosa rivista americana “Fortune” al quarantesimo posto fra i 50 leader più potenti nel mondo [2]. Continua a leggere

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29 agosto. Il paese si svuota

copertina di Maria Molinari [*]

I villeggianti tornano a valle… come in una transumanza bizzarra: Berceto guarda le macchine partire verso valle. La strada principale del borgo si svuota in una processione verso i parcheggi, si toglie l’area pedonale rimasta tale per tutto il mese di agosto. Basta spostare una transenna. Continua a leggere

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Catastrofi e spopolamento nell’opera di Corrado Alvaro

 Roghudi abbandonata a seguito alluvioni del 1951 e 1971 (ph. V. Teti).

Roghudi abbandonata a seguito alluvioni del 1951 e 1971 (ph. V. Teti)

di Vito Teti

«Nel sottofondo della memoria di questi abitanti della costiera e dei paesi sulle pendici dell’Aspromonte, c’è l’urlo del torrente. […] C’è nell’animo di quegli abitanti, appena le prime piogge ballano sulle tegole delle casupole senza soffitto, la paura di quello che può fare la montagna. Fra veglia e sonno, si sente l’urlo, continuo, come un cane invocante tra squilli di campane. Continua a leggere

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