SOMMARIO

Fo rilegge Chagall

Fo rilegge Chagall

EDITORIALE; Ada Boffa, La poesia epica tuareg in età postcoloniale. L’ Ameruuka di Khammani; Rosolino Buccheri, Retoriche, ambiguità, potenzialità e utopie nel dialogo fra fedi religiose; Donatella Cannova-Sasha Grishin, La Sicilia e la sua luce in Australia. La pittura metafisica di Modica; Eva Carlestal, «Questa casa abbraccia tutta la mia vita». La casa e la storia di Nevina; Angelo Cirrincione, Il Mediterraneo. Parallelo Palermo-Istanbul; Annamaria Clemente, Educazione sentimentale, mimesi ed empatia in Derive di Pascal Manoukian; Continua a leggere

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EDITORIALE

Aleppo (AFP. ph.  Ilvas  Akengin)

Aleppo (AFP. ph. Ilvas Akengin)

 Se c’è un’immagine, un luogo, un evento che può ricapitolare l’anno appena concluso, il senso del nonsenso, il sentimento  della barbarie incomprensibile che ha fatto irruzione nell’orizzonte della nostre giornate, se c’è un angolo della terra che, come l’Aleph di Borges, raccoglie e racconta tutte le regioni del mondo, metonimia e metafora del disordine geo- politico globale, teatro dell’abominio e del male assoluto, enorme cratere di rovine e di morte, se c’è un città che possiede la potenza simbolica di compendiare l’abisso in cui è precipitata la coscienza degli uomini, essa ha senza dubbio un nome: Aleppo. Continua a leggere

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La poesia epica tuareg in età postcoloniale. L’ Ameruuka di Khammani

  copertinadi Ada Boffa

La poesia epica tuareg subisce una profonda trasformazione in età postcoloniale, assumendo le forme di una vera e propria satira politica, il cui obiettivo è quello di denunciare le nuove problematiche sociali, sorte dal delineamento dei nuovi confini geografici e dallo sfaldamento della società tradizionale.

Prima di riportare il poemetto satirico di Khammani è necessario fare un breve excursus sul contesto storico e sociale in cui si inserisce. Continua a leggere

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Retoriche, ambiguità, potenzialità e utopie nel dialogo fra fedi religiose

COPERTINA BUCCHERIdi Rosolino Buccheri

Le argomentazioni qui proposte su questo delicato e attualissimo tema – non avendo io competenze di teologia – sono quelle di un comune cittadino che vive e analizza il suo tempo, osservandolo sotto l’inevitabile lente della deformazione professionale insita nell’ambito di ricerca in cui ha operato. Per limitare i miei inevitabili pregiudizi (nessuno ne è immune!), cercherò di fare come fece Giovanni Keplero nel suo Somnium (Kepler, 1984), quando, allo scopo di verificare la veridicità dell’ipotesi eliocentrica di Copernico, immaginò di osservare il cosmo e la Terra dalla superficie lunare, così da ampliare il suo campo di vista, limitando nello stesso tempo ogni coinvolgimento culturale ed emotivo, sempre foriero di giudizi preconcetti. Continua a leggere

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La Sicilia e la sua luce in Australia. La pittura metafisica di Modica

 Finestra orizzontale - notturno 2002 olio su tela

Finestra orizzontale – notturno, 2002, olio su tela

di Donatella Cannova e di Sasha Grishin  [*]

Le periferie del mondo sono per definizione luoghi non dinamici, territori dove il tempo batte a velocità ridotta, senza l’adrenalinica frenesia che tanto piaceva ai Futuristi e alle Avanguardie storiche. Continua a leggere

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“Questa casa abbraccia tutta la mia vita”. La casa e la storia di Nevina

Interno della casa (@Carlestal)

Interno della casa (@Carlestal)

di Eva Carlestål

Questa è la storia di un’antica casa situata a Nuoro, una piccola città nel centro della Sardegna, Italia. In questa casa, che ho conosciuto da quando sono arrivata a Nuoro, nella primavera del 2010, una stessa famiglia ha vissuto per almeno cinque generazioni. Fin dal primo momento in cui sono entrata ho sentito fortemente che la casa e i suoi abitanti sono una cosa sola e hanno creato una atmosfera molto aperta e amichevole [1]. Continua a leggere

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Il Mediterraneo. Parallelo Palermo-Istanbul

copertina (1)di Angelo Cirrincione

Nel marzo del 2010 mi recai in Turchia nella speranza di produrre del materiale fotografico per un noto quotidiano nazionale. Nelle varie mete possibili c’era Istanbul, decisi quasi subito per questa splendida metropoli, convinto di andare a trovare qualcosa di esotico e di diverso per i miei occhi. Niente di più sbagliato come convinzione. Continua a leggere

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Educazione sentimentale, mimesi ed empatia in Derive di Pascal Manoukian

copertinadi Annamaria Clemente

4.899, un numero a quattro cifre scomponibile in quattro migliaia, otto centinaia, nove decine e nove unità. Compito da nulla, quello della scomposizione, da classe elementare per imparare il sistema di numerazione decimale, al fine di comprendere come ogni numero abbia un valore dipendente dalla sua posizione rispetto ad altri. 4.899 è un numero che potrebbe essere indice di qualsiasi cosa, se non fosse che la cifra indica la quantità di un insieme specifico: quello dei migranti morti tra il gennaio e l’ottobre del 2016 nel tentativo di raggiungere l’Europa, secondo la stima del Rapporto sulla protezione Internazionale in Italia. Una cifra che induce la vertigine se si pensasse che il numero occulta 4.899 visi, 4.899 corpi, 4.899 paia di occhi chiusi che non si apriranno mai più. Continua a leggere

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Religioni, culture, guerre: un mondo di contraddizioni

copertinadi Pietro Clemente 

Terrore suicida

Oggi ho sul tavolo due articoli da due riviste di libri e di cose intellettuali, uno è Fanatismo di Hanif Kureishi, apparso su “Robinson”, in Repubblica di domenica 18 dicembre, l’altro è Il loro Dio è la morte, non Allah. Terrore islamico a ritmo di rap, una recensione di Marco Ventura, al libro di Olivier Roy, Le jihad et la mort (in corso di traduzione per Feltrinelli), comparsa su La Lettura, del Corriere della sera lo stesso giorno, ma devo dire che i quotidiani tutti i giorni trattano del tema degli attentatori suicidi, della loro dimensione sociologica, della loro cultura della morte. Sempre sul tavolo, arrivato da più vicino, per mano dell’autore, ho il libro di Fabio Dei, Terrore suicida. Religioni, politica e violenza nelle culture del martirio, appena uscito dall’editore Donzelli nelle ‘Saggine’. Continua a leggere

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Crociate di oggi, radicalismi di ieri. Il mito di Lepanto

COPERTINA (1) di Cinzia Costa 

Il pomeriggio del 25 novembre 2017 mi aggiravo, un po’ ansiosa, per le strade del centro storico di Palermo armata di carta e penna (gli unici strumenti bellici di cui abbia mai disposto) e soprattutto di buona volontà, pronta a partecipare ad un evento al quale mai avrei immaginato di assistere. L’evento in questione era una conferenza, tenutasi presso l’Istituto Euro Mediterraneo di Scienza e Tecnologia; fin qui niente di strano. La conferenza, intitolata “1517-2017.  Vera e falsa riforma della Chiesa”, era organizzata dalla Fondazione Lepanto, che si presenta come “un’associazione internazionale, con sede a Roma, che ha come fine la difesa dei princìpi e delle istituzioni della Civiltà cristiana” [1].
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In Sicilia dove l’Islam è Occidente dell’Oriente

  Copertinadi Antonino Cusumano

«E poi c’è quest’Isola, che ha un effetto magico su tutti quelli che vi mettono piede, indipendentemente dalla religione a cui appartengono. Motivi geografici e ambientali ci distinguono da tutte le altre terre e, nazareni o credenti, ci conformiamo alle condizioni del luogo. La geografia di quest’Isola plasma il nostro carattere e in cinquant’anni o poco più – credenti o nazareni – non sarete più in grado di cogliere la differenza tra di noi. Di fronte agli stessi problemi diventiamo tutti siqilliyani». Così parla Idrisi, il famoso geografo e cartografo arabo, amico e consigliere del re normanno Ruggero II, protagonista del bel romanzo storico di Tariq Ali, Un sultano a Palermo, edito in Italia dieci anni fa. Continua a leggere

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Cura e educazione del corpo nella Colonia Eritrea

COPERTINAdi Gabriella D’Agostino

Quanto mi accingo a esporre non presenta caratteri di sistematicità ma intende suggerire alcuni spunti di riflessione a partire da questioni circoscritte e persino minime [1]. Il contesto di riferimento riguarda l’Eritrea, mio terreno di ricerca da qualche anno, che indago a partire dalla raccolta di storie di vita sulla ‘memoria dell’Italia’ e sui meccanismi della sua costruzione e testualizzazione da parte dei diversi attori della semiosfera asmarina. Continua a leggere

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L’identità relazionale delle coppie miste

PROMESSA DI MATRIMONIO DELLE COPPIE DI FATTO A MILANOdi Chiara Dallavalle

La coppia è da sempre il luogo per antonomasia del confronto e della negoziazione, e al suo interno i partner sono ingaggiati in un costante processo di ri-adattamento e ri-scrittura delle identità individuali e famigliari. Per certi versi ogni coppia può essere vista come una coppia mista, perché ciascun partner entra nella relazione con la propria biografia che ne determina una specifica visione del mondo, in cui gli elementi di diversità e quelli di somiglianza si combinano ogni volta in modo unico e creativo. Continua a leggere

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Giuseppe Pitrè e Raffaele Pettazzoni. Una (duplice) occasione mancata

 Raffaele Pettazzoni

Raffaele Pettazzoni

di  Alessandro D’Amato [*]

Riuscire a elaborare un ragionamento complesso intorno alla relazione epistolare intercorsa, a inizio Novecento, tra Raffaele Pettazzoni e Giuseppe Pitrè appare quantomeno rischioso. Tuttavia, il poter disporre di un’unica testimonianza epistolare certa rende questa impresa non di meno estremamente stimolante, nel tentativo di ricostruire le relazioni intellettuali tra i due studiosi e, al tempo stesso, innestarle all’interno di uno scenario che, in quegli anni, viveva un fermento inedito. Interessarsi del rapporto tra Pitrè e Pettazzoni vuol dire anche fare i conti con due padri fondatori delle discipline demoetno- antropologiche italiane. Continua a leggere

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Guardarsi attraverso il muro. Ipotesi sulle geopolitiche dell’estrusione

Ungheria, Archivio Getty, skytg24

Ungheria (ph. Archivio Getty, skytg24)

di Valeria Dell’Orzo

Geografie fortificate, pareti di pietra ingabbiata, di concertine spiralate con lame di rasoio: quello che sta avvenendo nella morfologia contemporanea dei luoghi è un anacronistico ritorno al concetto di barricata, è la costruzione del baluardo, della geografia del paradosso che si blinda dopo aver imposto l’unificazione nei suoi più infimi effetti. Continua a leggere

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Per le strade del Guatemala. Una conversazione con Gerard Lutte

Gerard Lutte

Gerard Lutte

di Piero Di Giorgi

Il 7 aprile del corrente anno sono stato a Roma per incontrare Gerard Lutte, che era tornato dal Guatemala, dove vive da anni.  Professore emerito di Psicologia dello sviluppo presso l’università di Roma “La Sapienza”, aveva fatto la scelta di dedicarsi alle ragazze e ai ragazzi di strada di città del Guatemala, andando per alcuni periodi all’anno, anche con diversi allievi, che vi conducevano ricerche per la loro tesi di laurea e poi, dopo essersi messo in pensione, passandovi lunghi soggiorni. Continua a leggere

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L’Islam in Emilia Romagna. Appunti di una ricerca e di una mappatura in corso

COPERTINAdi Lella Di Marco

La Regione Emilia Romagna ha presentato a Bologna il 15 dicembre scorso i risultati di una ricerca sui luoghi di culto e le religiosità in un convegno molto apprezzato dai musulmani che, nella discussione di problematiche che li riguardano, in un luogo istituzionale, intravedono un’apertura e un’attenzione anche delle  forze politiche e religiose presenti in sala, nei confronti delle loro istanze. Erano presenti fra i relatori, oltre a diversi studiosi, la curia di Bologna nella persona dell’arcivescovo Zuppi e e rappresentanti di alcune comunità islamiche riunite nel CIB, la Comunità Islamica di Bologna. Continua a leggere

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Cosa sarà dei piccoli paesi?

COPERTINAdi Mariano Fresta 

Nel 2007 usciva in Francia un film di Jean Becker il cui titolo in italiano sarebbe stato tradotto con Il mio amico giardiniere. La storia è semplice: un pittore rinomato, in crisi artistica e in difficoltà di rapporti con la moglie e la figlia ventenne, torna al piccolo paese natio nel tentativo di guarire dal suo malessere. Va ad abitare nella casa che fu dei genitori e che lui ripristina com’era prima, compreso l’orto che sua madre aveva accudito; per questo, avendo bisogno di un giardiniere, mette un annuncio sul giornale locale. Gli si presenta un ex operaio delle ferrovie che si scopre essere un suo vecchio compagno di scuola. Continua a leggere

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Pitrè in America. Voci popolari italo-americane nella discografia di primo Novecento

 Catalogo generale dischi etnici italiani, Columbia, 1920. Made in Usa (coll. Fugazzotto)

Catalogo generale dischi etnici italiani, Columbia, 1920. Made in Usa (coll. Fugazzotto)

di Giuliana Fugazzotto [*]

Negli anni a cavallo fra Ottocento e Novecento, negli Stati Uniti,  l’industria discografica comincia a muovere i primi passi. Il contemporaneo arrivo di masse di emigrati dai Paesi europei  fa sì che le nascenti case discografiche, che fino ad allora si erano rivolte prevalentemente alle fasce borghesi o aristocratiche della popolazione,  riescano ad espandere i loro bacini di utenza. L’intero corpus di incisioni “etniche”, di cui circa ottomila furono realizzate da italiani, è costituito in primis da musica strumentale,  ma anche da musica vocale e recitazione, in lingua o nei diversi dialetti.  Continua a leggere

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Il sistema funzionale dei Centri di Accoglienza Straordinaria: un’emergenza strutturale

 copertinadi Carolina Galli

Ad oggi, secondo i dati dell’UNHCR risultano essere arrivati sulle coste italiane attraverso la rotta mediterranea, dal 1 dicembre 2016, 158.062 persone contro le 153.842 del 2015.  Il Ministero dell’Interno al termine del 2015, nel piano di accoglienza 2016, per la coordinazione nazionale del fenomeno aveva previsto che per l’anno corrente, sarebbe arrivato un numero stimabile intorno alle 170mila unità, una cifra prossima a quella del 2014. Continua a leggere

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L’agire sociale verso il riconoscimento delle identità individuali

copertinadi Concetta Garofalo

E il mondo sta a guardare! Continuano a susseguirsi notizie relative a tragedie sociali di ampia portata mondiale. I mezzi di comunicazione raccolgono e amplificano la diffusione di notizie riguardo a atti terroristici, sbarchi e naufragi di migranti, guerre di frontiera e attacchi su centri abitati da civili inermi, cittadini del mondo che subiscono ingiustizie sociali a causa di azioni politiche derivanti da decisioni impersonali e dal fallimento del dialogo interculturale e interreligioso. Siamo giornalmente investiti da una quantità di informazioni che ci lasciano esterrefatti. Continua a leggere

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Emigrazione e immigrazione nella canzone dei poeti-cantastorie di Sicilia

Orazio  Strano, 1964

Orazio Strano, 1964

di Mauro Geraci

Le recenti scomparse di Paolo Garofalo, di Francesco Paparo (detto Rinzinu) e Vito Santangelo, grandi cantastorie di Paternò (Catania), come quella di Leonardo Strano di Riposto (Catania) e dell’ultra- novantenne poeta-cantastorie di Bagheria (Palermo) Ignazio Buttitta – poeta tradotto da Quasimodo e in moltissime lingue, le cui opere sono fra le pagine più alte della letteratura dialettale nazionale –, corrispondono tutt’altro che alla fine del lavoro poetico, musicale, spettacolare dei cantastorie siciliani. Continua a leggere

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Dario Fo, giullare dei sudditi

Copertinadi Nino Giaramidaro

Sono le idi di dicembre, santa Lucia, tre trigesimi dalla morte di Dario Fo. Il mio amico Toti Librizzi, ex chef barman al Grand Hotel et des Palmes – dove passava la storia siciliana – mi offre un Martini ben fatto, a casa sua. E spunta Fo, mimetizzato nel libro Johan Padan, Edizioni  Gruppo Abele, 1991. Oramai sconosciuto.

Lo zanni lombardo alla descoverta delle Americhe, fra indios e loro gesta contro i conquistatori di tante bandiere. Un grosso libro dell’Ega, il gruppo fondato nel ‘65 da don Ciotti «per dar voce a chi non ha voce». Testo e illustrazioni del premio Nobel, copia donata a Toti in quell’angolo-bar delle Palme, a margine di un buon bicchiere. Continua a leggere

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Il punto sul fenomeno migratorio in Italia: nuovi dati, vecchi problemi

COPERTINAdi Paolo Iafrate e Franco Pittau

In questo saggio abbiamo deciso di premettere al commento dei nuovi dati sul fenomeno migratorio in Italia un breve excursus sull’evoluzione delle leggi e dei dati sull’immigrazione, cercando di trovarvi gli spunti di commento alla situazione attuale. Siamo quindi passati all’analisi del Dossier Statistico Immigrazine 2015, il rapporto curato e edito dal Centro Studi e Ricerche Idos,  giunto alla 26.a edizione e, contrariamente alla prima impressione che niente sia cambiato, abbiamo evidenziato i grandi cambiamenti in corso all’interno della società italiana a seguito di questa presenza. Continua a leggere

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Lo sguardo antropologico per capire il nostro tempo

COPERTINAdi Tommaso India

Vivere in una società complessa, frenetica, individualizzata e frammentata è molto difficile. Ci si lascia prendere dal momento, ci si lascia trascinare dalla precarietà pervasiva e spesso dimentichiamo dove siamo, qual è il contesto generale in cui ci muoviamo. È come se, trovandoci davanti ad un quadro, ci concentrassimo solo sulla singola pennellata dell’artista perdendo il senso della tela. Una delle grandi potenze delle scienze sociali, spesso sottovalutate o peggio ignorate, è quella di riuscire a dare una lettura dei fenomeni contemporanei e complessi tentando di ricomporre la frammentarietà della società in cui viviamo, di riunire i mille pezzi dello specchio frantumato. Continua a leggere

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Storie di vita, storie di esclusione. Il ruolo della narrazione nella procedura per il diritto d’asilo

Profugo afghano ospitato a Comiso (ph. G. Piscitelli, da Internazionale)

Profugo afghano ospitato a Comiso (ph. G. Piscitelli, da Internazionale)

di Dario Inglese

Nel pensiero occidentale la narrazione è considerata la condizione primaria della dicibilità dell’esperienza, una tecnologia in grado di trasmettere il passato e mettere in relazione i soggetti. Secondo filosofi come Walter Benjamin (2011) o psicologi come Jerome Bruner (2002) si può anzi sostenere che l’esperienza si realizzi definitivamente nella pratica del racconto: è grazie al racconto, infatti, che è possibile darle un senso. Continua a leggere

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La visione scenica di Pitrè e Salomone Marino

Carro trionfale di santa Rosalia (da M. del Giudice, Palermo magnifico, 1686)

Carro trionfale di santa Rosalia (da M. del Giudice, Palermo magnifico, 1686)

di Giovanni Isgrò [*]

Quando si parla dell’“anomalia” siciliana nel campo delle arti sceniche e della conseguente assenza dai manuali di storia del teatro al di qua della soglia ottocentesca, si percepiscono i segni di una mancanza grave da parte della storiografia ufficiale legata a dominanti ed a forme di monopolio che hanno fortemente penalizzato la visibilità artistico-culturale della nostra Isola [1]. Continua a leggere

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Una raccolta inedita di “cantici” del popolo di Palazzolo

Padre Giacinto seduto con accanto un confratello, 1866

Padre Giacinto seduto con accanto,all’inpiedi, un confratello, 1866

di Luigi Lombardo

La Sicilia era stata terra di fertili e cospicui interessi dialettologici (e in nuce folklorici) almeno dai secoli XVI-XVII, e soprattutto per tutto il ‘700. Proprio in questo secolo e precisamente nel 1786 era stato edito il Vocabolario etimologico siciliano del Pasqualino, cui seguiranno i dizionari ottocenteschi del Mortillaro, Traina ecc. Ma la data chiave per gli studi sulla poesia popolare in Sicilia è il 1857, anno di pubblicazione della prima raccolta dell’acese Lionardo Vigo. Tuttavia è da precisare che quella del Vigo non fu la prima raccolta in senso assoluto: il Musumarra data al 1817 una raccolta manoscritta compilata da Giuseppe Leopardi Cilia di Comiso. Continua a leggere

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Jihad andata e ritorno. Storia ed evoluzioni recenti del radicalismo in Tunisia

Agitazioni-di-giovani-jihadisti-in-Tunisia

Agitazioni di giovani jihadisti in Tunisia

di Michela Mercuri

Il fronte del jihad, nella storia recente del Mediterraneo, sembra costantemente ridefinirsi attraverso nuove direttrici. Da alcuni Stati del Nord Africa verso altri teatri, come quello afghano e iracheno –  e più di recente siriano – e da qui, di nuovo, verso i Paesi di “partenza”. Continua a leggere

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Minori stranieri non accompagnati e modelli di accoglienza

COPERTINA MESSINAdi Luisa Messina

Il fenomeno migratorio investe, con flussi sempre crescenti, le coste della Sicilia. Rispetto a questo processo in continua crescita, si è cercato di indagare, andando direttamente sul campo, sulla questione delicata quanto caotica che coinvolge una categoria sempre crescente di migranti, quali sono i  minori stranieri non accompagnati (MSNA). Continua a leggere

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Da vicino, da lontano. L’antropologia di Milan Kundera

 Da vicino da lontano (ph. L. Taverna)

Da vicino, da lontano (ph. L. Taverna)

di Stefano Montes

Sembrerebbe che i cinesi se la ridano da matti quando sentono che noi occidentali portiamo a passeggio i cani, li teniamo al guinzaglio, gli facciamo fare il bisognino, raccogliamo (talvolta) il risultato delle loro urgenze fisiologiche, ci lasciamo strattonare con pazienza o li rimbrottiamo amorevolmente per la loro fretta smaniosa: i cani sono cani e non hanno bisogno della nostra sollecitudine e cura – sembrerebbero pensare i cinesi – e sono, semmai, buoni da mangiare. “Che carne prelibata!”, direbbero, privi di titubanza. Continua a leggere

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Un mare di sfumature. Universo Mediterraneo

Portolano, sec. XVI

Portolano, sec. XVI

di Alessandro Morello

Il mare porta in sé diverse accezioni, ognuna delle quali cambia il rapporto che i soggetti hanno con i luoghi. Può essere un luogo di transito, un confine, un luogo mitologico e dell’ignoto. Si può osservare dalla terra e da qui ci si rende conto della sua immensità e si percepisce il senso di spaesamento che compare all’orizzonte, quando il nostro sguardo s’interrompe. Continua a leggere

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San Giorgio, antico patrono del Mediterraneo?

Icona di san Giorgio martire, Reggio Calabria

Icona di san Giorgio martire, Reggio Calabria

di Stefania Morreale

Il culto di San Giorgio è uno dei culti più diffusi all’interno di tutto il mondo cristiano, sia esso cattolico o ortodosso, e di quello musulmano. È una figura che rappresenta bene le mescolanze e le ibridazioni presenti nel Mediterraneo e può essere considerata un esemplare tramite tra religioni. Se per i cristiani si identifica nell’eroico guerriero guidato da Dio, capace di morire per tre volte e per tre volte risorgere, per i musulmani è Al-Khadr, ovvero il profeta verde, che compare nella sura XVIII in aiuto di Mosè. Continua a leggere

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Un Comitato per la Stanza del Silenzio o dei Culti: prime risposte per spazi multifede

 Morning sun, Edward Hopper

Morning sun, Edward Hopper

di Sara Raimondi 

Nell’ultimo numero di Dialoghi Mediterranei è stato aperto un dibattito sul tema della pluralità religiosa, dei suoi spazi e delle sue modalità grazie all’input di Marco Ventura, autore di Un milione di euro per la super-religione pubblicato sul Corriere della Sera. L’articolo presenta il caso esemplare di una chiesa del XIII secolo, le cui fondamenta sono state recentemente riscoperte nella zona di Berlino est, di cui si progetta l’ambiziosa ricostruzione per riunire tre luoghi di culto in uno, uno spazio multi-fede per abbattere i muri tra religioni monoteiste e aprire alla tollerante convivenza tra fedeli. Continua a leggere

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Dove l’etnografia manca, la letteratura provvede. Rosaldo e la forza delle emozioni

Renato Rosaldo

Renato Rosaldo

di Elisa Salamone

«In fondo, la vita / è solo l’attesa di qualcosa di diverso/ da quello che stiamo facendo; /e la morte è tutto quello /che giustamente possiamo aspettarci».

Così il poeta Bram Stoker.

Morte. Epigrafe. Fine. The end. Quando si sente risuonare l’insieme di questi foni, sembra quasi di sentire una campana, il campanile di una chiesa che invita i suoi fedeli a riunirsi, a rientrare, rientrare in uno stato, in un luogo, in un momento, in una modalità dell’essere. Morire rintocca nelle menti come una campana e lo si legge sulle facce delle persone che sono state toccate dall’effetto sonoro della parola, dal suo rintocco: morte. Continua a leggere

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Per un decalogo del dialogo

 Gesù e Buddha

Gesù e Buddha

di Brunetto Salvarani [*]

«Un re, un giorno, rese visita al grande mistico sufi Farid. Si inchinò davanti a lui e gli offrì in dono un paio di forbici di rara bellezza, tempestate di diamanti. Farid prese le forbici tra le mani, le ammirò e le restituì al suo visitatore dicendo: ‘Grazie, Sire, per questo dono prezioso: l’oggetto è magnifico; ma io non ne faccio uso. Mi dia piuttosto un ago’. ‘Non capisco’ disse il re. ‘Se voi avete bisogno di un ago, vi saranno utili anche le forbici! ’. ‘No’, spiegò Farid. ‘Le forbici tagliano e separano. Io non voglio servirmene. Continua a leggere

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Voci e suoni di una Sicilia perduta

copertina di Mario Sarica

L’universo culturale siciliano di tradizione orale, animato da sempre da una moltitudine di “figure”materiali e immateriali di diversa provenienza e in stretto e intenso dialogo tra loro, plasmate anche su remoti calchi archetipici mediterranei di origine mitico-religiosi, ha sempre posto al centro della sua narrazione di vita la voce e i suoni. E proprio a questi codici di comunicazione, prima della scrittura e dopo la scrittura, la “narrazione popolare” si è affidata per dare senso al suo vivere il mondo e governare le sue relazioni vitali fra uomini e donne, terra e cielo. Continua a leggere

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Bolognetta: crocevia della storia e spunto di riflessione metodologica

nuova copertinadi Antonino Scarpulla 

Lo studio di Santo Lombino (Un paese al crocevia. Storia di Bolognetta, Istituto Poligrafico Europeo, Palermo, 2016), sulla comunità di Bolognetta chiamata Santa Maria dell’ Ogliastro sino alla fine dell’Ottocento, presenta una molteplicità di aspetti e temi che adeguatamente approfonditi hanno dato al lavoro, oltre che un valore politico-culturale, anche un rilievo conoscitivo e scientifico di spessore. Il libro racconta le vicende di un piccolo villaggio di contadini dell’entroterra siciliano che con il tempo diventa una comunità. Continua a leggere

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Urban Swing

Il Woolworth spicca nel panorama urbano di NY

Il Woolworth spicca nel panorama urbano di NY

di Flavia Schiavo

Se avessimo ascoltato da oltre oceano il ritmo di NYC, ai primi del Novecento, ci avrebbe raggiunto una lunga nota d’inizio pari al Big Bang. Il prolungato boato urbano proveniva dal movimento dei fatti, persone, contraddizioni, “incidenti” [1], e da un’accelerazione della storia locale che ebbe effetti globali. Continua a leggere

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Antrospettiva di una piazza nell’uso di una comunità andina

Tarpuy Expresiones Latinas a Milano

Tarpuy Expresiones Latinas a Milano

 di Davide Sirchia

Le indagini etnografiche hanno come principio di ricerca non solo l’osservazione diretta dei fatti sociali, ma soprattutto l’interesse a cogliere il punto di vista degli informatori. L’antropologo ha il compito di interpretare i risultati dell’indagine per capirne il significato. Continua a leggere

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Dal macro al micro nelle dinamiche dell’alterità. Lo smartphone e i migranti

 Hungary Migrantsdi Giuseppe Sorce 

Avete presente quel particolare tipo di piano sequenza in cui l’inquadratura parte da un occhio (azzurro possibilmente), poi si allarga piano piano: prima il viso, poi l’intero corpo, la strada, il quartiere? Lo zoom si dilata senza fine, la cinepresa sembra prendere il volo, risucchiata. L’area, la città, la regione, lo Stato, il continente, il globo, la terra. Continua a leggere

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La storia di vita che ha incarnato il mito dell’eterno ritorno

copertinadi Orietta Sorgi

La storia di Mircea Eliade, del suo pensiero, quale ci viene raccontata nel denso libro di Alessandro Mariotti (Mircea Eliade. Vita e pensiero di un Maestro d’iniziazioni, Castelvecchi ed. Roma, 2016) sulla scorta delle fonti biografiche, è piuttosto la storia di tante vite che si dispiegano in un arco temporale lunghissimo e in contesti e luoghi di volta in volta differenti. Un percorso esperenziale spesso segnato da ostacoli e contraddizioni, ma che rivela sin dall’inizio nel pensatore rumeno una tensione ideale verso l’altrove, un bisogno di trasposizione in una dimensione non comune, quella del sacro. Continua a leggere

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Arabismi siciliani tra Oriente e Occidente. Migrazioni nel Mediterraneo plurilingue

cileccu

 di Roberto Sottile

La complessità del Mediterraneo – quella delle «mille cose insieme», quella che fa scrivere a Fernand Braudel (1987:7) una pagina memorabile che “dipinge” «non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre » – si mostra ancora più intricata quando si guarda alla lingua con le sue forti dinamiche variabili. Continua a leggere

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Un grande siciliano. Giuseppe Pitrè nel centenario della morte

Giuseppe Pitrè

Giuseppe Pitrè

di Sergio Todesco

Il palermitano Giuseppe Pitrè, del quale quest’anno ricorre il centenario della morte, è stato – e credo rimarrà ancora per lungo tempo – il più importante studioso di tradizioni popolari in Italia. Medico di professione ma folklorista per passione, quest’uomo palesò lungo l’arco della sua lunga produzione (oltre cinquant’anni, dal 1864 alla morte) una singolare attitudine a conciliare l’attività professionale, la ricerca folklorica e l’impegno civile e culturale. Continua a leggere

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Il mare alimento del corpo e della mente

 Piatto da pesce (seconda metà del IV sec.a.C.)

Piatto da pesce (seconda metà del IV sec.a.C.)

 di Sebastiano Tusa

Anche nelle rappresentazioni parietali paleolitiche francesi compaiono talvolta rappresentazioni di pesci. Tuttavia anche se si trattasse, come invero appare probabile, di specie marine e non fluviali o lacustri, è indubbio che nel panorama della quotidianità dei popoli cacciatori, ma anche nel loro immaginario, il mare giocasse un ruolo del tutto marginale. Era il mondo delle selve, delle foreste e delle praterie a costituire l’universo materiale e spirituale della loro vita. Continua a leggere

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L’Anno Santo del Papa

copertina (1)di Marcello Vigli

Un papa che quest’anno ha raggiunto il suo ottantesimo anno di età avrebbe avuto diritto a viverlo tranquillamente, tanto più che ha appena concluso il Giubileo che lui stesso ha indetto. Un anno giubilare che ha visto milioni di pellegrini a Roma ai quali si devono aggiungere i fedeli che hanno lucrato le stesse indulgenze visitando, per la prima volta nella storia, le cattedrali di tutto il mondo. Continua a leggere

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