SOMMARIO

famiglia siriana al campo profughi di Bekaa, in Libano, Foto Mitidieri

Famiglia siriana al campo profughi di Bekaa, in Libano, foto Mitidieri

EDITORIALE; Maurizio Bettini, Nuove domande sulle “radici”; Morgiane Buchama, Cosa succede all’identità francese?Antonella Castronovo, Genesi e sviluppo dell’immigrazione in Sicilia: alcune chiavi di lettura; Filomena Cillo, Il gioco della cura; Pietro Clemente, La storia di Dina e le storie di vita negli studi italiani; Salvatore Clemente, Il Mediterraneo. Palmira ovvero la bellezza perduta; Cinzia Costa, La dottrina della islamofobia e il discorso su Colonia; Federico Costanza, Generazioni a confronto; Continua a leggere

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EDITORIALE

Al confine tra Serbia e Ungheria,  foto di Warren Richardson

Al confine tra Serbia e Ungheria, foto di Warren Richardson

«La cosa più importante è che i libri si parlino tra di loro», diceva l’incomparabile Umberto Eco, nella convinzione che far dialogare i libri contribuisce a fare dialogare gli uomini e le loro diverse visioni del mondo, le culture apparen- temente più lontane. La lezione destinata a durare più a lungo è forse proprio esemplificata e riepilogata in queste brevi parole che alludono al lungo e intenso impegno dello studioso a intrecciare e ibridare saperi e generi letterari, discipline scientifiche e   materie artistiche, frontiere mentali e categorie concettuali. Continua a leggere

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Nuove domande sulle “radici”

COPERTINAdi   Maurizio Bettini

Qualche tempo fa descrivevo a un gruppo di amici i cambiamenti che si sono verificati nella città in cui sono cresciuto, Livorno. In particolare mi riferivo a una delle sue zone storiche, collocata a ridosso della Fortezza Nuova: Piazza Garibaldi e le vie adiacenti [1]. Un tempo abitata esclusivamente da pescatori, portuali e piccoli artigiani, questa parte della vecchia Livorno ospita oggi numerosi immigrati. Continua a leggere

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Cosa succede all’identità francese?

Bathily originario del Mali ha ricevuto la cittadinanza onoraria per aver salvato 6 ostaggi

Bathily, originario del Mali, ha ricevuto la cittadinanza onoraria per aver salvato 6 ostaggi

   di Morgiane Bouchama

Qual è l’identità francese oggi? Chi sono i francesi e come potrebbero definirsi? Questa è la problematica che la Francia deve affrontare da mesi.

Sin dagli attacchi terroristici a Parigi, l’identità è diventata un concetto confuso. Non è stato solo lo shock provocato dall’essere vittima di un attacco terroristico; è stato piuttosto lo shock che muove dalla consapevolezza come cittadino francese di essere vittima di un attacco terroristico da parte di cittadini francesi. Continua a leggere

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Genesi e sviluppo dell’immigrazione in Sicilia: alcune chiavi di lettura

Lampedusa, sbarco immigrati clandestini dalla Tunisia.(foto-La-Press)

Lampedusa, sbarco di immigrati (foto La Press)

 di  Antonella Elisa Castronovo

A seguito della fine della guerra fredda e del crollo del bipolarismo geopolitico, dalla seconda metà del XX secolo il Mediterraneo è tornato ad essere un’area di cruciale importanza nello scenario degli spostamenti di popolazione, configuran- dosi come epicentro delle rotte dei movimenti migratori internazionali dalle regioni dell’Africa verso i Paesi del Vecchio Continente (Cusumano 2000-2001: 30). Continua a leggere

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Il gioco della cura

 

 Rembrandt, Lezioni di anatomia, 1632

Rembrandt, Lezioni di anatomia, 1632

di Filomena Cillo

Esiste in meccanica un concetto molto affascinante che è quello di gioco per cui lo scarto dimensionale tra due componenti accoppiate crea uno spazio di movimento non trasmesso (o di scorrimento nel caso in cui non ci sia trasmissione di movimento) che permette il funzio- namento dell’ingranaggio. La tolleranza [1] tra le componenti è, quindi, un’imperfezione nell’incastro delle parti senza la quale la macchina non funzionerebbe. Continua a leggere

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La storia di Dina e le storie di vita negli studi italiani

COPERTINA di Pietro Clemente

Riproduco qui sotto come una targa, o forse come un comunicato radiofonico letto con voce epica, il testo della comunicazione con la quale comunicavo al mondo degli studi la ‘buona novella’ della disponibilità on line del libro-storia di vita di Dina Mugnaini:

«Mi fa molto piacere comunicarvi che è stato pubblicato on line, nel sito della Società Storica Valdelsana, il volume di Valeria Di Piazza e Dina Mugnaini, “Io sò nata a Santa Lucia”, edito nel 1988 e poi esaurito. La pubblicazione on line lo rende disponibile alla comunità scientifica in modo nuovo e più ampio che l’edizione cartacea. È il racconto orale trascritto – con tre saggi di presentazione – di una contadina di san Gimignano, che ha traversato i cambiamenti del Novecento e li racconta nella sua lingua con un alto senso del dramma e della narrazione. Per me questo testo è di grandissima importanza. Nato come tesi di laurea di Valeria Di Piazza, divenne nei primi anni ’80 (uno stralcio si trova già in un mio breve saggio in “Fonti Orali” la mitica rivista torinese) il modello del lavoro italiano nel campo autobiografico o anche delle ‘eterobiofonie’ come si disse allora. Continua a leggere

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Il Mediterraneo. Palmira ovvero la bellezza perduta

COPERTINA  di  Salvatore Clemente

I recenti accadimenti che hanno interessato il sito archeologico mettono ancora una volta in evidenza la barbarie che ha sempre ciclicamente caratterizzato le comunità umane. L’invito a scrivere qualcosa al riguardo, per un luogo oggi assurto con la sua brutale distruzione all’indignazione mondia- le,  ha fatto riemergere in me ricordi di un viaggio in Siria  – e della visita di Palmira in particolare – fatto nel lontano 1993. Continua a leggere

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La dottrina dell’islamofobia e il discorso su Colonia

 COPERTINA di  Cinzia Costa

Il contributo che propongo nasce da una necessità di analisi e di riflessione sul flusso di informazioni cui il lettore medio è oggi sottoposto. La diffusione di internet, e dei social media in particolare, ha stravolto e rivoluzionato le modalità dei comuni utenti della stampa e dunque, per estensione, di una gran parte della cittadinanza di approcciarsi all’informazione pubblica, accorciando estremamente, almeno apparentemente, la distanza tra la notizia e il lettore e conducendo il rapporto tra questi due termini ad un punto di non ritorno decisamente inedito. Continua a leggere

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Generazioni a confronto

Giovani tunisini in agitazione

Tunisi, protesta dei giovani nei giorni della Primavera araba

di Federico Costanza

Il quotidiano francese Libération titolava “Génération Bataclan” all’indomani degli attacchi di Parigi del 13 novembre scorso. Una secca definizione dalla connotazione drammatica che racchiudeva un’intera generazione di giovani europei: ragazzi abituati ad attraversare le frontiere da sempre, incoraggiati a testimoniare la propria molteplice identità, a confrontarsi quotidianamente con l’altro. Questa era la fotografia che il giornale francese faceva di quella moltitudine di giovani che quella sera a Parigi venne presa di mira dai terroristi, la loro spensieratezza e libertà bersaglio del jihadismo. Continua a leggere

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Origini filogenetiche della danza: il Corpo come strumento e la Terra come tamburo

copertina  di Barbara Crescimanno

Tra i quattro e i cinque mesi di vita intrauterina, quando siamo ancora nella pancia di nostra madre, le nostre orecchie iniziano già a sentire la sua voce, grazie alla conduzione ossea del suono lungo la colonna vertebrale, che fa da ponte tra la sua laringe e la cassa di risonanza del bacino [1]. Insieme alla voce materna, un altro pervasivo suono di cui facciamo esperienza è il ritmo del suo battito del cuore. Questo suono è la nostra prima ed essenziale esperienza ritmica, oltre che acustica. Continua a leggere

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Altari di San Giuseppe. Strutture profonde e strutture apparenti

Borgetto (foto Cucco)

Borgetto (foto Cucco)

di Angelo Cucco

Il calendario cerimoniale siciliano si articola attorno ad alcune feste che segnano momenti di passaggio stagionale o di frizione nella produzione agropastorale [1]. Una di queste è sicuramente quella di San Giuseppe, celebrata nella maggior parte dei comuni dell’Isola e molto sentita a livello popolare. La festa ha luogo il 19 marzo, qualche giorno prima dell’ equinozio, e nella ritualità conserva tratti della “grande festa” intesa come festa di Capodanno [2], quali i falò, le questue, lo spreco alimentare, il simbolismo vitalistico ecc. Continua a leggere

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Aspettando il Festival Sole Luna

COPERTINA.  di Gabriella D’Agostino

Il Festival Sole Luna rappresenta da alcuni anni un punto di riferimento per la città di Palermo, e non solo, e un’arena dove si discutono e si portano alla conoscenza di un vasto pubblico i temi sensibili del nostro tempo, l’emigrazione, il dialogo   interculturale, ma anche il luogo dove si raccontano storie ‘ordinarie’, visioni sul mondo, sulla vita, sul senso dell’esserci che ci accompagnano a “nuove visioni”. Continua a leggere

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Donazione degli organi e comunità migranti. Un caso etnografico

Altare presso la casa-tempio dell'Associazione Sai Baba di Catania

Altare presso la casa-tempio dell’Associazione Sai Baba di Catania

di Alessandro D’Amato 

Tra il gennaio e il giugno 2013 sono stato impegnato in una ricerca etnografica presso alcune comunità immigrate delle province di Catania e Ragusa. L’etnografia faceva parte di un progetto di dal titolo Dono, organi e comunità immigrate. Aspetti sociali, culturali e medico-sanitari del dono del sé nell’altro, finanziato dall’Aido Nazionale e coordinato da Annamaria Fantauzzi, incaricata di Antropologia culturale e medica presso l’Università di Torino. Continua a leggere

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Case abitate. Incorporee compresenze nella crisi della postmodernità

G. Modica, La stanza dell'inquietudine,1990 olio tavola cm.130x180 (collezione privata Roma)

G. Modica, La stanza dell’inquietudine, 1990, olio su tavola, cm.130×180 (collezione privata Roma) *

di Valeria Dell’Orzo

«Il soggetto animista è dovunque, nell’uccello disturbato che vola protestando… nel fantasma maldestro che segnala la sua presenza incespicando su un ramo secco» (Descola: 286). Dispetti, opaliche apparizioni, soffi freschi o fetidi, ritrovamenti inaspettati, epifanie o continue ricerche di oggetti nascosti, luminescenze o scricchiolii, regali o molestie, sensazioni di pervasivo benessere o dolenti e lividi risvegli: sono questi alcuni dei tanti elementi che caratterizzano le suggestive storie degli spiriti domestici, coi loro tanti nomi e attributi caratteriali, che popolano largamente le nostre città. Continua a leggere

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Della violenza nelle religioni e del deficit di laicità nel nostro Paese

Strage di san Bartolomeo, Parigi 1574 (AKG-images)

Strage di san Bartolomeo, Parigi 1574 (AKG-images)

di  Piero Di Giorgi

Le quotidiane vittime per annegamento dei migranti, tra cui tanti bambini, le stragi per gli attentati dell’Isis, così come la lunga guerra civile in Siria con centinaia di migliaia di persone incastrate tra gruppi jiahdisti, il regime di Assad e i bombardamenti russi, rischiano ormai di creare una sorta di assuefazione o ancora peggio d’indifferenza nelle nostre coscienze dopate, che tutto digeriscono e tutto rimuovono: o per paura o perché obnubilate dalle iene e  dagli sciacalli che infieriscono sulle masse umane che si accalcano sui muri costruiti dalla civile Europa. Continua a leggere

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Donne migranti fuori dallo spazio domestico. L’esperienza degli orti in città

Orti via Salgari Bologna

Orti in via Salgari, Bologna

  di Lella Di Marco

Facciamo parte, a Bologna, di una associazione di donne native emigranti, Annassim, associazione di volontariato sociale attiva da circa quindici anni. Annassim in arabo significa “brezza del mattino”, come ad indicare, nella metafora del nuovo giorno che sorge, un cammino nuovo di immigrazione con progetti positivi e voglia di integrazione. Il nome è stato proposto da Fatiha, proveniente da Casablanca, e arrivata a Bologna per ricongiungersi al marito già in Italia da alcuni anni. Continua a leggere

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Il divenire-sapere dell’antropologia tra ritmo, differenza e ripetizione

COPERTINA di  Concetta Garofalo

Nel 2012, Feld pubblica la terza edizione di Sound and Sentiment, resoconto della sua ricerca svolta, fra il 1976 e il 1977, presso i Kaluli della Nuova Guinea. L’oggetto della ricerca è, sin dall’inizio e più in generale, il sistema di percezione dei suoni nelle diverse modalità e forme culturali in cui esso viene intessuto nel rapporto uomo/natura, in accordo con la semantica dei suoni degli uccelli. Man mano che la ricerca avanza, Feld si rende conto, sul campo, che il suo presupposto ruolo di osservatore non si esaurisce in dicotomie semplici: interno/esterno, vicino/lontano. Per entrare al meglio nel mondo dei Kaluli egli deve far leva su competenze multidisciplinari e far interagire i diversi saperi disciplinari e i relativi linguaggi specifici. Continua a leggere

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Storie di conflitti e conciliazioni. Pasolini e l’Africa

Pasolini sul set di Orestiadi africana

Pasolini sul set di Orestiadi africana

  di Marta Gentilucci 

«Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre»  – dice Iago a Otello, nella III scena del III atto. E verde – letteralmente – diventa il viso di Iago, impersonato da Antonio De Curtis (sarebbe morto poco dopo),  nella poetica trasposizione in chiave comica che Pasolini fece dell’Otello shakesperiano nel 1967, contenuta nel film a episodi Capriccio all’italiana. L’espressività di Totò, insieme a quella di Ninetto Davoli (Otello), Laura Betti (Desdemona), Franco Franchi (Cassio) e Ciccio Ingrassia (Roderigo), colora di tinte surreali la più nota storia di gelosia della letteratura teatrale. Continua a leggere

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Dalla caduta del mito del nord verso la perdita di lingua e radici

 COPERTINAdi Nino Giaramidaro

E noi che pativamo il fascino delle nevi, del nord popolato di ragazze che ci sorridevano, che adescavano le nostre repressioni scure e assolate. Bionde, valchirie, ondulate di vita nelle disperate fantasie di quegli anni perduti e sognanti. Un loro bacio entrava nella cassaforte del cuore, e vi rimaneva eterno, nemmeno lenito dal rossetto. Immune dagli scialli neri, dal nero cupo dei capelli che impediva di distinguere un filo dall’altro. Sì, quella pelle anemica la cui peluria era invisibile per la distanza, nello spazio stradale e meningeo. Le ragazze che sembravano fuggire nelle strade, accompagnate dal fratello piccolo; a frotte di autodifesa nelle passeggiate universali sul lungomare. Continua a leggere

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L’umorismo di Carlo Bini

                                                        di  Lorenzo Greco

copertina Ormai da decenni si attendeva la pubblicazione delle opere di Carlo Bini. Per iniziativa di un manipolo di docenti livornesi che all’impresa filologicamente ardua si sono dedicati a lungo, finalmente giungono alle stampe col sostegno della Fondazione cittadina tre volumi ben curati ed esaurienti, con un saggio introduttivo molto ampio di Mario Baglini. Carlo Bini (1806-1842) ha ricevuto dalla critica letteraria forse meno di quel che meritava, con qualche eccezione di peso: è citato per esempio nelle pagine del saggio sull’Umorismo di Luigi Pirandello e nell’articolo Carlo Bini: un dimenticato di Federigo Tozzi, dove Bini viene ricordato soprattutto come letterato, esempio di umorista e scrittore sperimentale. Proprio su questi aspetti centra oggi la sua attenzione Laura Diafani in un saggio Carlo Bini, Una poetica dell’umorismo (Società Editrice Fiorentina 2015), in cui la studiosa non trascura di sottolineare il ruolo di arringatore di Bini nella sua Livorno, intorno agli anni trenta dell’Ottocento, capace di parlare come nessun altro al «rozzo popolo» labronico tra i caffè e le bettole del porto, ai giovani e miseri navicellai fra i quali diffondeva con slancio il verbo mazziniano. Continua a leggere

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L’antropologia in guerra. Il caso Human Terrain System

copertina di Dario Inglese

Il processo di decolonizzazione in antropologia è stato contraddistinto dal ripensamento del proprio statuto scientifico ed epistemologico. La crisi dei paradigmi positivisti e oggettivisti e la messa in discussione dei tropi fondativi del discorso antropologico sono state affiancate dalla riconsiderazione del ruolo etico e politico dell’antropologo: non più scienziato neutrale ma rappresentante della propria cultura in uno spazio altro, l’etnografo ha iniziato a riflettere sul significato della sua presenza e sulla responsabilità rispetto ai soggetti studiati e ai committenti. A dispetto delle sue origini, l’antropologia è stata una delle discipline più attive nello smontare l’immaginario coloniale. Continua a leggere

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Da Ovidio a Vecchioni: l’immaginario e il diritto all’anacronismo

 copertina di Virginia Lima

«Io conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo» cantava Roberto Vecchioni in un suo celeberrimo brano della fine degli anni Novanta. Un invito, quello del cantautore milanese, a non smettere di sognare e ad usare l’immaginazione e le parole per creare il proprio futuro nonostante gli ostacoli posti da coloro che «diranno parole rosse come il sangue, nere come la notte». Si tratta di un’esortazione quasi un ordine come indica il titolo stesso della canzone. Continua a leggere

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Un principe “democratico”: Francesco Alliata

COPERTINA  di Luigi Lombardo

Una certa propensione per le attività imprenditoriali la famiglia Alliata, presente in Sicilia dal 1300, l’aveva quasi connaturata, non fosse altro che per le sue origini da banchieri. Il casato ebbe nel 1549 l’appalto del servizio postale in Sicilia che gestì in monopolio, così come, a partire dalla fine del XVII secolo, il commercio della neve. Più recentemente, dai primi anni dell’800, è stato impegnato nella gestione di una delle più importanti intraprese enologiche di Sicilia: la Corvo di Salaparuta. A queste attività si aggiunga lo sfruttamento di cospicue miniere di zolfo, di filande di seta, e tante altre imprese minori. Continua a leggere

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Contro le antenne MUOS: l’emergere di nuove reti e di nuove soggettività in Sicilia

(foto Lutri)

foto Lutri

 di Alessandro Lutri

In attesa che sia reso pubblico l’ulteriore imminente pronunciamento amministrativo su una importante e significativa controversia non solo ambientale, riguardante l’installazione della stazione satellitare militare statunitense MUOS entro i confini della “Riserva naturale della Sughereta” di Niscemi, vogliamo anticipare alcune riflessioni su cosa il dissenso siciliano espresso dall’esperienza collettiva di  mobilitazione sociale e di protesta politica, volta a contrastare le nuove geopolitiche che le autorità militari statunitensi stanno cercando di attuare strategicamente nell’area mediterranea, sino a ora ha fatto emergere di rilevante in termini sociali e politici. Continua a leggere

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La solitudine di Wegner e i genocidi del Novecento

A cento anni (24 aprile  2015) pellegrini armeni risalgono la Collina delle rondini fino al Memoriale

A cento anni dal genocidio  (24 aprile 2015) pellegrini armeni risalgono la Collina delle rondini fino al Memoriale (foto Francesco Tancredi)

  di Maria Immacolata Macioti

Ho sentito molto parlare, anni addietro, in Armenia, nella nordica Repubblica di Armenia, di Armin Wegner. Un nome ben presente sulla Collina delle rondini, vicino alla capitale Yerevan, dove si trovano il Memoriale e il Museo del Genocidio che, negli anni, ho più volte visitato. Ho potuto vedere il Giardino dei Giusti, dove sono stati piantati alberi che ricordano le persone che per gli armeni si sono, in vario modo, adoperate. Che hanno preso posizione, pubblicamente, a favore della causa armena. Continua a leggere

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Confini, sovranità e cittadinanza

 Campo Profughi Bab-el-Salam,

Campo Profughi Bab-el-Salam, alla frontiera della Siria

  di Alberto Mallardo  

I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti, sennò chiamateli privilegi.
Gino Strada
 
 

Il concetto di confine è, da sempre, oggetto di costruzioni culturali e simboliche. Difatti, l’uomo, per superare la propria incompletezza biologica ed uscire dalla precarietà, si è autorappresentato in termini di “purezza autoctona”, dando vita ad un complesso movimento di delimitazione dei confini, degli spazi geografici e simbolici. Continua a leggere

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Ali Douagi: attualità sociopolitica di un autore tunisino “marginale”

Ali Douagi

Ali Douagi

  di Michele Marangon

Era un tiepido pomeriggio del novembre 2011, e in Tunisia la prima libera sfida elettorale, dopo la rivoluzione del 14 gennaio, aveva appena sancito la vittoria di an-Nahḍa, movimento politico che – ispirandosi esplicitamente al turco AKP – si presentava all’opinione pubblica come partito islamico moderato. Mosso dagli echi di una polemica che, da qualche tempo, aveva destato la mia curiosità, avevo scelto di acquistare una raccolta delle novelle di Ali Douagi (o ‘Alī ad-Dū‘āǧī [1]), intitolata Sahirtu minhu al-layālī (“Ho vegliato le notti per lui”), dopo aver lungamente esplorato gli scaffali di una deserta libreria di Tunisi. Continua a leggere

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Contrappunti d’antropologo, brusii al bar e l’etnografia dell’iniziare

COPERTINA

Foto Montes

di Stefano Montes

Al bar dove mi trovo, a fatica e a stento si comincia – i miei pensieri incominciano – a pensare un pensiero che sdegnosamente, oscuramente e con ritrosia cerca di ricordarsi di incominciare. È necessario – lo sarebbe – un avvio, ma il ricordo si stempera invece in malo modo nel tentativo di raccontare le cose dal principio, la potenziale prospettiva di un’origine rassicurante, fondante, si annacqua nei diversi punti di vista. Il brusio di fondo non aiuta, mi distrae, attira la mia attenzione, mi tiene incollato al contesto, lontano dal testo, con le dita sospese sui tasti e le orecchie tese verso il mondo in tumulto. Continua a leggere

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Migración y salud. El proceso atención-salud-enfermedad como causa y consecuencia de conflicto

COPERTINA  di  Ángel Modrego Navarro *

El conflicto entorno a la atención pública en salud está, constantemente en plena actualidad en muchos países mediterráneos y europeos. Me referiré al caso Español por ser especialmente significativo y a la vez el que más conozco por razones obvias. Continua a leggere

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I colori nelle culture e nelle lingue antiche e moderne

copertina  di Francesca Morando

Forse non prestiamo troppa attenzione al mondo che ci circonda eppure questo è un’incredibile esplosione di sfumature di colori. Si potrebbe pensare che tutti percepiscano i colori in maniera “universale” ma non è così, dal momento che a livello diatopico e diacronico le varie genti hanno percepito e continuano a percepire i colori in maniera differente, sia concettualmente che a livello simbolico e culturale e, non di meno, certi animali come api e farfalle nonché alcuni uccelli sono sensibili alle frequenze ultraviolette, mentre i serpenti rilevano gli infrarossi. Continua a leggere

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La disabilità motoria nell’area nzema del Ghana. Appunti di una ricerca sul campo

Human being e sandali (Foto Lon Greco)

Human being e sandali (Foto Lon Greco)

di Fabiana Pasquazzi

Nel 2008 l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il tasso di disabilità del Ghana si attesti tra il 7% e il 10%, che equivale approssimativamente a 1,55/2,2 milioni di persone. Le prime indagini dei distretti individuali del Ghana Human Development Scale (GHDS), svolte nel 1993 e della Norwegian Association of the Disabled (NAD), eseguite nel 1998 e 1999, indicavano che: tre delle maggiori tipologie di disabilità sono quelle correlate alle menomazioni visive, dell’udito e a quelle fisiche; il tasso di disabilità è lo stesso per gli uomini e le donne; è più alto nelle aree rurali piuttosto che in quelle urbane; è più basso tra i gruppi di persone tra gli 0 e i 5 anni e più alto tra le persone che hanno 50 anni o sono più anziane. Continua a leggere

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Immigrati e richiedenti asilo: statistiche controcorrente

Al confine turco-siriano (foto di Kilic)

Al confine turco-siriano (foto di Kilic)

di Franco Pittau e Antonio Ricci

In questo articolo abbiamo raccolto dati statistici su alcuni aspetti riguardanti la politica migratoria: la formazione all’estero per la preparazione dei lavo- ratori in arrivo in Italia, le strutture per l’accoglienza dei richiedenti asilo, le previsioni demografiche sul consistente aumento della popolazione immigrata, la paura che porta ad agognare la chiusura delle frontiere senza tenere conto delle pesanti conseguenze e lo spettro dello spopolamento in diverse regioni italiane in mancanza di flussi migratori che garantiscano un pur minimo equilibrio demografico. Continua a leggere

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Lo sguardo illuminista di Edmondo De Amicis sul Marocco

copertinadi Nassih Redouan

Il libro Marocco è considerato quale diario di bordo che Edmondo di Amicis scrisse per narrare il suo viaggio compiuto in Marocco durante l’anno 1875, insieme ad altri personaggi della diplomazia italiana. Edmondo De Amicis è noto per essere l’autore del romanzo Cuore, opera molto popolare per aver veicolato concetti e valori morali come l’importanza della famiglia, dell’amicizia, della lealtà e dell’amore per la patria. Lo scrittore era stato chiamato ad accompagnare una delegazione italiana per visitare il Marocco, grazie all’invito del rappresentante della diplomazia del giovane Stato italiano che si era appena unificato nell’anno 1870, da M. Stefano Scovasso, a quell’epoca Console generale d’Italia a Tangeri. Continua a leggere

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Percorsi migrazionali e frontiere epistemologiche. L’etnopsichiatria

COPERTINAdi Francesca Rizzo

«Un fatto a prima vista appare paradossale: le scienze consistono di una successione di parole. Esse possono essere il risultato di esperienze concrete, ma in ultima analisi lo studioso si ritrova solo ed esclusivamente parole, non certo fatti. Ogni scienza inoltre possiede un proprio codice, il quale, per altro, la caratterizza» [1].

La gnoseologia e così pure l’epistemologia che di questa fa parte, fin dalle origini del dibattito intorno al concetto di scienza, sono state il terreno su cui si è a lungo esercitato il grande discorso sviluppatosi nell’Ottocento intorno al mondo scientifico, un dibattito che ha sollevato diatribe forse mai del tutto risolte in seno alle metodologie empiriche delle cosiddette “scienze umane”. Continua a leggere

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Quando la musica popolare siciliana conquistò l’America

 copertina di   Mario Sarica

Avvincente e vincente la singolare storia di emigrazione, con dentro la “truscia” la musica popolare siciliana, di “Rosario Catalano e del suo quartetto nell’America degli anni Venti”. A raccontarcela con passione e competenza, e con taglio narrativo da esemplare “reportage sul campo”, l’etnomusicologa Giuliana Fugazzotto. Una ricerca originale, che prende le mosse da quella polverosa pila di dischi a 78 giri che l’adolescente pianista Giuliana si ritrova in casa, lascito di un nonno andato e tornato dalle lontane Americhe, da New Yok più esattamente, dunque, a stretto contatto con un vissuto familiare intriso di suggestioni di progresso e modernità dell’altro mondo. Continua a leggere

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Alle origini della città-mondo: migrazioni, economie, urbanizzazione

COPERTINAdi Flavia Schiavo *

Fine Secolo XIX/inizio XX. Una soglia temporale ampia, teatro di grandi trasformazioni a NYC che, in quegli anni, si sviluppa in modo veloce, rapace e sperequativo. L’assetto originario di New Amsterdam, tracciato dagli olandesi, che nel XVII secolo s’insediano nella parte sud dell’Isola della collina –  ciò “Manhattan” significa – è, nel XIX secolo, superato, se non per la persistenza di pochissimi edifici (come Trinity Church) [1] e di alcune tracce a terra delle “vecchie” strade di Downtown, vasto ambito in cui le costruzioni di primo impianto sono state quasi tutte sostituite. Continua a leggere

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In memoria di Elaje

Dalla torre di san nicolò

Dalla torre di San Nicolò, all’Albergheria di Palermo (foto Salvo Gravano)

 di Daria Settineri

In questo contributo racconto la storia di Elaje, un ragazzo per il quale l’istituzione del reato di clandestinità ha avuto conseguenze estreme. Questo reato, disciplinato dall’art. 10-bis inserito dalla legge n. 94/2009 (il cosiddetto “pacchetto sicurezza”) nel “Testo Unico delle leggi sull’immigrazione”, è stato fortemente voluto da Maroni, allora Ministro dell’Interno, per eludere l’applicazione della Direttiva 2008/115/CE (Direttiva rimpatri) che imponeva alcune garanzie nelle procedure espulsive, clausole destinate a decadere qualora l’espulsione fosse conseguenza di un illecito penale. Continua a leggere

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Donne marocchine in Sardegna: una visione di genere

 COPERTINAdi Pietro Soddu

Il seguente articolo è il risultato di una ricerca quanti-qualitativa di due anni (2010-2012) condotta su tutto il territorio regionale e finanziata dalla Regione Autonoma della Sardegna, nel contesto della L.R. 7/ 2007 sulla Ricerca Scientifica. Senza il suddetto importante supporto non sarebbe stato possibile mettere in evidenza processi sociali, criticità e possibili soluzioni, tali come l’insediamento e la potenziale inclusione delle comunità migranti, nel caso specifico: le donne immigrate marocchine. Continua a leggere

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Il Tarantismo: dal rimorso alla rinascita, dalla crisi della presenza al mito

copertina sorgidi Orietta Sorgi

Salento 1959: Ernesto de Martino approda in quell’estremo lembo della penisola, la più esposta ad Oriente, e lì, nelle “Indie di quaggiù” avvia la grande inchiesta etnografica del secondo dopoguerra sul Meridione d’Italia. Proprio a San Paolo di Galatina, guidando una troupe di ricercatori di diverso orientamento disciplinare, antropologi, psichiatri ed etnomusicologi, fotografi e documentaristi, lo studioso “scoprirà” il tarantismo, segno inequivocabile di una crisi della presenza, di un senso di smarrimento esistenziale attribuito simbolicamente al morso del ragno. Continua a leggere

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Chi è papa Francesco?

COPERTINA. di Marcello Vigli

Non è dato sapere le conseguenze delle parole pronunciate da papa Francesco sull’aereo dal Messico all’Italia sulla sorte del disegno di legge sulle unioni civili: «Io non so come stanno le cose nel Parlamento italiano. Il Papa non si immischia nella politica italiana. Nella prima riunione che io ho avuto con i vescovi nel maggio del 2013 una delle cose che ho detto: col governo arrangiatevi voi. Continua a leggere

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