SOMMARIO n. 28

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Madagascar (ph. Carlotti)

EDITORIALE; Dionigi Albera, Monoteismi, dialogo e coabitazione; Amal Alqawasmi, Marry your rapist laws changing in Arab countries: reforming cultures or exploring others; Linda Armano, «Is that what we call identity?». Una riflessione tra arte contemporanea e antropologia; Giacomo Maria Arrigo, Islam e psicoanalisi; Rosario Atria, L’Italia in poche parole: patria dell’ossimoro; Continua a leggere

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EDITORIALE

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Scacco di carretto dipinto da Bruno Caruso, con Sciascia e una scena di Morte dell’Inquisitore
(ph. Giaramidaro)

 In uno saggio del 1993 Amalia Signorelli scriveva: «Per modeste che siano le sue dimensioni attuali e lento il suo sviluppo in Italia, non c’è dubbio che l’immigrazione dai Paesi del Terzo e Quarto Mondo è parte di un processo mondiale di ridefinizione delle dislocazioni e delle collocazioni, di ristrutturazione delle forme delle società, forse persino di modifi- cazione dei rapporti di forza». Amalia Signorelli ci ha lasciato pochi giorni fa, tra gli antropologi l’ultima di una lunga e impressionante sequenza di cui questo annus horribilis ci ha privati. Continua a leggere

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Monoteismi, dialogo e coabitazione

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Monastero di Nostra Signora di Saydnaya, Siria

di  Dionigi Albera

Nel numero di novembre 2016, questa rivista ha ospitato un appassionante dibattito su Monoteismi e dialogo che è poi proseguito nei mesi successivi. Lo spunto è stato fornito dal progetto di costruzione di un luogo multi-religioso a Berlino, denominato House of One, destinato ad accogliere cristiani, ebrei e musulmani, con le loro rispettive celebrazioni. Vorrei qui riprendere il filo di questa discussione, cercando, per quanto possibile, di allargare l’angolo del ragionamento. Continua a leggere

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Marry your rapist laws changing in Arab countries: reforming cultures, or exploring others

copertinadi  Amal Alqawasmi [*]

There are kinds of actions which cannot be classified as anything but crimes, rather than be denied or justified under any circumstances, and the only judgment accepted towards their monstrosity from a sane community is to be condemned, and punished strictly in accordance with their severe enormity. Rape is definitively one of these hideous crimes, unanimously across all different cultures, and religions, from all backgrounds and all levels of education. Continua a leggere

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«Is that what we call identity?». Una riflessione tra arte contemporanea e antropologia

«Is-that-what-we-call-identity»-di-Chiara-Tubia

Is that what we call identity, di Chiara Tubia

di Linda Armano

La sfida dell’antropologia contemporanea passa attraverso la dialogica, e a volte il conflitto, tra forme espressive ed inter- pretazioni interdisciplinari che intrecciano la loro conoscenza e metodologia sopra un oggetto di studio. Nuovi percorsi teorici e metodologici, nuovi sincretismi  e  nuove esperienze  epistemologiche, esitati grazie all’incontro e alla collaborazione tra discipline che generalmente collochiamo in settori distinti, sfidano il monopolio ormai obsoleto della sola scrittura accademica connessa ad un unico soggetto legittimato. Continua a leggere

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Islam e psicoanalisi

copertina di Giacomo Maria Arrigo

Il dibattito sul fenomeno dell’islamismo ha interessato tutte le discipline, interpellando esperti e specialisti di ambiti diversi stimolati dall’attualità e dalla necessità di trovarvi una rapida soluzione. Tuttavia, fra le varie scienze la psicoanalisi ha tardato a dare un contributo alla questione. Solo di recente la disciplina psicoanalitica ha mosso i primi passi nella direzione di un inquadramento teorico dell’islamismo radicale.

Da pochi mesi, e quasi simultaneamente, sono apparsi in libreria due testi chiave per una lettura psicoanalitica del fenomeno: Un furioso desiderio di sacrificio. Il supermusulmano di Fethi Benslama (Raffaello Cortina Editore, 2017) e Nella mente di un terrorista di Luigi Zoja (Einaudi, 2017). Continua a leggere

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L’Italia in poche parole: patria dell’ossimoro

copertinadi Rosario Atria

Raccontare le parole che identificano un’epoca è il modo più convincente (e, perché no, avvincente) per tracciare la storia di un Paese: questo l’assunto da cui muove il Sillabario dei malintesi del catanese Francesco Merlo, editorialista di Repubblica, un condensato di termini ed espressioni chiave per comprendere l’Italia e la sua parabola storica dal secondo dopoguerra ad oggi. Catalogare e decifrare le parole che raccontano un’epoca è, tuttavia, operazione complessa, che sottende la capacità di analizzare il particolare e comporlo nel generale: Continua a leggere

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Il caso Marche, terra di mezzo

Villa Montelparo, prov. Fermo (ph.. Roy David studio).

Villa Montelparo, prov. di Fermo (ph. Roy David studio)

di  Alfredo Bussi

Nessuno è chiamato a scegliere tra l’essere in Europa e essere nel Mediterraneo, poiché l’ Europa intera è nel Mediterraneo. Aldo Moro

Negli ultimi anni, all’interno della promo- zione territoriale marchigiana, è emersa una tendenza di forte recupero del concetto di “mediterraneità” che ha trovato consonanza con i valori di una regione senza eccessi, fondamentalmente equilibrata nelle sue espressioni. La “medietà” era un concetto filosofico che riassumeva l’ idea di una classicità apollinea quale è giunta a noi attraverso tanta esegesi. Continua a leggere

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Borgo Vecchio piazza universale della Palermo popolare

copertinadi Antonino Cangemi

Chi conosce Palermo sa che Borgo Vecchio è un quartiere popolare tra i più antichi. Nel cuore del suo centro storico, pullula vitalità pur nel degrado che l’attraversa; rione povero di poveri, Borgo Vecchio è ricettacolo di commerci e mercanzie vari, non tutti leciti: lì si annida, assai più che nella zona residenziale ed elegante che vi confina, l’anima dei palermitani con i suoi sussulti e le sue remore, la sua estemporaneità e le sue reticenze, la sua chiassosa allegria e le sue soffuse malinconie. Continua a leggere

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Makorelle. Dal Madagascar con amore

Madagascar (ph. Carlotti).

Madagascar (ph. Carlotti)

di Marcello Carlotti

In queste settimane, due argomenti dominano la cronaca: i processi migratori e la violenza (non solo fisica) che la società (non solo gli uomini, non solo i maschi) perpetrano sul corpo delle donne. L’anello di congiunzione fra il primo ed il secondo tema, per dirla con Hobbes, consiste nel dominio del più forte sul più debole, sia esso un migrante o una donna. Tuttavia, alla riflessione in corso (sopratutto su giornali, talk e social media) manca, a mio avviso, un vero approfondimento antropologico che, attraverso comparazioni culturali ed estraniamento metodologico, consenta al dibattito di progredire mediante una messa in prospettiva. Continua a leggere

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Tra i Tartari e il Faraone: la riscoperta del Jihad di ᾽Abd as-Salam Faraj

Abd-as-Salam-Faraj

Abd as Salam Faraj

di Roberto Cascio 

La data del 6 ottobre 1981 può essere ritenuta un crocevia decisivo nella storia dell’islamismo radicale: è il giorno in cui una parata militare celebrativa dell’ultima guerra vittoriosa (almeno parzialmente) contro Israele, la guerra del Yom Kippur del 1973, diviene evento straordinario, la cui eco raggiunge ogni angolo del mondo. Il Presidente Anwar al-Sadat, che assisteva alle celebrazioni in alta uniforme insieme ai generali dell’esercito, viene raggiunto dai colpi di mitra sparati da quattro militari scesi poco prima da un automezzo impiegato nella stessa parata. Continua a leggere

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Aporie della dottrina e verità del Cristianesimo

copertinadi Augusto Cavadi

Nel dibattito su Monoteismi e dialogo promosso e ospitato da “Dialoghi Mediterranei” (disponibile ora anche in cartaceo presso l’Istituto Euroarabo di Mazara del Vallo, Mazara del Vallo 2017, pp. 219) alcuni di noi abbiamo sottolineato la necessità imprescindibile di un’autocritica (teologica e non solo storico-pratica) da parte delle grandi tradizioni monoteistiche ai fini di un possibile dialogo costruttivo.

Mi pare importante aggiungere che quest’opera di revisione, anche radicale, delle traduzioni dottrinarie della fede in un Dio unico è anche ai nostri giorni in corso: anzi, ai nostri giorni in una misura del tutto inedita rispetto ai secoli precedenti (dove pure i grandi pensatori hanno sempre cercato di rendere comprensibile ai propri contemporanei il nocciolo del messaggio religioso tramandato). Continua a leggere

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Narrare la migrazione: tra memoria e dolore

copertinadi Annamaria Clemente

«This is the end, beautiful friend/ This is the end, my only friend, the end», suona l’intro, girano  gli accordi e sulle note ricama la voce di Morrison: sussurra che è la fine, è la fine mia bellissima amica, è la fine mia unica amica, ma non per me. Il mio sguardo indugia sul titolo di un libro appena pubblicato ed è un attimo il pensiero che collega e include The end, Jim Morrison, i Doors, Apocalipse Now, il Vietnam, Cuore di tenebra, Joseph Conrad. Scelgo così I rifugiati (Neri Pozza, 2017, trad. it. Luca Briasco) di Viet Thanh Nguyen, classe 1971, scrittore vietnamita naturalizzato statunitense e premio Pulitzer nel 2016 per la narrativa con Il simpatizzante. Continua a leggere

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Riconoscere il presente. Dialogo con Michel Gras

 

 Il ratto d'Europa, metopa selinuntina, sec. VI a.C., Museo Salinas, Palermo.

Il ratto d’Europa, metopa selinuntina, sec. VI a. C., Museo Salinas, Palermo

 di Cinzia Costa

L’immagine di una fanciulla sul dorso di un toro in corsa, corrispondente alla rappresentazione del mito del ratto di Europa, fa parte dell’iconografia classica del mondo occidentale. Secondo il mito, Zeus avrebbe avvistato la ragazza su una spiaggia della Fenicia, l’attuale Libano, in compagnia di alcune compagne. Inva- ghitosi di Europa le si sarebbe presentato dopo essersi tramutato nelle fattezze di un toro bianco e, una volta avvicinatosi, l’avrebbe rapita sorvolando il mar Mediterraneo, conducendola fino all’isola di Creta. Continua a leggere

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Gli interessi italiani in Tunisia e il trattato del 1896

Rara carta del 1602, Tunisi e la Goulette.

Rara carta del 1602, Tunisi e la Goulette

di Salvatore Costanza

Avvicinandosi la scadenza del trattato italo-tunisino del 1868, la Camera italiana di Commercio di Tunisi «rimetteva al patrio Governo» un’ampia e dettagliata Relazione sulla situazione economica della Tunisia, specificando l’importanza degli interessi materiali e morali degli Italiani residenti nella Reggenza (Rapporto in merito alla denunzia del Trattato Italo-Tunisino, 15 luglio 1896). Dalle notizie sistematiche raccolte dal relatore, Bensasson, può ricavarsi un quadro completo del lavoro italiano nei settori dell’agricoltura, dell’industria e del commercio, nonché delle strutture di servizio esistenti. Continua a leggere

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L’immigrazione in Italia: dati e prospettive regionali

copertinadi Raniero Cramerotti e Franco Pittau [*]

Il Dossier Statistico Immigrazione, l’an- nuario basato sui dati che opera in Italia da più tempo, ha consolidato un’analisi del fenomeno migratorio che parte dal contesto internazionale ed europeo, ritenuto indi- spensabile al fine di attuare dei confronti, per concentrarsi, nella sua parte centrale, sulla situazione nazionale, presentando i valori medi per ogni singolo aspetto del fenomeno, e concludere con una serie dei rapporti dedicati ai singoli contesti regionali. Continua a leggere

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Diario di una festa. La Semana santa in Andalusia

ph…Curatolo

Siviglia (ph.Curatolo)

di Alessandro Curatolo

12 aprile 2017

Vivo a Londra da cinque anni e non partecipo alla processione dei Misteri di Trapani da cinque anni di fila. Finalmente quest’anno potrò rivivere le celebrazioni pasquali anche se in terra straniera, spagnola per l’appunto.

Ore 18:00, Malaga

Il mio volo mi conduce da Londra a Malaga, e dopo tre ore di volo e venti gradi di sbalzo termico mi ritrovo nelle vie strette del centro città non lontano dal porto e dal mare dove qualche turista azzarda già un primo bagno nelle acque della Costa del Sol. Continua a leggere

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Ridurre l’altro a se stessi o diventare l’altro negando se stessi

copertinadi Antonino Cusumano

La genesi dell’antropologia − o dei suoi prodromi – coincide, come è noto, con la scoperta di nuove terre, di spazi geografici inviolati, di paesaggi fisici e umani inediti. Il dispiegarsi di un orizzonte da attraversare e di un confine da varcare ha prodotto l’iniziazione a un mondo nuovo, la stupefatta epifania di una realtà sconosciuta, di un’umanità differente. L’altro è sempre esistito, era lo straniero, l’ilota, il meteco, il barbaro. O semplicemente il diverso da noi, dal momento che noi esistiamo e ci diciamo essere ciò che gli altri non sono. Continua a leggere

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Tra Verga e Pitré. Rilettura di un intellettuale periferico moderno

copertinadi Alessandro D’Amato

Che la provincia non produce soltanto figure marginali e subalterne né soltanto intellettuali di statura provinciale è documentato soprattutto nel campo degli studi folklorici, in cui molti ricercatori si sono affrancati dalla retorica dell’erudizione e dello strapaese. Tra questi parecchi furono i preziosi collaboratori di Giuseppe Pitrè.

Da poche settimane, l’Editore Bonanno di Acireale ha dato alle stampe una biografia del letterato e folklorista Serafino Amabile Guastella. Il libro, intitolato in modo essenziale Serafino Amabile Guastella. La vita e le opere, è scritto da un lontano erede – Federico Guastella – e rappresenta un contributo completo alla ricostruzione del percorso umano e, soprattutto, intellettuale dello studioso. Continua a leggere

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Bangladesh: una nazione in movimento. Le origini della diaspora

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Dhaka, murales a ricordo delle atrocità consumate dall’esercito pakistano durante la Liberation War (ph. Della Puppa)

di Francesco Della Puppa

Secondo alcuni autori (Gardner, 2010; Samaddar, 1999) per studiare il fenomeno delle migrazioni che hanno visto protagonista il Bangladesh nell’epoca contemporanea è necessario risalire alla ripartizione amministrativa del sub- continente indiano, quando milioni di persone vennero sfollate con la forza e vi furono esplosioni di violenza su entrambi i lati dei confini (Ahmad, 1975; Sarkar, 1983; Van Schendel, 2005). Continua a leggere

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Il diritto alla cittadinanza: identità di carta e identità umane

 Bansky, New York.

Bansky, New York

 di Valeria Dell’Orzo

Incuranti delle realtà che basilarmente hanno dato forma a quell’immagine societaria che le strumentalizzazioni del potere spacciano per consolidata e rassicurante, gli uomini continuano a muoversi sulla Terra, portando in sé il bagaglio personale di tutte le proprie mescolanze, con le tracce, impresse dentro ciascuno di noi, di percorsi, conoscenze e scoperte. Continua a leggere

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Alle origini delle migrazioni. La strage dei diritti

copertina-di-giorgidi Piero Di Giorgi

La storia ci insegna che le civiltà che hanno opposto muri all’arrivo di popolazioni migranti sono state presto travolte, mentre l’apertura e la contaminazione tra popoli e culture diverse hanno favorito lo sviluppo sociale, economico e civile degli Stati. L’Europa moderna è figlia della “via della seta” e cioè degli scambi tra culture stanziali e nomadi attraverso un corridoio aperto in cui fluiva la vita. Continua a leggere

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Muri e strade di Sicilia. Per una riflessione sull’arte urbana

copertinadi Fabiola Di Maggio

La street art è luogo delle immagini, non nel senso in cui le immagini rimandano a dei luoghi per evocazione, ma nel senso in cui, per osmosi, le immagini diventano gli spazi stessi in cui insistono e gli spazi sono le immagini che li incorporano. Dei luoghi, le opere di street art ricordano o ridefiniscono l’identità, li incorniciano, li aggiornano, li riattivano, li proiettano e collegano con altre realtà e con altri spazi, siano essi reali o virtuali. Fondamentalmente la street art è un’oper-azione nello spazio e, come tale, ha delle implicazioni socio-antropologiche che ne spiegano la funzione e la funzionalità. Continua a leggere

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Dal Tiraz a oggi. Divagazioni sulla Sicilia che sa tessere

Particolare mantello di Ruggero II

Particolare  del mantello di Ruggero II

di Lella di Marco

Appassionata di “ saperi femminili “ non accademici, inscritti nella genealogia delle donne, mi ero accinta a fare una ricerca sull’arte del Tiraz siciliano − prodotto tra dominazione araba e normanna − e verificare come l’antica arte, tra- dizionalmente affidata alle donne, fosse estesa nelle varie parti del mondo e se rientrasse ancora oggi in forme di sostentamento  autonomo per comunità di donne, o se con un vero atto di “esproprio aziendale”, fosse stato assorbito dal businnes e dalle moderne industrie di moda o arredamento. Continua a leggere

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La lingua salvata. Tra i docenti e gli studenti di lingua e cultura italiana in una università tunisina

-Istituto-Italiano-di-Cultura-–-Tunisi-22-febbraio-2017-inaugurazione-della-“Cattedra-Sicilia”-dedicata-a-Vincenzo-Consolo-da-sinistra-Meriem-Dhouib-Alfonso-CampisiVittoria-Longhi-Rawd

Istituto Italiano di Cultura. Tunisi, 22 febbraio 2017, inaugurazione della “Cattedra Sicilia” dedicata a Vincenzo Consolo, da sinistra Meriem Dhouib, Alfonso Campisi, Vittoria Longhi, Rawda Razfallah

di Laura Faranda

Nel numero di settembre avevo annunciato un secondo momento di restituzione della mia esperienza alla università “La Manouba”di Tunisi e del confronto con studiosi e studenti impegnati in un percorso di formazione linguistica e culturale dedicato all’Italia. Riprendo qui le fila del discorso da dove l’ho interrotto, tentando di assolvere alla promessa di deportare nel presente quella storia di sguardi reciproci che abbiamo visto tradursi nell’impegno didattico e scientifico di due “testimoni consapevoli”, Continua a leggere

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La mezzadria nell’esperienza teatrale di Monticchiello

 Alpo M., un attore protagonista degli spettacoli dei primi anni (Archivio Teatro Povero di Monticchiello).

Alpo M., un attore protagonista degli spettacoli dei primi anni (Archivio Teatro Povero di Monticchiello)

di Mariano Fresta

Nel numero scorso abbiamo pubblicato a proposito di Piccoli Paesi un testo di presentazione delle attività culturali e sociali degli abitanti di Monticchiello (Comune di Pienza, Provincia di Siena). In quel testo si parla anche dell’attività teatrale che ha superato i cinquanta anni di vita. Nel teatro i Monticchiellesi, contadini mezzadri della Val d’Orcia, hanno sempre rappresentato se stessi, i loro problemi, giudicando talora la vita di coloro che in campagna non sono mai stati. Continua a leggere

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L’antropologo in campo. Soggetto, oggetto e contesto

ph Garofalo

Palermo (ph Garofalo)

di Concetta Garofalo

I due termini “osservare” e “partecipare” indicano le due componenti fondamentali di una strategia di ricerca e di analisi condotta sul campo in antropologia e, più in generale, nelle scienze umane. L’accostamento dei due termini, si sa, crea ambiguità, ma le criticità così come le dissonanze e gli ossimori offrono sempre utili spunti di riflessione. Se si partecipa, cosa si osserva? E se si osserva come si fa a partecipare? Questi interrogativi sono pertinenti con l’intento di definire e spiegare quali sono le implicazioni teoriche e metodologiche nel lavoro sul campo in antropologia. Continua a leggere

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Ritualità e preghiere agiografiche nel Corpus di Alberto Favara

Gesù morto (coll. Giacobello)

Gesù morto (coll. Giacobello)

di Giuseppe Giacobello

La sesta sezione del Corpus di musiche popolari siciliane di Alberto Favara racchiude 92 documenti ordinati dal n. 612 al 703 e denominati comples- sivamente «canti religiosi». Come altre dell’edizione a stampa del 1957, curata da Ottavio Tiby, questa parte non è organizzata secondo un criterio uniforme, anche se mostra raggruppamenti di grandi cicli celebrativi cristiano-cattolici (Natale, Pasqua, Assunzione ecc.), pratiche devozionali (ad es. i rosari) o particolari circostanze esecutive (canti processionali, di questua ecc.). Continua a leggere

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La memoria sul carretto. Fra pupi e colori

Felice Scirè nel suo laboratorio (ph. Giaramidaro)

Felice Scirè nel suo laboratorio (ph. Giaramidaro)

di Nino Giaramidaro

Se ne sta nel suo laboratorio, assediato da pennelli, colori, tele e tavole “colorite” e non, falsi a regola d’arte, nuovissime giare da anticare con le gesta di Orlando e Rinaldo. Ma, come accadeva al Colonnello di Gabriel Garcia Marquez, nessuno scrive a Felice Scirè, pittore di carretti sopravvissuto alla sua arte. Nemmeno una telefonata, la commissione di un masciddari con l’ingresso di Carlo Magno a Parigi o la fuga della Bella Angelica e Medoro. Continua a leggere

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Joseph Payne e la “mostruosa banchetta” sul fiume Mazaro (1816)

copertina

Portocanale con il presumibile baglio Payne visibile sulla destra

di Rosario Lentini

Sul finire del Settecento il primo mercante inglese venuto a stabilirsi a Mazara – secondo in ordine di tempo, nell’area trapanese, rispetto a John Woodhouse che si era già insediato a Marsala – è stato Joseph Payne. Sulle sue origini e provenienza, in verità, si sa ben poco; precedette di alcuni anni i due connazionali Matthew Clarkson e James Hopps e, almeno inizialmente, i suoi interessi commerciali si concentrarono sulle compravendite di semi di lino, mandorle, fichi, ceneri di soda, orzo e olio, di cui il territorio mazarese abbondava [1]. Acquistava dai produttori locali e spediva ai suoi corrispondenti britannici residenti a Palermo i quali, a loro volta, imbarcavano i prodotti siciliani più richiesti sui mercantili per l’Inghilterra. Continua a leggere

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Madri in penombra

copertinadi Deborah Lo Re 

Ci sono romanzi che trascendono il concetto stesso di trama e conferiscono uno spessore tutto particolare alle vicende narrate, così come ai personaggi che risultano ammantati di una profondità fuori dal comune. Kate Manning prende spunto dalla biografia di Ann Trow Lohman, una levatrice che ha vissuto e operato a New York durante la seconda metà del secolo diciannovesimo, e riesce a dare vita ad un racconto superbo di grande compenetrazione.

L’autrice ha scritto e prodotto diversi documentari con cui ha vinto due Emmy Awards e un Edward R. Murrow Award. Attualmente collabora con diverse riviste fra cui il New York Times, il Los Angeles Times Book Review, Glamour ed altri quotidiani. Continua a leggere

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Acqua e Sale. Rituali catartici siciliani

-Emersione-di-Core-Afrodite-dal-bagno-mitico-rituale-Trono-Ludovisi.

Emersione di Core Afrodite dal bagno mitico-rituale, Trono Ludovisi

di Pier Luigi Josè Mannella

Anche se in casi ormai limitati, in Sicilia sono ancora attestati rituali catartici finalizzati alla purificazione degli ambienti domestici da spiriti maligni, malocchio e altre “entità” negative. Essi consistono, principalmente, in suffumicazioni e in lustrazioni cerimoniali dell’abitato, nelle quali possono verosimilmente avere inciso anche ragioni profilattiche, considerate le proprietà antibatteriche e sterilizzanti del fumo, dell’acqua e del sale. Continua a leggere

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Tutte le mire della Francia in Libia. È ancora possibile un ruolo per l’Italia?

copertinadi Michela Mercuri

Era il 1881 quando il governo della Terza Repubblica francese, con un’azione di forza, stabilì il protettorato sulla Tunisia, già obiettivo dei propositi coloniali del Regno d’Italia. Fu un attacco durissimo per il nostro governo tanto che l’allora primo ministro, Benedetto Cairoli, fu costretto a dimettersi. La stampa parlò di “schiaffo di Tunisi”, per sottolineare l’umiliazione subìta dall’Italia dinanzi all’atto d’oltralpe. Continua a leggere

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Francesco Trombadori ovvero l’essenziale verità delle cose

 Fanciulla nuda che legge, 1929, di F. Trombadori, coll. privata.

Fanciulla nuda che legge, 1929, di F. Trombadori, coll. privata

di Giuseppe Modica

Una mostra da poco inaugurata a Roma, città nella quale il siciliano Francesco Trombadori ha avuto un ruolo centrale nel dibattito artistico nazionale sia come artista ma anche come fine scrittore d’arte, ci riconduce a quella felice stagione ricca di fermenti culturali dei Caffè e delle Riviste d’Arte e di Letteratura  che vedeva insieme scrittori, poeti, critici ed artisti. Proprio negli anni trenta il Maestro scrive nella rivista “Circoli”  come critico d’arte avendo come collaboratori Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Giacomo Debenedetti, Giuseppe Ungaretti, Marcello Gallian, Alberto Savinio, Umberto Saba, Romano Bilenchi e Rosso di San Secondo Continua a leggere

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In contrattempo, per stereotipi e incidenti. Antropologia di un frammento di esistenza

Saggezza dei luoghi (ph. L. Taverna)

Saggezza dei luoghi (ph. L. Taverna)

di Stefano Montes

io sono fissato, assegnato a un luogo (intellettuale), ad una residenza di casta (se non di classe). Contro ciò una sola dottrina interiore: quella dell’atopia (dell’abitacolo alla deriva). Barthes, Barthes di Roland Barthes 

Un incidente è un incidente [1]. Il cerchio si apre e si chiude: con un incidente e un episodio casuale, con un’accozzaglia di espressioni comuni, una riflessione sulla forza del caso. Come questo saggio: che forse saggio non è. Un incidente costituisce una discontinuità nel fluire del quotidiano; un episodio casuale si dà talvolta come fatto imprevisto che impone una riflessione sulla vita a venire. Continua a leggere

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Il patrimonio culturale: “barometro” sociale

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Dubai, Emirati Arabi. Dialoghi interculturali (ph. Niglio)

di Olimpia Niglio

A tutti è noto che il barometro è uno strumento per misurare la pressione atmosferica ma in senso figurativo si usa questo termine anche per indicare l’indice rivelatore di una situazione particolare che si è venuta a determinare. In analogia proprio al suo uso originario questa parola trova molti riscontri in ambito economico per valutare, ad esempio, gli indici di produttività o di andamento di una data realtà economica; oppure trova raffronti nel settore commerciale per valutare la posizione di un dato brand o di una specifica industria rispetto alle sue concorrenti. Continua a leggere

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Storia ed evoluzioni dell’implosione libica

copertinadi Eugenia Parodi Giusino

Non c’è forse altro Paese crocevia della Storia quale è oggi la Libia, terra senza Stato e senza Governo, attraversata da una massa imponente di popolazioni che vi si riversano dopo sofferte e drammatiche fughe per tentare di raggiungere l’Europa e minacciata dalla presenza di numerosi gruppi jihadisti, primo fra tutti l’Isis. Per questi motivi si trova al centro dell’attenzione di molteplici osservatori ma rimane un Paese poco conosciuto nelle sue dinamiche interne e poco compreso nelle sue più complesse articolazioni. Da qui l’importanza di guide e strumenti che ci aiutino a conoscere questa realtà geografica che guarda con noi e come noi al Mediterraneo. Continua a leggere

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Bayrutiyyàt (agosto-settembre 2017): curiosità tra storia, politica e cultura

Mohammad-Al-Amin-Moschea-a-Beirut-ph.-Pellitteri

Mohammad Al Amin Moschea a Beirut (ph. Pellitteri)

di  Antonino Pellitteri

Il mondo arabo islamico (ma la stessa cosa vale per la Turchia e Paesi musulmani del Medio Oriente) −   e lo sguardo da Beirut, da Hamra più precisamente, avvalora questa mia riflessione −  si trova oggi dopo sei anni dalla cosiddetta Primavera araba in una condizione di “no man’s land” storica, con gravi ricadute sul piano politico e soprattutto socio-economico e culturale. Cioè si trova tra il caos − che ha origini antiche, ma potremmo individuarne le cause recenti nel crollo dell’impero ottomano, gli accordi Sykes Picot (1916) e la dichiarazione Balfour (1917)) −  e l’ordine europeo-occidentale. L’orien- tamento verso Ovest che caratterizzò l’epoca post primo conflitto mondiale, e che suscitò simpatie da parte delle opinioni pubbliche, ha ancora qualche motivo d’essere, ma non ha più il fascino che ebbe al tempo di Mustafà Kemal Ataturk e della sua politica di modernizzazione occidentale. La realtà, a volte drammatica, della Turchia contemporanea ne è una dimostrazione. Continua a leggere

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Il viaggio come meta, il teatro come incontro

In scena, laboratorio di Guardiagrele (ph. Nico Zulli)

In scena, laboratorio di Guardiagrele (ph. Nico Zulli)

di  Silvia Pierantoni Giua 

2 settembre 2017 ore 8.20, Milano. Esco di casa per iniziare un viaggio verso l’Abruzzo e dentro di me. Avrei svolto un laboratorio di teatro internazionale ed interculturale a Guardiagrele, in provincia di Chieti.

Già il viaggio in sè mi porta lontano dai confini del mio corpo, dai limiti del mio pensiero: sono predisposta ad andare oltre ciò che sono. Questo mi aspetto di sperimentare aderendo al progetto di un “In Cerca dell’Attore Antico per un Teatro Moderno” del Teatro Simurgh. Continua a leggere

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Nel Mare di mezzo. Per una storia di lungo periodo delle migrazioni mediterranee

General chart of the Mediterranean Sea including the Gulf of Venice, Archipelago and part of the Black Sea with the steampacket routes

General chart of the Mediterranean Sea, London 1846

di Chiara Maria Pulvirenti

È la notte tra il 2 e il 3 ottobre 2013. Al largo dell’Isola dei Conigli un barcone di 20 metri brucia. Si capovolge, si ribalta per tre volte su stesso, poi cola a picco. A bordo ci sono più di 500 persone. Sono migranti partiti da Misurata, per la maggior parte eritrei, alcuni somali: ne sopravvivono 155, tra di loro 40 minori non accompagnati. Continua a leggere

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Territori migranti: l’abitare come viatico dell’integrazione

Milano

Milano (ph. S. Azzari)

di Sara Raimondi 

«Ero uno straniero in seno alla società […]: non è stato un salto brutale ma un passaggio impercettibile dalla posizione dell’outsider a quella dell’insider» (Todorov, 1996: 5). Con queste parole Tzvetan Todorov, bulgaro, descrive lo spaesamento del suo trasferimento a Parigi negli anni Sessanta. L‘autore vuole sottolineare come l’inserimento all’interno della società nativa sia un percorso a più fasi, un viaggio da percorrere passo dopo passo alla scoperta di una cultura altra. È un percorso difficile e lui stesso afferma che può essere fatto non più di due o tre volte nella vita, poiché richiede l’abbandono di una parte di sé e la creazione di un nuovo io all’interno di un’altra cultura, di un’altra lingua e di relazioni umane differenti. Continua a leggere

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Vito Foderà e la pesca nel golfo di Castellammare a fine 800

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La tonnara del Secco con le barche in pesca, anni ‘50 del Novecento (propr. Valeria Plaja)

di Ninni Ravazza 

Accade che la vita di un territorio possa scriversi anche attraverso testimonianze di avvenimenti minimi, scartati dalla storiografia ufficiale, episodi marginali che non hanno mai trovato posto sulle pagine dei libri o nei registri conservati (dimenticati?) negli archivi. Succede anche che quelle storie emergano come d’incanto dalle macerie di uno stabilimento industriale condannato all’autodistruzione. E poiché stavolta si tratta di storie di mare, l’opificio non poteva che essere una tonnara. Anzi, la tonnara più amata in Sicilia, quella del Secco a San Vito lo Capo, votata quale luogo del cuore del FAI nell’Isola, che però ogni giorno vede crollare un pezzo dei suoi nobili edifici realizzati a partire dal 1872 dal cavaliere Vito Foderà, acclamato signore del Golfo di Castellammare, già proprietario della tonnara di Magazzinazzi e cointeressato ad altri impianti nel golfo che da Capo Rama arriva a Capo San Vito.

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Scrittura e utopia in Giuliana Saladino

copertina

Giuliana Saladino

di Pietro Romano

Ci sono libri e scrittori che offrono lo spunto per ritessere, attraverso le trame di donne e uomini dalle molte virtù, un pezzo importantissimo di storia siciliana del dopoguerra legato allo scenario politico italiano e internazionale contemporaneo. Giuliana Saladino è autrice di una ampia produzione di scritti che scavano con precisione nelle vene aperte della Sicilia del suo tempo per evocarne le speranze, le illusioni, gli orrori. Continua a leggere

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Paesaggio museografico demoetnoantropologico siciliano

 Museo cultura e musica popolare peloritani, Messina

Museo cultura e musica popolare peloritani, Messina

di Mario Sarica

Parlare dei musei demoetnoantropologici che, come isole culturali “altre”, quasi esotiche nella percezione delle nuove generazioni, emergono qua e là in Sicilia, significa, innanzitutto, interrogarsi e, dunque, riflettere sulle profonde muta- zioni che quel territorio ha subìto in relazione all’inesorabile sfaldamento del sistema culturale afferente ai cicli produttivi agro-pastorali e ai saperi e alle conoscenze, materiali e immateriali, dunque ai valori fondanti che hanno orientato  per secoli l’esperienza esistenziale a livello individuale e collettivo. Continua a leggere

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Danzare l’ombra. The “African Dancer” a Brooklyn

 Germaine Acogny, in scena alla BAM.jpg

Germaine Acogny, in scena alla BAM

di Flavia Schiavo 

Brooklyn was a dream [1]

Confrontare Brooklyn – Breuckelen, il suo antico antico nome olandese – uno dei cinque Boroughs (Distretti) di NYC, con una tra le maggiori città europee, come Parigi, raffrontando dimensioni e popo- lazione rispettivamente insediate, mostra, da oltre Oceano, l’impatto dell’enorme agglomerato urbano sull’unità complessiva di New York City. Continua a leggere

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Orizzonti e sguardi sul Mediterraneo

copertinadi Alberto Claudio Sciarrone

Che il Mediterraneo sia sempre stato centro di produzione di storia e di immagini, crocevia di fatti e di simboli è noto non solo agli studiosi. Appartiene al senso comune,  al retaggio culturale nonché al patrimonio di un’amplissima letteratura. Il Mediterraneo per il fatto di essere stato alle origini di civiltà, economie e religioni è permanente oggetto di elaborazione e plasmazione di discorsi, teorie, ideologie e, inevitabilmente, di stereotipi e luoghi comuni. Attorno a questo mare apparentemente chiuso ma storicamente aperto ad attraversamenti e insediamenti, ad un movimento continuo di uomini e cose, oggi prepotentemente tornato al centro dell’attualità politica e del dibattito pubblico, si sono generate e sviluppate rappresentazioni spesso contraddittorie e ingannevoli. Continua a leggere

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Come si abita l’Europa? Dialogo della generazione Erasmus

Stazione-di-Liegi-©Andrea-Lessona

Stazione di Liegi (ph. Andrea Lessona)

 di Giuseppe Sorce

Quando stai per arrivare alla stazione di Liegi ti senti come dentro la pancia della balena di Pinocchio. Un grande e gigantesco costato per cui la luce del sole trapassa fluidificando le costole metalliche e luminescenti. Grandi volte concave e armoniose, dentro gli arrivano i treni su binari che come grandi arterie vitali gli scorrono poderosi. Continua a leggere

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Uscire dal selfie. Frontiere e prospettive tra letteratura e sociologia

copertinadi Orietta Sorgi

Letteratura e sociologia, due modi diversi, talora inconciliabili, di rappresentazione dell’uomo e della società. L’una, la letteratura, rivolta, con approccio umanistico, a cogliere l’estrema mutevolezza dell’esperienza individuale; l’altra, la sociologia, tesa all’osservazione dei fenomeni sociali, a rinvenirne quelle leggi di carattere generale e oggettivo, tipiche del linguaggio scientifico.
In realtà, come dimostra questo avvincente dialogo fra Zigmunt Bauman e Riccardo Mazzeo, in un volume recentemente pubblicato da Einaudi dal titolo Elogio della letteratura, quel divario a prima vista così profondo da sembrare incolmabile, si rivela, ad un’analisi più approfondita, più vicino, stretto in ogni caso da un rapporto di complementarietà. Continua a leggere

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Cronache dall’Est e sguardi sul mondo

Etnografski Muzei , Zagabria (ph. Todesco)

Etnografski Muzei, Zagabria (ph. Todesco)

di Sergio Todesco

Una breve vacanza in Ungheria e Croazia mi ha offerto la possibilità di verificare, come peraltro già in passato mi era avvenuto, che la cultura tradizionale europea, quella che fin dal Neolitico si è venuta determinando e costruendo attraverso continui apporti, mescolamenti, interferenze di modelli e stili culturali, in questi Paesi mantiene ancora ampi margini di vitalità e di condivisione. Continua a leggere

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Una Chiesa in ricerca

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Il Pranzo di Natale 2016 nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, Roma

di Marcello Vigli 

Prosegue nella Chiesa italiana quel cambiamento promosso dal nuovo Presidente della Cei cardinale Gualtiero Bassetti, già individuato in questa sede nel mese di settembre, in particolare dall’inizio della crisi economica la Cei ha aumentato del 60% gli stanziamenti annuali alle opere sociali: dai 90 milioni di euro del 2009 ai 150 del 2017, ai quali si sommano i 40 milioni per le «esigenze di rilievo nazionale» e gli 85 per «la cooperazione nel Terzo Mondo».  Continua a leggere

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Le parole di Paraloup

Paraloup #01di Pietro Clemente

Cerco un po’ di parole per fare il punto sulla esperienza di Paraloup, per scriverle su un tessuto, graffiarle nella memoria, perché restino in incontri futuri. Paraloup fine settembre 2017, quattro sessioni, tutte diverse (vedi scritto di Beatrice Verri, in calce): prima sessione a Vinadio, una grande fortezza che contiene un museo (un percorso multimediale) della montagna e quindi la offerta del ‘Forte con gusto’, ‘degustazioni montane’ (un surplus di metaforicità) con cibi locali in cui compare anche la produzione legata all’ecomuseo della pastorizia di Pietraporzio, i salumi di pecora sambucana, e infine un violoncello solista, di Lamberto Curtoni ‘Vox celli’ usato come uno strumento da concerto solo, nella cappella della Caserma dentro la fortezza. Continua a leggere

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La nuova ’comunità’ della lenticchia. Rascino e il rilancio della montagna sull’Appennino Centrale

Fiamignano-Rieti.-Pulitura-a-mano-della-lenticchia-con-’u-capischieru-fonte-Adriani-2015

Fiamignano Rieti. Pulitura a mano della lenticchia con ’u capischieru (fonte Adriani, 2015)

di Alessandra Broccolini [1]

Misurarsi con la scrittura quando si parla di spopolamento e abbandono dei luoghi è difficile se questi luoghi non appartengono alla propria biografia, e tuttavia fa effetto sapere che oggi quasi la metà dei comuni italiani si trova in montagna, che questa dagli anni ’50 del Novecento ad oggi ha perso quasi un milione di abitanti rispetto alla crescita demografica del Paese e che ci sono in Italia un migliaio di paesi e frazioni completamente abbandonati, soprattutto nell’Appennino e in Sardegna. Continua a leggere

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Il racconto della Corsica dei piccoli paesi

Pigna

Pigna in Balagna (Corsica)

di Toni Casalonga [1]

Il sociologo portoghese José Gil parlava dell’isola come del “corpo materno” dei corsi. Questa mamma-spazio ha partorito numerosi spazi – figli. C’è chi si stanca e sparisce, chi cresce e si sviluppa. A noi interessano quelli che usano questi spazi nuovi, quelli che ci vivono, quelli che li creano.

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Alzare lo sguardo, poi sorvolare, o guardare a terra?

Castel-dAlfero-Forlì.

Castel d’Alfero (prov. Forlì)

 di Alberto Magnaghi

Gli interessi della politica e della finanza  globale sono sempre più stellarmente lontani dai mondi e dai luoghi di vita, soprattutto da quando come scriveva André Gorz nel 1981 «ogni politica… è falsa se non riconosce che non può esserci più la piena occupazione per tutti e che il lavoro dipendente non può più restare il centro dell’esistenza, anzi non può più restare la principale attività di ogni individuo». Continua a leggere

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Quattro paesi in comune

Scena dallo spettacolo Ogni dove, messo in scena nella piazza di Grumes.

Scena dallo spettacolo Ogni dove, messo in scena nella piazza di Grumes

di  Tommaso Pasquini

Altavalle è un comune trentino della val di Cembra, un nuovo ente nato nel 2016 dalla fusione di quattro piccoli comuni di montagna: Faver, il paese più grande, che conta circa 800 abitanti; Valda, che ne conta poco meno di 200; Grumes che supera i 400, e Grauno che si assesta sui 150. Continua a leggere

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