SOMMARIO n. 25

Tunisia  Ph.Riccio

Tunisia (ph. L. Riccio)

EDITORIALE; Rosario Atria, Amore e potere, sogni e delusioni nella Tunisia di Bourghiba e Ben Ali;  Ada Boffa, Introduzione alla favola tuareg. Racconti e contesto; Marcello Carlotti, Dietro le culture? Interpretazione e antropologia: appunti semiotici; Roberto Cascio, Gamal Abd Al-Nasser: dalla rivoluzione egiziana al sogno infranto del panarabismo; Antonella Elisa Castronovo, Il Calatino: terra di braccianti e di migranti; Annamaria Clemente, L’eterno ritorno delle fotografie migranti; Benedetto Coccia-Franco Pittau, L’Unione Europea: situazione attuale e prospettive; Stefano Cortese, Enea o l’impossibile nostalgia; Antonino Cusumano, «Il museo non si visita». Il dialogo in forma di museo; Continua a leggere

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EDITORIALE

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ph. Arias Messinis

Mentre questo numero di Dialoghi Mediterranei va puntualmente in rete nel giorno della festa dei lavoratori, non conosciamo ancora l’esito del ballottaggio per le elezioni presidenziali in Francia, non sappiamo se al trionfo degli autocrati Erdogan e Trump già saldamente al potere si aggiungerà il successo di Marine Le Pen. Per quanto fiduciosi nel buon senso dei francesi, non possiamo escluderlo se guardiamo alla parabola di questa Europa flagellata e impaurita dal terrorismo, stretta nell’assurda tenaglia di una scelta politica tra una soluzione conservatrice e una reazionaria. Continua a leggere

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Amore e potere, sogni e delusioni nella Tunisia di Bourghiba e Ben Ali

copertinadi Rosario Atria

Esistono opere che sfuggono a precise catalogazioni e che sarebbe fuorviante confinare entro steccati prestabiliti, indicandone l’appartenenza a questo o quel genere, opere capaci di risvegliare il pensiero critico e toccare in modo profondo e originale la sensibilità dei lettori, sollecitandoli ad interrogarsi sulle umane passioni e le disillusioni che vi si accompagnano, sui meccanismi del potere e le loro degenerazioni, sulla forza d’urto di idee e sogni rivoluzionari, anche quando siano destinati a sfociare in dolorosi insuccessi. Continua a leggere

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Introduzione alla favola tuareg. Racconti e contesto

copertina di Ada Boffa

L’antropologa G. Calame-Griaule nel suo primo lavoro di ricerca etnolinguistica rivolto alla cultura Dogon, giustifica con queste parole la scelta di studiare e analizzare la favola:

«In effetti ho imparato molte cose nel corso di tutti questi anni. So quale ruolo giocano i generi letterari nella pedagogia e come questi contribuiscono a trasmettere i modelli culturali sia per ciò che concerne la morale sociale sia per quanto riguarda la conoscenza del proprio habitat naturale [...]. Continua a leggere

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Dietro le culture? Interpretazione e antropologia: appunti semiotici

 

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ph. Carlotti

di  Marcello Carlotti [*]

Clifford (2001) ci ricorda come, con l’istituzione malinowskiana della prassi scientifico-sperimentale dell’osservazione partecipante, si siano non soltanto imposti all’immaginario occidentale i miti del «camaleontismo etnografico» e quello dell’«apprendista turbo», ma anche le retoriche capaci di giustificare tali mitizzazioni: l’antropologo sul campo, infatti, veniva rappresentato non come un individuo qualsiasi, bensì come uno scienziato addestrato, istruito, privo di pregiudizi, relativista, versatile per vocazione e, soprattutto, per formazione e capace, in due annetti di ricerca sul campo, di capire il loro mondo meglio di loro. Continua a leggere

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Gamal Abd Al-Nasser: dalla rivoluzione egiziana al sogno infranto del panarabismo

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Gamal Abd el Nasser

 di Roberto Cascio

Nella storia contemporanea, risulta particolarmente complesso trovare un personaggio così controverso e discusso come il presidente egiziano Gamal Abd Al-Nasser. Sebbene siano ormai trascorsi più di 40 anni dalla sua morte, avvenuta nel 1970, Nasser divide tutt’oggi gli studiosi sulla reale portata delle sue politiche non solo in terra egiziana, ma nell’intero mondo arabo. Continua a leggere

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Il Calatino: terra di braccianti e di migranti

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Campagne del Calatino (ph. Castronovo)

di Antonella Elisa Castronovo

Le dinamiche produttive in atto nella fase postfordista, unite alla presenza di ambiti più o meno vasti dell’economia sommersa, hanno accentuato un processo di dualizzazione della manodopera e reso assai più complessi e contraddittori i meccanismi di funzionamento dei mercati occupazionali. Continua a leggere

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L’eterno ritorno delle fotografie migranti

copertinadi Annamaria Clemente

Una carretta o una lancia, un gommone: non importa non è una nave sicura, sono teste, tante teste, una, due, dieci, venti, trenta o anche sessanta, sono stipati, compressi, pigiati, ammucchiati, deformati, sembrano animali, non c’è spazio, la carretta va avanti in attesa della terra o forse di un onda che la sommergerà. Continua a leggere

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L’Unione Europea: situazione attuale e prospettive

copertina di Benedetto Coccia e Franco Pittau

Abbiamo curato un volume per commemorare i 60 anni del Trattato di Roma, che il 25 marzo del 1957 ha istituito la Comunità Economica Europea [1]. Ai capitoli di questa ricerca faremo riferimento per ricavarne degli spunti adatti a illustrare la situazione attuale e le prospettive dell’Unione Europea.

Nel 2007 la celebrazione del 50° anniversario del Trattato cadde in un contesto più favorevole e suscitò un sentimento di speranza nel 57% degli italiani (contro il 49% riscontrato in media tra gli europei). Il 27% degli italiani provò anche fierezza e soddisfazione, mentre solo il 17% ammise di non avere avuto alcuna reazione (atteggiamento che riguardò invece il 36% dei cittadini europei). Continua a leggere

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Enea o l’impossibile nostalgia

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Virgilio tra Clio e Melpomene, mosaico romano, III sec. d. C., Museo del Bardo, Tunisi

 di Stefano Cortese 

«Italiam non sponte sequor», «L’Italia, costretto io la cerco» [1]. In una singola affermazione si chiude e si esemplifica il quid del viaggio eneadico, dalle sponde della Troade sino ai lidi laziali, toccando innumerevoli latitudini e superando con dolore molti ostacoli, posti nel cammino da Giunone, irata con l’eroe pio che, suo malgrado, sarà l’artefice «genetico», un giorno assai remoto, della distruzione di Cartagine, città a lei assai devota. Continua a leggere

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«Il museo non si visita». Il dialogo in forma di museo

copertinadi Antonino Cusumano

A guardare le traiettorie ermeneutiche delle scienze umane nella loro evoluzione degli ultimi anni non c’è chi non constati una evidente crisi dell’oggettività e dell’oggetto e un ritorno più o meno esplicito della soggettività e del soggetto, una più avvertita e diffusa – e  a volte perfino enfatica – consapevolezza dell’interazione, della negoziazione e del dialogo come condizione costitutiva del sapere e dei processi di rappresentazione delle culture. La cosiddetta antropologia dialogica muove dall’implosione dei paradigmi scientifici fondativi della tradizionale monografia a favore di una scrittura in cui la funzione autoriale si  iscrive e si articola in una prospettiva empaticamente – e in alcuni casi ambiguamente – aperta all’apporto dei soggetti della realtà osservata. Continua a leggere

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Dallo stereotipo alla discriminazione. Il caso dei rimpatri forzati di cittadini nigeriani

copertinadi Chiara Dallavalle

Non c’è mai un modo culturalmente neutro di accostarci alla diversità. Ogni volta che entriamo in contatto con elementi estranei, nuovi, poco famigliari, sentiamo la necessità di utilizzare quegli strumenti conoscitivi che fanno parte del nostro bagaglio, quelle lenti attraverso cui siamo abituati a vedere il mondo. Questo fa sì che interpretiamo il singolo fatto attraverso le categorie di senso con cui abbiamo maggiore famigliarità, lasciandoci guidare da interpretazioni generali che precedono l’incontro vero e proprio. Continua a leggere

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Serafino Amabile Guastella, autore di testi musicali

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Serafino Amabile Guastella

 di Alessandro D’Amato

Il ruolo esercitato dagli epistolari nella ricostruzione delle vicende biografiche e intellettuali di letterati e personaggi celebri assume una notevole importanza, determinata dalla possibilità di portare alla luce notizie di prima mano, approfondire informazioni già note oppure, più semplicemente, trovare una piccola indicazione da cui partire per la ricostruzione di un percorso del tutto oscuro (perlomeno, nella sua fase iniziale). Continua a leggere

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Rohingya. Storia di un popolo non voluto

copertinadi Valeria Dell’Orzo

Come sempre è avvenuto nella storia, l’umanità si sposta, cammina creando nuove realtà sociali, nuove appartenenze, e al tempo stesso producendo i paradossi dell’esclusione e del riconoscimento forzato in categorie inesistenti e deformate dalla costrizione delle definizioni sommarie. Continua a leggere

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I libbra

copertina1di Nino De Vita

I libri sono oggetti fatti di carta, di inchiostro e di segni neri sulle pagine. Hanno materia, volume e forma come tutte le cose. Tuttavia, non sono come tutte le altre cose. Ce lo ha insegnato Tullio De Mauro: «Fra i diversi strumenti dell’uomo, il più stupefacente è, senza dubbio, il libro. Gli altri sono estensioni del suo corpo. Il microscopio, il telescopio sono estensioni della sua vista; il telefono è estensione della sua voce; poi ci sono l’aratro e la spada, estensioni del suo braccio. Ma il libro è un’altra cosa: il libro è un’estensione della memoria e dell’immaginazione». Un’invenzione che ha cambiato non solo la storia degli uomini ma anche la loro natura, che è poi quella cultura che discende dalla scrittura. Continua a leggere

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Franco Ferrarotti. L’autunno del patriarca, un’autobiografia sotto forma di diario

 coperttinadi Piero Di Giorgi

«Ecco l’anno della svolta. Veramente? In realtà è solo l’anno della pensione». È l’incipit della premessa dell’ultimo libro di Franco Ferrarotti, dal titolo, appunto, L’anno della svolta (Guida editori 2016). E in quell’interrogativo mi sembra si colga tutta l’ambivalenza del vissuto del professore emerito, iniziatore della sociologia in Italia e titolare della prima cattedra, rispetto all’evento pensione avvenuto nel 1999, all’età di 73 anni, per limiti di età, e dopo quarantacinque anni d’insegnamento. Continua a leggere

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All Colors of the World. L’antropologia della Terra nelle Bandiere Satellitari di Serradifalco

Italy earth flag, satellite photography Quatar Antarctica, Namibia, 2016

Italy earth flag, satellite photography Quatar Antarctica, Namibia, 2016

di Fabiola Di Maggio

Possono certe immagini artistiche educarci a un’ecologia della cultura, a una vera e propria Antropologia della Terra? Le nuove tecnologie, come le orbite satellitari, ci consentono di vedere sempre di più immagini originali del nostro pianeta. Sono forme che annullano i confini del tempo e dello spazio, permettendo altresì riflessioni che interagiscono con la realtà naturale, culturale e politica di tutti i giorni. Continua a leggere

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L’ossessione occidentale del velo e il corpo della donna come prodotto sociale

ANSA

ANSA

di Lella Di Marco

La ripresa puntuale ed ossessiva su disposizioni di legge e pseudo dibattiti su hijab, niqab, burqa, chador, etc con relative reazioni del mondo musulmano e non, a questo punto non può non provocare sensazioni di morte con richiami alla memoria di film o versi famosi come La morte di fa bella o Verrà la morte e avrà i tuoi occhi che potrebbero essere parafrasati in Il velo ti fa bella o Verrà la morte e avrà il tuo velo: espressioni comunque decadenti per indicare la morte o meglio l’agonia di un pensiero forte, di giudizi meditati per capire a fondo la fenomenologia dei comportamenti delle donne musulmane immigrate, siano essi spontanei o reattivi. Continua a leggere

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Chiese e omofobia. Le veglie ecumeniche di Palermo

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Fiaccolata al municipio di Palermo, 17 maggio 2016 (ph. Franzella)

di Fabio Franzella

La questione dell’omofobia si è imposta nelle cronache italiane nell’estate del 2009 a seguito di reiterati episodi di violenza nei confronti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (lgbt).  Non era certo la prima volta che si verificavano eventi di discriminazione basati sul- l’orientamento sessuale, ma stavolta i media hanno messo in evidenza il susseguirsi delle violenze in un’escalation impressionante, definendo la nuova agenda-setting di notiziabilità. Continua a leggere

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La festa e il Patrimonio Culturale Immateriale

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Macerata Campania anni 50

di Mariano Fresta

Il lavoro svolto, a proposito dei “beni culturali”, dalle organizzazioni dell’UNESCO, in collaborazione con i Governi interessati di molti Stati, e, dopo lunghi anni di dibattiti, sfociato nelle Convenzioni del 2003 [1], è stato un importante incentivo a riflettere su ciò che genericamente si intende per “cultura”. Se in un primo momento, infatti, l’azione dell’Unesco è stata diretta alla tutela e alla salvaguardia delle cosiddette “bellezze artistiche e monumentali”, successivamente, grazie all’intervento di quelle Nazioni il cui patrimonio culturale è in massima parte costituito da oggetti effimeri e prodotti immateriali, intangibili e volatili, l’attenzione si è rivolta ai manufatti artigianali, ai paesaggi e, poi, anche ai saperi, al “saper fare”, e alle tecniche tradizionali che stanno dietro a questi prodotti. Continua a leggere

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Interazioni e comunicazione interculturale. Il dialogo possibile

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Foto Garofalo

 di Concetta Garofalo

Una citazione che, dopo tanto tempo, mi è tornata in mente è di Cioran «Non si abita un paese, si abita una lingua»: io sono d’accordo solo in parte e pertanto vorrei procedere con delle riflessioni dal punto di vista semio-antropologico, focalizzando contesti quotidiani caratterizzati dalla presenza di culture diverse, integrazione, intercultura e migrazione e, speci- ficatamente, le dinamiche e le modalità di comprensione di una lingua quando, l’apprendimento della L2 in contesti d’uso la rende necessaria quanto L1 [1]. Continua a leggere

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Il Risorgimento, Sciascia e il cannocchiale rovesciato

copertinadi Marta Gentilucci

Rosario Castelli, nel suo saggio Sciascia-De Roberto: le scatole cinesi della Storia e della Letteratura, ha accostato la figura di Leonardo Sciascia a quella del dottor Fileno pirandelliano, che con il suo “cannocchiale rovesciato” – secondo la felice definizione di Giovanni Macchia  – legge «da mane a sera» libri di storia per ritrovarne qualcosa del presente. Possiamo anche noi immaginarlo così: nel suo studio di scrittore, tra annali di storia e carte di processi giudiziari ormai archiviati, o «in un mareggiare di ritagli di giornali e col dizionario del Tommaseo solido in mezzo come un frangiflutti», come lui stesso si ritrae ne L’Affaire Moro, ponendo l’accento sulla propria, maniacale, attenzione alle parole. Continua a leggere

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«La casa del nespolo non c’è più, ‘Ntoni è partito e la barca è affondata». Dialogo con Savatteri

copertinadi  Nino Giaramidaro

Ci conoscevamo. Anni trascorsi insieme alle scrivanie della cronaca del Giornale di Sicilia. Io già adultissimo, lui, Gaetano Savatteri, milanese di Racalmuto, giovane quasi scrittore di quell’accaduto e non, che il gergo chiama cronaca bianca. D’improvviso è andato via. Altri giornali e la televisione. Ha già scritto una ventina di libri. Forse è destinato a surclassare il suo amico Camilleri.

Dopo la presentazione a Mazara del suo ultimo volume (Non c’è  più la Sicilia  di una volta, Laterza 2017), ci siamo messi a parlare, e il discorso è caduto sul contenuto del  libro, sul passato, il presente e il futuro. Rischiavamo la dimensione del circolo all’impiedi. Così abbiamo deciso di continuare la conversazione per iscritto. Continua a leggere

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Tabucchi da Fellini a Pessoa

copertinadi Lorenzo Greco

Rua da Saudade 22. Interviste per Antonio Tabucchi (a cura di Diego Perucci e Riccardo Greco, Vittoria Iguazu Editore, Livorno 2017) è un volume che raccoglie alcune interviste su Antonio Tabucchi rilasciate da amici e colleghi dello scrittore toscano scomparso il 25 marzo del 2012. Ma tali testi, prima ancora di approdare su carta, costituiscono il prezioso materiale di un video documentario, realizzato da Diego Perucci, Samuele Mancini e Matteo Garzi, tre giovani ex studenti dell’Università di Siena. Continua a leggere

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Appunti sull’arte aborigena australiana

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Graffito della penisola di Burrup (ph. Grishin)

di Sasha Grishin

Come tradizione artistica ancora viva, l’arte aborigena australiana può farsi risalire almeno a 40 mila anni fa. Ciò la rende la più antica e persistente cultura figurativa del mondo tant’è che ci sono molte centinaia di migliaia di antiche incisioni e pitture rupestri in Australia che datano a decine di migliaia di anni. Continua a leggere

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Culture, identità, campi globali nell’Antropologia contemporanea di Vincenzo Matera

copertinadi Dario Inglese

Marcel Appenzzell, brillante allievo di Malinowski, dedicò la sua breve carriera accademica allo studio della popolazione Orang-Kubu di Sumatra cercando di applicare alla lettera gli insegnamenti del maestro. A ventitré anni lasciò la natìa Vienna per recarsi in Asia e intraprese un’avventurosa ricerca etnografica che lo tenne impegnato per quasi sei anni. Quando ricomparve, ritrovato da una squadra di esplorazione mineraria sulle rive del fiume Musi, pesava ventinove chili e aveva perso quasi del tutto l’uso del linguaggio. Continua a leggere

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Sacre rappresentazioni nella Pasqua in Sicilia

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Mussomel, ph. Minnella

 di Giovanni Isgrò

La storia del sacro rappresentare in Sicilia, come in generale la storia dello spettacolo nell’Isola, registra un plurisecolare processo di stratificazione, piuttosto che una evoluzione costante, almeno fino alla seconda metà del Cinquecento quando, insieme al consolidamento del potere della monarchia ispanica, prese avvio l’azione della Compagnia di Gesù, che diede inizio ad una regolare organizzazione e diffusione della spettacolarizzazione del sacro. Continua a leggere

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Come distruggere manoscritti e libri senza ricorrere alle fiamme

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Sala lettura della Biblioteca Centrale di Palermo

di Rosario Lentini

È risaputo, che i Beni culturali del nostro Paese – cioè l’immenso patrimonio archeologico, artistico, architettonico, etno-antropologico, librario ecc. – soffrano da sempre di vita grama e stentata. La gestione e fruizione dei siti archeologici si svolge tra mille difficoltà; i musei piccoli e grandi conservano nei loro depositi una tale quantità di reperti – la maggior parte dei quali appena inventariati, poco o niente studiati e mai proposti ai visitatori – sufficiente a raddoppiare e triplicare gli spazi espositivi; antiche chiese e monasteri, torri costiere e tonnare, bagli e masserie abbandonate, persino interi paesi-presepe in via di estinzione demografica attendono di essere salvati dal degrado del tempo, dalla potenza devastatrice dei fenomeni naturali o dall’intervento umano demolitorio; la maggior parte dei privati non ce la fa a manutenere case e dimore di importanza storica ereditate dagli antenati. Continua a leggere

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L’etnografia in età fascista. Le Mostre d’arte popolare del 1936 a Siracusa e Catania

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1936, Mostra a Catania

 di Luigi Lombardo

La scienza demologica è stata, e in parte è ancora oggi, una di quelle discipline che vedono coinvolti, accanto agli “addetti ai lavori”, tutta una schiera di ricercatori, studiosi, appassionati cultori di folklore impegnati nella (ri)scoperta delle proprie radici, delle tradizioni culturali legate al paese, città, comunità, in un fiorire di studi di storia locale, che combinano storia, arte, folklore in una produzione bibliografica, il più delle volte utile come materiale di compilazione, alla base di più corpose e a volte avvertite ricerche, e che hanno quantomeno il merito di salvare dall’oblìo importanti residui folklorici tradizionali. Continua a leggere

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Un viaggio nei Balcani: la scoperta di un Mediterraneo ritrovato

Monastero di Sveti Naum.

Monastero di Sveti Naum, in Macedonia (ph. Macioti)

di Maria Immacolata Macioti

Ho potuto fare, nell’aprile 2017, con “Fuori dai paraggi” un viaggio particolarmente bello e istruttivo, nella parte meridionale dei Balcani.

Ho così visto, come prima tappa, il 14, Tirana. Una Tirana molto più ampia e moderna rispetto a quella dei miei ricordi degli anni passati. In cui accanto alle note, vecchie costruzioni comuniste, decisamen- te scoraggianti da un punto di vista estetico, vi erano nuove case belle e moderne, parchi pieni di verde, con alberi in fiore, pieni di bei bar con tavoli all’aperto. Continua a leggere

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La lingua dell’ucronia italiana di ambientazione fascista: alcune note

copertinadi Emiliano Marra

L’ucronia, pur vantando delle origini illustri intersecate con lo sviluppo della metodologia storiografica, è uno dei sottogeneri più noti della fantascienza e della letteratura postmoderna contemporanea [1], sempre più diffuso (nelle sue varie forme) su diversi media, non solo letterari. Questa tipologia narrativa è incentrata su un jonbar point o nexus event, ossia su uno scenario in cui uno o più eventi storici si sono svolti con esiti differenti rispetto a quelli noti e assodati. Tralasciando le narrazioni incentrate sul viaggio nel tempo o sugli universi paralleli, le ucronie pure si dividono fra quelle il cui focus è la descrizione dettagliata del jonbar point (definite da Hellekson nexus stories) [2] e quelle ambientate in un mondo profondamente mutato da questa divergenza nel passato storico. Continua a leggere

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Il Mediterraneo. Segni e frammenti dell’araba Palermo

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Insegna e negozio halal in via Maqueda

di Francesca Martines

È una iconografia tranquilla, quasi scontata, da locale azienda del turismo, quella che vuole Palermo “città araba”. E non solo Palermo, ma la Sicilia tutta. Peraltro, gli arabi furono presenti nell’Isola due volte: la prima durante la loro dominazione, per poi tornarvi indirettamente qualche secolo dopo per il tramite degli Spagnoli, nella cui terra rimasero assai più a lungo che in Sicilia. Continua a leggere

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Aki Kaurismäki e i linguaggi della migrazione

La notte porta consiglio (ph. L. Taverna)

La notte porta consiglio (ph. L. Taverna)

di Stefano Montes

E allora? Ti è piaciuto? Ti va di parlarne? Di un film? Sì, perché no, perché non farlo, se mi si concede la libertà di vagare, qui e lì sul tema e sulla forma, come meglio aggrada al flusso dei miei sparsi pensieri, sulla spinta del momento! Beh, proprio adesso, all’uscita dalla sala per esempio, non posso fare a meno di pensare d’acchito – come sempre, forse, quando vado al cinema – soprattutto al valore estetico del film che ho appena visto, alla sua costruzione formale, più che alle questioni prese di petto contenutisticamente! Continua a leggere

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Patrimonio culturale e conflitti armati. La Dichiarazione di Abu Dhabi

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Palmira (ph. Niglio)

di Olimpia Niglio

Nel 2013 la rivista “Predella” dedica il n.32 al tema monografico il Dono dei padri. Il patrimonio culturale nelle aree di crisi, curato da Elena Franchi che nell’editoriale afferma:

«[…] La devastante esperienza della Seconda guerra mondiale aveva dimostrato che le nuove guerre non erano più dirette solo a obiettivi militari, ma colpivano anche i centri abitati, la popolazione civile, il patrimonio culturale. È la “guerra totale”, che assimila i soldati ai civili e travolge tutte le risorse di un Paese, con il ricorso ad armi più potenti e nuove strategie, alla guerra economica, alla guerra psicologica». Continua a leggere

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Signorina Rosina: un libro di frontiera

copertinadi Antonio Pane [*]

Per prima cosa devo fare una confessione. Mi occupo di Antonio Pizzuto dal 1988, ossia da quando mi capitò di comprare a Firenze, in una bancarella di libri usati, Signorina Rosina. Dell’autore non avevo mai sentito parlare, ma il titolo vagamente ‘gozzaniano’ mi incuriosiva, e il prezzo era davvero modesto. Il libro mi sbalordì. Era bellissimo, ma di una bellezza aliena, senza termini di paragone con quanto conoscevo. Da dove era spuntato? Aveva dei precursori? E quali? Confesso che, dopo trent’anni di letture e di studi, non sono in grado di dare una risposta esaustiva a questa domanda. Continua a leggere

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Gli spazi cimiteriali per i vivi: dalla patrimonializzazione alla esorcizzazione

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Cimitero monumentale san Cataldo di Modena

di Sara Raimondi

L’argomento che si vuole affrontare in queste pagine è certamente ampio, complesso e richiede l’intervento di più professionisti dei vari settori. Si cercherà comunque di offrire degli spunti antropologici sul tema e delle ipotesi di riflessione per condividere con altri ricercatori domande e interrogativi, in vista di approfondimenti futuri. Il tema in oggetto sono i cimiteri. Continua a leggere

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Un mare di uomini e navi

copertinadi Ninni Ravazza

Ma dirò i capi di navi e tutte le navi … (Iliade, II, 493 – 760).

Come un Omero dei giorni nostri Mario Genco, non nuovo a “navigazioni” nella memoria spesso perduta del mare siculo, stila un catalogo delle navi e dei loro capitani che per duecento e passa anni, dalla metà del Settecento agli albori del Novecento, hanno fatto grande la marineria siciliana. Navigazione difficile, perché la rotta è stata data da mire fuggevoli, che sovente svanivano all’orizzonte come l’isola di Gozzano, la “più bella” che Guccini tradusse in “non trovata”. Continua a leggere

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Un tweet non fa primavera. Il ruolo dei social network nella rivoluzione tunisina

                                                                                     di Lisa Riccio

ph Finbarr OReilly, Reuters.

Tunisi (ph.  Finbarr O Reilly, Reuters)

Dal dicembre 2010, un mondo ritenuto immutabile, fu travolto da un’ondata di proteste che ne rivelarono la cruda realtà. Dietro una rassicurante immagine laica e turistica, la Tunisia nascondeva una triste verità, quella di una terra in cui la retorica della sicurezza e della modernità aveva giustificato un feroce regime poliziesco, autoritario e mafioso. Attraverso gli eventi di quel periodo, il cui racconto fu amplificato dai social network, abbiamo appreso che il popolo tunisino viveva nella paura e ciascuno temeva la delazione dell’altro. L’opinione pubblica occidentale, sorpresa da queste narrazioni di disperazione e speranza, salutò queste proteste con un misto di stupore e incertezza, riflettendo, in tal modo, la miopia con cui aveva guardato fino ad allora alla narrazione ufficiale della Tunisia. Continua a leggere

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Teocrito, poeta ed “etnografo” della Sicilia pastorale antica

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Pittura vascolare da un cratere a campana a figure rosse, 420 a. C.

di Mario Sarica

Con Teocrito, poeta della scuola alessandrina (310-250 a.C. ca.), originario di Siracusa, nasce, com’è noto, il genere poetico-bucolico. I suoi idilli, epigrammi e carmi, costituiscono un vero e proprio archetipo poetico, da cui si alimenteranno nel corso dei secoli i titoli pastorali nobilitati nelle diverse espressioni d’arte (letteratura, pittura, musica), ad incominciare da Virgilio con le Bucoliche. Continua a leggere

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C’è un altro cielo. Parchi e Giardini a New York

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L’High Line

 di Flavia Schiavo 

I giardini a New York, e soprattutto a Manhattan, tra le città più compatte del pianeta, mostrano come gli spazi aperti abbiano una specifica densità, rispetto al costruito e siano un “fronte di resistenza” rispetto ai processi di trasformazione immobiliare, ai Piani, agli interventi pubblici e a quelli privati, cui a volte si oppongono efficacemente le azioni civiche e partecipative degli abitanti. Continua a leggere

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Il razzismo degli altri: Arabi e Neri nella nuova Tunisia

 Miniatura turca raffigurante Bilal, lo schiavo nero primo muezzin dell'islam

Miniatura turca raffigurante Bilal, lo schiavo nero primo muezzin dell’Islam

di Chiara Sebastiani 

«… in America vi sono degli uomini più ebrei degli ebrei: mi riferisco ai negri. In America un ebreo è sì un ebreo, ma prima di tutto è un bianco» (Joseph Roth, Juden auf der Wanderschaft, 1927, tr. it. Ebrei erranti, 1985). 

Il 24 dicembre scorso, a Tunisi, in pieno centro e in pieno giorno, tre studenti congolesi ventenni, due ragazze e un ragazzo, vengono aggrediti da un uomo armato di coltello, e gravemente feriti. L’uomo si rivelerà affetto da disturbi psichici ma ciò non inficia l’evidente matrice razzista dell’aggressione. L’evento suscita un inedito risveglio delle coscienze. L’Associazione degli studenti e stagisti africani in Tunisia (AESAT) indice per il giorno successivo una manifestazione sull’avenue Bourguiba – uno dei luoghi simbolici della Rivoluzione del 2011. (Ben Zineb 2016) Alla manifestazione partecipa la deputata Jamila Debbech Ksiksi, prima e unica parlamentare esponente della minoranza tunisina di origini africane. Continua a leggere

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Ripensando locale e globale: la retorica dello storytelling e la cospirologia

Opera dell'artista cinese Ai Weiwei, a Palazzo Strozzi a Firenze

I gommoni dei migranti, opera dell’artista cinese Ai Weiwei, a Palazzo Strozzi a Firenze

di Giuseppe Sorce

“La borsa di Tokyo apre in ribasso…”, si sente dal tg. Il programma iniziato alla sera si protrarrà per tutta la notte accompagnando lo spoglio dei vari seggi del territorio nazionale in attesa del risultato definitivo del referendum. È la sera tra il 4 e il 5 dicembre 2016. L’eco rincorre ancora l’andirivieni delle voci comode nel salotto luminoso della trasmissione tv mentre distrattamente il dibattito prosegue: la borsa di Tokyo apre in ribasso. Continua a leggere

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Scritture in lingua madre. L’occitano, una lingua mediterranea proibita

 copertinadi Maria Soresina

Vaterland, Muttersprache. I tedeschi hanno la fortuna di avere una lingua chiara, che certamente ha favorito la nascita della grande filosofia. La terra appartiene ai padri, la lingua alle madri. Ma anche in italiano: patria deriva da pater e la lingua principale è la «madrelingua».

Si potrebbe applicare la stessa distinzione anche al binomio patrimonio-matrimonio: il denaro è una questione che riguarda i maschi, i legami e gli affetti familiari le donne. Continua a leggere

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Serpi, scorzoni, tarante. Mitologie di San Paolo da Malta al Salento (passando per la Sicilia)

sanpaolaro-incisione-da-giuseppe-maria-mitelli-le-arti-per-via1660

Sanpaolaro, incisione da Giuseppe Maria Mitelli, Le arti per via,1660

di Sergio Todesco

L’odissea mediterranea di San Paolo, così come essa ci è stata descritta nella narrazione degli Atti degli Apostoli ma anche come ci è pervenuta attraverso fonti apocrife e – ancor più – attraverso tradizioni popolari attestate in tutto il Meridione d’Italia, ci consente di sorprendere in vivo un meccanismo di notevole interesse antropologico, attraverso il quale questo santo ha finito col compendiare, risolvere ed equilibrare in una sintesi nuova figurazioni mitico-rituali provenienti da contesti culturali più antichi. Mi riferisco al particolare rapporto che San Paolo intrattenne con i serpenti e, più in generale, con figure ofidiche, rettili, aracnidi di varia specie, tutti caratterizzati dalla loro natura di entità in genere “repellenti” per l’uomo ma al contempo esercitanti un fascino ambivalente probabilmente riconducibile a dimensioni profonde dell’inconscio. Continua a leggere

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Il Papa ha quattro anni

Il nuovo Papa Jorge Mario Bergoglio con il nome di Francesco I

Il nuovo Papa Jorge Mario Bergoglio con il nome di Francesco I

di Marcello Vigli

Ha quattro anni di pontificato papa Francesco. Sono troppo pochi per un bilancio, ma sufficienti per una prima valutazione che sfugga all’esaltazione di chi lo vuole rivoluzionario e alla denigrazione di chi lo accusa di voler distruggere la Chiesa. In verità, un papa per definizione non può essere rivoluzionario e neppure eresiarca se chi lo accusa non intende sconfessare l’opera dello Spirito Santo. Continua a leggere

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Leonardo Sciascia e l’ottimismo della scrittura

ritratto-di-sciascia-a-villa-igea-1971-di-bruno-caruso

Ritratto di Sciascia a villa Igea, 1971, di Bruno Caruso

di Francesco Virga [*]

La Sicilia non è la mafia,
in Sicilia c’è la mafia
ma la Sicilia non è la mafia [...] [1]
 
 

Leonardo Sciascia continua a far parlare di sé. Più d’uno, all’indomani della sua morte, ha cercato di mettere una pietra tombale sulla sua opera. Tra tutti il più brutale è stato Mario Centorrino che, senza peli sulla lingua, nel 2010 pronunciò queste parole:

«Le ideologie sono ormai superate. Destra e sinistra, tutti assieme, almeno per un anno prendiamoci una pausa. Non leggiamo più per un po’ Camilleri, Tomasi di Lampedusa o Sciascia perché sono una sorta di ‘sfiga’ nei confronti della Sicilia. Ci vuole ottimismo»[2]. Continua a leggere

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