SOMMARIO

Amatrice. ph Gianfelice/Agf

Amatrice (ph Gianfelice/Agf)

 EDITORIALE, Alessio Angelo, Lo sbarco, l’isola e l’odore di capra; Gabriella Argento, “Perchè Dio mi ha fatto così!”; Linda Armano, Scontro di valori e fine di un mondo possibile. Limiti dei valori occidentali postmoderni; Rosario Atria, Suggestioni giovanili nella Sicilia degli anni Sessanta e Settanta; Margherita Bartolino, Cosa intendiamo quando diciamo migranti; Continua a leggere

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EDITORIALE

Terremoto 24 Agosto 2016-Norcia (Ph.Lapresse)

24 Agosto 2016, Norcia (ph. Lapresse)

 L’estate che volge al termine ci lascia un cumulo di tragiche macerie, una scia infinita di immagini, drammatiche, dolenti, strazianti, alcune insostenibili allo sguardo. «Trema la terra e un po’ anche il nostro cuore», ha scritto Claudio Magris. Non possiamo non dirci in qualche modo vicini anche noi che siamo lontani e sicuri nelle nostre “tiepide case”. «La fotografia – secondo la lezione di Barthes – è il segno di ciò che è stato e più non sarà». Continua a leggere

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Lo sbarco, l’isola e l’odore di capra

 Migranti alla deriva Dipinto su carta, Samuela Ferrandes alunna della classe 3B Scuola Media Dante Alighieri, Pantelleria 2016.

Migranti alla deriva, dipinto su carta, Samuela Ferrandes, alunna della classe 3B, Scuola Media Dante Alighieri, Pantelleria 2016.

di Alessio Angelo

Un uomo ingrigito dagli anni si avvicina, mezzo sigaro in bocca, ferma la macchina, scende, mostra dei fogli al sottoufficiale della Guardia Costiera: «devo andare in barca – dice – prendo delle misure, rifaccio la tappezzeria». «C’è un operazione in corso! – afferma la guardia – non posso farla passare». «Che operazione?» «Uno sbarco!» «È lì che devo andare, prendo solo qualche misura». Continua a leggere

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“Perchè Dio mi ha fatto così!”

 Nella ludoteca Alveare di Agrigento (ph. Argento)

Nella ludoteca Alveare di Agrigento (ph. Argento)

di Gabriella Argento 

«Perché non sono nero?» Mi disse Giuliano. «Vorrei essere nero come Kalidou!». E qualche giorno dopo: «mamma, oggi, la maestra all’asilo mi ha detto che i miei capelli sono castani. Non mi piacciono: io li voglio neri come Kalidou!». «Vedi Giuliano, cercai di spiegargli facendo appello a Darwin, «il nonno del bisnonno e ancora del bisnonno del trisavolo di Kalidou era nato in Senegal, un Paese che si trova in Africa; e siccome lì fa molto ma molto caldo, la sua pelle è diventata più scura». Continua a leggere

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Scontro di valori e fine di un mondo possibile. Limiti dei valori occidentali postmoderni

 

 Ludwig Meidner, Paesaggi Apocalittici, 1912

Ludwig Meidner, Paesaggi Apocalittici, 1912

  di Linda Armano

Amalia Signorelli, nell’Introduzione al suo lavoro Ernesto de Martino. Teoria antropologica e metodologia della ricerca scrive che, quando un gruppo umano è in crisi, è perché cerca valori altri rispetto a quelli che rifiuta o perché al suo interno si confrontano gruppi che fanno riferimento a valori diversi. Continua a leggere

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Suggestioni giovanili nella Sicilia degli anni Sessanta e Settanta

COPERTINAdi Rosario Atria

In Pittata d’argento (Ancona, Italic Pequod, 2014), opera d’esordio di Aldo Pera, rivive la Sicilia degli anni Sessanta e Settanta del Novecento, una Sicilia marinara e contadina, legata a usanze e segreti che si tramandano di generazione in generazione e retta su valori antichi: l’amicizia, la lealtà, l’ospitalità, la solidarietà tra classi sociali che si fa solidità del corpo sociale.

L’autore, classe 1948, concepisce un romanzo corale, ambientando la vicenda nella piccola borgata marinara di Selinunte, dove ha trascorso la propria giovinezza e dove tutt’oggi risiede. Continua a leggere

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Cosa intendiamo quando diciamo migranti

 ph. Gabriel Bouys  (AFP  Getty Images)

ph. Gabriel Bouys (AFP Getty Images)

  di Margherita Bartolino 

In questa breve analisi vorrei fare luce su alcuni concetti relativi al fenomeno dei  movimenti migratori con l’intenzione di porre sotto i riflettori aspetti che credo siano stati ignorati tanto dai media quanto dalla classe dirigente europea. Il motivo che mi spinge a scrivere di tali tematiche ha a che fare con la convinzione che, pur non avendo alcun potere decisionale, giovani studenti, scrittori, o giornalisti, conservano nelle loro mani due strumenti di enorme potere: quello dell’informazione e quello della divulgazione. Continua a leggere

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Introduzione alla letteratura tuareg: i Kel Tamajaq e il mito di Amerolqis, eroe civilizzatore

Pittura in caratteri tifinagh, artista tuareg Hawad

Pittura in caratteri tifinagh, artista tuareg Hawad

  di Ada Boffa

In questo articolo, che introduce ad un successivo ed accurato discorso sulla favolistica tuareg, si descrive la cultura dei KelTamajaq attraverso la lettura del mito fondatore di tale popolo: la leggenda eziologica di Amerolqis [1]. Una introduzione alla letteratura a partire dalla letteratura stessa. Si parte dall’analisi del mito da cui prendere spunto per affrontare il discorso sul patrimonio letterario tuareg, ponendo l’accento sulla dimensione narrativa di forma lunga e anche breve. Si riporta di seguito la trama del racconto eziologico. Continua a leggere

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Note su una mostra. Per un nuovo metodo di disseminazione dei risultati di ricerca

 Locandina della mostra “Houdoud al Bahr  I confini del mare”,  Sala alla Porta S. Agostino, Bergamo, 1-5 luglio 2016

Locandina della mostra “Houdoud al Bahr I confini del mare”, Bergamo, 1-5 luglio 2016

 di Chiara Brambilla

La mostra Houdoud al bahr | I Confini del Mare è stata allestita per la prima volta dall’1 al 5 luglio 2016 presso la Sala alla Porta S. Agostino di Bergamo con il patrocinio del Comune di Bergamo [1].

Questa mostra è stata ideata sulla base dei dati raccolti nel corso della ricerca etnografica –  condotta dal Centro di Ricerca sulla Complessità (Ce.R.Co.) dell’Università degli Studi di Bergamo nell’ambito del Progetto Europeo 7PQ EUBORDERSCAPES – nella regione di frontiera italo/tunisina, fra e nei due spazi urbani di Mazara del Vallo (Trapani) e Mahdia (Tunisia), letti alla luce delle loro reciproche relazioni [2]. Il lavoro di ricerca etnografica condotto ha previsto anche la realizzazione del film documentario “Houdoud al bahr | I Confini del Mare: Mazara-Mahdia” che costituisce, nella sua versione breve, parte della mostra omonima, la quale dedica al documentario la sua Terza Sessione. Continua a leggere

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L’origine della vita fra fisica e metafisica

COPERTINA

da P. Saraceno, Inaf Roma

di Rosolino Buccheri

Le teorie sull’evoluzione della specie ci permettono di interpretare l’origine dell’uomo come il risultato dello sviluppo della vita a partire da originari elementi organici; elementi che potrebbero essere stati generati sulla Terra o portati, insieme all’acqua, da impatti di meteoriti o asteroidi, vaganti all’interno del sistema solare. Continua a leggere

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Una società editrice di avanguardia nella generosa Mazara del dopoguerra

copertina  di Mario Cajazzo

È Stazio il “personaggio-guida” cui Dante affida le parole con le quali il poeta della Tebaide, rivolgendosi a Virgilio, riconosce in lui il maestro che gli ispirò l’amore per la poesia e che, per primo, gli trasmise la luce per trovare la via che conduce a Dio:

Facesti come quei che va di notte,

che porta il lume dietro e sè non giova,

ma dopo sè fa le persone dotte

                                                                         (Purgatorio, canto XXII: vv. 67-69) Continua a leggere
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I musei, tra nuove missioni e vecchie immagini. Orhan Pamuk, Claudio Magris, e il senso comune

di Pietro ClementeCOPERTINA 

Il 2016 è stato un anno importante per l’Italia dei musei. Milano è stata la città di accoglienza dal 3 al 9 luglio della 24^ conferenza internazionale dell’ICOM (International Council of Museums affiliato UNESCO) dedicata a Museums and Cultural Landscapes. Migliaia di direttori, curatori, conservatori, studiosi di musei di tutto il mondo hanno reso tangibile l’importanza dei musei, e hanno contribuito a quella che anche per noi può essere considerata una svolta, quella di dare ai musei una missione ulteriore. Continua a leggere

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Una mano piena di terra e una sciarpa appartenuta a mia madre. #MyEscape, our hope

copertina costa di Cinzia Costa

Un cielo grigio attraversato da aerei militari, una voce che dice “Allahu Akbar”, poi altre parole in arabo e delle esplosioni. Palazzi che crollano, gente che scappa per le strade di una città assediata. «Damasco era una città che non dormiva mai, sveglia 24 ore su 24. […] Ho preso due cose con me. Una mano piena di terra e una sciarpa appartenuta a mia madre».

«Più di un milione di persone sono fuggite in Germania nel 2015. Alcune di loro hanno usato i cellulari per filmare il loro viaggio». Continua a leggere

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In memoria di “Danino”

 Adnen Meddeb

Adnen Meddeb

 di Federico Costanza

C’erano una volta le cosiddette “Primavere arabe”. Poi è arrivato l’autunno islamista, il fallimento delle elezioni, le fragili istituzioni democratiche, l’avanzata del jihadismo internazionale, la minaccia del terrorismo globale. La paura  si è impossessata dell’entusiasmo rivolu- zionario, soppiantandolo. Continua a leggere

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Topografie reali e mappe simboliche. Un periplo sentimentale dell’Isola letteraria

 copertina di Antonino Cusumano

In antropologia –  come si sa – il viaggio è esemplare paradigma teorico e metodologico, fattore costitutivo e valore fondativo della disciplina, presupposto empirico e simbolico del mestiere. Per conoscere e capire la cultura degli altri, per praticare la cosiddetta “osservazione partecipante”, bisogna “essere là”, varcare una frontiera, spostarsi nello spazio, dislocare lo sguardo, attraversare l’esperienza dello spaesamento per tentare di adottare un punto di vista decentrato ovvero meno etnocentrico. In realtà, il viaggio – fisico e mentale – è condizione ineludibile non solo di ogni ricerca etnografica ma anche di ogni impresa di conoscenza, dal momento che impone il superamento di distanze e – contestualmente – il distanziamento da categorie del pensiero pregiudiziali. Continua a leggere

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Alla ricerca di se stessi. Adolescenti e nuove forme di famiglia

 copertina chiaradi  Chiara Dallavalle

La peculiarità dei fenomeni migratori contemporanei sta nel loro essere eventi globalizzati, ma al tempo stesso collegati ad esperienze di vita assolutamente locali e personali. Arjun Appadurai teorizza proprio la distinzione tra spazio come àmbito in cui si verificano processi globali, e luogo, definito sulla base di uno specifico territorio e afferente ad una data comunità. Continua a leggere

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Memoria dei frutti dimenticati

 Foto di E. Fratalia

Foto di E. Fratalia

di Nicola De Gregorio 

I frutti che oggi chiamiamo “antichi” sono il risultato di quel lungo processo evolutivo che ha generato, attraverso la selezione dei contadini, la molteplicità di animali e vegetali addomesticati. A partire da ottomila anni fa, a un nutrito gruppo di specie indigene (castagno, carrubo, sorbo, perastro, olivastro, prugnolo) si sono sommate numerose specie esotiche, e già nel IV millennio a.C. si documenta nel Mediterraneo la coltivazione di quelli che vengono considerati i fruttiferi più rappresentativi dell’area: l’ ulivo, la vite, il fico e la palma da dattero. Continua a leggere

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Suicidio e società. L’estrema rivolta dell’io sopraffatto

 Egon Schiele, Donna ripiegata su se stessa, 1910

Egon Schiele, Donna ripiegata su se stessa, 1910

 di Valeria Dell’Orzo 

La morte, fra i momenti personali della quotidianità umana, è di certo quello meno privato. Il decesso, quale punto irreversibile, esclude lo spazio fattivo di un’azione capace di alterarne o invertirne l’esito, lasciando campo all’interiorizzazione corale di un condizione statica, immobile e immutabile.

Morire però non è solo un biologico deperimento o un fortuito incidente, può assumere anche la forma di volontà, che sia accusa, denuncia o resa, rendendone ancor più complessa la gestione sociale e personale. Continua a leggere

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L’utopia di Adriano Olivetti nella straordinaria vita di Franco Ferrarotti

COPERTINAdi Piero Di Giorgi

Penso che le persone che cercano di vivere con consapevolezza, interrogandosi costantemente sulle vicende personali e pubbliche, che avvertono l’irriducibile precarietà della vita e l’inesorabile fluire della freccia del tempo, avvertano a un certo punto l’irrefrenabile impulso di fare un bilancio della propria vita, ripercorrendo le tortuose vie e i casuali incontri che fanno di noi ciò che siamo. È quel che fa Franco Ferrarotti in una sorta di trilogia (La concreta utopia di Adriano Olivetti, ed. Dehoniane, Bologna 2013; Un anno qualunque, Guida ed. Napoli 2015; I miei anni con Adriano Olivetti, Solfanelli, Chieti 2016) che, in qualche modo, ricostruisce la lunga, attiva, intensa e interessante vita dell’autore, le cui tappe più significative avevo avuto l’opportunità di vedere in un video nella ricorrenza del 90° genetliaco nell’aprile di quest’anno a Roma. Continua a leggere

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I fili del tempo e della vita nei tappeti dell’Alto Atlante marocchino

 Archivio Annassim

Archivio Annassim

 di Lella Di Marco

Eravamo convinte che il perfetto e prezioso tappeto fosse soltanto quello orientale, proveniente dalla Persia soprattutto. Su tale fenomeno culturale è stato scritto tanto. Anche a Bologna gli immigrati iraniani, tutti intellettuali e di famiglie agiate emigrati per motivi politici, continuano a definirsi persiani, sia per rivendicare le loro radici culturali, sia per prendere le distanze dalla realtà politica dell’Iran.  Continua a leggere

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Il Mediterraneo sommerso. Per un dialogo tra Sicilia e Tunisia

San Vito lo Capo (ph.S. Emma)

San Vito lo Capo (ph. S. Emma)

di Salvo Emma

Analizzando le attività legate alla archeologia subacquea svolte in Tunisia negli ultimi due anni, alla luce degli ultimi eventi sociopolitici che hanno coinvolto tutto il Maghreb, le attività di cooperazione transfrontaliera in campo culturale tra Sicilia e Tunisia assumono sicuramente un aspetto del tutto diverso dagli scopi originari del progetto “Culturas”. Continua a leggere

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L’Antropologia esistenziale di Albert Piette. Ripartire dall’individuo

 copertina di  Concetta Garofalo

Nel quotidiano susseguirsi di assunzioni di ruoli, nel correlativo intrecciarsi di relazioni intrattenute con i propri simili, con oggetti e spazi circostanti, gli individui si trovano inevitabilmente a essere soggetti – preposti – a una varietà di sollecitazioni sensoriali e percettive. Tale sottile esperienza va di pari passo con il succedersi del pensare, ordinario e comune, di tutti i giorni così come – nel fluire del tempo – con l’instaurarsi dei ricordi e, man mano, del loro eventuale archiviarsi o connettersi ad altri ricordi. Continua a leggere

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Il bilancio post mortem di un terrorista

COPERTINA MARTA di Marta Gentilucci

«Ricordate che stanotte, figli miei, numerose sfide vi aspettano. Ma dovete affrontarle e comprenderle. Non è più il momento del gioco. Il momento del giudizio è arrivato. Dunque dobbiamo utilizzare queste poche ore per chiedere perdono a Dio. Dovete essere convinti che non vi resta più tempo da vivere. Dopo, comincerete una vita di beatitudine, il paradiso infinito. Siate ottimisti». È la vigilia del 16 maggio del 2003. Siamo a Casablanca, Marocco. Yashin, Hamid, Nabil, Fouad, Khalil e Azzi si preparano alla morte come fosse un matrimonio: lavano e rasano i loro corpi accuratamente, indossano biancheria pulita, recitano le ultime preghiere, si abbracciano con gli occhi lucidi. Continua a leggere

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Uomini chimici nell’avvenire

 Roy Batty di Blad  Rrunner

Roy Batty di Blade Runner

di Nino Giaramidaro

Vivranno senza un fratello, soli, forse in grandi orfanotrofi lindi, muniti di balie e nutrici. In camerate senza odore di cipolla. Sopporteranno le malattie senza conforto, fra camici bianchi, azzurri, verdi di uomini e donne travisate e professionali. E gioie solitarie, indicibili, fra sconosciuti uguali a se stessi: forse occhi azzurri, anche i giapponesi biondi e con gli occhi dritti, e l’Africa nera imbiancata da un ribonucleico di plastica. Tutti figli del profetico dottor Mengele. Continua a leggere

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Mazara 1811: quando il castello contava meno del grano

copertina

Disegno di Gabriele Merelli, 1677

 di Rosario Lentini 

Il castello medievale di Mazara o meglio ciò che un tempo fu castello, da molti decenni ci si mostra in quell’unico frammento architettonico superstite – un arco a tutto sesto sormontato da un doppio arco ogivale – ormai divenuto icona della città, ben più del suo stemma turrito. Come noto, la costruzione risale al 1075 circa, per volontà di Ruggero I di Altavilla, in posizione soprelevata rispetto all’attuale piano della piazza Mokarta, strategicamente funzionale alla rete di difesa dalle possibili incursioni musulmane lungo la linea di costa meridionale dell’Isola. Continua a leggere

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L’assoluta contraddizione del nostro esistere. Vinicio Capossela al Premio Pino Veneziano

 COPERTINAdi Umberto Leone

Quest’anno, il Premio Pino Veneziano, giunto alla dodicesima edizione, attraverso la rievocazione della figura del cantastorie e artista selinuntino, nel solco delle edizioni precedenti, ha inteso celebrare la forza simbolica e spirituale del paesaggio, che all’interno del suggestivo Parco archeologico di Selinunte, sede del Premio, è anche risorsa ambientale, culturale ed economica. Continua a leggere

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Ansie di dislocazione: l’Eneide di Virgilio nella lettura di Alessandro Barchiesi

COPERTINA di Pietro Li Causi

Enea, un migrante che scappa dalla guerra di Troia, approda, dopo svariate peripezie, alle coste italiche. Qui ha qualche problema con gli indigeni (Turno, ad esempio), ma alla fine riesce a imporsi e getta le basi per quella che diventerà la più grande civiltà del Mediterraneo. Ergo, le comunità che sapranno accogliere e integrare i migranti…  di più, le comunità che si lasceranno invadere dai migranti potrebbero fiorire, anzi sicuramente fioriranno. Continua a leggere

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La marginalizzazione delle donne. La vuole Dio o la vogliono gli uomini?

Michelangelo, La creazione di Eva, part. Cappella Sistina

Michelangelo, La creazione di Eva, part., Cappella Sistina

 di Maria Immacolata Macioti [*]

Si è molto diffusa, negli ultimi anni, la percezione della crescente discriminazione delle donne rispetto agli uomini, in varie parti del mondo, in diverse situazioni religiose e culturali. A prescindere dai luoghi e dalle vicende intercorse dalla loro nascita, l’impressione è che le grandi religioni – e forse anche le più piccole; anzi, a volte, lì il fenomeno può essere più appariscente –  discriminino, in vario modo, le donne. Continua a leggere

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Polifonie e armonie del Mediterraneo

COPERTINA di Maria Rosa Montalbano

Un tempo molto lontano, «navigarono in questo mare interiore, scivolando con navi nere dagli occhi dipinti sulla prua, commercianti che trasportavano vino, olio, vitigni, marmo, piombo, argento parole e alfabeti. Guerrieri espugnarono città con cavalli di legno e poi, se sopravvissuti, tornavano a Itaca sotto un cielo che la loro lucidità popolava di dèi. Antenati nacquero, combatterono e morirono accettando le regole apprese da questo mare saggio e impassibile» [1].

Questo mare «saggio e impassibile» è oggi il destinatario della lettera di Ilaria Guidantoni, giornalista e scrittrice che, nel suo ultimo libro Lettera a un mare chiuso per una società aperta (Albeggi edizioni 2016),  ripercorre analiticamente e sentimentalmente storia e civiltà, a partire dall’etimologia che deriva dal latino e significa “in mezzo alle terre”. Nel suo nome sembra iscritta non solo la sua natura ma sembra segnato anche il suo destino. Per indicarlo, greci e romani utilizzarono la locuzione Mare Nostrum, ossia il nostro mare. In arabo la sua denominazione è al-Baħr al-Abyad al-Mutawassit بحر   ال يض       األب سط تو  م ال, “Mar Bianco di Mezzo” e anche in turco il Mediterraneo è detto Akdeniz, “Mare Bianco”. Continua a leggere

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New York e i sensi del ritorno

foto 1

NY (ph. Montes)

di Stefano Montes

Da quando ho incominciato a pensare di tornare a New York, ho al contempo iniziato a ricordare nuovamente i sogni che faccio, a fare caso ai segni che mi manda il mondo a proposito di viaggio e tempo trascorso a Palermo e altrove. Improvvisamente, senza calcolo, sogno e faccio caso al tempo. Non molto bene, ovviamente, all’inizio. Non molto, non tanto, per incominciare. Continua a leggere

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L’astronomia nella lingua araba e nella cultura arabo-islamica

COMETA  HALE-BOPP

Cometa Hale-Bopp sopra Stonehenge

di Francesca Morando

«La fraseologia di una lingua è un valido patrimonio linguistico che riflette la visione del mondo dei parlanti, la loro cultura strettamente legata agli usi e costumi, alle leggende e credenze, alla fantasia e alla storia della collettività linguistica. Grazie alle unità fraseologiche possiamo indovinare il passato e il presente di una lingua. Dicendo “il passato” intendiamo che nella fraseologia sopravvivono parole cadute in disuso e strutture sintattiche che non si usano più. Quanto al presente possiamo constatare lo sviluppo semantico della fraseologia idiomatica, la nascita di parole e di modi di dire nuovi motivati dalla fraseologia» (Bralić, 2011: 171). Continua a leggere

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Le guide turistiche, uno strumento ambiguo per orientarsi

COPERTINA di Alessandro Morello

Qualsiasi esperienza di viaggio comincia con una fase preliminare in cui il soggetto consulta una serie di strumenti che dovrebbero guidarlo verso la scelta della destinazione. Le guide turistiche in quanto attori sociali e mediatori tra il turista e le possibili località istituiscono il discorso turistico; dalle parole della semiologa Giannitrapani emerge il carattere poietico della località turistica.  Continua a leggere

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Nella rinascita delle cose la vita perpetua dell’arte. Per ricordare Giusto Sucato

COPERTINA  di  Irene Oliveri

Giorno 10 Agosto 2016 ci ha lasciati un grande artista siciliano, Giusto Sucato. Nato a Palermo nel 1950, ha vissuto d’arte e lavorato ininterrottamente a Misilmeri, a contatto con un mondo contadino e agropastorale che ha ispirato i temi della sua ricerca estetica. Identificato dalla critica con il dio greco Efesto e denominato ladro di memorie, Giusto Sucato era affascinato dalle forme degli oggetti in cui si imbatteva, trovava la poesia nelle cose, era capace di guardarle con altri occhi, di entrarvi dentro per modificarle e risemantizzarle. Continua a leggere

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Per una metodologia dello studio delle migrazioni a partire dai contesti di origine

K. Orlinsky, strada di Timbuktu, Mali

K. Orlinsky, strada di Timbuktu, Mali

di Valentina Richichi

Quando parliamo di migrazioni, siamo tendenzialmente portati a considerare la vicenda del viaggio, con le sue difficoltà e i suoi spesso tragici esiti, e le condizioni di vita nelle terre di approdo, sia nell’ambito delle politiche di accoglienza che per quanto concerne una successiva fase di stabilizzazione e inclusione sociale. Continua a leggere

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Voci e suoni dalle tonnare messinesi. Storia, lavoro, devozione e canti

 La pesca del tonno,acquaforte di Jean-Pierre_Houël

La pesca del tonno, acquaforte di Jean-Pierre Houël

 di Mario Sarica

Le tracce più remote di pesca del tonno nel Mediterraneo sconfinano nella preistoria. In ambito siciliano, ad attestare la plurimillenaria pesca, le incisioni rupestri dell’isola di Levanzo nelle Egadi che raffigurano dei tonni. A Messina, in un sito archeologico riferibile all’età del bronzo, a conferma dell’arcaica e diffusa pratica di pesca, sono riaffiorati, non molti anni fa, grossi ami e ossa di grandi pesci riferibili, fra gli altri, a tonni e pesci spada. Continua a leggere

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Frontpage: scrivere in città e scrivere la città. Le Origini

 Park Row,  sede del Newspapers a Manhattan, primi 900

Park Row, sede del Newspapers a Manhattan, primi 900

di Flavia Schiavo [*]

Il passaggio tra il XVIII e il XIX secolo, fatto d’innumerevoli fratture e “piste”, nella vasta porzione industrializzata del mondo, ha ridisegnato rapporti, cambiato le forme di organizzazione del lavoro e della produzione, mutato l’ordine interno e l’ordine globale di alcuni Sistemi o Stati, introdotto nuove “definizioni”, nuove locuzioni, nuovi “oggetti” e strumenti di partecipazione/segregazione, controllo/manipolazione e di potere. Continua a leggere

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Verso la Merica: il grande viaggio senza ritorno

 COPERTINA ORIETTAdi Orietta Sorgi

«Da ogni parte della Sicilia molti partivano verso gli Stati Uniti, a farsi americani. (…) I paesi dolorosamente si spopolavano: l’America, la Merica, smembrava parentele, recideva affetti, mutava sentimenti. Come ingoiate dall’America, che i rimasti immaginavano immensa, affannosa e smemorante, intere famiglie sparivano». Così Sciascia nella prefazione a Montallegro, una comunità siciliana in America, di Jerre Mangione. Forse perché i siciliani, più degli altri, vivono con dolore intenso il distacco. Continua a leggere

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Pitré, la cultura alimentare e i quesiti semasiologici dell’Atlante Linguistico della Sicilia

 copertinadi Roberto Sottile

Degli oltre 700 quesiti di cui si compone il Questionario alimentare dell’Atlante Linguistico della Sicilia (ALS), più di cento sono di tipo semasiologico. Ciò significa che un raccoglitore che vada in un punto d’inchiesta per intervistare le persone sulla cultura alimentare, non chiede, per esempio, agli informatori “come chiamate il pane condito con l’olio?” – questo è il ‘quesito onomasiologico’. Egli chiede, piuttosto: “che cosa si intende esattamente per ‘pani cunzatu’?”. Continua a leggere

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Violenza e religione

 1986,  Spirito di Assisi

1986,  Nello spirito di Assisi

di Marcello Vigli

Sulla violenza delle religioni si è detto e scritto molto e si continua a discettare; interessante quindi rievocare  e commentare la categorica dichiarazione di papa Francesco quando gli hanno chiesto se esiste una “violenza islamica”. Non esiste come non esiste una violenza cattolica. Al tempo stesso, però, Islamici e Cattolici possono essere violenti e invocare la religione come ispiratrice della loro azione. Continua a leggere

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