SOMMARIO

Michael M. Grymbaum, 18 aprile 2016, Premio Pulitzer 2016

Tyler Hicks, The New York Times, Premio Pulitzer 2016

EDITORIALE; Elena Biagi, La lingua araba: voce e memoria; Ada Boffa, Voci lontane del mondo cabilo; Rosolino Buccheri, La dualità dell’uomo tra fede e scienza. Dalla neurofisiologia alla letteratura; Emanuele Buttitta- Gandolfo Schimmenti, Giuseppe A. Borgese e il suo «vero luogo nativo»; Continua a leggere

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EDITORIALE

Foto Patrick Bar. AP, 16 Aprile 2016

Foto Patrick Bar. AP, 16 Aprile 2016

Che il mare nulla sostiene e nulla trattiene e, come nel deserto, non vi restano in superficie né tracce né impronte del passaggio dell’uomo lo aveva scritto anni fa Vincenzo Consolo in occasione delle prime imbarcazioni dei migranti colate a picco nella traversata del Mediterraneo. Verità  drammaticamente certificata dal quotidiano stillicidio dei naufragi che oggi come ieri  inghiottono e cancellano l’umanità e l’identità di interi popoli in fuga. Continua a leggere

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La lingua araba: voce e memoria

 

Sūra 96, “Il grumo di sangue”, vv. 1-5

Sūra 96, “Il grumo di sangue”, vv. 1-5

  di Elena Biagi 

«Se avete trascorso qualche giorno sul Nilo o sulle sue rive, in prossimità di quel fiume maestoso che attraversa la città del Cairo e ritma le sue attività, senza dubbio serberete ancora il ricordo delle notti, in cui, prima dell’alba, il rumore sincopato dei rami che si tuffavano nell’acqua sotto le vostre finestre vi avrà risvegliato. Dentro un anfratto della vostra memoria, conservate il ricordo del colore associato a questo rumore: grigio liquido, arabeschi argentati di piccole gocce spruzzate dal corpo massiccio del fiume […]» (Atiya, 1985: 143). Continua a leggere

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Voci lontane del mondo cabilo

COPERTINA   di  Ada Boffa                                               

Cabilia, Algeria, 1939, villaggio di Tasga

Li chiamano “quelli di Taast”, oppure “ i ricchi” o addirittura “ i fascisti”, sono i giovani studenti di Tasga, i protagonisti del romanzo di Mammerì: Mokrane, Menach, Idir e Meddour. La loro infanzia è legata inevitabilmente a quella degli avversari, i membri del gruppo rivale, i giovani scapestrati della “banda”, ragazzi poveri, senza scrupoli, i bulletti del villaggio: Ouali, Raveh e Mouh.

Nel mezzo ci sono le donne di Tasga, le giovani fanciulle cabile, adornate maestosamente di gioielli e vesti colorate che tessono la loro adolescenza in compagnia dei propri cugini. Davda e Aazi, così si chiamano le protagoniste femminili del romanzo innamorate dei due giovani amici Menach e Mokrane. Continua a leggere

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La dualità dell’uomo tra fede e scienza. Dalla neurofisiologia alla letteratura

 Ritratto di Galileo, di Justus Sustermansi,1636

Ritratto di Galileo, di Justus Sustermansi,1636

   di Rosolino Buccheri

Il problema del dialogo fra Fede e Scienza, fra i più dibattuti da sempre a tutte le latitudini, viene qui ricondotto ad una tensione interna ad ognuno di noi, dovuta ad una intrinseca dualità dell’uomo, descritta innumerevoli volte in letteratura ma solo da alcuni decenni evidenziata anche dalla ricerca scientifica. In quel che segue, affronterò il problema in via del tutto generale, riferendomi prima- riamente alla ‘fede’ nel suo significato più ampio, come «il credere in determinati concetti o assunti basandosi sull’autorità altrui o su una convinzione personale più che su prove obiettive» (def. del Grande Dizionario Italiano De Mauro). Continua a leggere

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Giuseppe A. Borgese e il suo «vero luogo nativo»

COPERTINA   di Emanuele Buttitta e Gandolfo Schimmenti

«Ti devo far vedere una cosa. Se non mi trovi, lo sai dov’è la chiave», disse al telefono. L’altro viveva poco più in là, nella campagna di Polizzi Generosa. Entrando, guardò, per lunga consuetudine, nella luce soffusa, sul tavolo in fondo, vicino al camino, dove solitamente rifulgeva, solitario, il centro intellettuale della casa: un manufatto, un libro, un autografo, un CD … Quel giorno era una lettera [1]: «Corriere della Sera / 17. I. 31 / Via Pontaccio 12 // Caro Umberto, / un mio amico e illustre scrittore, Marino Moretti […]». Allora girò il foglio e andò alla firma: «G A Borgese». Fu così che l’indomani si trovarono a rileggere, su quel tavolo di legno chiaro che riflette la luce, come un’acqua di pozzo, del quale mai, come vedremo, puoi indovinare le profondità. Era il Natale del 2005. Continua a leggere

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Casa Lussu. La casa della storia e delle storie

 Casa Lussu

Casa Lussu

  di Pietro Clemente

Roma 29 febbraio 2016, ore 15. Siamo nella Sala Alessandrina di Sant’Ivo alla Sapienza, ci incontriamo qui per la attribuzione del Premio Ranuccio Bianchi Bandinelli “La tutela come impegno civile”. È uno spazio straordinario, pieno di storia e di arte, il campanile di Sant’Ivo è in corso di ristrutturazione, la sua particolare fisionomia barocca non è pienamente visibile. A due passi c’è Piazza Navona. In questo spazio è come se luoghi e storie fluttuassero nel mondo. Il premio è per questo anno intitolato a Khaled al-Assad, direttore del Museo di Palmira, straziato dai soldati del Daesh (ISIS). Archeologo resistente alle ideologie, ai fanatismi, fino alla morte e all’uso orribile del corpo, usata come forma di comunicazione di massa. Continua a leggere

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Il fuoco della mobilità: asimmetrie, conflitti e poteri nelle rotte tra Tunisia e Italia

 La conquista della città tunisina di Sfax (1881) nell’iconografia coloniale francese dell’epoca

La conquista della città tunisina di Sfax (1881) nell’iconografia coloniale francese dell’epoca

  di Giovanni Cordova [*]

Le scienze umane e sociali, specialmente gli studi inerenti alle migrazioni, hanno da ormai diverso tempo reso evidenti tutti i limiti insiti nel ‘nazionalismo metodo- logico’, ovvero nel considerare lo Stato-nazione così come si è affermato in Occidente nel XIX secolo quale unico modello politico generatore di flussi culturali, sociali ed economici (Wimmer, Glick Schiller 2002; Riccio 2014). Continua a leggere

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Dall’esasperazione la ricerca di una nuova luce

copertina  di Francesca Corrao [*]

Alla fine degli anni Sessanta questo libro del filosofo siriano Sadik Jalal al-Azm provocava un aspro dibattito tanto da spingere le autorità libanesi a ritirarlo dal mercato e a imprigionare l’autore. Nell’introduzione ne spiega le ragioni e ricorda che già in precedenza altri due libri avevano destato altrettanto scalpore: quello del teologo ‘Ali ‘Abd al-Raziq (1888-1966), L’Islam e i fondamenti del governo, che nel proporre la separazione tra la religione e la politica giustificava l’abolizione del califfato ottomano, e quello dello scrittore Taha Huseyn (1889-1973), Sulla poesia preislamica, che metteva in discussione l’autenticità della poesia preislamica. Continua a leggere

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L’arsenale dei ricercatori. Contro gli stereotipi sull’immigrazione

COPERTINA  di Cinzia Costa

Qualche tempo fa mi è capitato di imbattermi in un’interessante riflessione proposta dal giornalista Alessandro Gilioli all’interno del blog Piovono Rane, da lui curato per L’Espresso. In quest’articolo l’autore commentava una dichiarazione rilasciata dal ministro degli affari esteri Paolo Gentiloni nel corso di un’intervista andata in onda in prima serata all’interno di un noto talk-show. Il ministro, interrogato sulla difficile situazione della politica estera, soprattutto in relazione ai recenti attentati di Bruxelles, sosteneva che «a fermare il terrorismo non sarà un esercito di sociologi» [1]. Continua a leggere

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Vestire il divino. Usi legati alle statue abbigliate in Sicilia

 Sant'Anna, Maria Bambina, San Gioacchino, Castelbuono (foto Cucco)

Sant’Anna, Maria Bambina, San Gioacchino, Castelbuono (foto Cucco)

 di Angelo Cucco

Il rapporto che lega il devoto all’immagine del Santo, del Cristo o della Madonna a cui rivolge le proprie preghiere e a cui volge lo sguardo nelle difficoltà è molto intimo. Quel simulacro esposto sull’altare o portato in trionfo per le vie cittadine è l’immagine compiuta dell’invisibile, è la traslazione in materia dell’immateriale ed è, soprattutto, rassicurante e vigile presenza: quegli occhi guardano, quelle orecchie ascoltano, quelle mani benedicono ed elargiscono grazie. Continua a leggere

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Scambi e incontri. Tra le bancarelle del Billingsgate Market a Londra

                                                                                       di Alessandro Curatolo

 Foto Curatolo

Foto Curatolo

Il mercato di Billingsgate nasce nel XVI secolo e viene istituzionalizzato da un decreto parlamentare nel 1699. Origi- nariamente era situato in Lower Thames Street, lungo il fiume, non lontano dalla City of London, il centro economico della città: formato da una piccola piazza centrale e alcune bancarelle in legno, era uno dei più importanti tra i mercati londinesi. Nel corso degli anni il mercato subì non pochi rimodernamenti e ampliamenti fino a ricoprire i 30 mila metri quadrati. Continua a leggere

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Nel crocevia della Storia, di ieri e di oggi

copertina  di Antonino Cusumano

Ci sono dei luoghi che hanno il potere epifanico di rappresentare e ricapitolare la Storia, con il suo fardello di verità e menzogne, di lezioni e di retoriche, di significati e di simboli. Uno di questi luoghi è senza dubbio il Medio Oriente, grande area geografica dai confini incerti ma dalla identità  invasiva e pervasiva, crocevia storico di fatti reali e di costruzioni immaginarie, epicentro gravitazionale di som- movimenti politici, di mutamenti culturali, di miti e di utopie. Posto tra Oriente e Occidente, il Medio Oriente è il punto di snodo di tutte le contraddizioni che si addensano nel sistema di relazioni e di percezioni tra i due mondi, una sorta di specchio rovesciato su cui gli sguardi dell’uno e dell’altro si intrecciano, si ibridano, si aggrovigliano in un rovinoso cortocircuito di invenzioni e deformazioni. Continua a leggere

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Rappresentare l’esperienza in antropologia e in letteratura

COPERTINA di Gabriella D’Agostino e Vincenzo Matera

Nel novembre del 2009, organizzammo, grazie al sostegno della Fondazione Buttitta, un seminario dal titolo: Li vuci di l’omini. Altre storie, storie nostre. Quattro dialoghi per “rappresentare l’esperienza” in letteratura e in etnografia. L’idea del seminario aveva una duplice matrice: da un lato nasceva dalla passione per la letteratura di autori stranieri i cui temi fossero narrazioni, rappresentazioni e visioni sull’alterità, sull’altro da noi, e dunque, dal nostro punto di vista, antropologicamente pertinenti; dall’altro, il seminario nasceva dall’ipotesi che queste narrazioni potessero offrire una sponda interessante cui agganciare una riflessione tutta interna al dibattito antropologico contemporaneo, relativo alla scrittura e al ruolo che essa ha avuto, e ha, nella costruzione complessiva del sapere antropologico. Continua a leggere

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I rifugiati ambientali. Su un nuovo rapporto tra uomo e ambiente

 Foto Claire Beilvert

Foto Claire Beilvert

di Chiara Dallavalle

Il fallimento del referendum sulle trivelle è stata una evidente dimostrazione non solo del disinteresse del popolo italiano verso quel sistema di rappresentanza democratica che è il voto, ma anche verso un tema importante come quello dell’ambiente. A prescindere dal fatto che l’opinione personale si orientasse a favore o contro l’abrogazione della norma, un tasso di assenteismo così elevato ha collocato inevitabilmente la questione ambientale in una posizione abbastanza bassa nella scala di priorità degli italiani. Continua a leggere

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Il genocidio e la diaspora armena cento anni dopo

Libro del giorno: Armeni, un popolo in perenne migrazione  di Piero Di Giorgi

Oggi l’Armenia è una piccola Repubblica presidenziale ma con una lunga e tragica storia,  intersecata, per alcuni vissuti comuni, con quella dei curdi, altro popolo senza territorio. La questione territoriale curda, come quella degli armeni, risale almeno alla fine dell’Impero ottomano il quale, già ridimensionato col Trattato di Londra del 1913 a conclusione delle guerre balcaniche, alla fine della prima guerra mondiale, con il Trattato di Sèvres dell’agosto 1920, si trovò ridotto ad un modesto Stato all’interno della penisola anatolica, privato di tutti i territori arabi e della sovranità sugli stretti del Bosforo e dei Dardanelli. Continua a leggere

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Terrorismo e migrazione: lo sfilacciamento dell’Europa

 Attentati a Bruxelles

Attentati a Bruxelles

 di Piero Di Giorgi

Le due questioni, quella del terrorismo e quella dei migranti, restano sempre in primo piano, a riprova che le migrazioni non sono un fenomeno emergenziale e neppure il terrorismo, ma saranno lo spettro che si aggirerà per l’Europa e non solo, finché il mondo sarà disuguale e pieno d’ingiustizia. Continua a leggere

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Il posto delle melegrane. Sguardi sulle giovani arabe musulmane a Bologna

Giovani eritree (foto Amelii)

Giovani eritree (foto Amelii)

  di Lella Di Marco

Abbiamo conosciuto alcune giovani arabe musulmane, nate altrove e appena arrivate con le mamme che ci chiedevano aiuto per l’iscrizione al nido o alla scuola materna. Altre sono nate in Italia ed oggi sono tra i 16 e 18 anni. Sono figlie delle donne del Maghreb con le quali nel 1998 abbiamo fondato l’associazione Annassim, donne native e migranti delle due sponde del Mediterraneo e con le quali conti- nuiamo a praticare “azioni virtuose” con interventi nel sociale e nell’ambito culturale, restando critici nei confronti delle politiche sull’immigrazione non sempre all’altezza delle sfide che il fenomeno presenta. Continua a leggere

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“Post tenebras lux”: la Crocefissione di Gibellina

G. Modica, Croce-Fissione di luce, olio su tavola,trittico cm 200x460, 2010

G. Modica, Croce-Fissione di luce, olio su tavola, trittico (cm 200×460), 2010

  di Marcello Fagiolo [*]

«…che sopra gli altri come aquila vola». Come può il poeta (l’artista) come aquila portarci in volo a guardare negli occhi il sole? Mi sembra straordinaria la evocazione del ragionamento dell’incipit del Vangelo secondo Giovanni, che costituisce sicuramente il background della Crocefissione di Gibellina, se non anche della metodologia della Luce secondo Modica. Continua a leggere

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Raccontare la diversità. Il caso di Prisco di Panion presso la corte di Attila

The feast of Attila, del pittore ungherese Mór Than, ispirato al racconto di Prisco

The feast of Attila, del pittore ungherese Mór Than, ispirato al racconto di Prisco, 1870

  di Federico Furco

Ogni processo migratorio ha ovviamente origini proprie, da ricercare soprattutto nello specifico di ogni contesto socio-politico-economico, ma il campo degli studi comparativi sulle migrazioni umane ci offre la possibilità di avere una visione dell’insieme delle cause che, nella storia moderna e contemporanea, hanno scatenato i flussi migratori. Continua a leggere

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L’agency e l’agire del viaggiatore nel metrò. Una prospettiva socio-semiotica

COPERTINA  di Concetta Garofalo

Chi percorre il metrò è un soggetto, un individuo, un viaggiatore … addirittura, nell’ambito di un’indagine di mercato, Floch lo definisce non solo “utente” ma, anche, “cliente”. Schematizzando un po’ si ottiene una sorta di sviluppo del soggetto-agente in termini performativi: /soggetto//viaggiato- re/ /utente/ /cliente/[1]. Continua a leggere

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Lo Stato islamico secondo Asad

                                                          di Sebastiano Garofalo

COPERTINA.Nel 1948 Muhammad Asad, che allora era il direttore del Department of Islamic Reconstruction del Governo del Punjab, scrisse un lungo saggio intitolato: Islamic Constitution-making (poi pubblicato sulla rivista ʿArafāt), con cui tentò di delineare un sistema politico islamico. In questo saggio si impegnò nel costruire un ponte tra due punti di vista diametralmente opposti: da una parte, l’idea che uno Stato per essere genuinamente islamico doveva replicare il primo Ḫilāfa, quello di Muhammad e dei Califfi Ben Guidati, e, dall’altra, la convinzione che il futuro Pakistan necessitava di un modello governativo improntato sui valori politici dell’Occidente democratico. Per la costruzione di questo ponte Asad attinse direttamente alle fonti dell’Islam: Corano e Sunna. Continua a leggere

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Il Mediterraneo. Un mare di migrazioni, un mare assassino

copertina

Porto di Catania, 2002@Reuters/Tony Gentile

di Tony Gentile

Faccio fotografie da sempre e sono riuscito a trasformare la mia passione in professione, e non è facile ai nostri giorni. Sebbene mi piaccia la fotografia in tutte le sue forme quel settore professionale che da sempre mi ha attratto e appassionato fortemente è il fotogiornalismo, in particolar modo la fotografia di attualità, quella che in gergo, noi fotogiornalisti di agenzia di stampa, chiamiamo la fotografia di news. Continua a leggere

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L’avvenire del passato

Mazara, Piazza Matteotti, anni Venti

Mazara, Piazza Matteotti, anni Venti

  di Nino Giaramidaro 

Spuntava sotto il sole rialzatosi da poco, a qualche grado verso sud. Ogni mattina. E io correvo alla finestra più bendisposta, e mi dovevo sollevare sulle punte per vederlo. Il treno, lungo di vagoni senza finestrini. Quel fischio prolungato, quasi affranto, mi sembrava destinato proprio a me, perché non perdessi lo spettacolo del pennacchio grigio scuro che andava acquistando chiarore mentre si alzava nel cielo. Continua a leggere

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Forme di famiglia: uno sguardo antropologico

Family Day al Circo Massimo (foto Lapresse@Fabio Cimaglia)

Family Day al Circo Massimo (foto Lapresse@Fabio Cimaglia)

  di Dario Inglese

Nelle settimane che hanno preceduto l’approvazione del DDL Cirinnà, gli oppositori della legge che regola le Unioni Civili hanno parlato spesso della famiglia nucleare – formata da uomo, donna e figlio/i – come di un dato antropologico originario. Utilizzando, di volta in volta, riferimenti diretti alla Natura (“Famiglia Naturale”) o alla Cultura (“Famiglia Tradizionale”), la famiglia nucleare eterosessuale, riconosciuta dal vincolo del matrimonio, è stata difesa perché valore assoluto: espressione di ciò che ci rende pienamente umani. Continua a leggere

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La Questione irrisolta e deformata

COPERTINA  di Rosario Lentini

Alcuni giorni fa sono stati resi noti i dati relativi al 2014 elaborati dall’Istat nel rapporto Noi Italia  dal quale si apprende che il prodotto interno lordo (PIL) pro capite del Mezzogiorno è risultato pari a quasi la metà di quello del Nord-ovest del Paese: leggasi euro 16.761 contro 30.821. É questo il nocciolo duro di ciò che ancora oggi, dopo quasi 150 anni, intendiamo per «questione meridionale» o il differenziale in vile denaro è solo la crosta di un fenomeno molto più complesso? Continua a leggere

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L’amicizia al tempo di Cicerone e ai nostri giorni

COPERTINA .    di Virginia Lima

Se provassimo a cercare il termine amicizia su un qualsiasi vocabolario della lingua italiana troveremmo più o meno sempre la medesima definizione: «vivo e scambievole affetto tra due o più persone, ispirato in genere da affinità di sentimenti e da reciproca stima». Si tratta, in effetti, di un sentimento in cui almeno una volta nella vita a tutti, piccoli e adulti, è almeno sembrato di credere. L’amico, o il presunto tale, allevia la sofferenza, condivide i segreti e le esperienze, partecipa le gioie e le pene, ma, se tradisce, se inganna o se delude è capace allo stesso tempo di provocare un dolore pungente. Continua a leggere

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Salvataggio e controllo sul confine di Lampedusa

 

 Migranti sulla nave maltese Phoenix, a Pozzallo (F. Malavolta, ApAnsa)

Migranti sulla nave maltese Phoenix, a Pozzallo (F. Malavolta, ApAnsa)

  di Alberto Mallardo

Vivo da un anno a Lampedusa. Come tutti avevo molto sentito parlare dell’isola e dei fenomeni migratori che la coinvolgono direttamente ormai da più di venti anni. Uno degli avamposti più a sud d’Europa, un’isola italiana ma di fatto geografi- camente appartenente al continente africano. Una terra di confine quindi, un osservatorio privilegiato da dove compren dere i processi di gestione dei fenomeni migratori e di controllo delle frontiere. Continua a leggere

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I cataclismi umanitari della globalizzazione

copertina  di Antonio Messina 

Gli ultimi decenni del Novecento sono stati caratterizzati da un ampio spostamento di ingenti masse di popolazioni che – falcidiate da guerre o carestie – sono state costrette ad abbandonare la loro terra natìa con la speranza di trovare altrove un destino migliore. Si tratta di un’ondata senza precedenti: centinaia di migliaia di uomini, spazzati via dall’Africa e dal Medio Oriente, raggiungono quasi ogni giorno le coste del Vecchio Continente. Questa situazione ha creato delle forti tensioni politiche nei Paesi del mondo occidentale, determinando l’insorgere di una netta contrapposizione tra xenofobi e xenofili [1]. Continua a leggere

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Flussi migratori e rotte internazionali

 COPERTINA  di Umberto Melotti

Sin dagli inizi dell’età moderna – che si suole convenzionalmente datare dalla scoperta dell’America (1492) – le grandi migrazioni internazionali sono state il principale fattore che ha concorso alla formazione dell’attuale sistema mondiale, premessa del processo di “globalizzazione” ormai da molto tempo in atto. Continua a leggere

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Intorno al culto della Madonna dell’Alto: appunti su un documento inedito

 

Santuario della Madonna dell'Alto, Alcamo (foto Montalbano)

Santuario della Madonna dell’Alto, Alcamo

di Maria Rosa Montalbano

Oggetto del seguente studio è segna- tamente il culto della Madonna dell’Alto sul Monte Bonifato, un massiccio calcareo di 826 m. s. m, sulle cui pendici sorge la città di Alcamo. Lo studio della nascita del culto sul monte e dello sviluppo delle pratiche religiose ad esso collegate è stato possibile attraverso l’individuazione di un documento presente all’interno di una Sacra Visita del 1774, in custodia presso l’Archivio Storico Diocesano di Mazara del Vallo: esso consente di integrare i dati forniti dalla scheda redatta in occasione del censimento sui santuari cristiani d’Italia [1]. Continua a leggere

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In attesa al pronto soccorso. Riti di passaggio, d’istituzione e di socializzazione

  COPERTINAdi Stefano Montes

Nemmeno il tempo di aprire la portiera – per aiutare mia madre a uscire dall’auto – che si presenta, proiettato dal vuoto, un signore in nero; lui si avvicina dal nulla (con il quale si confondeva, secondo la mia percezione annebbiata dal mio scatto verso l’auto) e mi dice che posso stare lì per non più di quindici minuti. Basteranno, ribadisco. Lui non mi ascolta nemmeno, continua a parlare con la voce e con il corpo; io annuisco, pensando ad altro, immaginando di essere spettatore di un film, in qualche modo già esperito. Continua a leggere

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Atteggiamenti sociolinguistici: scorci di arabo, di maltese e di grecanico

Moderne iscrizioni in grecanico a Gallicianò

Moderne iscrizioni in grecanico a Gallicianò

  di Francesca Morando

Le lingue rappresentano da molto tempo un campo estremamente interessante per comprendere la rappresentazione del mondo e le lenti culturali con cui le società “vedono” la realtà, ovvero la cosiddetta weltanschauung, nonché la rappresen- tazione di sé e l’elaborazione di certi comportamenti riguardo la lingua generatrice, intrinsecamente legata alle proprie tradizioni. Continua a leggere

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Per una etnografia dei percorsi formativi degli alunni stranieri a Palermo

Albergheria, Palermo (Foto Nania)

Albergheria, Palermo (Foto Nania)

  di Walter Nania

Agli appuntamenti con i ragazzi che sto intervistando in questi mesi giungo spesso in lieve anticipo. Siamo soliti avere problemi logistici, legati al luogo della intervista che all’improvviso, stando alle loro richieste, deve svolgersi altrove. Rimaniamo quasi sempre per strada, ma può risultare necessario girare l’angolo o cambiare marciapiede, per essere al riparo da occhi e bocche dei coetanei che possono disturbare. Continua a leggere

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Sulle rotte dei “bambini-Ulisse”. I minori stranieri non accompagnati

COPERTINA  di Francesca Rizzo

«Mi dissero “vai”. Io ci credevo ad un mondo fratello, alla vita…Mi dissero “vai”, questa sarà la tua battaglia, combattila anche per noi, tu andrai per mare, non temere il mare di cui siamo figli anche se nati tra due sponde! Ed io salpai: l’anima ancora fra le mani, ed un sacchetto di semi da germogliare nella terra che amorevolmente avrei vangato al di là del nostro mare» [1].

Nessuno viene al mondo dotato di una proprietà territoriale giuridica, nessuno decide il luogo in cui nascere, eppure tutti siamo legati alla terra che ci ha dato i natali o li ha dati ai nostri genitori, attraverso una sorta di atavico sentimento ereditario. Continua a leggere

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Crocieristi e destinazione: una etnografia delle interazioni

Navi da crociera nel porto di Palermo - 2010 (foto Sabato)

Navi da crociera nel porto di Palermo – 2010 (foto Sabato)

  di Gaetano Sabato

Nel panorama del turismo globale il turismo da crociera rappresenta un caso interessante per varie ragioni. Innan- zitutto, considerando l’aspetto economico-quantitativo si può notare che il crocierismo ha registrato una costante crescita, soprattutto nell’ultimo quindi- cennio. Anche se le sue dimensioni sono piuttosto contenute rispetto all’industria turistica generale, esse risultano significative (nel decennio compreso fra il 2000 e il 2010 si è verificato quasi un raddoppiamento nel numero dei crocieristi totali che sono passati da 9,73 milioni a 18,80 milioni, superando i 22 milioni nel 2014 – cfr. ECC 2011 e CLIA 2015). Continua a leggere

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La ricerca etnomusicologica in Sicilia e l’universo sonoro della tradizione nel Val Demone

                                                                                    di Mario Sarica

COPERTINA Disegno Principato

Disegno Principato

Dalla natura ineffabile, i suoni e i canti della tradizione orale siciliana vivevano nel tempo e nello spazio avvolgendo in una rete invisibile tutto il vissuto individuale e collettivo, contribuendo così a dare pieno senso allo stare nel mondo. Dai suoni aleatori ai segnali e ritmi di lavoro, fino alle forme musicali propriamente dette, era tutto un paesaggio sonoro cangiante, dalle infinite coloriture, che aderiva perfettamente al ciclico fluire delle stagioni e alla scansione esistenziale, unendo la terra al cielo. Un codice di comunicazione, quello sonoro, che nella duplice valenza di sacro e profano afferiva, in forme e funzioni diversificate, agli ambiti di lavoro agro-pastorali, così come agli spazi cerimoniali e festivi. Continua a leggere

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Welcome back, my Friends, to the show that never ends

 

Powe house mechanic, 1920 (Foto di L.W. Hine)

Power house mechanic, 1920 (Foto di L.W. Hine)

di  Flavia Schiavo  [*]

La città di New York, a ridosso della seconda metà del XIX secolo, inizia a presentare un volto multiplo, dinamico, soggetto a cambiamenti e contraddittorio. Che dà vita a una realtà urbana che si trasforma velocemente, in stretta relazione con il sistema geografico circostante, e in assenza di una pianificazione che fornisce “modelli” stringenti (sia della forma urbis, che della forma e funzione degli edifici, come dei fronti e delle altezze) diversamente da quanto accadeva nelle città europee. Infatti, il Piano del 1811 “scrive” a terra solamente un Grid (una maglia) rettangolare (la cui dimensione, variabile in relazione all’affaccio sulle Streets e sulle Avenue, è 80 m. per 274 m.) che si innesta al sistema urbano preesistente (Downtown). Continua a leggere

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La canzone per strada e la musica ritrovata

 COPERTINA  di Orietta Sorgi

Nella Palermo dei Florio, a quel tempo capitale ricca e vivace non soltanto sul piano economico ma anche culturale, si fa strada lentamente un genere musicale nuovo, quello della canzone siciliana. Simile per molti versi al modello partenopeo, ne ripercorre la stessa genesi, sviluppandosi prevalentemente in ambienti elitari fra i salotti dell’aristocrazia locale. In tale direzione essa si configura, almeno inizialmente, come la classica romanza da camera, composta sui versi dialettali di Giovanni Meli ed eseguita da orchestrine familiari, mosse da spirito di beneficienza, per assecondare i gusti e le tendenze più schiettamente popolari. Continua a leggere

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Papa Francesco segno di contraddizione

Foto da Twitter

Foto da Twitter

 di  Marcello Vigli

Sabato 16 aprile la visita del papa al campo profughi sull’isola di Lesbo ha chiuso una settimana di significativi appuntamenti per la Chiesa cattolica: la divulgazione della Esortazione post sinodale Amoris laetitia, la riunione di tre giorni del Consiglio dei Nove costituito dal papa per studiare un piano di  riforme della Curia, la ripresa del processo Vatileaks, il rinvio a giudizio per i due ex manager dell’Ospedale Bambino Gesù, Giuseppe Profiti e Massimo Spina, il fugace incontro in Vaticano con Bernie Sanders, candidato democratico alla Casa Bianca. Continua a leggere

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