Editoriale

Tripoli,  piazza Verde, oggi dei Martiri (foto Pitrone)

Tripoli, piazza Verde, oggi dei Martiri (foto Pitrone)

Questa cupa estate che sta declinando ci lascia immersi in una temperie agitata di guerre e fiamme, nell’incubo di un anacronistico califfato, frutto nuovo  e avvelenato della deflagrazione mesopotamica, e nella tragedia storica di quel permanente e indifferente genocidio che si consuma in Medioriente.

Quanto accade, e sta accadendo nello stesso momento, in Ucraina e in Iraq, a Gaza e a Gerusalemme, in Siria e in Libia sembra farci precipitare in una spirale incontrollata di stragi e violenze ovvero nella «terza guerra mondiale», per usare le parole del Papa, cui siamo largamente impreparati e pure inconsapevolmente assuefatti. Continua a leggere

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La via francigena di Mazara in Sicilia. Prospettive di ricerca*

Sicilia antiqua

Sicilia antiqua

di     Giuseppe Arlotta

I pressanti tempi editoriali per la stampa degli Atti di un Convegno del 2002 mi avevano impedito di localizzare la «via francigena per mezzo della quale si giunge a Mazara dalla torre di Maimone», citata in un diploma inedito del 1267 pubblicato in quella occasione[1]. Nel frattempo, in una relazione dello scorso anno, annunciata con enfasi sul web[2] [http://goo.gl/pMZXPH], l’arch. Gaspare Bianco ha proposto una localizzazione del toponimo “Maimone” che, però, risulta poco convincente[3]. Continua a leggere

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La cura comunque. Il lavoro domestico straniero nel contesto palermitano

copertina castronovo   di    Antonella Elisa Castronovo

Il contributo che qui proponiamo intende offrire una riflessione sull’impatto che il modello mediterraneo di inclusione lavorativa dei migranti ha prodotto sugli equilibri di genere e sulla relazione tra autoctoni e stranieri. Il lavoro punterà ad indagare le dinamiche occupazionali individuabili nel settore dei servizi alle famiglie, nel quale molte donne e uomini immigrati trovano collocazione spesso in condizione di estremo svantaggio economico e di profonda precarietà lavorativa. Continua a leggere

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È difficile essere ascoltati fino in fondo. Note su un musicista siciliano

0 - immagine d'apertura     di    Vincenzo Maria Corseri

Stabilire una formula per presentare icasticamente la figura di Franco Vito Gaiezza è un’impresa di sicuro non facile. Egli è anzitutto un insigne musicista – tra i maggiori organisti italiani –, oltre che uno dei principali attivisti culturali che attualmente operano in Sicilia. Continua a leggere

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«Evviva Gesù Salvatore!». La festa del patrono emerito di Cefalù

mosaici Cefalù di     Roberta Cortina

La prima settimana d’agosto, a Cefalù, antica cittadina del Palermitano affacciata sul mar Tirreno, è tempo di festa. Diversi sono i segni che comunicano, anche all’osservatore meno attento, la presenza di comportamenti rituali tipici del calendario festivo siciliano, in particolar modo delle comunità marinare che d’estate celebrano i propri Santi protettori. Città di mare e dal retaggio contadino, Cefalù oggi fonda la propria economia sul turismo di tipo balneare e culturale, ma il settore ittico costituisce ancora un’importante risorsa per i suoi abitanti, oltre ad essere elemento costitutivo della loro identità. Continua a leggere

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Profilo basso

copertina   di Federico Costanza

La Terza Guerra Mondiale è già iniziata secondo Papa Bergoglio, seppur “a pezzi”.
“A pezzi” è un’espressione che ben si adatta alla crisi geopolitica che attraversa attualmente diverse aree del mondo, dal Nord Africa al Medio Oriente, l’Europa, l’Asia, l’Africa, tutte apparentemente legate da un sottile filo conduttore. Nella ridda di notizie che ci giunge quotidianamente attraverso i media si fa fatica a comprendere la distribuzione dei diversi conflitti, i protagonisti, le sigle, le alleanze, la dinamica delle operazioni militari. Ne emerge, quindi, solo la percezione di una drammatica scia di violenza. Continua a leggere

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Confini e frontiere a Lampedusa

copertina immagine lampaduza     di Antonino Cusumano

Nel trionfo della globalizzazione contemporanea abbiamo assistito al processo di delocalizzazione e di indistinzione dei luoghi, di messa in crisi delle relazioni tra territorio e sovranità statale, di scompaginamento delle coordinate geografiche e delle categorie tradizionali di centro e periferia. Tuttavia a questo generale movimento di destrutturazione e decostruzione che ci fa abitare in un mondo che somiglia sempre più ad una città globale, una città-mondo, si è contestualmente accompagnata una riproduzione, riarticolazione e moltiplicazione di frontiere e confini, che si spostano e si rimodulano ma non collassano né si dissolvono. Continua a leggere

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Gli sbarchi dei profughi: davvero un’emergenza?

copertina chiara   di    Chiara Dallavalle

L’esperienza insegna. Ma a volte no. È questo il caso della gestione ancora una volta tutta italiana dell’ennesima emergenza profughi che ha investito la nostra penisola negli ultimi mesi. L’Italia non è nuova a fenomeni del genere. Negli ultimi decenni è stata ininterrottamente interessata da un flusso costante di persone in arrivo sulle sue sponde meridionali, che la nostra politica prosegue testardamente a definire “emergenze”, anche quando invece il fenomeno sembra ormai aver assunto dei caratteri strutturali. Continua a leggere

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L’uomo in disarmo. Rito di passaggio nella postmodernità occidentale

Franz-Von-Stuck-Sisifo-1920

Franz Von Stuck,Sisifo,1920

di    Valeria Dell’Orzo

I riti di passaggio segnano il cambiamento di status sociale, culturale, esperienziale di un individuo all’interno del nucleo comunitario nel quale è attore e che con lui vive la nuova condizione; mettono in scena la trasformazione, attraverso il cambiamento si perdono i consueti punti di riferimento, e subentra la naturale crisi della perdita di sicurezza e stabilità socio affettiva; si costruiscono sulla base di un impianto culturale e quindi funzionale che traccia invisibili ma precise linee di demarcazione del Noi. Il momento del passaggio rompe gli argini che perimetrano le porzioni concettuali e spaziali della propria realtà personale e del proprio posto nella società. Continua a leggere

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In memoria di Pino Inzerillo

copertina di    Piero Di Giorgi

Giuseppe Inzerillo, Pino, per quanti di noi hanno avuto la fortuna di confrontarsi e anche di scontrarsi con lui o di essere insieme in circostanze conviviali, godendo della sua arguzia e della sua ironia, ha concluso il suo itinerario terreno il 9 agosto 2014 nella sua terra di adozione, Ferrara. Aveva compiuto 79 anni il 15 maggio. Continua a leggere

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Venti di guerra attraversano il mondo. Il Governo tra annunci e retromarce

Turkey Syria    di Piero Di Giorgi

La tiepida estate che volge al termine è stata controbilanciata dall’alta temperatura delle diverse guerre spezzettate, che Papa Francesco ha chiamato terza guerra mondiale, di cui una, per la prima volta dopo 70 anni, in Europa. Potremmo chiamarla la guerra di Crimea, anche se questa è già russa e ora è in ballo l’Ucraina, riecheggiando la guerra combattuta tra l’impero russo da una parte e l’alleanza tra Turchia (impero ottomano), Francia, Inghilterra e Regno di Sardegna dall’altra, sorta per il controllo dei luoghi santi in territorio ottomano e dove in gioco era lo sbocco sul Mediterraneo. Continua a leggere

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Oggi, oltre Augé: il viaggio del viaggio

Marc Augè(

Marc Augè

di    Concetta Garofalo

La circolazione delle informazioni resa possibile dai moderni mezzi di comunicazione, la gestione sempre più transnazionale del potere politico ed economico e il relativo confronto culturale a livello mondiale hanno determinato, in questa epoca di forte globalizzazione, il nascere di un sistema che, nel bene e nel male, abbatte e travalica i confini territoriali di singoli popoli e specifiche etnie. Continua a leggere

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Esercizi di stile

   copertina piratadi Nino Giaramidaro

Quando le barche si chiamavano pinchi, mistici, martingane, gli antenati di Luigi Pirandello “andavano per mare” e non pochi di essi, muniti di “lettere di corsa” – pezzi di carta pieni di ghirigori e ceralacca – molto semplicemente da capitani di mare diventavano corsari. Al largo, però, diventava problematico distinguere fra il benvestito corsaro e il raffazzonato pirata. Continua a leggere

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Il lavoro di fabbrica e il corpo assoggettato nell’era post-fordista

di   Tommaso India  Chaplin:Tempi moderni

Tutti noi abbiamo in mente le immagini del capolavoro cinematografico di Charlie Chaplin Tempi Moderni (1936). Le sequenze di quel film mostravano come la dilagante produzione industriale di tipo taylorista-fordista avesse stravolto il modo di lavorare che gli uomini avevano conosciuto fino a quel momento. Continua a leggere

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Quella volta che Rinaldo non si fermò a Ferrara e giunse a Lampedusa

   copertinadi    Giuseppe Inzerillo

Rinaldo dei Chiaramonti, personaggio creato dalla fantasia di vasta letteratura attorno all’epopea carolingia, uno dei dodici paladini di Francia scelti da Carlo Magno, nonostante il suo spirito ribelle ed insofferente a tutte le autorità, quella volta, secondo la narrazione di Ludovico Ariosto, non riuscì a fermarsi a Ferrara, peraltro ancora piccolo borgo sorto in mezzo alle paludi e tuttavia destinata a diventare in seguito una città «ornata e bella». Continua a leggere

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Dall’Atlantico al Mediterraneo: il vino inglese di Sicilia

Baglio Woodhouse, olio anonimo, inizi sec.XIX

Baglio Woodhouse, olio anonimo, inizi sec.XIX

  di    Rosario Lentini

Provate a immaginare lo stupore nel volto di un viticoltore marsalese di fine ‘700 al cui cospetto si presentò per la prima volta un mercante ‘nglisi (informazione sufficiente per gli abitanti del luogo), venuto da Liverpool (informazione necessaria per le autorità), di nome John Woodhouse (signor Giovanni Casa- dilegno, avrebbero scritto i notai negli atti che lo riguarderanno), presumibilmente accompagnato da un interprete, per acquistare un certo numero di botti di mosto o di vino da imbarcare e spedire “fuori Regno” di Sicilia. Continua a leggere

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Una incursione fotografica ‘sul campo’ e l’antropologia ‘fuori campo’

Il dono inatteso (foto Montes)

Il dono inatteso (foto Montes)

di   Stefano Montes

[…] non sono uno che capitalizza, che fa fruttare il    sapere acquisito; sono piuttosto uno che si sposta su una frontiera sempre in movimento.
Lévi Strauss, Da vicino e da lontano
 
 

Ho scattato tante foto e mi ripropongo, oggi, una volta a casa, comodamente allungato sul divano, di dare una rapida occhiata al bottino raccolto durante la mia spensierata incursione per strada, tra bengalesi e africani, tra palermitani e altri ancora, tra Stefano (un nome non è solo un nome) e i miei flussi di coscienza in fuga da me stesso (quella parte di me più sostanzialmente sregolata e dadaista). Continua a leggere

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Il corpo del potere. Pratiche alimentari neonatali dal fascismo ad oggi

   di   Walter Naniacopertina

   Nel periodo tra le due guerre, in Italia, una serie di mutamenti culturali, economici e politici contribuirono alla formazione di nuovi criteri di alimentazione neonatale che interferirono con l’equilibrio biologico dell’allattamento al seno, riducendone significativamente la durata nel tempo e influenzando di conseguenza la salute del neonato e della madre [1]. La riproduzione e il corpo materno in particolare sono state oggetto di studio da parte dell’antropologia culturale, e una prospettiva storica può evidenziare i processi attraverso cui la cultura plasma il corpo e le sue funzioni che, per quanto naturali possano apparire, incarnano concezioni ed interpretazioni di tipo culturale (Scheper-Hughes e Lock 1991). Continua a leggere

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Prudenza. Il matrimonio tra cattolici e musulmani in Italia secondo la Chiesa

 copertinadi     Tamara Pastorelli

Lo sappiamo, l’Italia sta diventando sempre più un paese multiculturale, multietnico e multireligioso. Questa convivenza, quando non tende a ghettizzare le comunità ma diventa fertile, nelle rispettive diversità, genera dialogo, scambio, conoscenza, amicizia, amore e talvolta, come naturale conseguenza, anche il matrimonio, sia esso civile o religioso. Addirittura, secondo l’ISTAT, l’aumento dei matrimoni celebrati nel 2012 è dovuto proprio alle nozze di cittadini italiani con stranieri. Capita sempre più spesso: «nel 2012 sono state celebrate 30.724 nozze di questo tipo (pari al 15% del totale), oltre 4 mila in più rispetto al 2011»[1]. Continua a leggere

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Il Mediterraneo. Viaggio a Leptis

Cartiglio dell'abitato di Leptis

Cartiglio dell’abitato di Leptis

 di      Angelo Pitrone

Tra il 1989 e il 1996 ho partecipato a diverse campagne di ricerca archeologica in Nord Africa, a Leptis Magna, in Libia,  presso la cittadina di Homs, 130 Km ad est di Tripoli. Il mio ruolo era quello di curare la documentazione fotografica delle ricerche.

Erano gli anni dell’embargo economico verso lo Stato del colonnello Gheddafi. Continua a leggere

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La collettività marocchina in Italia. Riflessioni a partire dalle statistiche

copertina . di      Franco Pittau e Antonio Ricci

Il Marocco conta in Italia un recente ma significavo insediamento, totalizza una elevata presenza anche a livello UE (stimabile attorno ai 3 milioni) e si presenta come il Paese più promettente della sponda sud del Mediterraneo. Nel volume La comunità marocchina in Italia. Un ponte sul Mediterraneo (Edizioni IDOS, Roma, gennaio 2014), curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, il sottotitolo allude al ruolo che il fenomeno migratorio può svolgere tra le due sponde sotto molteplici aspetti (economico, imprenditoriale, culturale, religioso e politico). Continua a leggere

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Rappresentazione ed autorappresentazione nell’Africa dall’epopea coloniale all’età contemporanea

 

Swahili Women

Swahili Women

di   Valentina Richichi

Le riflessioni sul rapporto con l’alterità hanno trovato il loro campo privilegiato nell’indagine delle produzioni retoriche contestuali al periodo coloniale. Arte, musica, letteratura e cinema hanno costituito il veicolo di ritorno dell’esperienza nelle terre conquistate. I manufatti di arte tribale arricchivano le collezioni e ispiravano gli artisti e i compositori europei. La produzione letteraria si pregiava di contesti esotici in cui affrontare la tematica dell’incontro con l’altro e, al tempo stesso, sulla meditazione identitaria profonda, talvolta ribaltando le parti, come in Storia di Gordon Pym di E.A. Poe. Continua a leggere

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I dettami dell’imperium. Migranti, diritti e vulnerabilità in un quartiere di Palermo

Mercato di Ballarò (foto Palagonia)

Mercato di Ballarò (foto Palagonia)

di    Daria Settineri

Questo articolo è diviso in due parti. Nella prima, seppur soffermandomi su pochi, ma emblematici, elementi, traccio alcuni spunti di riflessione sul concetto di imperium e sul ruolo che tale istituto ha avuto nella formazione del potere istituzionale e politico in Occidente. Nella seconda parte, invece, tramite l’esperienza etnografica svolta negli ultimi anni nel quartiere dell’Albergheria di Palermo (e nel mercato popolare di Ballarò che vi gravita all’interno), analizzo le ripercussioni che tale forma di potere, nella sua declinazione istituzionale e in quella criminale, ha sui migranti sprovvisti di documenti. Continua a leggere

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Il mare al femminile

copertina     di Orietta Sorgi

            La vasta letteratura antropologica fiorita in Sicilia a partire dall’Ottocento ha generalmente concentrato gli interessi sulle realtà rurali di tipo cerealicolo, considerato il ruolo preponderante che il grano ha avuto nell’economia dell’Isola. Solo a partire dagli anni Settanta del Novecento, si registra con un certo ritardo una sensibile attenzione nei confronti dei borghi costieri e marinari, contestualmente agli sviluppi della museografia etnoantropologica e della cultura materiale (Buttitta 2009: 9-11). Continua a leggere

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