Editoriale

Mimmo Cuticchio nel suo teatrino (Foto Giaramidaro)

Mimmo Cuticchio nel suo teatrino (Foto Giaramidaro)

  

Forse più che nei precedenti in questo numero Dialoghi Mediterranei celebra davvero il Mediterraneo, riferimento geografico e formazione storica, realtà effettuale e metafora simbolica,  crocevia di rotte economiche e umane, di mercanzie e di lingue, di armi e di scambi, di idee e di dèi. In questo mare antico e sempre nuovo, in cui tutto è accaduto, anche quello che deve ancora accadere, si incrociano e si spiegano storicamente e dialetticamente emigrazione e immigrazione, le memorie del passato e le dinamiche del presente, gli Ulisse di ieri e di oggi. Continua a leggere

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Somiglianze

foto copertinadi   Clelia Bartoli

 

Il racconto di un incontro fortuito tra due giovani ragazze in cerca di identità, straniere entrambe ma in diverso modo…

 

Sari frusciante e inamidato, ancora troppo vaporoso ma di grande effetto, di colore sfacciato a confronto con i sobri toni del blumarron-grigiobeige imperante tra muri, abiti, divise ed auto dell’italico suolo.

Silvia avanza impacciata e orgogliosa nella sua nuvola confetto, la segue una valigia a rotelle contenente i pochi effetti che traghetteranno con lei dalla vecchia alla nuova vita. È arrivata al porto, raggiunge il molo, si imbarca, salpa sull’attempato traghetto che rimbalza, anni or sono, tra Palermo e Civitavecchia. Continua a leggere

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Borderscape euro/africano attraverso il Mediterraneo. Esperienze artistiche dal LampedusaInFestival

A.Parracciani_,Arte-erta,Mediterraneo

A.Parracciani, Arte erta, Mediterraneo

di    Chiara Brambilla

 

  Il Mediterraneo si è dimostrato negli ultimi anni uno spazio cruciale per un’investigazione delle frontiere che non si limiti più a considerarle quali entità “date per scontate”, esclusivamente connesse ai limiti territoriali degli stati-nazione, ma come siti mobili, relazionali e soggetti a contestazioni di diversa natura, esplorando al contempo degli immaginari di frontiera alternativi “oltre la linea” di divisione territoriale tra stati-nazione moderni. Continua a leggere

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Cagliostro e Lorenza Serafina Feliciani

cagliostro copertinadi    Antonino Cangemi

«Nuddu si pigghia si nun si rassumigghia» recita un antico detto siciliano. Veritiero, come non sempre sono i proverbi. Tra Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro e Lorenza Feliciani tante furono le affinità: l’assenza di remore morali, la predisposizione alla mistificazione, la capacità di arrangiarsi ricorrendo ad artifici d’ogni genere. Continua a leggere

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Dentro la periferia. Il quartiere Zen di Palermo

COPERTINA  di   Antonella Elisa Castronovo

Esistono barriere invisibili in grado di separare individui, classi sociali e culture, rendendo lontane persone solo fisicamente vicine. Esistono stereotipi e clichè che, radicatisi nell’immaginario comune dei cittadini, si trasformano in “verità oggettive”, capaci di orientare schemi di visione e di percezione della realtà. Esistono, infine, mura immaginarie che dividono persone e luoghi della città, costruendo socialmente ciò che è bene e ciò che è male. Continua a leggere

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Serve ancora parlare di Giufà?

copertina di    Francesca M. Corrao

Gli aneddoti di Giufà godono di una fortuna incontrastata da oltre un millennio, viene da chiedersi se oggi facciano ancora ridere, se sollecitano ancora una riflessione più profonda per il sorprendente accostamento di logiche contraddittorie. Qui intendo analizzare questo aspetto attraverso un raffronto con le riflessioni di un filosofo arabo sul personaggio di Giufà. Continua a leggere

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L’ordine sconosciuto delle immagini

copertinadi    Vincenzo Maria Corseri

 
Io vedo, sento, dunque noto, guardo e penso.
Roland Barthes
 

La nostra epoca è abitata da uomini privi del loro inconscio. Mutilati della loro interiorità. Trasformati in automi: in macchine di godimento, sottoposte ad un processo di reificazione coatta. Al rapporto dinamico e tensivo tra i saperi – su cui l’Occidente è venuto via via delineandosi, fino a tutto il Novecento - è subentrata una fase storica povera di avvenimenti, in cui l’individuo è stato deprivato della propria soggettività, ritrovandosi annientato. Continua a leggere

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La Grande Muraglia d’Europa. Viaggio a Ceuta e Melilla

Il-confine-tra-il-Marocco-e-Melilla,(foto-Koerner)

Il-confine tra il Marocco e Melilla,(foto-Koerner)

di    Roberta Cortina

In Africa, affacciate sul Mediterraneo, a sud-est dallo Stretto di Gibilterra ‒ ponte tra due continenti ed ex ‘fine del mondo’ ‒ sorgono le enclave spagnole di Ceuta e Melilla, veri e propri residui coloniali d’Occidente tuttora rivendicati dal Marocco che li circonda. Per la loro posizione strategica su un tratto di costa privilegiato, le due città autonome, fazzoletti di terra iberica nella vastità del continente africano, da decenni sono identificate dai migranti come possibili porte d’accesso all’Europa. Continua a leggere

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Se il Mediterraneo è il luogo di un prossimo Rinascimento

solera copertinadi    Antonino Cusumano

Dietro un libro che si scrive ci sono i mille altri libri che si sono letti, le tante voci della letteratura che implicitamente o esplicitamente hanno parlato all’autore. Così come dietro ogni libro che si legge ci sono i tanti altri che si sono letti in precedenza, le suggestioni e le emozioni ricevute da altri autori. E spesso i percorsi, a volte carsici e tortuosi, le associazioni, le memorie anche involontarie o irriflesse sono epifanie, rivelazioni, in quanto imprevedibili e sorprendenti. Continua a leggere

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Vilém Flusser: dall’esule al nomade

  copertina di Chiara Dallavalle

Oggi più che mai la condizione del migrante è di per sé caratterizzata da una sorta di ambiguità, di oscillazione tra due o più mondi. Si lascia la propria patria e si viaggia verso un nuovo Paese, e spesso anche una volta giunti lì il viaggio continua e il Paese d’accoglienza diventa soltanto il trampolino verso nuovi spostamenti. In taluni casi l’essere migrante ha connotazione positiva, quando ad esempio a spostarsi sono i cervelli nazionali, costretti ad esportare le proprie intelligenze in Paesi più accoglienti, come un’eccellenza nostrana da far valere all’estero. Continua a leggere

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Forme nuove del camminare transnazionale

René Magritte, Golconde, 1953,

René Magritte, Golconde, 1953

     di   Valeria Dell’Orzo

L’immagine della migrazione, che mediaticamente fa eco nelle menti, è quella di una diaspora dalla pelle scura e dagli occhi profondi d’Africa. Ma la realtà del fenomeno dell’esodo diffuso, nel suo insieme, è molto più ampia, regolata da meccanismi per molti aspetti diversi, da dinamiche differenti e nondimeno da un comune senso di intima impossibilità di permanere entro i propri ideologici confini socio statali. Continua a leggere

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La vittoria di Renzi ovvero della speranza

  

 20131209_renzi  di    Piero Di Giorgi

Le erronee previsioni dei sondaggisti e l’allarme sbandierato dai media sul sorpasso di Grillo, cavalcato dallo stesso capo dei pentastellari, che gridava nelle piazze colme “vinciamo noi”, sono stati ribaltati dalle urne, che hanno dato il 40,8% al PD e 20 punti in meno ai grillini. Continua a leggere

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Louvre Abu Dhabi. Verso il primo museo universale arabo

SAMSUNG CAMERA PICTURES

J. Nouvel, Museo del Louvre Abu Dhabi

di    Fabiola Di Maggio

 

Dal 2 maggio al 28 luglio 2014 è visitabile presso il Museo del Louvre di Parigi una mostra dal titolo Louvre Abu Dhabi. Nascita di un museo. Un’esposizione, o meglio un’anteprima, che presenta centocinquanta capolavori provenienti dalla collezione permanente del museo Louvre Abu Dhabi che aprirà i battenti tra la fine del 2015 e il 2016 ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti. Continua a leggere

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Narrare l’orrore

la-conchiglia copertina  di    Marta Gentilucci

«La Siria è il Paese del Male; dove il Male trionfa, lavora, inturgidisce come gli acini dell’uva sotto il sole d’Oriente. E dispiega tutti i suoi stati; l’avidità, l’odio, il fanatismo, l’assenza di ogni misericordia, dove persino i bambini e i vecchi gioiscono ad essere cattivi». Sono le parole che il giornalista de «La Stampa» Domenico Quirico, reduce dai centocinquantadue giorni di sequestro in Siria, ha usato per descrivere il Paese dove è stato imprigionato e umiliato¹. Continua a leggere

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Il Mediterraneo

                                                          

Ruggero e Mokarta in un bassorilievo a Mazara

Ruggero e Mokarta in un bassorilievo della Cattedrale di Mazara

di    Nino Giaramidaro

“Era il mulino dell’italiano”, dicevano tra francese e siciliano esili berberi, incantati dal flebile oued col nome misterioso e noto con quello del paese, El Kantara: il ponte, la “foce del deserto”, lì, fra rocce rossastre dell’estremo Atlas e palme oramai intimidite. Rovine, forse un luogo giustiziato dalle guerre. O dalle guerriglie. Chissà quegli occhi di pietra cosa avevano visto per rimanersene come attoniti, anche a guardare i ragazzi che facevano il bagno. Continua a leggere

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Il viaggio della neve nel Mediterraneo: dalla Sicilia all’isola di Malta

 

barche e galee dell'Ordine di Malta al porto di La Valletta (fine 700)

Barche e galee dell’Ordine di Malta al porto di La Valletta (fine 700)

di    Luigi Lombardo

 

Viaggiando per il Mediterraneo, fra il 1642 e il 1646, il medico danese Thomas Bartholin, capitò a Malta dove ebbe modo di sperimentare direttamente l’utilità del «bere fresco et annivato», esperienza che mise a frutto in una delle sue opere di carattere scientifico, cioè il De nivis usu medico observationes variae, opera pubblicata nel 1661 e che si inseriva nella disputa, inaugurata a metà del ‘500 dal medico sivigliano Monardes, sui vantaggi o gli svantaggi delle bevande fredde. Continua a leggere

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Il corpo dei minori migranti

foto ansa

foto ansa

di    Luisa Messina

Appare allarmante il numero sempre crescente di minori che si imbarcano alla volta delle coste siciliane, affrontando un viaggio pieno di insidie ed incertezze e mettendo a rischio la propria vita. Si tratta di una categoria, quella dei minori stranieri non accompagnati (MSNA), particolarmente vulnerabile. Continua a leggere

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Voi, lavavetri a Palermo. Una riflessione antropologica

foto Montes

foto Montes

di    Stefano Montes

 

Voir l’autre dans sa noblesse de solitude,
dans la beauté perdue de ses jours.
Christian Bobin, L’homme qui marche
 
 
 

Sono in auto e penso. Guido e osservo. Gli altri e me stesso. In auto, alla guida, mi passano per la testa i pensieri più inconsueti, meno regolati. Capita spesso, capita sempre più, negli ultimi anni, non appena mi metto al volante e appoggio il piede dolcemente sull’acceleratore, che i miei pensieri corrano a briglia sciolta, indipendentemente dalla mia partecipe, volontaristica gestione. Continua a leggere

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La produzione del turismo. Tra volontà e azione

Polynesia (foto Jodi Cobb )

Polynesia (foto Jodi Cobb )

di  Luca Pollicino

Pensare alla produzione del turismo vuol dire cercare di capire quali sono i meccanismi che spingono un turista a trascorrere le proprie vacanze in un posto piuttosto che un altro, e più in generale tentare di comprendere come «le azioni delle persone esercitano il proprio influsso sulle strutture sociali e politiche più vaste, e al tempo stesso sono influenzate da queste» (Ahearn 2001, 19). Continua a leggere

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Arriva il Generale, ma è già vecchio. L’Egitto dopo le elezioni

       

Cairo, Piazza Tahrir

Cairo, Piazza Tahrir

di    Gianluca Solera  

  L’ultima volta che sono rientrato dall’Egitto è stato cinque settimane fa. Arrivai dal Cairo a Verona il mattino del 25 aprile, per partecipare all’Arena di Pace e Disarmo, portando con me una notizia cattiva e una buona. Continua a leggere

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La Chiesa italiana ai tempi di Papa Francesco

 papa Francesco tra Abu Mazen e Peres

Papa Francesco tra Abu Mazen e Peres

 di    Marcello Vigli

«Non possiamo tollerare più a lungo che i mercati finanziari governino le sorti dei popoli piuttosto che servirne i bisogni, o che pochi prosperino ricorrendo alla speculazione finanziaria mentre molti ne subiscono pesantemente le conseguenze».

Queste parole, pronunciate da Papa Francesco in un convegno di Giustizia e pace, nella loro inequivocabile chiarezza sintetizzano la sua inappellabile condanna dell’ordine mondiale costituito. Continua a leggere

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