L’eredità letteraria e la lezione civile di Carlo Cassola

copertina di    Lorenzo Greco

Il 18 ottobre 2014 a Volterra alla memoria di Antonio Tabucchi, è stato conferito il Premio letterario Ultima frontiera, dedicato alla figura di Carlo Cassola.  La madre di Cassola era originaria di Volterra mentre il padre era lombardo, ma anch’egli aveva vissuto a lungo nella cittadina toscana. E infatti proprio la Toscana, in particolare la Maremma, diventerà la patria poetica e spirituale dello scrittore, che vi si trasferirà nel 1940, partecipando in quei territori alla lotta di Resistenza. Continua a leggere

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Lo “sbirro del capo”. Riflessioni preliminari su un nuovo campo di ricerca

 

(foto Ebbets)

(foto Ebbets)

di    Tommaso India

Sono arrivato nel magazzino siciliano in una calda mattina di luglio. Attorno al capannone di circa 5000 m2 soltanto campagna brulla, sterpi e qualche pecora arginata da recinti acconciati con vecchie reti di letti e qualche metro di filo spinato. Tutto somigliava ben poco a quello che si potrebbe definire un polo industriale sviluppato. Continua a leggere

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Il salnitro dalle grotte iblee alla polvere da sparo

 coll. L. Lombardo

coll. L. Lombardo

 di Luigi Lombardo

Nel suo sistema di perenne mobilità il Mediterraneo ha conosciuto transumanze e transazioni di diverso genere. Ha messo in comunicazione uomini e cose. Ha fatto circolare assieme alle idee, le lingue, le religioni, anche materie prime, prodotti finiti e tecniche di lavorazione. Ha immesso nelle dinamiche dei prestiti e degli scambi una pluralità di merci e di manufatti destinati non solo all’economia della pace ma anche a quella della guerra.

La provincia di Siracusa, e in particolare l’area iblea montana, fra le altre produzioni, annoverava nel passato (e da epoca assai antica), quella del salnitro. Continua a leggere

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Il Mediterraneo. I colori della morte

 Malta, Co-cattredale. (foto Minnella)

Malta, Co-cattredale.

di    Melo Minnella

A volte, nel corso di un viaggio, si possono fare strani incontri, anche piacevoli. Qualche anno fa l’incontro, piacevole, è avvenuto con la Morte. Dall’alto della cantoria della co-cattedrale di San Giovanni a La Valletta, c’è stata la prima manifestazione di interesse verso questa temuta ma sicura resa dei conti finale. Continua a leggere

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Carla Accardi, figura solare e mediterranea

copertina   di    Giuseppe Modica

Carla Accardi, classe 1924, da pochi mesi ci ha lasciato. Qualche anno prima, nel 2005, era toccato a Consagra, e molti anni prima, 1980, a Sanfilippo che era stato marito di Carla.  Tutti e tre della provincia di Trapani, nella punta Sud-Occidentale della Sicilia. Tutti e tre,  ”compagni di strada”, hanno un ruolo di punta nel dibattito artistico del Dopoguerra e sono protagonisti del Gruppo Forma 1, con Attardi, Dorazio, Turcato, Perilli, Guerrini e Maugeri. Continua a leggere

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E se fosse un gioco? Un antropologo in spiaggia e i sensi dell’altrove

Frontiere del gioco (foto Montes)

Frontiere del gioco (foto Montes)

di    Stefano Montes

Pieno agosto, in spiaggia. Io, in un sito non molto lontano da Palermo, immobile, osservo assorto. È pomeriggio, il vento soffia. Forte. Soffia forte. Poche persone, sulla sabbia calda. Soffice, cedevole. Distese qui e lì. A gran distanza l’una dall’altra. Poche persone. Qualcuno prende il sole, qualche altro legge. Puntini inerti. Oasi nel deserto. Isole di storia. Continua a leggere

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In nome del cous cous. La festa in un piatto

 

foto F.Marino

foto F.Marino

  di    Ninni Ravazza

Non riesco a credere (sperare) che un soldato israeliano e un fedayn palestinese faccia a faccia nei Territori si sorridano sol perché fra i due c’è un tavolo con un piatto di couscous. Anche il modo di prepararlo e condirlo li divide: grani grossi melanzana e pesce il primo, frumento spezzettato e grano integrale con ceci e piselli il secondo. Continua a leggere

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Immagini dell’emigrazione. Antonino Castelbuono tra Bolognetta e gli USA*

  

Bolognetta 1952. Famiglia a Castelbuono

Bolognetta 1952. Famiglia a Castelbuono

di Valentina Richichi

Il comune di Bolognetta si caratterizza per la massiccia presenza di storie di migrazione da e per gli Stati Uniti e per la meticolosa attenzione che la cittadinanza riserva alla loro memoria, attraverso la realizzazione di mostre e pubblicazioni di carattere storico. Possiamo osservare, per il tramite delle fonti, la dimensione locale di un fenomeno che ha coinvolto per decenni la storia dell’intero Paese.
Rispetto ai flussi migratori che hanno interessato l’Italia di fine XIX secolo, Stati Uniti, Australia e Argentina hanno costituito le principali mete dei siciliani. Continua a leggere

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Le parole degli altri

copertina  di    Orietta Sorgi

L’esigenza di rivedere alcune questioni di metodo intorno all’uso delle fonti orali è uno degli elementi di raccordo fra questi scritti di Pietro Clemente, nati fra il 1980 e il 1995 in diverse occasioni del suo insegnamento universitario a Siena, Roma e Firenze e poi raccolti dagli allievi di seconda generazione nel volume Le parole degli altri. Gli antropologi e le storie della vita, pubblicato da Pacini editore (Pisa, 2013). Continua a leggere

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Contestazione nella Chiesa

 copertina  di Marcello Vigli

I commenti e le polemiche successive al dibattito che ha animato le sedute del recente Sinodo dei vescovi, non hanno certo favorito una riflessione sul suo significato. Per il modo in cui è stato preparato, per i temi che ha affrontato, per il suo svolgimento e per la sua conclusione costituisce, invece, un evento di grande rilievo nell’attuale fase della vita della Chiesa cattolica. Continua a leggere

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Editoriale

Tripoli,  piazza Verde, oggi dei Martiri (foto Pitrone)

Tripoli, piazza Verde, oggi dei Martiri (foto Pitrone)

Questa cupa estate che sta declinando ci lascia immersi in una temperie agitata di guerre e fiamme, nell’incubo di un anacronistico califfato, frutto nuovo  e avvelenato della deflagrazione mesopotamica, e nella tragedia storica di quel permanente e indifferente genocidio che si consuma in Medioriente.

Quanto accade, e sta accadendo nello stesso momento, in Ucraina e in Iraq, a Gaza e a Gerusalemme, in Siria e in Libia sembra farci precipitare in una spirale incontrollata di stragi e violenze ovvero nella «terza guerra mondiale», per usare le parole del Papa, cui siamo largamente impreparati e pure inconsapevolmente assuefatti. Continua a leggere

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La via francigena di Mazara in Sicilia. Prospettive di ricerca*

Sicilia antiqua

Sicilia antiqua

di     Giuseppe Arlotta

I pressanti tempi editoriali per la stampa degli Atti di un Convegno del 2002 mi avevano impedito di localizzare la «via francigena per mezzo della quale si giunge a Mazara dalla torre di Maimone», citata in un diploma inedito del 1267 pubblicato in quella occasione[1]. Nel frattempo, in una relazione dello scorso anno, annunciata con enfasi sul web[2] [http://goo.gl/pMZXPH], l’arch. Gaspare Bianco ha proposto una localizzazione del toponimo “Maimone” che, però, risulta poco convincente[3]. Continua a leggere

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La cura comunque. Il lavoro domestico straniero nel contesto palermitano

copertina castronovo   di    Antonella Elisa Castronovo

Il contributo che qui proponiamo intende offrire una riflessione sull’impatto che il modello mediterraneo di inclusione lavorativa dei migranti ha prodotto sugli equilibri di genere e sulla relazione tra autoctoni e stranieri. Il lavoro punterà ad indagare le dinamiche occupazionali individuabili nel settore dei servizi alle famiglie, nel quale molte donne e uomini immigrati trovano collocazione spesso in condizione di estremo svantaggio economico e di profonda precarietà lavorativa. Continua a leggere

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È difficile essere ascoltati fino in fondo. Note su un musicista siciliano

0 - immagine d'apertura     di    Vincenzo Maria Corseri

Stabilire una formula per presentare icasticamente la figura di Franco Vito Gaiezza è un’impresa di sicuro non facile. Egli è anzitutto un insigne musicista – tra i maggiori organisti italiani –, oltre che uno dei principali attivisti culturali che attualmente operano in Sicilia. Continua a leggere

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«Evviva Gesù Salvatore!». La festa del patrono emerito di Cefalù

mosaici Cefalù di     Roberta Cortina

La prima settimana d’agosto, a Cefalù, antica cittadina del Palermitano affacciata sul mar Tirreno, è tempo di festa. Diversi sono i segni che comunicano, anche all’osservatore meno attento, la presenza di comportamenti rituali tipici del calendario festivo siciliano, in particolar modo delle comunità marinare che d’estate celebrano i propri Santi protettori. Città di mare e dal retaggio contadino, Cefalù oggi fonda la propria economia sul turismo di tipo balneare e culturale, ma il settore ittico costituisce ancora un’importante risorsa per i suoi abitanti, oltre ad essere elemento costitutivo della loro identità. Continua a leggere

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Profilo basso

copertina   di Federico Costanza

La Terza Guerra Mondiale è già iniziata secondo Papa Bergoglio, seppur “a pezzi”.
“A pezzi” è un’espressione che ben si adatta alla crisi geopolitica che attraversa attualmente diverse aree del mondo, dal Nord Africa al Medio Oriente, l’Europa, l’Asia, l’Africa, tutte apparentemente legate da un sottile filo conduttore. Nella ridda di notizie che ci giunge quotidianamente attraverso i media si fa fatica a comprendere la distribuzione dei diversi conflitti, i protagonisti, le sigle, le alleanze, la dinamica delle operazioni militari. Ne emerge, quindi, solo la percezione di una drammatica scia di violenza. Continua a leggere

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Confini e frontiere a Lampedusa

copertina immagine lampaduza     di Antonino Cusumano

Nel trionfo della globalizzazione contemporanea abbiamo assistito al processo di delocalizzazione e di indistinzione dei luoghi, di messa in crisi delle relazioni tra territorio e sovranità statale, di scompaginamento delle coordinate geografiche e delle categorie tradizionali di centro e periferia. Tuttavia a questo generale movimento di destrutturazione e decostruzione che ci fa abitare in un mondo che somiglia sempre più ad una città globale, una città-mondo, si è contestualmente accompagnata una riproduzione, riarticolazione e moltiplicazione di frontiere e confini, che si spostano e si rimodulano ma non collassano né si dissolvono. Continua a leggere

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Gli sbarchi dei profughi: davvero un’emergenza?

copertina chiara   di    Chiara Dallavalle

L’esperienza insegna. Ma a volte no. È questo il caso della gestione ancora una volta tutta italiana dell’ennesima emergenza profughi che ha investito la nostra penisola negli ultimi mesi. L’Italia non è nuova a fenomeni del genere. Negli ultimi decenni è stata ininterrottamente interessata da un flusso costante di persone in arrivo sulle sue sponde meridionali, che la nostra politica prosegue testardamente a definire “emergenze”, anche quando invece il fenomeno sembra ormai aver assunto dei caratteri strutturali. Continua a leggere

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L’uomo in disarmo. Rito di passaggio nella postmodernità occidentale

Franz-Von-Stuck-Sisifo-1920

Franz Von Stuck,Sisifo,1920

di    Valeria Dell’Orzo

I riti di passaggio segnano il cambiamento di status sociale, culturale, esperienziale di un individuo all’interno del nucleo comunitario nel quale è attore e che con lui vive la nuova condizione; mettono in scena la trasformazione, attraverso il cambiamento si perdono i consueti punti di riferimento, e subentra la naturale crisi della perdita di sicurezza e stabilità socio affettiva; si costruiscono sulla base di un impianto culturale e quindi funzionale che traccia invisibili ma precise linee di demarcazione del Noi. Il momento del passaggio rompe gli argini che perimetrano le porzioni concettuali e spaziali della propria realtà personale e del proprio posto nella società. Continua a leggere

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In memoria di Pino Inzerillo

copertina di    Piero Di Giorgi

Giuseppe Inzerillo, Pino, per quanti di noi hanno avuto la fortuna di confrontarsi e anche di scontrarsi con lui o di essere insieme in circostanze conviviali, godendo della sua arguzia e della sua ironia, ha concluso il suo itinerario terreno il 9 agosto 2014 nella sua terra di adozione, Ferrara. Aveva compiuto 79 anni il 15 maggio. Continua a leggere

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Venti di guerra attraversano il mondo. Il Governo tra annunci e retromarce

Turkey Syria    di Piero Di Giorgi

La tiepida estate che volge al termine è stata controbilanciata dall’alta temperatura delle diverse guerre spezzettate, che Papa Francesco ha chiamato terza guerra mondiale, di cui una, per la prima volta dopo 70 anni, in Europa. Potremmo chiamarla la guerra di Crimea, anche se questa è già russa e ora è in ballo l’Ucraina, riecheggiando la guerra combattuta tra l’impero russo da una parte e l’alleanza tra Turchia (impero ottomano), Francia, Inghilterra e Regno di Sardegna dall’altra, sorta per il controllo dei luoghi santi in territorio ottomano e dove in gioco era lo sbocco sul Mediterraneo. Continua a leggere

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Oggi, oltre Augé: il viaggio del viaggio

Marc Augè(

Marc Augè

di    Concetta Garofalo

La circolazione delle informazioni resa possibile dai moderni mezzi di comunicazione, la gestione sempre più transnazionale del potere politico ed economico e il relativo confronto culturale a livello mondiale hanno determinato, in questa epoca di forte globalizzazione, il nascere di un sistema che, nel bene e nel male, abbatte e travalica i confini territoriali di singoli popoli e specifiche etnie. Continua a leggere

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Esercizi di stile

   copertina piratadi Nino Giaramidaro

Quando le barche si chiamavano pinchi, mistici, martingane, gli antenati di Luigi Pirandello “andavano per mare” e non pochi di essi, muniti di “lettere di corsa” – pezzi di carta pieni di ghirigori e ceralacca – molto semplicemente da capitani di mare diventavano corsari. Al largo, però, diventava problematico distinguere fra il benvestito corsaro e il raffazzonato pirata. Continua a leggere

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Il lavoro di fabbrica e il corpo assoggettato nell’era post-fordista

di   Tommaso India  Chaplin:Tempi moderni

Tutti noi abbiamo in mente le immagini del capolavoro cinematografico di Charlie Chaplin Tempi Moderni (1936). Le sequenze di quel film mostravano come la dilagante produzione industriale di tipo taylorista-fordista avesse stravolto il modo di lavorare che gli uomini avevano conosciuto fino a quel momento. Continua a leggere

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Quella volta che Rinaldo non si fermò a Ferrara e giunse a Lampedusa

   copertinadi    Giuseppe Inzerillo

Rinaldo dei Chiaramonti, personaggio creato dalla fantasia di vasta letteratura attorno all’epopea carolingia, uno dei dodici paladini di Francia scelti da Carlo Magno, nonostante il suo spirito ribelle ed insofferente a tutte le autorità, quella volta, secondo la narrazione di Ludovico Ariosto, non riuscì a fermarsi a Ferrara, peraltro ancora piccolo borgo sorto in mezzo alle paludi e tuttavia destinata a diventare in seguito una città «ornata e bella». Continua a leggere

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Dall’Atlantico al Mediterraneo: il vino inglese di Sicilia

Baglio Woodhouse, olio anonimo, inizi sec.XIX

Baglio Woodhouse, olio anonimo, inizi sec.XIX

  di    Rosario Lentini

Provate a immaginare lo stupore nel volto di un viticoltore marsalese di fine ‘700 al cui cospetto si presentò per la prima volta un mercante ‘nglisi (informazione sufficiente per gli abitanti del luogo), venuto da Liverpool (informazione necessaria per le autorità), di nome John Woodhouse (signor Giovanni Casa- dilegno, avrebbero scritto i notai negli atti che lo riguarderanno), presumibilmente accompagnato da un interprete, per acquistare un certo numero di botti di mosto o di vino da imbarcare e spedire “fuori Regno” di Sicilia. Continua a leggere

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Una incursione fotografica ‘sul campo’ e l’antropologia ‘fuori campo’

Il dono inatteso (foto Montes)

Il dono inatteso (foto Montes)

di   Stefano Montes

[…] non sono uno che capitalizza, che fa fruttare il    sapere acquisito; sono piuttosto uno che si sposta su una frontiera sempre in movimento.
Lévi Strauss, Da vicino e da lontano
 
 

Ho scattato tante foto e mi ripropongo, oggi, una volta a casa, comodamente allungato sul divano, di dare una rapida occhiata al bottino raccolto durante la mia spensierata incursione per strada, tra bengalesi e africani, tra palermitani e altri ancora, tra Stefano (un nome non è solo un nome) e i miei flussi di coscienza in fuga da me stesso (quella parte di me più sostanzialmente sregolata e dadaista). Continua a leggere

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