SOMMARIO

ph. Sergey Ponomarev

ph. Sergey Ponomarev

EDITORIALE, Imen Ayari Cozzo, La ragazza che parla col mare; Moshe Behar, Il dibattito Palestina/Israele tra  continuità e rotture. Stato unico, Due popoli-due Stati, Stato binazionale; Ada Boffa, Il complesso di Edipo e di Elettra nella fiaba berbera; Antonino Buttitta, Enigma e caos. Logos e cosmos; Benedetto Coccia-Franco Pittau, Le migrazioni qualificate in Italia: una questione di attualità; Continua a leggere

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EDITORIALE

ph. Gjorgji Lichovski, Premio Luchetta 2016

ph. Gjorgji Lichovski, Premio Luchetta 2016

Non sappiamo se dopo il divorzio della Gran Bretagna si prepari la balcanizzazione dell’Europa, la reazione a catena destinata a provocare l’implosione dell’Unione. Non sappiamo se la faglia che si è aperta sia l’avvisaglia del sismico precipitare di tutta l’architettura sognata e costruita dai Padri fondatori. Continua a leggere

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La ragazza che parla col mare

Klee, Sidi Bou Said, 1914

Klee, Sidi Bou Said, 1914

di Imen Ayari Cozzo

La distanza che Frida vorrebbe percorrere tutti i giorni sembra dilatarsi sempre più, ma quotidianamente lei prova e non smette di credere che questa terra ostinata avrà una fine. La terra si estende sul mare: comincia sulla costa di La Marsa da dove si vede la scogliera di Sidi Bou Said e lì, all’apice, lei deve arrivare. Farà un giro segreto e in cima abbraccerà tutta Cartagine in un lungo rito giornaliero, per far sua quella terra e incorporarne i suoi colori. Continua a leggere

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Il dibattito Palestina/Israele tra continuità e rotture. Stato unico, Due popoli-due Stati, Stato binazionale

COPERTINAdi Moshe Behar [*] 

Gli studi di matrice arabo-sionista assumono generalmente un punto di vista che potremmo chiamare “territorialmente palestinocentrico”; naturalmente, tale punto di vista ha una sua logica poiché le sofferenze, le lotte, la morte, le espulsioni e lo spostamento di popolazioni hanno proprio in quei luoghi il loro teatro. Ma un simile approccio significa anche che la dimensione regionale nel cui quadro si colloca la questione Palestina/Israele è spesso sottovalutata sia storicamente sia nella lettura delle etnopolitiche territoriali correnti [1]. Continua a leggere

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Il complesso di Edipo e di Elettra nella fiaba berbera

COPERTINAdi Ada Boffa

I generi narrativi prosaici presenti nel panorama letterario berbero, secondo la prima catalogazione ad opera dell’etnografo H. Basset, si dividono in racconti meravigliosi (le fiabe); racconti umoristici; racconti d’animali (le favole) e leggende (leggende storiche; leggende religiose; leggende agiografiche; leggende esplicative) [1].

L’ambito fiabesco più di quello favolistico mette in risalto quelle che G. Calame-Griaule chiama noyaux résistants, ovvero tutte le questioni relative alla vita dell’esser umano. Continua a leggere

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Enigma e caos. Logos e cosmos

copertina buttitta di Antonino Buttitta [*]

Un discorso sull’enigma, come il racconto della Musa intorno a Ulisse, può cominciare da qualsiasi punto. L’esito sarà sempre lo stesso: polŷtropos, ordito e contraddittorio. Solo in parte questa impressione può essere riferita a inadeguatezza epistemica. In effetti la contraddizione che di fatto oppone nella nostra esperienza della realtà: essere vs apparire, immanenza vs manifestazione, risiede nel mistero di verità che si occulta e a un tempo si espone proprio nella sua sostanza enigmatica. Non a caso la sua luminosa oscurità si esprime nella luminosità oscura dell’Apollo delfico, dio della luce e nello stesso tempo ispiratore di oracoli, tanto più veri quanto più oscuri. Continua a leggere

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Le migrazioni qualificate in Italia: una questione di attualità

copertinadi Benedetto Coccia e  Franco Pittau

Quello che viene anche chiamato esodo o fuga dei cervelli è una questione di attualità, che andrà sempre più affermandosi come rilevante per il futuro dell’Italia. Una veloce premessa statistica porta a sottolineare che i laureati andati a lavorare all’estero sono stimati pari a 450mila, mentre i laureati stranieri in Italia si aggirano sul mezzo milione. Queste le conclusioni alle quali si perviene nel volume Le migrazioni qualificate in Italia: ricerche, statistiche, prospettive (Idos ed., 2016), curato per conto dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, raccogliendo contributi analitici e in larga misura innovativi sui vari aspetti di questo fenomeno. Continua a leggere

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Rosarno e la centralità della periferia

Murales a Piazza Valarioti, Rosarno ( foto di Cinzia Costa)

Murales a Piazza Valarioti, Rosarno (foto di Cinzia Costa)

di Cinzia Costa

È passato ormai più di un anno da quando, nel febbraio 2015, concludevo la mia etnografia sui migranti stagionali a Rosarno [1]. La scelta del campo di indagine fu legata, a suo tempo, ad un interesse generico per il tema delle migrazioni e dello sfruttamento del lavoro, unito alla curiosità e alle conoscenze, altrettanto generiche ed approssimative, che avevo acquisito su Rosarno, in seguito agli scontri tra gli stagionali di origine africana e i rosarnesi avvenuti nel gennaio 2010. Continua a leggere

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Il Quarantotto di Sciascia e di Nicastro

L. Sciascia, ritratto di Mario Francesconi

L. Sciascia, ritratto di Mario Francesconi

di Salvatore Costanza

Il barone «incoccardato» col tricolore al petto, che ospita, nel ’60, Garibaldi nel suo palazzo, è, per Sciascia, la figura esemplare del «nicodemismo» dei Siciliani al potere, nobili, vescovi e galantuomini, pronti «a cambiar bandiera», perché sanno «quel che fare» quando è il tempo di «badare alle cose proprie». Dalla rivoluzione del 1848 alla «conquista» garibaldina del ’60, novatori e reazionari hanno mutato campo, di volta in volta, seguendo le stesse regole del tornaconto politico e sociale, con la viltà, la paura e l’odio che si mascherano di festa». Continua a leggere

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Il Mediterraneo. Elogio del sale

 Foto Cristaudo

Foto Cristaudo

di Salvo Cristaudo e Andrea di Napoli [*]

Lungo i litorali delle regioni che si affacciano sul Mare Mediterraneo, la natura ha creato le condizioni ideali per estrarre il sale contenuto nell’acqua del mare, ricorrendo ad un procedimento antichissimo.

In Sicilia, nelle saline della Riserva Naturale Orientata di Trapani e Paceco [1],  il lavoro di raccolta del sale marino è avvenuto ininterrottamente sino ai nostri giorni nel rispetto della tradizione e di tutti gli elementi del complesso ecosistema che compone l’ambiente naturale [2]. Continua a leggere

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Pitrè, il mare e l’immaginario

  

Giuseppe Pitrè

Giuseppe Pitrè

di Antonino Cusumano [*]

In un lontano saggio del 1969 pubblicato su “Uomo&Cultura”, Alberto Maria Cirese, indagando sulla poesia lirico-monostrofica di tradizione orale, analizzava e leggeva il mare come segno polivalente, essendo il mare per sua natura spazio sottoposto a molteplici processi di risemantizzazione e plasmazione culturale. Addomesticare e padroneggiare quanto è nella sua liquida quintessenza mobile e instabile, risponde al costante sforzo degli uomini di gettare una rete di simboli per colonizzare, imbrigliare e mettere in forma la realtà sfuggente, vasta e profonda delle acque in perenne movimento. Sul mare rifluiscono umori letterari e tendenze artistiche, paure ancestrali e pulsioni visionarie, proiezioni romantiche e incursioni nel territorio della più libera trasfigurazione fantastica. Continua a leggere

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Rifugiati e nuove politiche di ripopolamento

Il borgo fantasma di Toiano, in Toscana

Il borgo fantasma di Toiano, in Toscana

 di Chiara Dallavalle

L’atto migratorio è per antonomasia un movimento innanzitutto fisico all’interno di un determinato spazio, e lascia tracce profonde sui territori all’interno dei quali esso si realizza. La migrazione fa sì che determinati luoghi siano abbandonati, altri siano attraversati, ed altri ancora siano riempiti dalla presenza dei migranti, in un movimento continuo ben rappresentato dall’immagine del circuito (Rouse 1991). Continua a leggere

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L’addomesticamento della Natura nel rapporto tra uomini e orsi

copertina  di Alessandro D’Amato 

I rapporti tra uomo e animale costituiscono un argomento abbondantemente e a vario modo frequentato nell’ambito della letteratura. Basti pensare agli innumerevoli Bestiari di epoca medievale e a quelli moderni, realizzati con esiti diversi, solo per citare alcuni esempi, in Francia, da Michel Pastoureau e, in Italia, da Maria Pia Ciccarese, la quale si limita a uno studio sul ruolo degli animali nella tradizione cristiana (2002) e Luca Frigerio, che focalizza la propria attenzione sulla presenza animale nell’arte cristiana medievale (2014). Continua a leggere

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Costruire percezioni. Neuroscienza e coscienza dell’io nella società diffusa

 Escher, Bond of Union, 1956

Escher, Bond of Union, 1956

di Valeria Dell’Orzo

Quale realtà è la nostra? Come funziona l’uomo in relazione a sé stesso e agli altri? Siamo piccole sacche di una ricca amalgama cognitiva di entropia e sintropia, racchiusa tra le giunture di una struttura complessa, al tempo stesso esoscheletro e endoscheletro, un doppio performante, fisico e culturale che ci sorregge e come un morbido vaso contiene lo sciabordio del nostro quotidiano pensare, comunicare, partecipare. È una condivisione diffusa, necessaria, imprescindibile quella umana che si sostiene e si costruisce in un continuo movimento di pensieri e impulsi, di analisi e attitudini. La psiche, fisica, è inscindibile dalla cultura che l’alimenta (Bruner, 2003). Continua a leggere

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Fisica quantistica e processi mentali

copertinadi Piero Di Giorgi

Tutto ciò che le cose viventi fanno si può comprendere in termini di movimenti e oscillazioni di atomi (Richard Feynman)

La cultura scientifica, nel nostro Paese, non gode della stessa attenzione e dello stesso interesse che hanno le discipline umanistiche e sociali. Inoltre, una volta la filosofia si occupava di tutta la totalità del sapere, essendo la realtà unitaria. Da quando si è pervenuti alla specializzazione dei saperi, le singole discipline sono rimaste, per lungo tempo, come monadi incomunicabili. Continua a leggere

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Il velo e il culto della bellezza. Voci di giovani donne arabe

(foto Dony Fatima)

foto Dony Fatima

di Lella Di Marco

Quando ho iniziato la mia pratica sociale con le donne immigrate arabe, era appena arrivato in libreria, tradotto, Il linguaggio della Dea, di Marjia Gimbutas, l’archeologa lituana che aveva ripreso il mito della Grande Dea Madre, studiando i siti archeologici di Kataloujiuk in Turchia: segni e graffiti su pareti, ceramiche, pietre, presenti, anche, in molte aree mediterranee. La scoperta di un mito transculturale che forse non ha mai avuto un periodo storico in cui il potere era matriarcale (come ipotizzò nell’Ottocento lo storico evoluzionista Bachofen) è da considerarsi una dimensione dell’anima, una cultura femminile che, nonostante sia stata stravolta e demonizzata, talvolta riemerge. Continua a leggere

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Lampedusa 2016: per un dialogo tra generazioni

 Lampedusa

Lampedusa

di Roberta T. Di Rosa

Ogni volta che dico che vado a Lampedusa, vedo dallo sguardo di chi mi ascolta che sta pensando che vado ad “aiutare i migranti”, cosa che a volte è vista come un gesto eroico, altre come un atto di danneggiamento premeditato della pace sociale. Continua a leggere

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Habitus e dispositivi. Isotopie dell’agire

Magritte Il mondo invisibile, 1954

Magritte,  Il mondo invisibile, 1954

di Concetta Garofalo

Uno dei più significativi paradossi dell’epoca contemporanea diventa sempre più evidente: ai processi di globalizzazione internazionale, ormai avviata da decenni, fa da contrappunto lo slegamento dei microsistemi culturali rispetto alle macrostrutture di organizzazione sociale e politica. L’agency individuale perde performatività nei confronti dell’azione sociale collettiva sempre più irrimediabilmente compromessa da interventi unilaterali imposti secondo una logica utilitaristica e impersonale, addirittura, transnazionale. Progressivamente si riduce il potere d’intervento sociale individuale con ripercussioni sul sistema personale di aspettative. Continua a leggere

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Lingiardi, della distillazione

Foto copertinadi Aldo Gerbino

Quando Vittorio Lingiardi, col suo ‘dire’ immediato e impalpabile, ironico e pensoso, si accosta alla vischiosa densità del nucleo poetico, non fa altro che restituirci, distillandole, quelle quotidiane materie d’anima in apparenza essiccate, ma alle quali sembra esser sufficiente una pur lieve acqua lustrale per farle risorgere in tutta la loro vitalità. Una pensosità ben celata, lealmente dichiarata sin dalla epigrafe leopardiana espunta dallo Zibaldone, la quale sancisce come «da qualunque causa nasca l’ispirazione poetica, essa è certamente malinconica»; medesima malinconia riscontrabile, – quasi a rafforzare quel “suono del senso” esposto da Robert Frost, – nella struggente ed equilibrata partitura della “Serenata melancolica” di Čajkovskij. Continua a leggere

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Uscita d’insicurezza

La bandiera della Ue bruciata

La bandiera della Ue bruciata

di Nino Giaramidaro

Qualche colpo di gin, naso e gote rosate come i cicciottelli in salute, David Cameron, con la destra alzata alla Winston Churchill, ha detto la parola che ormai stanca di anni plana e si impenna sotto le perturbazioni dei cieli d’Europa come un avvoltoio “laico”, un grifone con ghigno, mentre i terrestri, sempre meno attoniti, dicono che non è cosa loro. Come i crasti della Sambuca di fronte al coltello del pecoraio che si avventa su uno di loro: «Non viene per me». Continua a leggere

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Flyaway home. Il viaggio di ritorno dei Rasta

Daniel Hartley & The Ardwuk Band in concerto (foto Giorgianni)

Daniel Hartley & The Ardwuk Band in concerto (foto Giorgianni)

di Eugenio Giorgianni

Quando iniziai a frequentare la comunità rastafariana di Manchester, decisi subito che avrei risparmiato quello spazio e quelle persone dall’antropologia. Il mio scrupolo era dovuto alla complessa triangolazione tra il fenomeno socio-culturale di origine Africano-Caraibica, la violenza epistemica dell’occhio antropo- logico, e la mia delicata posizione emotiva a contatto con uno dei grandi miti della mia adolescenza. Continua a leggere

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Il Mediterraneo nel progetto artistico e sociale di Roberta Conigliaro

L'arca

L’arca

di Ilaria Guidantoni 

Il Mediterraneo e il femminile di queste parti è un filo conduttore nell’arte di Roberta Conigliaro, scultrice siracusana trapiantata a Roma dove vive da molti anni, ma con lo sguardo sempre rivolto al Sud. Una laurea in Psicologia che l’ha portata ad esercitare la professione per alcuni anni lavorando con pazienti psichiatrici, fino a quando non arriva, quasi per caso, la vocazione alla scultura: l’occasione è il regalo di un amico, della creta che, quando comincia ad impastare quasi come un gioco, capisce che è il suo elemento naturale. Continua a leggere

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Pino Veneziano, cantastorie e anarchico selinuntino. Una conversazione con Consolo e Ovadia

Foto copertinadi Umberto Leone e Rocco Pollina 

Poeta popolare che si accompagnava con la chitarra, Pino Veneziano gestiva a Selinunte negli anni ’70, e ancora agli inizi degli anni ’80, una di quelle terrazze sul mare che era meta di buongustai, amanti delle antiche rovine della Magna Grecia e di una natura ancora incontaminata.

Personaggio singolare, Pino non nutriva particolare interesse per la notorietà o le luci della ribalta: il suo palcoscenico preferito erano i tavoli del suo ristorante. Ma ad ascoltarlo non furono solo amici o avventori di passaggio. Continua a leggere

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Dalla città dei gatti alla città degli uomini

COPERTINAdi Virginia Lima 

L’antropologia in quanto scienza che studia l’uomo dovrebbe costituire per sua stessa ontologia uno strumento attraverso cui abbattere i pregiudizi e i preconcetti, soprattutto razziali e culturali, che ammorbano la società contemporanea. Lo studio e il confronto con altre società potrebbero infatti aiutare a cancellare quel cinismo, spesso frutto dell’ignoranza, che è causa primaria di diffidenza e indifferenza. Paradossalmente, più la tecnologia e il progresso scientifico acquisiscono nuove dimensioni e scoprono nuovi orizzonti, più, come dimostra la cronaca di questi ultimi mesi, si creano muri e barriere sia fisiche sia mentali. Continua a leggere

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Alla Conca d’oro: una poesia inedita di Pitrè alla sua Palermo

G. Pitrè da G. Vuillier, La Sicilia. Impressioni illustrate,  Milano, Treves, 1897.

G. Pitrè (da G. Vuillier, La Sicilia. Impressioni illustrate, Milano, Treves, 1897)

 di Luigi Lombardo 

Il 1916 fu un anno esiziale per la cultura siciliana. Tra il 17 marzo e il 16 aprile di quell’anno morivano in successione Salvatore Salomone Marino, Gioacchino Di Marzo e Giuseppe Pitrè. La scomparsa di questa gloriosa triade indusse negli animi degli intellettuali siciliani un senso di scoramento, che era vera angoscia se pensiamo che eravamo in piena Prima Guerra mondiale. Tale terribile coincidenza indusse il filosofo Giovanni Gentile a scrivere il Il tramonto della cultura siciliana. Morivano, ma non lasciavano quasi nulla, se non le loro preziose opere, ma, quanto ai contemporanei, sembravano ormai dei sopravvissuti. Continua a leggere

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Towards a methodology for the theorization of the Arab Spring: Egypt as a case study

 copertinadi Shaimaa Magued

 Abstract

Dopo lo scoppio della rivolta del 25 gennaio e le marce del 30 giugno 2011, la strada verso la democrazia appare incerta. Una rapida panoramica sui differenti modelli di teorizzazione rispetto alle rivoluzioni del Medio Oriente contro i regimi autoritari finisce col mettere in luce la loro incapacità di prevedere e perfino di elaborare una coerente analisi che tenga presenti le diverse variabili interagenti sulla scena sociopolitica. Da qui, lo sviluppo di un modello teorico per la Primavera araba emerge come una necessità alla luce delle complicazioni e delle variabili interconnesse implicate nel corso degli eventi. Continua a leggere

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La Libia sospesa. Problemi, strategie e prospettive

 Carta di Laura Canali

Carta di Laura Canali

di Michela Mercuri

Negli ultimi mesi il quadrante libico è interessato da importanti cambiamenti che potrebbero mutare le sorti del Paese, caduto in una spirale di crisi da più di cinque anni. L’indebolimento dello Stato islamico ad opera delle milizie di Misurata, fedeli al Governo di unità nazionale, farebbe pensare ad un nuovo possibile inizio per quello che oramai appariva sempre più un failed State. Le incognite però restano numerose, ad iniziare dal fatto che lo Stato islamico è parte integrante di una crisi più ampia, nell’ambito della quale ruotano numerosi attori, non solo locali.  Da un lato, vi sono le forze libiche collocate su schieramenti contrapposti e, dall’altro, diversi attori regionali, spesso in totale disaccordo, Continua a leggere

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Quando le città sono palinsesti. Una guida per l’Utopia

copertinadi Maria Rosa Montalbano 

«Una città infelice può contenere, magari solo per un istante, una città felice; le città future sono già contenute nelle presenti come insetti nella crisalide». Così in un’intervista concludeva Italo Calvino a proposito delle “città nascoste” descritte nel suo libro Le città  invisibili:  le città impossibili  pensate e immaginate dallo scrittore non sono altro che un’utopia, che nasce dall’osservazione delle città moderne, città in trasformazione e luoghi di passaggio di etnie diverse. Di conseguenza, le sue città invisibili sono un sogno che muove dal cuore delle città invivibili, alla ricerca di un modello che superi il presente perchè l’uomo, da sempre, si è caratterizzato non soltanto come Homo sapiens ma anche come Homo utopicus [1], in quanto solo a lui è consentito desiderare e diventare ciò che vuole. Se il desiderio, poi continua ad essere presente e persistente, allora si trasforma in un bisogno. Continua a leggere

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«Stavo per scivolare, ho pensato a Wittgenstein!». Etnopragmatica di un concetto

Libere associazioni (foto Licia Taverna)

Libere associazioni (foto Licia Taverna)

di Stefano Montes

È già accaduto, non mi sono nemmeno fatto male e mi ha aiutato inoltre a meglio «vedere che dobbiamo restar fermi alle cose del pensare quotidiano» (Wittgen- stein 1967: 65). È certo. È accaduto e, persino in aria, con la testa tra le nuvole, lo sguardo rivolto in basso, mi sono reso conto che si può ‘restare fermi’ al quotidiano, alla sua centralità nella vita di ognuno di noi. Sì, indubbiamente, restar fermi, per me, è comunque sempre un modo per vedere le cose in movimento, per rivoltarle sottosopra in chiave interdisciplinare, addirittura mentre si scivola e ci si potrebbe far male. Continua a leggere

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Alcuni simboli astronomici nelle bandiere del mondo

Allegoria dell'Italia con il Tricolore

Allegoria dell’Italia con il Tricolore

di Francesca Morando 

Questo contributo è semplicemente un’introduzione di un argomento, che si presta a essere sondato dettagliatamente, considerata la vastità del materiale e le stratificate implicazioni culturali di certe immagini astronomiche, che ormai vengono percepite come allegorie distanti dal significato originario. Per questo motivo tali figure, prese dalla volta celeste, anche se spesso stilizzate, sono state scelte per essere analizzate e di conseguenza riscoprirne gli affascinanti significati primigeni. Continua a leggere

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L’immaginario di Favignana e la produzione dell’habitus del turista

Favignana, una cala

Favignana, una cala

di Alessandro Morello

Lungo la via che porta alla caletta i “Faraglioni” incontro una turista. La strada è una distesa di sassi e terriccio. Lei è in difficoltà per il caldo e il peso dei bagagli che porta e mi chiede se posso aiutarla. Approfitto per chiacchierare e chiederle delle informazioni in cerca di ulteriori tasselli volti a comporre il mio puzzle relativo all’immaginario turistico di Favignana. Continua a leggere

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Il corpo e la morte nella società contemporanea: tecniche ed estetiche

La morte di Chatterton, 1856, dipinto da Henry Wallis

La morte di Chatterton, 1856, dipinto da Henry Wallis

di Sara Raimondi

In questo articolo si vogliono esporre una serie di conclusioni raggiunte dopo un periodo di campo di due mesi all’interno di una casa funeraria nel modenese. In particolare, il focus di queste pagine sarà il ruolo che hanno nuove tecniche di preparazione dei cadaveri, importate dal mondo anglosassone, in relazione alla percezione della morte che si è sviluppata nel corso del Novecento e che continua tuttora. Continua a leggere

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Migrazioni allo specchio. Tra Italia e Tunisia

copertina rizzo  di  Francesca Rizzo

«Siamo noi i veri paesi, non le frontiere tracciate sulle mappe con i nomi di uomini potenti». Così fa dire al protagonista lo scrittore Michael Ondaatje nel romanzo, Il paziente inglese [1]

Esiste una distesa azzurra liquida, condivisa e attraversata ogni giorno e ogni notte da pescatori e migranti in cui si riflettono le rive opposte di due continenti, con i loro popoli, le loro storie e la loro cultura millenaria. Terre gemelle congiunte e allo stesso tempo divise, ma mai separate da quel “mare di mezzo in mezzo alle terre” che è il Mar Mediterraneo, un amalgama di assonanze e dissonanze. Continua a leggere

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La terra fecondata. Il grano in Sicilia fra cultura e natura

G. Fiorentino

Foto G. Fiorentino

di Mario Sarica [*]

Il grano, nella duplice accezione di bene alimentare primario e arcaico segno rituale-simbolico, ha radici profonde nella plurimillenaria cultura agraria mediterranea. E la Sicilia da sempre, per i popoli migranti, in gran parte da Oriente, è emersa dal mare non solo come “terra promessa” fertile e generosa di spighe, ma anche luogo di culto di Cerere e Proserpina, riflessi mitologici siciliani delle greche Demetra e Kore o Persefone, madre e figlia, unite da un fatale destino di “perdita e ritrovamento”. Continua a leggere

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Giuseppe Pitrè, cento anni dopo. Alcune considerazioni sulla narrativa di tradizione orale

 Giuseppe Pitrè

Giuseppe Pitrè

di Orietta Sorgi

A voler ripercorrere, con uno sguardo trasversale, la monumentale opera di Giuseppe Pitrè, in occasione del centenario della sua morte, emergono con insistenza alcuni elementi innovativi del suo pensiero che saranno in seguito sviluppati e sistematizzati dalle moderne scienze antropologiche. Vero è che il grande demologo palermitano è naturalmente figlio del suo tempo, protagonista attivo di quella stagione romantico-risorgimentale e non estraneo a una certa visione paternalistica nei confronti del popolino minuto: inteso non nel ruolo subalterno di una società stratificata in classi, ma come un’entità indistinta di popolo-nazione contrapposta allo straniero oppressore. Continua a leggere

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«Abbiamo visto le fronde dell’Eden, entrando nel duomo di Monreale»

di Fabrizia Vazzanacopertina

«Il volume della verità, svolto nei paesi e nelle anime della gente, traccia segni: leggili; per farlo bisogna sapersi aprire un varco lungo i crateri della vita, essere capaci di gettarsi nel fuoco, come vi si gettò Empedocle, unendosi alle forze primordiali.

- Lo desideri?-

- Sì-

- Mettiamoci dunque in cammino» Continua a leggere

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Una Chiesa da riformare

 Gesù caccia i mercanti dal tempio, di L. Giordano (1632)

Gesù caccia i mercanti dal tempio, di L. Giordano (1632)

di Marcello Vigli

Con la pubblicazione  il 4 giugno della lettera apostolica Motu Proprio, Come una madre amorevole, Papa Francesco ha segnato un punto di non ritorno del suo pontificato. In essa non esita a definire motivo sufficiente per rimozione dei vescovi l’omissione di intervento nei confronti di sacerdoti colpevoli di abusi sessuali su minori. Infatti, mentre il Vescovo «può essere rimosso solamente se egli abbia oggettivamente mancato in maniera molto grave alla diligenza che gli è richiesta dal suo ufficio pastorale, anche senza grave colpa morale da parte sua. Continua a leggere

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La Siria da vicino

COPERTINAdi Serena Najmah Visconti

C’era un tempo in cui Palermo era conosciuta come Panormus tutto porto. Era il tempo in cui le nostre terre erano abitate dai Romani, che presero il posto dei Cartaginesi ma poi dovettero lasciarlo ai Bizantini, poi agli Arabi e così ai Normanni, perché ieri come oggi Palermo, ma soprattutto la Sicilia, è ancora tutto porto. Un porto che accoglie interi popoli: marocchini, tunisini, algerini, nigeriani e da alcuni anni anche siriani, popolo che ancora oggi vive sotto i bombardamenti di una guerra civile scoppiata nel 2011. Continua a leggere

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La gioventù tunisina e la Rivoluzione

Giovani-a-Tunisi-contro-il-terrorismo

Giovani a Tunisi contro il terrorismo

di Lilia Zaouali

I tunisini che hanno rischiato la loro vita per la Rivoluzione, e molti di loro l’hanno persa, sono nati e cresciuti nelle città e cittadine della steppa, nelle terre aride, dove il gelsomino fa fatica a crescere.

È opportuno ricordare che i protagonisti della rivolta popolare, che poi ha coinvolto un intero Paese, sono originati dal centro-ovest, una zona che ho visitato nel 2002, nell’ambito di una missione per lo sviluppo, promossa dalla Provincia di Torino e l’OIM (Ufficio Internazionale della Migrazione). Continua a leggere

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