SOMMARIO n.29

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Sotto le prime tende a Santa Ninfa distrutta dal terremoto, 16 gennaio 1968 (ph. Giaramidaro)

EDITORIALE; Lidia Armano, Decentrare l’essere umano. L’alterità come paradigma; Antonino Buttitta, Dèi del crepuscolo. Di Tomasi e altro; Nuccia Cammara, Il mio sguardo@ fuoco. Un’esperienza di fotografia partecipativa; Antonino Cangemi, Le mongolfiere del poeta di strada; Valerio Cappozzo, Nel cuore della notte occidentale. Interpretazione dei sogni e scienze mediorientali; Continua a leggere

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EDITORIALE

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Childhood best clothes

Questo giovane profugo che si fa fotografare giocando con la maglietta a nascondere parzialmente se stesso, il suo volto e il suo corpo, nel voler schermare e travisare la propria identità, guardandoci senza essere guardato, velandosi senza del tutto sottrarsi allo sguardo, sembra dissimulare la propria imbarazzata presenza, la ricerca di una qualche fragile difesa dal mondo che non conosce e che si accinge a scoprire. È uno dei partecipanti al workshop di fotografia organizzato presso il Centro d’accoglienza di Torretta nel territorio palermitano, un’esperienza culturale di formazione basata sull’uso dello smartphone come strumento di auto- narrazione attraverso le immagini. Continua a leggere

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Decentrare l’essere umano. L’alterità come paradigma

copertinadi Linda Armano

La cronaca quotidiana sembra interrogarci sul senso e sul sentimento dell’umano che oggi  si impone nella polarizzazione sempre più estrema e violenta tra noi e gli altri. Muovendo da una riflessione antropologica sul libro di Roberto Marchesini Alterità. Identità come relazione (Mucchi ed., 2016), emerge una visione del mondo maturata nella crisi della modernità occidentale ma che offre, al tempo stesso, una bussola per orientarsi intorno ad alcune istantanee del presente per farne presupposto di estesa riflessione sulle potenziali prospettive. Continua a leggere

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Dèi del crepuscolo. Di Tomasi e altro

cover4di Antonino Buttitta [*]

Alla distanza il valore di uno scrittore viene inevitabilmente sempre misurato dalla qualità delle sue opere. Al di là delle risposte più o meno persuasive che esse possono dare alle domande poste dai diversi contesti, determinandone la diversa valutazione, il lavoro intellettuale in quelle oggettivato permane infatti come un dato prima o poi riconoscibile. Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, essendo tra l’altro trascorsi non pochi anni dalla sua prima pubblicazione, può essere oggi giudicato come uno di quei prodotti letterari il cui apprezzamento può essere riferito alla sua indubbia qualità. Continua a leggere

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Il mio sguardo@fuoco. Un’esperienza di fotografia partecipativa

Oasi Backstage

Oasi Backstage

 di Nuccia Cammara 

«È qualcuno che sta pregando, offre qualcosa…, all’interno sembra esserci qualcosa, forse acqua, significa che si sta purificando prima della preghiera ».  «Mi ricorda il Sahara». «Mi fa ricordare il mio paese, anche lì c’è la stazione, anche se non così bella,….e poi mi fa venire in mente il viaggio». «Mi fa ricordare la mamma e di quando ero piccolo e giocavo con lei». «Le finestre della prigione in Libia erano simili». «Mi fa pensare al ponticello della barca al momento del mio arrivo in Sicilia, è una bella immagine». Continua a leggere

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Le mongolfiere del poeta di strada

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Pietro Ulmo

di Antonino Cangemi

«Un c’è festa, un c’è alligrizza”/ si nun c’è Petru Sasizza». Nulla meglio di questi versi in rima baciata possono presentare Pietro Ulmo, conosciuto dai più come Petru Sasizza. Nomade per vocazione, Pietro Ulmo girovagò per mezza Sicilia: non vi fu festa paesana che non lo vide protagonista. Conosceva a memoria tutte le ricorrenze religiose dei vari paesi della Sicilia, soprattutto del Palermitano, e le onorava con la sua partecipazione estrosa.

Alto, magro, il viso scavato, allungato, quasi una maschera in cui erano scolpite l’atavica povertà e l’ingenuità dei bambini e dei poeti, il suo sguardo svagato si perdeva nella meraviglia delle piccole cose: i palloncini che si alzavano verso il cielo, le bandierine da piazzare in punti strategici, le carte colorate della festa. Continua a leggere

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Nel cuore della notte occidentale. Interpretazione dei sogni e scienze mediorientali

Pablo Picasso, Le Rêve, 1932.

Pablo Picasso, Le Rêve, 1932

di Valerio Cappozzo

I sogni combinano le immagini del vissuto creando dei quadri mentali in movimento. Possono essere verisimili, irrazionali, assurdi, incomprensibili, strani o perfettamente chiari. Di qualunque natura siano, i sogni hanno una particolarità, quella di esistere da quando il corpo umano ha bisogno di riposo. Non appena la luce della ragione si attenua per concederci il sonno che ristora dalle fatiche quotidiane, le immagini del vissuto compaiono in maniera imprevedibile e incontrollabile in quella parte dell’intelletto che da svegli è popolata da pensieri, ansie e ragionamenti. Continua a leggere

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Modelli culturali e psicoterapia. La lezione di Dwairy

copertina-casciodi Roberto Cascio

La riflessione intorno allo statuto dell’ “Altro”, del “diverso”, parte spesso da una polarizzazione Noi/Voi che per gli studiosi occidentali ha trovato in passato grande fortuna e valore scientifico in tutti i campi del sapere. Se tale suddivisione è stata prevalentemente criticata in ambito antropologico [1],  essa incontra, ancora tutt’oggi, consenso in altre branche di studio, troppo spesso appiattite ad una cultura occidentale che non fa emergere le possibili divergenze e differenze presenti in altre culture, spesso viste attraverso le lenti distorte dei pregiudizi e ritenute così inferiori e non allineabili o comparabili a quella occidentale predominante nella società globale. Continua a leggere

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Risalire alle fonti

copertinadi Augusto Cavadi

Nel numero precedente di Dialoghi Mediterranei (novembre 2017), a proposito dei tentativi – ormai indilazionabili – di liberare la dottrina cristiana da superfetazioni dogmatiche che appesantiscono, sino a renderlo irriconoscibile, il messaggio originario di Gesù di Nazareth, ho avuto modo di presentare e discutere il primo libro tradotto in italiano di John Shelby Spong (Un cristianesimo nuovo per un mondo nuovo, Massari, Bolsena 2010). Continua a leggere

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Lavoro migrante e mediazione antropologica nei contesti dell’accoglienza

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Attività ricreative e laboratori artistici per richiedenti asilo

di Giovanni Cordova e Mariangela Zema [*]

Indagare il nesso intercorrente tra migrazioni e lavoro si pone come un compito certamente gravoso per l’osservatore. Anzitutto per la ricchezza del ventaglio semantico e concettuale che queste due categorie aprono; ricchezza che, se non opportunamente accompagnata da un adeguato rigore analitico ed epistemologico, può tramutarsi in porosità (se non addirittura inconsistenza) ontologica, come spesso avviene quando si discetta di elementi ampiamente dibattuti e sovraesposti tanto nel discorso pubblico corrente quanto in quello scientifico. Continua a leggere

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La strada giusta. L’esperienza di Lorenzo Barbera nel Belice a cinquant’anni dal terremoto

copertina-corseridi Vincenzo Maria Corseri

Nella ricorrenza del cinquantesimo anniversario del terribile sisma che ha colpito la Valle del Belice, nel gennaio del 1968, volendo fare una ricognizione documentaria, è possibile usufruire di una ricca bibliografia e dei documenti raccolti dal Centro Ricerche Economiche e Sociali per il Meridione (CRESM), fondato da Lorenzo Barbera e oggi sapientemente coordinato da Alessandro La Grassa. Basterebbe pensare, a titolo di esempio, alla originale formula espositiva ideata dal CRESM per la realizzazione del Belice/EpiCentro della memoria viva di Gibellina, un museo interattivo progettato con la collaborazione di Giuseppe Maiorana, in cui si raccontano diversi segmenti della storia, della memoria e della coscienza del territorio belicino. Continua a leggere

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Ossimori immaginari

copertina-2di Cinzia Costa

I concetti astratti nascono sempre per definire qualcosa che esiste già concretamente nella realtà. È avvenuto così per i principali teoremi matematici o le leggi della fisica, per le correnti filosofiche o le ideologie politiche. Le menti più illustri della storia, da Pitagora a Kant, da Marx a Foucault, hanno avuto “solo” il merito di rivelarsi i primi scopritori o interpreti delle leggi naturali, sociali, storiche o politiche, del mondo del loro tempo. Le parole hanno dunque il dirompente potere di far esistere le cose, o meglio, di far riconoscere a tutti quello che vedono accadere intorno a loro. Continua a leggere

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Vite possibili. I migranti e noi

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Trapani, 25 nov., soccorso della Ong tedesca (ph. Johannes Moths)

di Antonino Cusumano [*]

«Abitanti di un mondo in declino, trepidiamo soltanto per la nostra ricchezza, proprio come i popoli vecchi, le civiltà al tramonto. E non ci accorgiamo che nelle nostre tiepide città, in cui coltiviamo la nostra artificiale solitudine, vi sono già alveari ronzanti, di rumore e di colore, di preghiera e furore. Il mondo di domani». Continua a leggere

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Dal Bangladesh al bidesh

Giovani bengalesi, Shariatpur (ph. della Puppa).

Giovani bengalesi, Shariatpur (ph. Della Puppa)

di  Francesco Della Puppa

Ricollegandosi a quanto presentato nel precedente numero della rivista, in questo contributo verrà proposta una periodizzazione della diaspora bangladese in Europa e un’analisi delle sue caratteristiche. L’evoluzione di tale fenomeno è stato fortemente segnato dall’esperienza coloniale britannica che ha portato allo sviluppo di intensi e continui scambi di natura economica, commerciale e culturale tra la periferia e il centro; un sistema di relazioni a cui ha contribuito il British Nationality Act che, nel 1948, ha decretato la possibilità di acquisizione della cittadinanza britannica per i membri del Commonwealth (Dale, 2008; Peach, 1996). Continua a leggere

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Felici commistioni. Le risorse dell’imprenditoria femminile migrante

African fabrics from Ghana, West Africa

I colori della Sicilia e dell’Africa nei tessuti dell’African Queens

di Valeria Dell’Orzo

L’avvento di quella spasmodica corsa produttiva che si sintetizza nella espressione tempi moderni ha travolto e ribaltato la realtà originaria del produrre e con questa tutto il quotidiano dei singoli produttori e degli imprenditori; ha investito il fare nei processi lavorativi dove non c’è più il tempo dell’unicità, della riflessione, del gusto del singolo manufatto e del piacere di riscoprire se stessi nell’artefatto a cui si è dato vita o che si è scelto di acquistare.  Continua a leggere

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La memoria e l’inconscio nella relazione madre-figlia

copertinadi Piero Di Giorgi

Teresa riceve una telefonata che le annuncia che Grazia, sua madre, è morta. La corsa in macchina nel paese natio e il trovarsi di fronte a quel corpo immobile  e rigido scatena una tempesta di pensieri e ricordi. È questo l’incipit dell’ultimo romanzo di Giulia Alberico (Grazia, SEM, Milano 2017), insegnante di lettere in pensione, nota per avere pubblicato già diversi romanzi con Sellerio, Mondadori, Rizzoli, Sonzogno. Ed è proprio il tema della memoria e dei legami che si costruiscono nel tempo e nello spazio, quella memoria che dà continuità alla nostra identità e senza la quale non sapremmo chi siamo, il filo conduttore del libro. Continua a leggere

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L’immigrazione invisibile. Storie di donne

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Giovani marocchini a Bologna (@Archivio Zonarelli)

 di Lella Di Marco

Crediamo sia giusto e utile, nella presente fase storico-sociale, raccontare la nostra esperienza, lunga quindici anni, con donne immigrate a Bologna. Piena di entusiasmi, passione, scoperte, spinte culturali e politiche, sorellanza, reciprocità, ansia di ricerca, ma anche delusioni, rinunce e abbandoni. Utile e giusto perché la confusione e la mistificazione sono davvero molteplici, come le numerose pubblicazioni sul fenomeno dell’ immigrazione e i goffi tentativi di dare la parola ai migranti. Continua a leggere

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Musine Kokalari e il silenzio svelato

copertinadi Laura Faranda

Il 4 dicembre 2017 si è tenuta all’Università di Roma “Sapienza” una giornata di studi dedicata a Musine Kokalari (1917-1983), scrittrice, poetessa, militante albanese del Novecento, dal 2007 riconosciuta con la massima onorificenza civile di Onore della Nazione: una riabilitazione politica e un riconoscimento letterario che risarciscono tardivamente la storia drammatica di una ragazza-uragano sensibile alla nascente questione femminile, impegnata politicamente alla ricerca di una via democratica, ostile a ogni dittatura e condannata per ciò stesso dal regime comunista al carcere e all’isolamento forzato dal 1946 fino al momento della sua tragica morte. Continua a leggere

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Napoli folklorica tra pezzentelle e femmenielli

copertinadi Mariano Fresta

Circa quarant’anni fa, sull’onda della riscoperta della cultura folklorica, gli scaffali delle librerie furono inondati da un profluvio di pubblicazioni riguardanti raccolte di varie forme espressive (canti, proverbi, filastrocche, ecc.) e di costumanze ed usi vari. Chi lavorava nel campo della demologia non poteva disinteressarsi di queste pubblicazioni perché costituivano un’integrazione e un arricchimento di quelle ben più fondamentali che molti studiosi di folklore e filologi dell’Ottocento e del primo Novecento avevano curato. Continua a leggere

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Rendere arabo ciò che arabo non è. La Camera delle Meraviglie di Palermo

copertina2di Giulia Gallini

Nel corso della sua lunga storia, la Sicilia ha visto avvicendarsi le più diverse popolazioni del Mediterraneo. Sicilia: cultura e conquista intitolava una mostra del 2016 il British Museum. Greci, Bizantini, Normanni, Svevi, Aragonesi, Borboni si sono susseguiti nella conquista e nel dominio dell’Isola, ognuno lasciando tracce nel patrimonio artistico e culturale. Fra tutte, sembra però che una delle conquiste abbia scavato un solco più profondo nel cuore e nella fantasia dei siciliani, e in particolare dei palermitani: il breve periodo della dominazione araba. Continua a leggere

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Etnografia storica delle orazioni terapeutiche in Sicilia. Passaggi di testimone

copertinadi Giuseppe Giacobello [*]

Tra le etnografie regionali dedicate al mondo preindustriale europeo, qualora ci si soffermi sulla marcata religiosità degli orizzonti sociali di riferimento, la Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane di Giuseppe Pitrè presenta una circostanza sorprendente: nei venticinque volumi pubblicati dal 1870 al 1913, su temi canonici dell’enciclopedia demologica ottocentesca e primo-novecentesca (canti, fiabe, leggende, proverbi, feste, spettacoli ecc.), non ve n’è uno espressamente rivolto alle preghiere, malgrado un esame accurato possa individuare diverse centinaia di riferimenti su molte orazioni celebrative, propiziatorie e apotropaiche. Continua a leggere

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Tradurre, una pratica essenziale nello scambio culturale

copertinadi Mario G. Giacomarra

L’idea che la traduzione costituisca un tradimento del testo originario è antica e ribadita più volte nel corso del tempo nelle più diverse situazioni: la coppia di termini si rifà a un etimo comune presente nelle lingue neolatine anche se poi si realizza in binomi diversi per ogni lingua (it. Tradurre / tradire, fr. Traduction / trahison, sp. traducir / traicionar, rum. Traduce / trăa). Continua a leggere

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Il terremoto nel Belice raccontato su L’Ora

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Gibellina, intorno ai falò prima delle scosse devastanti (ph. Giaramidaro)

di Nino Giaramidaro

I falò si vedevano uscendo dall’ultima curva della Castelvetrano-Santa Ninfa. Lassù, sulla collinetta delle case Genco. Vecchi col fasciacollo sulle orecchie, sotto la coppola, bambini imprigionati nei plaid a quadri, nelle coperte e in qualsiasi altra lana. Uomini e donne con pacchi e “trusce” tutt’intorno alla fiamma. Fuochi sempre più pallidi. Ed era appena domenica sera.

Al bivio di Salemi della 119 c’era gente per strada. Passando sotto Santa Ninfa, verso Gibellina, bisognava rallentare: letti addossati ai muri a secco, sotto i fichidindia, masserizie sin sulla carreggiata, gente che andava a zonzo col peso delle cose che aveva tolto da casa e dello spavento. Continua a leggere

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Diario di un mediatore culturale

copertinadi Paolo Grande

Il mediatore culturale è una figura professionale che ha il compito di rimuovere, attraverso conoscenze acquisite in precedenza, le barriere linguistiche e culturali che si vengono a creare dall’incontro fra due persone provenienti da Paesi diversi. Egli collabora con enti pubblici o privati in tutte le situazioni di difficoltà comunicative o d’incomprensione culturale, nel tentativo di fornire prestazioni d’aiuto in campo sanitario o giuridico amministrativo verso l’utenza immigrata.  Continua a leggere

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Leggo e rileggo, penso e ripenso al senso del vivere

copertina1di Elisabetta Guarneri

Leggo e rileggo con attenzione il testo che ho sotto gli occhi (Montes 2017a). Il senso del vivere? La vita come oggetto di studio antropologico? Leggo e rileggo per il piacere, ma anche per lasciarmi andare a una riflessione sulle operazioni mentali che volontariamente e involontariamente catturano ciò che mi è familiare o assediano ciò che mi è estraneo. Continua a leggere

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Le illusioni digitali e gli inganni populisti

copertinadi Dario Inglese

Nel 2013, dopo il trionfale ingresso del MoVimento5 Stelle in Parlamento [1], il sociologo Alessandro Dal Lago pubblicava un agile pamphlet dal titolo Clic. Grillo, Casaleggio e la demagogia elettronica (ed. Cronopio). Il testo, introdotto da un metalogo dal sapore batesoniano, esaminava le aporie e le ambiguità della creatura di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio e la relazione instauratasi tra i due leader e i deputati appena eletti. Se da una parte, scriveva Dal Lago, il MoVimento perseguiva il raggiungimento di una perfetta democrazia diretta (sul mitico modello dell’Atene di Pericle del V secolo) e vedeva nel web il mezzo per liberare i cittadini dal giogo dei partiti, dall’altra i militanti e i parlamentari pentastellati dipendevano in tutto e per tutto dalle decisioni sovrane della coppia Grillo-Casaleggio. Continua a leggere

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Forme iconografiche e teatrali dell’Adorazione in Sicilia

Adorazione dei Magi, Galleria Regionale, Palermo

Adorazione dei Magi, Galleria Regionale, Palermo

di Giovanni lsgrò

Il dramma liturgico, come è noto, è la prima forma di rappresentazione sacra nata al fine di spettacolarizzare l’ufficio della Santa Messa con l’innesto di brevi dialoghi in latino detti “tropi”. Ideato dai monaci benedettini già in età carolingia, si sviluppò in Francia e successivamente nell’Europa occidentale fino ai monasteri d’Italia, in occasione delle celebrazioni del Natale e della Settimana Santa [1].

Ancora nelle prime forme di dramma liturgico l’altare è il luogo deputato di questa espressione archetipica del teatro cristiano. Continua a leggere

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I Florio: in origine fu vera impresa

copertinadi Rosario Lentini 

Nel 1967 lo storico Carmelo Trasselli così scriveva nella prefazione a un libro sui Florio del giornalista e scrittore Mario Taccari: «Con tutto quel poco che sappiamo e col molto di più che intuiamo, una storia dei Florio oggi non è ancora realizzabile. E l’ostacolo non consiste tanto nella difficoltà di trovare documenti e fatti certi, quanto piuttosto nell’inquadrarli nella nostra generale ignoranza della storia economica siciliana. […] Per la verità storica siamo ancora immaturi». Continua a leggere

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Tra fasti e feste. In viaggio nel Mediterraneo (1752-1753)

copertina Isola di Malta, carta geografica, part., seconda metà sec. XVIII.

Isola di Malta, carta geografica, part., seconda metà sec. XVIII

di Luigi Lombardo

Presso la Biblioteca Nazionale di La Valletta (Malta) è custodito un quaderno manoscritto [1] in bella grafia sette- centesca, in un italiano abbastanza corretto, sotto forma di diario o giornale di bordo. Si apre senza alcun titolo, con la data di inizio del viaggio: «a dì 23 Giugno 1752». Il quaderno è numerato con tabulazione moderna da carta 1 a carta 45. Continua a leggere

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Una storia familiare per una memoria collettiva

copertinadi Maria Immacolata Macioti

Una strage di civili, accaduta nel 1944. Il relativo processo si avrà solo nel 2004. L’autore del libro, Lorenzo Guadagnucci, Era un giorno qualsiasi. Sant’Anna di Stazzema, la strage del ’44 e la ricerca della verità. Una storia lunga tre generazioni  (Terre di mezzo editore 2017), parla di senso di abbandono e di ingiustizia diffuso nelle famiglie che avevano  perso, nella strage, dei propri familiari. Un silenzio pesante, lungo decenni. Non c’era stato modo di comprendere bene cosa fosse accaduto. Sembrava, Sant’Anna di Stazzema, un luogo sicuro, lontano dalla guerra. Continua a leggere

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Aspettare e aspettualizzare. Uno sguardo semioantropologico su esistenza e fieldwork

Assenza di pianificazione

Assenza di pianificazione (ph. L. Taverna)

di Stefano Montes

Il tema del saggio potrà apparire poco saggio, poco avveduto: sembrerà strano, persino arbitrario a chi pratica poca linguistica o semiotica. Chiamare in causa la nozione di ‘aspettualizzazione’ (o aspetto) sembrerà fuori luogo in un saggio – che io considero al contempo e non soltanto – di antropologia del linguaggio e di antropologia dell’esistenza. Ma non lo è. Non è così. Non è un fuori strada. Il tema non è fuori luogo, questo saggio non è un fuori tempo: tutt’al più è un ‘fuori campo’ (non esotizzante), in contrattempo e controcanto rispetto allo scorrere della vita (in un altrove reso linearmente) che vorrei invece cogliere qui in prossimità della (mia) presenza – a Palermo, nel disordine, nel disorientamento dell’attesa e della redazione incombente – nonostante l’inevitabile innesto di note e appunti di circostanza, testi puntuali e rimandi intempestivi a cui ogni antropologo deve per forza di cosa fare riferimento. Continua a leggere

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L’industria turistica tra realtà e finzione

copertinadi Alessandro Morello

Il turismo è considerato uno dei settori economici più importanti del nostro secolo, avendo ripercussioni in diverse attività sociali, e per questo motivo ritenuto da diversi studiosi come un fatto sociale totale [1] in grado di condizionare i diversi aspetti della società e le azioni degli individui.

La nozione di “fatto sociale totale” riassume bene un modo di concepire il metodo etnografico che individua una chiave di volta per costituire il sociale e da ciò poterne ricomporre le sue parti. Continua a leggere

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Il patrimonio culturale di interesse religioso. Definizioni e riflessioni

San Giovanni d’Acri (Akko) in Israele. Monumentalità interna della moschea El-Jazzar chiamata in arabo “Jama El Basha”. (ph. O. Niglio 2008)

San Giovanni d’Acri (Akko) in Israele. Monumentalità interna della moschea El-Jazzar chiamata in arabo “Jama El Basha” (ph. O. Niglio 2008)

di Olimpia Niglio

La storia da sempre ci insegna che le innumerevoli culture sono caratterizzate da differenti stili e metodi di vita, da diversificati sistemi valoriali e tradizioni antropologiche, nonché da eterogenei metodi di protezione e valorizzazione del patrimonio culturale religioso. Questa molteplice varietà di paradigmi culturali pone le basi per istituire un dialogo di conoscenza reciproca su quelle che sono le politiche e i valori, non stereotipati, su cui è necessario elaborare delle collegiali riflessioni in relazione anche ai cambiamenti sociali e culturali delle diverse epoche storiche. Continua a leggere

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Migrazioni interiori tra Oriente e Occidente

copertina-silviadi Silvia Pierantoni Giua

Come per una torta a più strati, di cui si può apprezzare la globale dolcezza o dalla quale si può trarre il piacere di scoprire i diversi ingredienti che la compongono, così Il libro di Khalid ha vari livelli di lettura: se ne può gradire la trama avvincente o la scorrevolezza dello stile narrativo, a cui la traduzione di Francesco Medici rende giustizia; oppure ci si può addentrare nella profondità delle riflessioni filosofico-esistenziali a cui si è sollecitati; o, ancora, scoprire un mondo sotterraneo attraverso le ricchissime note a piè di pagina che evocano ulteriori universi intrecciati, come l’origine dell’espressione “pantaloni alla zuava” o la citazione della poesia ispiratrice di tale o talaltro pensiero. Continua a leggere

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Fede e obbedienza in Don Milani

copertina-2di Pietro Piro

«Secondo i dettami della psicoanalisi “obbedire” significa seguire le parole dell’altro in maniera così coraggiosa e gentile, seria e serena, precisa e paziente da essere disposto a comprenderlo più di quanto egli in quel momento osi comprendere se stesso; significa percepire le figure, le esperienze e le scene condensate presenti nelle e dietro le sue descrizioni, aiutarlo a prendere coscienza dei contrasti e delle contraddizioni tra il suo pensiero e i suoi sentimenti e, a volte, significa anche interpretare per lui il suo vissuto con l’aiuto di immagini, che riflettono i suoi sogni che, in un certo senso li anticipano». Così Eugen Drewermann in Funzionari di Dio. Psicodramma di un ideale (1995). Continua a leggere

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Dalla elemosina alla giustizia. L’evoluzione nella Chiesa cattolica

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San Francesco dona il suo mantello, Giotto, 1296-9

di Franco Pittau e Nadia-Elena Vacare [*]

Proponiamo la nostra riflessione su come è andata evolvendosi la sensibilità della Chiesa cristiana nel primo millennio (e di quella cattolica nel secondo) dalla elemosina ai poveri e dall’assistenza agli emarginati fino alla solidarietà planetaria odierna. La carità, pur essendo rimasta sempre centrale all’interno della comunità cristiana, ha conosciuto realizzazioni diversificate nel tempo, alcune più aperte alle esigenze del momento e altre in ritardo. Continua a leggere

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Architetture del silenzio: intervista a Campobenedetto e Giorda

copertinadi Sara Raimondi 

Il 23 novembre a Torino, presso la Binaria, si è tenuto l’incontro Stanze del silenzio, stanze dei culti a cui hanno partecipato molti esponenti del Comitato Nazionale per le Stanze del Silenzio e per le stanze Multifede. I numerosi interventi in questa sede si sono concentrati sulle concrete possibilità di creare spazi dove la spiritualità e la fede possano essere praticate e vissute, presentando casi estremamente positivi di dialogo tra differenti culture, di comprensione del diverso, esperienze che migliorano non solo il soggiorno degli utenti in spazi come ospedali, carceri e aeroporti, ma anche il lavoro svolto dagli operatori. Continua a leggere

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Al-Jazeera ovvero le ambiguità politiche di un fenomeno mediatico

The logo of  Al Jazeera Media Network is seen at the MIPTV, the International Television Programs Market, event in Cannesdi Lisa Riccio

L’ultima crisi del Golfo ha posto al centro dell’attenzione mondiale non solo le ormai vecchie rivalità e antagonismi fra le due più potenti petromonarchie, ma anche il nuovo peso che una rete televisiva, che dovrebbe essere mezzo di informazione e non strumento di pressione politica (secondo almeno l’etica giornalistica occidentale), può assumere nei negoziati volti a porre fine a una crisi diplomatica. Continua a leggere

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Accogliere uomini, accogliere parole. Lampedusa: una storia esemplare

Lampedusa-Porta-dEuropa-di-Mimmo-Padadino.

Lampedusa, la Porta d’Europa, di Mimmo Padadino

di Giovanni Ruffino

Per chi proviene dall’Africa, Lampedusa è la porta d’ingresso in Europa. Situata a 200 km dalla Sicilia e ancor meno dalla Tunisia, oggi è nota nel mondo per la generosità della sua gente nell’accogliere moltitudini di migranti provenienti dall’Africa in condizioni drammatiche. Io credo che questa disposizione all’accoglienza possa anche spiegarsi con la piccola storia di questo piccolo lembo di terra del Canale di Sicilia.

Se guardiamo al Mediterraneo con occhi da linguista, ci accorgiamo ben presto che le piccole isole meritano un discorso a parte: penso alle piccole isole della Sardegna − S. Antioco e S. Pietro −, alle isole della Campania, della Toscana, alle stesse Baleari e, infine, alle isole che circondano la Sicilia: le Eolie con Lipari, Ustica di fronte a Palermo, le Egadi con Favignana, e poi Pantelleria, Malta, le Pelagie con Lampedusa e Linosa. Continua a leggere

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Verba et incantamenta carminum. Sulla medicina popolare siciliana

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Guaritrice (ph. André Martin, da Spreco, di D. Dolci, 1960)

di Giovanni M. Sales Pandolfini

Il frutto di questa indagine matura in anni di studi personali e alla luce dei contributi formativi, attinenti la sfera magico-rituale tradizionale, per i quali la conoscenza di Elsa Guggino, di cui sono stato allievo, si è rivelata in tal senso determinante. Ho rivolto, in particolare, la mia attenzione a ciò che Pitrè definisce “verminazione”, ossia la credenza e la pratica dei vermi, ancora oggi molto diffusa in Sicilia. Continua a leggere

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L’Universo sotto di noi. Progetto per una indagine nel sottosuolo di NY

Disegno-di-F.-Schiavo

In metropolitana (Disegno di F. Schiavo)

 di Flavia Schiavo

Il 27 ottobre del 1904, alle 2.35 del pomeriggio, George B. McClellan Jr., Mayor di New York (dal 1904 al 1909), inaugurò la prima linea della subway newyorchese.

Non si trattava certo della first underground negli States – Boston infatti aveva già costruito una linea nel 1897 e in Europa [1] il London Tube, la Metropolitan Railway, più antica del mondo, era stata inaugurata nel 1863, mentre nel 1890 vennero introdotti treni elettrici – ma la subway a New York segnava l’apertura di una rete che divenne, in breve, il primo e più vasto sistema di trasporto urbano di tutta l’America. Continua a leggere

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La lingua italiana in Tunisia: dalle cronache di Simpaticuni all’italianistica odierna

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Tunisi, Rue d’Italie, primi 900

di Ahmed Somai

L’argomento che ho scelto di trattare e che è in concomitanza con i miei interessi, che non sono strettamente storici ma dove l’elemento storico interviene per illuminare altri aspetti a carattere linguistico o letterario, è la presenza della lingua italiana (o le sue varianti regionali) sul suolo tunisino. Punto di ripartenza di questo discorso sono le cronache italo-tunisine del periodico Simpaticuni: esse illustrano in effetti una presenza dell’elemento italiano in Tunisia, che possiamo dire non è mai mancata fin dai tempi più lontani. Continua a leggere

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Il fascino dell’altrove

copertinadi Sergio Todesco [*]

Questo libro parla di viaggiatori, e degli sguardi che essi dispiegano nel loro viaggiare. Quelli presenti nel volume (ben centonovantacinque!) sono però per noi viaggiatori di particolare interesse. I loro viaggi li hanno infatti condotti a visitare la città di Messina, e il loro incontro con questo luogo e con la gente che lo abitava ha prodotto impressioni, descrizioni, forme scritturali più o meno appassionate e appassionanti, di viandanti che hanno – in un determinato momento della loro vita – confrontato il proprio sé con una realtà spesso assai distante da quella nella quale essi erano nati e cresciuti. Continua a leggere

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Chiesa di base in movimento

copertinadi Marcello Vigli

In questo dicembre la Chiesa di base ha testimoniato la sua presenza vitale con tre eventi, diversi fra loro, ma ugualmente significativi. Nei primi giorni del mese, a Roma si è svolta l’assemblea di Chiesa di tutti, Chiesa dei poveri, che ha affrontato  il tema “Ma viene un tempo ed è questo”.  L’incontro è stato molto partecipato, con presenze dal nord al sud, ed ha affrontato il problema del come salvare la terra e l’umanità dai rischi imposti dalla situazione che stiamo vivendo. Le comunicazioni dei relatori sono state approfondite dagli interventi dei convenuti, come si legge nel sito dell’Associazione: attingendo alle fresche fonti della fede e del pensiero, quasi a ricominciare le cose dal principio; Continua a leggere

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Chi sono oggi i ragazzi di Barbiana?

La-scuola-di-don-lorenzo.

La scuola di don Lorenzo Milani

di Pietro Clemente

La legge dei piccoli paesi

Nel piccolo mondo dei piccoli paesi che stiamo cercando di costruire, anche con queste pagine, l’evento principale è l’approvazione del Senato il 28 settembre della legge sui piccoli comuni, detta anche giornalisticamente “legge sui borghi”.

È la legge 6 ottobre 2017, n. 158, per la Gazzetta Ufficiale: Continua a leggere

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Per un piatto di lenticchie. Le vicende di recupero e valorizzazione di un ecotipo

                                                           di Settimio Adriani, Elisa Morelli, Rosita Massimetti

Logo-Socceta-Paradiso

Logo Socceta Paradiso realizzato da Vittorio Piccioni nel 1996

È la «fame d’erba», menzionata da Annibale Salsa [1], che spinge gli allevatori a muovere stagionalmente gli armenti laddove il pascolo è più abbondante. Così, al pari della migrazione autunnale di pastori e greggi che in Appennino è nota come transumanza, nell’arco alpino si hanno quelle che l’Autore elenca come: «desmontegada in Trentino, desarpa in Valle d’Aosta, scargà nelle Alpi ossolano-lombarde, almabtriebe nelle montagne sudtirolesi». Ovunque, quindi, col finire della bella stagione, ed esauriti i pascoli alti, bisogna portare gli animali altrove. E al forbito «Settembre, andiamo. È tempo di migrare» del Poeta osservatore di chi percorreva i tratturi, si contrappone l’accorato lamento di chi dal Cicolano – siamo nella bassa provincia di Reti nella Valle del Salto –  lungo i tratturi ci andava di persona: Continua a leggere

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Da borghi “dimenticati” a borghi “ritrovati”

 Chiapporato, particolari (ph. Bertinotti)

Chiapporato, particolari (ph. Bertinotti)

di Luca Bertinotti 

Stime più o meno attendibili riportano che fra i 6000 paesi abitati da meno di 5000 persone (il 70% dei comuni d’Italia) circa la metà sono completamente o quasi totalmente deserti. È pensiero comune che a questa seconda categoria, quella dei paesi abbandonati, appartengano circa mille insediamenti.

Sono stati realizzati o sono tuttora in corso alcuni progetti di catalogazione di borghi spopolati, con estensione territoriale più o meno ampia, promossi da enti accademici (es. Geografie dell’abbandono del DPA-Politecnico di Milano e della Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno) o da associazioni composte da professionisti di ambito lavorativo vario (es. I borghi abbandonati della Calabria dell’Associazione Map Design Project), tuttavia non risulta che esista ad oggi un conteggio ufficiale, certo e compiuto su scala nazionale, degli agglomerati urbani disabitati, dalle cittadine fino alle frazioni. Continua a leggere

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Dai “nuovi” usi civici alla nuova legge sui piccoli comuni

copertinadi Giuseppe Romanini

Le ultime settimane sono state, sul piano legislativo, particolarmente importanti per le piccole comunità locali perché hanno visto l’approvazione di due provvedimenti di legge da lungo tempo attesi che, nel susseguirsi delle legislature, sono stati vittime di veti incrociati che, sino ad oggi, ne hanno sempre impedito l’approvazione. Continua a leggere

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I Casali peloritani come luoghi identitari di rinascita collettiva

Gesso nel Messinese.

Gesso nel Messinese

di Mario Sarica

Nella centrifuga vorticosa della contemporaneità, che tutto azzera nel nome di oscuri algoritmi, ai quali ci si affida ciecamente in cerca di nuove fortune, producendo come effetti collaterali altre disuguaglianze sociali ed economiche e nuove povertà, sullo sfondo di un paesaggio ambientale e climatico sofferente, c’è da chiedersi, restringendo lo sguardo sui nostri orizzonti mediterranei e siciliani in particolare, sempre più periferia del “Nuovo Mondo”, quale sarà il destino della fitta rete dei borghi rurali siciliani modellati nei secoli dall’incessante opera del “pensiero” e “fare” umano profondamente legato alla centralità fisica e simbolica della Terra. Continua a leggere

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San Lorenzo tra incanto e sfasciume

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San Lorenzo, giugno 2016 (ph.VitoTeti)

di Vito Teti

Sono addossate alle cime dei monti e delle colline le nuvole bianche che danno luce ai piccoli borghi che, dall’alto, sembrano guardarsi e chiamarsi per sentirsi meno soli e meno vuoti. Sono appiccicate ai tetti di quei paese-presepi dell’estrema punta della Calabria, ai piedi dell’Aspromonte, e sembrano impegnate a tenere fermi quelli, che da decenni si stanno svuotando. Continua a leggere

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