SOMMARIO n. 35

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Cuticchio a Roncisvalle (ph. Mineo@Archivi-CRICD)

EDITORIALE, Linda Armano, Branding creativity. Street Art and «making your name sing»; Naor Ben-Yehoyada, Il Mediterraneo in corpo; Maurizio Bettini, Humanitas e indiscrezione; Ada Boffa, La Libia nella memoria per leggere il presente; Antonino Cangemi, Vita spericolata di un dandy siciliano; Roberto Cascio, Oltre l’orizzonte del multiculturalismo;

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EDITORIALE

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Palermo (ph. N. Pillitteri)

Homo sum, humani nihil a me alienum puto. Il celeberrimo, e per taluni aspetti abusato, verso di Terenzio esemplarmente richiamato da Maurizio Bettini nel suo contributo può forse offrire una chiave di lettura paradigmatica degli scritti di questo numero di Dialoghi Mediterranei, che nella loro apparente varietà sembrano essere ispirati da una comune consapevolezza, da una urgenza morale e civile, dall’appello a recuperare il senso dell’humanitas oggi messo in crisi da una diffusa cultura de-umanizzante, da uno spirito pubblico di angusta chiusura, di totale negazione di quanto è estraneo e straniero. Continua a leggere

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Branding creativity. Street Art and «making your name sing»

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Street artist

di Linda Armano

Gli attuali dibattiti sulla produzione artistica della Street Art e dei graffiti urbani si situano spesso al confine tra ciò che può essere considerata pratica artistica e ciò che invece viene ritenuto vandalismo, con la conseguente violazione del codice legale. Le riflessioni che considerano la Street Art come una pratica artistica, si rivolgono soprattutto alla comprensione del motivo per cui i graffiti sono dove sono e al loro significato sulle superfici delle costruzioni edilizie. Le analisi principali (Dovey, Wollan, Woodcock, 2012) esplorano inoltre le modalità in cui i graffiti vengono ad adattarsi alle caratteristiche urbane, quale valenza simbolica incorporano e quali reazioni determinano sulle persone che vivono nella città. Continua a leggere

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Il Mediterraneo in corpo

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Mazara (ph. G. Caruso)

di Nar Ben-Yehoyada [*]

Ero accovacciato su un piccolo sgabello di legno, a poppa di un peschereccio da qualche parte tra la Sicilia e la Tunisia. Davanti a me c’era un mucchio di pesci e crostacei che avevamo appena issato sul ponte, alcuni dei quali erano ancora vivi e in movimento. Il nostro compito, ovvero quello dei membri dell’equipaggio accovacciati accanto a me o tanto fortunati da essere seduti comodamente attorno a un tavolo, era di smistare quel mucchio in grosse ceste, una per ogni  categoria di pesce commerciabile. Continua a leggere

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Humanitas e indiscrezione

Terenzio

Terenzio

di Maurizio Bettini

La storia della humanitas romana si lega in particolare a un verso del commediografo Terenzio più volte ricordato dagli autori latini che – come Cicerone e Seneca – hanno insistito sul valore di questa virtù [1]:

homo sum, humani nihil a me alienum puto.

«Sono uomo, niente di umano ritengo mi sia estraneo» Continua a leggere

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La Libia nella memoria per leggere il presente

copertinadi Ada Boffa

A volte le riletture sono più proficue delle letture. I libri non stanno mai fermi sugli scaffali della biblioteca. In certi momenti sembrano scalpitare, chiamare, invocare di essere ricordati, ripresi in mano, riletti. In questo periodo buio, animato da disumanità e smemoratezza, sembra urgente accendere la luce della memoria storica per ricordare e ripercorrere insieme alcuni momenti del passato italiano. Questo è ciò che ho potuto dedurre nei giorni scorsi dalla partecipazione ad un convegno dedicato al tema dell’intercultura e alle buone pratiche da mettere in atto per costruire una cittadinanza consapevole. Cercando tra i miei libri e tra vecchi appunti ho rispolverato il libro di Eric Salerno, Uccideteli tutti.  Libia 1943: gli ebrei nel campo di concentramento fascista di Giado, edito da Il Saggiatore (2008). Continua a leggere

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Vita spericolata di un dandy siciliano

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Raimondo Lanza Trabia e il padre Giuseppe

di  Antonino Cangemi

‹‹Ha un cilindro per cappello/ due diamanti per gemelli/ un bastone di  cristallo/ la gardenia nell’occhiello/ e sul candido gilet/ un papillon,/ un papillon di seta blu››, così Domenico Modugno pennella L’uomo in frack che ‹‹con incedere elegante››, nel cuore della notte, va solo e ‹‹randagio›› lungo la città appisolata per dire ‹‹ addio al mondo/ ai ricordi del passato/ ad un sogno mai sognato/ ad un attimo d’amore/ che mai più/ ritornerà…/›› [1]. Continua a leggere

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Oltre l’orizzonte del multiculturalismo

copertinadi Roberto Cascio

Nel tempo delle migrazioni globali ampio e di evidente attualità è il dibattito pubblico intorno al multiculturalismo, al pluralismo giuridico, alle questioni etiche e politiche legate alla laicità dello Stato, al rapporto tra religione e Stato, al rispetto delle minoranze e delle identità. Qualora si volesse indicare, tra le novità editoriali di questo ultimo scorcio del 2018, un testo capace di fare il punto su questi temi e suscitare un certo interesse nel mondo accademico e politico italiano, non peregrina sarebbe la scelta di segnalare Non c’è fede che tenga. Manifesto laico contro il multiculturalismo (Feltrinelli 2018), ultimo lavoro di Cinzia Sciuto, redattrice di Micromega, rivista di cultura tra le maggiori nel panorama italiano. Continua a leggere

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Fare teologia in Sicilia

copertinadi Augusto Cavadi 

“Ricerca di Dio, passione per l’uomo”: queste due coordinate centrano, nel punto d’incontro, la cifra dell’esistenza di un prete particolare della diocesi di Palermo considerato da alcuni (pochissimi) un pericoloso eretico e da altri (moltissimi) un dono della provvidenza divina. In che senso ‘particolare’? La Chiesa cattolica conta fra i suoi presbiteri un numero considerevole di ministri fedeli al magistero ufficiale, piuttosto influenzabili dal vento che tira in Vaticano (ora di accelerazioni progressiste ora di frenate conservatrici), tutto sommato funzionari diligenti che lavorano con generosità per la Ditta.  Continua a leggere

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Thomas Merton tra vocazione e speculazione

foto-copertinadi Vincenzo Maria Corseri [*]

La scelta di dedicare un libro a Thomas Merton, allo scadere del cinquantesimo anniversario della sua morte, è sicuramente una preziosa occasione per accostarsi all’affascinante e al contempo profetica figura di uno dei più puri e radicali protagonisti della cultura religiosa che hanno operato in seno alla Chiesa del secolo scorso. Quella di Merton fu una personalità certamente complessa, vocata alla contemplazione e al rigore della vita monastica, ma capace di coltivare con inesauribile forza dialogica e spiccato senso dell’alterità innumerevoli rapporti umani e scambi culturali, lasciando in tutti coloro che ebbero l’opportunità di conoscerlo e di confrontarsi con lui un segno a dir poco indelebile. Continua a leggere

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Partigiani dell’eresia

copertinadi Cinzia Costa

Ho ben chiaro in mente il momento in cui ad un certo punto del mio percorso di studi, per riferirmi a un individuo che si è stabilito in un Paese o in una regione diversa da quella di origine, ho smesso di utilizzare il termine “immigrato”, per sostituirlo con l’espressione “migrante”. Questa ponderata scelta rientrava in un riesame del lessico utilizzato nel quotidiano, molto spesso fortemente viziato, anche quando appare neutrale (che comprendeva, per esempio, anche la sostituzione di “di colore” con “nero”, di “sesso” con “genere”, etc). La scelta di utilizzare il termine migrante era però strettamente legata alla lettura di un testo che per la sua franchezza, chiarezza e profondità, finì per diventare uno spartiacque nella mia percezione del fenomeno migratorio, come aveva peraltro ragion d’essere. Continua a leggere

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I migranti senza valigie nelle stanze della memoria

 copertinadi Antonino Cusumano

Era agosto del 2004, quando sulle pagine siciliane di Repubblica si sviluppò un dibattito intorno ad una proposta di legge regionale che prevedeva l’istituzione di un museo dei migranti a Lampedusa. A questa ipotesi reagì con la forza passionale che accompagnava il suo impegno civile Vincenzo Consolo, che  scrisse: «Cosa ci metterebbe dentro quel museo di Lampedusa la signora deputata dell’Udc? Ci metterebbe tibie incrociate e teschi?» E aggiunse ironicamente: «Come sarebbe bello un museo dell’immigrazione a Lampedusa! Ah, come ci scaricherebbe dai sensi di colpa quel museo!». E alla replica della deputata Consolo alzò ancora i toni, definendo quella iniziativa «retorica e ipocrita. Continua a leggere

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Le mutilazione genitali femminili: negoziando la tradizione con la modernità

copertinadi Chiara Dallavalle

Le mutilazioni genitali femminili sono uno di quegli argomenti che immediatamente suscita una concomitante reazione di repulsione per la pratica e di istantanea empatia nei confronti delle donne che ne hanno fatto esperienza. Da qui al passaggio verso una visione stereotipata del fenomeno e a una rappresentazione per luoghi comuni degli attori/attrici coinvolte, il passo è breve. Continua a leggere

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Il potere della tecnica e l’incompiutezza dell’uomo

copertinadi Fabrizio D’Angelo

L’ultimo libro di Mauro Magatti, Oltre L’Infinito. Storia della Potenza dal Sacro alla Tecnica (Feltrinelli, 2018) ha per oggetto l’esistenza umana, nel suo aspetto di potenza. La potenza di cui qui parliamo non è la “forza”, ma, con accezione simile a quella aristotelica, la possibilità stessa di essere.  L’uomo, nella sua apertura a essere, genera forme concrete, incarnazioni, di questa potenza. A cominciare dalla realizzazione di sé stesso in quanto individuo. Continua a leggere

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Parole svuotate: le riformulazioni del senso come strumento di governo

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Maurits Cornelius Escher, Trasformazioni

di Valeria Dell’Orzo 

La contemporanea distorsione tra la parola e il senso che diffusamente vi si attribuisce, sotto la spinta dell’uso mediatico, riflette un disallineamento concettuale tra la società, il suo sistema di segni e significati, e la descrizione che una porzione di questa vuole darne. Molti sono i termini che rimbalzano da un media all’altro, tra un’intervista e un titolo di giornale, che hanno visto la propria sfera di significato svuotarsi e rigonfiarsi di immagini cognitive differenti. Continua a leggere

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“Le guerre in ottava rima”: violenza e potere di un genere letterario del Cinquecento

copertinadi Meriem Dhouib

La figura del nemico sullo sfondo delle guerre del XVI secolo, fu caratterizzata da una violenza prima sconosciuta. Se infatti nel Quattrocento l’atto bellico è fase non definitiva e mortale di uno scontro poi risolto prevalentemente sul piano diplomatico, nel Cinquecento esso assume una aggressività inaudita, tale da mettere in discussione la sopravvivenza stessa della comunità e dello Stato autonomo. Il nuovo e micidiale volto della guerra è rispecchiato dalla letteratura in modi diversi. Continua a leggere

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Voci di giovani migranti nel dibattito pubblico a Bologna

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Assemblea presso il Centro interculturale Zonarelli  a Bologna

di Lella di Marco 

Il mio punto di osservazione è Bologna con lo sguardo  sull’Europa. Nel capoluogo emiliano, sono fra i migranti; nelle piazze e nelle assemblee. Ascolto le loro voci, i loro umori, le loro storie. Parlo con loro, con chi li accoglie a livello istituzionale o nella propria famiglia, osservo la loro organizzazione, i loro orientamenti e i loro riferimenti ufficiali, la loro voglia di essere protagonisti, di contribuire alla vita del Paese che li ospita, il desiderio   di continuare a studiare e a lavorare  con il riconoscimento di tutti i diritti, nel Paese europeo che spesso hanno scelto perché «considerato democratico». Continua a leggere

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Esoterismo ed essoterismo nel Targuman al ashwaq

 copertinadi Abdelkrim Elalami

Nel presente articolo si intende dimostrare che i motivi  che spinsero Ibn Arabi a comporre le poesie del Targuman al ashwaq  non vanno cercate in una presumibile storia vera d’amore per una donna in carne ed ossa, ma al contrario nella convinzione dell’autore che per contemplare Dio bisogna contemplare la creatura più bella e più perfetta che Egli creò nella sua forma per riconoscervi sé stesso. Continua a leggere

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Ricevi il mio sembiante. Cento foto di giovani in divisa militare

 copertinadi Mariano Fresta

A volte l’esplorazione degli archivi meno frequentati, anche se casuale come quella che si effettua durante una banale pulizia delle scaffalature e delle filze e dei brogliacci in esse contenuti, riserva ritrovamenti che, pur non contenendo elementi tali da modificare le nostre conoscenze storiche, sono comunque sorprendenti. Ciò è successo, poco tempo fa, in un archivio parrocchiale di Abbadia, una frazione del comune di Montepulciano (SI), che per lunghi anni era stato trascurato e abbandonato alla polvere. L’arrivo del nuovo parroco lo ha riportato alla luce, ahimè depauperato di molti registri (battesimi, morti, matrimoni), andati dispersi. Continua a leggere

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L’architettura che non c’era. Alla ricerca di un passato immaginario

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La Cappella Palatina in una litografia pubblicata in Henry Gally Knight, Saracenic and Norman remains to illustrate The Norman  in Sicily, Londra, 1840

di Giulia Gallini

Diciotto anni fa l’architetto Eugenio Galdieri pubblicava il suo articolo «volutamente polemico e in qualche modo persino impertinente» sull’architettura islamica in Sicilia. Il suo Lamento di un architetto ignorante sopra una architettura inesistente, pubblicato nella Rivista di Studi Orientali, rimane ancora attuale per contenuti, problematiche e proposte di ricerca.

Eugenio Galdieri si autodefinisce “ignorante” sui fatti di Sicilia dal momento che i suoi studi si sono concentrati sui Paesi orientali del mondo islamico, in particolare sulla zona iraniana. Ciononostante è innegabile che l’architettura islamica in Sicilia sia realmente e materialmente “inesistente”: ad oggi, non un edificio può essere con certezza e integralmente datato al periodo della dominazione araba. Continua a leggere

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Storie e avventure di navi e marinai siciliani

copertinadi Nino Giaramidaro

Simone Gulì, palermitano, capitano del transatlantico Principessa Mafalda, valoroso della grande guerra, comandò alla banda di suonare la marcia reale, gridò viva l’Italia, e si inabissò con l’orgogliosa nave insieme a 305 passeggeri e altri 8 marinai. Il 25 ottobre del 1927. Proprio davanti alla costa brasiliana di Bahia. Erano scoppiate le caldaie.

Sembra la scena finale di un film di Hollywood prima delle gesta di Humphrey Bogart, ma è l’incipit avanzato del terzo volume di Mario Genco, giornalista e scrittore, sulla Gente di Mare, edito da Torri del Vento. Continua a leggere

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Scegliere di non scrivere? L’antropologia tra finzioni etnografiche e finzioni letterarie

copertinadi Dario Inglese

Quando qualcuno mi chiede cosa sia l’antropologia e cosa faccia esattamente un antropologo, mi trovo spesso – devo ammetterlo – in imbarazzo. Come sintetizzare, infatti, i tratti di un sapere potenzialmente applicabile ai campi più disparati e così riottoso a essere ingabbiato in un’ontologia definita e definitiva? A volte, allora, cerco di uscire dall’impasse ribaltando la questione (cosa pensi sia l’antropologia? – domando) per giungere a una definizione negoziata e dialogica che combini le pre-comprensioni di un profano con l’esperienza di un cultore della materia. Continua a leggere

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E la nave va. Crispi, Florio e la nascita della Navigazione Generale Italiana

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Pubblicità N.G.I.

di Rosario Lentini

La marina mercantile nazionale, sin dai primi anni dell’unificazione aveva assunto e mantenuto una duplice identità: quella dell’armatoria libera che si fondava prevalentemente sui velieri in legno e quella delle compagnie sovvenzionate vincolate dallo Stato a esercitare servizi periodici in determinate linee interne, con specifiche convenzioni della durata di 15 anni; sovvenzioni giustificate dal fatto che la rete ferroviaria era ancora incompleta e dalla necessità di assicurare il servizio postale. Questi contratti non impedivano alle compagnie accollatarie di effettuare anche viaggi liberi per itinerari interni o esteri. Continua a leggere

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La vulnerabilità della vita nelle aree industriali siciliane: una questione biomedica, etica e politica

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Marina di Melilli, Siracusa

di Alessandro Lutri  [*]

Nello scorso novembre alcune trasmissioni televisive delle reti pubbliche (Nemo su Raidue, e I dieci comandamenti su Raitre, Data room della Gabbanelli su Corrieredellaseratv) [1] hanno mostrato i volti di quelle persone e territori siciliani che a partire dagli anni Ottanta-Novanta hanno conosciuto sulla propria pelle le conseguenze delle ingiustizie (ambientali e della salute) perpetrate dalla modernizzazione industriale, diventando vittime del benessere. Continua a leggere

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Contraccezioni, divorzi, unioni di fatto: questioni non risolte della Chiesa di Roma

copertinadi Maria Immacolata Macioti

È noto che la pastorale familiare in ambito cattolico ha vissuto varie difficoltà a partire almeno dai tempi di Pio XII e poi di Paolo VI. Nel senso che già da tempo i cattolici osservanti sentivano un certo disagio con riguardo agli insegnamenti pastorali riguardanti la famiglia, la sessualità, l’eventuale pianificazione delle nascite: un tema mai accettato fino in fondo, ché un cattolico credente, si diceva, avrebbe dovuto in primo luogo tenere presente la volontà di Dio in merito. Ma con Paolo VI si erano aperte speranze, per i cattolici osservanti: vi era il Concilio Vaticano II in corso, era stata  prevista una apposita commissione per valutare, tra l’altro, l’opportunità o meno di consentire la limitazione delle nascite:  un medico statunitense, Gregory Goodwin Pincus, aveva da poco scoperto un farmaco, divenuto subito popolare sotto la dizione di ‘pillola’, sempre più adottato da chi non desiderava, non intendeva avere un numero sproporzionato di figli. Continua a leggere

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Deserto, il grado zero dell’anima

copertinadi Francesco Medici

Un’antica leggenda che si tramanda tra le genti del Sahara narra che in un remoto passato, al posto di quell’immensa regione arida dell’Africa settentrionale che si estende attualmente per circa 5 mila chilometri di lunghezza e 2 mila di larghezza, alternando al suo interno paesaggi sabbiosi (erg), rocciosi (ḥammādah) e ciottolosi (serir o reg), vi era una sconfinata distesa verde, fresca e lussureggiante, ricca di corsi d’acqua e densamente abitata da popoli che vivevano felici e in pace. Dio avrebbe però raccomandato agli uomini di agire sempre secondo giustizia, altrimenti avrebbe lasciato cadere un granello di sabbia sulla terra per ogni loro empietà. Ma con il tempo essi finirono per perdere la retta via, dimenticando quel monito divino. Continua a leggere

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Per la non ideologicità dell’agire politico

copertina1di  Besma Mohamed 

Il presente articolo ha come oggetto lo studio dell’agire politico nelle sue dimensioni ideologiche, biologiche e tecnologiche. È un percorso che cerca di rintracciare, anzitutto accostando la riflessione di Louis Althusser e quella di Michel Foucault, gli strumenti teorici per trattare il tema della politica intesa come forma dell’espressione, tenendo conto dell’esigenza di smarcarsi da una concezione della politica in termini di ideologia. Continua a leggere

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Un antropologo su facebook

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Esotismo spicciolo (ph. Montes)

di Stefano Montes

Ho aperto, da qualche mese, un account facebook per esplorare personalmente le possibilità offerte da questo mezzo di comunicazione, ma soprattutto per studiarlo in chiave antropologica, per indagare le forme di interazione possibili che esso consente con altri individui, con la mia stessa scrittura e con le foto che scatto quasi quotidianamente per accostare reale e immaginario. Un elemento è assodato: per comprendere appieno il quotidiano (che studio ormai da tempo in tutte le sue sfaccettature), ritengo che sia importante prendere in conto le tessiture digitali che lo percorrono sottilmente, oggigiorno quasi scontatamente. Continua a leggere

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Le sfide e le contraddizioni dell’umanitario

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CIE a Roma

di Martina Mugnaini

In un momento storico nazionale caratterizzato dalla destrutturazione dei valori fondamentali dell’accoglienza e dell’asilo, invalidati da implausibili ipotesi di accordi bilaterali tra Stati europei e africani, mirati a arginare la partenza di milioni di persone, appare ancora più cogente voltare lo sguardo verso il sistema italiano dell’accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati per quello che è stato fin qui. Per quanto la pleonastica retorica condivisa abbia sovrastimato, tra ingenuità e carrierismo politico, i caratteri positivi della macchina dell’accoglienza, alcuni interrogativi restano sul tavolo. Continua a leggere

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La cultura dell’antico e del riuso in architettura

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La cattedrale di Siracusa (ph. Olimpia Niglio)

di Olimpia Niglio [*]

Nel mondo occidentale, con particolare riferimento a quello denominato “mondo classico”, la continuità di un bene ereditato era garantita dai contributi scritti e dalle opere letterarie che analizzavano minuziosamente il patrimonio ereditato. Questa dimensione della continuità e dell’eternità se riferita poi all’architettura e alle opere d’arte trovava riscontri fondamentali anche nell’uso dei materiali, la cui scelta e le cui opportunità erano strettamente vincolate anche al luogo in cui l’opera veniva realizzata. Certamente una scelta oculata del materiale nonché una perfetta esecuzione e una costante manutenzione non potevano che essere tutte componenti essenziali per garantire continuità all’opera. Continua a leggere

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Incerti del paesaggio

copertinadi Antonio Pane

Nella nota a congedo di Tre lune in attesa (Formebrevi Edizioni, Caltanissetta, 2018) Alfonso Lentini informa che «le micronarrazioni qui raccolte nascono in gran parte dalla mia collaborazione con il quotidiano di scritture online Il Cucchiaio nell’Orecchio», sede che gli ha dato il destro di «ritornare a praticare un esercizio quasi giornaliero di scrittura assolutamente aperta e irregolare». È segno dei tempi che un testimone cartaceo, per quanto (o proprio perché) programmaticamente ‘minimo’, vanti la ‘levatrice’ di un blog. L’insolito ‘rimbalzo’ non può che rallegrare, segnalando ad un tempo che i nuovi spazi virtuali si dispongono a sostituire, come strumento di selezione e scoperta, le gloriose Riviste. Continua a leggere

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Appunti su libertà e soggettività nelle società arabo-islamiche

copertina2di Silvia Pierantoni Giua

Che cosa vuol dire esser liberi di pensare? È normale che la famiglia, il contesto culturale, la religione contribuiscano notevolmente alla maniera in cui un individuo ragiona; tuttavia egli è libero di pensare nel momento in cui si autorizza a mettere in discussione i costrutti che costituiscono il suo pensiero. In questo modo la realtà non sarà più un’unità indiscussa e imposta bensì decostruita nella sua complessità; individuando ciò che sta alla base dell’interpretazione degli elementi che la compongono, il soggetto potrà scegliere a quali aderire. Continua a leggere

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Il Mediterraneo. Attìa, à ccù apparténi?

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Palermo, greto del fiume Oreto (ph. Pillitteri)

di Nino Pillitteri                              

Attìa, à ccù apparténi? Me l’avranno chiesto mille volte, in paese, sconosciuti. A chi appartieni? Una specie di domanda obbligatoria per i nuovi arrivati in un luogo, appena arrivati dalla città in un improbabile paesetto di Sicilia. Una signora con le mani ai fianchi,  arrotolata nel suo grembiule. Si chiede la genìa, la famiglia di appartenenza. Si capiscono tante cose, il ceto sociale, lo status. Continua a leggere

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Immigrazione: superare gli “idola fori” per un’altra narrazione

copertinadi Franco Pittau 

L’obiettivo di questo articolo consiste nel presentare la necessità di un’altra narrazione dell’immigrazione, un fenomeno mondiale la cui funzione rischia di essere interpretata in maniera scorretta. Per favorire una narrazione corretta ho ritenuto opportuno rifarmi all’inglese Francesco Bacone (1561-1626), un pensatore importante nell’ambito della filosofia empirista, che nella sua opera Novum Organum  ritenne di collocare l’esperienza alla base della conoscenza in contrapposizione alla metodologia deduttiva della tradizione aristotelica. In questa sede, in cui si tratta di riflettere su un fenomeno sociale, è di scarso interesse concentrare l’attenzione sulla metodologia della conoscenza scientifica e conviene soffermarsi su alcuni aspetti più specifici. Continua a leggere

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La Vlora e la Bestia

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Bari, profughi albanesi sulla nave Vlora (ph. Ansa)

di Lisa Regina Nicoli

La relazione dell’Italia con il fenomeno migratorio degli ultimi cinquant’anni è certamente complicata e unica nella sua complessità. Nella storia italiana troviamo esempi di ogni tipologia di migrazione, sia interna da regione a regione, o dal sud verso il nord, e viceversa, sia ovviamente internazionale, comunitaria o extra UE. Continua a leggere

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Siciliani in America: tradizioni musicali nell’epoca della riproducibilità sonora discografica

 copertinadi Mario Sarica 

La storia dell’emigrazione siciliana in America, fra Otto e Novecento, prima “dolorosa” e poi per molti “gaudiosa”, oltre ad offrirsi, grazie ad un ormai imponente catalogo storiografico, come narrazione avvincente di vita nuova, credo sia oggi più che mai utilizzabile come una delle possibili chiavi di lettura non solo delle drammatiche migrazioni dei nostri giorni dal Nord Africa alla Sicilia, e dunque all’Europa, ma anche per capire la società complessa e i suoi  flussi culturali e interetnici globali, in cui tutti noi siamo immersi. Continua a leggere

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Occhi sulla città. Lo skyline e la forma urbis di New York, tra Le Corbusier e Lewis Mumford

 

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Schizzo di Flavia Schiavo

di Flavia Schiavo

Dall’immagine al senso

Le interrelazioni tra i diversi paesaggi (quello naturale e quello antropico) e tra le diverse fasi temporali, hanno sulle città un’incidenza rilevante. Il luogo originario, prima dell’insediamento, soprattutto se osservato in rapporto alla trasformazione urbana, non solo ne influenza la forma e la struttura, ma contribuisce alla genesi di una specifica “cultura”, agendo persino sui modi di vedere e sull’immaginario collettivo e dei singoli. Continua a leggere

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Prodigi su ardesia a Piana degli Albanesi

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Chiesetta dell’Odigitria, Piana degli Albanesi, San Demetrio (particolare)

di Stefano Schirò

Tra le selve e gli ulivi di Piana degli Albanesi, come un “Bimbo” in una duccesca Maestà – tra le braccia però del monte Pizzuta – sorge una chiesetta dedicata alla Vergine Odigitria; lì, le opere d’arte spandono profumi segreti di incenso e fiorellini montani: oltre alla tela di Pietro Antonio Novelli raffigurante proprio l’Odigitria con il suo bel manto color cielo, l’unica navata sfoggia quattro rari dipinti ad olio su ardesia con santi: Giovanni Crisostomo, Basilio, Giorgio, Demetrio; essi nitidamente raccontano la devozione delle nostre contrade. Continua a leggere

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Altri sguardi sulla Tunisia: Vincenzo Menghi

copertina1di Ahmed Somai 

La Tunisia ha conosciuto escursioni e diari di viaggio di non pochi italiani, soprattutto nella prima metà del Novecento. Tra i viaggiatori-scrittori che hanno visitato la Tunisia Vincenzo Menghi è autore di un libro Da Tunisi alla Jung-Frau, Impressioni di Viaggio, Maglione Ed., Roma 1939) che alla Tunisia ha dedicato 48 pagine, accompagnate da alcune fotografie per la maggior parte di monumenti e di siti archeologici. La data di pubblicazione è il 1939 (e non mancano gli accenti di propaganda fascista), ma le impressioni di viaggio portano la data del 1914, dopo la conquista della Libia. Continua a leggere

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Roncisvalle fra mito e storia. Dalla Chanson de geste al cunto

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Cuticchio a Roncisvalle (ph. Mineo@Archivi CRICD)

di Orietta Sorgi [*]

Di ciò che accadde esattamente a Roncisvalle in quell’estate del 778 sappiamo poco. Gli stessi cronisti locali e le fonti storiche attendibili sono incerte nel definirla una vera e propria battaglia, concordi piuttosto ad interpretare quello scontro come un’imboscata dei baschi nei confronti dell’ingerenza di Carlo Magno nei propri territori: Continua a leggere

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Arte popolare in Sicilia. Sopravvivenze

 

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I santi di Daniele Guercio (ph. Todesco)

di Sergio Todesco

 È stato osservato da numerosi studiosi della cultura siciliana come le forme di arte popolare, un tempo elaborate e prodotte nell’Isola da ceti all’interno dei quali tali forme assumevano un peculiare “stile etnico” obbedendo a rigorose esigenze di funzionalità, siano state, durante la seconda metà del XX secolo, progressivamente investite dai devastanti processi di omologazione degli stili ascrivibili all’avvento sempre più imperioso, seppure anodino, della cultura di massa. Continua a leggere

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Una Chiesa tormentata

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Mons Galantino annuncia la modifica del Pater Nostro

di Marcello Vigli

Una Chiesa che corregge una preghiera con oltre due secoli di storia mostra una gande capacità di rinnovamento. Non sono mancati mugugni e distinguo alla decisione della Cei e approvata dal papa di sostituire nel Padre Nostro l’incomprensibile non c’indurre in tentazione con la più ovvia non lasciarci nella tentazione, ma papa Francesco non si è lasciato condizionare e ha affidato al Sinodo il compito di promuovere la proposta di correzione. Continua a leggere

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Tendenze e culture musicali dei Tunisini di Palermo

copertinadi Serena Naghma Visconti

Questo testo intende offrire una rassegna di testimonianze rilevate nel corso di una indagine sui comportamenti musicali dei tunisini residenti a Palermo, svolta nel periodo 2010-2013. Più specificamente intendo qui restituire quegli aspetti legati all’esperienza musicale secondo una prospettiva biografica, e quindi squisitamente “individuale”, che meglio si presta a istituire un confronto tra contesti esistenziali diversi, perlopiù coincidenti con una infanzia-adolescenza trascorsa in Tunisia e i successivi anni di permanenza a Palermo. Continua a leggere

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Piccolo è futuro. Manifesti per un rilancio dei luoghi marginali

copertinadi Pietro Clemente

Qualcosa si muove

Forse è un segno positivo che ci siano ‘su piazza’ tante proposte di ‘manifesto’ che suggeriscono progetti praticabili per l’azione consapevole, per il farsi della cittadinanza attiva che ‘abita’ la società civile.

Trascuro qui i manifesti di più lunga traiettoria, e in specie quelli lanciati dalla Società dei territorialisti [1], quello di fondazione, e poi via via i progetti di convegni che sono concepiti come approfondimenti del Manifesto: la democrazia dei luoghi, riabitare la montagna etc…Prendo qui in considerazione solo quelli che vengono da gruppi operativi che lanciano idee, che hanno una prospettiva specifica o di settore o di territorio.  Continua a leggere

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Il manifesto del Turismo Dolce

 copertinaA cura di Associazione Dislivelli

In occasione della Festa del Solstizio, incontro nazionale voluto dall’associazione Dislivelli, dall’Unione Montana Valle Maira (Cn) e da Espaci Occitan per affermare l’orgoglio del turismo dolce sulle Alpi, tenutasi dal 22 al 24 giugno 2018 nell’accogliente piana di Acceglio, è stato lanciato un documento politico dal titolo “ Manifesto del Turismo Dolce”. Continua a leggere

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Piccole Comunità, pietre di scandalo. Manifesto per una rete dei piccoli comuni del #welcome

 copertinadi Angelo Moretti

L’Italia dei piccoli numeri può essere l’Italia delle grandi risposte? I dati ufficiali parlano di almeno 1.940 Comuni in Italia che contano meno di 1.000 abitanti, distribuiti tra Nord, Sud e Centro, ma con una netta prevalenza al Nord (1.248). In moltissimi casi i residenti reali sono ancora meno di quelli dichiarati all’anagrafe. Quattro milioni e mezzo di persone vivono in Italia nelle cosiddette Aree Interne, quelle che distano almeno 40 km da servizi pubblici essenziali come stazioni e ospedali, quelle che presentano un digital divide ancora elevatissimo, offrendo ai propri abitanti servizi di connessione internet più scadenti rispetto ai grandi centri abitati. Continua a leggere

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Piccole scuole, grandi comunità. Il Manifesto

copertinadi Fabiola Scagnetti

“Viaggio attraverso la dimensione narrativa delle scuole di piccole dimensioni”. È questo il titolo del Convegno organizzato il 18 ottobre scorso dall’Indire, l’Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa a Firenze. Un appuntamento importante e atteso per noi che quotidianamente ci impegniamo per garantire l’apertura di tutte le scuole, anche quelle sperdute, anche quelle frequentate da dieci alunni in tutto, in un’unica pluriclasse. Continua a leggere

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Riabitare i paesi. Un “manifesto” per i borghi in abbandono e in via di spopolamento

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Acherenzia, 2002 (ph. V. Teti)

di Vito Teti

Lo spopolamento e l’abbandono – i due termini indicano fenomeni distinti – dei piccoli paesi dell’interno è un problema di enormi dimensioni che interessa la montagna e le colline italiane. Le sue cause antiche e recenti sono molteplici, di natura sia storica (catastrofi, terremoti, alluvioni) che economica, demografica e sociale (emigrazione), antropologica e politica; ragioni diverse, locali e generali, che devono essere indagate caso per caso con le tante peculiarità e i diversi esiti locali (sempre in un contesto più generale). Continua a leggere

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Le ‘casette’ e la vita transumante nei monti del Cicolano tra memoria e nuova coscienza dei luoghi

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Fioriture all’altipiano di Cornino nel Cicolano

di Settimio Adriani, Alessandra Broccolini [*]

«Il paesaggio racconta […] le storie degli uomini. Anzitutto racconta gli événements, cioè i fatti minimi e memorabili di cui esso è stato il palcoscenico: storie quotidiane, avvenimenti scontati, dimenticabili, e gesta di grande rilievo e decisive nel segnare il corso della storia» (Turri 2000: 17-19). Tenuto conto di ciò, è sulla triangolazione tra storia, dinamiche identitarie locali e vissuti collettivi che si incardina questa indagine che intende contribuire ad una risignificazione di un territorio fragile, qual è da sempre il Cicolano. Continua a leggere

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Naufraghi di montagna. Dal primo convegno nazionale sui borghi abbandonati italiani

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Bugnano Bagni di Lucca, agosto 2012 (ph. Bertinotti)

di Luca Bertinotti

Nelle due giornate del 26 e del 27 ottobre scorso il Palazzo Comunale della città di Pistoia è stato amichevolmente invaso da una piccola folla che ha assistito al primo Convegno Nazionale Da borghi abbandonati a borghi ritrovati, incuriosita dai titoli delle sue molte relazioni e dai numerosi eventi-satellite [1]. L’iniziativa culturale è stata sostenuta da molti importanti Enti [2]. Prestigioso e folto è stato il gruppo di Relatori che hanno portato il proprio bagaglio di conoscenze. Continua a leggere

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