Stampa Articolo

Nodi e svolte della viticoltura in Sicilia nella storia di un lungo e intenso percorso di studi

delle-viti-e-dei-vini-09-02-1_page-0001di Nanni Cucchiara 

L’ultimo volume che Rosario Lentini rassegna alle stampe, Delle viti e dei vini di Sicilia in età moderna e contemporanea (Edizioni Museo Pasqualino 2026) riunisce ben 15 saggi scritti nell’arco temporale di oltre 30 anni di studi e ricerche. Rappresenta un unicum nel suo genere perché è volume di difficile posizionamento: non è solamente un saggio economico, non è solamente ricerca storica, non è solamente uno scritto di carattere vinicolo ed enologico, ma è molto di più perché riesce ad essere tutte queste cose assieme, con l’aggiunta di una nota antropologica. E lo fa con una scrittura chiara e semplice con la quale porta alla nostra attenzione aspetti complessi di una storia complicata che attraversa oltre due secoli e che, per taluni aspetti, ci riguarda ancora molto da vicino.

Con dovizia di particolari si affrontano le vicende legate allo sviluppo della viticoltura, alle enormi conseguenze economiche della peronospora e dell’invasione silenziosa, alla svolta successiva all’introduzione dell’uso del piede americano con la parziale ricostituzione del patrimonio viticolo. E alle influenze che inglesi, dapprima, e francesi, poi, portarono allo sviluppo delle pratiche agricole ed alla nascita di una moderna enologia. Non senza soffermarsi, in maniera assai esplicativa, sul patrimonio ampelografico siciliano, giungendo a conclusioni esaustive che mettono un punto su una vicenda che ha appassionato alcune generazioni di studiosi, di viticultori e di enologi: le origini del “grillo”.  

Ma, lettura e comprensione di un testo non possono prescindere dalla disamina che ne viene fatta nella prefazione. Che, nel caso che ci occupa, curata da Maldonado Rosso dell’Università di Cadice, offre interessanti chiavi di lettura, sostenendo, a ragione, come del volume vada fatta una sorta di tripartizione. Una prima che interpreta il vino come un motore economico di stampo industriale, capace come è stato di attrarre capitali stranieri in Sicilia, che si sono dimostrati volano all’innovazione tecnologica ed infrastrutturale dell’isola. Una seconda che ci consegna la ricchezza del vigneto Sicilia con la sua infinita biodiversità ampelografia, le crisi dovute a peronospora e fillossera, gli studi che in questo periodo vennero forzatamente fatti, ed il faticoso parziale recupero ampelografico nel periodo post fillosserico. La terza, nella quale ampio rilievo viene dato a ruolo ed opere degli ampelografi e dei produttori illuminati che hanno reso importante e conoscibili l’enologia siciliana.   

Partendo da questa utilissima base fornitaci da Maldonado Rosso, il primo arresto non può che essere quello relativo al Marsala. Un vino inglese e non della tradizione locale. Infatti i mercanti inglesi sbarcati a Marsala non trovano che un vino ordinario, ma ne hanno la straordinaria, seppur non originale idea, di conciarlo con l’aggiunta di acquavite così come già fatto in precedenza in Portogallo e Spagna. Nasce così l’epopea di questo nuovo vino della cintura del sole, che rimarrà in auge fino alla metà dello scorso secolo, regalando ricchezza e carattere identitario all’intero territorio. La grande riuscita di questo vino conciato imporrà tutta una serie di innovazioni sia nella fase della coltivazione del vigneto che delle operazioni di cantina. Tutti elementi che favorirono progresso tecnologico, economico e sociale. Questo grande vino, però, alla metà del secolo scorso scivola nel dimenticatoio grazie all’insipienza di tanti, troppi, produttori che lo hanno declinato al ribasso facendogli perdere identità e carattere.

qqLa seconda parte di questo volume potremmo definirla come quella della caduta, dello studio e della speranza di rinascita. Dopo la peronospora, combattuta con diversi strumenti tra cui quello della gessatura – peraltro utilizzata anche in cantina e sulla quale argutamente si sofferma l’Autore – negli anni ’80 dell’800 si presenta un nemico ancora più pericoloso perché silente. È la fillossera oggetto di altro interessante scritto del Lentini (L’invasione silenziosa, Torri del Vento, 2015). Il patrimonio ampelografico dell’intero continente europeo è messo in ginocchio. E la Sicilia ne è totalmente investita. Solo grazie al lavoro incessante di ampelografi, istituzioni, e di proprietari illuminati, anche questa vera e propria sciagura viene superata.

La documentata analisi che l’Autore fa di questo periodo, ci consente di comprendere appieno i danni provocati ed i profondi mutamenti determinati. Sia sotto l’aspetto strettamente viticolo che sotto l’aspetto degli assetti proprietari. Si riducono i latifondi, che erano stati particolarmente colpiti, si passa quasi dal Medioevo all’evo moderno grazie a nuove forme di collaborazione tra braccianti e proprietari. Rinasce, grazie alla vite americana, il vigneto Sicilia.

Ed è questo il passaggio in cui ci viene rappresentata, con dovizia di particolari e riferimenti documentali, l’opera riconducibile agli studiosi ed ai tecnici che si trovarono ad affrontare un nemico sconosciuto cui, solo grazie ad una incredibile rete di rapporti sovranazionali ed agli scambi di informazioni, si riuscì a fare fronte.

copertina14Come sovente accade i momenti di crisi precedono momenti di rinascita, ancora una volta caratterizzati dal ruolo avuto da alcune grandi famiglie. Poiché spesso la storia si ripete, come accaduto in passato alcune grandi famiglie, Duca di Salaparuta, Woodhouse, Ingham, Whitaker ed i Florio, aprirono nuovi orizzonti dapprima non esistenti, negli ultimi quattro decenni le famiglie Tasca, Planeta e Rallo hanno tracciato una nuova via per la rinascita del vino siciliano.

Al tirar delle somme un volume godibile anche per i non esperti della materia proprio perché ci consegna informazioni e notizie, racconta vicende con rigore scientifico e dovizia di richiami documentali, soffermandosi anche su curiosità ed aneddoti riguardanti alcuni personaggi che contribuiscono alla vivacità del libro. 

Dialoghi Mediterranei, n. 82, novembre 2026

_____________________________________________________________

Nanni Cucchiara, laureato in Giurisprudenza, avvocato cassazionista si dedica principalmente alle tematiche connesse al diritto civile. È stato Vice Pretore Onorario presso la Procura della Repubblica di Marsala e successivamente VPO soprattutto presso la Sezione di Pantelleria. È stato componente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. È stato presente nel mondo dello sport dapprima come giocatore e successivamente come allenatore di basket. Ha fondato la Condotta Slow Food di Marsala e per 13 anni ne è stato Fiduciario. Da oltre un ventennio collabora con la Guida Slow Wine di Slow Food Editore fin dalla prima edizione. Oggi è uno dei due coordinatori per la Sicilia.  Collabora anche alla Guida Vini di Sicilia del Giornale di Sicilia. Ha scritto numerosi articoli per il sito on line di Slow Wine oltre che per riviste del settore.

_____________________________________________________________

 

Print Friendly, PDF & Email
Print Friendly and PDF
Questa voce è stata pubblicata in Cultura, Letture. Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>