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Euforia

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

di Luisa Montagna

Euforia non nasce con l’intento di spiegare l’infanzia, ma di evocarne la sostanza impalpabile e favolosa. Euforia è una scarica elettrica che risale dalle dita dei piedi e si trasforma in un salto scomposto, un’urgenza fisica di occupare tutto lo spazio disponibile.

Il tempo smette di scorrere e diventa un punto fisso, un presente assoluto dove ogni oggetto brilla di una luce eccessiva. È la pura frenesia di chi si lascia travolgere da una gioia muscolare, vibrante, che ignora la gravità e la stanchezza finché il corpo, stremato dal troppo splendore, non cede di colpo alla stanchezza.

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna) 

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Proprio come una caduta dolce all’interno della tana del Bianconiglio, le coordinate della realtà ordinaria si dissolvono.

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Non esistono più un sopra e un sotto prestabiliti, né il rigore del tempo che scorre, ma un territorio sospeso ed incantato in cui il tempo si dilata, si curva e infine si ferma per lasciare spazio alla pura meraviglia.

Euforia (ph. Luisa Montagna)

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Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Il coniglio non rappresenta un semplice elemento narrativo, ma una presenza simbolica che invita a seguire una direzione inattesa, ad abbandonare la logica ordinaria per entrare in un mondo dove il senso nasce dall’intuizione, dall’apparizione e dal mistero. 

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Bambini immersi nel gioco, colti in quell’istante supremo in cui la concentrazione sull’invisibile è così totale da annullare qualsiasi altra cosa. 

Immagini sospese a metà strada tra la terra e il cielo, che rievocano in noi il tempo senza tempo dell’infanzia. Frammenti di un sogno ad occhi aperti, un passaggio segreto verso un mondo dove tutto è ancora possibile. 

Ogni fotografia diventa così un pezzo del puzzle attraverso cui ricomporre il rapporto complesso tra ciò che siamo stati e ciò che continuamente diventiamo. 

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

In questa serie c’è un senso e un sentimento di sospensione.

È la stessa sensazione che si prova quando ci si sveglia da un sogno bellissimo e si tenta di trattenerne gli evanescenti contorni,  prima che svaniscano.

Euforia (ph. Luisa Montagna)

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Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia (ph. Luisa Montagna)

Euforia è, in definitiva, un percorso visivo dedicato all’incantesimo del presente. È un invito a rallentare e a lasciarsi trasportare al di là dello specchio, in una dimensione in cui l’aria è più leggera, gli esseri nascondono segreti meravigliosi e la felicità torna ad essere il modo stesso di abitare il mondo; a riconoscere nella realtà quotidiana la presenza continua dell’immaginario. Il vero luogo verso cui conduce questo percorso non è dunque uno spazio fisico, ma una trasformazione dello sguardo. 

Dialoghi Mediterranei, n. 82, novembre 2026

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Luisa Montagna, viene da una formazione artistica, avendo conseguito il Diploma Accademico di II Livello in Violoncello e avendo lavorato per Istituzioni Musicali come professore d’orchestra e in formazioni cameristiche. Da sempre amante della pittura e delle arti visive, entra nel settore della Comunicazione Visiva e comincia a fotografare in età avanzata, dopo aver ricevuto in dono la sua prima macchina fotografica. Da quel momento ha iniziato un percorso di crescita che l’ha avvicinata alla fotografia intesa sia come espressione di sé più che come rappresentazione del reale. Ha esposto in diverse mostre collettive in Italia e all’estero: Budapest, Atene, Fier (Albania), Arles (Francia) Roma, Milano, Livorno, Messina, ecc… Tra le pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali e prodotti editoriali di suoi lavori fotografici: Trieste Photo Days, Opificio della Fotografia, Spectaculum Magazine, The Pictorial List, L’Oeil de la Photography, Visual Poetry Magazine, L’Aura Photografica, Crestomazia di Noc Sensei, …Ha vinto ed ottenuto riconoscimenti in parecchi concorsi internazionali.

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