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Colture Condivise: la fotografia tra agricoltura, terra e coesione sociale

Colture condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture Condivise (ph. Nicoletta Marino)

di Nicoletta Marino 

Il progetto fotografico Colture Condivise nasce dalla volontà di restituire forma visiva a un’esperienza virtuosa di coesione socio-economica nel cuore della Sicilia agricola. 

L’indagine si addentra nell’attività in serra condotta da Alì Said e dalla moglie Wafa a Torre di Mezzo nel Ragusano, facendosi testimonianza diretta di un modello d’inclusione tunisino-siciliano fondato sulla convergenza tra gestione familiare e radicamento territoriale.

Colture condivise (ph. Nicoletta Marino)

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Colture Condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture Condivise (ph. Nicoletta Marino)

Nella mia duplice identità di agronoma e autrice, ho accompagnato l’intero ciclo vegetativo per oltre un anno, osservando sul campo la serrata successione dei lavori: la preparazione del suolo sotto le campate plastificate, il delicato trapianto manuale delle piantine lungo le file, la costante cura fitosanitaria, l’allineamento dei fusti ai sostegni e le operazioni quotidiane di diradamento.

Colture condivise (ph. Nicoletta Marino)

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Colture condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture Condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture Condivise (ph. Nicoletta Marino)

Le immagini documentano l’intensità della raccolta, quando i frutti giunti a matura pienezza vengono staccati e selezionati, fino alla chiusura della stagione con l’estirpazione delle piante e la pulizia del terreno in vista della nuova semina.

Colture condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture Condivise (ph. Nicoletta Marino)

Ritratti calati nell’ambiente di lavoro e inquadrature dinamiche mettono in luce la precisione gestuale, la fatica fisica e l’intrinseca dignità di ogni fase della produzione.

Colture condivise (ph. Nicoletta Marino)

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Colture Condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture condivise (ph. Nicoletta Marino)

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Elemento cruciale della ricerca è stato l’ingresso nella dimensione privata di Alì e Wafa. L’accoglienza ricevuta ha consentito all’obiettivo di varcare la soglia della casa per cogliere il ritmo autentico della vita domestica: gli slanci d’affetto tra le pareti di casa, il gioco dei figli piccoli e la preparazione del tè verso la fine delle ore di lavoro nei campi, rito intimo di sosta, dialogo e rigenerazione.

Colture condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture Condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture Condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture Condivise (ph. Nicoletta Marino)

Porre lo sguardo fotografico al servizio delle scienze agrarie consente di dischiudere la complessità del lavoro nei campi, valorizzando la tutela della biodiversità e la tenuta sociale delle comunità rurali, così da restituire al mondo contadino la centralità culturale e scientifica che gli appartiene. 

Colture condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture Condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture Condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture Condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture condivise (ph. Nicoletta Marino)

Colture Condivise (ph. Nicoletta Marino)

Attraverso la luce e l’empatia, la fotografia supera l’ostacolo delle barriere linguistiche, demolisce gli stereotipi culturali e sostituisce ai volti astratti le persone reali, restituendo identità a chi rischia di rimanere invisibile. 

Colture Condivise si offre così come una riflessione sulla terra e sul lavoro d’insieme quali spazi privilegiati d’incontro, rispetto reciproco e crescita collettiva. 

Dialoghi Mediterranei, n. 82, novembre 2026

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Nicoletta Marino, agronoma con Dottorato di Ricerca conseguito presso l’Università degli Studi di Catania e Direttrice del Centro Chimico Ibleo, unisce il rigore scientifico a una forte sensibilità artistica. Come fotografa freelance si occupa di reportage, grafica, comunicazione visiva, progetti editoriali e allestimenti espositivi. Ha ampliato le proprie competenze internazionali attraverso il corso “Seeing Through Photographs”, promosso dal MoMA di New York e curato da Sarah Meister. La sua crescita si è consolidata negli anni con i workshop esperienziali della Shobha Mother India Photography School e con il percorso formativo “Ideare, organizzare e comunicare una mostra con focus in fotografia” della Fondazione Trossi Uberti. Assistente del fotografo Roberto Strano, attualmente collabora all’organizzazione e al coordinamento di workshop e viaggi fotografici sul campo tra Italia, Balcani e Caucaso. Un elemento centrale della sua ricerca riguarda la Georgia, territorio con cui mantiene un confronto continuo e dove ha partecipato all’International Black Sea Photography Festival ed esposto presso la Poti Art House. Il progetto Culture condivise è stato inserito all’interno del catalogo dell’opera collettiva FIAF “Agrosfera: storie di tradizione e innovazione” con la successiva esposizione presso le sale del CIFA a Bibbiena (AR).

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