di Ilaria Pisciottani
Manent è un progetto fotografico che mette al centro il legame profondo tra memoria, affetto e il senso di responsabilità verso ciò che sopravvive al trascorrere del tempo e alle persone a noi care.
Con fotografie digitali rielaborate in stile pop art, questo lavoro indaga oggetti e ricordi di famiglia, immagini che in modo moderno e colori vivaci intende comunicare emozioni o evocare una storia.
Per citazioni e illuminazioni questo progetto richiama la dolcezza con cui tutti noi, chi più chi meno, teniamo vicino e in vita ciò che ci rimane di una persona cara: un indumento o un accessorio che ha ancora il suo profumo, un oggetto che fa pensare alla sua presenza, un gesto che torna alla mente.
Manent tenta di raccontare del senso di responsabilità di chi rimane, del prendersi cura delle cose, delle storie e dei ricordi che non spariscono con le persone ma ne dipanano e accompagnano il filo che lega le nostre vite.
Le immagini, semplici ma significative per chi le ha composte, sono flashback di piccoli riti e reliquie familiari: il cioccolatino preferito dal nonno, la merendina portata ogni giorno al nipotino come segno d’affetto, l’intoccabile spazzola di legno pregiato della nonna, la fotografia sbiadita sul comò che custodisce i volti di chi non c’è più.
Ho interpretato questo progetto fotografico seguendo lo stile della Pop Art perché mi sono sempre sentita coinvolta da questo movimento. Ho deciso quasi d’istinto di lavorare su questo tipo di post-produzione artistica che connette linguaggi diversi come la fotografia, la pittura, la grafica, l’illustrazione digitale.
Mi ha permesso di tirare fuori il meglio delle emozioni che stanno dentro ogni immagine. Richiamarsi alla Pop Art in un progetto di fotografia ibrida come Manent, significa inserirsi in una tradizione di riflessione sull’immagine come oggetto culturale.
Mi ha permesso di tirare fuori il meglio delle emozioni che stanno dentro ogni immagine. Richiamarsi alla Pop Art in un progetto di fotografia ibrida come Manent, significa inserirsi in una tradizione di riflessione sull’immagine come oggetto culturale.
Usare colori intensi, forti contrasti, immagini sovrapposte e riferimenti visivi vale a richiamare i tanti strati del nostro immaginario comune, alimentato da pubblicità, media, icone e simboli che tutti conosciamo. La fotografia, con questi elementi, diventa un modo per raccontare la società e come la vediamo.
L’immagine di mia nonna Eleonora ventenne negli anni ‘40, arricchita dal colore e dalla scritta Victory, lascia immaginare un po’ la sua storia di donna, il suo viaggio e il suo riscatto nella vita difficile eppure segnata da piccole rivincite.
La Fiesta, una semplice merendina, racchiude in sé un tesoro di ricordi legati a mio nonno Fernando. Ogni giorno, al suo ritorno dal bar, quel piccolo dolce diventava un simbolo di affetto e attesa. Mi affacciavo alla finestra, scrutando la strada. Lo vedevo arrivare, con il suo passo zoppicante, una conseguenza delle ferite di guerra. Appena mi scorgeva, un sorriso illuminava il suo volto e agitava la Fiesta in aria, come ad annunciare il suo arrivo imminente.
Ogni primavera, i fiori di campo tornano a colorare le colline, risvegliando in me un’eco lontana, la voce di mia nonna Norina. Appena li vedeva spuntare, i suoi occhi si illuminavano di una gioia semplice e autentica.
Raccoglieva un mazzetto con cura, quasi fossero gemme preziose, e me li porgeva dicendo: “Senti come profumano, che belli che sono! Vado a metterli davanti ai miei morti”, sul comò della camera.
La scelta della Pop Art come chiave interpretativa non è solo un omaggio a un’estetica di affezione familiare, ma un modo per rendere visibile la tensione tra tradizione e modernità, tra realtà e artificio, tra memoria e reinvenzione.
Dialoghi Mediterranei, n. 78, marzo 2026
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Ilaria Pisciottani, giornalista, fotografa d’arte e di teatro e Visual Artist Fluxus. Da sempre predilige la fotografia in bianco e nero, passione che guida il suo percorso creativo ed artistico da oltre un decennio. Le sue opere sono state esposte in prestigiose gallerie di Roma, Milano Photo Festival, Torino Photo Festival, Napoli, Catania, Parigi, Amsterdam, Essen, Strasburgo, Cape Town, Berlino, New York, Photo Festival Is:Rael, permettendogli così di condividere la sua visione artistica con critici di rilievo ed un pubblico ampio e diversificato. I suoi lavori artistici sono stati riconosciuti con premi della critica per la capacità di evocare riflessione e introspezione. Ha all’attivo numerose personali, pubblicazioni e svariati riconoscimenti pubblici. Nel 2024 il suo libro fotografico d’artista Le immagini note interamente realizzato a mano in due soli esemplari ha vinto il suddetto contest ed è rimasto in esposizione perenne presso il Museo Kasa dei libri di Milano. Ad ottobre 2025 ha esposto il suo lavoro fotografico “Exploratio Photoni” al Salone internazionale d’arte contemporanea “Business Art Fair” svoltosi a Parigi all’Espace Nesle.
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