CIP
di Riccardo Gullo
L’arcipelago delle Isole Eolie rappresenta una delle espressioni più straordinarie ed emozionanti del patrimonio naturalistico e culturale del Mediterraneo. Plasmate dalla millenaria e incessante attività vulcanica, le sette sorelle Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Filicudi, Alicudi e Panarea – divise in quattro municipalità: tre nell’isola di Salina, Leni, Malfa e S. Marina Salia e l’altra Lipari per le rimanenti sei isole – offrono uno scenario paesaggistico di rara ed eccezionale bellezza, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità: dai rilievi imponenti e suggestivi dei vulcani attivi ai fondali cristallini ricchi di biodiversità, dalle coste frastagliate modellate dal vento alle baie nascoste, ogni isola custodisce un’anima distinta e una forte identità territoriale.
È un territorio in cui la maestosità della natura vulcanica si intreccia con una storia millenaria e con l’autenticità di tradizioni eoliane ancora vive: un’architettura spontanea e iconica fatta di case bianche, “bisuoli” e “pulera“, una tradizione enogastronomica rinomata per i sapori decisi dei capperi e della malvasia, e un ritmo di vita scandito dalla relazione profonda tra l’uomo e i vulcani – attivi e spenti – e il mare. Questo inestimabile valore identitario, emozionale ed ambientale, costituisce la vera essenza delle Eolie e il cuore battente della loro attrattiva internazionale.
Le isole Eolie, dunque, quali destinazione turistica, presentano una grande ricchezza di attrazioni per un’ampia varietà di mercati nonostante siano interessate da molte criticità strutturali e congiunturali che richiedono la necessità di definire adeguate strategie e regole, al fine di garantire uno sviluppo sostenibile e la risoluzione di problematiche relative all’accessibilità e mobilità per una maggiore valorizzazione di quella parte delle attività turistiche non ancora pienamente sviluppate e la regolamentazione di quelle che rappresentano particolari criticità.
In quest’ultimo ambito si collocano le escursioni estive giornaliere dalla Calabria e dalla Sicilia – Lipari compresa – nelle isole del Comune di Lipari – in particolare Panarea e Stromboli, quest’ultima interessata spesso da situazione di emergenza vulcanica che si riverbera anche sulla vicina isola di Panarea in caso di allerta tsunami – che creano situazioni di particolare disagio e criticità per via dell’enorme capacità di trasporto giornaliero delle due marinerie che superano i 2.000 passeggeri per ciascuna regione.
Finora le criticità rappresentate dall’afflusso giornaliero nelle due isole maggiormente interessate sono state affrontate regolamentando il flusso a giorni alterni per le due marinerie, tranne un giorno alla settimana che consente l’approdo dei cosiddetti “barconi” a tutte e due le marinerie interessate. Questo particolare fenomeno di overtourism causato dalla vicinanza marittima delle due regioni – Calabria e Sicilia – alle isole Eolie che ne favorisce il raggiungimento durante la stagione estiva e la notevole capacità di trasporto, va ulteriormente regolamentato per limitarne l’afflusso giornaliero, il cui impatto non è sostenibile nell’attuale dimensione che richiede una regolamentazione ancora più articolata.
Lo sviluppo turistico nazionale e internazionale ha comportato un maggiore accrescimento dello scenario competitivo, diventato ormai sempre più complesso, per via del cambiamento delle abitudini, delle motivazioni e delle aspettative dei turisti, insieme all’emersione di problematiche legate al cambiamento climatico che richiedono la necessità di dotarsi di una strategia di sviluppo turistico e una adeguata governance per portare le nostre isole verso uno sviluppo sostenibile e compatibile con le caratteristiche e la peculiarità del territorio isolano di origine vulcanica e con la presenza di due vulcani attivi – Stromboli e Vulcano – che lo configurano e lo connotano, oltre a determinarne spesso situazioni di emergenza.
Lo sviluppo sostenibile e compatibile delle isole Eolie potrà essere realizzato, salvaguardando e valorizzando le attività tradizionali dell’agricoltura e della pesca che versa in stato di crisi per via della sua attuale regolamentazione europea, in armonia con la condizione socio-economica delle comunità locali e in coerenza con il rispetto ambientale del territorio che, nella sua particolarità e unicità, deve essere tutelato, protetto e valorizzato, tramite il miglioramento dei collegamenti marittimi e dei servizi essenziali, l’innovazione dell’offerta per garantire il benessere della popolazione locale attraverso una economia turistica non più fortemente stagionalizzata e più ampiamente diversificata, anche tramite lo sviluppo nel periodo di bassa stagione di quattro ambiti peculiari di turismo, religioso, sociale, culturale, e naturalistico tra loro anche comunicanti, come strumento di incontro e di socializzazione con le popolazioni locali, con positivi effetti di destagionalizzazione.
Il turismo sociale, infatti, troverebbe una particolare sintonia con la realtà socio-culturale della popolazione eoliana; il turismo religioso troverebbe profonda linfa nel radicato culto di San Bartolomeo Apostolo, patrono dell’arcipelago, nella solenne Processione del Venerdì Santo di Lipari (iscritta nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia), negli itinerari devozionali verso i suggestivi santuari mariani e rurali delle sette isole (come il Santuario della Madonna della Catena di Quattropani a Lipari e il Santuario della Madonna del Terzito a Salina) e nel ricco Museo Diocesano di recente istituzione; mentre quello culturale e della memoria troverebbe una risorsa preziosa nella riscoperta dei “percorsi del confino politico” – itinerari storico-documentali tra le strade, le piazze e le abitazioni che a Lipari ospitarono illustri antifascisti e intellettuali –, oltre che nel Museo archeologico Eoliano, nelle sue due Sezioni Distaccate di Filicudi e Panarea, e nell’antiquarium di Rinella (Salina) per una ricca sintesi della storia di questa parte del Mediterraneo, e nel Museo Civico di Lingua (Salina) e, ancora, nel Museo dell’emigrazione di Malfa (Salina) quali forti testimonianze della cultura materiale e dell’emigrazione che diede inizio al fenomeno dello spopolamento nell’arcipelago.
Un cenno a parte va fatto per il turismo naturalistico e storico che nelle isole Eolie ebbe inizio proprio nel periodo del Gran Tour caratterizzato anche da lunghi viaggi alle Eolie intrapreso dai ricchi dell’aristocrazia a partire dal XVIII secolo e destinato a perfezionare il loro sapere. I loro viaggi avevano come destinazione le isole Eolie ed in particolare, oltre alle isole principali, le due isole con i vulcani attivi; Stromboli e Vulcano. Il turismo naturalistico dei nostri giorni potrebbe arricchirsi di itinerari ed immagini ereditati proprio da quell’esperienza che ci ha lasciato una notevole narrazione sulle caratteristiche del territorio eoliano.
A tali istituzioni e testimonianze già esistenti potranno aggiungersi sia il potenziamento delle medesime, come nel caso del Museo del Mare e del Sale (Salina) e del Museo del Vino (Salina) in corso di implementazione, sia nuove proposte, come il primo nucleo del Museo civico di Lipari congiuntamente alla progettazione dell’Archivio storico comunale, il Museo del Viaggio e dei Viaggiatori alle Eolie (Salina) e il Museo dei fatti votivi (Salina). Senza dimenticare le iniziative come le molteplici mostre e rassegne musicali e culturali realizzate nel periodo estivo che stanno allungando la programmazione in periodi turisticamente meno gettonati.
Una nuova strategia, quindi, non potrà non tenere conto della necessità di passare da un turismo di massa ad un turismo di qualità, rispettoso e consapevole dell’ambiente di destinazione e delle diverse opportunità offerte dal contesto eoliano, con buona capacità di spesa e una permanenza media prolungata, nell’ambito di una stagione turistica più ampia, tramite il raggiungimento di più vasti mercati, valorizzando le bellezze, la storia e le risorse delle Isole Eolie durante tutto l’anno e le caratteristiche emozionali dell’arcipelago.
L’innovazione dell’offerta dovrà mettere in campo strategie in grado di aumentare i benefici e ridurre, nel contempo, i costi di questo tipo di turismo, al fine di offrire al visitatore un’esperienza più autentica e sostenibile e un minore depauperamento delle risorse locali, limitando l’utilizzazione di nuovo suolo per le seconde case, realizzando idonei e moderni servizi di accoglienza e informazione e promuovendo una stretta collaborazione tra le filiere turistiche con l’obiettivo di incrementare i servizi culturali, le escursioni naturalistiche e le produzioni locali al fine di massimizzare l’effetto positivo del turismo sull’economia isolana e sul benessere della comunità.
Tale innovazione dovrà, altresì, tendere ad una maggiore valorizzazione dei prodotti tradizionali, della enogastronomia, dell’artigianato isolano, delle attività all’aperto, della fruizione naturalistica del territorio e del mare per una maggiore diversificazione dell’offerta e attrarre una gamma più ampia di visitatori. Per diversificare l’offerta e rispondere così alle nuove necessità del mercato e alla necessità di destagionalizzare sempre più i flussi turistici e trasformare il turismo in uno strumento di sviluppo economico-sociale e, nel contempo di salvaguardia e valorizzazione ambientale.
Tali obiettivi richiedono l’individuazione di azioni basate sull’analisi delle necessità socio economiche della popolazione e, dall’altro lato, delle mancanze e problematiche che possono porre un ostacolo al loro raggiungimento, tenendo conto dei punti di forza e delle risorse del territorio che devono essere tenute presenti per una efficace azione innovativa nel settore.
Una nuova visione del turismo quindi dovrà basarsi su strumenti di pianificazione e gestione delle risorse sempre più attuali e aggiornati, sull’individuazione di azioni sempre più innovative e coerenti con l’evolversi della domanda turistica, così da favorire l’acquisizione e il consolidamento di competenze specifiche del settore turistico, la collaborazione e la capacità di costruire connessioni tra gli operatori delle diverse filiere e, più in generale, all’interno della comunità.
In questa logica, non si può non prendere in considerazione la piena attuazione del “Piano turistico d’arcipelago”, adottato dai quattro Comuni eoliani – Lipari, Leni, Malfa e S. Marina Salina – che rimane il riferimento programmatico dell’intero arcipelago.
Dialoghi Mediterranei, n. 82, novembre 2026
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Riccardo Gullo, Sindaco di Lipari, laureato in Scienze politiche – indirizzo politico sociale – presso Università di Torino. Dirigente amministrativo presso la Regione Siciliana dal1989, ha ricoperto anche l’incarico di Responsabile dell’Ufficio speciale per la “promozione e valorizzazione culturale dei poli turistici” presso la Soprintendenza di Messina e di Direttore del Museo Archeologico di Lipari. Ha partecipato alla pubblicazione di alcuni volumi (Immagini eoliane, I sentieri di Didyme,) e all’organizzazione e allestimento di mostre e musei, gemellaggi, eventi.
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