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Cosa sono le voci dall’isola?

whatsapp-image-2026-10-01-at-09-44-30a cura della redazione di Morel, voci dall’isola

Morel, voci dall’isola è una rivista nata a Palermo nel 2020, in piena pandemia, che fa della pluralità la sua cifra distintiva. La parola «voci» ne racchiude l’idea portante: non un pensiero unico, ma una partitura, un intreccio di punti di parola e ascolto.

Il nome Morel, scelto dalla direttrice editoriale Ivana Margarese, fa riferimento al titolo del romanzo dello scrittore argentino Adolfo Bioy Casares, L’invenzione di Morel, un folgorante testo sul tempo e sulle illusioni, prima fra tutte quella del controllo e della potenza del soggetto che si crede assoluto e si scopre invece naufrago, confuso, relato, e innamorato di ciò che non riesce mai completamente a raggiungere.

La rivista nasce per creare un luogo d’incontro indisciplinato, aperto al confronto e all’approfondimento, capace di aprirsi al mondo con un’andatura mai lineare, fatta di soste improvvise, percorsi imprevisti e giravolte. Le voci di Morel differiscono per sensibilità, linguaggi e visioni ed è proprio in questa compresenza che il progetto trova la sua forza. Qui la complessità — intesa nell’etimologia di intreccio — non viene banalizzata per risultare compiacente.

Allo stesso modo il sintagma «dall’isola», come nota Elisabetta Imperato, docente di Filosofia e redattrice della rivista, non indica un luogo chiuso, ma un punto di osservazione sul mare aperto da cui scrutare l’orizzonte. In un panorama culturale segnato dal bisogno di appartenenze e dalla divisione in fazioni, la rivista rivendica — sulla scia della lezione di Hannah Arendt — un pensare senza barricate. Un’apertura che si fa scelta culturale e metodo di lavoro: le sue pagine diventano così soglia o luogo di passaggi, da cui uscire con qualche domanda in più. Piuttosto che consegnare conclusioni obbligate, Morel offre materiali, argomenti e prospettive.

I redattori, provenienti da diverse regioni d’Italia e con percorsi professionali differenti, convergono nell’esigenza di un’etica comune, in cui la collaborazione e il dialogo provano a superare divergenze e conflitti. Come sottolinea la scrittrice e redattrice Sara Durantini: «Morel, Voci dall’Isola rappresenta uno spazio editoriale libero e rigoroso, un luogo nel quale continuare a interrogare temi, autrici e questioni che attraversano da tempo la mia ricerca e la mia scrittura. È anche uno spazio che mi consente di muovermi tra letteratura, memoria e attualità, seguendo percorsi e interrogativi che nascono spesso proprio dall’incontro tra questi territori. Parteciparvi significa affidare il mio lavoro a un progetto culturale collettaneo capace di accogliere prospettive differenti, lasciando che ogni voce mantenga la propria singolarità, il proprio sguardo, la propria autonomia.»

Prosegue Muriel Pavoni, anche lei scrittrice: «Chi sente le voci oscilla tra preveggenza e follia. Sentire le voci significa sintonizzarsi sulle diversità, comprendere che non è il suono singolo a contare ma la musica tutta intera. Sentire le voci non è per forza obbedire a un comando vocale, è piuttosto un’apertura, talvolta un esercizio di fiducia. Sentire le voci può sembrare una patologia ma invece è una moltiplicazione di prospettive. La mia (e nostra) isola di Morel ha una dislocazione geografica sfuggente ma racchiude molte anime e altrettante voci, mettersi in ascolto arricchisce, spinge a inseguire le idee, a uscire dalle gabbie mentali. È un po’ così che si sta dentro Morel: in bilico però il bello è trovare un equilibrio».

whatsapp-image-2026-10-01-at-09-45-2333Parlando invece di voci come testimonianza, Nerio Vespertin, poeta e vicedirettore, suggerisce: «“Fare voci” significa mettere in circolo informazioni fuori dalla narrazione canonica globale. Concepire l’alternativa testimoniandola, proponendo interpretazioni divergenti e complementari rispetto a quelle diffuse dai canali principali. In questo senso Morel si propone proprio come un punto di raccolta di tutte quelle voci che riconoscono il bisogno di raccontare storie diverse, fuori dalla rassicurante ma spesso non esaustiva “versione ufficiale”. Storie come quelle delle librerie indipendenti, raccontate su Morel in un’apposita serie di articoli: veri e propri centri culturali alternativi che da nord a sud, propongono titoli d’avanguardia e di qualità, lontano dai titoli dei grandi editori nazionali. Soprattutto in provincia, dove il vuoto concettuale lasciato dalla cultura di massa è più forte, quindi meno sopportabile. E così come per le librerie, anche per molte altre realtà apparentemente invisibili, la periferia diventa il nuovo “centro”, sovvertendo la prospettiva dal globale al locale».

E sul dislocamento e la plurivocità, aggiunge ancora Gianna Cannì: «Morel si è anche dislocata fuori dalle pagine della rivista stessa in progetti editoriali nati all’interno della redazione, che è luogo spazioso di scambio e di messa in comune di idee, letture, esperienze. Così hanno visto la luce nel 2023 il volume Tra amiche a cura di Ivana Margarese (Les Flaneurs) e successivamente Contar le stelle. Anna Maria Ortese e la scuola (AnimaMundi, 2026), di cui sono autrice insieme a Ivana. La parola sempre relazionale e lo sguardo posizionato, postcoloniale, un feminist gaze fluido e non ideologico caratterizzano i vari interventi all’interno della rivista: in quest’ottica anche i testi letterari e critici presi in esame perdono la fissità dell’oggetto di studio per diventare occasione di confronto con le autrici e gli autori, nella forma – preferita quasi sempre alla recensione classica – dell’intervista. Ancora una volta “voci” che si ascoltano vicendevolmente: chi scrive e chi legge entrano in una relazione più morbida e sfumata. “Le voci” di Morel si sono fatte anche corporee e udibili in una serie di podcast dedicati alla letteratura: conversazioni e letture con autrici o anche narrazioni corali, autenticamente polifoniche, come – tra gli altri – il podcast dedicato ad Anna Maria Ortese intitolato Non pensare a me che come al vento».

whatsapp-image-2026-10-01-at-09-45-23Infine la redattrice Francesca Grispello ama sottolineare che «Morel tende ad generare con le sue voci alcuni nodi attraverso i quali possiamo ormeggiare il pensiero e per usare una celebre citazione dell’antropologo con cui abbiamo dialogato Tim Ingold: Nulla può resistere, a meno che non si produca una linea, e a meno che quella linea non si intrecci con altre. Scambi che testimoniano l’interesse per l’umano e i suoi possibili. Morel è incontro, dialogo, intrecci».

In sintesi, la redazione, composta da varie figure, tra cui una nutrizionista, una performer, una storica dell’arte e altri ancora, ciascuno prezioso con il suo specifico punto di vista, è da sempre interessata a interagire con altre riviste tanto da aver curato rubriche per qualche tempo all’interno della rivista Leggendaria, diretta da Anna Maria Crispino, e della rivista romana Cultura e dintorni, diretta da Luca Carbonara, direttore responsabile anche di Morel voci dall’isola.

Nel corso delle nostre esperienze abbiamo cercato di ospitare anche voci internazionali come quella di Annie Erneaux, che abbiamo avuto la felicità di intervistare, o quella dell’antropologo Tim Ingold, con cui abbiamo dialogato. Scambi che testimoniano il nostro interesse per la scrittura delle donne, ma anche per la filosofia e le scienze umane, oltre che per tutto ciò che invita a spostare il punto di vista. Tanti gli incontri, i dialoghi e gli intrecci che abbiamo raccolto. Ecco perché si augura che possa nascere un ponte anche con Dialoghi Mediterranei, spazio di riflessione e approfondimento da sempre aperto al confronto e all’ascolto di voci indisciplinate e indipendenti.

 Dialoghi Mediterranei, n. 82, novembre 2026
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Antonella Caggiano, Laureata in Lettere Moderne, vive a Pescara dal 2016, ha pubblicato Estensioni (Galzerano, 1990), Dolce di sale, con prefazione di Dante Maffia (Costa Edizioni, 2022), La vena delle viole, con nota di Davide Rondoni (Carta Canta, 2023), Amintirea perfectǎ (Il ricordo perfetto), tradotto in rumeno (Eikon, 2025), e La vena de las violetas, tradotto in spagnolo da Emilio Coco (Sial Pigmaliòn, 2025). Ha inoltre pubblicato i saggi Sassi di parole (Edizioni Mondo Nuovo, 2025), Van li effluvi delle rose. Tosti e il segno poetico della melodia. Un’analisi a tre penne (Istituto Nazionale Tostiano, 2025), Giosetta Fioroni. La bellezza in fuga. Fiaba, poesia e letteratura tra memoria e segno (Edizioni Mondo Nuovo, 2026) e Diecimila anni, con postfazione di Paolo Lagazzi (Moretti&Vitali, 2026). Le sue opere hanno ottenuto importanti riconoscimenti e una positiva accoglienza critica; numerose poesie sono state tradotte in diverse lingue e pubblicate in antologie italiane e internazionali. È membro dell’Accademia Internazionale “Mihai Eminescu”, ha partecipato a festival internazionali della poesia, collabora con riviste letterarie online ed è giurata di premi letterari. Organizzatrice e curatrice di eventi culturali, è ideatrice della rassegna Voci Segni Silenzi, originale intreccio di linguaggi artistici diversi, che ha ospitato importanti protagonisti della cultura nazionale e internazionale. 
Gianna Cannì, è dottora di ricerca in Storie delle scritture femminili. Insegna materie letterarie in un istituto superiore di Catania e collabora, come docente a contratto, con l’Università di Torino e, come formatrice, con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È autrice di diversi saggi sulla letteratura femminile e sulla didattica, pubblicati, a partire dal 2001, in volumi collettanei; ha scritto – con Elisa Merlo – Atlante delle scrittrici piemontesi dell’Ottocento e del Novecento (2007); nel 2018 il volume Didattica interculturale con gli EAS. L’aula come spazio narrativo di inclusione e – insieme a Ivana Margarese – il volume Contar le stelle. Anna Maria Ortese e la scuola (2026). Appartiene alla Società Italiana delle Letterate. 
Marco D’Alterio, (1979) è poeta e narratore. Appassionato di letteratura, ha avuto una formazione prevalentemente da autodidatta. Ha pubblicato una silloge di poesie, Chiaroscuri – Trilogia in versi – e un romanzo dal titolo Niente e nessuno. Pubblica racconti in varie riviste. Vive a Napoli. 
Sara Durantini, (1984) è scrittrice e saggista. Ha vinto il Premio Tondelli e ha pubblicato, tra gli altri, Pampaluna (2024, Premio di scrittura femminile Il Paese delle donne), Ritorno in pianura (2024), Questo mio corpo (2025, Menzione Speciale Amnesty International 2026 e finalista Premio Letterario Forum Traiani 2025), Le stanze della scrittura. Tra vita e parola in Colette, Marguerite Duras, Annie Ernaux (2026). È autrice della prima biografia italiana dedicata ad Annie Ernaux (Annie Ernaux. Ritratto di una vita, 2022) e di un saggio su Annie Ernaux incluso nel volume Annie Ernaux Beyond Words (De Gruyter Brill, 2026). Collabora con riviste italiane e francesi e tiene corsi di scrittura autobiografica. 
Giusi D’Urso, è laureata in scienze biologiche, specialista in patologia clinica e perfezionata in patologia molecolare. È autrice di saggi divulgativi di nutrizione (con P. Iacopetti, Mangiando in allegria, Felici Ed. 2008; Spunti di nutrizione ed altro, MdS Ed. 2009; Ti racconto la terra, Ed. ETS 2013; Conosci il tuo cibo, Ed. ETS 2015; Il cibo dell’accudimento, MdS Ed. 2016), di una guida per bambini (Montefoscoli e il museo della civiltà contadina. Piccola guida per piccoli visitatori, Felici ED. 2009), di due romanzi (Il bene tolto, Felici Ed. 2009, Se camminare fa troppo rumore, Il ramo e la foglia Ed. 2024) e di alcuni racconti e articoli pubblicati su Storie Bizzarre, Rivista Blam, Crack Rivista, Salmuria, Bomarscé, Offline, Braccia Rubate, In allarmata radura. Si occupa di nutrizione clinica come libera professionista e insegna la stessa disciplina nel corso di scienze della Nutrizione Umana all’Università di Pisa. 
Francesca Grispello, Docente nella scuola primaria, pubblicista e addetta stampa. Laureata in filosofia, ha curato le rubriche di spettacoli e cultura per diverse emittenti campane. Dal 2009 dirige Synpress – Ufficio Stampa per artisti ed eventi. Con Tullia Conte ha pubblicato “Diacronia Minima del Tarantismo” (Sudanzare, 2021). Nel 2022 la rivista Donne Difettose ha selezionato il suo racconto Manuale di coriandoli e pioggia. Ha scritto il saggio Susan Sontag e Annie Leibovitz o della visione, pubblicato in Tra Amiche a cura di Ivana Margarese (Les Flaneurs, 2023). Nel tempo libero dagli orologi pratica ricerca sulla parola, la fotografia, la didattica, lo yoga, la voce e la danza. Su SoundCloud e IG è Lagrispella. Per Morel, voci dall’isola si occupa di musica, editoria, fotografia. 
Elisabetta Imperato, Nata a Caiazzo (CE), vive a Modena dove ha insegnato Filosofia e Storia nei licei. Attualmente, nella stessa città, svolge attività di libera docenza presso l’Università per la libera età N. Ginzburg. Laureata in Filosofia con lode all’Università Federico II di Napoli, per molti anni ha svolto attività di formazione e di insegnamento in campo metodologico-disciplinare con l’associazione professionale Organizzazione e Didattica della scuola. Ha collaborato a riviste specialistiche (Insegnare filosofia oggi, Dirigenti scuola) e ha curato insieme a Piero Romei un’ampia ricerca su Formazione, Valutazione e Carriera degli insegnanti in Italia e in Europa, promossa e pubblicata dal MIUR, Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, Casa Editrice Risa, nel 2003. A Bologna è stata cultrice di materia in Teoria dell’organizzazione, presso la facoltà di Scienze politiche. Vincitrice di svariati concorsi letterari, ama raccontare storie, pubblicate in opere miscellanee da case editrici e riviste. Ultima è la sua raccolta di quattordici racconti dal titolo Inciampi perfetti, casa editrice La Valle del Tempo. Le sue passioni: l’insegnamento, la scrittura e la fotografia.  
Ivana Margarese, nata in Friuli, vive a Palermo dove è docente di Filosofia e Scienze Umane presso il liceo Danilo Dolci. È fondatrice e direttrice editoriale della rivista culturale “Morel, voci dall’isola”. Ha conseguito un dottorato in Studi culturali sui temi del cinema documentario e degli studi di genere e ha svolto un postdoc all’Università Elte dí Budapest, città in cui è stata particolarmente felice. Ha curato Ti racconto una cosa di me (Edizioni di passaggio 2012), I miti allo specchio (Mimesis 2022), Tra amiche (Les Flaneurs, 2023), Il tempo è un altro. Dialoghi con Anna Maria Ortese (Iacobellieditore, 2025), Contar le stelle. Anna Maria Ortese e la scuola (Anima mundi, 2026) e pubblicato racconti in varie antologie. Fa parte della Società italiana delle letterate e collabora con la rivista Letterate Magazine. Sull’isola di Filicudi è stata direttrice artistica della rassegna letteraria Transiti. 
Muriel Pavoni, nata a Imola, in provincia di Bologna, dove forse morirà. Ha una laurea in storia dell’arte, lavora nel settore della formazione. Scrittrice, fondatrice dell’associazione culturale Viaemiliaventicinque. Fa parte de “La società delle letterate”. Ha pubblicato La discarica degli acrobati sbadati (Giraldi 2011), Veduta di pianura con dame (Edizioni La meridiana 2015), Fermata al tramonto con cimitero (Augh! 2017); Nomi di piume (Robin 2023). Ha partecipato al romanzo collettivo Il libro delle vergini imprudenti (Navarra 2014). Cura il blog www.murielpavoni.it. 
Silvia Roncucci, è laureata in Storia dell’arte e ha svolto un dottorato in Eredità classica. Insegna nel programma di study abroad di un’università americana. Quando non studia o legge, lavora come guida turistica in quattro lingue. Ha pubblicato alcuni romanzi, guide per ragazzi e adulti. Dei suoi racconti sono stati pubblicati su Offline, Malgrado le mosche, Il foglio letterario, Lorem Ipsum, Belleville news, Pastrengo, Neutopia, Rivista Blam, Smezziamo, L’Appeso, Zazibou, Calvario, Metamorphosis, La fuga, In fuga dalla bocciofila Biró, e altre. Fa parte del collettivo Qwerty di Livorno. Ha collaborato con la rivista ‘L’Altrofemminile – donne oltre il consueto’. 
Nerio Vespertin, nato in Abruzzo nel 1981, bolognese acquisito, fa parte dello staff di Bologna In Lettere, Festival Multidisciplinare di Letteratura Contemporanea dal 2023. Con alle spalle una laurea in discipline scientifiche e tecnologiche, si appassiona subito alla frontiera delle arti digitali, dove la poesia si contamina con altre forme creative audio-visive. Ha collaborato con il Writer’s Dream per cui ha curato il Podcast e due raccolte di poesie, è stato cofondatore e conduttore de Dilattantismi, podcast di formazione per la scrittura creativa. Fra le sue pubblicazioni le sillogi Ama con rabbia (Il babi editore, 2021), Il turista (Gattomerlino, 2023) e Meccanica Umana Sintetica Automatica (Selvatiche Edizioni, 2025).

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