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Uno spazio poetico: la cura, l’educazione, la genitorialità

coverdi Ugo Morelli 

Se esiste uno spazio poetico, è quello dell’educazione e della crescita. Senza la ragion poetica la relazione educativa può essere ridotta a una visione prescrittiva, residuale e riparatoria. L’umana poiesis, (ποίησις) che significa propriamente il fare dal nulla (Platone, Simposio, 205, b), e che appare la prima volta in Erodoto col senso di “creazione poetica” (ii, 82) può trovare espressione e cura nello spazio del confronto e del dialogo educativo.

L’educazione per la crescita è, in fondo, una conversazione infinita in uno spazio noicentrico. Uno spazio, cioè, dove il “noi” diventa l’origine dell’“io”. Presentato alla recente Fiera del libro di Bologna, Cocai Books ha appena pubblicato Prendersi cura. Domande e risposte per crescere insieme, di Carla Weber e Valentina Gottardi (Rovereto 2026). L’originalità del libro e la sua bellezza nascono da un dialogo che dura da anni tra le due autrici: la prima psicologa, psicoterapeuta e psicosocioanalista; la seconda artista, disegnatrice e co-fondatrice della casa editrice.

In quale spazio noicentrico il libro intende collocarsi, composto com’è di parole e immagini di grande fascino? Lo spazio è quello dell’incontro educativo tra figli, figlie, allievi, allieve, genitori e insegnanti. Uno dei luoghi privilegiati per l’educazione e la crescita, e allo stesso tempo uno dei luoghi di maggiore criticità nella nostra contemporaneità. Riflettendo sulle suggestioni delle immagini e sulle parole, la proposta delle autrici è che il libro si proponga come uno strumento di educazione all’affettività in quello che è il contesto appropriato per prendersi cura e per far emergere la progettualità soggettiva grazie alla qualità dell’incontro e delle conversazioni sui contenuti che il libro propone.

illustrazione di

illustrazione di Valentina Gottardi

Curare è curarsi, scrive Carla Weber, mentre la leggerezza delle immagini disegnate da Valentina Gottardi accompagna le parole e suscita suggestioni aprendo spazi di riflessione e di creatività. Quegli spazi sono spazi poetici, cioè spazi in grado di connettere la sensibilità e le emozioni a percorsi di crescita e alla ricerca delle proprie vocazioni, alle possibilità di orientamento e al dialogo tra adolescenti e adulti. Come il feto cambia la madre mentre ne è generato, così una bambina, un bambino o un adolescente di cui ci prendiamo cura provocano il nostro mondo di adulti e ci offrono anche l’opportunità di prenderci cura di noi stessi.

«Amare è allo stesso tempo amarsi ed essere amati, con tutte le implicazioni, le gioie, i rischi, le sofferenze e le soddisfazioni del caso», questa è la proposta fondamentale di questo testo che si propone come un sostegno e un viatico nella vita relazionale e educativa tra bambini, adolescenti e adulti. L’attenzione è riservata in particolare al circolo empatico della relazione di cura, dove esistono le condizioni per praticare l’educazione sentimentale e dove è possibile aiutare a crescere da parte degli adulti, crescendo essi stessi, o dove, purtroppo, possono crearsi le condizioni della mortificazione delle potenzialità individuali.

Questo libro assume allora le caratteristiche di un supporto all’esercizio della responsabilità educativa e del modo di prendersi cura nell’educazione alla crescita. I capitoli sono dieci e si svolgono tra parole e immagini, concepiti e scritti come sono a partire da una suggestione tematica e da una visiva che rappresentano l’inizio di ognuno dei contenuti, i quali propongono altrettante scene delle relazioni educative con tutte le loro implicazioni emozionali e cognitive. A partire da una domanda iniziale contenuta nel primo capitolo: “Che mi passa per la testa?”, in cui è posta al centro la capacità immaginativa e soprattutto la capacità di immaginare sé stessi, insieme all’importanza della curiosità e della propensione a rompere gli schemi e a sovvertire l’ordine delle cose, viene sottolineato il ruolo della poesia e della scienza per allenare le parti migliori di chi sta crescendo.

Il dialogo prosegue poi, sempre combinando le parole e le immagini, alla ricerca delle condizioni per offrire tracce dell’esperienze emotiva e affettiva nello spazio e nel tempo e favorire l’apertura di interrogativi sul senso di sé e della vita. Il capitolo sulla nascita, opportunamente intitolato: “Nascere o non nascere?”, connette l’esperienza che ci porta nel mondo con la complessa dinamica emozionale della maternità.

Scrive Carla Weber: «Allora imparare a occuparsi della crescita di un bambino, di una bambina è un’occasione per occuparsi della propria capacità di sentire, riflettere e riconoscere quanto è difficile stare nell’incertezza? Normalmente non si ha un buon rapporto con l’ignoto e con ciò che non si può controllare o governare in modo diretto. Penso sia questo a generare insicurezza, non credi?». Segue una approfondita e allo stesso tempo accessibile riflessione sull’importanza della nascita e sul rapporto con la maternità, accompagnata da un costante dialogo con immagini di grande bellezza che rappresentano un testo nel testo favorendo un dialogo tra le domande, le risposte e la forza grafica del libro.

Illustrazione

Illustrazione di Valentina Gottardi

Si diviene sé stessi fra contenimento e protezione, e interpretando l’ansia e la progettualità che ogni percorso di crescita comporta, il capitolo: “Contenere, proteggere e divenire se stessi”, pone una questione metaforica di particolare efficacia: «Ti è mai capitato di sentirti come un pesce in una boccia di vetro?» Il testo del capitolo, come accade in tutto il libro, fornisce risposte dialogiche ponendosi dal punto di vista di chi cresce e si misura con la complessità del proprio percorso. Una delle risposte infatti, risulta molto indicativa: «Non tanto, in certi momenti mi raggiunge una sensazione di stare in una specie di bolla da cui non riesco a uscire, dove mi giro e rigiro boccheggiando. Ho l’impressione di non riuscire a pensare, ma solo a girare a vuoto, a ripetere il già noto e andare avanti per forza d’abitudine».

Sono prese poi in considerazione le emozioni frustranti da parte dei genitori e la preoccupazione di difendersi da paure peggiori, nonché liberarsi dalle ansie e trovare nella relazione con i figli più distensione e naturalezza. Leggendo il libro e immergendosi nelle immagini, si viene poi condotti ad affrontare il tema dei desideri e delle forme di vita sorgiva, nonché le emozioni relative alle pressioni proprie del percorso di crescita. Il tema cruciale qui è quello dell’autoregolazione affettiva e emotiva sia nei genitori che nei figli, come una delle condizioni indispensabili per favorire la buona crescita. Di particolare importanza sono gli approfondimenti sullo sviluppo come trasformazione e sulle ansie, sui vincoli e sulle possibilità che devono essere attraversate e perseguite. «Fin da quando siamo piccoli ci incoraggiano con la storia del brutto anatroccolo che diventa cigno, e ci dicono che quella bella e leggiadra farfalla che si posa accanto a noi, all’origine aveva le sembianze di un bruco. Quando le cose non vanno bene o ci deludono attendiamo possibili metamorfosi e immaginiamo che arriverà il tempo della bellezza, non è così?»

Per quanto si possa esprimere leggerezza e bellezza nel parlare della relazione originaria genitori figli, non è così facile da sperimentare da parte di entrambi, quella relazione. Possono intervenire i sentimenti di inadeguatezza ma esistono le possibilità di trasformare quel sentimento in maggiore compiutezza. In quale direzione va una trasformazione non è possibile saperlo con certezza, ma la condizione per orientarla riguarda la ricerca del sentimento giusto per favorire l’espressione soggettiva e fare in modo che ognuno diventi sé stesso. Del resto la vitalità ha le sue caratteristiche e spesso ci si ritrova a chiedersi, fin da quando i figli sono piccoli, come possa una bambina o un bambino essere spesso così irriducibile e potente nell’opporsi. Si scopre così che la crescita è conquista di autonomia e affermazione di differenze, allora l’importanza è disporsi all’ascolto e cercare di non esagerare con gli stimoli e con le aspettative.

Illustrazione

Illustrazione di Valentina Gottardi

Importante, come si evince dal capitolo: “Libertà, differenza”, è sapere dare spazio a pensieri e azioni anche tra loro contrastanti, che anche se producono qualche tensione e qualche affanno sono la condizione per l’affermazione di sé e per uscire da ogni omologazione. Un capitolo del libro affronta anche il tema della riduzione, della negazione e del trauma, che possono intervenire come incidenti critici nei percorsi di crescita. Si scopre che possono esserci posizioni educative molto diverse e mentre alcuni si impegnano a correggere e a impedire atteggiamenti e comportamenti, altri sono orientati a lasciare esprimere liberamente i figli. Non è certo facile regolarsi, ma il legame affettivo e la capacità di riflessione sono le condizioni migliori per fare le scelte giuste.

Lo scopo principale, che il libro documenta con particolare chiarezza nel penultimo e nell’ultimo capitolo, sempre accompagnati da immagini di particolare profondità ed espressività, è fornire appropriate indicazioni per concepire l’educazione come un processo di liberazione del progetto interiore di ogni persona che cresce. Un vero e proprio proposito di poetica dell’esistenza. «Se si riuscirà ad andare in quella direzione, le scoperte reciproche, l’acquisizione di capacità e conoscenze, e la realizzazione di qualcosa di nuovo che aumenti l’interazione e la presenza in una realtà condivisa, andranno ad alimentare successive esplorazioni e altri apprendimenti. Aumenterà, allo stesso tempo, la consapevolezza di sé e il riconoscimento della propria individuazione soggettiva nella collettività e nel mondo».       

Dialoghi Mediterranei, n. 81, settembre 2026
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Ugo Morelli, scienziato cognitivo e psicologo, insegna Scienze cognitive applicate all’Università di Napoli. Conduce ricerche sulla mente umana a partire da un paradigma corporeo e relazionale, occupandosi di creatività, esperienza estetica, apprendimento e lavoro. Dirige progetti applicativi in collaborazione con alcune delle più importanti istituzioni culturali italiane e internazionali con alcune realtà organizzative. È autore di pubblicazioni scientifiche e i suoi ultimi libri sono: Mente e bellezza. Arte, creatività e innovazione, Allemandi, Torino; Eppur si crea, Città Nuova, Roma; Indifferenza, Castelvecchi, Roma; Cosa significa essere umani. Corpo, cervello e relazione per vivere nel presente, con Vittorio Gallese, Raffaello Cortina Editore, Milano; Umani, con Vittorio Gallese, Raffaello Cortina Editore, Milano; L’attesa. Antecedenti dell’atto creativo, ETS, Pisa.

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