SOMMARIO N. 59

 

Palazzolo Acredide, Festa di san paolo (ph. Carla Sinaga)

Palazzolo Acreide, Festa di san Paolo (ph. Carla Sigona)

PRIMO PIANO

EDITORIALE; Maurizio Ambrosini, Gli immigrati e il pluralismo religioso in Italia. I risultati di una ricerca; Linda Armano, Ancora un lungo percorso per una decolonizzazione indigena in Canada; Paolo Attanasio, Gli stranieri e l’associazionismo come motore di integrazione: un’indagine in provincia di Bolzano; Alberto Giovanni Biuso, Mito e guerra in James Hillman; Sandra Burchi, Fabio Dei, Arte e antropologia, un dialogo creativo; Marina Castiglione, Per una Via siciliana dei gessi. Quando le parole portano alle cose; Continua a leggere

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EDITORIALE

Città di Shiraz, Moschea di Nasir ol Molk

Moschea di Nasir ol Molk, città di Shiraz, Iran (ph. Nahid Rezashateri)

A quanti osservano con attenzione questa foto a lato (cliccate per ingrandirla) non sfuggirà la singolare e suggestiva composizione che coglie una giovane donna con il capo coperto, i jeans e le scarpe sportive sotto la volta di una moschea tra i preziosi intarsi decorativi alle pareti, un cellulare tra le mani e un computer portatile accanto. Siamo in Iran meridionale, nella città di Shiraz, nella moschea di Naisir ol Molk e la fotografia scattata dall’iraniana Nahid Rezashateri sta insieme ad altre nell’album di immagini che come sempre chiude questo numero. L’apparente dissonanza degli elementi compositivi fotografa il mondo islamico contemporaneo che si dibatte nel difficile equilibrio generazionale tra tradizione e modernità, religione e tecnologia, norme sociali e libertà individuali. In Iran la tradizione si chiama sharia, la religione teocrazia, le norme sono quelle vigilate dalla cosiddetta polizia morale e ispirate al fondamentalismo di certe distorsioni del Corano. La legge della Repubblica, incestuosamente intrecciata con quella di Dio, obbedisce alla volontà del Leader Supremo, agli arbitri dei Pasdaran, alle perversioni del potere. Così quel complesso e delicato equilibrio si è oggi spezzato sotto i colpi di un regime sempre più tirannico e dispotico, di un totalitarismo che odia le donne e perseguita il dissenso.  Continua a leggere

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Gli immigrati e il pluralismo religioso in Italia. I risultati di una ricerca

 

Campo profughi (ph. Eugenio Grosso)

Campo profughi lungo la rotta balcanica, 2015 (ph. Eugenio Grosso)

di Maurizio Ambrosini 

Uno degli apporti più visibili e duraturi dell’immigrazione è il cambiamento del panorama religioso dei Paesi riceventi. Il punto è particolarmente rilevante in un Paese quasi mono-religioso come il nostro. Uno dei più visibili apporti dell’immigrazione è lo sviluppo sul territorio di un pluralismo religioso di dimensioni e caratteristiche inedite per la storia sociale italiana (Pace 2013; Ambrosini, Naso, Paravati, 2018). L’idea di un’Italia (quasi) monoreligiosa sta passando in archivio, così come quella di un confronto bilaterale limitato ai rapporti tra Stato laico e Chiesa cattolica. Continua a leggere

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Ancora un lungo percorso per una decolonizzazione indigena in Canada

The Pass System, di Alex Williams

The Pass System, di Alex Williams

di Linda Armano 

Questo contributo prende le mosse da alcune riflessioni emerse dal documentario di Alex Williams The Pass System uscito nel 2015 (http://thepasssystem.ca/home-2/) che, attingendo alle testimonianze di elder indigeni canadesi, racconta i sistemi di attuazione delle conseguenze del pass system a discapito delle First Nations incluse nel distretto del Trattato 4 vigente nel Canada occidentale. In generale, i trattati costituiscono una raccolta di regolamenti che gestiscono le riserve e lo sfruttamento delle risorse naturali presenti nei territori nativi (Armano 2022). In aggiunta ai trattati, il pass system, implementato dal Department of Indian Affairs nel 1885, era un sistema di controllo amministrativo che richiedeva alle comunità indigene sottoposte ai Trattati 4, 6 e 7 di ottenere il permesso da parte del personale dal Department of Indian Affairs prima di recarsi al di fuori dalla riserva. Williams si sofferma sul fatto che tale sistema sia stato applicato indiscriminatamente, impedendo non solo la libera circolazione delle persone indigene, ma anche la gestione delle loro pratiche di autogoverno.  Continua a leggere

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Gli stranieri e l’associazionismo come motore di integrazione: un’indagine in provincia di Bolzano

 

coverdi Paolo Attanasio [*]

Introduzione

L’associazionismo rappresenta una delle più rilevanti manifestazioni dell’alterità delle persone straniere o di origine straniera [1] nel territorio di inserimento, ma costituisce allo stesso tempo un potente strumento relazionale nei rapporti “esterni” della comunità immigrata, siano essi con la cittadinanza autoctona, o con le istituzioni del territorio, o ancora con i media. Le associazioni rappresentano, in altre parole, uno strumento strategico per il posizionamento dell’immigrato/a [2] sia nei confronti del nuovo mondo che lo circonda, sia nei confronti della propria “constituency” di riferimento (sia essa di carattere etnico, religioso, territoriale o “mista”) che delle diverse espressioni della società autoctona. Continua a leggere

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Mito e guerra in James Hillman

James Hillman

James Hillman

di Alberto Giovanni Biuso 

Il mito 

La salute non può che partire dal recupero dell’elemento divino della malattia. Questo il significato della proposta che James Hillman formula in tutti i suoi testi: passare «da una sistematizzazione ottocentesca, positivistica, della mente e dei suoi disturbi a una psicopatologia degli archetipi, non-agnostica e mitopoietica» [1]. Continua a leggere

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Arte e antropologia, un dialogo creativo

ita-flyer-mostra-pisa-volterra-1-1024x721di Sandra Burchi e Fabio Dei [*]               

Terra di Monica Mariniello: fragilità, connessioni e ibridismi

Terra è il titolo del percorso espositivo che si è tenuto nella primavera 2022 in due città, a Pisa presso la Gipsoteca di Arte Antica e Antiquarium dell’Università di Pisa, e a Volterra presso i Sotterranei della Pinacoteca Civica. Continua a leggere

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Per una Via siciliana dei gessi. Quando le parole portano alle cose

Imbocco superiore della carcara

San Cataldo, imbocco superiore della carcara (ph. Marina Castiglione)

di Marina Castiglione 

Lavorando ormai quasi venticinque anni fa al lessico degli zolfatai e dello zolfo (ricerca confluita nella mia prima monografia, Parole del Sottosuolo. Lessico e cultura delle zolfare nissene, «Materiali e Ricerche dell’Atlante Linguistico della Sicilia» 8, Centro di studi filologici e linguistici siciliani – Istituto di Filologia e Linguistica della Facoltà di Lettere e Filosofia, Palermo 1999), gli informatori ricorrevano spesso alla descrizione del cosiddetto Graben, ossia quell’estesa avanfossa di Caltanissetta [1], costituitasi per una crisi di salinità nel Miocene superiore [2]: la stratificazione di gesso, sale e zolfo, aveva come direzione un “viaggio” dallo strato più esterno, il gesso, a quello più profondo, lo zolfo, passando per le cattedrali sotterranee di estrazione del salgemma. Continua a leggere

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I due lati del velo: sull’opportunità di distinguere l’Islam dall’islamismo

L'immagine di Mahsa Amini in una manifestazione di protesta in Iran

L’immagine di Mahsa Amini in una manifestazione di protesta in Iran

di Antonello Ciccozzi

Mahsa e le altre 

Mahsa Amini era una ragazza di 22 anni di una provincia curda dell’Iran. Il 13 settembre 2022 si trovava a Tehran con la famiglia quando fu arrestata dalla polizia morale perché indossava l’hijab, il velo islamico, in modo non abbastanza aderente, ovvero non rispettoso dei dettami della Sharia. La ragazza è morta dopo tre giorni di coma a seguito dei pestaggi subiti in prigione. La polizia parla di un infarto, il suo corpo racconta un supplizio. Da allora Mahsa Amini è diventata il simbolo delle proteste che infiammano la Repubblica islamica dell’Iran. Ad oggi durante gli scontri sono state uccise 500 persone, 18 mila sono stati gli arresti e per due manifestanti è stata eseguita la condanna a morte (mentre altri 80 rischiano di subirla). Continua a leggere

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L’incerta fede. Un fenomeno globale?

 

da La Repubblica

da La Repubblica, 30 novembre 2022

di Roberto Cipriani 

Premessa 

Il quotidiano la Repubblica del 30 novembre 2022, a firma del corrispondente Antonello Guerrera, titolava un suo articolo con il seguente testo: «Regno Unito, crollo di fedeli: i cristiani ora sono meno del 50%. Boom dei non religiosi». Nel “catenaccio” che segue per illustrare il titolo si davano altri dettagli: «Per la prima volta dal Medioevo, i cristiani non sono più maggioranza assoluta. Cresce il numero di persone che si definiscono ‘non religiose’: dal 25,2% del 2011 ora sono al 37,2%, ossia oltre 22 milioni. I bianchi scendono sotto il 50% a Londra e Birmingham». I non religiosi erano 14,1 milioni nel 2011, ma sono 22,2 milioni nel 2021, dunque con un aumento del 12% in dieci anni.  Continua a leggere

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Tornare a Pieve Santo Stefano. Riflessioni su una istituzione della cultura

Foto di Pietro Clemente

Foto di Pietro Clemente

di Pietro Clemente 

Pieve Santo Stefano – città del diario 

Così si legge in un cartello giallo all’inizio del paese. Gemellata con La Roca del Vallès, paese catalano dei diari. Siamo nell’alta Val Tiberina toscana, in provincia di Arezzo, a un passo dalla Romagna, da Cesena e Forlì. Il paese è stato distrutto nel 1944 da cannoneggiamenti tedeschi, nel dopoguerra è stato ricostruito ed ora conta circa 3000 abitanti [1]. È legato ai transiti del turismo francescano (Chiusi della Verna) e montano, ma soprattutto a una fabbrica di cavi elettrici che tiene viva l’occupazione nella zona. In autunno ha spesso temperature da montagna. Lo frequento da 27 anni come un luogo culturale speciale. Anche dopo la digitalizzazione e la messa in rete dell’Archivio, teorizzavo e teorizzo che quassù si deve venire fisicamente: l’Archivio e il suo universo non si possono guardare a distanza: salire sul monte [2] delle scritture popolari è un pellegrinaggio che ci cambia. L’Archivio ha una storia lunga ( che va verso i 40 anni, storia che per tanti anni ho condiviso [3]. Continua a leggere

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Il funerale del ghiacciaio nell’era del cambiamento climatico

 

Caspar Wolf, Ghiacciaio di Lauteraar, 1776

Caspar Wolf, Ghiacciaio di Lauteraar, 1776

di Elisabetta Dall’Ò e Giovanni Gugg 

1. Tribolazioni della Marmolada

Il 3 luglio 2022, a 3.250 metri d’altezza sul massiccio della Marmolada, tra Trentino e Veneto, è stata registrata la temperatura record di 10,3° alle ore 14. In quegli stessi minuti una grossa porzione del ghiacciaio si è staccata, provocando un’enorme frana che ha travolto il percorso della più frequentata via di salita per quella zona delle Dolomiti, mentre vi erano decine di escursionisti. Le imponenti operazioni di soccorso sono state svolte in condizioni molto difficili, sia per l’area impervia, sia perché continuava a incombere la minaccia di nuovi crolli. Dopo alcuni giorni di ricerche e di analisi del DNA per identificare alcuni corpi, il bilancio è stato di 11 morti e 7 feriti. Continua a leggere

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Oltre il silenzio: Logos e tempo

 

Big Bang

Big Bang

di Leo Di Simone 

Cosa c’era dietro il Big Bang, l’evento esplosivo teorizzato dalla fisica per cui all’incirca 13,8 miliardi di anni fa ebbe inizio l’intero universo, l’intero cosmo concentrato in una superficie microscopica dal diametro inferiore a 10-35 metri, ossia pari a un miliardesimo di un bilionesimo di un bilionesimo di centimetri? Dietro a quell’evento esplosivo che ha provocato la spinta che ha portato le particelle ad allontanarsi le une dalle altre in un moto di distanziamento in un cosmo che ancora oggi continua ad espandersi? Continua a leggere

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Il futuro dell’educazione tra sovranismi linguistici e pratiche di libertà

 

235337328-a755405b-486d-404d-933e-596bd3248fa4di Dario Inglese 

L’insediamento del nuovo esecutivo, espressione della coalizione uscita vincitrice dalle elezioni del 25 settembre 2022, è stato accompagnato da una decisa svolta linguistica, ancora più netta se paragonata alla comunicazione formale e un po’ ingessata degli ultimi governi tecnici. Nei loro interventi pubblici e istituzionali, così come nella decisione di cambiare nome ad alcuni dei più importanti Ministeri dello Stato [1], gli esponenti della attuale maggioranza si sono immediatamente distinti per una decisa sterzata identitaria attraverso l’impiego di alcune delle tradizionali parole d’ordine delle destre: sovranità, sicurezza, natalità, merito, autorità, disciplina, tolleranza zero. Continua a leggere

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Il terzo punto del potere. Strategie di legittimazione della regalità Zulu

 

Bracciali scambiati all'interno del circolo kula

Bracciali scambiati all’interno del circolo kula

di Nicola Martellozzo 

Coralli, gioielli e regnanti 

«Quando, dopo un’assenza di sei anni trascorsi nei Mari del Sud e in Australia, ritornai in Europa e feci la mia prima visita turistica al Castello di Edimburgo, mi furono mostrati i gioielli della corona. [...] Mentre li guardavo e riflettevo quanto fossero brutti, inutili, sgraziati e perfino di cattivo gusto, ebbi la sensazione che qualcosa del genere mi era stata raccontata da poco e che avevo visto parecchi oggetti di questo tipo che mi avevano fatto un’impressione simile. Mi apparve allora dinanzi la visione di un villaggio indigeno costruito sul suolo corallino e di una piccola, traballante piattaforma eretta provvisoriamente sotto una tettoia di pandano, circondata da una quantità di uomini bruni e nudi, uno dei quali mi mostrava delle lunghe collane sottili e rosse e dei grandi oggetti bianchi logori, rozzi a vedersi e unti al tatto» (Malinowski 2011: 107).  Continua a leggere

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La necropolitica degli Ultimi Tempi

 

Tehran (ph. Yueing Ni)

Tehran (ph. Yueying Ni)

di Enzo Pace 

Le Nouvel Observateur del 22 novembre scorso ha pubblicato una densa intervista di Farhad Khosrokhavar su quanto accade in Iran. Khosrokhavar, sociologo di origini iraniane e dal 1998 directeur d’études all’école des hautes études di Parigi, torna a riflettere su un tema a lui caro: la tanatocrazia del regime degli ayatollah. Ne aveva parlato già nel libro L’islamisme et la mort (1995) e nell’altro Les nouveaux martyrs d’Allah (2002, tradotto in italiano). In questo ultimo testo egli aveva coniato la nozione di martiropatia, una malattia sociale i cui primi sintomi si manifestano durante la (vera) prima guerra del Golfo, quella fra Iran e Iraq (1980-88), scoppiata appena un anno dopo l’instaurazione della Repubblica islamica sotto la guida di Khomeyni. Continua a leggere

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Demologia, antropologia e beni culturali oggi: qualche disorganica riflessione

 

schermata-2022-10-10-alle-16-01-17di Antonello Ricci 

Dal secondo dopoguerra e fino alla metà degli anni Ottanta del Novecento gli studi italiani di ambito antropologico culturale riguardanti il territorio italiano hanno avuto un importante e rinnovato filone di ricerca e di riflessione incentrato sul mondo contadino e pastorale e, più in generale, sulla cultura degli strati sociali che, con termini del tempo, sono definiti “fascia folklorica”, “cultura subalterna”, “mondo popolare”, ecc. Demologia è la denominazione che ancora oggi indica quel segmento di studi antropologici e che è parte della dicitura Discipline DemoEtnoAntropologiche (DEA) e descrive il settore scientifico-disciplinare M-DEA/01. Continua a leggere

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Due Trinità a confronto

      

07-dio-patria-famigliadi Roberto Settembre 

Dio Patria e Famiglia hanno avuto straordinaria fortuna: straordinaria poiché sono tre entità terribilmente gerarchiche, ciascuna delle quali esercita il suo dominio sui suoi sottoposti e lo esercita in modo così totale da trascendere ogni forma di diritto, intendendosi per diritto il punto di riferimento normativo e ideale al quale il soggetto si richiama quando viene messa in pericolo la sua esistenza fisica o morale, e dal quale il soggetto può trarre la legittimazione per invocare la propria difesa. Continua a leggere

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Configurazione commerciale-contrattuale della “gestazione per altri”: una riflessione critica

 

utero-in-affitto-codice-a-barredi Laura Sugamele 

Introduzione 

Il progetto politico del femminismo che, sin dagli inizi, si delinea nell’enfasi del superamento dicotomico, procede nel suo sviluppo come approccio articolato analiticamente. Le rivendicazioni femminili sorte in seno alla Rivoluzione francese [1], si possono considerare quale fervente inizio di un percorso che, gradualmente negli anni, determinerà cambiamenti epocali nel modo di discutere sulle donne, sul loro ruolo in società e sulla percezione di esse in quanto soggettività. Da quel momento in poi, la sfida femminista contribuì ad un cambio prospettico rilevante laddove le sue acquisizioni teoriche condussero ad incentrare la questione dell’emancipazione, sul rapporto tra condizione femminile e società.   Continua a leggere

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Quando si dice che il re è nudo. Cronache dello sport moderno

 

coverdi Aldo Aledda 

Il 2022 è stato per l’Italia l’anno d’oro dello sport, che ha visto le nostre nazionali imporsi nei campionati europei e mondiali del calcio e della pallavolo, eccellere nei giochi olimpici e nelle altre competizioni internazionali dell’atletica leggera, del tennis, del nuoto, del ciclismo e motociclismo, della scherma e della ginnastica (in gran parte i cosiddetti “sport poveri”, quindi). Questi successi sono stati giustamente esaltati e cavalcati non solo dai vertici dello sport, ma anche da quelli istituzionali che vi hanno visto una metafora delle più impegnative sfide economiche, politiche, sociali e sanitarie in cui era ed è impegnato il Paese. Continua a leggere

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Islam ed evoluzione: implicazioni scientifiche, epistemologiche e teologiche

 

Grande Catena dell'Essere (da Diego Valades, Rhetorica Christiana, 1579)

Grande Catena dell’Essere (da Diego Valades, Rhetorica Christiana, 1579)

di Giovanni Altadonna 

Introduzione 

Nell’ambito di ricerche interdisciplinari dedicate al controverso rapporto fra teoria dell’evoluzione e religioni monoteistiche, sono stati raccolti dati sulla percezione del darwinismo da parte del mondo islamico. Scopo di questo articolo è quello di evidenziare le complesse implicazioni scientifiche, epistemologiche e teologiche che accompagnano i vari, e diversi, interventi circa questo delicato e dibattuto argomento; nonché di sottolineare la non uniformità del giudizio degli intellettuali e dell’opinione pubblica musulmana di fronte all’evoluzionismo darwiniano.  Continua a leggere

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Il Piano d’azione dell’UE per contrastare l’immigrazione nel Mediterraneo centrale: il calcio allo sgabello

 

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@LaStampa.it-Home-Page

di Roberto Angrisani

L’Unione europea è attanagliata nella morsa della gestione miope del fenomeno migratorio. Le ultime misure adottate per “affrontare” la ripresa degli sbarchi nel Mediterraneo centroccidentale [1] mostrano quanto le istituzioni di Bruxelles abbiano poco appreso dalle lezioni del passato recente. Continua a leggere

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“Bella a fai”. Donne oltre sé stesse nell’antropologia di Paola Atzeni

 

corpi_gesti_stili_coverdi Nicolò Atzori 

Mai come in questo nostro tempo inquieto e confuso si è discusso e ragionato di donne, dei loro diritti e del loro corpo protagonista di cronache e di storia. Di donne e di corpo scrive Paola Atzeni nel suo ultimo libro, Corpi, gesti, stili. Saper fare e saper vivere di donne eccellenti nella Sardegna rurale, edito quest’anno da Ilisso. Il volume, a ben vedere, riprende una precedente pubblicazione dell’antropologa [1] allora esplicitamente rivolta ad un pubblico specialistico e, a detta della stessa, certamente suscettibile di miglioramenti e arricchimenti.

L’esito del suo aggiornamento è un contributo ricco e metodologicamente plurale, frutto del cammino di crescita che, a partire dalle prime ricerche sul campo degli anni Ottanta, Paola Atzeni ha percorso per poter giungere ad una sistemazione quanto più possibile completa ed efficace dei risultati emersi dai quadri di vita indagati. Continua a leggere

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Storie da riorientare: letture e ragionamenti nella inquieta temperie dell’attualità

Ex Museo coloniale di Roma, oggi Museo italoafricano Ilaria Alpi

Ex Museo coloniale di Roma, oggi Museo italoafricano Ilaria Alpi

di Franca Bellucci 

Le concomitanze drammatiche odierne – enumerando: pandemia, variazione climatica, guerra come relazione geopolitica – vanno cumulandosi. Chi scrive ne ha percezione dall’angolo abituale, che sa limitato, ma tanto più da meditare in ogni valenza: ed è il Paese Italia, con l’area delle sue relazioni contemporanee. Continua a leggere

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L’immaginario di Antonio Gramsci, padre e bambino

 

coverdi Giancarlo Bruschi e Giuseppe Sorce [*]

Le immagini colorate di Gramsci che si racconta bambino

È in distribuzione da qualche mese una raccolta di lettere di Gramsci, prefate da Noemi Ghetti, con illustrazioni di Francesco Del Casino e postfazione di Pietro Clemente, Ti racconterei altre storie, sempre più meravigliose (L’asino d’oro editore). Le mie note arrivano in ritardo rispetto alle numerose presentazioni a Siena, Milano, Cagliari, Firenze e Roma, tutte caratterizzate da un vivo interesse dei partecipanti, molti dei quali giovani, stimolati emotivamente dall’inattesa presenza di pregnanti immagini e di testi sapientemente scelti, sorretti da una profonda e stimolante postfazione. Continua a leggere

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Lo sguardo dei bambini nell’orizzonte dello stesso mare

 

img_1170di Antonino Cangemi 

I bambini ci guardano. Non è solo il titolo del film di De Sica girato nel 1944 che preannuncia la stagione neorealistica e inaugura la felice collaborazione con Zavattini, ma anche la constatazione di come i piccoli osservino gli adulti, ne studino i comportamenti, ne seguano i ragionamenti senza tante volte comprenderli. Il tema delle diversità e dell’integrazione, ad esempio, tanto controverso negli adulti, è in genere visto dai bambini con una semplicità stupefacente.

Torna in mente la preoccupazione della madre di un ragazzino frutto di adozione internazionale chiamato a svolgere un elaborato sulla sua famiglia. Che cosa avrebbero detto i compagni di classe, come avrebbero giudicato il racconto sulla sua famiglia “non naturale” così diverso da quelli riferiti a famiglie comuni? Continua a leggere

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Francesco d’Assisi. Una lettura ‘laica’ nel XXI secolo

 

coverdi Augusto Cavadi 

Nella denominazione “cristianesimo” rientrano, in questi due millenni e nel panorama contemporaneo, centinaia di organizzazioni ecclesiali molto differenti fra loro e, perfino, al loro interno. In questo arcipelago non è per nulla facile orientarsi, ma una prima discriminante è individuabile nel IV secolo quando il cristianesimo “perseguitato” viene affiancato – e via via quasi soppiantato – dal cristianesimo “tollerato” prima (editto di Costantino, 315) e “obbligatorio” dopo (editto di Teodosio, 380). Così il “movimento” spirituale-politico avviatosi nel nome di Gesù di Nazareth diventa una “religione” istituzionalizzata; il messaggio minoritario e rivoluzionario diventa l’ideologia della maggioranza a servizio della conservazione del potere politico di turno; l’ortoprassi, misurata con il metro della solidarietà attiva gratuita, cede il primato all’ortodossia, stabilita in dogmi immodificabili formulati secondo le categorie culturali dell’epoca. Continua a leggere

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L’inossidabile “vecchia signora”: la Convenzione di Ginevra sui rifugiati ha compiuto 70 anni

1di Benedetto Coccia e Antonio Ricci 

Introduzione 

Per molti, in settant’anni, la Convenzione di Ginevra del 28.7.1951 [1] e il Protocollo di New York del 31.12.1967 [2] hanno fatto la differenza tra la morte e la vita, tra il pericolo e la sicurezza, tra la disperazione e la speranza. La comunità internazionale non è riuscita ad assicurare la cessazione di guerre e persecuzioni, tanto che i migranti forzati nel mondo non sono mai stati tanti come oggi, che se ne contano 100 milioni. Un’affollata nazione di senza diritti, in balia di sfide che si fanno sempre più globali e complesse, acuite dalla pressione demografica, dalle sperequazioni mondiali, dal climate change, dalle difficoltà di accesso alle risorse (acqua, cibo, terre, energie, ecc.) e, non ultimo, dalla pandemia da Coronavirus. Continua a leggere

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Comunicare l’esperienza subacquea in un museo. Il caso del Museo Nacional de Arqueología Subacuática di Cartagena (Spagna)

Museo di Cartagena

Museo national de Arqueologia Subacuatica Arqua di  Cartagena (ph. Antonio Cosseddu)

di Antonio Cosseddu 

Il Museo Nacional de Arqueología Subacuática. ARQUA di Cartagena (Murcia, Spagna) è uno dei pochi musei al mondo interamente dedicati all’archeologia subacquea; ma, a differenza di altre istituzioni simili, non si limita a garantire la conservazione, la fruizione e la valorizzazione di alcuni rinvenimenti subacquei. L’ARQUA ha l’obiettivo di diffondere il valore dell’intero patrimonio culturale subacqueo, promuoverne la conoscenza e le attività professionali che operano per favorirne la protezione e la conservazione. Per farlo, come espresso nel primo pannello della sala espositiva, il museo «invita ad immergersi nel Patrimonio Culturale Subacqueo».  Continua a leggere

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Nella storia del couscous il periplo del Mediterraneo

 

9788854954205_0_536_0_75di Antonino Cusumano

Una mia amica antropologa svedese, Eva Carlestal, che ha svolto qualche anno fa una ricerca etnografica in Sicilia su una comunità di pesca, ha osservato che «i siciliani si riuniscono spesso per condividere un pasto, ma godono anche soltanto nel discutere del cibo e condividerne le ricette. Di solito hanno opinioni molto solide su come i vari piatti dovrebbero essere preparati, e amano parlarne e confrontare il loro modo di cucinare una certa pietanza con quello degli altri, anche se le differenze sono generalmente minime» (Carlestål, 2012: 116). Che l’alimentazione sia “fatto sociale totale” che pervade ogni aspetto della vita individuale e collettiva è dato antropologico largamente acquisito e documentato. Che nella cultura mediterranea dei popoli il cibo sia di per sé marcato da un elevato tasso di socialità e solennità, oggetto particolarmente “denso” di significati e di investimenti simbolici, è qualcosa che trova nell’esperienza quotidiana e nella letteratura ampia attestazione. Continua a leggere

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Kalevala, poema finlandese tra fiaba, mito e leggenda. Dal racconto orale a letteratura di culto

 

kalevala-lotta-1di Laura D’Alessandro

Sono tanti gli scrittori che hanno attinto dai racconti orali per realizzare opere indimenticabili come spesso è accaduto nella fiaba. Senza dubbio uno dei più blasonati tra i generi della letteratura folklorica, la narrazione fiabica affonda le sue radici nell’esaltazione dell’oralità popolare come matrice autentica dell’arte e dell’identità nazionale. Sin dall’epoca romantica segnata del successo internazionale dell’opera fiabistica dei fratelli Grimm [1]. Continua a leggere

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In bocca al lupo

 

imagesdi Chiara Dallavalle

Sempre più spesso, durante le mie escursioni in montagna, mi capita di ascoltare racconti in cui altri camminatori si sono imbattuti in uno dei grandi carnivori in passato scomparsi e ora ritornati nelle nostre terre. A volte si tratta solo di rumori sentiti in lontananza, come nel caso dell’orso bruno, che durante un’ascensione in Abruzzo ha seguito a distanza il gruppo degli amici escursionisti per oltre un’ora, rendendo inequivocabile la sua presenza attraverso borbottii e rumori di rami spezzati. Nel caso del lupo, invece, a volte si è trattato di un vero e proprio incontro ravvicinato, durante il quale l’animale si è mantenuto ad una distanza di sicurezza di qualche decina di metri dall’umano, facendo comunque scorrere un brivido lungo la schiena di quest’ultimo. Ben più rari sono gli avvistamenti della lince, un felino di per sé particolarmente elusivo, la cui ricomparsa ad oggi è testimoniata quasi esclusivamente dalle fototrappole. Continua a leggere

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Il giovane Cocchiara: le fasi di una svolta

copertina_cocchiara_page-0001di Alessandro D’Amato [*] 

Nel panorama della storia degli studi delle scienze demoetnoantropologiche italiane, la figura di Giuseppe Cocchiara (1904-1965) è spesso riduttivamente accostata a un illustre predecessore: Giuseppe Pitrè. Quest’ultimo è stato il capostipite di una tradizione disciplinare che ha registrato nella Sicilia della seconda metà dell’Ottocento e dei primi due decenni del Novecento un grande fermento, grazie alla presenza di un numero cospicuo di collaboratori periferici, che lo informarono costantemente circa le tradizioni popolari dei piccoli centri dell’Isola. Oltretutto, fu proprio Cocchiara a rilevare e rivelare le modalità attraverso cui Pitrè riuscì a entrare in contatto con un numero tanto esteso di collaboratori, residenti nelle varie province siciliane:  Continua a leggere

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La cultura artistica del Seicento in Sicilia: i pittori, i mercanti e i collezionisti al tempo di Matthias Stom

 Ritratto del cardinale Gabriele Paleotti, Pinacoteca Domenico Inzaghi, Budrio (ph. Nicola Quirico)

Ritratto del cardinale Gabriele Paleotti, Pinacoteca Domenico Inzaghi, Budrio (ph. Nicola Quirico)

di Salvatore Denaro 

Con l’aprirsi del Seicento la Sicilia trascinava ancora in campo artistico la lezione che i decreti tridentini, stabiliti sul finire del XVI secolo, imposero per una pittura più decorosa, che si avvicinasse il più possibile ai testi scritturali, senza eccessi e stravaganze. Questo modo di sentire la pittura, continuerà ancora intorno alla metà del secolo, quando il Samperi nella sua Iconologia, discutendo in materia di pittura sacra, prende esempio dagli scritti del Cardinale Paleotti e dei decreti del Sacro Concilio Tridentino [1] (Samperi, 1991: 233). 

I Dettami del Concilio riflettevano ancora quell’inclinazione pittorica di Giuseppe Valeriano e Scipione Pulzone che costituiva il «canovaccio compositivo almeno di buona parte della pittura siciliana controriformata» (Abbate, 1984: 43) e che andava a soddisfare quelle committenze che provenivano dagli ordini religiosi, quali francescani e benedettini. Continua a leggere

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Donne migranti e il cimento della scrittura

 

1di Lella Di Marco

Sono motivata da un grande entusiasmo a scrivere del lavoro politico, culturale e umano delle donne che da quindici anni lavorano in una realtà autonoma e connessa alla Fiera del libro di Torino con un grosso progetto sulla scrittura delle donne migranti, tanto da determinare e rimarcare una “differenza”, l’alterità che dà voce a chi non l’ha, scavalcando ogni mediazione metodologica etno antropologica per attingere e raccogliere verità di viva e diretta testimonianza, aprire dibattiti, coinvolgere esperti, approfondire lo studio delle lingue e non solo in dimensione glottologica, sensibilizzare istituzioni locali, nazionali e internazionali. Continua a leggere

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Through the TV screen

Leon, 2007 (ph. Federico Faeta)

Leon, 2007 (ph. Federico Faeta)

di Ginestra Faeta [*]

“Mommy don’t go”, he moans softly against her ear, passing his tiny, plumb hands through the woman’s hair. They are soft and long, when they’re not covered by the ḥijāb she always wears.

Her mother taught him it is a sign of respect for Allah.

“What’s Allāh?”, he asked once.

“He’s the only one who always looks at us from up above, sweetheart. And always watches out for us”, his mother responded. Continua a leggere

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Un’epidemia comportamentale della società contemporanea

 

9788858027738_0_536_0_75di Vita Fortunati

I dati demografici più recenti indicano che la popolazione del pianeta ha raggiunto gli otto miliardi. Se a questo fenomeno si aggiunge lo straordinario, recentissimo sviluppo di tutte le forme di comunicazione e delle possibilità di incontro si potrebbe dunque pensare che la “vicinanza” tra umani non è mai stata così stretta nella storia di Homo sapiens. Ma le cose non sembra stiano proprio così.

Paradossalmente, alla maggiore vicinanza “corporea” e alle maggiori possibilità di “contatti” e di “incontri” in molte delle nostre società contemporanee, ed in particolare in quelle più avanzate, si sta assistendo ad un consistente aumento della Solitudine, ovvero di quel devastante sentimento soggettivo che un individuo prova, pur essendo circondato da familiari, amici o conoscenti. Continua a leggere

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Rileggendo “La novellaja fiorentina” di Vittorio Imbriani

  

Vittorio Imbriani

Vittorio Imbriani

di Mariano Fresta 

Dalle raccolte regionali a Le fiabe italiane di Italo Calvino 

Nonostante nell’Ottocento fossero stati pubblicati numerosi volumi di fiabe e di novelle tradizionali, fino a metà del Novecento mancava in Italia una raccolta che potesse rappresentare la narrativa popolare a livello nazionale. Già in Francia, per merito di Perrault [1], e soprattutto in Germania, per merito dei fratelli Grimm [2], esistevano raccolte favolistiche che potevano essere indicate come “francesi” e “tedesche”; ma in questi Paesi ciò era potuto avvenire perché esisteva già una lingua nazionale formatasi nei secoli precedenti, mentre l’unificazione linguistica in Italia ha cominciato ad attuarsi solo nel Novecento. Continua a leggere

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Voci, versi e canti che vengono da lontano

 

turiddu-portacd_imp2di Giuliana Fugazzotto e Mario Sarica [*] 

“Li multi vuci”. Il Contrasto cantato di tradizione popolare e la poesia della corte di Federico II 

Fra i documenti musicali più interessanti della tradizione popolare siciliana, spesso ancora in uso o presenti nel ricordo di molti cantori, troviamo alcuni canti monodici appartenenti a quella tipologia di componimenti poetici, caratteristici della letteratura latina medievale, conosciuti con il nome di Contrasto e diffusi nelle letterature romanze dei primi secoli. I testi, per lo più in versi, drammatizzavano la disputa fra due personaggi reali o immaginari su argomenti religiosi o profani. Continua a leggere

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“Nella nostra affabile luce latina”. Cardarelli nei luoghi

Amerigo Bartoli, Ritratto di cardarelli, 1934

Amerigo Bartoli, Ritratto di Vincenzo Cardarelli, 1934

di Aldo Gerbino 

E tutto a sera,/ grilli, campane, fonti,/ fa concerto e preghiera, / trema nell’aria sgombra [Vincenzo Cardarelli, da “Sera di Gavinana”, in Poesie, 1966]. 

Tra gli Amici al caffè, opera di ampia dimensione firmata da Amerigo Bartoli nel 1930, sta seduto, accanto alla figura di Emilio Cecchi, quella di un altro rondista d’eccezione, Vincenzo Cardarelli. Il gruppo di amici, ben sedici (compreso il cameriere Malatesta) mostra il poeta di Corneto-Tarquinia con un braccio alzato, l’indice rivolto al soffitto come se recitasse dei versi, oppure stesse esprimendo qualche sua posizione alimentata dalla polemica letteraria. Cecchi, silenzioso, porge l’orecchio. Continua a leggere

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Auto da Fè e il legame sottile tra un libro e la Santa Inquisizione: il fuoco

 

9788845904868_0_536_0_75di Francesco Gianola Bazzini

Questo mio contributo non vuole essere una recensione di un libro che sarebbe ben più articolata. Ho voluto invece evidenziare il legame di un testo letterario con una pratica istituzionalizzata della cristianità, che attraverso il titolo ed il suo epilogo ad essa si ricollega. Tra le opere non lette mi è capitato tra le mani tempo fa Auto da Fè [1] di Elias Canetti, Nobel per la letteratura postumo nel 1981 (il libro è stato pubblicato la prima volta nel 1935). Ho incominciato a sfogliarlo, e piano piano ho capito che il testo rappresentava per me un forte interesse per due ordini di motivi: il legame quasi paterno del protagonista del romanzo con la sua biblioteca unito al tragico epilogo che lo porta, con i suoi amati libri, ad un vero e proprio Auto da Fè. In secondo luogo, il titolo del libro: Auto da Fè – Atto di fede; la sublime immolazione purificatrice della propria irrinunciabile coerenza. Cerimonia celebrata dalla Santa (?) Inquisizione che seguiva ai processi per eresia o presunta tale. Ma su questo torniamo dopo. Continua a leggere

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Troina, città medievale, restauri e ricerche in corso

roina, Torrione normanno della Cattedrale (XI sec.). La muratura più antica ingloba la prima monofora e giunge fino alla linea marcapiano della seconda apertura. La struttura muraria e costituita da grossi blocchi squadrati di tufo locale, lo stesso che costituisce l’ossatura della sella rocciosa su cui e incastonato il centro storico. Tra i conci si nota un sottile strato di calce spenta (aveva la doppia funzione di livellare e di creare aderenza), come in altri contesti architettonici risalenti allo stesso periodo. Si vedano in tal senso i paramenti a conci squadrati di altre parti di murature di elevazione e basamentali. Nella Torre Capitania e nel primo ordine (fino al ventesimo filare) della Torre di San Francesco d’Assisi si rileva lo stesso sistema costruttivo, come anche in altri brani della cinta muraria della Cittadella

Troina, Torrione normanno della Cattedrale (XI sec.). La muratura più antica ingloba la prima monofora e giunge fino alla linea
marcapiano della seconda apertura. La struttura muraria è costituita da grossi blocchi squadrati di tufo locale, lo stesso che costituisce l’ossatura della sella rocciosa su cui e incastonato il centro storico (ph. P. Giansiracusa)

di Paolo Giansiracusa [*] 

Una roccia aspra, nuda, lunga e stretta, generatasi attraverso spinte tettoniche come tutto l’Appennino di cui le montagne dei Nebrodi e delle Madonie, nonché gli speroni isolati fino al Monte di Erice, sono la parte emergente più a Sud del Mediterraneo, così doveva apparire ai siculi, nell’età preistorica, il possente masso roccioso su cui oggi è posata Troina. Il monte, sulla linea di colmo, possedeva una pista  naturale (poi strada interiore), giacente sul piano ondulato della parte più elevata del masso, fiancheggiata nel nostro tempo da due filari di case che costituiscono l’abitato, chiudendo a Tramontana e a Mezzogiorno il nucleo più antico. Si tratta del risultato di  una lunga stratificazione alla cui base andrebbero cercate le radici strutturali della città greca.

Qui, come sulle pareti e sui limitati pianori dei contrafforti rocciosi circostanti, si espressero con segni tangibili le prime forme di vita organizzata. La roccia, come una scultura segnata dal passaggio umano, nonostante la forte antropizzazione, testimonia ancora oggi l’esistenza di necropoli e villaggi preistorici a cui, qualche tempo dopo la colonizzazione greca, si sovrapposero e si affiancarono forme evolute di urbanizzazione. Poco si conosce allo stato attuale dei contesti abitativi e dei luoghi urbani fortificati del primo millennio a.C., anche se la ricerca archeologica ha gettato luce su ampie pagine del passato e, ancora oggi, continua con costanza e sapienza a disseppellire complessi strutturali e testimonianze fittili. Continua a leggere

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Memorie ferroviarie siciliane

Salemi, Bambini nel carro merci, gennaio 1968 (ph. Nino Giaramidaro)

Salemi, Bambini nel carro merci, gennaio 1968 (ph. Nino Giaramidaro)

di Nino Giaramidaro

Correvo alla finestra richiamato dall’angosciato fischio e lo vedevo subito sotto l’aureola di fumo: il treno, con i vagoni che potevo contarli ad uno ad uno. Passeggeri e merci, marroncini e rossicci che camminavano lungo l’orizzonte scandito da regolari fischi per avvisare ai passaggi a livello del sopraggiungere. Poi il “locomotore” e il suo seguito si nascondevano dietro il campanile di Santa Maria di Gesù e riaffacciavano brevemente per scomparire dietro le case della via Marsala, dove c’erano le fornaci dei cretai. Definitivamente. Dalla mia finestra il treno non si vedeva più. Mi rimaneva uno skyline deserto, senza nulla che valesse la pena di essere guardato.   Continua a leggere

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La poesia dei luoghi in Antonino Uccello

Antonino Uccello (ph. Giuseppe Leone)

Antonino Uccello (ph. Giuseppe Leone)

di Nicola Grato 

Nel 1947 Antonino Uccello emigrava da Palazzolo Acreide in provincia di Siracusa verso la Brianza per fare il maestro elementare, ancora ventenne e carico di entusiasmo: proprio in terra lombarda si precisò in lui l’idea di creare una casa-museo per preservare, conservare e difendere le ultime tracce di una civiltà della terra, di un mondo contadino siciliano che si andava disperdendo nella migrazione del secondo dopoguerra. Antonino in Brianza organizza così molte mostre di oggetti legati al mondo contadino siciliano, oggetti della cosiddetta cultura materiale: cucchiai, presepi realizzati in legno d’arancio, “chiavi” di carretto. Continua a leggere

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Tra microstoriografia e narrazione

 

smartdi Rosario Lentini 

Santo Lombino, autore del recente libro dal titolo Bolognetta. Quattro secoli di storia (I Buoni Cugini Editori, Palermo 2022), ha portato a compimento la sua ultima fatica storiografica, ampliando precedenti contributi specifici e approfondendo la conoscenza sulle vicende del suo paese di origine ‒ prima denominato Santa Maria dellʼOgliastro (per unʼimmagine di Madonna in prossimità di un ulivo selvatico) ‒ fondato al finire del Cinquecento da un discendente dei Beccadelli originari di Bologna.

Quattro secoli di storia che scorrono tra le pagine di un testo, frutto di lunghe e laboriose ricerche dʼarchivio, nelle quali si intrecciano storia agraria, politica, economica e sociale, con dovizia di dettagli, in un tessuto narrativo che riesce a tenere insieme rigore scientifico e finalità di divulgazione tra i lettori non specialisti della materia. Continua a leggere

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Leggere il cinema. Sui paesaggi urbani e umani anticonvenzionali

 

9788832907476_0_536_0_75di Antonietta Iolanda Lima 

L’ho aperto inizialmente a caso e poi sfogliato qua e là. Ovunque si fermi dall’attento vedere di questa singolare studiosa architetto, autrice di questo libro che ho cercato di comprendere, vien fuori un narrare penetrante, la cui lettura nel coinvolgere dà ‘felicità’, per la bellezza delle parole, quelle anch’essi delle frasi, dei ritmi, delle cadenze. Con capacità di controllo il senso complessivo fuga nel titolo Lo schermo trasparente e le culture urbane (Castelvecchi ed., 2022).

Perché? Cosa ci vuol dire? Cosa richiama? Un artificio retorico mi risponde l’autrice, Flavia Schiavo, assumendo il dove in cui si proietta una trasparenza nel suo rivelare pari a quella dell’interpretazione, che se ha ‘valore’ deve rivelare, e per questo necessita dell’andare oltre. Continua a leggere

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Il “busillis” di Lincoln. L’Africa fuor d’Africa

 

nbts-viaggi-africa-mappa-bandieradi Elena Nicolai 

Incespico nella medesima citazione in due testi irrelati, letti a distanza di qualche mese l’uno dall’altro. In entrambi i libri improvviso appare Lincoln, cui francamente, e non me ne voglia chi legge, non sono solita pensare poi così spesso. Le parole di Abraham Lincoln generano interrogativi molto diversi tra un libro e l’altro e che questo articolo, è bene anticiparlo, lascerà irrisolti. Piuttosto, ne proporrà di nuovi.

Diceva dunque Lincoln: «Potete ingannare tutti per qualche tempo e alcuni per tutto il tempo, ma non potete ingannare tutti per tutto il tempo». La logica di Lincoln può essere ancora valida? È da qui, da questo busillis, che potrebbero aver inizio alcune narrazioni d’Africa. Continua a leggere

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“Sharaf”, o del perduto onor

Locandina del film di

Locandina del film di Samir Nasr

di Aldo Nicosia

«Questa è una storia di fiction ambientata in un mondo di fiction. Possiamo rallegrarci del fatto che la realtà è più bella e splendida». Con questa affermazione, tanto sfacciata quanto ironica, si apre il film del regista egiziano Samir Nasr Sharaf (Germania, Tunisia e Francia, 2021), adattamento dell’eponimo romanzo del suo connazionale Sonallah Ibrahim (1937), pubblicato nel lontano (o vicino?) 1997. In arabo sharaf indica l’onore, in tutte le sue possibili accezioni, ma è anche il soprannome del protagonista: il giovane Ashraf ‘Abdelaziz Suleiman, che la madre ha “ribattezzato” con quella variazione grammaticale. Ashraf significa infatti “più nobile o degno di onore”. Continua a leggere

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3C: Creatività, Comunità, Condivisione. Un’esperienza accademica

                                                                                       

Università di Pavia, KiroLab, dove la creatività si connette con il mondo (Foto dell’autrice, ottobre 2022)

Università di Pavia, KiroLab  (ph. Olimpia Niglio, ottobre 2022)

di Olimpia Niglio 

La nascita non è mai sicura come la morte./ È questa la ragione per cui nascere non basta./ È per rinascere che siamo nati. Pablo Neruda 

In occasione di un incontro accademico tenutosi a Seoul nel giugno 2019 presso la Seoul National University, alcuni studiosi avevano evidenziato il fatto che il XIX secolo aveva rappresentato l’affermazione delle Classi sociali; il XX secolo aveva visto l’affermazione del Capitalismo e tutti auspicavano che il XXI secolo potesse confermarsi come il secolo dello sviluppo della Cultura. Quindi 3C: Classe, Capitalismo e Cultura che meritano di essere adeguatamente analizzati; ma in questo contesto ci soffermiamo principalmente sull’ultimo concetto: la Cultura, da cui ripartire per rimettere al centro altri fondamentali riferimenti e valori. Continua a leggere

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La bottega trapanese degli argentieri Lotta: tra opere note e nuove “acquisizioni”

Bottega dei Lotta, paliotto architettonico 1739/1768 (ph. Archivio Novara)

Bottega dei Lotta, paliotto architettonico 1739/1768 (ph. Archivio Novara)

di Lina Novara 

Nella storia dell’arte argentaria trapanese del secolo XVIII, un posto di preminenza occupa la bottega dei Lotta, i maestri che marchiavano i loro manufatti con il cognome impresso per intero a lettere maiuscole: un privilegio che nessuna altra bottega ebbe a Trapani, in quanto ogni opera in argento doveva essere riconoscibile attraverso la “bulla” di garanzia con lo stemma semplificato della città: falce (forma urbis), sia con la punta della falce rivolta a sinistra, sia a destra; corona regia (qualifica di città demaniale) a cinque o a tre punte; lettere D.U.I. (Drepanum Urbis Invictissima), qualifica che Ferdinando il Cattolico concesse alla città nel 1478, oltre alle iniziali dell’argentiere autore del manufatto e del console della maestranza, in carica in quell’anno [1]. Continua a leggere

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Se la grande finanza non sa più che farsene della democrazia

postdemocraziadi Antonio Ortoleva

La democrazia arretra nel mondo al pari dell’ecosistema. Lo dimostrano alcuni fatti decisivi, accaduti nell’ultimo quarto di secolo, che conviene annotare. Nel 1996, i fautori del mercato libero favoriscono, con il Trattato di Cardiff, la liberazione dei prezzi dell’energia, abolendo qualunque tetto e facilitando prezzi non giustificati, adesso alle stelle con l’invasione russa dell’Ucraina. Nel 2007 a Manhattan crolla il colosso bancario Lehman Brothers, il secondo 11 Settembre americano con ripercussioni catastrofiche nel pianeta, milioni di posti di lavoro perduti a causa della recessione. Nel frattempo s’impone la grande distribuzione, vale a dire migliaia di centri commerciali e, in particolare, la gigantesca catena di vendite on line, in primis quella nata in un garage di Seattle, cioè l’Amazon dell’uomo oggi più ricco del mondo, Jeff Bezos. Continua a leggere

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Comunismo e cristianesimo. Sulla guerra di religione nella Sicilia degli anni ‘50

 

cover2_1di Salvatore Palidda 

Con Io sorella di un comunista (Arti Grafiche Le Ciminiere, Catania, 2022), Lina Rindone fa un gran bel regalo non solo a parenti e amici, ma alla storia sociale e politica di San Cono, un paesino che solo da qualche anno comincia ad avere suoi “figli” che raccontano pezzi della sua storia eppure ricca, significativa e persino emblematica della storia della Sicilia e dei Sud del Mediterraneo in generale [1]. Si legge con piacere non solo perché è scritto bene ma anche perché appassiona ed è stimolante da diversi punti di vista.

Due sono le principali parti di questo libro. La prima riguarda i ricordi di Lina dalla sua infanzia sino a ora, e quindi momenti, fatti ed episodi della storia della sua famiglia e della comunità sanconese e in particolare molti momenti assai significativi e anche cruciali della storia del fratello Totò Rindone (uno dei più importanti e amati leader delle lotte nelle campagne e del Partito Comunista in Sicilia). Continua a leggere

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Il Gesù Giallo di Scopello

Il Cristo Giallo di Scopello di jasmine

Il Gesù Giallo di Scopello di Yasmin David

di Monica Pendlebury 

La tradizione artistica del cristianesimo è costellata di immagini di Gesù – il Cristo, il salvatore, il risorto, il pantocratore, il medico, l’orante, il maestro, il figlio di Dio, il figlio dell’uomo – rese con ogni materiale disponibile: mosaico, pittura, legno, marmo, bronzo, pietra. Ciò che domina, però, diventando simbolo iconico del personaggio, in modo particolare nell’arte cristiana occidentale, è il Cristo in croce. La pena estrema inflitta a Gesù dai Romani, la morte atroce su una croce di legno, il supplizio riservato per chiunque contestasse il potere romano, infrangesse la legge imperiale, è ormai la rappresentazione riconosciuta universalmente come simbolo incontestabile del cristianesimo. Continua a leggere

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“The Italian Heritage”: l’eredità culturale lasciata dagli italiani in Canada

cover-1di Franco Pittau 

Gli italiani in Canada: una grande storia collettiva secondo Harvey 

La presenza italiana in Canada, accreditatasi positivamente presso l’opinione pubblica a seguito dell’affermazione in diversi campi di grandi personalità, ha tuttavia all’origine il precedente impegno della collettività che, nel corso del Novecento, ha avuto generalmente come protagonisti persone semplici, poco istruite e dedite ai lavori più umili, per niente apprezzate se non addirittura disprezzate. Continua a leggere

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I difficili conti con i Maestri del Novecento

Gramsci, di Del Casino

Gramsci, di Francesco Del Casino

di Bernardo Puleio

Questo scritto trae origine da un intervento tenuto il 2 dicembre 2022 presso il Teatro delle Arti, nella succursale del liceo Umberto I di Palermo, in occasione della giornata di studio intitolata Le eresie degli intellettuali del Novecento come eredità dissipate: Gramsci, Sciascia, Pasolini, Camilleri. La giornata di studio muoveva i suoi passi dalla pubblicazione dell’ottimo libro di Francesco Virga, Eredità dissipate (Diogene Multimedia, Bologna 2022), di cui una mia recensione è stata pubblicata sul numero 57 di Dialoghi Mediterranei (1settembre 2022) col titolo di Nani sulle spalle dei maestri. Continua a leggere

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La regina Maria Carolina “madre amorevole” nella Napoli dei lumi

 

Gaspar van Wittel (Vanvitelli), veduta del palazzo reale di Napoli, 1706, Napoli, Musei d’Italia.

Gaspar van Wittel (Vanvitelli), Veduta del Palazzo reale di Napoli, 1706, Napoli, Musei d’Italia

di Mario Rastrellli

Una Capitale illuminista

Napoli, insieme a Milano fu una delle capitali dell’Illuminismo europeo. Dopo l’arrivo di Carlo di Borbone (1734) e la ritrovata indipendenza, «La città capitale divenne simbolo e nodo degli entusiasmi e delle delusioni, delle speranze e delle ripulse di fronte al formarsi dello Stato moderno» (Venturi, 1976: 233). La città fu teatro della nascente volontà mercantilistica proiettata sul moderno sviluppo delle monarchie illuministiche. In questo panorama essa appare un caso particolarmente interessante per i suoi squilibri estremi, sia nella società che nel rapporto con le province. Continua a leggere

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La città sospesa: riti e reti virtuali

 

Palermo, 2021 (ph. Rossana Salerno)

Palermo, 2021 (ph. Rossana Salerno)

di Rossana M. Salerno 

Introduzione 

Il calendario annovera feste e ricorrenze (che appunto si ripetono, ogni anno), scadenzando preparativi e realizzazioni, dunque fasi preliminari ed altre attuative, cui seguono momenti riflessivi, analitici e critici, in vista della nuova implementazione, da realizzarsi solitamente a distanza di un anno. Questo non accade durante i periodi di pandemia, sia nel caso storico della peste nera a Palermo del 1624 sia nel caso delle restrizioni da “Coronavirus 2020” che con le modifiche territoriali hanno comportato la nascita di nuovi rituali religiosi e civili. Continua a leggere

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Il migrante sfrattato dalla casa dell’essere

Catania (ph. Fortunato Serranò@La Stampa)

Catania (ph. Fortunato Serranò@La Stampa)

di Gianluca Serra

“Carico residuale”, “sbarchi selettivi” (6/11/2022). Scelgo queste parole come pretesto per una riflessione che vuole in ogni caso andare oltre la loro contingenza mediatica.

Il nuovo governo italiano di centro-destra ha aperto l’ennesima stagione della politica migratoria nazionale coniando termini che, nell’apparente e asettica freddezza burocratica, rivelano una profonda crisi del linguaggio, riflesso a sua volta di quella ben più profonda del pensiero. Continua a leggere

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La “pesca da diporto” di Ferdinando di Borbone

 

 Portici, peschiere reali, Salvatore Fergola, inizi Ottocento

Portici, peschiere reali, Salvatore Fergola, inizi Ottocento

di Maria Sirago

Dagli anni Quaranta del Settecento re Carlo di Borbone, appassionato di caccia, ma anche di pesca, per quest’ultima attività aveva deciso di riservare per uso proprio il territorio concesso anticamente al Monastero di San Sebastiano, che si estendeva dalla torre di San Vincenzo, al Molo, fino a Posillipo, pagando al Monastero un canone annuo di 300 ducati (Sirago, 1993:.331 e 2018: 80-84). Lungo la costa aveva creato una riserva di pesca, sul tipo dei “siti reali” di caccia di Procida e Ischia (eredità materna, appartenente ai Farnese dai primi del Cinquecento), e di quelli acquistati, Portici, Caserta, Astroni, Agnano, Cardito, Carditello, Calvi, Capriati, Licola, Maddaloni, Caiazzo, Venafro, dove vigeva il divieto di caccia e pesca (Giustiniani, 1803-1805: 256). Continua a leggere

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Il cibo protagonista, antagonista e aiutante magico

 

9788855223270_0_536_0_75di Orietta Sorgi 

Da Eliade a Propp, per citarne solo due fra i più noti, antropologi e storici delle religioni hanno ampiamente dimostrato come i miti e le fiabe che ne derivano sono, in ultima analisi, sistemi di rifondazione del tempo e dello spazio. Espressioni di una cosmogonia che si rinnova periodicamente attraverso l’irruzione del caos e del sovvertimento nell’orizzonte esistenziale dei viventi. Si tratta infatti di racconti in cui i protagonisti sono spesso esseri ultraterreni, presenze demoniache o spiriti dei morti che dal sottosuolo tornano sulla terra, ma anche divinità del cielo e fate benefiche che garantiscono alla fine il buon esito della vicenda. Attraverso questi linguaggi narrativi avviene, com’è noto, una continua mescolanza, o meglio, un incontro scontro fra cielo e terra, bene e male, vita e morte: una coincidentia oppositorum dai poteri risolutivi per la continuità della vita in generale. Continua a leggere

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Le sacre schiume

 

Traslazione di Gesù, secolo XIX

Traslazione di Gesù, secolo XIX

di Sergio Todesco 

In gran parte della Sicilia sono presenti raffigurazioni plastiche dei santi; si tratta in genere di composizioni in legno, gesso, stoffa e metallo, quelle tridimensionali sotto campana, nelle quali le figure sacre vengono rappresentate secondo l’iconografia più diffusa. Nei gruppi statuari è pienamente avvertibile il tentativo degli anonimi artisti (molte delle opere sono frutto in qualche caso di un’attività artigianale svoltasi in ambito conventuale) di concentrare, attraverso una rappresentazione sincopata dei rapporti spaziali che intercorrono tra i personaggi della composizione, l’evento che si vuole rappresentare in uno spazio compresso che in un certo senso ne agevola la riduzione a modello epifanico. Continua a leggere

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“I Miserabili” nella parafrasi contemporanea

 

s-l1600di Maurizio Tosco 

«M’avete promesso di diventare onest’uomo; io ho comperato la vostra anima; la tolgo allo spirito malvagio e la dò a Dio»[1]. 

Antonio è un uomo semplice che ha conosciuto precocemente le difficoltà e i disagi della vita. La droga gli è più che familiare così come tutto il serraglio che le ruota attorno. Marito e padre, provvede ai bisogni della sua famiglia con un lavoro onesto: il camionista. Ma un giorno, per motivi che soltanto lui sa e valuterà ‘dopo’, accetta una proposta disonesta e riempirà, stiperà è il caso di dire, il suo camion con una partita di hashish. Pensa di potercela fare; anzi di avercela fatta, quando al posto di blocco l’interesse dell’agente cade sulla vettura dietro al suo camion. Ma non è così; e mentre lui non sa di star vivendo i suoi ultimi istanti da “uomo libero”, la mano della giustizia francese lo afferra e lo getta nell’oscurità della reclusione. Continua a leggere

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Patrizia Cavalli, uno staffile che incide la mente e folgora di luce

                         

Patrizia Cavalli

Patrizia Cavalli

di Francesca Traìna 

Patrizia Cavalli se n’è andata il 21 di giugno 2022, proprio nel giorno del solstizio d’estate.  Nella sua ultima silloge Vita meravigliosa (2020) scriveva della morte e della malattia: un ossimoro, una contraddizione evidente tra il titolo del libro che inneggia alla vita e il suo contenuto dove vita e morte coincidono come sintesi e fulcro della visione poetica ed esistenziale dell’autrice.  Continua a leggere

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Il fuoco di Leonardo Sciascia nelle sue ultime parole

 

coverdi Francesco Virga 

Vorrei cominciare a parlare dell’ultimo libro di Leonardo Sciascia a partire dalla fine, nel punto in cui lo scrittore siciliano, conversando con Domenico Porzio, afferma che «le riviste sono finite perché è finito il colloquiare; non ci si incontra più. […] La televisione ha ammazzato la conversazione, ha ammazzato la lettura serale. Ha ammazzato tante cose». Con la stoccata finale contro la «classe digerente» che non ha mai saputo dirigere nulla [1].

Ma procediamo con ordine. L’ anno scorso l’editore Adelphi ha curato una nuova edizione di Fuoco all’anima, un libro di Leonardo Sciascia pubblicato da Mondadori tre anni dopo la sua morte. Come spiega il suo sottotitolo, si tratta di Conversazioni che lo scrittore di Racalmuto ebbe, tra il 1988 e il 1989, suo ultimo anno di vita, con l’amico Domenico Porzio, curatore dell’edizione italiana, per i tipi dei Meridiani Mondadori, delle opere di Borges. Continua a leggere

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L’albero del tonno ovvero scene del dopo-sindemia nella città d’acqua

 

Adu foto sito

Adu foto sito

di Lauso Zagato 

Gli scenari del dopo sindemia [1] non rispettano alcuna delle promesse di “nuovo inizio” messe in circolazione durante il periodo di massima chiusura. Tralasciamo pure il fatto che tale periodo era stato accompagnato a partire da un certo momento dall’obbligo di vaccinazione coercitiva di massa, pluri-dose (bimbi inclusi), anche se gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Per il momento a tale riguardo sono sufficientemente istruttivi i report delle audizioni delle/ dei dirigenti di Pfizer davanti alle varie commissioni sui due lati dell’Atlantico, che girano per i social nell’imbarazzato silenzio generale. Non si potrà non tornarci, fra un po’ [2]. Continua a leggere

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2023: nel buio, delle luci

Presepio di Maria Lai (ph. Sergie Domingie, Courtesy ©Archivio Maria Lai by Siae 2022) )

Presepio di Maria Lai (ph. Sergie Domingie, Courtesy ©Archivio Maria Lai by Siae 2022) )

il centro in periferia

di Pietro Clemente

Buona fine e miglior principio

Questo numero di Dialoghi Mediterranei, redatto come ultimo del 2022, è anche il numero uno del 2023: chiude un anno e ne apre un altro. È un ponte, una soglia, un confine traversato. Contiene il Natale e il fine anno che si trasforma in Capodanno. Tutti grandi temi della ritualità, della vita collettiva da secoli. Continua a leggere

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Paesi appenninici e aree marginali: un dibattito distante dalle comunità locali?

                                                                                                      

Pieve Torina Macerata, prima metà del 900

Pieve Torina Macerata, prima metà del 900

il centro in periferia

di Augusto Ciuffetti 

Sono ormai decenni che si assiste alla crescita e alla piena maturazione di un dibattito su aree interne da rigenerare [1], e su piccoli paesi invisibili posti in spazi marginali, alla ricerca di un possibile futuro [2], destinato inevitabilmente a sovrapporsi a quello sulla montagna appenninica ripetutamente colpita da disastri naturali (terremoti e alluvioni), le cui conseguenze sono amplificate dall’azione dell’uomo. A questi ultimi si sommano le crisi sociali generate dalla perdita continua di abitanti e da processi, in forte espansione, come l’invecchiamento della popolazione. Continua a leggere

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La prospettiva delle “green community”

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il centro in periferia

di Giampiero Lupatelli

L’idea di green community

Possiamo assumere come ideale punto di partenza della idea di Green Community un evento apparentemente lontano dalla attenzione degli attori politici e sociali che con questa prospettiva si troveranno poi a fare i conti.

L’evento è la pubblicazione nel 2006 (editore Marsilio) del volume Governare i Beni Comuni dell’economista istituzionalista statunitense Elinor Olstrom, che nel 2009 riceverà per questo, assieme ad Olivier Williamson, il Premio Nobel per l’Economia. Nella riflessione della Olstrom, per la prima volta, ecologia e sostenibilità sono percepite come termini fortemente e reciprocamente connessi. Continua a leggere

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Economie e cooperative di comunità. Appunti dalla Scuola di Sviluppo Locale di Seneghe

 

Seneghe, un momento della 13a edizione della Scuola di Sviluppo Locale Sebastiano Brusco, 9 luglio 2022 .

Seneghe, un momento della 13a edizione della Scuola di Sviluppo Locale Sebastiano Brusco, 9 luglio 2022 .

il centro in periferia

di Giovanni Teneggi [*] 

La necessità di aree interne fragili e terze

Tempi e Spazi rarefatti aiutano a vedere e provocano visioni e parole ancora incolte. Delle giornate di Seneghe ricordo l’interesse per l’incolto e la buona diffidenza, invece, verso ogni tentativo di pre-catalogazione tecnica o politica del racconto. Narrazioni illogiche. Prima di leggerle dobbiamo ascoltarne il suono, guardarne le forme, scorgerne i saperi: è il terzo paesaggio di Gilles Clement e il suo manifesto ci accompagna [1]. Continua a leggere

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Turismo rurale e sviluppo: il progetto di Montiferru Alto Campidano Planaria e La Scuola di Sviluppo Locale

cartail centro in periferia

di Norma Baldino, Benedetto Meloni, Francesca Uleri 

Introduzione

Attualmente nel settore del turismo si assiste a una crescente diversificazione della domanda orientata sempre più verso la conoscenza e l’esperienza diretta dei territori rurali a cui corrisponde una rispettiva de-standardizzazione dell’offerta composta da specialities, beni e servizi radicati nell’unicità dei singoli contesti (Brunori et. al 2020). I territori rurali rispondono a nuove e mutevoli domande offrendo un prodotto che non si limita al bene o servizio turistico offerto, bensì si declina e riflette in un insieme di esternalità positive di cui ampie collettività possono beneficiare tra cui la cura del paesaggio, la salvaguardia della biodiversità, il mantenimento di conoscenze e competenze contestualizzate, o la creazione di nuove opportunità lavorative (MacDonald, Jolliffe 2003; Battaglia 2007).  Continua a leggere

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“È una Casamicciola”! Il paesaggio fragile senza memoria

 

Terremoto a Ischia, 1883

Terremoto a Ischia, 1883

il centro in periferia

di Antonella Tarpino [*] 

Nelle Memorie della mia vita. Appunti che sono stati adoprati sostituiti dal Contributo alla critica di me stesso, il 10 aprile 1902, Benedetto Croce scrive: 

«Nel luglio 1883 mi trovavo da pochi giorni, con mio padre, mia madre e mia sorella Maria, a Casamicciola, in una pensione chiamata Villa Verde nell’alto della città, quando la sera del 29 accadde il terribile tremoto. Ricordo che si era finito di pranzare, e stavamo raccolti tutti in una stanza che dava sulla terrazza: mio padre scriveva una lettera, io leggevo di fronte a lui, mia madre e mia sorella discorrevano in un angolo l’una accanto all’altra, quando un rombo si udì cupo e prolungato, e nell’attimo stesso l’edifizio si sgretolò su di noi. Vidi in un baleno mio padre levarsi in piedi e mia sorella gettarsi nelle braccia di mia madre; io istintivamente sbalzai sulla terrazza, che mi si aprì sotto i piedi, e perdetti ogni coscienza».  Continua a leggere

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La mappa di comunità della Parrocchia di S. Maria Maddalena a Montenars

 1.Mappa di comunità della Parrocchia di S. Maria Maddalena.  Ecomuseo delle Acque del Gemonese


Mappa di comunità della Parrocchia di S. Maria Maddalena, Ecomuseo delle Acque del Gemonese

il centro in periferia

di Roberta Tucci [*] 

La mappa di comunità rappresenta sicuramente uno dei risultati più interessanti e più specifici dell’attività ecomuseale (de Varine 2021: 115-116, 164-167). Alla sua base vi sono due condizioni imprescindibili: la ricerca del patrimonio sul territorio e la partecipazione degli abitanti. A monte inoltre vi è sempre un progetto complessivo che si sviluppa nel tempo mettendo in campo molti diversi attori e richiedendo a tutti un impegno non indifferente in termini di tempo, di coinvolgimento, di scavo; si conclude con la produzione di un prodotto materiale, di carta o di cartoncino, di vario formato, frutto dell’elaborazione grafica dei contenuti emersi e selezionati durante la lavorazione. Continua a leggere

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Musealizzare l’immateriale: il museo-archivio della festa dell’uva di Impruneta

Ingresso del Museo della festa dell'uva (ph. Emanuela Rossi)

Impruneta, Ingresso del Museo della festa dell’uva (ph. Emanuela Rossi)

il centro in periferia

di Emanuela Rossi 

Se la festa non c’è, si fa un museo

Ho cominciato ad incuriosirmi al museo della festa dell’uva, dopo aver letto alcuni articoli su un quotidiano locale, il Gazzettino del Chianti, che ne raccontava l’inaugurazione, con dovizia di fotografie, in tempi di pandemia. In quel momento che vedeva proibire tutte le manifestazioni che comportavano aggregazione di persone, i momenti rituali, aggregazioni per antonomasia, hanno sofferto moltissimo, ma pure hanno lasciato diverse tracce di sé. Dal canto mio, in quel periodo (siamo nel 2019), avevo cominciato a fare etnografia del Carnevale medievale di San Casciano in Val di Pesa, una rievocazione storica di recente ideazione, che all’inizio di marzo 2019, a causa della pandemia, aveva dovuto interrompere i lavori che di lì a qualche settimana avrebbero portato per le strade del paese diverse centinaia di persone. Continua a leggere

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Un progetto per mille memorie

 

1.1950. Panorama della valle delle miniere visto dalla località Le Matole Comune di Cavriglia, MINE, museo delle miniere e del territorio - Centro di documentazione, Fondo APE

1950. Panorama della valle delle miniere visto dalla località Le Matole Comune di Cavriglia (MINE, Museo delle miniere e del territorio – Centro di documentazione, Fondo APE)

il centro in periferia

di Paola Bertoncini 

22 Febbraio 2022 esce sui giornali una notizia: il borgo fantasma di Castelnuovo dei Sabbioni torna a vivere. Castelnuovo, frazione del Comune di Cavriglia, ha vinto per la Toscana il bando del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza aggiudicandosi i 20 milioni messi in gara nel bando borghi Linea A promosso dal Ministero della Cultura; un piano nato per rilanciare i borghi italiani attraverso due linee di azione, borghi che sarebbero stati individuati dalle Regioni e dalle Province autonome e altri selezionati tramite avviso pubblico rivolto ai Comuni. Un piano che secondo il Ministero, attraverso «un meccanismo virtuoso», permette di «creare una crescita sostenibile e di qualità e di distribuirla su tutto il territorio nazionale» [1]. Continua a leggere

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Ecomusei per rigenerare e abitare. Tre casi studio nella cintura esterna della Città Metropolitana di Torino

 

Ecomuseo Villaggio Leumann

Ecomuseo Villaggio Leumann

il centro in periferia

di Claudio Agulli, Marianna Sasanelli 

Il paesaggio non è mai naturale. Questa frase spesso viene utilizzata per ricordarci che il paesaggio è frutto di una serie di stratificazioni storiche e di una continua relazione tra l’uomo e l’ambiente in cui abita. Ciò è ancor più vero nel momento in cui si prende in considerazione un paesaggio urbano, disegnato nel tempo dall’alternarsi di corsi d’acqua, strade, linee ferroviarie, vie di comunicazione che servono ad orientarsi nel complesso territorio abitato e plasmato dalla civiltà umana. Continua a leggere

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Dopo cinquant’anni e poco più. Un dipinto, una piazza, una comunità

 

Fiamignano, Edoardo Giordani e i primi segni di matita

Fiamignano, Edoardo Giordani e i primi segni di matita (ph. S. Adriani)

il centro in periferia

di Settimio Adriani, Claudia Giuliani, Veronica Paris 

Tra i danni che il Covid ha prodotto nel nostro territorio, c’è il mancato festeggiamento del mezzo secolo dall’istituzione della Pro Loco di Fiamignano e il contemporaneo avvio della Sagra delle lenticchie di Rascino, ecotipo iscritto nella lista delle Essenze a rischio di erosione genetica, riportato nella Legge Regionale Lazio n. 15 del 2000 e presidio Slow Food.

Già dal 2020 l’Associazione stava programmando un grande evento per l’estate del 2021, ma improvvisamente proprio in quell’anno la pandemia ha bloccato tutto. In realtà le attività non si sono fermate; in piena sicurezza ed evitando ogni possibile assembramento, si è riprogrammata la sagra, cancellando completamente gli eventi culturali e il servizio del menù a tavola, cuore della manifestazione, proponendo la fantasiosa alternativa del Kit delle Lenticchie di Rascino, ovverosia, semplici buste di carta (compostabile) contenenti il necessario per cucinare autonomamente a casa la tradizionale zuppa: 200g di lenticchie, 20cc di Olio extravergine della Sabina DOC e 250g di pasta; oltre ad un cartoncino che riportava la ricetta per quattro persone e le modalità di preparazione. Continua a leggere

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La ruota e il vento: gli zingari di D’Amico

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di Silvia Mazzucchelli 

Orfani del vento. L’autunno degli zingari (Mimesis, 2022), l’ultimo libro di Tano D’Amico, si apre con l’immagine di un gruppo di ragazzini che tengono in mano una bandiera. I loro volti occupano la parte superiore della fotografia. Sono insolitamente seri e immobili, in posa davanti al fotografo, che sta leggermente di lato, come una presenza discreta e familiare. Sulla bandiera è impressa una grande ruota, che ricorda quelle dei carri dei coloni americani, alla ricerca di una terra da conquistare tra le immense praterie del lontano Ovest. Continua a leggere

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Talè cu c’è

 

Talè cu c'è (ph. Salvatore Clemente)

Talè cu c’è (ph. Salvatore Clemente)

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di Salvatore Clemente 

“Talè cu c’è!” È l’esclamazione che ogni tanto rimbomba per le vie di Palermo quando, senza averlo in alcun modo previsto, ci si incontra inaspettatamente fra amici. 

Questa volta è stato Pino che, bighellonando per le stradine del Quartiere Capo, lancia un’occhiata al salone del barbiere e scopre all’interno tre suoi amici che non vedeva da tempo.  Continua a leggere

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Meteora: gli eremiti del nord della Grecia

 

Meteora (ph. Alessandro Curatolo)

Meteora (ph. Alessandro Curatolo)

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di Alessandro Curatolo

È il 12 settembre 2021 ed è ancora l’alba. La metropolitana che mi porta alla stazione centrale brulica di gente, tutti stanno raggiungendo la piazza principale per un evento sportivo simile alla maratona. Il treno lascia Atene alle sette del mattino, direzione Kalabaka, Grecia del nord, 355 km a nord della capitale.

Impiegherò quattro ore per raggiungere questa piccola cittadina ai piedi delle formazioni geologiche chiamate “Meteora” (in lingua greca: Μετέωρα, pronunciato [mɛtɛoɾɐ], letteralmente “in mezzo all’aria” dal greco μετά, metá, “in mezzo a” e ἀείρω, aeírō, aria, “sospeso in aria” o “in alto nei cieli”).Un importantissimo centro per la Chiesa ortodossa greca, secondo solo a quello del monte Athos. Continua a leggere

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La Guinea, appunti di un viaggio

Guinea (ph. Silvana Grippi)

Guinea 2008 (ph. Silvana Grippi)

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di Silvana Grippi

Nell’agosto del 2008 ho intrapreso un viaggio nella Repubblica di Guinea, Paese dell’Africa occidentale, geologicamente ricco di notevoli risorse minerarie e con un clima che rende la vegetazione molto fertile.
La popolazione è di quasi dieci milioni di persone, con un alto tasso di natalità ma anche di mortalità infantile, dovuto a una condizione sanitaria gravissima. L’età media è 50 anni per le donne e 48 per gli uomini. Continua a leggere

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Il Genius loci per immagini

 

Palazzolo Acreide, Festa di San Paolo (ph. Carla Sinaga)

Palazzolo Acreide, Festa di San Paolo (ph. Carla Sigona)

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di Luigi Lombardo e Carla Sigona [*]

Dove siamo? Questa domanda vale più delle altre due quasi connesse che recitano “Da dove veniamo?”, “dove andremo?”: domande oziose e senza senso. Altra cosa è chiedersi “Dove siamo?”, “dove ci troviamo?”, che può intendersi “Con chi siamo?”. Continua a leggere

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Il serpente di Butera: un rito, un gioco, un enigma

 

Butera, U sirpintazzu (ph. Gaetano Pagano)

Butera, U sirpintazzu (ph. Gaetano Pagano)

immagini

di Gaetano Pagano 

Alla vigilia dei festeggiamenti del patrono S. Rocco, a Butera si svolge un rituale che vede protagonista la maschera di un serpente che, come accade a tante altre maschere che scendono per strada tra la folla festante, diventa elemento di divertita ed affascinata curiosità per i più piccoli e momento di sollazzo e gioco delle parti per i più grandi. Continua a leggere

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Daliran

 

Daliran (ph. Nahil Rezashateri)

Daliran (ph. Nahid Rezashateri)

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di Nahid Rezashateri e Debora Valentini [*] 

Sono in piedi, sulla terra./ Il mio corpo uno stelo d’erba che,/ per esistere, succhia il sole,/ il vento, l’acqua (Forough Farrokhzad)

Forough Farrokhzad attraverso la poesia parla di sé, colloquia e familiarizza con le altre donne, dà loro la voce. Donne vicine, donne lontane, donne che devono essere capite, ascoltate, rispettate allora come ora. Donne coraggiose! Continua a leggere

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