di Margherita Cacioppo
Ho conosciuto Marilena Monti la prima volta attraverso la sua dimensione artistica, alla fine degli anni ‘80, nella cornice del meraviglioso evento Fotogramma Donna al Cinema Cristal di Palermo. Ma l’incontro personale – quello vero, destinato a cambiare le cose – è avvenuto nelle frequenze e negli studi di Radio Veronica, durante una trasmissione speciale condotta da Felice Liotti per commemorare Rosa Balistreri, a pochissimi giorni dalla sua scomparsa.
Tra me e Marilena è scattata un’empatia immediata, autentica, viscerale. A unirci fin dal primo istante erano due saldi punti cardinali: l’amore per Rosa Balistreri e la passione inquieta per la nostra Sicilia, una terra tanto dolce quanto amara. Con Marilena è successo esattamente come con Rosa: da quel momento non ci siamo più lasciate.
Ci animava lo stesso profondo desiderio: esplorare, riscattare e rivalorizzare una Sicilia troppo spesso calpestata dai soprusi della politica, dalle ombre del malaffare, e ferita a morte dall’indifferenza e dall’abbandono. Fu proprio Marilena ad aprirmi le porte di Mezzocielo, la storica rivista fondata e diretta da Simona Mafai e Letizia Battaglia, straordinario laboratorio di pensiero, arte, politica e scrittura al femminile.
Ma la pagina più esaltante e commovente della nostra amicizia la scrivemmo l’8 dicembre 1990. Con l’associazione Barak’Esh (che significa Esci dalla Baracca e vivi, racconta ascolta, costruisci e mantieni viva la memoria) di Santa Margherita di Belice di cui sono stata socia fondatrice – la città del Gattopardo stravolta dal terremoto del 1968 – organizzammo quella che fu la primissima serata in assoluto di musica e poesia dedicata al ricordo di Rosa Balistreri, a pochissimo tempo dalla sua morte.
Scegliemmo come luogo il Cinema Astoria: un grande capannone adibito a sala cinematografica, simbolo tangibile e ancora aperto delle ferite mai sanate del sisma. Intorno a noi e a Marilena si strinse la comunità degli affetti più cari e degli artisti che avevano conosciuto e amato Rosa: Maurizio Piscopo, Fausto Cannone, Laura Mollica, Felice Liotti, Mario Modestini, Tanino Gaglio, Tobia Vaccaro e tanti altri poeti e musicisti.
Fu una serata di forza dirompente ed enorme carica emotiva, magistralmente condotta da Marilena. Tra testimonianze intime, ascolto dei brani di Rosa e proiezioni video, quel capannone si trasformò in un tempio della memoria viva.
Proprio a seguito dell’intensa emozione vissuta nel Belice e del legame nato in quell’occasione, Marilena volle dedicare all’associazione Barak’Esh la sua intensa Preghiera per Sicilia [1], accompagnandola con un suo personale commento e con le motivazioni profonde che l’avevano ispirata. Fu il suggello perfetto di una notte in cui la cultura, la poesia e l’amicizia riuscirono a riscattare il dolore, restituendoci per sempre la voce immortale di Rosa e la bellezza resistente della nostra terra.
Voglio riassumere quello che è stata Marilena in questo sincero pensiero scritto di getto pochi giorni dopo la sua scomparsa (ottobre/novembre 2023)
A MARILENA
Eri la bambina anima della terra/ Amica mia/ Terra amara che da te sgorgava/ In ogni poro della tua pelle ./ Eri la donna affamata dall’odore aspro amabile di Sicilia/ Che emanavi da ogni angolo perduto e sperduto di te/ In ogni angolo/ Sorella mia/ Che rendevi monumento./ Eri la parola il corpo il sospiro il pianto il gesto/ Compagna di battaglie/ Di diritti violati calpestati di grida sospese di canti insanguinati/ Dolci colorati che rendevi unici sacri./ Eri la voce il teatro l’essenza quotidiana del “luogo”/ Lì trovavi il senso della storia della vita/ Entravano per tua concessione/ Maestro/ Le tue sorelle i tuoi sublimi amori i tuoi fratelli/ Le anime che eleggevi “Regine” assolute se pur fragili./ Nel meraviglioso mare azzurro/ Nel parco umano di pietre parlanti/ Ognuna aveva un posto uno spazio un tempo interminabile/ Che si intrecciava con il tuo tempo/ Sorella mia cara./ La montagna e l’acqua il corpo umano inciso negli alberi/ Suoni impetuosi vibranti luminosi/ Erano nei tuoi occhi celesti trasparenti/ In cerca della verità dell’amore assoluto della devozione/ Che diventava carne e poesia/ Madre mia./ Il bisogno della tua presenza/ È il manifesto della tua “Isola Signora”/ È “Preghiera per Sicilia”/ Sorella madre amica maestro Marilena/ Sei nutrimento della mia anima nuda/ “…Il resto se lo tiene la Notte”.
Dialoghi Mediterranei, n. 81, settembre 2026
Note
[1] PREGHIERA PER SICILIA, di Marilena Monti
Perché, mi chiedo, la tormenti?/…e l’hai creata azzurra…e di/ colori variegata e di una luce ch’è/ la tua luce!/ Perché la piaghi di uomini infelici,/ la invadi di colori, la tratteggi di/ lacrime e di sangue… / Perché consenti che la sbrani/ l’odiosa legge della fame… / Perché non la proteggi come la figlia/ tua diletta, invece che scuoterla di notte e aggiungere ferite alle ferite… / Perché non piangi un pianto di dolcezza/ su questa isola ch’è frutto/ della tua più felice fantasia,/ della tua gioia di essere il creatore! / Perché consenti che la dichiari/ ingenerosa colui che non la ama…/ il figlio separato, o l’invasore… / Guarda e contempla eterna la tua mano divina,/ in questa terra/ a cui doni, i più ricchi, volesti dare… / Non consentire che la bestemmi l’altro/ con cui non fosti tanto generoso! / È certo figlia della tua gaiezza…/ così dovette essere pensata, nel giorno/ del riposo,/ della contemplazione di dio…felice.. di/ ciò che ha fatto e si premia dando/ a se stesso e al mondo, la Sicilia… / …la bella generosa ed odorosa e dolce/ e amara, e atroce d’incantesimi eterni/ di paradisi, di abbandoni e saggezze/ di dolori e decori, incantevole e fresca,/ torrida ed appagante e come te divina… / Perché mi chiedo… la tormenti di piaghe/ atroci, come se fosse il Cristo-terra/ dell’universo… / Dalla resurrezione, riscatto, amore,/ richiamala nei cieli, siedila alla tua destra… / muovi nel cuore degli aridi le corde/ della felicità, falli sbarcare qui senza/ saccheggio covato dietro le pupille,/ senza disprezzo né veleno…/ portali a contemplare nel palmo delle/ mani della tua figlia cara, la purezza/ dell’acqua di gelsomini e zagare,/ d’origano e di cielo… / Lascia che giunga qui la gente a/ riconoscerti nei sentieri assolati, nelle lumie,/ nelle cupole d’oro, nei canti, nelle lune, / nelle gocce turchesi di tutti i mari/ che la cingono… / Muovi, ti prego, la stessa idea che ne/ creò il disegno puro, quella che le donò/ col fuoco del vulcano, le vette e i boschi,/ la neve ed il deserto… / L’intera tua sostanza è in questa/ figlia del tuo sorriso…E ti somiglia!/ È ricca dell’invenzione tua divina…/ Ti testimonia padre in ogni luce,/ in ogni figlio… / Il meglio desti di te stesso nel concepire/ un dono per il pianeta…Per l’universo/ un piccolo gioiello… / Diventasti poeta…per fare nascere Sicilia… / Perché la piaghi, fingi di non saperla,/ dimentichi ch’esiste…dietro la fronte/ tua infinita la disperdi…/ Di mille e più carezze la copristi, nella creazione / Perché – mi chiedo – la tormenti…/ come se non riuscissi a perdonarle…/ d’essere tanto bella… /
Marilena Monti 17.12.1990
Ho scritto questa “PREGHIERA PER SICILIA” pochi giorni dopo il terremoto di Santa Lucia che ha martoriato un altro luogo del corpo amato di questa mia terra. E intanto, dopo lunghi anni, appena 5 giorni prima ero tornata nella valle del Belìce, ospite degli amici del Barak‘Esh, con gli amici di Rosa Balistreri, avevo trascorso una delle giornate più belle della mia carriera di cantautrice e di donna innamorata della sua terra. L’amara e splendida bellezza della Valle mi ha ancora una volta destata a sentimenti fortissimi, a commozioni che nessun poeta può dire, a tenerezza e incanto, ad amarezza e rabbia. Voglio per la mia isola ferita destini di riscatto, futuri trionfi, legittime rivendicazioni. Là dove non c’è stata la giusta ricostruzione, in seguito al terremoto, io sento che un’altra ricostruzione nascerà e sarà quella della cultura, della dignità, della creatività, del decoro e della saggezza dei miei giovani fratelli della Valle. Hanno taciuto fino ad oggi soprattutto un destino imposto da un “Paese Italia” indifferente e sfruttatore, razzista e ladro. I miei fratelli hanno sopportato e pianto, hanno dovuto adattarsi e capire, rimpiangere e disperare. Oggi io leggo nei loro occhi e nell’intuizione un rigurgito nuovo d’energia, una voglia di far fremere ancora la Valle, ma solo per generare nuova e sana vitalità, diritti, rivendicazioni, giustizia e gioia. Ritorneranno gli eroi giovani della storia a creare il racconto antico e nuovo della Valle, la “Primavera del Belìce”. Nascerà il suono degli antichi poeti di tutti i tempi che ci hanno lasciato segni nel cuore della memoria, risuonerà la Valle di una nuova, fresca e vera voce che tutti dovranno ascoltare perché non è macchiata di sangue, perché non è corrotta, perché è vera ed è la voce di questa ISOLA SIGNORA che dalle sue viscere chiede di parlare per bocca dei suoi figli. Non più la lingua velenosa dei giornalisti intellettuali corrotti e maligni di un’Italia sempre più fantasma, ma il linguaggio di menti per troppo tempo imposte al silenzio che in questi 23 anni hanno pensato e hanno creato il desiderio dell’Isola Felice! Ho visto i loro occhi puliti, le facce di buona volontà. Amo, nel loro amore, la mia fede unica e devota a questa magnifica terra e so che nel luogo silenzioso del terremoto del ’68 verrà il canto. Io sento che la Sicilia non ne può più di essere letta male, interpretata male, spiegata male…Io so della fantasia della mia gente, io so che la pericolosità di questo tempo inquinato per l’intera umanità può trovare nella Valle un luogo nuovo per generare ancora fiori veri, i fiori del bene e della genialità, quelli della saggezza e della memoria. Propongo che l’anniversario del terremoto del ‘68 sia un momento di partenza, un inizio…Ventitrè anni sono stati sufficienti perché la terra abbia fatto nuovi frutti, germogli sani, dalle antiche macerie…Che esploda la Primavera della Valle sotto il primo sole di propositi vitali, civili e culturali. Venga dal luogo del massimo silenzio, dai paesi dimenticati e mortificati dal governo italiano, la risposta! “La Sicilia è un paese generoso e ricco”, intelligente e nobile”. Questo dovranno dire quando verranno a parlare di noi, questo oppure tacciano! Non siamo più disposti a farci interpretare come luogo esclusivo di delitti…Noi che sappiamo amare…
Marilena Monti 07.01.1991
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Margherita Cacioppo, Architetto. Regista. Saggista. Già Coordinatrice dell’Istituzione G. Tomasi di Lampedusa di Santa Margherita di Belìce. Componente del consiglio di Biblioteca Elsa Morante di Santa Margherita di Belice. Laurea in Architettura Università degli studi di Palermo. Master d’Architettura al Pratt Institute di Manhattan N.Y. Già assessora all’Urbanistica, Affari sociali e Cultura Comune di Santa Margherita di Belice dal ‘93 al ‘97; docente di Progettazione architettonica presso Licei siciliani. Progettista e dirett. dei lavori pubblici e privati. Componente dell’Unità Operativa di Programmazione, Partecipazione e Co-governance del comune di Santa Margherita di B. dal 2022 a tutt’oggi. Curatrice della I rassegna Leggere per fare comunità – Essere comunità in interazione con le scuole del territorio e con la biblioteca. Ha curato il I Quaderno Elsa, la sua storia inizia qui. Viaggio nelle radici siciliane della scrittrice Elsa Morante. Ed. Navarra. Regista di numerose opere teatrali, nonché di pubblicazionI di saggistica.
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