di Giuseppe Cacocciola
Raccontare è forma della comunicazione umana primaria e naturale. Anche fotografare è tecnica del raccontare, nel momento stesso del testimoniare e del documentare.
La strada a cui guardo con affetto e con partecipazione è quotidiano teatro di storie di vita, racconti, eventi.
Lo spazio urbano offre un ampio scenario di umanità, una grande varietà di stimoli, di emozioni, di sollecitazioni.
Raccontare in maniera istantanea un evento attraverso una sola fotografia è l’obiettivo che ogni fotografo si prefigge.
Un solo scatto, dove tantissime informazioni ben distribuite coagulano nel raccontare un avvenimento, nel fermarne la dinamica, nel fissarne in sintesi il senso.
Catturare momenti unici e simbolicamente carichi di significato, questo è forse lo scopo del fotografare che vuole essere arte e non solo tecnica.
La fotografia di strada sembra esprimere la realtà così com’è, senza artifici né stratagemmi, filtrata solo dall’occhio di chi la ritrae e la ritaglia nell’inquadratura del mirino e nel millesimo di secondo che passa tra lo sguardo che osserva e il dito che scatta.
Nel raccontare feste, riti, tradizioni, costumi, la vita nel suo quotidiano svolgersi e nel suo ciclico rinnovarsi ho cercato di rispettare la dignità dell’uomo, di tenere in primo piano e in tensione il racconto delle sue fatiche, degli affanni, delle passioni e delle gioie.
Nella strada si raccoglie la gente di tutte le età, si sprigiona l’energia dei giovani, si libera la fantasia dei bambini, si ritrovano gli anziani a ricordare, a raccontare.
Ho cercato di mettere insieme scatti e frammenti di vita, tessere sparse di un mondo da raccontare: la devozione, la pietà, il gioco, la preghiera, il pianto, il grido, l’attesa, l’amore. La trama esistenziale di una comunità.
Dialoghi Mediterranei, n. 75, settembre 2025
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Giuseppe Cacocciola, agrigentino, ho completato gli studi laureandosi in Architettura presso l’Ateneo di Palermo. L’interesse per la fotografia è iniziato prestando attenzione a paesaggi urbani e naturali. Preferisce il Bianco e nero, specie se riccamente contrastato e in aperta conflittualità con la luce. Ama le scene in movimento.
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