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“Thesaurum fidei”. Un progetto di ricerca internazionale per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio cattolico in Giappone
Posted By Comitato di Redazione On 1 settembre 2026 @ 01:19 In Migrazioni,Religioni | No Comments
di Paolo Giulietti, Olimpia Niglio
La ricostruzione storiografica e l’interpretazione ermeneutica della evangelizzazione del Giappone – iniziata con l’arrivo del gesuita spagnolo Francesco Saverio (1506-1552) e di due confratelli a Kagoshima il 15 agosto 1549 – rappresentano un percorso intellettualmente impervio, segnato da profonde asimmetrie concettuali.
In tale contesto, qualsiasi tentativo di applicare categorie interpretative puramente cartesiane o schemi logico‑razionali occidentali è destinato a scontrarsi con l’irriducibilità di una fenomenologia religiosa radicata in una dimensione immateriale e invisibile. Impegnarsi in un autentico dialogo scientifico con la cultura cristiana dell’Asia orientale richiede dunque di confrontarsi con un panorama altamente complesso e stratificato. Questo spazio è caratterizzato dalla coesistenza di sensibilità, percezioni ed emozioni plurali e divergenti che impongono un approccio metodologico marcatamente interdisciplinare.
All’interno di questo specifico quadro teorico, nel 2022 è stato avviato il progetto internazionale di ricerca Thesaurum fidei (https://www.diocesilucca.it/thesaurumfidei/)[1]. Promosso dall’Arcidiocesi di Lucca sotto il nostro coordinamento scientifico il progetto mira esplicitamente ad analizzare le molteplici modalità di radicamento e inculturazione del cattolicesimo nella Terra del Sol Levante, a partire dall’arrivo dei primi missionari europei nel XVI secolo.

Villaggio di Sakitsu (patrimonio dell’umanità) sull’isola di Amakusa (Kyushu) nel sud del Giappone
(ph. Olimpia Niglio 2025)
L’orizzonte di questa indagine scientifica, che sintetizza i risultati conseguiti nel quadriennio 2022‑2025 insieme alle ricerche tuttora in corso nel 2026, trova il suo fondamentale antecedente storiografico nell’opera pionieristica pubblicata nel 1999 da don Remo Baronti, Lucca Missionaria. Piuttosto che basarsi su un impianto strettamente archivistico, il volume nacque dalla raccolta sistematica di memorie orali e scritte dei missionari lucchesi, riuscendo a sottrarre all’oblio le loro biografie e le loro gesta eroiche. Questo recupero memoriale a suo tempo ha avviato un processo che è poi culminato, quindici anni prima del 2026, in un incontro tenutosi a Kyōto nel 2011 con il nipponista italiano Silvio Vita. Il nostro dialogo intellettuale sulle dinamiche del cristianesimo in Giappone ha alimentato un solido filone di studi. Tali ricerche si sono sviluppate in un periodo di intenso fervore scientifico, stimolato dall’Arcidiocesi di Nagasaki e dalla Conferenza Episcopale del Giappone, volto a ottenere il riconoscimento UNESCO per i siti legati al patrimonio del cristianesimo nascosto.
Questo progetto istituzionale, supervisionato dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone in sinergia con le Prefetture di Nagasaki e Kumamoto, ha raggiunto il suo compimento nel giugno 2018 con l’iscrizione dei Hidden Christian Sites in the Nagasaki Region nella Lista del Patrimonio Mondiale, portando all’attenzione globale una tradizione culturale straordinaria (https://whc.unesco.org/en/list/1495/). Tale patrimonio è unico a livello internazionale: testimonia non solo le prime attività apostoliche del XVI secolo, ma soprattutto la resilienza secolare e silenziosa delle comunità cattoliche che hanno trasmesso clandestinamente la loro fede per quasi tre secoli durante il periodo di totale proibizione e persecuzione decretato dallo shogunato Tokugawa, fino alla revoca ufficiale del bando nel 1873.
Da una prospettiva storico‑filosofica, la valorizzazione di questo cristianesimo silenzioso ha consentito agli studiosi di indagare, in Giappone, la stretta interconnessione tra la conformazione dello spazio sacro e il suo significato intrinseco, richiamando le intuizioni teologiche di Romano Guardini sul rapporto dialettico tra intenzione e azione, tra comunità e contesto. Quando questo legame dialogico si realizza, un luogo assume una “forma vivente” che trascende la mera somma quantitativa degli elementi materiali per diventare specchio dell’incontro tra l’umano e il Divino. Tale prospettiva invita a integrare la percezione tridimensionale dell’architettura con una quarta dimensione – quella temporale – che permette di interpretare l’evoluzione della materia e di rintracciare le ragioni profonde degli incontri transculturali attraverso un processo di continua “ri‑sacralizzazione” del territorio patrimoniale, nel quale convergono teologia, arte, filosofia, antropologia e diritto canonico.
Il consolidamento di questo dialogo scientifico ha beneficiato del sostegno decisivo della Kadokawa Culture Promotion Foundation. Sotto la guida di un comitato scientifico di altissimo profilo, composto da studiosi del calibro di Aoyagi Masanori (The University of Tokyo) e del gesuita Kawamura Shinzo (Sophia University, Tokyo), la fondazione ha promosso una sistematica campagna di ricerca documentaria presso la Biblioteca Apostolica Vaticana e l’Archivio Apostolico Vaticano. Tale campagna ha avuto come finalità quello di analizzare le relazioni diplomatiche bilaterali dal “secolo cristiano” (1549‑1650) fino alla riscoperta dei cristiani nascosti (kakure kirishitan) negli ultimi anni del periodo Bakumatsu – evento segnato in modo emblematico dall’incontro con il sacerdote MEP francese Bernard‑Thadée Petitjean (1829‑1884) il 17 marzo 1865 – culminando nel rapporto Vatican and Japan The 100 Year Project, consegnato alla Santa Sede nella primavera del 2024.
Il valore diplomatico e scientifico del progetto è stato formalmente riconosciuto dal Dicastero per l’Evangelizzazione, che ha selezionato «Thesaurum Fidei» per essere presentato all’Expo Mondiale di Ōsaka 2025 all’interno delle iniziative del Padiglione della Santa Sede, coordinate in partenariato con il Padiglione Italia. In preparazione a questo prestigioso palcoscenico globale, e in concomitanza con l’Anno Giubilare del 2025, il progetto ha raggiunto il suo traguardo scientifico più significativo con la pubblicazione e la presentazione, presso la Pontificia Università Urbaniana, del monumentale volume TENSHŌ 天正. Diario di un Pellegrinaggio Giapponese alla Curia Romana (1585). Fonti manoscritte e a stampa, edito da TAU Editrice e curato da Paolo Giulietti, Olimpia Niglio e Carlo Pelliccia ( https://www.diocesilucca.it/thesaurumfidei/area-libri/ ).
Quest’opera collettiva, frutto della ricerca sinergica di trentasette specialisti tra storici, archivisti e bibliotecari, offre una rigorosa ricostruzione filologica della prima missione giapponese inviata in Europa (Tenshō shōnen shisetsu, 1582‑1590). Organizzata su iniziativa di Alessandro Valignano (1539‑1606), Visitatore Generale delle missioni gesuitiche nelle Indie Orientali, e di tre daimyō convertiti del Kyūshū, la delegazione raggiunse la corte pontificia di Gregorio XIII (Ugo Boncompagni, r. 1572‑1585) e la corte di Filippo II (1527‑1598). Attraverso l’analisi di fonti manoscritte e a stampa, il volume illumina non solo la rilevanza politica del pellegrinaggio dei giovani emissari giapponesi alla Curia romana, ma anche la ricchezza degli scambi religiosi, culturali e artistici che ebbero luogo lungo il percorso. Ciò è documentato, ad esempio, dal memorabile passaggio della delegazione in Toscana nella primavera del 1585, quando furono solennemente accolti a Pisa dal Granduca Francesco I de’ Medici con cerimonie arricchite da esibizioni di musicisti giunti appositamente da Lucca.

Nagasaki (settembre 2025). Musei 26 Martiri e il libro “TENSHŌ 天正”. Da sinistra l’arcivescovo di Lucca, mons. Paolo Giulietti, padre Renzo De Luca SJ, direttore del Museo 26 Martiri, Olimpia Niglio e Makiko Albano, presidente Istituto Ambasciatori Mariani.
Il successo scientifico del volume è poi strettamente legato agli eventi promossi in Giappone nell’agosto 2025, tra cui l’apertura ad Amakusa della prima mostra storica italiana sul cristianesimo durante il periodo Tokugawa e il simposio internazionale Fides et Spes a Ōsaka Gli atti di questo simposio, pubblicati all’inizio del 2026, offrono una sintesi critica dell’eredità dei missionari e dei cristiani nascosti quale fondamento per i moderni dialoghi di pace.
Lontano dal giungere alla sua conclusione, il percorso scientifico di Thesaurum Fidei prosegue con determinazione, volgendo lo sguardo al futuro. Infatti per il 2028 l’attenzione del gruppo internazionale di ricerca si concentrerà su un nuovo progetto ambizioso, intitolato Tenshō 天正. Diario di un pellegrinaggio giapponese tra Spagna e Portogallo (1584‑1586). Fonti, testi e cultura materiale (https://www.diocesilucca.it/thesaurumfidei/2026/02/11/tensho-spagna-e-portogallo-1584-1586/). Questa nuova indagine, presentata ufficialmente l’11 maggio 2026 presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT), mira ad estendere l’analisi critica e filologica agli archivi statali e diocesani della Penisola Iberica, completando così la ricostruzione documentaria dell’accoglienza europea della delegazione Tenshō in vista del 2028 – anno che segnerà il decimo anniversario del riconoscimento UNESCO dei siti di Nagasaki.

Osaka (3 settembre 2025), Convegno internazionale “Fides et Spes” alla presenza completa della Conferenza Episcopale Giapponese (archivio Thesaurum fidei).
I risultati di questo studio confluiranno nell’iniziativa transculturale La Via del Vangelo, concepita per collegare i luoghi della memoria del Kyūshū ai percorsi storici di pellegrinaggio europei in collaborazione con la Confraternita di San Jacopo de Compostela. Il progetto del cammino è coordinato con la scrittrice giapponese Kan Takahama.
L’eccellenza metodologica sviluppata all’interno di queste ricerche ha ricevuto una prestigiosa validazione internazionale nel febbraio 2026, quando la European Research Executive Agency ha approvato il progetto di eccellenza RELiCS nell’ambito delle altamente competitive Marie Skłodowska‑Curie Actions – Global Postdoctoral Fellowships. Supervisionato scientificamente da me, il programma applicherà gli stessi protocolli di analisi, digitalizzazione e restauro critico allo studio delle architetture missionarie ottocentesche promosse dalla Sacra Congregatio de Propaganda Fide nello Sri Lanka. Questo risultato dimostra come la metodologia interpretativa sviluppata all’interno del progetto Thesaurum Fidei si sia consolidata in un modello accademico di riferimento per l’indagine e la salvaguardia del patrimonio transculturale globale (https://www.unipv.news/notizie/le-chiese-missionarie-cattoliche-sri-lanka-un-progetto-internazionale-tra-universita-di ).
È in questo fecondo solco storiografico, e in concomitanza con la Giornata Mondiale della Lingua Portoghese, che l’11 e il 12 maggio 2026 si è svolta la grande conferenza internazionale “Diversità all’interno dell’unità. Rotte d’Oriente: Scritture in transito tra missione, poesia e riscrittura interculturale”. Tenuto nell’Aula Magna dell’Università degli Studi Internazionali di Roma, l’evento è stato promosso dalla Cattedra Vasco da Gama in collaborazione con la Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese (CPLP) e in stretta cooperazione con il progetto Thesaurum Fidei. Durante la sessione inaugurale, moderata da Carlo Pelliccia e dedicata alle traiettorie interculturali orientali dall’ambasceria Tenshō alla poesia lirica contemporanea, Tommaso Maria Rossi, archivista dell’Archivio Diocesano di Lucca, ha presentato una relazione intitolata “L’ambasceria Tenshō: nuove luci sulla missione giapponese tra le corti di Portogallo, Spagna e Italia”, offrendo una significativa occasione accademica per illustrare i nuovi percorsi di ricerca del programma diocesano.
Per onorare queste figure e approfondire la memoria storica dell’evangelizzazione del XX secolo, l’Arcidiocesi di Lucca e l’Ufficio per i Beni Culturali del PIME hanno promosso il programma integrato 100 ANNI DEL PIME E MISSIONARI LUCCHESI IN GIAPPONE NEL XX SECOLO Attivo da maggio 2026 a gennaio 2027, il programma ha previsto una conferenza internazionale a Lucca il 22 maggio 2026, che ha riunito studiosi italiani e giapponesi specializzati nella storia delle missioni dell’Asia orientale, sotto il patrocinio del Dicastero per l’Evangelizzazione, dell’Ambasciata del Giappone presso la Santa Sede e del Comune di Lucca.
La divulgazione di questo patrimonio storico ed etno‑artistico ha successivamente preso forma attraverso un duplice percorso espositivo. Da ottobre 2026 a gennaio 2027, il Museo Popoli e Culture del PIME a Milano ospiterà una mostra omonima, curata da Francesco Rapacioli (P.I.M.E.), Alberto D’Incà e dall’Ufficio per i Beni Culturali del P.I.M.E, che ha presentato importanti collezioni d’arte giapponese e archivi fotografici dell’Asia orientale. Parallelamente, dal 28 dicembre 2026 al 31 gennaio 2027, la Chiesa di San Cristoforo a Lucca ospiterà la mostra curata da Olimpia Niglio e Tommaso Maria Rossi.
L’esposizione esplorerà corrispondenze inedite e manufatti dell’Asia orientale conservati da famiglie di Brancoli, dove il missionario padre Allegrino Allegrini trascorreva abitualmente le vacanze estive, aprendo così nuove prospettive di ricerca sulle missioni toscane in Asia.
Questo fitto calendario di eventi è sostenuto durante l’anno 2026 da seminari di approfondimento tenuti tra Lucca e Milano. Tra questi, si distinguono le giornate di studio del novembre 2026 dedicate a padre Lino Mencarini – missionario lucchese a Hong Kong, nato nel 1916 e solennemente riconosciuto come Giusto tra le Nazioni a Milano l’11 marzo 2026. Questi incontri hanno commemorato il 110° anniversario della sua nascita, con la partecipazione del direttore del centro missionario PIME, Gianni Criveller.
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