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La perfetta intersezione della colonna di Heinrich von Müralt nella città di Palermo
Posted By Comitato di Redazione On 1 settembre 2024 @ 01:01 In Cultura,Società | No Comments

Stato dell’arte del monumento di Heinrich von Müralt -Escher, Cimitero acattolico “degli Inglesi” all’Acquasanta (ph. L. Leto, 2019)
di Laura Leto
Il 20 luglio scorso ho ricevuto un altro avviso da parte degli abitanti della borgata Acquasanta di un’ulteriore infrazione del Cimitero acattolico “degli Inglesi”. Ho inviato l’ennesima segnalazione al Settore di competenza e continuo a sperare in un intervento di tutela. L’intero patrimonio culturale e storico-architettonico del Luogo è in pericolo.
La ricerca – seppur a distanza – procede e in questo contributo voglio condividere la mia ultima scoperta in merito ad un emblema araldico, ormai illeggibile che ha permesso l’identificazione e l’ipotetica ricostruzione del monumento funebre di Heinrich von Müralt-Escher. Quest’ultimo riporta nuovamente all’attenzione la presenza della comunità svizzera residente a Palermo nel corso del XIX secolo [1].
In questo caso non si tratta né dei soldati a servizio dell’esercito borbonico né di banchieri, ma di una famiglia di origine lombarda: i Müralt, individuata a partire dal XII sec. a Locarno, località del Canton Ticino nella Svizzera meridionale. A quest’ultima era stato attribuito da Federico I Hohenstaufen il titolo nobiliare di “Capitanei”, vassalli del re [2], parte del patriziato locale, una delle famiglie nobili e più influenti dell’epoca.
Nonostante la Pace di Augusta del 1555 e l’affermarsi del principio Cuius regio, eius religio secondo il quale i sudditi dovevano seguire la fede del loro governante, cattolica o luterana che fosse, godendo però del diritto di spostarsi in un’altra regione per professare liberamente il proprio culto, un decreto della Dieta di Baden [3] spinse alcuni membri della Casata ad allontanarsi da Locarno, dando vita ai due rami di Zurigo e di Berna, questi erano conosciuti sotto il nome di Müralt. Il legame con la terra d’origine venne mantenuto saldo grazie anche alla nomina ricevuta dal clan della Corporazione dei Nobili di Locarno, a partire dal 1674.
Heinrich von Müralt -Escher apparteneva al ramo della famiglia di Zurigo, la cui influenza si è estesa dalla politica all’economia, dalla cultura alle arti, come verificato grazie all’epigrafe incisa sulla colonna scanalata abbandonata sul terreno. Le condizioni del reperto hanno ormai compromesso il brillante marmo bianco, ricoperto da sedimenti e fango.
Come evidenziato più volte nel corso delle mie indagini, la collocazione dei frammenti sul terreno non ne garantisce la posizione originaria a causa delle continue deturpazioni subite [4] e delle inappropriate “pulizie” da parte del Comune di Palermo che ha contribuito al rimescolamento dei “detriti”. La colonna presenta alla base un foro di forma quadrangolare che suggerisce l’utilizzo di un perno di ancoraggio al plinto, parte inferiore del monumento. A tal proposito ho ragione di credere – ipotesi da verificare in situ con le dovute figure professionali – che il plinto del monumento abbia resistito all’opera di distruzione perpetuata nei secoli e che si tratti di quello collocato sulla destra del viale principale [5].
Bisognerebbe verificare che i due fori di forma quadrata collimino, ma ad avvalorare la mia ipotesi si aggiunge la posizione del monumento che avrebbe trovato collocazione in un’area del Cimitero dove sono disposte sepolture della stessa matrice culturale. Poco distante vi era infatti il cippo del connazionale Christian Fischer (1801-1858), agente dei Rothschild e banchiere [6], oggi mutilo e abbattuto su un fianco. Il monumento del Nostro doveva presentarsi come quello dell’ufficiale del quarto Reggimento Reale Svizzero del Regno di Sicilia, Walther Von Werdt (1835 – 1855).
Il plinto considerato presenta una iscrizione che riproduce un passo del Vangelo secondo Giovanni che riporto di seguito:

Monumento funebre di Walther Von Werdt, Cimitero acattolico “degli Inglesi” all’Acquasanta (ph. L. Leto, 2019)
L’iscrizione sarebbe coerente con la storia della Famiglia. Eppure uno dei frammenti che ha destato maggiore curiosità tra quelli presenti in situ è un’urna marmorea coperta da drappo, mutila del collo e del piede. Questa presenta un motivo decorativo polilobato, sovrastato da un emblema araldico che sino ad oggi non è stato decifrato. Per tali ragioni anche questo frammento non aveva trovato una collocazione tra i monumenti presenti al Cimitero.
Sin dalla tradizione della Grecia classica l’urna è parte della simbologia legata al culto della morte, essa allude alla concezione del corpo come contenitore dell’anima, la presenza del drappo ne accentua l’evidenza del lutto e simboleggia il confine sottile tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Particolare della urna marmorea restituita al monumento di Heinrich von Müralt -Escher (ph. Laura Leto)
La scultura era originariamente collocata sulla colonna, e sul verso è ancora parzialmente visibile l’emblema araldico dei Müralt. Ho motivo di ritenermi soddisfatta di aver dato una configurazione a quelle forme ormai erose dal tempo. Questo è costituito da un castello rosso con due torri merlate su campo argento, circondato da quattro gigli rossi, sormontato da un cimiero. Quest’ultimo è costituito da un elmo incoronato e da una vergine con lunghi capelli biondi e copricapo che regge sul braccio destro una torre e sul sinistro uno scudo con lancia, al cui interno è rappresentato un sole che si erge su un monte a tre punte. Al di sotto dello stemma – sebbene non sia visibile sull’urna – vi è il cartiglio con il motto: “OPPUGNARI POTERIT EXPUGNARI NEQUAQUAM” [8] (Cambin 1962: 292-293).
L’identificazione dello stemma è pertanto di grande importanza sia per la ricostruzione della storia del defunto che per la ricomposizione del monumento.
Il primo dato in mio possesso nella faticosa ricostruzione della storia degli individui seppelliti all’Acquasanta è l’epigrafe che anche in questo caso presenta caratteri ormai illeggibili a causa dell’esposizione alle intemperie che ne hanno gravemente intaccato la superficie. Si colgono residui della colatura in piombo che colmava i solchi delle lettere. Ne riporto qui di seguito la trascrizione:
Come per gli individui di nazionalità inglese, era consuetudine riportare anche il cognome della moglie. L’iscrizione fornisce infatti preziose informazioni, relativamente agli estremi di nascita e morte, alla provenienza e alla condizione di coniugato.
Ho cercato immediatamente sugli Indici Decennali dell’Archivio di Stato di Palermo, Stato Civile della Restaurazione – Morti 1846-1855, dove si legge “italianizzato”: «Müralt Errico – Giovanni – Barbara Anna – 22 gennaro 1851 – a. 26 – S. Agata – v. 376 – n. 50». Le indicazioni suggerivano la presenza di un certificato di morte che fortunatamente ho trovato, schivando l’errore della data errata del decesso che non è avvenuta nel 1851, bensì 1852 come da epigrafe.
Sul documento si legge che «alle ore venti è morto nel suo domicilio il Sig. Errico di Muralto, marito di Elisabetta Escher, di anni 26, nato in Zurigo, Svizzera, di professione architetto, domiciliato in Crociferi […], figlio di Giovanni Errico e di Anna Barbara Stockar, domiciliati in Zurigo Svizzera». Si sono confermate e aggiunte informazioni relativamente alla professione, al domicilio e al cognome da nubile della madre.
Sui siti di genealogia ho avuto modo di constatare che Hans Heinrich von Müralt (1803-1865) e Anna Barbara Stockar (1804-1876) avevano avuto due figli e pertanto che Heinrich avesse un fratello minore: Hans Konrad von Müralt (1829-1863) che si sposò con Anna Locher (1834-1921) [9].

Fünfhundert und sechzig Jahre aus der Geschichte der Familie Escher vom Glas, 1320-1885. Band 2 – ancestry.com
Per quanto riguarda il matrimonio del Nostro ho trovato riscontro sull’albero genealogico della famiglia Escher che riporto di seguito:
Egli sposò Elisabetha Escher, il 9 aprile del 1949 a Thalgarten, Zurigo. “Elise” era la decima figlia [10] di Heinrich Escher (1781-1860) e Susanna Landolt (1791-1863). Dall’albero emerge inoltre che la sorella di Elisabetha era coniugata col console della Confederazione svizzera a Palermo John Conrad Hirzel, nato a Zurigo il 30 agosto del 1805 e deceduto in Città il 20 maggio 1895 [11].
Il legame della famiglia Escher con Palermo non finisce qui, dalle mie letture sui rapporti della Sicilia e Napoli inviati dal Console Goodwin a Londra è emerso che la famiglia Escher fosse significativamente impegnata nel settore tessile. In particolare: «la fabbricazione del cotone in entrambe le sue filiali è principalmente nelle mani di capitalisti svizzeri e tedeschi. Le filature sono quelle di David Vonwiller e Co., di Salerno, e di Escher e Co. […] Da Escher, 10.000 mandrini mossi dall’acqua, producono annualmente 3000 cantari (588.000 libbre) di filato. […] Da Escher, il numero [dei lavoratori] è 300, vale a dire, 150 uomini, 50 donne e 100 bambini. I salari del lavoro sono gli stessi in entrambi, vale a dire, per gli uomini, da 35 a 45 grani al giorno, Donne da 20 a 25 grani, bambini da 12 a 18 anni»[12]. Più avanti si vedrà come il settore tessile sarà anche il trait d’union tra le due famiglie.
Dalla corrispondenza avuta con Dieter von Mualt [13], discendente della famiglia Müralt ho avuto modo di scoprire che la coppia ebbe un figlio, Hans Conrad Heinrich von Müralt, nato il 26 febbraio del 1850 e deceduto il 2 luglio del 1870 a Marsiglia dopo aver contratto il tifo.
La notizia della morte del Nostro è stata pubblicata sul periodico “Allgemeine Zeitung” del 7 febbraio 1852 dal quale apprendiamo ulteriori sfaccettature della sua professione, unitamente alla causa del decesso: una lunga malattia che lo costrinse a fermarsi a Palermo. Si riporta di seguito:
Dal necrologio, firmato dai genitori e dalla moglie emerge la sua carriera di ingegnere civile e sembra che abbia avuto voce in capitolo su strutture e infrastrutture di Palermo, ma la questione va approfondita e verificata.

Ritratto del colonnello Heinrich von Muralt-Stokar (1803-1865) (da Seidentrocknungs-Anstalt Zürich 1846-1946: 49)
Ho avuto modo di riscontrare l’attività del padre e del nonno che, come dal necrologio, risulta essere stato un tenente colonnello in pensione, ma non solo. Dal testo che documenta la storia dell’Istituto di essiccazione della seta di Zurigo si legge che Heinrich von Müralt-Stockar fosse il presidente del Consiglio di amministrazione, carica ricoperta per quattordici anni. Il nonno del Nostro, Hans Conrad von Müralt (1779-1869), era il sindaco della città svizzera ed entrambi erano considerati tra gli uomini più noti e rispettati.
Hans Conrad è citato inoltre tra i membri dell’assemblea, svoltasi il 23 ottobre 1837, per discutere dell’esecuzione di collegamenti ferroviari tra i Cantoni di Basilea Città e Campagna, dell’Argovia, di San Gallo, dei Grigioni e di Zurigo, organizzata della Camera di Commercio di Zurigo. Per tale occasione venne nominato un Comitato provvisorio costituito da 17 rappresentanti delle maggiori località interessate dal progetto, alla guida era stato nominato il nonno del Nostro che avrebbe avuto la responsabilità di valutarne gli aspetti tecnico-finanziari. A tal proposito, in una lettera scriveva:
L’imprenditore convinse gli eventuali azionisti delle potenzialità della “grande impresa” che – come avvenne – avrebbe fruttato significativi interessi. La somma prevista era di 10 milioni di franchi francesi suddivisi in 20 mila azioni di 500 franchi ciascuna che ben presto lievitarono a ca. 44.700, suddivise rispettivamente nelle sottoscrizioni di Svizzera (9.175), Italia (21.222), Germania (12.425), Francia (1786) e Nord America (15) (Gatani 2000: 146).
Hans Conrad acquistò nel 1843 l’ex maniero Schultheßschen, chiamato Zum Thalgarten che divenne il vero centro della vita sociale di Zurigo. A soli 27 anni prese la direzione dell’antica e rispettata azienda di commercio della seta del padre, Heinrich de Daniel Müralt e poi l’affidò al figlio (Jahre 1946: 27-29). Von Müralt era un membro del consiglio comunale maggiore, presidente del collegio edile e della compagnia di navigazione a vapore.
Sebbene venga ricordato come architetto e ingegnere civile, ritengo che Heinrich von Müralt -Escher sia stato coinvolto nelle attività commerciali familiari, includendo anche quelle degli Escher, contesto nel quale i due coniugi si saranno probabilmente conosciuti. Lo stesso luogo del matrimonio, celebrato nel maniero di famiglia, rafforza tale legame. Inoltre come risulta dall’albero genealogico, si sottolinea che Hans Conrad sposò Anna Cleopatra Escher il 23 agosto 1801, ulteriore testimonianza del rafforzamento dei legami di parentela.
I membri della famiglia Müralt sono parte di quell’entourage di imprenditori in grado di cogliere e sfruttare gli sconvolgimenti economici del XIX secolo, svolgendo un ruolo eccezionale non solo come commercianti, ma anche come politico-diplomatici.
Questa storia di vita, assieme alle altre, delle quali il Cimitero acattolico dell’Acquasanta si fa contenitore è parte di quella ‘memoria’ intesa – come ci ha insegnato Antonino Buttitta 2015: 174) – «orizzonte di senso che sconfigge la morte e salva le parole e gli atti di ciascuno di noi dal consumo definitivo ed eterno, facendone una perenne sfida al tempo nel passaggio da una generazione all’altra» .
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