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Gibellina, la natura dell’arte e l’arte della natura

Posted By Comitato di Redazione On 1 marzo 2022 @ 00:01 In Cultura,Immagini | No Comments

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

immagini

di Francesca Riggi

È una giornata assolata e afosa di agosto. Mi trovo in uno degli slarghi del Sistema delle cinque Piazze di Gibellina per la 3^ edizione di “Images”, Festival della fotografia. Vari artisti espongono le loro opere ad animare un luogo già penetrato e intriso di Arte.

Arte che si respira, insieme alle pietre e al cemento che, maestosamente, si impongono sulla gente, sui luoghi, sulla natura.

Gigantografie di coppie del luogo che si abbracciano offrono al mio sguardo momenti di tenerezza e intimità, rari, unici e preziosi in questo periodo di pandemia. Volti che guardano e interrogano i passanti. Compagni di strade torride e desolate.

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Vedo e fotografo, in quella Piazza, degli alberi che abitano dentro delle mura e, sopra la loro alta chioma, anche un tetto. Hanno le ali tarpate questi alberi che non potranno spingersi verso l’alto, come natura vuole.

Solo la parte frontale è libera e qualche finestrella si scorge, di tanto in tanto, sugli alti muri che li contengono. Alberi che sembrano messi lì in bella mostra, come animali in gabbia, come segni di vita sofferta.

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Intanto la calura estiva mi blocca il fisico e la mente. Vado in cerca di un po’ di ombra che non riesco a trovare in quei lunghi viali, costeggiati da belle villette con piante ornamentali che poco ristoro danno al passante di turno.

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Sono costretta, allora, a prendere la mia auto. Accendo l’aria condizionata, decisa a voler conoscere Gibellina nel labirinto urbanistico dei suoi meandri.

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Mi tornano in mente quegli alberi prigionieri dentro le loro mura. Anch’io, come loro, sono in gabbia. Avrei preferito percorrere a piedi quei luoghi e respirarne le atmosfere toccando con mano ogni pietra.

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Intanto vedo sfilare, dietro il vetro dell’auto, la monumentale Stella d’ingresso al Belice, La Chiesa Sferica di Quaroni, il Giardino Segreto di Francesco Venezia, il Meeting di Consagra, i pannelli di ceramica di Carla Accardi sotto il porticato del Municipio, La Torre civica di Davide Mosconi, La Città frontale, l’Omaggio a Tommaso Campanella di Mimmo Rotella, il complesso museale del Baglio Di Stefano, le scenosculture, De Oedipus Rex “Città di Tebe, le macchine di Arnaldo Pomodoro, il Teatro…

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Forme d’arte, magia di materie e di suggestioni d’autore, invenzioni creative, ma anche dolore e sofferenza per quella natura bruciante e oppressa, che sembra quasi urlare per guadagnare il proprio spazio vitale in quella distesa di cemento che prepotentemente sovrasta, la Gibellina rinata a metà dalle macerie del sisma.

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

Gibellina (ph. Francesca Raggi)

Gibellina (ph. Francesca Riggi)

L’altra metà attende, paziente, straziata e dilaniata, insieme a tanti altri luoghi della Sicilia, non eclatanti promesse ma carezze, attenzioni, abbracci per celebrare quel “Sodalizio d’amore” tra arte e natura e poter dare, finalmente e generosamente, vita nuova alle sue vibrazioni positive, alle sue energie vitali, ai suoi profumi inebrianti, alle sue segrete bellezze naturali, nel tempo assopiti, soffocati e dimenticati.

Dialoghi Mediterranei, n. 54, marzo 2022

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Francesca Riggi, vive a Palermo, dove lavora come docente di lingua inglese. Laureata in Lingue e Letterature straniere, è perito esperta traduttrice ed interprete di lingua inglese e coltiva una profonda passione per la fotografia e i viaggi. Autodidatta approfondisce la sua formazione frequentando corsi tecnici a Milano negli anni ’90. Ha all’attivo diverse mostre personali e la pubblicazione di libri fotografici su temi ispirati alla vita quotidiana ed estemporanea. Si considera soprattutto una “fotografa di strada” ed è particolarmente attenta a ciò che rimane spesso occultato, non la straordinarietà dell’accadimento eclatante, ma la grandezza e la bellezza della gente, dei volti e delle cose di tutti i giorni.

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