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Una Stanza tutta per sé: un Archivio per Marilena Monti

Marilena Monti

Marilena Monti

di Marilù Balsamo

Una stanza sotto casa, che è stata la sua ultima residenza a Castelvetrano, sarà l’archivio di Marilena Monti. Perché un archivio?

Spazio custode di inediti, una folla di scritti, e non solo, che Marilena ha conservato nel tempo, da quando da bambina non si privò mai della possibilità di raccontare con la parola scritta, per curare la sua solitudine.

Lei la vita non l’ha vissuta, l’ha rappresentata con la poesia, la musica, la letteratura e il suo teatro. Diceva Margherite Duras: «Non so davvero cosa spinga la gente a scrivere se non, forse, la solitudine dell’infanzia». Forse non è un caso, che Marilena avrebbe voluto insegnare alle bambine a scrivere poesie per difendersi soprattutto dalla loro solitudine.

Violette Le Duc, nella Bastarda, racconta: «Sono nata il 7 aprile, alle cinque del mattino. M’avete denunciato l’8. Dovrei essere contenta d’aver cominciato le mie ventiquattr’ore fuori dai registri. E invece, le mie ventiquattr’ore senza stato civile m’hanno intossicata». Marilena è nata il 18 aprile, ma è stata dichiarata il 28 aprile, dieci giorni dopo. La madre non l’aveva desiderata, il padre l’aveva dimenticata.

Nel ‘71 Marilena scrisse questa poesia:

Io
Sono una goccia d’universo
caduta male:
caduta fuori dal mare,
e dalla pozzanghera.
Sono caduta sull’asfalto
e ancora,
la terra,
cerca d’assorbirmi
con tanto dolore.

Malgrado questo doloroso vissuto, Marilena era anche un’artista molto ironica e solare.

È di recente maturazione l’idea di creare un archivio delle letterate: scrittrici che vanno riscoperte per recuperare voci, esperienze, ispirazioni. Il progetto è stato chiamato “Progetto genealogie”. Scrittrici del presente raccontano quelle del passato: “Un Pantheon al femminile”, la storia della letteratura sia anche la storia delle letterate.

È in questa direzione che la conservazione della produzione artistica e letteraria di Marilena spero crei in futuro occasioni di studio e possa trovare spazio tra gli scaffali delle librerie per una letteratura al femminile, ancora oggi, a mio parere, sottovalutata.

image_123650291-1Poesie

«Per fare poesia occorre amare le parole», diceva Marilena. Il suo amore per la poesia era, a mio parere, strettamente connesso alla sua sensibilità musicale. Scrisse Ezra Pound, tra i suoi Aforismi e detti memorabili: «I poeti che non s’interessano alla musica sono, o diventano, cattivi poeti». La prima gratificazione artistica l’ottenne all’età di 8 anni. La maestra aveva assegnato in classe un tema sulla primavera, Marilena consegnò una poesia che vinse il primo premio, ad un concorso nazionale, indetto per le scuole dalla RAI.

La casa “Editrice della Battaglia” pubblica la prima edizione, 1992, del Giudice Paolo, una lunga poesia scritta da Marilena, subito dopo la strage di via D’Amelio e recitata ogni anno il 19 luglio durante la consueta manifestazione in ricordo.

Marilena con Alessandro Quasimodo

Marilena con Alessandro Quasimodo

Alcune poesie sono state già pubblicate, ma molte non lo sono ancora. Ebbe una assidua frequentazione con Alessandro Quasimodo, figlio del poeta Salvatore da lei molto amato. Insieme realizzarono molte attività in ricordo del poeta. Alcune poesie, oltre al titolo, riportano la data e l’ora della stesura. La puntualizzazione dell’orario, osservando i testi, nasce dalla necessità di ricordare quel preciso momento, spesso le prime ore dell’alba: un risveglio in versi. Le poesie, in alcuni casi arrivavano improvvise, vengono scritte su foglietti di carta, taccuini ed altro materiale cartaceo.

Quante poesie ha scritto Marilena? Moltissime, forse una al giorno.

Marilena Monti, 1967

Marilena Monti, 1967

Canto musica

«Io canto per raccontare» rispondeva Marilena alle persone che le chiedevano l’origine di questa sua vocazione. Ricordo, tanti anni fa, piazza Navona a Roma, un incontro tra lei e Maria Monti, cantante e impegnata attrice teatrale, che raccontava l’attenzione e la cura che dedicava alla sua voce. Quotidianamente faceva parecchi esercizi ed era seguita e supportata da un insegnante della disciplina. Diversamente Marilena le confidava che usava la sua voce come qualunque altro strumento, senza prestare particolare attenzione al suo miglior rendimento. Attraverso il canto trasmetteva più facilmente la poesia, le parole scelte per meglio raccontare. La voce come cassa di percussione di un suo modo di comunicare.

Eppure, da giovanissima, attraversò un periodo di grande notorietà, per avere vinto un concorso canoro come cantautrice che le segnò la via verso Sanremo. Incise le sue prime canzoni con la Fonit-Cedra. Presto capì che non era la strada che voleva percorrere, quella della musica leggera, poiché l’avrebbe costretta a lunghi viaggi, tenendola lontana dalla sua terra, la Sicilia. Ruppe il contratto con il suo produttore discografico e il pagamento di una penale la rese libera.

hqdefaultContinuò a cantare puntando a tutt’altro progetto. I suoi testi trattano temi sociali, sulla donna, su scenari urbani e sulla natura. Per la sua tesi in biologia condusse una ricerca sul “comportamento degli animali” e bacquerò così dei canti, molto incisivi a livello didattico.

Cantava in dialetto e in italiano. Suonava tutti gli strumenti, tranne il violino.  Pur essendo autodidatta, in campo musicale, ciò non le impedì di realizzare colonne sonore per film e musiche per suoi spettacoli teatrali o di altri autori. L’archivio conserva tutti gli strumenti musicali da lei usati. La chitarra l’ha accompagnata negli innumerevoli concerti, ma negli ultimi tempi preferiva suonare l’ukulele. 

Per la rivista “Mezzocielo”, mensile pensato e realizzato da donne, diretta da Simona Mafai e Letizia Battaglia, Marilena Monti compose la canzone “Mezzocielo” da lei cantata nell’incontro di presentazione del primo numero della rivista, nel dicembre 1991, alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo. In seguito fu collaboratrice attiva della stessa rivista.

Con la facoltà di Architettura, sempre a Palermo, fu in continuo contatto con il corso di design per la realizzazione di canti che raccontano la perdita dell’antica cultura artigianale, sostituita dalla banale produzione in serie. Per i corsi che trattano il tema dell’ambiente scrive e canta “Oreto, desiderio di un fiume”. Altri testi trattano la violenza e lo sfruttamento sulle donne, andate in onda sui canali regionali e nazionali RAI.

Negli ultimi tempi era proiettata a raccontare con il canto il suo dolore per la piaga della migrazione. Il canto e la musica sono spesso presenti nelle sue opere teatrali, ma soprattutto sono un mezzo per raccontare storie. Di sè di frequente diceva: “Sono un cantastorie”.

555920859_10234783480239623_2524754867193791600_nRacconti, romanzi

Nella sua scrittura, Marilena non partiva da un progetto, ma da un processo, come qualcosa che accade mentre avviene: raccogliere quello che si immagina e trasferirlo sulla carta, prima che scompaia. Ricordo di aver letto che scrivere bene significa far parlare il silenzio, così come i dipinti di Rothko, sono completamente silenziosi però parlano.

In archivio sono raccolti e catalogati libri pubblicati, ma sono più numerosi i romanzi e racconti ancora da pubblicare. Ha incontrato editori diversi: Gremese, Battaglia, Di Girolamo, Coppola, Mazzotta, ma la perdita del suo editore preferito, Salvatore Coppola, ha frenato la sua voglia di dare alle stampe i propri lavori.

Al romanzo preferiva il racconto in forma di memoriale. Sentiva l’esigenza di fissare con la scrittura, su un foglio, tutto ciò che le accadeva. Così come il pittore dipinge la sua tela o il fotografo scatta la sua foto, Marilena raccoglieva le sue storie.

Marilena con Pina Grassi

Marilena con Pina Grassi

Didattica

Amava incontrare i giovani per istradarli all’amore per la scrittura. Non partiva da un sapere saturo, già morto, ma offriva gli strumenti, gli attrezzi, le parole per realizzare la propria ricerca, il proprio stile, la propria espressione.

La scrittura come gioco, come compagno dei propri spazi vuoti da sanare, la traslazione del malessere in creatività, una strada che possa aiutare a evitare i frequenti inciampi che accompagnano il percorso del vissuto, soprattutto dei giovani, ma non solo.

Nei suoi laboratori ha trattato di legalità con Pina Maisano Grassi, ha trasmesso l’incisiva  testimonianza di Rosa Balistreri attraverso i suoi canti, si è occupata dei giovani nel “Progetto salute”, diretto dal dottore Mario Mulè, e ha realizzato tanti altri eventi che sono in attesa di essere resi visibili, per la loro capacità di racconto di una didattica assolutamente innovativa. 

Sarebbe interessante potere rintracciare alcuni giovani partecipanti ai corsi, per capire le eventuali ricadute postume dei laboratori.

L’archivio conserva elaborati di: Stefania, Mariella, Antonella, Maurilia, Caterina, Chiara, Sabrina, Giovanna ed altri ancora … La speranza, il desiderio sarebbe quello di continuare ad arricchire, con le loro testimonianze, il percorso tracciato da Marilena.

Ricordo Giacomo Pilati quando chiese a Marilena di istruirlo sui corsi della sua didattica. Marilena fu molto generosa nel raccontare la sua metodologia. L’archivio conserva un progetto didattico che hanno realizzato insieme.

Spesso, negli ultimi anni, le confidavo: “Mi sarebbe piaciuto frequentare un tuo laboratorio di scrittura”. Mi rispondeva con un sorriso.

Il vecchio e il mare, fotrezza sant'Ignazxio, teatro romano di Nora, 2005

Le vecchie e il mare, teatro romano di Nora

Teatro

Il teatro come linguaggio per affrontare la realtà, diceva Luigi Pirandello, anzi di più: «La necessità del teatro per sopravvivere alla dura realtà» In un suo scritto, Marilena dichiarava: «Si, quasi mi travesto, sulla scena della vita più che sulla scena del teatro».

Nello spettacolo “Palermo oh cara!”, anni ‘80, di Gigi Burruano, recita e cura le musiche. Dal 1998 al 2001 è Direttore artistico del Teatro Selinus di Castelvetrano, che era stato inattivo da parecchi anni, rimesso in vita dalla sua energia creativa. “Abitare il teatro” è stato il momento più intenso della sua vita.

Ha scritto testi teatrali, rappresentati in vari spazi teatrali e siti archeologici della Sicilia.
Ha recitato, come attrice, e composto le musiche del testo “Le vecchie e il mare” di Ghiannis Ritsos, con la regia di Orlando Forioso per il teatro della Sardegna a Nora, negli anni ‘90. Lo stesso è  stato riproposto nel 2009 alla Biennale di Venezia su invito di Maurizio Scaparro.

Un altro possibile percorso, partendo dal materiale d’archivio, sarebbe rivisitare la sua cospicua produzione di testi teatrali da lei scritti e ancora inediti.

Marilena a Piazza Marina a palermo

Marilena a Piazza Marina a Palermo

Rai

Svolge il ruolo di programmista-regista a RAI 3, dal 1969 a 1992, anno della chiusura dei programmi della Regione Sicilia. Realizza programmi di intrattenimento e di informazione su fatti culturali. La canzone “Piazza Marina” viene trasmessa dalla radio RAI 3, per 12 puntate come sigla del programma da lei diretto e realizzato, dal titolo “Appunti e contrappunti” anno 1977, nell’obiettivo di far conoscere agli abitanti della città di Palermo la parte storica, ancora in quegli anni, esclusa alla vista per i danni bellici riportati.

Propone e ottiene nel 1982 la realizzazione del film: “Viaggio nella memoria, la Sicilia di Dacia Maraini”, di cui cura anche la colonna sonora.

Il 19 luglio del ‘92, trovandosi in studio da sola per concludere il montaggio del suo ultimo programma, è lei a ricevere la comunicazione della strage di via D’Amelio.

Marilena e Marilù

Marilena e Marilù

Per meglio descrivere il profilo pubblico di Marilena, sarebbe anche utile raccogliere testimonianze dei suoi incontri con personaggi del mondo dello spettacolo e della letteratura.

Ricordo un giorno autunnale, a Palermo nella storica trattoria Hotel Patria, Dacia Maraini raccontava a Marilena di aver trovato, in casa di un suo antenato, un quaderno con appunti e poi di aver a lungo osservato, nella stessa casa, un quadro di una donna con in mano un taccuino. Fu l’origine della nascita del romanzo La lunga vita di Marianna Ucria.  Ma in pochi sono a conoscenza che l’enorme ricerca linguistica, storica e antropologica è stata fornita da Marilena Monti, Rosario La Duca e Antonino Buttitta.

L'Archvio in costruzione (ph. Marilù Balsamo)

L’Archivio in costruzione (ph. Marilù Balsamo)

Archivio

Lo spazio di una stanza, destinato ad archivio di Marilena Monti contiene:

- esposizioni di locandine che illustrano attività teatrali, concerti, presentazioni di libri… e altro;

- n.75 faldoni (ad oggi), distinti in Romanzo, Racconto, Teatro, Poesia, Canti, Rai, Didattica, che contengono manoscritti, dattiloscritti e pubblicazioni, materiale da me trovato tra la sua abitazione e la cantina di Castelvetrano:

L'Archvio in costruzione (ph. Marilù Balsamo)

L’Archivio in costruzione (ph. Marilù Balsamo)

- gli strumenti musicali: chitarre, ukulele, pianola, tromba, clarinetto, fisarmonica, armonica, flauto …ed altri ancora.

- raccolta delle opere già pubblicate.

- articoli inseriti in riviste, testi universitari, ed altre testate giornalistiche.

 - documentazione fotografica, contratti; corrispondenza e poi ancora dei contenitori che conservano materiale ancora da studiare e catalogare.

Inoltre sarà anche possibile ascoltare musica e i suoi canti registrati su nastri e incisi su dischi.

La narrazione di alcuni eventi, sopra accennati, risale ad una mia conoscenza e frequentazione di Marilena che racchiude un tempo molto lungo dal 1976 al 2023.

Tutto il materiale conservato deve essere ancora, con più competenze, approfondito e meglio catalogato.

Era un desiderio espresso da Marilena: la possibilità di raccogliere in un unico volume le sue opere già pubblicate: Poesia/Canto/Narrativa/Teatro. Certa che la sua produzione stava nell’unità di queste diverse espressioni artistiche.

L'Archvio in costruzione (ph. Marilù Balsamo)

L’Archivio in costruzione (ph. Marilù Balsamo)

Di recente si è sempre di più affermato il principio che archiviare non è semplicemente conservare per tramandare conoscenza, ma è soprattutto una possibilità di costruire inventari di idee che riescano a creare una trasversalità come chiave di comprensione del nostro presente. Da qui la elaborazione di nuovi progetti anche per destinatari imprevisti.

Sicuramente i fruitori più accreditati saranno i giovani che con le loro capacità potranno attingere, dal materiale archiviato, idee per elaborare “Casi studio” da esportare sul proprio territorio, ma anche e soprattutto in nuovi contesti. Una fucina creativa destinata a promuovere progresso.

L'Archivio in costrizone

L’Archivio in costruzone (ph. Marilù Balsamo)

La cultura è molto più di un settore economico: è una forza che genera valore, innovazione e coesione sociale. In molti casi spinge a rivisitare tutti quei territori che attraversano un forte declino della loro originaria economia.

Recentemente il 21 giugno, primo giorno d’estate, è stata inaugurata la “Biblioteca Marilena Monti” all’interno del Parco Archeologico di Selinunte (ingresso Triscina), un altro tassello che si aggiunge al dialogo con il “progetto Archivio”. 

Sono segnali fragili, ma opportunamente coniugati possono trasformarsi in spazi molto visibili, produttivi e preziosi.

Poiché archiviare significa in fondo celebrare la memoria desidero infine citare Foscolo: «Un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda». 

Dialoghi Mediterranei, n. 81, settembre 2026

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Marilù Balsamo, architetto, ha insegnato Disegno Industriale nei corsi di Laurea della Facoltà di Architettura di Palermo e di Agrigento. Ha collaborato con l’Assessorato ai Beni Culturali e Ambientali della Regione Sicilia sui temi del recupero di manufatti architettonici e della compatibilità di nuove funzioni negli antichi edifici. Ha svolto ricerche specifiche sui requisiti ambientali del prodotto industriale.

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