di Massimo Minglino
“All different – All equal” era il titolo di una campagna indetta dal Consiglio d’Europa nel 1995 per combattere il razzismo, la xenofobia, l’antisemitismo e l’intolleranza.
La regione dei Balcani presenta, nelle popolazioni che la abitano, profonde differenze e frammentazioni per storia, nazionalità, lingua, cultura, religione e i concetti di convivenza, tolleranza, scambio di culture, sono molto radicati e storicamente consolidati.
Crocevia di importanti strade di comunicazione e di collegamento tra l’Europa Centrale e il Medio Oriente, incrocio di culture e di religioni profondamente diverse, questo territorio restituisce ai giorni nostri un luogo del mondo dove le differenze che si possono leggere nelle trasformazioni delle città, nelle etnie presenti, nelle disuguaglianze culturali e religiose, intrecciano i loro cammini per strade e vicoli, fino a diventare, nella diversità, un modello da imitare.
Basti pensare alla convivenza delle tre religioni monoteiste, che con le loro sedi di culto diventano elementi visibili nella città e punti di riferimento della vita spirituale e sociale, o l’esistenza a nord di Skopje, capitale della Macedonia, della cittadina di Shuto Orizari, l’unico comune in Europa a governo Rom, dove si parla solo la lingua romanì.
Bisognerebbe guardare a questi esempi per ritrovare le ragioni della convivenza, oggi tema politico inquinato da propagande che istillano paure, odio e indifferenza.
Bisognerebbe cominciare proprio da lì, mettendo in discussione sempre le convinzioni consolidate nel profondo, figlie dell’ignoranza, della scarsa sensibilità ad accettare gli altri nelle straordinarie sfaccettature della diversità.
I giovani, la scuola, la cultura sono le speranze di un mondo migliore.
L’uomo è l’unico responsabile del suo destino e dei cambiamenti del mondo e su questo dovrà lavorare per aprire la mente e l’anima ad una visione più alta, fatta di condivisione, tolleranza, dialogo, scambio di culture, dove “tutti siamo diversi e tutti siamo uguali”.
La fotografia può aiutarci a dare un contributo alla maturazione di questa consapevolezza?
Dialoghi Mediterranei, n. 75, settembre 2025
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Massimo Minglino, laureato in Architettura presso l’Università degli Studi di Palermo, con una tesi sul Museo della Fotografia della Città di Palermo, svolge attività professionale a Caltanissetta, associando alla libera professione la passione per l’arte fotografica, che sovente utilizza per lo studio della città e dell’architettura in genere. Approfondisce la ricerca personale per il reportage e il racconto fotografico, attraverso lo studio di testi inerenti la fotografia e partecipando ad incontri, workshop e mostre personali e collettive.
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