di Mona Fkih Khouaja [*]
Sulle isole Kerkennah e lungo la costa di Mahdia, la Tunisia conserva ancora un patrimonio raro: quello di una pesca ancestrale che resiste al tempo e continua a dialogare con la natura. La charfia e la pesca tradizionale del muggine saltatore incarnano un legame profondo con il mare, fondato sulla pazienza, la conoscenza del territorio e il rispetto degli ecosistemi.
A Kerkennah, la charfia appare come una fragile ma ingegnosa architettura vegetale, radicata nell’acqua da secoli. Nessuna fretta, nessun gesto brusco: i pesci si muovono liberamente tra le palme immerse, seguendo il ritmo naturale del mare.
All’alba, il pescatore arriva in silenzio, custode di una tecnica tramandata da padre in figlio. Qui la pesca non è una corsa alla cattura, ma un ascolto, un equilibrio sottile tra l’uomo e l’ambiente.
A El Alia, vicino a Mahdia, il rituale del muggine saltatore anima invece tutta la comunità. La vedetta scruta immobile l’orizzonte, interpretando i segnali segreti del mare.
Quando i branchi affiorano, ogni pescatore conosce il proprio gesto: movimenti precisi, complicità antiche, il lavoro si trasforma in rito collettivo. Le reti che brillano sotto il sole ricordano che qui la pesca è prima di tutto una memoria condivisa.
Queste pratiche, ecologiche per natura, rappresentano oggi un modello prezioso. In un Mediterraneo spesso minacciato dalla pesca intensiva, Kerkennah e Mahdia offrono un esempio di sostenibilità prima del tempo: prendere solo ciò che il mare può dare, senza ferirlo.
Tra palme, onde e reti, si tesse lo stesso messaggio: l’autenticità non è nostalgia, ma una forma di sapienza. Un modo di vivere il mare non come una risorsa da sfruttare, ma come un alleato da rispettare.
Dialoghi Mediterranei, n. 77, gennaio 2026
[*] Mare di Sicilia e Tunisia da una costa all’altra è il titolo di una mostra fotografica itinerante, esposta già alla Medina di Tunisi e al complesso di San Domenico di Trapani, nata dalla collaborazione di due associazioni “I colori della Vita” di Trapani e l’associazione “Didone&Enèe” di Tunisi. Dieci fotografi hanno elaborato un racconto visivo parlando del mare per dare rilevanza a persone e luoghi poco conosciuti e poco considerati. Lo scopo del progetto, ideato del trapanese Paolo Rizzo che vive da dieci anni in Tunisia, vuole essere un contributo alla conoscenza della Tunisia e della Sicilia che tanto hanno in comune. In questa mostra ha esposto Mona Fkih Khouaia con alcune delle fotografie qui pubblicate.
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Mona Fkih Khouaja è stilista di formazione e fotografa per passione. Curiosa e profondamente legata alla natura e ai gesti della vita quotidiana, sviluppa uno sguardo delicato e minimalista che rivela la poesia del reale. Vincitrice del primo premio Bouhaira Invest 2021 e del secondo premio fotografico di Ariana 2021–2022, ha partecipato a diverse esposizioni collettive in Tunisia, oltre che in Germania e in Italia, dove le sue opere sono state presentate nell’ambito di incontri artistici transmediterranei. È inoltre coautrice del libro Mahdia Intemporelle, un omaggio visivo alla sua città e al suo patrimonio marittimo.
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