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Sul paesaggio

Lampedusa (ph. Massimo Minglino)

Lampedusa (ph. Massimo Minglino)

di Massimo Minglino 

Il paesaggio non è semplicemente uno sfondo naturale o urbano, ma un vero e proprio modo di guardare e interpretare il territorio. Nasce dall’intreccio di relazioni tra elementi umani e non umani: persone, comunità, ecosistemi, infrastrutture, tecnologie, ma anche le memorie e le tracce lasciate da generazioni che ci hanno preceduto.

San Cataldo (ph. Massimo Minglino)

San Cataldo (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Contrada Besaro, Caltanissetta (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Delia, Caltanissetta (ph. Massimo Minglino)

Osservare il paesaggio significa interrogare la qualità di questi legami, capire come essi evolvono nel tempo e come contribuiscono a definire l’identità dei luoghi.

(ph. Massimo Minglino)

Gagliano Castelferrato, Enna (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Caltanissetta, veduta dal cimitero (ph. Massimo Minglino)

Fotografare il paesaggio oggi comporta documentare gli squilibri territoriali che caratterizzano il nostro Paese e molte altre regioni del mondo.

(ph. Massimo Minglino)

Troina, campagna (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Borgo Peilia, Caltanissetta (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Ragusa (ph. Massimo Minglino)

Da un lato, le città e le zone costiere soffrono di un eccesso di densità, di edificazione e di consumo di suolo; dall’altro, le aree montane e interne si svuotano progressivamente, perdendo popolazione, servizi e capacità di presidio.

Montalbano Elicona (ph.Massimo Minglino)

Montalbano Elicona (ph.Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Prizzi (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Contrada Polverello,  Messina (ph. Massimo Minglino)

Questa polarizzazione produce fragilità e dissesti ambientali e sociali. Ritrovare un equilibrio significa ripensare il rapporto tra centro e margine, tra aree urbane e rurali, restituendo valore a ciò che oggi appare periferico.

(ph. Massimo Minglino)

Contrada Besaro, Caltanissetta (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Piramide 30 Parallelo, Fiumara d’Arte, Messina (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Santo Stefano di Quisquina, Teatro Andromada (ph. Massimo Minglino)

Un elemento cruciale è il recupero del senso del limite. La cementificazione diffusa, soprattutto nel secondo Novecento, ha spesso violato questo principio, cancellando paesaggi agrari storici, modificando irreversibilmente ecosistemi e interrompendo la continuità tra passato e presente.

(ph. Massimo Minglino)

Agrigento, Valle dei Templi (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Altopiano dell’Argimusco, Messina (ph. Massimo Minglino)

Riconoscere il limite non vuol dire arrestare lo sviluppo, ma orientarlo: costruire dove ha senso, rigenerare invece di consumare, progettare città e infrastrutture che rispettino la morfologia e la memoria dei luoghi.

Etna (ph. Massimo Minglino)

Etna (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Bosco di Malabotta, Messina (ph. Massimo Minglino)

In quest’ottica, la tecnologia non è antagonista del paesaggio, ma può diventare strumento per valorizzarlo.

(ph. Massimo Minglino)

Monreale (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Erice (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Punta Bianca, Agrigento (ph. Massimo Minglino)

L’innovazione digitale e la transizione ecologica possono contribuire a monitorare i rischi idrogeologici, migliorare la gestione delle risorse, favorire nuove forme di agricoltura sostenibile, contrastare l’isolamento delle aree interne grazie a connessioni e servizi intelligenti. 

(ph. Massimo Minglino)

Macari, Trapani (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Etna (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Contrada Cordaro, Enna (ph. Massimo Minglino)

Tradizione e tecnologia non devono essere visti come poli opposti, ma come forze complementari, perché la tutela del paesaggio non è nostalgia, ma un investimento sul futuro: significa capire come i luoghi sono diventati ciò che sono e come possono evolvere in modo equilibrato, inclusivo e sostenibile.

(ph. Massimo Minglino)

Campagna ennese (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Montedoro (ph. Massimo Minglino)

Solo attraverso questo sguardo complesso e integrato possiamo restituire ai territori la loro integrità e costruire un nuovo patto tra uomo, natura e cultura.

(ph. Massimo Minglino)

Delia, Caltanissetta (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Contrada Pellizzaro, Messina (ph. Massimo Minglino)

Nel mio girovagare fotografo sempre il paesaggio; soprattutto lì dove percepisco la bellezza di una veduta, la sorpresa di uno scorcio sotto una luce particolare, bassa, lunga, calda, o l’emozionante armonia tra le parti che compongono ciò che vedo, tanto forte da rapire i sensi nell’immagine che rubo al tempo.

Bronte, Catania (ph. Massimo Minglino)

Bronte, Catania (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Punta Bianca, Agrigento (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Campagna del Nisseno (ph. Massimo Minglino)

(ph. Massimo Minglino)

Borgo Petilia, San Michele di Garistoppa, Caltanissetta (ph. Massimo Minglino)

Paradossalmente, la stessa percezione che mi restituisce bellezza e suggestione, fa leggere le contraddizioni che irrompono dal paesaggio antropizzato, laddove gli interventi dell’uomo sul territorio risuonano spesso prepotenti e poco rispettosi del contesto ambientale, lasciando segni e cicatrici impossibili da cancellare o nascondere.

Se vogliamo imparare a riconoscere la bellezza, basterebbe guardare ciò che ci circonda. Basterebbe vivere il paesaggio nella sua totalità, lasciando che i nostri sensi ci aiutino ad apprezzare ciò che ci è dato generosamente in dono nel nostro inquieto andare per il mondo. 

Dialoghi Mediterranei, n. 77, gennaio 2026  
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Massimo Minglino, laureato in Architettura presso l’Università degli Studi di Palermo, con una tesi sul Museo della Fotografia della Città di Palermo, svolge attività professionale a Caltanissetta, associando alla libera professione la passione per l’arte fotografica, che sovente utilizza per lo studio della città e dell’architettura in genere. Approfondisce la ricerca personale per il reportage e il racconto fotografico, attraverso lo studio di testi inerenti la fotografia e partecipando ad incontri, workshop e mostre personali e collettive.

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