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Semiotica dei meme e iconografia del dissenso nell’era digitale. Il caso Luigi Mangione

coverdi Stefania Donno

Introduzione 

Nel mattino del 4 dicembre 2024, un uomo incappucciato uccide a sangue freddo Brian Thompson, il CEO dell’azienda assicurativa sanitaria United Healthcare, davanti a un hotel di Manhattan. Il colpo viene sparato con un’arma realizzata, in parte, con una stampante 3D [1]. L’assassino viene identificato dalla polizia newyorkese qualche giorno dopo: si tratta del giovane ventiseienne italo-americano Luigi Mangione. Su di lui si sa pochissimo: nato nel Maryland, a Towson, da una famiglia benestante di lontane origini siciliane, Mangione non ha precedenti penali e i suoi post sui social media lo indicano come un uomo apparentemente tranquillo, anche se disilluso e critico nei confronti delle disuguaglianze sociali. L’omicidio, ripreso freddamente dalla telecamera di videosorveglianza di un edificio attiguo all’hotel, è giustificato al momento dell’arresto dallo stesso Mangione attraverso un manifesto [2] scritto di suo pugno: un testo di accusa contro le ingiustizie del sistema sanitario americano e lo strapotere delle aziende assicurative.

Nel vorticoso flusso di informazioni e immagini che segna la nostra epoca, le notizie di cronaca possono diventare tanto virali da perdere il contatto con la realtà che esse dovrebbero denotare. Il gesto dell’assassino di Thompson, ancor prima che costui assumesse il nome e il volto di Luigi Mangione, viene immediatamente celebrato sui social network e sui blog con post, video e meme che rappresentano l’ancora anonimo responsabile nella veste di eroe, santo o vendicatore. La diffusione massiccia – su piattaforme di nicchia come 4chan, Reddit e Telegram e su piattaforme mainstream come Facebook e Instagram – di tali contenuti è estremamente indicativa della portata del fenomeno [3] e non si ferma neanche dopo la rivelazione dell’identità dell’indagato, anzi.

Il caso Mangione è stato descritto da diverse testate giornalistiche come «the most debated and polarizing murder suspect in recent history» [4]. Esso, con la potenza e la risonanza che si è guadagnato nello spazio digitale, testimonia perfettamente i meccanismi della comunicazione e della partecipazione transmediale. Tale avvenimento, infatti, si inserisce all’interno di un panorama comunicativo in cui la realizzazione di contenuti mediatici non è realizzata solo da personale esperto e certificato, bensì da utenti prosumer in grado di mischiare linguaggi e stili (dall’intrattenimento alla critica sociopolitica) attraverso lo strumento memetico per veicolare opinioni, emozioni e narrazioni collettive. Da questo punto di vista, il presente lavoro si propone di analizzare il caso di Luigi Mangione come un oggetto culturale complesso, simbolico, a cavallo tra semiotica, sociologia e iconografia dei media. L’obiettivo è comprendere come la figura di Mangione, da icona mediatica, sia assurta a vettore di partecipazione, critica sociale e dissenso politico, a seconda degli spazi in cui è stata usata e condivisa.

La presente analisi si avvale di una metodologia qualitativa e multidisciplinare, volta a comprendere il fenomeno memetico e la sua circolazione online. In primo luogo, procede con l’analisi del caso, ponendo attenzione ai meccanismi di propagazione della notizia e alle dinamiche di condivisione tra gli utenti. Successivamente, sviluppa una riflessione sociologica sulla partecipazione attiva degli utenti, considerata alla luce delle interazioni digitali e dei processi di costruzione del consenso. Infine, propone una lettura iconografica e visiva della produzione memetica su Mangione attraverso l’analisi di immagini e testi. L’indagine copre il periodo compreso tra dicembre 2024 e settembre 2025, pur riconoscendo che il fenomeno, contiguo al processo del principale indagato, sia lontano dall’essere esaurito. 

getfotoIl caso Luigi Mangione: deny, defend, depose

Il caso Luigi Mangione si colloca tra cronaca, mito e rappresentazione digitale e riflette curiosamente il modo in cui prende forma, nella realtà mediatica attuale, la costruzione di una notizia di cronaca. Come lettori, spesso tendiamo a dimenticare che le notizie sono anche infotainment e che molte di queste vengono costruite a tavolino, a discapito della verità oggettiva e a favore di una narrazione che si adatta meglio all’engagement richiesto dalla società globale, puntando più sulla viralità e la velocità che sull’attendibilità delle fonti.

Indicativo di questo processo è il modo in cui gli utenti del web, a seguito dell’omicidio dell’amministratore delegato di United Healthcare, ancora privi di riferimenti sulla reale natura dell’omicida, abbiano colmato i vuoti di comunicazione ufficiale con narrazioni alternative, facendo dell’assassino di Brian Thompson un valoroso paladino delle ingiustizie sociali, una figura archetipica di resistenza contro le disuguaglianze del sistema sanitario statunitense:

«People rally against the villain, whether it’s a company, a system, or an idea. In Mangione’s case, the shared grievances of chronic pain sufferers, frustrated patients, and grieving families amplified the emotional resonance of his story» [5].

Questa strategia ha funzionato perché da un lato ha incanalato il serpeggiante malcontento verso l’iniquità del sistema statunitense e dall’altro ha unito una comunità virtuale molto vasta ed eterogenea nell’ostilità verso la versione ufficiale inizialmente proposta dal governo, che rappresentava la ricerca dell’assassino di Thompson come la caccia ad un pericoloso killer a piede libero. In questo incastro proficuo, il meme è risultato un mezzo molto efficace per comunicare la propria posizione e per esprimere con un gesto all’apparenza disimpegnato un liberatorio senso di rivalsa:

«Consapevole della propria impotenza di fronte ai colossali meccanismi di cui è insieme minuto ingranaggio e vittima designata, l’uomo medio trova in certi esercizi di semantica una consolazione a buon mercato e soprattutto può rintracciarvi un senso di comunità, un’affinità elettiva con un altro speculare, diversamente impossibile anche solo da immaginare» [6].

9788860309600_0_0_536_0_75Ispirati dall’evento iniziale, gli internauti hanno così creato a poco a poco la figura archetipica del difensore degli oppressi senza compromessi: una figura polarizzante che dà voce al bisogno, genuino e umano, di esternare la propria frustrazione nei confronti delle storture della società. Che si tratti di condividere meme, creare tag o condividere post feroci, questa partecipazione ha permesso da un lato di cavalcare un fenomeno virale dal forte contenuto emotivo e dall’altro di gettare le basi di una mobilitazione senza leadership, dai contorni apparentemente uniti ma profondamente divisa e frammentata, com’è tipico dell’attivismo digitale.

Quando poi l’identità di Mangione è stata rivelata e sono trapelate le prime frammentarie informazioni, la fase di generazione di meme e tag come Free Luigi, mescolando in un unico calderone registri e stili linguistici, finalità ludiche e attivismo, ha trasformato l’episodio da grave fatto di cronaca locale ad evento che ha ispirato una nutrita platea transnazionale. Non stupisce, in questa cornice, che la produzione virale di oggettistica e fanpage, da parte degli ammiratori, abbia contribuito, seppur in modo spesso anche triviale e sicuramente lontano dagli scopi dello stesso Mangione, a diffondere consenso, producendo un atteggiamento difensivo e giustificatorio nei confronti della sua figura. Tale difesa assume contorni frastagliati e sfaccettati: c’è chi, nella stessa magmatica platea, condivide i fini ma non ne approva la violenza; c’è chi inneggia alla morte di Thompson, paragonandolo a una vittima sacrificabile o addirittura, in un’ottica da videogame o serie tv, a un antagonista dello stesso Mangione, rammentando gesti di altri attentatori del passato reali (Theodore John Kaczynski, l’Unabomber americano) o fittizi (Mister V del film V for Vendetta).

In generale, quello che mostrano questi contributi è un reale bisogno di far sentire immediatamente la propria voce, usando un linguaggio visivo, simbolico e vario, e di esprimere un dissenso fondato, pur nell’eterogeneità della platea di utenti, da un generico senso di opposizione al sistema che nel caso specifico ha visto nell’industria farmaceutica il proprio bersaglio. Mangione è dunque diventato in breve tempo una figura eroica di per sé, indipendentemente dalle sue reali intenzioni: il vendicatore che tutto sacrifica alla causa. E per un interessante processo di comunicazione transmediale (web – cinema – TV – carta stampata), la stessa narrazione con cui i media tradizionali [7] hanno presentato Luigi Mangione, ponendo l’enfasi sul suo aspetto fisico di giovane maschio bianco, bello e atletico, ha finito con l’ammiccare spregiudicatamente alla sua immagine costruita nel cyberspazio e allo stereotipo dell’antieroe tenebroso cinematografico, l’uomo che si ribella ad un cinico sistema; in tal modo plasmando una proiezione collettiva e rendendo il personaggio interpretabile attraverso i codici della cultura pop occidentale.

L’uso del meme diventa così parte integrante di un processo di mitizzazione che coincide con un’azione di risemantizzazione: le origini italiane di Mangione, l’associazione al Luigi del videogioco Super Mario Bros., tutto rimanda ad uno scenario frivolo e insieme impegnato, la cui chiave umoristica e la conseguente risonanza emotiva, fattori chiave dell’impatto sul pubblico di un contenuto memetico, hanno contribuito a fare di Mangione una star, a far quasi dimenticare il contesto e le motivazioni del suo atto e ad edulcorarne le azioni.

Come conseguenza, chi si è imbattuto nei meme di Mangione è stato per lo più spinto ad allinearsi o a criticare le sue motivazioni, senza porsi riflessioni realmente approfondite e strutturate sul fatto di cronaca cui questi rimandano. Queste narrazioni diventano sempre più il modo in cui le persone apprendono e conoscono gli eventi. Si riducono complessi problemi sociali a simboli, immagini pregne di significati stratificati, emotivamente aggancianti, ma sganciate da un referente che appare lontano e sepolto dal progressivo processo risemantizzazione. La critica all’uso dello strumento memetico evidenzia che, nel caso di Mangione, l’enorme potere del discorso visivo operato dagli utenti rischia di distogliere l’attenzione dal reale problema del sistema sanitario nazionale statunitense: concentrandosi sulla spettacolarità tragica dell’atto si perde profondità analitica.

remediationIconografia del dissenso: da Luigi Mangione a Super Mario

Il caso Luigi Mangione non si è limitato a generare un movimento che, prendendo spunto dal gesto violento e dalle sue implicazioni politiche, ha creato scalpore, ma ha innescato anche un processo di costruzione iconografica e ibridazione. La sua immagine, rapidamente rielaborata e assorbita all’interno della cultura digitale, è stata affiancata ad icone della cultura popolare: il famoso villain Tony della serie The Sopranos, il goffo idraulico Luigi dello storico platform Super Mario Bros., il Gesù più politico raccontato dai Vangeli. Questo slittamento visivo ha contribuito a rafforzare la sua popolarità, perché ha usato un linguaggio, quello memetico, la cui interpretazione apparentemente immediata, che non a caso si traduce in card condivisibili nei contesti più disparati e senza la necessità che l’utente argomenti di suo pugno, coincide con un’azione di posizionamento frivolo e impegnato su determinati temi.

Nel caso Mangione, questa estremizzazione tra opposti è visibile nella molteplicità di produzioni pubblicate: dalle rappresentazioni dell’insieme Luigi di Super Mario fino a quelle legate alla Saint Culture in cui Mangione, così come altri killer prima di lui, viene associato, iconograficamente, ad un martire della sanità da invocare contro le storture della società americana. Tale immaginario si costruisce su un linguaggio onnivoro e pop: schegge di codici religiosi, culturali e popolari creano una nuova forma di dibattito visuale, seppur discutibile, in cui l’importante è posizionarsi più che riflettere con profondità.

Meme Saint Luigi Mangione! The patron saint of health care justice, postato dall’utente Mohamed Gadelrab il 17 dicembre 2025 sul proprio profilo Instagram, [https://www.instagram.com/p/DDr5FrfMl5n/ ]

FIG. 1 Meme Saint Luigi Mangione! The patron saint of health care justice, postato dall’utente Mohamed Gadelrab il 17 dicembre 2025 sul proprio profilo Instagram, [https://www.instagram.com/p/DDr5FrfMl5n/ ]

W.J.T Mitchell, nel suo saggio Pictorial turn, descrive la realtà contemporanea come un vasto mondo globale in cui ogni immagine ci parla e ci invita a riflettere sul suo senso. Le figure che acquistano potere nella comunicazione sociale eccedono rispetto alla loro intenzione originaria: «sono forze onnipotenti, responsabili di tutto, dalla violenza alla decadenza morale, ma vengono anche mostrate come puro nulla, prive di valore, vuote e vane» [8]. Non rappresentano solo “qualcosa” ma producono plusvalore [9] simbolico: effetti interpretativi che, iscrivendosi in dinamiche culturali e politiche, fanno da catalizzatore a significati stratificati, spesso contraddittori tra loro [10].

A dimostrazione di tale affermazione, voglio analizzare tre famiglie memetiche su Luigi Mangione: il primo insieme, a sfondo para-religioso, raffigura Mangione nelle vesti di un santo; il secondo rappresenta Mangione nei panni di Luigi, il personaggio del videogioco Super Mario Bros; il terzo lo equipara al famoso villain della serie The Soprano.                                                                                     

Figura 2 - Meme Luigi Mangione Patron Saint of American Health Care, postato da Daniel Tyrrell  Il 13 dicembre 2024 sulla pagina Facebook Classical Art Memes Unmoderated! [https://www.facebook.com/groups/1429021741282140/posts/1717886635728981/]

Figura 2 – Meme Luigi Mangione Patron Saint of American Health Care, postato da Daniel Tyrrell
Il 13 dicembre 2024 sulla pagina Facebook Classical Art Memes Unmoderated

 

Le figure 1 e 2 fanno riferimento a Saint Luigi of Mangione [11], qui rappresentato in due varianti assai simili. Questo topos memetico richiama per iconografia (vestiario, posizione, attributi) il modello classico delle raffigurazioni religiose cattoliche dei santi martiri o, ancora più nello specifico, del Sacro Cuore di Gesù [12] legato al culto del cuore del messia (simbolo del suo amore infinito e della sua compassione per l’umanità). Ci sono diversi dettagli in queste immagini che ammiccano all’iconografia canonica: il volto che ci guarda frontalmente; la posizione delle mani, la veste sacra; l’aureola dorata; il cuore luminoso e radiante disposto centralmente; il limbo neutro in cui è collocata la figura.

Allo stesso tempo, ci sono elementi che puntano a scardinare il modello tradizionale. Prima di tutto il medium utilizzato per l’esecuzione dell’immagine: anziché la pittura viene usata l’intelligenza artificiale, in grado di rappresentare in maniera fotografica l’aspetto di Luigi Mangione; poi la modalità di rappresentazione del cuore, che nel caso di Mangione ha una forte “materialità”: cucito nella veste nella Figura 1, tenuto in mano in quanto oggetto metallico che riflette la luce nella Figura 2. I colori scelti per l’abbigliamento, infine, sono il verde, tinta che ricorda la tuta dell’idraulico Luigi di Super Mario Bros, e l’azzurro, invece del rosso e blu, colori canonicamente associati alla natura divina e al martirio di Cristo.

Figura 3 - Sacro Cuore di Gesù, di Pompeo Batoni (1767)

Figura 3 – Sacro Cuore di Gesù, di Pompeo Batoni (1767)

Figura 4 - Sacro Cuore di Gesù, olio su rame, secolo XIX, Portogallo.

Figura 4 – Sacro Cuore di Gesù, olio su rame, secolo XIX, Portogallo.

Le immagini, ideate e pubblicate in diverse varianti sui social network, si sono diffuse massivamente – la prima delle due è stata addirittura usata da anonimi attivisti per essere proiettata su un edificio a Manhattan [13] il 20 febbraio 2025, nel corso di un’azione simbolica in vista del primo ingresso di Mangione in tribunale [14]. L’efficace estetica “pop”, mescolando sacro e profano, comunica visivamente e simbolicamente il contrasto che rappresenta e gioca ironicamente con l’alto e col basso. 

Figura 5 - La proiezione del meme di Luigi Mangione su un edificio all'incrocio tra Canal Street e Lafayette Street a Lower Manhattan, giovedì sera, 20 febbraio 2025. [https://hyperallergic.com/991502/massive-free-luigi-image-projected-on-manhattan-building/]

Figura 5 – La proiezione del meme di Luigi Mangione su un edificio all’incrocio tra Canal Street e Lafayette Street a Lower Manhattan, giovedì sera, 20 febbraio 2025. [https://hyperallergic.com/991502/massive-free-luigi-image-projected-on-manhattan-building/]

Per analizzare questo gruppo memetico è interessante ricordare il fenomeno dei Saint Culture: questa corrente estremista, diffusa all’interno del movimento suprematista bianco, fa riferimento alla venerazione iconica di assassini, rei di atti estremi di violenza motivati ​​dall’odio razziale, venerati come santi principalmente dalle subculture digitali alt-right. Questa tendenza è strettamente connessa all’ideologia accelerazionista, ossia l’idea che la violenza serva ad accelerare il collasso delle strutture sociali esistenti, al fine di ristabilire l’egemonia etnica bianca [15]. Nelle comunità digitali come Telegram, 4chan o Reddit questi personaggi vengono celebrati tramite post, meme e oggettistica varia quali calendari, candele votive, poster e carte da gioco stile Magic che richiamano l’iconografia religiosa [16]. Il caso Mangione, il quale può essere collocato sul versante opposto dell’arco politico, è indicativo di quanto questo fenomeno abbia assunto connotati mainstream e non più di nicchia.

Figura 6 - Un'immagine raffigurante Mangione, 26 anni, in abiti da santo mostrata su un veicolo che passava davanti alla Corte Suprema di Manhattan prima della sua udienza. Reuters –  [https://www.dailymail.co.uk/news/article-14419163/Luigi-Mangione-depicted-saint-court-hearing-besieged.html]

Figura 6 – Un’immagine raffigurante Mangione, 26 anni, in abiti da santo mostrata su un veicolo che passava davanti alla Corte Suprema di Manhattan prima della sua udienza. Reuters –[https://www.dailymail.co.uk/news/article-14419163/Luigi-Mangione-depicted-saint-court-hearing-besieged.html] 

Figura 7 – Meme Luigi Mangione, postato da @shirtsthatgohard su X il 9 dicembre 2024, in seguito eliminato

Figura 7 – Meme Luigi Mangione, postato da @shirtsthatgohard su X il 9 dicembre 2024, in seguito eliminato

Figura 8 – Meme Luigi “The last thing that Brian Thompson, CEO of UnitedHealthcare saw” postato dall’utente @PuppygirlMao su X 10 mesi fa [https://x.com/PuppygirlMao/status/1866186947577737575]

Figura 8 – Meme Luigi “The last thing that Brian Thompson, CEO of UnitedHealthcare saw” postato dall’utente @PuppygirlMao su X 10 mesi fa [https://x.com/PuppygirlM

Il secondo insieme in analisi fa riferimento alla figura dell’idraulico Luigi di Super Mario Bros. Nella cultura digitale contemporanea, Luigi non richiama solo il mitico gioco della Nintendo, ma anche l’archetipo dell’eroe che affronta, in solitaria, per quanto in modo scanzonato, un sistema ingiusto. La sua immagine funziona da metafora di resistenza contro un mondo organizzato per livelli di difficoltà, in cui il vero antagonista è percepito come un mostro imbattibile.

Figura 9 – Meme Luigi “How it went down” postato dall’utente @ryanhorton su X il 9 dicembre 2024 [https://x.com/ryanhorton]

Figura 9 – Meme Luigi “How it went down” postato dall’utente @ryanhorton su X il 9 dicembre 2024 [https://x.com/ryanhorton]

In questa variante, Luigi Mangione viene raffigurato attraverso un collage intertestuale: l’iconica felpa con il cappuccio, quella che indossava al momento dell’arresto, e la pistola 3D; il cappello verde e il tipico volto dai baffi neri e dal naso a patata, sono tutti attributi volti a formare una nuova iconografia del personaggio, in cui non è più riconoscibile un confine distinguibile tra Luigi l’idraulico e Mangione l’assassino, in un continuo slittamento tra realtà e fantasia.

L’accostamento al personaggio videoludico non è soltanto un piacevole gioco linguistico, ma un esempio di rimediazione utile a conferire densità ad un’immagine già pregna di significati preesistenti. Tutto questo mette in luce il bisogno e il gusto, da parte delle comunità digitali, di costruire narrazioni attraverso simboli noti, anche a costo di semplificare o distorcere la realtà dei fatti. Qui sta la potenza di un meme: non tanto di rappresentare fedelmente un evento, quanto rendere digeribili argomenti complessi, grazie a codici facilmente interpretabili e replicabili, galvanizzando l’opinione pubblica attraverso il coinvolgimento emotivo.

Figura 10  - Meme Tony Soprano's "In This House, Columbus Is A Hero, End Of Story!" postato dall’utente @JackdawJackal su X il 7 giugno 2022 [https://knowyourmeme.com/memes/tony-sopranos-in-this-house-columbus-is-a-hero-end-of-story]

Figura 10 – Meme Tony Soprano’s “In This House, Columbus Is A Hero, End Of Story!” postato dall’utente @JackdawJackal su X il 7 giugno 2022 [https://knowyourmeme.com/memes/tony-sopranos-in-this-house-columbus-is-a-hero-end-of-story]

L’ultimo insieme analizzato fa riferimento ad immagini tratte della famosa serie televisiva The Sopranos. The Sopranos è stata una delle più importanti serie televisive prodotte dall’emittente privata via cavo HBO, trasmessa in America dal 1999 al 2007. Il suo successo strepitoso, tale da creare una nutrita e viva fanbase, identifica nella serie la capacità di essere un ampio contenitore di stereotipi sul mondo della criminalità organizzata italo-americana.

Questa famiglia di meme fa parte di un filone più ampio che attinge dal grosso bacino cinetelevisivo contemporaneo. Per spiegare meglio questa associazione bisogna ricordare che i meme, per funzionare efficacemente, hanno bisogno di frame narrativi già pronti per essere utilizzati da un pubblico che possa di volta in volta decifrarli e ricontestualizzarli. Ogni volta una scena tratta da un film, o una serie come in questo caso, viene innalzata allo statuto di icona visuale, viene utilizzata come un codice dagli utenti del web, diventando un gancio, un punto d’accesso al fatto di cronaca e producendo un interessante fenomeno di risonanza emotiva da parte del pubblico.

Come ricorda Umberto Eco, quello che rende un film un cult è la capacità di un testo di evocare archetipi e situazioni narrative in cui è facile identificarsi. In Casablanca, ad esempio, i personaggi non vivono una vita “reale”, ma una vita costruita principalmente su stereotipi attinti da film precedenti, in modo tale da creare un effetto di dejà vu che favorisce la connessione emotiva del pubblico: 

«The structure of Casablanca helps us to understand what happens in those movies that are born in order to become cult objects. What Casablanca does unconsciously, other movies will do with an extreme intertextual awareness – and with the expectation that the spectator be equally aware of their purposes. These are “postmodern” movies, where the quotation of the topos is recognized as the only way to cope with the burden of our encyclopedical filmic competence» [17]. 
Figura 11 – Meme Sopranos: Me and the boys paying a visit to the McDonalds employee that snitched on Luigi Mangione - postato dall’utente @vidsthatgohard il 17 dicembre 2025 sul proprio profilo Instagram, [ https://x.com/vidsthatgohard/status/1866209165145759826 ]

Figura 11 – Meme Sopranos: Me and the boys paying a visit to the McDonalds employee that snitched on Luigi Mangione – postato dall’utente @vidsthatgohard il 17 dicembre 2025 sul proprio profilo Instagram, [ https://x.com/vidsthatgohard/status/1866209165145759826 ]

Eco sottolinea inoltre che tali prodotti devono essere in grado di evocare emozioni intense attraverso situazioni che non sono completamente risolte o che giocano sull’ambiguità delle scene. Nel caso dei meme tratti da The Sopranos, gli utenti partecipano a un processo continuo di riconoscimento e ri-significazione di alcune scene considerate rappresentative o iconiche.  

Un esempio di questo concetto è il meme It’s Anti-Italian Discrimination: come descritto dalla piattaforma knowyourmeme.com, questo esempio, una immagine macro, usata come reaction, mostra una scena tratta dall’episodio Christopher, stagione IV, mandato in onda il 29 settembre del 2002 [18]. 

Figura 12 - Meme It's Anti-Italian Discrimination, postato da Philip DeFranco su X il il 9 dicembre 2024 [https://x.com/PhillyD/status/1866220846890545380/]

Figura 12 – Meme It’s Anti-Italian Discrimination, postato da Philip DeFranco su X il il 9 dicembre 2024 [https://x.com/PhillyD/status/1866220846890545380/]

Il meme viene utilizzato dagli internauti in situazioni o discussioni in cui si vuole sottolineare, realisticamente o meno, un certo atteggiamento yankee e razzista verso gli italo-americani. Nella variante qui proposta, pubblicata su X il 9 dicembre 2024, lo youtuber Philip DeFranco completa il meme contestualizzandolo rispetto al caso Mangione e ottenendo più di un milione di visualizzazioni: « Because I’m Italian, despite any and all evidence to the contrary, I believe am genetically obligated to say Luigi Mangione didn’t do it. I believe he was at my mom’s house making sauce for dinner at the time of the shooting. Thank you. No further questions» [19].

Scene famose vengono considerate, amate ed esperite dal pubblico per il loro potere iconico, per il loro valore estetico e per i significati morali e sociali a loro attribuiti. L’attenzione che attira a sé questa tipologia non si limita alla pura auto-referenzialità: ponendo una cornice interpretativa e codificando il gesto di Mangione come un’azione condivisibile nell’immaginario della serie The Sopranos, si applica un corto circuito etico che porta a giustificare l’atto, ironicamente o meno, sia nella finzione che nella realtà. 

cover-ccube-watson-meme-mark-fisherConclusioni 

È sempre più frequente che utenti che condividono meme non conoscano gli spunti da cui sono tratti.  Al giorno d’oggi, il loro interesse viene stimolato da questa nuova forma multimediale, veloce e immediata, per certi versi quasi più influente della semplice realtà. In un contesto in cui i simboli circolano più velocemente dei fatti e la viralità diventa uno strumento potente di comunicazione, il caso Mangione ci offre la possibilità di esplorare i confini instabili della comunicazione nella rappresentazione della realtà. Un racconto di cronaca può diventare un processo mitopoietico costruito dai milioni di utenti del web, riflettendo l’intersezione tra viralità digitale e archetipi narrativi. In questo contesto, il meme non è solo un veicolo di intrattenimento, ma anche un dispositivo simbolico in grado di generare discussioni, discorsi, spazi di elaborazione collettiva, dove la protesta si mescola all’umorismo, il dramma al gioco, in un continuo rimescolamento che riflette le contraddizioni della società ipermediata. Da un lato, i meme offrono una finestra in cui si incastra la “cultura partecipativa” e condivisa del web, dove gli utenti non sono solo consumatori di contenuti, ma partecipanti attivi alla loro creazione e diffusione. Dall’altro, possono essere visti come strumenti di posizionamento attraverso il ricorso a “capitale culturale” e lungo un processo di negoziazione di significati etico-sociali e di partecipazione ad una società in cui le immagini spesso sono più importanti della realtà.

Se da un lato l’ironia permette di abbassare le barriere d’ingresso al discorso politico, creando spazi di partecipazione più ampi, dall’altro rischia di ridurre la complessità a uno schema binario, giusto e sbagliato – eroi contro cattivi –, dove il dissenso è tradotto in linguaggi puerili e umoristici che non sempre si traducono in azione. Eppure, questo riduzionismo alimenta anche l’attivismo che poi torna alle piazze reali, fornendo un punto focale per l’azione collettiva e teorici come Mike Watson, discutendo l’eredità del compianto Marc Fisher, chiedono che anche a sinistra si comincino a prendere i meme sul serio.

In un mondo in cui l’attenzione degli utenti è una risorsa limitata e preziosa nel mondo digitale, i meme, con la loro capacità di essere rimediati, manipolati e condivisi rapidamente, sono strumenti efficaci per stimolare, catturare e mantenere l’attenzione su eventi dal forte impatto emotivo e simbolico, rispecchiando e influenzando le strutture sociali e culturali della nostra epoca. 

Dialoghi Mediterranei, n. 76, novembre 2025
Note
[1] Thomas Gibbons-Neff, Aric Toler, When a Glock Isn’t a Glock: The History of the Pistol Found With Luigi Mangione, The New York Times, 12 dicembre 2024 [https://www.nytimes.com/2024/12/12/us/unitedhealthcare-luigi-mangione-gun.html]
[2] «To the Feds, I’ll keep this short, because I do respect what you do for our country. To save you a lengthy investigation, I state plainly that I wasn’t working with anyone. This was fairly trivial: some elementary social engineering, basic CAD, a lot of patience. The spiral notebook, if present, has some straggling notes and To Do lists that illuminate the gist of it. My tech is pretty locked down because I work in engineering so probably not much info there. I do apologize for any strife or traumas but it had to be done. Frankly, these parasites simply had it coming. A reminder: the US has the #1 most expensive healthcare system in the world, yet we rank roughly #42 in life expectancy. United is the [indecipherable] largest company in the US by market cap, behind only Apple, Google, Walmart. It has grown and grown, but as our life expectancy? No the reality is, these [indecipherable] have simply gotten too powerful, and they continue to abuse our country for immense profit because the American public has allowed them to get away with it. Obviously the problem is more complex, but I do not have space, and frankly I do not pretend to be the most qualified person to lay out the full argument. But many have illuminated the corruption and greed (e.g.: Rosenthal, Moore), decades ago and the problems simply remain. It is not an issue of awareness at this point, but clearly power games at play. Evidently I am the first to face it with such brutal honesty». Ken Klippenstein, Exclusive: Luigi’s Manifesto Read the manifesto the media refused to publish, Ken Klippenstein personal site, 10 dicembre 2024  [https://www.kenklippenstein.com/p/luigis-manifesto]
[3] Angela Watercutter, The Internet’s Obsession With Luigi Mangione Signals a Major Shift, Wired, 10 dicembre 2024 [https://web.archive.org/web/20241210170130/https://www.wired.com/story/internet-culture-luigi-mangione-major-shift-fandom/]
[4] Lorena O’neil, The life and mystery of Luigi Mangione, Rolling Stone, 9 marzo 2025 [https://www.rollingstone.com/culture/culture-features/luigi-mangione-united-healthcare-ceo-shooting-suspect-1235290609/]
[5] Marcos G. Figueira, How storytelling and semiotics build public opinion: the case of Luigi Mangione, Medium, 11 dicembre 2024 [https://marcosfigueira.medium.com/how-storytelling-and-semiotics-build-public-opinion-the-case-of-luigi-mangione-f7754dd69c77]
[6] Mario Motta, Luigi Mangione è già meme, Dissipatio, 13 Dicembre 2024 [https://www.dissipatio.it/luigi-mangione-e-gia-meme/]
[7] «In tribunale, una schiera di giornalisti sta aspettando Mangione. “Fallo sembrare sexy”, dice un fotografo a un operatore video che cerca di capire quali siano le angolazioni e le luci migliori.» Lorena O’neil, Vita e misteri di Luigi Mangione, Rolling Stone, 25 marzo 2025 [https://www.rollingstone.it/cultura/societa/vita-e-misteri-di-luigi-mangione/972621/]
[8] Mitchell, 2017, p.140
[9] Ivi, p.139
[10] Un esempio di tutto questo è nel cercare nella figura di Mangione un’identificazione politica a destra o a sinistra.
[11] Una query che risulta avere il suo picco, in termini di ricerca dal 22 al 28 dicembre 2024, dati Google trends [https://trends.google.it/trends/explore?date=today%205-y&q=Saint%20Luigi%20of%20Mangione&hl=it]
[12]Wikipedia, Sacro cuore di Gesù [https://it.wikipedia.org/wiki/Sacro_Cuore_di_Gesù]
[13] Daniel Bates, Luigi Mangione is depicted as a SAINT in sick scene as court hearing is besieged by dozens of fans eager to catch glimpse of insurance boss’s ‘killer’, Daily Mail, 21 febbraio 2025  [https://www.dailymail.co.uk/news/article-14419163/Luigi-Mangione-depicted-saint-court-hearing-besieged.html]
[14] Rhea Nayyar, Massive “Free Luigi” Image Projected on Manhattan Building, Hyperallergic, 21 febbraio 2025  [https://hyperallergic.com/991502/massive-free-luigi-image-projected-on-manhattan-building/]
[15] Zoe Manzi, ‘Saints Culture’, Institute for Strategic Dialogue (ISD), 29 gennaio 2024 [https://www.isdglobal.org/explainers/saints-culture/]
[16] European Observatory for Online Hate, Meme Warfare: Luigi Mangione and the Mainstreaming of Saints Culturehttps://eooh.eu/articles/luigi-mangione-saints-culture-brian-thompson-murder
[17] Eco, 1985, p. 11
[18] Know your meme, It’s Anti-Italian Discrimination, [ https://knowyourmeme.com/memes/its-anti-italian-discrimination]
[19] Meme It’s Anti-Italian Discrimination, postato da Philip DeFranco su X il il 9 dicembre 2024 [https://x.com/PhillyD/status/1866220846890545380/] 
Riferimenti bibliografici
Daniel Bates, Luigi Mangione is depicted as a SAINT in sick scene as court hearing is besieged by dozens of fans eager to catch glimpse of insurance boss’s ‘killer’, Daily Mail, 21 febbraio 2025  [https://www.dailymail.co.uk/news/article-14419163/Luigi-Mangione-depicted-saint-court-hearing-besieged.html]
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SITOGRAFIA
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Stefania Donno, vive a Milano e lavora come Art Digital Director freelance e docente in Discipline Audiovisive e Multimediali presso il Liceo Artistico Statale di Brera. Si è specializzata in fotoreportage seguendo workshop formativi con Stefano De Luigi e Jodi Bieber. Dal 2007 collabora come fotografa e Art Director per numerose aziende e fondazioni non profit. Ha realizzato reportage in Italia e nel mondo e ha seguito campagne pubblicitarie di comunicazione. Dal 2014 al 2019 è stata l’assistente dell’artista contemporanea Julia Krahn per cui ha curato la comunicazione e l’editing delle opere video artistiche.
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