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Ripensando a Marilena, alle sue parole che graffiavano e accarezzavano

Posted By Comitato di Redazione On 1 settembre 2026 @ 02:29 In Cultura,Letture | No Comments

Marilena Monti

Marilena Monti

di Giovanni Isgrò 

Ricordare Marilena Monti significa per me attraversare 50 anni della mia vita, sin da quando a Milano collaboravo alle ricerche di Dario Fo e partecipavo al suo laboratorio teatrale nella mitica Palazzina Liberty, appassionandomi al tempo stesso all’arte dell’ultimo grande cantastorie, Ciccio Busacca, siciliano anch’egli, rifugiatosi nella Palazzina per potere svolgere il suo lavoro dopo essere stato costretto a lasciare la nostra isola.

In occasione dei miei frequenti ritorni in Sicilia negli anni in cui scrivevo il mio primo libro sulla storia dello spettacolo in Sicilia, non potei fare a meno di incontrare l’amica Marilena per parlarle dell’esperienza che stavo vivendo a contatto con Fo, delle sue ricerche nel campo della giulleria medioevale e della sua azione di protesta che partiva dalla commedia dell’arte e della cultura popolare nell’area bergamasca.

Fu così che, sull’esempio milanese, Marilena si rese conto dell’opportunità di dare corso in Sicilia ad una attività pedagogica e creativa che servisse a valorizzare la cultura della nostra terra. Nacque così in lei il desiderio di prodursi in una sorta di rigenerazione civile e sociale. Grazie alla sua capacità di graffiare e accarezzare contemporaneamente con le parole, e al tempo stesso di affidare alla scrittura i suoi messaggi di lotta contro le ingiustizie e la voglia di svegliare le coscienze, esplose il talento passionale di Marilena che rivelò il suo sentimento di amore e odio verso la Sicilia.

Tornato a mia volta a Palermo stabilmente per dare avvio al mio percorso che mi avrebbe portato alla docenza universitaria, iniziai così ad incontrarla assiduamente ed animare iniziative comuni, intanto che entrambi, nella qualità di programmisti/registi radiotelevisivi negli anni Ottanta realizzavamo autonomamente uno dall’altra numerosi programmi presso la Struttura di Programmazione Rai per la sede regionale della Sicilia. Ci trovammo pertanto a lavorare insieme anche in uno sceneggiato I pastori di Canniolo, per la regia di Pino Valenti; né mancavo di invitare Marilena a partecipare anche ai miei spettacoli en plein air, in particolare nella splendida sede del Festival di Teatro alle Cave di Cusa e al Festino di San Vito a Mazara del Vallo.

Anno dopo anno vedevo Marilena affermarsi così in una serie molteplice di impegni artistici: cantautrice, poetessa, regista e autrice teatrale, performer, passando anche per una proficua esperienza di direttrice artistica del Teatro Selinus di Castelvetrano. In tutto il suo lavoro non si poteva non apprezzare il suo pieno donarsi con tutta se stessa, senza mai risparmiarsi anche quando decidemmo di creare nell’emarginata Campobello di Mazara un laboratorio teatrale, nel tentativo di risvegliare la coscienza civile e culturale dei giovani del luogo.

Marilena Monti

Marilena Monti

Poi venne la malattia. Ritiratasi definitivamente nella sua Castelvetrano, non smise mai di scrivere e di dedicarsi alla poesia e alla narrativa, pur tormentata dal male che la condusse alla fine dei suoi giorni.

Alla presentazione del suo ultimo libro continuai ad esserle vicino, questa volta da spettatore. Fu quello l’ultimo momento che la vidi ancora in vita.

Ti abbraccio, Marilena. 

Dialoghi Mediterranei, n. 81, settembre 2026

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Giovanni Isgrò, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo presso l’Università di Palermo, è autore e regista di teatralizzazioni urbane. Ha vinto il Premio Nazionale di Saggistica Dannunziana (1994) e il premio Pirandello per la saggistica teatrale (1997). I suoi ambiti di ricerca per i quali ha pubblicato numerosi saggi sono: Storia del Teatro e dello Spettacolo in Sicilia, lo spettacolo Barocco, la cultura materiale del teatro, la Drammatica Sacra in Europa, Il teatro e lo spettacolo in Italia nella prima metà del Novecento, il Teatro Gesuitico in Europa, nel centro e sud America e in Giappone. L’avventura scenica dei gesuiti in Giappone e Il Teatro dei gesuiti sono i titoli delle sue ultime pubblicazioni.

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