di Valerio Ciarocchi, Calogero Di Fiore [*]
Introduzione
La Chiesa cattolica romana ha, nel corso della sua storia bimillenaria, prestato particolare attenzione alla musica e alle forme d’arte in genere, riconoscendone il valore ed esaltandone la forza comunicativa per veicolare più efficacemente il messaggio evangelico. Anche in tempi recenti, da parte del Magistero ecclesiastico si è posto l’accento sull’esigenza di una rinsaldata alleanza tra l’annuncio cristiano e le arti, particolarmente espressa nella cosiddetta Via Pulchritudinis [1], riscoprendo l’autentica bellezza: «La bellezza è in un certo senso l’espressione visibile del bene, come il bene è la condizione metafisica della bellezza» (Giovanni Paolo II, 1999, n. 3). Ricomincio da te è un progetto in musica di animazione giovanile di primo annuncio, pensato come una vera e propria opera musicale, completa di ogni elemento che la configurano come tale, che impegna un centinaio tra cantanti, musicisti, attrezzisti e tecnici, tutti volontari. Di essa, degli obiettivi fissati, dei risultati raggiunti e dell’esperienza in atto questo contributo intende criticamente rendere conto, con una previa riflessione sui testi magisteriali ispiratori e sul valore che la musica riveste, anche in ordine al coinvolgimento sensoriale di chi partecipa a questa esperienza.
1.I documenti a supporto
I vescovi italiani, nel documento Incontriamo Gesù, si sono espressi così:
«Uno strumento particolarmente efficace per il primo annuncio (e per la catechesi) si rivela la valorizzazione del patrimonio artistico ecclesiale, dalle opere più sublimi alle espressioni di arte religiosa popolare, ma non per questo meno significative sotto il profilo della fede. Il contatto della sensibilità dagli artisti, la via della bellezza, la comunicazione plurisensoriale e plurisemantica di cui le opere d’arte sono ricche, ne fanno un grande veicolo di annuncio e di approfondimento della dottrina cristiana. In tale contesto va sottolineata anche la valenza catechistica della musica sacra» (Conferenza Episcopale Italiana, 2014: 1580).
Proseguendo sulla Via Pulchritudinis, anche papa Francesco vi ha prestato attenzione, con questa indicazione: «è bene che si presti una speciale attenzione alla “via della bellezza” […]. In questa prospettiva, tutte le espressioni di autentica bellezza possono essere riconosciute come un sentiero che aiuta ad incontrarsi con il Signore Gesù» (Francesco, 2013, n. 43). Nel 2020, il Direttorio per la catechesi si è soffermato ancora su questi aspetti, riferendovisi come a una parte significativa della cultura cristiana:
«La cultura cristiana nasce dalla consapevolezza della centralità di Gesù Cristo e del suo Vangelo, che trasforma la vita degli uomini. Penetrando lentamente nelle diverse culture, la fede cristiana le ha assunte, purificate e trasformate dall’interno, facendo dello stile evangelico il loro tratto essenziale, contribuendo alla creazione di una cultura nuova e originale, quella cristiana, che nel corso dei secoli ha prodotto veri capolavori in tutti i rami del sapere. Essa ha fatto da supporto e da veicolo all’annuncio del Vangelo […]. Ha giocato un ruolo determinante nella conservazione di culture precedenti e nel progresso della cultura internazionale […]. Ha plasmato, inoltre, la percezione del bene, del giusto, del vero e del bello, suscitando la creazione di opere – testi letterari e scientifici, composizioni musicali, capolavori di architettura e pittura – che rimarranno nel tempo testimonianza dell’apporto della fede cristiana, costituendo il suo patrimonio intellettuale, morale ed estetico» (Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, 2020, n. 102 e n. 104).
Con questa consapevolezza, abbiamo inteso anche che
«ogni bellezza può essere un sentiero che aiuta l’incontro con Dio, ma il criterio della sua autenticità non può essere solo quello estetico. Bisogna discernere tra la bellezza vera e le forme apparentemente belle ma vuote, o addirittura nocive […]. La bellezza è sempre inseparabilmente impregnata di bontà e di verità. Perciò, contemplare la bellezza provoca nell’uomo sentimenti di gioia, piacere, tenerezza, pienezza, senso, aprendolo così al trascendente Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione» (2020, nn.108-109).
Una volta di più, il magistero petrino ha rimarcato questa esigenza, specialmente riferita al mondo giovanile, nel tenere presente un’educazione al bello in un’ottica di cura della casa comune:
«In questo contesto, “non va trascurata […] la relazione che c’è tra un’adeguata educazione estetica e il mantenimento di un ambiente sano”. Prestare attenzione alla bellezza e amarla ci aiuta ad uscire dal pragmatismo utilitaristico. Quando non si impara a fermarsi ad ammirare ed apprezzare il bello, non è strano che ogni cosa si trasformi in oggetto di uso e abuso senza scrupoli […]. L’educazione sarà inefficace e i suoi sforzi saranno sterili se non si preoccupa anche di diffondere un nuovo modello riguardo all’essere umano, alla vita, alla società e alla relazione con la natura» (Francesco, 2015, n. 14).
2. Musica per Viam Pulchritudinis: tra sensi corporei e spirituali
Ricomincio da te è un’opera musicale per il primo annuncio, in pastorale giovanile. Come tale essa coinvolge i sensi corporei e spirituali, le emozioni di chi vi prende parte, sia come attore, sia come spettatore. In qualche misura, anche lo spettatore, se performato dall’opera d’arte, ne diviene attore. L’emozione è una componente fondamentale della musica: mentre Ernst Kurth parla di spazio emotivo della musica (Kurth, 1931), Albert Wellek pensa allo spazio musicale come a un puro spazio di sentimento (Wellek, 1989: 31). Nessuno rimane del tutto insensibile a uno stimolo musicale: «Potrebbe essere un’affermazione banale dire che la musica suscita emozioni, che l’ascolto o la pratica musicale attivano in noi stati d’animo particolari, o anche che cantando e suonando si esprimono, si manifestano e si comunicano anche i nostri sentimenti» (Piatti, 2012: 11). A tal proposito dobbiamo aggiungere che «il motivo per cui la maggior parte di noi prende parte ad attività musicali, componendo, eseguendo, o semplicemente ascoltando, è dato dal fatto che la musica è capace di suscitare in noi stessi delle emozioni profonde e significative» (Sloboda, 1996: 25-26). Chiaramente la musica non è un linguaggio comune, come solitamente inteso, ma ogni cultura ha una sua espressione musicale e in base a ciò si avranno reazioni diverse al messaggio proposto (Somigli, 2013). La musica quindi come fatto culturale che diviene impegno e, per citare Raimondo Frattallone, che si fa “impegno” e “ricchezza”, in un dialogo comunicativo con un preciso codice:
«visto come fatto socio-culturale, è una ricchezza che, anzitutto, va accettata e assimilata; senza tale conoscenza rimarrebbe precluso ogni tentativo di comunicazione mediante la musica […]. Il processo di decodificazione è un impegno che dalla comprensione materiale del messaggio può giungere fino alla comunione più profonda, nella verità e nell’amore, con la persona che lo ha emanato» (Frattallone, 1986: 450).
Oltre alle emozioni, stanno i sensi spirituali, una sorta di trasfigurazione dei sensi corporei: tutto il nostro apparato sensoriale rimane coinvolto, in questa esperienza estetica di Ricomincio da te (Liberto, 2023; Sequeri, 2005). L’idea che, infine, ispira e regge il progetto e l’opera è che attraverso la musica è possibile educare e sostenere in modo efficace il primo annuncio. Non un espediente didattico o pastorale, ma una scelta precisa, quella dell’espressione musicale, che si fa strumento educativo ed evangelizzante, anzitutto per intessere relazioni costruttive tra i singoli che fanno comunità, più precisamente una comunità educante, che è soggetto di educazione. La musica, in Ricomincio da te, diviene la chiave di volta di un processo educativo che intende formare una personalità sinfonica, capace di risuonare positivamente anche nelle scelte mature della vita adulta.
3. Ricomincio da te: una proposta ed esperienza di primo annuncio per i giovani
Il Vangelo, oggi, è diventato il grande sconosciuto anche tra coloro che hanno vissuto l’iniziazione cristiana nella Chiesa cattolica; anche gli scandali che a volte coinvolgono gli uomini di Dio sembrano far perdere credibilità alla Chiesa di Cristo. Se si affronta, poi, il tema della nuova evangelizzazione si vive spesso la medesima esperienza dei discepoli che, dopo la morte di Gesù, ritornano a pescare sul lago di Tiberiade ritrovandosi nuovamente con le reti vuote. Infatti, spesso si sperimenta il fallimento dei progetti pastorali, si assiste impotenti allo svuotamento delle comunità, soprattutto per quanto riguarda i giovani, e ci si trova davanti a comunità immobili e stanche che hanno perso la fertilità della giovinezza.
Tante domande ne scaturiscono: è possibile ancora, nel terzo millennio, educare alla fede? Bisogna ancora evangelizzare? E, poi, può la Parola di Cristo trovare ancora posto nel cuore di quest’umanità? Come fare per raggiungerlo? Nel grande areopago del mondo contemporaneo lo spazio della fede cristiana e delle sue espressioni appare notevolmente ridotto; si ha l’impressione che non ci siano più storie di salvezza da raccontare. Sembra che sia stato nel giusto chi proclamava a suo tempo il tramonto del cristianesimo (Nietzsche, 1882: 283). Si vive oggi questo smarrimento che fa percepire appunto il cristianesimo come una realtà estranea, non solo agli uomini e alle donne del nostro tempo, ma anche a sé stesso; gran parte della tradizione cristiana è sconosciuta perfino ai fedeli, spesso spaesati e senza dimora. Il male sembra sovvertire il senso di fraternità e la sensazione che ne deriva è quella di avere «spazi senza cielo» (Theobald, 2009: 617-621).
In questo contesto è ancora possibile giocarsi la carta del raccontare Dio come se fosse la prima volta? Per i cercatori di Dio del terzo millennio esiste la possibilità di ascoltare la Parola del Cristo come se fosse stata appena scritta (Di Fiore, 2020)? Ricomincio da Te è una proposta spirituale che tenta di rispondere a questo bisogno, un nuovo modo di trasmettere il Vangelo. Esso si pone in continuità con In Viaggio verso Te (Di Fiore, 2013), iniziato nel 2012, che ha coinvolto un’intera comunità parrocchiale in un progetto di evangelizzazione attraverso la musica con la formazione di un gruppo amatoriale parrocchiale, denominato Nuova Aurora [2]. Si pone come un nuovo progetto ecumenico anche grazie a un cammino vissuto con la Chiesa Evangelica della Riconciliazione, esperienza che ha avuto una risonanza nazionale: si sono realizzati concerti a Palermo, Lamezia Terme, Napoli, Melfi, Schio, Malta e alcune cittadine della Sicilia.
I testi e le musiche di questo album hanno l’obiettivo di aiutare le persone a intraprendere il cammino verso Dio cominciando da quello verso sé stessi e valorizzando anche la fragilità e le ferite presenti in ciascuno, laddove il contesto culturale post-moderno esalta invece la perfezione e l’essere vincitore (Savagnone, 2016). Ricomincio da te è ispirato allo stile dell’annuncio paolino che sottolinea il superamento del dovere della legge per invitare ogni uomo ad accogliere la felicità, da tutti desiderata come dono gratuito di Cristo (Tonelli, 2013). Bisogna superare la pesantezza di una evangelizzazione che sottolinei in primo luogo l’aspetto ascetico, più che mistico, della vita cristiana e in cui venga mortificata sempre la dimensione umana dei sentimenti, dei desideri e delle passioni: la musica ci viene qui in grande aiuto.
Su questa scia questo nuovo progetto musicale nasce proprio dal desiderio di far nascere di nuovo la speranza in tutti coloro che si sono fermati. Il Dio raccontato in questo progetto si vuole rivelare con un volto inedito, nuovo. Il linguaggio musicale scelto cerca di avvicinarsi allo stile espressivo contemporaneo senza cadere nella banalità o in stereotipi che spesso mortificano la bellezza dell’arte.
4. La musica e la riscoperta della bellezza che salva
Parafrasando la folgorante domanda di Dostoevskij ne L’Idiota ci si può chiedere quale bellezza oggi potrà salvare i giovani. Il progetto Ricomincio da te è un percorso musicale che ricerca una prospettiva di possibili percorsi educativi per restituire ai giovani la bellezza dell’esistere in modo autentico e responsabile diventando una questione di vita o di morte. In un contesto consumistico, valorialmente “liquido”, i giovani rischiano di smarrire il senso della bellezza, dimenticare il linguaggio e la forma che ne esprime tutta la realtà; alla bellezza si rischia di sostituire il senso estetico della vita. Lo smarrimento della bellezza si ripercuote sulla vita del giovane, che finisce col non prendersi cura nemmeno della verità e della bontà delle cose che vive (Pietropolli Charmet, 2008: 3-34). Il tentativo è quello di dominare la bellezza con propri criteri soggettivi, ma alla fine la si perde, se non ci si lascia da essa possedere.
L’esteta vorrebbe dominare e plasmare la bellezza con l’effimero, ma di fatto non riesce a contemplarla: è un nevrotico, un turista della bellezza, sempre pronto a creare nuovi principi estetici, non viene mai posseduto dalla bellezza e non vive in intimità con essa. È disposto a tutto per difendere il culto dell’immagine di sé, anche a vendersi in una forma di pornografia dell’anima: nell’esteta ciò che prevale non è l’amore e l’attenzione per sé stesso ma esclusivamente l’adorazione della propria immagine. Nei confronti della bellezza egli adotta contenuti solo autoreferenziali e relativisti e tutto può cambiare sempre.
E, poi, che cos’è la bellezza? In tutte le epoche storiche il mondo dell’arte, della cultura, della musica ha sempre inseguito la bellezza, soprattutto in momenti tragici della vita nei quali l’orrore delle guerre, delle immoralità, delle ingiustizie sociali ha reso difficile il vivere dell’uomo. Eppure è davvero straordinario che molte opere d’arte, molti capolavori di letteratura e di musica nascano in situazioni di grande dolore: la bellezza appare come il volto dell’amore che risplende nella desolazione, è una forza capace di restaurare le macerie del cuore degli uomini e accendere una luce nell’oscurità. Il miracolo della bellezza è proprio questo: suscitare la vita dove c’è morte e distruzione (Zini, 2010).
Fa riflettere come invece oggi anche nell’arte contemporanea i criteri si siano invertiti: invece di inseguire la bellezza gli artisti hanno incominciato a glorificarne l’opposto. Pensiamo a certi stili d’arte ripugnanti, volgari e sgradevoli da vedersi, pensiamo alla musica Heavy metal, con i suoi suoni acidi e disarmonici, assistiamo a esempi di orribile letteratura che si stanno producendo, soffermiamoci a riconsiderare quell’arte che dissacra la vita.
Roger Scruton, nel Convegno di Roma sul Progetto Culturale, fece notare come la voglia di bellezza resiste laddove c’è oppressione, violenza e bisogno, mentre quando v’è ricchezza e pace sorge l’illusione di essere i padroni del proprio fato e di non avere bisogno di un Dio che provveda a noi (Scruton, 2011). Questo progetto musicale è un invito ai giovani a ricominciare da Dio e da sé stessi per riprendere a camminare, a diventare ancora una volta suoi pellegrini; cercare e trovare la verità del senso della vita è l’anelito più nascosto e invisibile che Egli ha nascosto in un angolo segreto di ogni cuore umano che spinge a non rimanere mai fermi dal proprio punto di vista e dona il coraggio di intraprendere cammini inesplorati con la determinazione di arrivare ad una meta. Spesso impieghiamo un’intera vita per cercare la felicità e così ci facciamo ingannare dall’illusione di trattenere per sempre quello che è invece limitato nel tempo (Di Fiore, 2024).
Ricomincio da Te è un’opera di promozione umana che invita alla speranza: non si tratta solo di annunciare il Vangelo con le parole e la musica, ma anche di lasciare un segno concreto, è un tentativo attraverso la musica e l’arte di coinvolgere un’intera comunità (Aranda, 2012: 22-25). Il progetto intende sostenere con i suoi proventi ogni opera di promozione dei poveri sul territorio dove esso si realizza per testimoniare. La musica intesa come strumento educativo può avere il potere di far coltivare il sogno di seminare la pace e l’unità tra tutti gli uomini che vogliono suggerire un modo migliore, di costruire ponti e abbattere ogni muro di inimicizia, di indifferenza, di contrapposizioni (Moral, 2016).
Dialoghi Mediterranei, n. 74, luglio 2025
[*] L’articolo è il frutto di un lavoro condiviso. In particolare: Ciarocchi ha scritto la introduzione, i paragrafi 1 e 2; Di Fiore è autore dei paragrafi 3 e 4 e della conclusione.
Note
[1] «La Via Pulchritudinis si presenta come un itinerario privilegiato per raggiungere molti […]. La Via della bellezza, a partire dall’esperienza semplicissima dell’incontro con la bellezza che suscita stupore, può aprire la strada della ricerca di Dio e disporre il cuore e la mente all’incontro col Cristo, Bellezza della Santità Incarnata offerta da Dio agli uomini per la loro Salvezza. Essa invita i nuovi Agostino del nostro tempo, cercatori insaziabili d’amore, di verità e di bellezza, ad elevarsi dalla bellezza sensibile alla Bellezza eterna e a scoprire con fervore il Dio Santo Artefice di ogni bellezza» (Pontificio Consiglio della Cultura, La via pulchritudinis, 2006, II, 1, in: http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/cultr/documents/rc_pc_cultr_doc_20060327_plenary-assembly_final-document_it.html – _ftn5. Consultato il 22 maggio 2025). Il riferimento agostiniano è legato alla celebre espressione: «Sero te amavi, pulchritudo tam antiqua et tam nova, sero te amavi» (Agostino d’Ippona, Confessiones, 10, 27, in J.P. Migne, Patrologia Latina 32, 795). Via Pulchritudinis è una vera e propria via teologica, complanare alle altre due: Via Veritatis e Via Bonitatis.
[2] https://www.facebook.com/nuovaurora; https://youtube.com/@nuovaaurora (consultato il 22 maggio 2025). In questo sito si possono vedere i vari concerti organizzati da Nuova Aurora. Il primo concerto di evangelizzazione è stato realizzato il 22 giugno del 2012 con la presenza di orchestra e circa 2500 spettatori presso il Teatro di Verdura di Palermo.
Riferimenti bibliografici
Agostino d’Ippona. 397-398. Confessiones, 10, 27, in J.P. Migne, Patrologia Latina 32, 795.
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Di Fiore, Calogero. 2020. Alpha. Ricominciare dal primo annuncio (CLV: Roma).
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Scruton, Roger. 2011. La bellezza. Ragione ed esperienza estetica (Vita e Pensiero: Milano).
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Zini, Paolo. 2010.La bellezza, testimonial d’eccezione?, in Note di Pastorale Giovanile 43/1: 3-7.
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Valerio Ciarocchi PhD. insegna musicologia liturgica, è coordinatore didattico diploma universitario in mistagogia, musica, arte sacra e turismo religioso, componente Centro di Pedagogia Religiosa “G. Cravotta”, Istituto Teologico S. Tommaso d’Aquino di Messina (Università Pontificia Salesiana).
Calogero Di Fiore PhD, presbitero vincenziano. Componente Centro di Pedagogia Religiosa “G. Cravotta” di Messina, parroco “San Vincenzo de’ Paoli” di Palermo. Già docente di catechetica e pastorale giovanile ISSR Donnaregina di Napoli e Istituto Teologico S. Pio X di Catanzaro.
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