di Linda Amella
C’è un luogo in cui le identità si riconoscono e le differenze si mescolano, uno spazio in cui non ci sono soglie né confini, un teatro di socialità, di voci, di contrasti.
Questo luogo è il mercato, che si frequenta anche se non si ha nulla da comprare, laddove le esperienze umane coinvolgono tutte le percezioni sensoriali, nelle pratiche dello scambio e del dialogo.
Ho viaggiato per diverse città mediterranee e in tutte ho ritrovato le mie origini siciliane, avendo conosciuto e attraversato i mercati per immersione, per immedesimazione.
Dalla Tunisia al Marocco, dalla Turchia alla Sicilia, tra i banchi di vendita e le botteghe dei venditori mi sono sentita a casa, non una turista occasionale ma viaggiatrice che partecipa allo spettacolo di colori e odori sul palcoscenico della abbondanza alimentare.
Così è nel mercato di Ballarò a Palermo, dove il profumo del pane con la meusa si confonde con quello del kebab, il fritto delle panelle si mescola con il bollito delle patate e delle frattaglie.
E tutto non è diverso dai suk mediorientali o maghrebini, dove il cibo di strada cuoce, si espone e si consuma nel contesto sonoro delle abbanniate degli ambulanti.
Le spezie e le verdure, le carni e i pesci, i frutti della terra e del mare si trovano insieme a capi di vestiario, tessuti, prodotti artigianali, bambole e oggetti più diversi, nel trionfo dell’accumulazione, dell’esposizione, dell’esibizione.
Quello che colpisce non è solo la profusione di quanto è esposto ma anche la varietà dei prodotti offerti, la commistione delle emozioni suscitate dal gioco del mostrare, dal rito del contrattare, dal piacere dell’incontro e dello scambio.
Questi miei scatti, non selezionati per luoghi e città ma appositamente mescolati e dispiegati senza un ordine preciso, vogliono esprimere la calda umanità di quei mercati e le emozioni di quei teatri di corpi e di voci, di gesti e di parole.
Qui tra le merci comprate e vendute si celebra la bellezza della vita, la grazia della tolleranza e la gioia della convivenza.
Dialoghi Mediterranei, n. 78, marzo 2026
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Linda Amella, originaria di Agrigento, laureata in Pedagogia presso l’Università di Palermo, consegue la laurea specialistica all’Università per Stranieri di Siena., nel 1992 si è trasferita in Toscana dove è rimasta per un decennio A Siena ha collaborato con l’Università per qualche anno. Operatrice volontaria attiva del centro “Donna Chiama Donna” nato dalla volontà dell’ufficio Provinciale Senese, si è occupata di dare sostegno a donne e bambini vittime di violenza. Nel 2003, tornata in Sicilia, si è dedicata alla fotografia e dal 2006 lavora ad Agrigento come funzionario INPS. Appuntamenti fissi per la ricerca fotografica sono la Sagra del Mandorlo in fiore e la festa di san Calogero. Ha ottenuto diversi riconoscimenti e vanta pubblicazioni su riviste specialistiche.
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