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Per un elogio dei mercati

Per un elogio dei mercati (ph. Linda Amella)

Per un elogio dei mercati (ph. Linda Amella)

di Linda Amella

C’è un luogo in cui le identità si riconoscono e le differenze si mescolano, uno spazio in cui non ci sono soglie né confini, un teatro di socialità, di voci, di contrasti.

Questo luogo è il mercato, che si frequenta anche se non si ha nulla da comprare, laddove le esperienze umane coinvolgono tutte le percezioni sensoriali, nelle pratiche dello scambio e del dialogo.

Per un elogio dei mercati (ph. Linda Amella)

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Ho viaggiato per diverse città mediterranee e in tutte ho ritrovato le mie origini siciliane, avendo conosciuto e attraversato i mercati per immersione, per immedesimazione.

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Per un elogio dei mercati (ph. Linda Amella)

Dalla Tunisia al Marocco, dalla Turchia alla Sicilia, tra i banchi di vendita e le botteghe dei venditori mi sono sentita a casa, non una turista occasionale ma viaggiatrice che partecipa allo spettacolo di colori e odori sul palcoscenico della abbondanza alimentare.

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Così è nel mercato di Ballarò a Palermo, dove il profumo del pane con la meusa si confonde con quello del kebab, il fritto delle panelle si mescola con il bollito delle patate e delle frattaglie.

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E tutto non è diverso dai suk mediorientali o maghrebini, dove il cibo di strada cuoce, si espone e si consuma nel contesto sonoro delle abbanniate degli ambulanti.

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Le spezie e le verdure, le carni e i pesci, i frutti della terra e del mare si trovano insieme a capi di vestiario, tessuti, prodotti artigianali, bambole e oggetti più diversi, nel trionfo dell’accumulazione, dell’esposizione, dell’esibizione.

Per un elogio dei mercati (ph. Linda Amella)

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Quello che colpisce non è solo la profusione di quanto è esposto ma anche la varietà dei prodotti offerti, la commistione delle emozioni suscitate dal gioco del mostrare, dal rito del contrattare, dal piacere dell’incontro e dello scambio.  

Per un elogio dei mercati (ph. Linda Amella)

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Per un elogio dei mercati (ph. Linda Amella)

Per un elogio dei mercati (ph. Linda Amella)

Questi miei scatti, non selezionati per luoghi e città ma appositamente mescolati e dispiegati senza un ordine preciso, vogliono esprimere la calda umanità di quei mercati e le emozioni di quei teatri di corpi e di voci, di gesti e di parole.

Qui tra le merci comprate e vendute si celebra la bellezza della vita, la  grazia della tolleranza e la gioia della convivenza. 

           Dialoghi Mediterranei, n. 78, marzo 2026

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Linda Amella, originaria di Agrigento, laureata in Pedagogia presso l’Università di Palermo, consegue la laurea specialistica all’Università per Stranieri di Siena., nel 1992 si è trasferita in Toscana dove è rimasta per un decennio A Siena ha collaborato con l’Università per qualche anno. Operatrice volontaria attiva del centro “Donna Chiama Donna” nato dalla volontà dell’ufficio Provinciale Senese, si è occupata di dare sostegno a donne e bambini vittime di violenza. Nel 2003, tornata in Sicilia, si è dedicata alla fotografia e dal 2006 lavora ad Agrigento come funzionario INPS. Appuntamenti fissi per la ricerca fotografica sono la Sagra del Mandorlo in fiore e la festa di san Calogero. Ha ottenuto diversi riconoscimenti e vanta pubblicazioni su riviste specialistiche.

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