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Oliveto Lucano: il Maggio in agosto

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

di Massimo Cutrupi 

Il Maggio di Oliveto, un rito arboreo di antichissima tradizione, si svolge ogni anno in occasione dei festeggiamenti di San Rocco, venerato al pari di San Cipriano, patrono del paese.

Nel 1977 la festa è stata spostata da settembre, giorno del Santo protettore, a poco prima di Ferragosto, per permettere a chi non abita più in paese di sfruttare le ferie e partecipare alle celebrazioni così da rendere più collettivo e coinvolgente l’evento.

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

La comunità di Oliveto Lucano è straordinaria per il senso d’appartenenza, c’è un legame coinvolgente e inclusivo anche per chi si addentra nel piccolo borgo situato alle pendici del Monte Croccia.

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Per un fotografo il momento più complicato è l’approccio con l’evento, con i luoghi e soprattutto con le persone. Ma dopo pochi minuti dal mio arrivo in paese ero già piacevolmente parte di una comunità e ho pensato solo a fotografare. Una libertà preziosa.

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Lo sposalizio degli alberi, tra un cerro (il Maggio) e un agrifoglio (Cima), si celebra in una cornice naturale, tra i boschi del Parco di Gallipoli Cognato e il piccolo borgo lucano. La cerimonia inizia sempre la prima domenica d’agosto con il taglio del cerro. L’abbattimento apre ai festeggiamenti che si sviluppano su tre giorni, tra il 10 e 12 agosto.

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il grande tronco è coricato al Piano di Torcigliano nell’attesa dell’agrifoglio, che farà da Cima il giorno dell’innesto per un’unione simbolica tra i due alberi. Un rito antico che celebra la fertilità della terra e il ciclo della vita in un legame tra avventura e spiritualità. È proprio in questo spazio attrezzato circondato dal verde che inizia, la sera prima della partenza per il taglio dell’agrifoglio, la partecipazione collettiva ai tre giorni di festa.

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

A Torcigliano, dove i più giovani trascorrono la notte con lo “sposo”, si banchetta con carne, formaggio, vino e fuoco, tra musica, sfide di morra e balli, in un’atmosfera che resterà costante per tutto il rito arboreo. 

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Nel primo giorno del rito, la cima, nascosta tra i fitti alberi del bosco Croccia (la località può variare di anno in anno), è raggiunta dopo una lunga e faticosa salita. Una volta scelto l’albero i più anziani, a cui spetta il primo colpo, iniziano il taglio con accettate veloci e decise, poi ci si alterna tra i presenti per assestare colpi secchi e risoluti.

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

L’agrifoglio è portato a spalla all’incontro con il cerro, dopo una corsa travolgente in discesa tra gli alberi del bosco che con i loro rami ostacolano il percorso, foglie e cespugli, che graffiano la pelle, sudore e polvere che coprono gli occhi e rendono il pendio ancora più difficoltoso, reso più lieve soltanto dalla musica che accompagna sempre tutte le attività. I cimaioli sostengono il peso dell’albero intrecciando tra loro mani e braccia. La fatica è condivisa durante il lungo percorso, alternandosi tra i portatori per recuperare le forze.

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Arrivati al Piano di Torcigliano, la Cima incontra il Maggio, ma è tempo di mangiare: famiglie, gruppi di amici e visitatori tutti intorno ai tavoli con abbondante cibo e vino. Si passa da un tavolo all’altro per mangiare e bere, in un piacevole momento di riposo e allegria dopo la fatica. È un continuo essere invitati a mangiare, non si è mai soli al Piano di Torcigliano.

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

L’agrifoglio è poi trasportato al ritmo della musica tradizionale fino al borgo dove, nella piazza principale, inizia una “danza” ruotante di felicità pura. Un vortice veloce e balzante condotto con destrezza dai cimaioli. Il ballo della Cima è una specificità di Oliveto Lucano, negli altri riti arborei lucani non si esegue questo spettacolare festeggiamento all’arrivo in paese.

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il grande cerro, in modo più discreto e sornione, raggiunge anch’esso l’abitato, tirato da un trattore. Arrivato lo “sposo” resta in attesa dell’allestimento e la preparazione all’innesto che inizierà il giorno dopo con il lavoro manuale e accurato di esperti boscaioli. Lo stesso giorno si svolge la Processione di San Rocco per le vie del paese.

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Nell’innesto del Maggio con la Cima, dove la parte alta del primo albero si unisce alla parte più in bassa dell’agrifoglio, attraverso delle lunghe viti, bulloni e corde, gli alberi diventano un unico tronco pronto all’innalzamento.

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il sollevamento avviene tramite un argano di legno e funi che ruotando intorno al tamburo portante dell’antico dispositivo, sono tirate dalla forza di molte braccia che s’intrecciano e con lunghi e faticosi strappi tendono a rimettere dritto il Maggio, il quale rimane sospeso nell’attesa dell’arrivo dei Santi.

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

L’alzata finale, che porta l’albero completamente in verticale, avviene solo dopo l’arrivo della Processione con San Cipriano e San Rocco, solo in loro presenza l’albero sarà alzato completamente. Nel corteo le statue dei Santi sono precedute da donne, che ruotano e ballano, portando sul capo Cente votive, sculture di candele che riflettono la devozione della comunità.

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2013 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Libreria Italiana   sita Avenue Jules Ferry a Tunisi

Il Maggio di Oliveto Lucano, 2023 (ph. Massimo Cutrupi)

Il Maggio Olivetese termina con la scalata che avviene con spericolate acrobazie a mani libere da parte dei più giovani, impegnati a mantenere le tradizioni in un fondamentale passaggio generazionale di conoscenze e abilità.

I momenti trascorsi a Oliveto Lucano, per documentare questo evento, sono tra quelli che si definiscono irripetibili, per atmosfera, empatia e sentimenti. Un caleidoscopio di emozioni che non può finire con un semplice scatto fotografico. Proprio per questo vanno ripetuti. Io tornerò. 

Dialoghi Mediterranei, n. 76, novembre 2025
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Massimo Cutrupi, fotografo professionista dal 1986. Si occupa prevalentemente di fotografia antropologica e di documentazione in ambito sociale. Per cinque anni viaggia lungo le coste italiane per una catalogazione archeologica dei porti e degli approdi nell’antichità. Ha collaborato con molte testate nazionali e, per alcuni anni, con il settimanale “Avvenimenti”. È stato operatore e docente di fotografia in molti progetti con finalità di recupero e reinserimento sociale. Laureato al D.A.M.S. di Bologna con una tesi in Storia della Fotografia, dopo alcuni anni d’insegnamento nelle Scuole Superiori Statali, e ancora oggi nelle Scuole d’Arte e dei Mestieri del Comune di Roma, la sua attività si è concentrata nell’ambito della ricerca storica e della metodologia della critica fotografica. Lavora presso l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale dove si occupa di documentazione, archiviazione e valorizzazione di Fondi fotografici. Trai suoi libri: Misteri (Thyrus 2013), Liberi d’immaginare (EBS 2020), Mérida el paseo de las ánimas (Effigi 2021).

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