di Ilaria Pisciottani
Questo progetto fotografico è un invito a compiere un gesto semplice e antico: alzare lo sguardo.
I fotogrammi, realizzati tra il 2020 e il 2023, compongono un racconto visivo che nasce come risposta intima e poetica all’isolamento imposto dalla pandemia.
In un tempo in cui l’orizzonte sembrava chiudersi tra le mura domestiche, ho scelto di cercare libertà e respiro nel cielo, trasformandolo in spazio di riflessione, di speranza e di riconnessione con l’essenza stessa dell’esistenza.
Il progetto esposto alla Facoltà di Ingegneria Aerospaziale della Università La Sapienza di Roma, in occasione della Mostra Internazionale di Arte Contemporanea Space One, Looking at the Sky, ha ottenuto il premio della critica.
L’opera si presenta come un mosaico di formelle stampate su Forex e applicate su alluminio Dibond. La scelta dei materiali è stata fondamentale per evidenziare le superfici leggere e resistenti, capaci di restituire la profondità, la mutevolezza del cielo e la sua materia impalpabile e infinita.
Il cielo come luogo di memoria e di futuro.
Il cielo, nella mia visione, non è solo un soggetto estetico ma un interlocutore. Vivo e vicino.
Lo specchio dell’anima inquieta contemporanea.
È lo spazio in cui l’umanità ha sempre cercato risposte, orientamento, conforto.
Gli antichi lo scrutavano per leggere i segni del destino, per pregare, per poetare, per fantasticare, per trovare la rotta.
Oggi, invece, l’uomo moderno, immerso nella frenesia tecnologica e nella convinzione della propria onnipotenza, ha smesso di guardarlo. Ha perso il contatto con quella dimensione verticale che univa la terra al divino, la materia allo spirito.
Con il progetto Looking at the Sky, sento di riportare lo sguardo verso l’alto, restituendo al cielo la sua funzione originaria: quella di specchio dell’anima e misura dell’infinito.
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Ogni immagine diventa un frammento di contemplazione, un invito a rallentare, a respirare, a ritrovare la meraviglia. Un linguaggio tra scienza e spiritualità. Il progetto dialoga idealmente con il mondo scientifico e con quello poetico.
Non a caso la sua esposizione in un contesto aerospaziale sottolinea la tensione tra conoscenza e mistero, tra il desiderio umano di esplorare e la necessità di restare in ascolto.
Gli scienziati guardano al cielo per cercare risposte alla fisica dell’universo, gli astronauti per trovare la forza e la disciplina del volo, ma io lo osservo per riscoprire la dimensione spirituale che unisce tutti questi sguardi, come i puntini di un disegno invisibile.
Nel cielo convivono luce e oscurità, presenza e assenza, passato e futuro.
È un archivio di memorie collettive e un orizzonte di possibilità.
Guardandolo, crolla l’ego. Ritrovo la forza e gli ideali dei grandi uomini del passato riproponendo importanti visioni futuristiche.
Looking at the Sky è un invito a riscoprire l’infinito, un atto di resistenza poetica contro la distrazione e l’indifferenza del presente.
È un invito a tornare a guardare in alto, come facevano gli antichi, per ritrovare il senso della misura e della meraviglia.
Nel cielo vedo il futuro dell’umanità, quello spazio di libertà, di sogno e di consapevolezza.
Ogni fotogramma diventa una finestra sull’infinito, un frammento di silenzio che parla di ciò che siamo e di ciò che potremmo tornare a essere, se solo imparassimo di nuovo a guardare. A volgere lo sguardo in alto, tra il sole e le stelle, a cercare la luce nelle pieghe del cielo.
Dialoghi Mediterranei, n. 77, gennaio 2026
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Ilaria Pisciottani, giornalista, fotografa d’arte e di teatro e Visual Artist Fluxus. Da sempre predilige la fotografia in bianco e nero, passione che guida il suo percorso creativo ed artistico da oltre un decennio. Le sue opere sono state esposte in prestigiose gallerie di Roma, Milano Photo Festival, Torino Photo Festival, Napoli, Catania, Parigi, Amsterdam, Essen, Strasburgo, Cape Town, Berlino, New York, Photo Festival Is:Rael, permettendogli così di condividere la sua visione artistica con critici di rilievo ed un pubblico ampio e diversificato. I suoi lavori artistici sono stati riconosciuti con premi della critica per la capacità di evocare riflessione e introspezione. Ha all’attivo numerose personali, pubblicazioni e svariati riconoscimenti pubblici. Nel 2024 il suo libro fotografico d’artista Le immagini note interamente realizzato a mano in due soli esemplari ha vinto il suddetto contest ed è rimasto in esposizione perenne presso il Museo Kasa dei libri di Milano. Ad ottobre 2025 ha esposto il suo lavoro fotografico “Exploratio Photoni” al Salone internazionale d’arte contemporanea “Business Art Fair” svoltosi a Parigi all’Espace Nesle.
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