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Lettera dei registi

castello_1080x1350px-1di Danny Bianciardi, Stefano La Rosa, Virginia Nardelli

Carissimi,

Grazie di cuore a chi ha dedicato tempo e pensiero a Il Castello Indistruttibile. Per noi il bello del cinema è proprio questo: un film non finisce con i titoli di coda, ma apre conversazioni e attraversa saperi – sociologia, psicologia, pedagogia, urbanistica, studi visuali… Ogni spettatore ne fa esperienza in modo diverso: c’è la vita dell’incontro in sala, la vita emotiva di chi il film l’ha vissuto da vicino, e poi le vite delle riletture critiche che lo rilanciano in nuove chiavi. Noi il film l’abbiamo fatto divertendoci, stando dentro un mondo; ora cammina da solo, e ciascuno si prende un pezzo di viaggio per costruirci sopra il proprio piccolo cosmo di pensiero. Questa è, per noi, la magia del cinema e il senso della cultura come strumento di tutte e di tutti.

Grazie, Giulia Panfili, per aver visto nel nostro “castello” insieme gioco, cura e reincanto. L’attenzione che dedichi alla maschera e alla libertà di stare nell’“estraneità che è in noi” ci fa riscoprire il film come invito a riaprire lo sguardo adulto sull’infanzia e sulle sue forme di auto-narrazione. E ci riconosciamo nel modo in cui leghi laboratorio partecipativo e comunità, mostrando come il rifugio resti “indistruttibile” nella memoria condivisa.

Grazie, Valeria Salanitro, per il tuo “binocolo” concettuale: dal non-luogo alla casa simbolica, leggi gesti semplici (spazzare, arredare, stare insieme) come dispositivi di sopravvivenza e di comunità. Il tuo sguardo mette in relazione spazio, amicizia e desiderio di futuro, fino alla spiaggia finale come quiete condivisa: è esattamente quel passaggio micro/macro che speravamo arrivasse.

Grazie, Rossana Salerno per la “cassetta degli attrezzi” sociologica che offri al film: capitale sociale, pratiche di domesticità, istituzioni e liminalità rendono leggibile il gesto dei bambini dentro una mappa teorica chiara e generosa. Il modo in cui intrecci interventi pubblici, chiesa e memoria dei “posti segreti” apre un ponte utile tra analisi e progettazione di spazi educativi.

Il cast

Il cast

Grazie, Nuccio Zicari per aver nominato il film “atto di resistenza poetica”: l’idea del castello come metafora di un diritto (infanzia piena, spazi civici adeguati) e il paradosso della rigenerazione che salva il luogo ma interrompe un rito segreto sono ferite necessarie da tenere aperte nel dibattito pubblico. Ci emoziona leggere come riconosci l’ascolto dei bambini come cuore politico dell’opera.

Ci fa davvero piacere che Il Castello Indistruttibile abbia generato riflessioni profonde; speriamo che rimbalzino fuori dallo schermo per essere utili a chi progetta scuole e quartieri, a chi lavora nell’educazione e nel sociale, alle comunità che si riconoscono in quei gesti semplici, e che diventino pratiche, dialoghi, spazi migliori.

Con affetto 

Dialoghi Mediterranei, n. 76, novembre 2025
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Danny Biancardi, durante la laurea in Arti dello Spettacolo presso l’Università di Bologna, co-dirige insieme a Laura Bagnoli e Fulvio Wetzl il lungometraggio documentario Rubando Bellezza, che riceve una menzione speciale ai Nastri d’Argento nel 2016. Successivamente entra nel dipartimento di Regia – indirizzo documentario – del Centro Sperimentale di Cinematografia. Durante gli studi realizza Ripigliami, un cortometraggio su una giovane ragazza del quartiere Danisinni di Palermo, che segna il suo primo progetto artistico nel quartiere. Nel 2019 il suo film di diploma Sparring Partners viene selezionato in concorso al Festival dei Popoli e nello stesso anno ottiene il Premio Tënk alla 15ª edizione del Sole Luna Doc Film Festival. Nel settembre 2019 fonda insieme a Virginia Nardelli l’associazione culturale “La Bandita”, dedicata alla realizzazione di laboratori di cinema partecipativo e di film documentari. Da allora ha condotto numerosi laboratori in Sicilia. Tra il 2020 e il 2021 partecipa come co-autore e operatore alla macchina da presa al lungometraggio documentario Le Mura di Bergamo, diretto da Stefano Savona.
Stefano La Rosa, dopo il diploma, si iscrive al corso di laurea in Arti Visive e Teatro presso l’Università IUAV di Venezia, dove sviluppa un approccio interdisciplinare e frequenta laboratori di regia, video e arti visive. Tra il 2014 e il 2017 lavora al film Samouni Road di Stefano Savona come assistente alla regia, animatore e responsabile dell’animazione 3D. Nel 2018 co-scrive con Luca Renucci il cortometraggio documentario Giorni di Pasqua, che riceve il Premio del Pubblico al Festival 7ème Lune di Rennes, la menzione speciale della giuria al Premio Serge Daney e il Premio Veneto Film Network. È cofondatore dell’associazione XRIVISTA, con la quale esplora forme di scrittura partecipativa. Nel 2018 il progetto di residenza artistica X=DANISINNI è incluso nel programma della Biennale d’Arte Contemporanea Manifesta 12 di Palermo. Nell’estate del 2025 gira il suo primo cortometraggio, Coup de soleil, prodotto dalla francese Avant la nuit e attualmente in post-produzione. Sta sviluppando il suo primo lungometraggio di finzione, L’ultima regina, co-diretto con Luca Renucci, prodotto da Nefertiti Film e vincitore del Comedy Lab Award 2024 del Torino Film Lab.
Virginia Nardelli, è una documentarista e fondatrice di “La Bandita”, un collettivo di autori con sede a Palermo. Dopo la laurea in Design della Comunicazione al Politecnico di Milano, si è formata nel cinema del reale e partecipativo, conseguendo il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia (sede di Palermo) con il film di diploma C’è un Lupo nel Parco del Re, presentato in anteprima al Filmmaker Festival 2019. Il suo primo lungometraggio, The Castle, co-diretto con Danny Biancardi e Stefano La Rosa, è stato presentato in anteprima nel concorso principale a CPH:DOX. Insieme, stanno attualmente sviluppando un nuovo progetto documentario che esplora identità e memoria condivisa.
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