Stampa Articolo

La droga, un ipermercato delle psico-alterazioni: appunti sullo stato delle cose

european-drug-report-2024-emcdda-europa-eudi Giovanni La Fiura

Cosa rappresenta in maniera essenziale la situazione che viviamo oggi nel pianeta droga (consumo, traffico e l’impatto sugli Stati)? Forse conviene partire dalle parole chiave che introducono gli ultimi due rapporti (23 e 24) dell’agenzia europea antidroga (EUDA). Sono solo tre: Everywhere, Everything, Everyone  Ovunque, Qualsiasi cosa, Chiunque.

L’impatto della droga accessibile di fatto ovunque aggrava problemi come la criminalità giovanile, i disordini psichici, i livelli crescenti di violenza e corruzione che impattano in ogni angolo e luogo della vita associata. Nei Paesi poveri può compromettere il funzionamento stesso del governo e lo sviluppo socio-economico.

Qualsiasi cosa possa avere proprietà psicoattive e che abbia il potenziale per essere usato come droga compare a getto continuo e quasi senza soluzione di continuità sul mercato illegale; spesso e sempre più sotto apparenze ingannevoli e in misture indefinibili, lasciando i consumatori nell’incertezza riguardo agli effetti che si possono subire, e aggravando quindi i problemi di salute pubblica.

Chiunque può essere investito dall’impatto delle droghe illecite, siano individui, famiglie, quartieri, città o intere comunità statali. Possiamo fare l’esempio del Messico e degli Stati Uniti, due Paesi con problemi molto diversi e tuttavia avvinti in una spirale distruttiva comune. Ma ce ne sarebbero molti altri, soprattutto tra i Paesi poveri dell’Africa e dell’Asia.

Come si sostanziano in Italia gli allarmi dell’agenzia europea? Non in termini catastrofici come in altre realtà (e potremmo fare riferimento all’epidemia degli oppioidi negli Usa e ad altre situazioni cui faremo cenno più avanti) ma di certo con un assedio costante e stringente al vivere civile, come si è fatta dolorosa esperienza a Palermo e nella regione.

informareonline-report-drogaAll’inizio degli anni ’90 con Dietro la droga Santino, La Fiura tratteggiavamo una realtà con profili di gravità diversi, ma tali da costituire la precondizione di quelli attuali. Allora si passava dai banchetti delle sigarette di contrabbando che si vedevano un po’ ovunque almeno fino agli anni ’90, che erano parte, al di là degli aspetti folkloristici, di un’economia criminale assai oliata e organizzata, i cui schemi sarebbero serviti in seguito per ben altro, alla vendita/epidemia di eroina che riguardava all’inizio soprattutto gruppi di drop-out, di fuorusciti dalla società, una risacca sociale che portava gruppi umani diversi alla deriva, per assistere poi all’arrivo della cocaina che è un fatto assai importante, che significa a ben vedere l’ingresso della droga pesante nel cuore della società, un ingresso che ne contrabbanda un uso “ordinario” nella vita di tutti i giorni, e ben presto ne parcellizza addirittura l’utilizzo con il crack, chiamata subito la droga dei poveri, che da noi è arrivata solo negli ultimi tempi, ma che negli Stati Uniti è una piaga fin dagli anni ’80 dove ha lasciato poi spazio a flagelli ancora peggiori; con il crack anche lo squattrinato qualunque, non il ricco, non il borghese, può rateizzare la propria autodistruzione. La prima dose era da 5-10 dollari, e altre sostanze poi avrebbero seguito questo esempio di vero e proprio marketing criminale.

E arriviamo al campo minato di oggi, ben rappresentato dalla parola chiave ‘qualunque cosa’ dell’agenzia europea, e tratteggiato nel dossier 2024 (Mafia e droga lo stato delle cose – Santino, La Fiura, Burgio, Rocca). Nell’attuale momento storico infatti il mercato della droga, in Italia come altrove, è in grado di indurre e supportare ogni desiderio di consumo, e di comporre e coordinare gli stati psichici più disparati in modo che si possa essere via via o anche contemporaneamente, e in varie gradazioni, narcotizzati, eccitati, allucinati, empatici, assorti in se stessi, produttivi o non produttivi, in una sorta di (illusoria) riprogrammazione psicoattiva delle esistenze. Si tratta, è stato detto, non di cercare come prima piaceri infiniti e paradisi artificiali, quanto di ‘gestire’ una perdita di controllo revocabile che permetta comunque di restare nel consueto treno di vita; quasi inutile ribadire che sono progetti destinati al fallimento, in quanto è l’alterazione psicoattiva a prendere il controllo, prima o poi, sul soggetto che si avvia a una disperante dipendenza.

chart-copiaIn conseguenza di quanto detto, quello che si va a formare, soprattutto a ridosso delle giovani generazioni è un ipermercato della psico-alterazione, supportato da una pletora di sostanze di origine naturale, sintetica o semi sintetica. Rispetto alle quali è forse inadeguato e fuorviante parlare come spesso si fa di ‘nuove droghe’, dato che gli effetti cercati sono gli stessi da migliaia di anni, nei limiti e nelle possibilità della fisiologia umana. A detta degli psichiatri sarebbe più giusto parlare di un nuovo modo di assumere le droghe, ’integrato’ e di massa, a partire dall’alcol, “subdolo, buono, terribile, normale”.

Riguardo a tale situazione così si esprimeva il procuratore Lo Voi nel corso di una audizione della Commissione antimafia: «è bene dire subito che la situazione riguardante il traffico degli stupefacenti se non è totalmente fuori controllo poco ci manca; nonostante l’impegno, nonostante le operazioni, le indagini, gli arresti e le condanne che si susseguono, la situazione resta veramente preoccupante. Per la semplice ragione che l’offerta, che è enorme, risponde a un’enorme domanda, a qualsiasi livello assolutamente enorme».

Nel nostro Paese siamo alle prime fasi di questa mutazione in cui si attenua sempre più il confine tra droga leggera ricreativa (come poteva essere la cannabis) e droghe pesanti da sballo. In primo luogo perché il mercato della droga favorisce sempre più il policonsumo, che infatti è sempre più diffuso, con il legante e il sottofondo tossico del crescente abuso alcolico, in cui il nostro Paese è alto in classifica, con ben 18mila morti l’anno, la prima causa di morte per i giovani fino a 29 anni.  E anche perché quelli che si smerciano sono e saranno sempre di più miscele indefinibili dai nomi improbabili come spice, shaboo, flakka, meth, speed, kush, tik. In questi miscugli la presenza di narcotici e anestetici sintetici come i fentanili, i nitazeni, la xylazina e altri, potenzialmente letali anche in quantità infime, misurabili in microgrammi, può significare la differenza tra la vita e la morte.

nintchdbpict000333587579Per fare un richiamo purtroppo concreto alcuni anni fa in Turchia circa 500 persone sono morte per aver fumato quelli che sembravano innocui spinelli ed invece erano fatti di un ‘verde’ ingannatore intriso di sostanze assai pericolose; lo stesso è accaduto e sta accadendo in altri Paesi.  Si tratta della droga spice citata prima in cui l’elemento vegetale e naturale è solo una tragica finzione.

Si diceva del crack come droga parcellizzata in piccole dosi da consumare in serie. Si nota che questa svolta economica verso l’accessibilità a tutti è una tendenza generale nel gran mercato delle droghe naturali e non. Anche l’eroina come il crack-cocaina viene offerta sempre più in dosi dal costo modico fino alla soglia dei 5-10 euro, e a questo scopo si immettono anche scarti di lavorazione della morfina base come il cobret venduto a poco più di 10€ al grammo e molto diffuso nel napoletano anche tra i ragazzi.

Viene segnalato da più regioni l’ingresso sporadico del fentanil questo potente oppioide sintetico che fa strage negli Stati Uniti. Ricordiamo che il nostro Paese non viene investito attualmente da flussi elevati di oppioidi o eccitanti sintetici. Ma nel futuro questa potrà essere una minaccia consistente. Ed è bene anche segnalare che per gli eccitanti come la cocaina-crack o la grande famiglia delle anfetamine-metanfetamine e derivati non esistono ad oggi, come per i narcotici, presidi  farmacologici che permettano il controllo delle fasi acute della dipendenza, tali da prefigurare delle condizioni di cura, che nel caso degli eccitanti è demandata a terapie psicologiche in cui è fondamentale un prolungato impegno personale. D’altra parte non è forse evidente che l’intero universo delle tossicomanie è strettamente correlato a un enorme e crescente disagio mentale, dovuto in buona parte al degrado sociale, e delle condizioni e aspettative di vita individuali?

I costi umani di tutto questo? Diamo una valutazione al volo di quanto va male e di come potrebbe andare ancora peggio: le fonti statistiche ufficiali segnalano per il 2023, l’ultimo anno di rilevazione, 227 vittime della droga, e probabilmente è un dato ancora incompleto e ognuna di queste vite è una perdita insopportabile per le persone care come per la società. Nel Regno Unito, un Paese del nostro peso demografico, nello stesso anno si segnalano 7.000 vittime, e negli Stati Uniti più di 120.000.

Qualche parola infine sul futuro della droga, che sarà sempre più sintetico, mentre le sostanze naturali resteranno un mercato per chi può spendere.

4086580Il sintetico per sua natura, dato il basso prezzo e la generale reperibilità degli elementi precursori e l’assenza di filiere di traffico legate a particolari luoghi o a cicli naturali, può essere prodotto e di fatto è prodotto tendenzialmente ovunque e permette a causa di ciò una manipolazione dei prezzi molto estesa. La stessa meth o crystal meth (metanfetamina), la cui dose media può costare al mendicante di Tijuana in Messico 2$, ne costerà 10 o 15 negli accampamenti dei senzatetto degli Stati Uniti, 40 in Olanda fino ai 500 al gr del Giappone o ai 300 dell’Australia.

Ciò permette ai criminali  di arbitrare favolosi profitti a cavallo dei vari mercati, visto che i costi di produzione sono infimi e tali da creare anche nei Paesi poveri un’enorme domanda potenziale per una droga energizzante come la meth, che fa tirare avanti masse di persone che devono rompersi la schiena per sopravvivere, dalle linee di montaggio alle serre, ai campi, ma anche per sopportare mansioni ripetitive sfiancanti, o degradanti e umilianti come la prostituzione. O nelle trincee delle tante guerre.

cit_2cb_2_v1-guardiacivilTutto questo è in relazione con lo stato del mondo, con la disperazione e oppressione di larga parte dell’umanità. Andando vicino a noi, con i problemi del continente al di là del Mediterraneo, l’Africa, con la sua esplosione demografica e l’immiserimento di grandi gruppi umani, ora conosce gravi problemi di droga, guarda caso soprattutto sintetica a basso costo, tra i suoi giovani. Il nuovo proletariato africano ricorre alla droga come via di fuga, ma anche come mezzo per guadagnarsi da vivere, una tendenza sciagurata che si va verificando in tutto il mondo povero.

Le persone usa e getta, le classi inutili, i nuovi servi sempre più si rivolgeranno alle droghe più economiche, quelle sintetiche. Sono la popolazione ridondante che conduce vite sprecate (Bauman).

Queste sostanze, questi strani montaggi psicoattivi rischiosi compaiono nel sud del mondo, come nelle zone grigie del nord del mondo, nei quartieri diseredati ma anche nelle zone di opulenza. Questo non è tanto l’esito del progetto globale di una Spectre invincibile, quanto delle anonime dinamiche di mercato di un vero e proprio narcocapitalismo.

Che dà ovunque qualsiasi cosa a chiunque. 

Dialoghi Mediterranei, n. 74, luglio 2025

 _____________________________________________________________

Giovanni La Fiura, dottore in filosofia,  collabora da molti anni con il “Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato” di Palermo. Ha pubblicato L’impresa mafiosa. Dall’Italia agli Stati Uniti (con U. Santino), Franco Angeli, Milano 1990; Dietro la droga: economie di sopravvivenza, imprese criminali, azioni di guerra, progetti di sviluppo (con U. Santino), Edizioni Gruppo Abele, Torino 1993; Mafia e droga rapporto 2024 (con U. Santino, G. Burgio e A. Rocca), Mediater Italia Edizioni, Palermo 2024.  

______________________________________________________________

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Print Friendly and PDF
Questa voce è stata pubblicata in Cultura, Società. Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>