di Tiziana Innao
Le sagre, le feste di paese, le bancarelle, il cibo e le delizie attirano la nostra vista e il nostro gusto. Le luci, le atmosfere dei circhi, delle giostre, tutto quello che è colorato, luccicante, godurioso, tutto quello che è apparenza e divertimento, ci trascina, ci rapisce, ci cattura.
Una domenica durante una sagra di paese, vedo lui, un personaggio dietro il suo bancone con tanti pupazzi, peluche alle sue spalle che ti guarda e aspetta che tu entri nel suo mondo.
Dopo aver scattato la foto, tornando a casa e riguardandola attentamente, ho visto in lui “l’omino di burro”, il personaggio che nella storia di Pinocchio attrae i bambini nel Paese dei Balocchi.
Cosa è in fondo il Paese dei Balocchi se non la trasposizione laica del Paradiso, il Paese di Cuccagna, l’Eden in cui, l’assenza di fatica e fame è l’elemento che rende il luogo un giardino delle delizie?
Forse nel Paese dei Balocchi non si soddisfano desideri ma si creano. Forse tutte le luci, i colori, i giochi nascondono la memoria della nostra infanzia, la nostalgia di un tempo perduto, il desiderio di fuga dalla realtà, quel che dentro di noi, nel fondo della nostra coscienza, aspira al sogno, all’incantesimo, alla suggestione.
I dolci, il divertimento, le piccole gioie della festa sono una seduzione, un fascinoso vortice nel quale piacevolmente ci lasciamo andare per non essere oppressi dalle responsabilità di ogni giorno.
Si cerca così di coltivare quel bambino che è in noi, di vivere le esperienze immersive dello spettacolo del circo, la fiaba e le sue storie di magie e sortilegi, di incanti e di meraviglie.
Da qui la scelta fotografica di uno stile quasi surreale e fiabesco, con un bianco e nero alla maniera dei film d’epoca che vengono restaurati e colorati.
Una scelta formale che intende restituire in qualche modo il contesto immaginario, il linguaggio del sogno, il vagheggiamento di una visione, di una proiezione estatica.
Non ci sono colori brillanti, ma sfumati e “acidi” per sottolineare anche un’atmosfera comunque sospesa, perché il Paese dei Balocchi, con le sue luci abbaglianti, il suo giocare la vita, è un mondo fantastico che, come Pinocchio insegna, può nascondere inganni e insidie.
Dialoghi Mediterranei, n. 77, gennaio 2026
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Tiziana Innao, siciliana di Augusta dove vive tuttora. Si avvicina alla fotografia da autodidatta e ha frequentato il corso base di fotografia; si dedica al ritratto in studio, portfolio e fotografia concettuale. Iscritta alla FIAF dal 2021. Nel 2022 partecipa ad una lettura portfolio nella sua città, aggiudicandosi il primo posto con il suo lavoro “Cosa resta “e un terzo posto nel 2023 al premio “Luce iblea “a Scicli. Dal 2022 espone le sue foto con la Fondazione Effetto Arte di Palermo, a Sanremo, Mantova e Ferrara. Nel maggio e a settembre 2025 partecipa a due tappe di Portfolio Italia Maranello e Colorno, classificandosi tra i migliori lavori selezionati, con il progetto “Il Paese dei Balocchi “.
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