di Marco Cajazzo
Cos’é la fotografia di strada? È il genere fotografico che vuole rivelare l’umanità nella vita quotidiana di tutti i giorni, non solo nelle vie dei centri urbani, ma in qualsiasi contesto pubblico: lo fa svelando i gesti, le emozioni, le interazioni fra le persone e gli elementi del tessuto urbano, talvolta con occhio critico, altre volte con ironia, ma sempre con lo scopo di provocare emozioni o domande.
Il fotografo di strada è anzitutto un buon osservatore, un “pescatore di immagini” che, immergendosi nella vita della strada, ne cattura lo spettacolo intrinseco: scene ordinarie che, attraverso la lente del suo obiettivo, diventano straordinarie.
La fotografia di strada non deve essere tecnicamente “perfetta”: quando cammino per le vie di Catania, la città in cui vivo, provo a cogliere momenti che spesso durano pochi istanti e in quel breve lasso di tempo è difficile assicurarsi che l’esposizione o la messa a fuoco siano ineccepibili.
Poco importa, purché la scena sia leggibile e resa tale anche da una buona composizione, così come da un buon senso estetico. Soprattutto deve trasmettere emozioni, provocare un sorriso, oppure turbamenti. Deve fare bene agli occhi e al cuore o, almeno, indurre alla riflessione. Prima della tecnica, un buon fotografo dovrebbe curare l’anima: alimentarla di bellezza, di buone letture, lenirne le ferite con la poesia e la gioia del contatto umano.
In questa serie ho voluto portare all’attenzione del lettore il tema del “caso” e del “surreale”: immagini che portano alla luce coincidenze imprevedibili, stratificazioni di elementi visivi che generano figure apparentemente “impossibili”, rivelando che la Bellezza è presente anche laddove non ci si aspetterebbe: basta cambiare prospettiva, basta un gioco di sovrapposizioni per rendere straordinario l’ordinario.
È quasi un gioco, un ritorno allo stupore e all’innocenza di quando eravamo bambini. Il grande fotografo Elliott Erwitt affermava: «Apprezzo la semplicità, la vera bellezza che dura nel tempo, e un po’ di spirito ed eclettismo che rendono la vita più divertente». Il lavoro di Erwitt ha certamente influenzato la mia fotografia invitandomi a cercare il buffo e il surreale nella vita di tutti i giorni: un regalo prezioso che ha reso la mia esistenza più leggera.
Ecco allora spiegato come è nata la foto in cui la maglietta di un passante sembra diventare un tutt’uno con la striscia bianca della parete accanto; o ancora lo scatto in cui un rubinetto aperto sembra riempire il mare di fronte ai faraglioni di Acitrezza.
Ed ancora la fotografia con protagonista la cuffia bianca di una signora, pronta a immergersi nelle acque di un mare cristallino, che sembra fare il verso alle boe bianche che la affiancano.
Mi fa sorridere e mi induce tenerezza, invece, l’immagine con cui ho ritratto un anziano signore che pare fissare la scarpa di una sagoma bianca sul vetro di un negozio.
Dal balcone della mia casa a Mazara del Vallo, mia città natale, è possibile ammirare uno dei tramonti più belli di Sicilia. È nato così quello scatto con protagonista il sole in cui il tramonto “accende” una lampadina su una terrazza poco distante il lungomare di Capo Granitola.
Dalle mie estati sul litorale di Tonnarella sono nate le immagini in spiaggia e alla Casbah: lo scatto in cui un’ombra sorniona (e un po’ inquietante) sembra fissare le gambe di una ragazza distesa al sole.
Ed ancora la foto che ritrae una signora sdraiata su un pedalò da salvataggio: quasi una naufraga appena sfuggita alle onde del mare. E infine quella in cui una grande farfalla di cartone dipinto pare involarsi dalle mani di un immigrato tunisino.
Lo avrete capito, è tutto un gioco di equivoci: sorprendenti simmetrie, associazioni casuali, bizzarre posture. È la realtà, bonariamente e volutamente distorta dal mio obiettivo, che diventa la pagina su cui ho provato a raccontare la “mia versione dei fatti”, una storia diversa arricchita di spirito ed ironia.
Dialoghi Mediterranei, n. 76, novembre 2025
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Marco Cajazzo, nato a Mazara del Vallo, lavora come ingegnere informatico a Catania. Da sempre affascinato dall’arte visiva, dal 2017 si dedica alla fotografia di strada. Spesso finalista in diversi contest nell’ambito di importanti festival internazionali di fotografia, nel 2021 vince il concorso nazionale “ImagOrbetello” nella categoria “street” e nel 2023 l’Observa Street Photography Festival.
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