di Akram Menari
Nel cuore del Sahara di Hoggar, e più precisamente nella città di Djanet, il festival Sebiba si svolge come un affresco vivente che connette il presente dei Tuareg al loro passato ancestrale.
Questa celebrazione, iscritta nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO, si svolge ogni anno durante l’Eid al-Adha.
Attraverso i ritmi dei tamburi, i movimenti dei corpi e l’eleganza dei costumi ricamati, il rito comunica una narrazione collettiva di pace, di riconciliazione e di identità condivisa.
Le donne indossano abiti tradizionali scintillanti impreziositi da gioielli d’argento, mentre gli uomini sfoggiano i loro turbanti neri o blu, brandendo spade che, nella danza, diventano simboli di onore e dignità piuttosto che strumenti di combattimento.
Ballerini e ballerine si alternano ai ritmi dei bendir, trasformando il corpo in un medium che traduce la forza della comunità e reinventa il rapporto dell’uomo con il deserto e con il tempo.
Le fotografie del festival sono documenti di un momento di festa, frammenti di luce su strati di storia secolare, simboli e miti che hanno tessuto l’identità tuareg nel corso dei secoli. Raccontano la vita di una comunità rimasta fedele alle sue lontane radici nonostante gli inevitabili mutamenti della modernità.
Memorie di un’arte collettiva che esprime lo spirito di resistenza estetica di fronte alla durezza della natura e ai conflitti umani.
Così, il festival della Sebiba, con la sua musica, i suoi movimenti e i suoi ornamenti, è una performance artistica in cui si mescolano memoria orale e rituale festivo.
Diventa un rinnovato annuncio della presenza della cultura tuareg nel paesaggio umano e della capacità dell’immagine di preservare ciò che le parole faticano a trattenere.
Dialoghi Mediterranei, n. 76, novembre 2025
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Akram Menari, fotografo visuale originario di Ksar Chellala, è uno dei giovani talenti più attivi sulla scena fotografica algerina. Il suo lavoro si distingue per un approccio che fonde dimensione artistica e prospettive documentarie, esplorando il patrimonio culturale, l’ambiente e le realtà sociali contemporanee. Vincitore di notevoli premi internazionali, ha partecipato a numerose mostre e festival, sia in Algeria che all’estero, affermandosi così tra la nuova generazione di fotografi arabi portatori di una visione innovativa e impegnata.
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