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I Licutiani

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

di Andrea Salvucci 

A Catania, chi frequenta abitualmente il porticciolo o la spiaggia di San Giovanni Li Cuti viene affettuosamente chiamato “Licutiano”. Questa pittoresca borgata marinara rappresenta uno degli ultimi accessi pubblici al mare nel cuore della città e un vivace microcosmo in cui convivono pescatori tradizionali, turisti curiosi, ragazzi in festa dopo la scuola, gestori di ristoranti e passanti in cerca di una pausa dai ritmi frenetici urbani.

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

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I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

Eppure tra questo via vai di gente così eterogeneo, esiste un esclusivo gruppo di bagnanti che ha fatto di questo lembo di scogli la propria dimora.

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

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I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

Si tratta di uomini e donne di diverse età, alcuni oramai in pensione, altri senza un impiego stabile, altri ancora vi approdano durante la pausa pranzo, per un tuffo rigenerante.

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

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I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

Ma tutti condividono un legame profondo, quasi viscerale, con il mare, vissuto come spazio di libertà e di cura. Per loro, il bagno non è un semplice gesto abituale, ma un atto simbolico, di resistenza, un antidoto alle fatiche e alle delusioni della vita, un rituale di rinascita che si ripete ogni giorno, in ogni stagione, anche sotto la pioggia o nel pieno dell’inverno.

In costume anche a Natale, sfidano il freddo e l’indifferenza del mondo, rivendicando un’esistenza che sembra galleggiare fuori dal tempo.

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

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I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

In questo scenario, i cuti lisci, i tipici scogli levigati dalla lava e dal sale del mare catanese, diventano luogo di approdo e di rifugio per i Licutiani. Qui, essi, possono mostrarsi per ciò che sono: autentici, eccentrici, a volte grotteschi, spesso poetici.

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

Tra un bagno e l’altro, la banchina sembra trasformarsi in un palcoscenico dove prende vita una umanità variegata, a tratti surreale, che ricorda certe visioni felliniane. 

Come attori inconsapevoli abitano il molo con i loro corpi, le loro voci, le loro storie, suscitando curiosità, stupore e simpatia in chi li osserva dall’esterno.

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

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I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

Ma dietro la teatralità e l’autoironia, i Licutiani custodiscono un’intima consapevolezza. Li Cuti non è solo un luogo, ma un punto fermo, un centro di gravità dove le vite spesso invisibili trovano riconoscimento e appartenenza.

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

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I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

I Licutiani (ph. Andrea Salvucci)

Qui, al riparo dagli sguardi giudicanti e dalle logiche sociali, nessuno chiede conto del passato né impone un ruolo, ed ogni individuo può semplicemente essere se stesso.

Per un Licutiano vero, non c’è desiderio più grande che tornare anche l’indomani in equilibrio su quei “cuti lisci”, e sentirsi ancora una volta parte di quel paesaggio che è casa, vita, orizzonte. 

Dialoghi Mediterranei, n. 75, settembre 2025

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Andrea Salvucci, psicologo di formazione, ha sempre coltivato una passione per la fotografia, che ha esplorato sia come pratica personale che come strumento terapeutico. La sua carriera fotografica ha avuto inizio sin da giovane, quando si è avvicinato alla fotografia di strada e di viaggio, per poi evolversi con l’approfondimento del reportage. Al centro del suo lavoro c’è sempre l’Essere Umano, con i suoi modi di agire e pensare in relazione ai contesti di vita in cui è immerso. Negli ultimi anni, i suoi progetti si sono concentrati su tematiche ambientali e stili di vita sostenibili. Il suo lavoro Re-Nature ha vinto il premio per il miglior Portfolio al Congresso regionale F.I.A.F. Marche 2022, mentre Natura Umana (2023) ha ottenuto il primo premio al Photo Portfolio Firenze Online e al Concorso Nazionale Trofeo Città di Follonica. Lo stesso progetto gli ha conferito il titolo di miglior Autore F.I.A.F. 2023 della Regione Marche. Il suo ultimo lavoro, I Licutiani, è stato selezionato e viene tuttora esposto al Fotografia Calabria Festival. Questo progetto nasce anche da un legame personale profondo con la città: pur vivendo e lavorando nelle Marche, Salvucci ha sposato una donna catanese, rendendo San Giovanni Li Cuti un luogo del cuore, di ritorni e di vita condivisa.

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