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Dissolvenze di una festa

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

di Antonello Ferrara 

Ogni festa ha una sua forza interiore, rappresenta una volontà territoriale, spesso anche una tradizione familiare e comunitaria.

Per anni mi sono sentito come un extraterrestre a Catania, non avendo nessun legame con la città. 

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

All’inizio, la festa di Sant’Agata l’ho francamente detestata perché incideva non poco sulla percorrenza per arrivare a Priolo, dove lavoravo. Poi l’ho capita, ho compreso tutta quell’esasperata energia che si sprigiona, la forza narrativa che, per tre giorni, sconvolge la città.

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara) 

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Quando ho deciso di fotografarla, mi sono posto una domanda: in che modo rappresentare questo rapporto straordinario che i catanesi hanno con la santa patrona? Non mi interessava realizzare delle belle immagini.

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Non avevo un fine estetico ma piuttosto etico: osservare e rispettare la fede dei devoti con i loro eccessi, le loro passioni, la loro umana partecipazione al culto.

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara) 

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Ho cercato pertanto di stabilire una certa distanza tra me e ciò che vedo, un “fuori fuoco” che alluda in qualche modo alla soglia che comunque mi separa da quel mondo in cui tutti gridano “Viva Sant’Agata”, trascinati e avvolti in una dimensione onirica, straniante, “altra” rispetto alla realtà quotidiana, alla vita corrente.

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Lo sfocato ha dunque un valore simbolico, riproduce l’effetto visionario, rarefatto, un po’ allucinatorio, la dissolvenza che investe e abbraccia la comunità attorno al fercolo, lungo le strade e nelle piazze storiche della città.

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

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Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Dissolvenze di una festa (ph. Antonello Ferrara)

Ho tentato di cogliere schegge fugaci di un sentimento, di una emozione, di una atmosfera, di una relazione amorosa.

Mi auguro che l’insieme frammentario delle immagini che ho selezionato – gesti, costumi, luci, dettagli – possa contribuire a dire della festa la collettiva percezione di magia, frenesia e incantesimo che sorprende e rapisce credenti e non credenti. 

Dialoghi Mediterranei, n. 74, luglio 2025 
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Antonello Ferrara, nasce a Taranto da una famiglia di marinai e pittori.  A dieci anni gli viene regalata un apparecchio fotografico AgfaPocket.  Per risparmiare impara a stampare da solo, ma per gli alti costi della fotografia si vede costretto a rinunciare. Dopo alcuni anni di impegno in Azione Cattolica, Libera e Legambiente nel 2010 è il capo progetto del libro Custodi della nostra Terra edizioni Akàdemos realizzato con il Movimento Lavoratori dell’Azione Cattolica.  Dal 2010 al 2014 è direttore dell’Osservatorio Povertà e Risorse della Caritas Diocesana di Siracusa e responsabile della scuola per volontari. Nel 2014 viene chiamato a Roma all’Ufficio Stampa per entrare nel gruppo di lavoro che si occupa delle analisi e strategie comunicative della Marina Militare. Nel frattempo, si riavvicina alla fotografia e studia presso il Centro di Fotografia Sperimentale “Ansel Adamas” e alla Scuola Romana di Fotografia. Dal 2020 partecipa regolarmente a workshop e percorsi formativi con diversi insegnanti, tra cui Letizia Battaglia e Alex Majoli, Le sue fotografie sono state esposte a Praga, Milano, Roma, Lisbona, Gibellina e nella prossima estate saranno in esposizione a Firenze, presso la casa di Dante e in Francia al più importante festival di fotografia europea ad ARLES. Per il 2026 sarà inserito nel Catalogo dell’Arte Contemporanea della Bruno Mondadori poiché è considerato uno dei trenta artisti italiani emergenti. Le sue fotografie sono state pubblicate su riviste come l’Espresso, Il fotografo, il Sole 24 ore, Arte Contemporanea edito dal Gruppo Cario e su vari giornali locali.

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