di Bruno Madeddu
“Dimensione Antinaturale” è uno dei miei primi progetti fotografici, opera in continuo aggiornamento, nato dall’esigenza di rappresentare la mia visione delle grandi metropoli, degli spazi urbani, delle piazze, dei metrò, prospettive che enfatizzano la solitudine e risaltano un ambiente ostile alienante e, a mio parere, non naturale per l’uomo.
Immagini scattate in grandi città europee e italiane, volutamente e rigorosamente in bianco e nero che non presuppongono una particolare tecnica, se non l’utilizzo di un unico filtro, che le accomuna, sovrapposto in camera chiara su ciascuna e adoperato per sottolineare grigiore e alienazione.
Un concetto non nuovo se si pensa alle prime riflessioni sugli albori della città moderna, nelle quali già ricorreva l’idea che questa, nella sua tensione sterminata, tendesse a renderci individui alienati, rispetto al mondo e rispetto a noi stessi; individui spaesati, isterici perché travolti da quel frenetico progresso artificiale che a poco a poco è andato a invadere tutti i nostri spazi, interiori ed esteriori.
Questo fenomeno sembra sempre più potente e inarrestabile e ciò che ci circonda fluttua in quella dimensione anti-naturale, fonte di disperante spersonalizzazione. Il contesto di grattacieli di vetro e acciaio accentua la solitudine dell’uomo, la sua piccolezza, la sua condizione di alienazione.
Una raccolta, quella che presento, di immagini dei luoghi – o di non luoghi – che ho attraversato, che mi hanno segnato e formato e dai quali non so se sarà mai più possibile liberarmi del tutto.
Sono stazioni e aree di transito, strutture e infrastrutture verticali, centri commerciali, sale d’aspetto e spazi anonimi, visioni metafisiche che della realtà comunicano il senso della precarietà e provvisorietà esistenziale.
Attraverso le immagini di questi fumosi e grevi paesaggi, forse sarà percepito il senso di oppressione, di smarrimento, di incomunicabilità che si vive nelle grandi città dove le figure umane sembrano avere corpi astratti, sagome labili, ombre che si muovono incerte nella nuda geometria di grandi piazze, di ponti monumentali e di squallide periferie.
Dialoghi Mediterranei, n. 76, novembre 2025
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Bruno Madeddu, autodidatta, cresciuto attraversando pellicola bn, polaroid e digitale, ha studiato le opere dei grandi maestri (Giacomelli e Bresson su tutti). Iscritto alla FIAF dal 1995 e alla FIAP dal 1998, ha raccolto diversi riconoscimenti e onorificenze, fra cui i prestigiosi “IFI” (Insigne Fotografo Italiano) e “EFIAP/d3” (Eccellenza Fotografia Internazionale Diamante 3 ultimo livello). Foto dell’anno FIAF nel 2017, con relativa Copertina sull’Annuario della Federazione e, inoltre, il prestigioso Premio Fantini 2017 a Sesto San Giovanni (MI) che ha visto insigniti nelle precedenti edizioni, autori come Letizia Battaglia e Francesco Cito. Ha esposto le sue opere in alcune importanti mostre internazionali e ha partecipato a diverse collettive in Danimarca, Romania, Turchia e Germania. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo libro Appunti di vita che raccoglie 173 fotografie in bianco e nero, accompagnate da poesie, ricordi, emozioni e sensazioni scritte assieme ad amici fotografi e intellettuali.
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