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Di mano in mano

Posted By Comitato di Redazione On 1 gennaio 2021 @ 00:07 In Cultura,Immagini | No Comments

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Sorelle Materassi (ph. Claudia Lombardo)

immagini

di Claudia Lombardo

Dimanoinmano è una sorta di micro-reportage che documenta una storia familiare e sentimentale, quella della mia famiglia.

Si colloca dunque nel genere della fotografia intimista, in cui le immagini recano in sé delle storie, parlano di me e di come ricordo, di esperienze e di modi di essere della mia famiglia che si sono tramutati in narrazioni e in diario visivo delle mie origini.

Le foto legano i due versanti del tempo vissuto, il presente e il passato, cercando di superare la tradizionale dicotomia “ieri-oggi”, attraverso una reinterpretazione filtrata dai ricordi, dalle emozioni, dagli stati d’animo, in modo soggettivo.

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Pranzo della domenica (ph. Claudia Lombardo)

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Senza tempo (ph. Claudia Lombardo)

Dimanoinmano recupera gli oggetti di un tempo senza precisi contorni, rappresentato come se avesse una durata senza fine, insieme alle mani che oggi li muovono, appropriandosi di tutto il mondo che hanno in sé.

I soggetti del diario fotografico sono oggetti, che rappresentano il legame tra l’oggi e il passato. Sono diversi tra loro, preziosi non tanto per il valore economico ma soprattutto per il loro valore emotivo, affettivo. Sono quelli che Pietro Clemente chiama “oggetti di affezione”.

Si tratta di cose che nelle case dei miei nonni hanno accompagnato il loro vivere di ogni giorno, e che da quando ho memoria sono presenti a casa mia.

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Devozione (ph. Claudia Lombardo)

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Campione (ph. Claudia Lombardo)

Oggetti ai quali sono legati storie e aneddoti tramite i quali ho imparato a conoscere pezzi di storia della mia famiglia e antenati che non ho mai incontrato: la bisnonna Maria che durante la guerra cuciva i vestiti a mia nonna Sà e alle sue sorelle, la bisnonna Anna che offriva lo zucchero a nonna Lina per premiarla per un buon voto a scuola, la zia Mela, la zia mio padre, della quale si racconta che fosse particolarmente vanitosa, e che ha tramandato l’anello che oggi indossa mia madre.

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Silenzio (ph. Claudia Lombardo)

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Ospitalità (ph. Claudia Lombardo)

Ci sono i pattini con cui nonno Pippo ha vinto il campionato nazionale del 1958 e un vecchio rosario d’argento che richiama alla mente antiche forme di religiosità e momenti di grande tensione emotiva.

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Zia Mela (ph. Claudia Lombardo)

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“Puntino” (ph. Claudia Lombardo)

Ma il vero perno delle immagini sono le mani che usano questi oggetti. Queste sono mani comuni, segnate dal tempo o dal lavoro, perché questo mi dà il senso di uno scorrere del tempo che non è passivo ma attivo, un tempo in cui si è protagonisti.

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Preciso e puntuale (ph. Claudia Lombardo)

Gli oggetti che ho fotografato sono passati di mano in mano, di generazione in generazione, e mi piace pensare che costituiscano un “ponte” tra la famiglia del passato e la famiglia del futuro, tra me e chi mi ha preceduto, anche quando il tempo segna una differenza che appare più vistosa di quanto non sia in realtà e la comunicazione e i rapporti tra le diverse generazioni sono difficili.

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Gratificazione (ph. Claudia Lombardo)

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Infanzia (ph. Claudia Lombardo)

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Zio Tom (ph. Claudia Lombardo)

Non ci sono soltanto una storia da raccontare o una fotografia da guardare, ci sono un orologio da taschino, un pattino, un vecchio giornale, un tagliapasta, un portabottiglie di legno che ricorda lo zio Tom americano, ma soprattutto le persone che li hanno utilizzati.

Ma gli oggetti tramandati dimanoinmano si collocano al confine tra me, la mia storia e il resto del mondo, e possono essere condivisi proprio perché non sono oggetti unici e introvabili. Sono oggetti comuni resi unici dal modo in cui sono stati vissuti.

Le luci e le ombre contribuiscono a svelare il senso delle immagini, creano l’emozione e rendono l’idea del perché e del modo in cui voglio presentarle agli altri. Il modo in cui gli altri le leggeranno, però, attinge al loro vissuto.

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Bonanima (ph. Claudia Lombardo)

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Lettura privata (ph. Claudia Lombardo)

Il “diario” di una famiglia può diventare il diario di tante famiglie che di generazione in generazione che si passano il testimone. La storia della mia famiglia diventa la storia delle nostre famiglie, una narrazione in cui ognuno può proiettare la propria. Un nuovo significato viene creato di volta in volta dall’osservatore, e gli oggetti si animano così di nuovi ricordi e le immagini di nuovi orizzonti interpretativi.

Dialoghi Mediterranei, n. 47, gennaio 2021

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Claudia Lombardo, studia Didattica dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Ha pubblicato due libri per bambini, Camilla nel tempo e Moffetta nel paese delle pecore blu, che rispondono al suo interesse per la pedagogia e la didattica. La fotografia è un altro modo per esprimere la sua visione del mondo, e ha al suo attivo la pubblicazione di un reportage sulla manifestazione pacifica di Extinction Rebellion su Palemo Today, la partecipazione al The LensCulture Black & White Photography Awards e al progetto collettivo di fotografia Fuori. Memorie dalla quarantena organizzata dall’associazione Lympha di Palermo. Ama il teatro, l’animazione di laboratori creativi rivolti ai bambini, la musica e, da buona siciliana, il buon cibo.

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