Stampa Articolo

Cultura per la pace: antropologia delle voci dal basso e dai margini

foto_mondiacult

CIP

di Ornella Ricchiuto 

«Questo saggio è dedicato all’uomo comune. Eroe di tutti i giorni. Personaggio diffuso. Uno dei tanti che camminano per la strada. (…) Lentamente, i rappresentanti che simbolizzavano ieri famiglie, gruppi e ordini escono dalla scena in cui regnavano al tempo del nome. È l’avvento del numero, quello della democrazia, della grande città, delle amministrazioni, della cibernetica. È il flusso continuo della folla, tessuto fitto come una stoffa senza strappi né rammendi, composto da una moltitudine di eroi quantificati che perdono nome e volto diventando il linguaggio mobile di calcoli e di razionalità che non appartengono a nessuno. Fiumi di numeri lungo le strade».

(Michel De Certeau, L’invenzione del quotidiano, Edizioni lavoro, Roma, 2012: 25-26) 

La patrimonializzazione si compone talvolta di gesti semplici – scrive l’antropologo Pietro Clemente – come la nascita di un’associazione, la condivisione di valore comune, un’attività solidale. Il patrimonio, infatti, è una costruzione culturale frutto di un insieme di azioni sociali plurali. Esso può configurarsi come una macchina patrimoniale democratica dal basso, nella quale sulla scena convivono molteplici attori che discutono, si confrontano, talvolta si scontrano, ma creano spazi di comunicazione e partecipazione. In tale prospettiva, lo sviluppo locale, i conflitti, le conoscenze e le pratiche sociali si intrecciano in un processo dinamico di produzione culturale condivisa [1].

Un caso emblematico di questa costruzione bottom-up è rappresentato dal caso dell’associazione ORS APS – LIQUILAB, avviata nel 2008 a seguito della presentazione di un progetto dedicato alla memoria antropologica degli anni Sessanta e Settanta a Tricase (cittadina in provincia di Lecce), risultato vincitore del bando Principi Attivi della Regione Puglia.

1Da allora – si potrebbe dire – “ne sono passati di sole e acqua sotto i ponti”. Il percorso di Liquilab, talvolta imprevedibile, ha coinvolto e continua a coinvolgere cittadini, non solo di Tricase, in processi di partecipazione attiva orientati alla creazione e al rafforzamento di una comunità di eredità. Tale comunità identifica, combina, cuce e ricuce, valorizza e trasmette un patrimonio culturale oggi documentato all’interno dell’archivio digitale Liquilab – Bottega di Memorie e Identità Giovanili, e fisicamente custodito nella sede dell’associazione presso l’ex Convento dei Domenicani, nel centro storico di Tricase. Gli ambienti del Convento, oggi sede organizzativa e culturale di Liquilab, ospitano testimonianze materiali donate dalla popolazione locale, confluite nel Museo Etnografico della vita popolare, e accolgono produzioni etno-artistiche legate alle numerose attività laboratoriali promosse nel corso degli anni.

Questa significativa opera di salvaguardia del patrimonio culturale nelle aree interne del sud Salento è culminata, nel 2024, con il riconoscimento dell’associazione ORS APS – LIQUILAB quale Organizzazione Non Governativa (ONG) accreditata presso l’UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale. Tale accreditamento ha consentito all’associazione di entrare a far parte sia del Comitato Intergovernativo UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, sia del Forum delle ONG del Patrimonio Culturale Immateriale.

Le ONG UNESCO si configurano come attori privilegiati nell’ambito della governance del patrimonio culturale, in quanto espressione congiunta della società civile e del mondo scientifico, in particolare delle discipline antropologiche. Operando in stretta interazione con i territori e con le comunità, esse promuovono approcci partecipativi che si fondano sui principi enunciati dalla Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003. In tale prospettiva, la salvaguardia non si concentra tanto sul bene culturale in quanto oggetto statico, quanto sui soggetti sociali che ne sono custodi e portatori di senso, riconosciuti come componenti essenziali nei processi di risignificazione, trasmissione e continuità del patrimonio stesso.

2-liquilab-1024x573Del resto, la Convenzione UNESCO del 2003 sottolinea proprio la centralità degli elementi immateriali della cultura, segnando il passaggio da una visione monumentalista ed eurocentrica a una prospettiva antropologica, più attenta alle forme di vita e ai territori spesso esposti a rischio di scomparsa o di omologazione [2].

In questa cornice, il nuovo ruolo di Liquilab in qualità di ONG mira a rafforzare la mediazione con le comunità locali, facilitando programmi di salvaguardia e processi partecipativi, e contribuendo al tempo stesso alla creazione di un terreno comune, a livello globale, tra discorsi, approcci, metodologie e pratiche degli esperti e quelle sviluppate dalle comunità stesse.

Entrare a far parte della rete internazionale connessa con l’Intangible Cultural Heritage (ICH) significa acquisire consapevolezza del valore della diversità culturale come fondamento di una cultura del dialogo e della pace. La partecipazione all’UNESCO rappresenta, dunque, un riconoscimento del percorso di patrimonializzazione dal basso avviato da Liquilab e, al tempo stesso, un’opportunità per ampliare la riflessione sul ruolo delle comunità come protagoniste della salvaguardia e della rigenerazione culturale.

Nel 2025 l’associazione ORS APS – LIQUILAB è stata selezionata per partecipare a MONDIACULT 2025 – Conferenza mondiale sulle politiche culturali e lo sviluppo sostenibile, convocata dall’UNESCO (la prima edizione risale al 1982, a Città del Messico). L’evento si è tenuto dal 29 settembre al 1º ottobre 2025 a Barcellona, configurandosi come la principale piattaforma globale per il dialogo e la cooperazione sulle politiche culturali.

Mundialcult 2025

Barcellona, Mundialcult 2025

MONDIACULT riunisce i ministri della Cultura degli Stati membri dell’UNESCO, rappresentanti di organizzazioni intergovernative, del mondo accademico, della società civile, dei giovani, nonché professionisti della cultura e partner del settore privato. Basandosi sulla Dichiarazione MONDIACULT 2022, adottata a Città del Messico, l’edizione del 2025 ha evidenziato i progressi compiuti a livello mondiale, concentrandosi su sei aree prioritarie interconnesse, che rappresentano i pilastri della visione culturale dell’UNESCO.

1. Diritti culturali

I diritti culturali sono riconosciuti come diritti umani fondamentali e comprendono il diritto, per tutti gli individui e le comunità, di accedere, partecipare e contribuire alla vita culturale in tutta la sua diversità. Il rispetto di tali diritti è essenziale per promuovere società inclusive, giuste ed eque. In questa prospettiva, la Conferenza ha sottolineato la necessità di rafforzare i quadri politici e giuridici che garantiscano l’effettiva tutela dei diritti culturali, promuovendo la diversità dei contenuti culturali, sia negli spazi digitali che in quelli fisici, e favorendo la partecipazione dei gruppi vulnerabili e sottorappresentati alla governance e alla creazione culturale. Un’attenzione particolare è stata rivolta alla libertà artistica, alla restituzione dei beni culturali e all’accesso equo al patrimonio, in una prospettiva di giustizia storica e riconciliazione culturale.

Cerimonia di chiusura. World Conference on Cultural Policies and Sustainable Development – MONDIACULT organizzata dall’UNESCO. 29 settembre - 1° ottobre 2025, Barcellona.

Cerimonia di chiusura. World Conference on Cultural Policies and Sustainable Development – MONDIACULT organizzata dall’UNESCO. 29 settembre – 1° ottobre 2025, Barcellona

2. Cultura e trasformazione digitale

Le tecnologie digitali stanno modificando profondamente il modo in cui la cultura viene prodotta, fruita e condivisa, offrendo opportunità senza precedenti di innovazione, inclusione e partecipazione. Tuttavia, esse sollevano questioni complesse relative all’equità, alla rappresentanza e alla tutela della diversità culturale e linguistica. Le politiche culturali sono dunque chiamate a sfruttare la trasformazione digitale per ampliare la reperibilità dei contenuti culturali, proteggere i diritti degli autori, colmare il divario digitale e garantire una remunerazione equa ai creatori. La Conferenza ha ribadito la necessità di quadri normativi basati sulla cooperazione pubblico-privato e sulla solidarietà internazionale, al fine di promuovere un ecosistema digitale inclusivo, etico e sostenibile per la cultura.

Xa Sessione dell’Assemblea Generale degli Stati Parte della Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale. 11-12 giugno 2024, sede UNESCO, Parigi.  Riconoscimento di ORS APS – LIQUILAB ONG UNESCO.

Xa Sessione dell’Assemblea Generale degli Stati Parte della Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale. 11-12 giugno 2024, sede UNESCO, Parigi.
Riconoscimento di ORS APS – LIQUILAB ONG UNESCO.

3. Cultura ed educazione

Integrare la cultura nei sistemi educativi è fondamentale per promuovere la creatività, il pensiero critico, la comprensione interculturale e lo sviluppo sostenibile. MONDIACULT 2025 ha messo in luce il potere trasformativo dell’educazione culturale e artistica – formale, non formale e informale – nella costruzione di società della conoscenza inclusive e resilienti.
Basandosi sul Quadro di riferimento UNESCO per l’educazione culturale e artistica (2024), la Conferenza ha evidenziato l’importanza di approcci innovativi all’apprendimento che riflettano la diversità culturale e linguistica, rafforzino l’istruzione contestualizzata e promuovano la formazione tecnica e professionale nel settore culturale e creativo. È stato inoltre ribadito il ruolo delle istituzioni culturali – musei, biblioteche, archivi – come luoghi privilegiati per la trasmissione di conoscenze e per l’educazione al patrimonio, con particolare attenzione alle comunità vulnerabili e remote.

4. Economia della cultura

I settori culturali e creativi costituiscono motori essenziali di crescita economica, innovazione e occupazione, contribuendo al contempo all’inclusione sociale, in particolare di giovani, donne e comunità marginalizzate. MONDIACULT 2025 ha posto l’accento sull’esigenza di liberare il pieno potenziale dell’economia culturale attraverso politiche pubbliche integrate, maggiori investimenti, meccanismi di finanziamento innovativi e il sostegno al lavoro dignitoso e all’accesso equo al mercato per artisti e operatori culturali. Un ulteriore obiettivo riguarda la necessità di dati culturali affidabili, fondamentali per l’elaborazione di politiche basate su evidenze, in linea con la Convenzione UNESCO del 2005 sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali e con la Raccomandazione del 1980 relativa allo status dell’artista.

Barcellona, Mondialcult 2025

Barcellona, Mondialcult 2025

5. Cultura e azione climatica

La cultura svolge un ruolo cruciale sia nella risposta ai cambiamenti climatici sia nella definizione dalle azioni da intraprendere. Dai sistemi di conoscenza tradizionali e indigeni alle pratiche creative eco-consapevoli, le espressioni culturali offrono strumenti potenti per la resilienza e il cambiamento comportamentale. La Conferenza ha esplorato le sinergie tra cultura e sostenibilità ambientale, esaminando come le politiche culturali possano contribuire alle strategie climatiche, alla riduzione del rischio di catastrofi e alla transizione verso economie verdi e giuste. Particolare attenzione è stata dedicata alla giustizia climatica, alla salvaguardia del patrimonio minacciato dai cambiamenti climatici e all’integrazione della cultura nei piani nazionali di adattamento e mitigazione.

6. Cultura, heritage e crisi

Come proteggere la cultura in tempi di crisi e integrare le considerazioni culturali nella preparazione alle emergenze, nella risposta e negli sforzi di ripresa? In particolare, qual è il ruolo delle tecnologie digitali, dei quadri giuridici, della cooperazione internazionale e dello sviluppo delle capacità nella salvaguardia del patrimonio culturale, nella tutela della libertà artistica e nella continuità delle pratiche culturali in contesti fragili o colpiti da conflitti?

La cultura è al tempo stesso vittima delle crisi e risorsa per la ripresa. I conflitti, le catastrofi e gli impatti dei cambiamenti climatici continuano a minacciare il patrimonio culturale, a sconvolgere la vita culturale e i mezzi di sussistenza, nonché a mettere in pericolo la sicurezza e la libertà degli operatori culturali.

Oltre alle sei aree prioritarie, MONDIACULT 2025 ha individuato due aree tematiche trasversali di crescente importanza per le politiche culturali contemporanee: “Cultura e Intelligenza Artificiale” e “Cultura e Pace”. 

7. Cultura e Intelligenza Artificiale 

L’avanzare dell’intelligenza artificiale (IA) sta ridefinendo in modo profondo il modo in cui la cultura viene creata, distribuita, fruita e trasmessa. La Conferenza ha affrontato le implicazioni etiche, sociali e culturali di questa trasformazione, riconoscendo che l’IA, se opportunamente regolamentata, può rappresentare uno strumento di democratizzazione dell’accesso alla cultura, di innovazione creativa e di valorizzazione del patrimonio. Tuttavia, essa comporta anche rischi significativi: l’omologazione dei linguaggi culturali, la concentrazione del potere tecnologico e la perdita di diversità espressiva. MONDIACULT 2025 ha quindi ribadito l’urgenza di sviluppare quadri etici e normativi condivisi, fondati sui diritti umani, la trasparenza e la partecipazione delle comunità culturali alla progettazione delle tecnologie. In questo contesto, la Raccomandazione UNESCO sull’Etica dell’Intelligenza Artificiale (2021) è stata richiamata come documento di riferimento per orientare lo sviluppo dell’IA verso una responsabilità culturale collettiva. La sfida non consiste soltanto nel gestire l’uso dell’IA, ma nel ripensare la relazione tra umano, creatività e tecnologia, riconoscendo la cultura come dimensione insostituibile della soggettività e della libertà. 

agenda-pace-2025Cultura e Pace

Il secondo tema trasversale – Cultura e Pace – rappresenta il cuore simbolico e politico della visione di MONDIACULT 2025. La cultura costituisce un elemento fondamentale per la promozione della pace, del dialogo e della riconciliazione. Attraverso la valorizzazione della diversità culturale, la promozione della comprensione reciproca e dell’inclusione sociale, essa contribuisce ad affrontare le cause profonde dei conflitti e a favorire la coesione sociale, ponendo le basi per società pacifiche, resilienti e sostenibili. Questa sessione ha messo in rilievo il ruolo strategico della cultura nei processi di costruzione e consolidamento della pace a tutti i livelli – dalle iniziative comunitarie alla diplomazia culturale multilaterale – analizzando come i diritti culturali, la protezione del patrimonio culturale, il dialogo interculturale e le politiche educative inclusive possano sostenere la prevenzione dei conflitti, la ripresa post-crisi e la promozione di una pace duratura e sostenibile. Un’attenzione particolare è stata dedicata al ruolo dei giovani, al rafforzamento delle capacità locali e agli approcci basati sulla partecipazione delle comunità, riconosciuti come fattori essenziali per la costruzione di una cultura di pace.

Attraverso sessioni di dialogo e una vasta gamma di eventi collaterali, MONDIACULT 2025 ha riaffermato che la cultura rappresenta un bene pubblico globale e un pilastro fondamentale per uno sviluppo inclusivo, sostenibile e basato sui diritti umani, ponendo le basi per la sua piena integrazione nell’agenda globale post-2030.

La cultura costituisce la chiave per un futuro fondato sulla pace e sulla solidarietà. Ma come può essa contribuire concretamente alla costruzione di una pace sostenibile, giusta e inclusiva? Occorre concepire la pace come un processo vivente ed evolutivo, radicato nella cultura e alimentato dalla creatività, dalla memoria e dalla giustizia. I percorsi culturali da intraprendere per la promozione della pace si fondano su: la costruzione della fiducia reciproca e del dialogo intergenerazionale e interculturale; il recupero e la valorizzazione della memoria culturale, quale veicolo di coesione e resilienza sociale; l’educazione al patrimonio culturale, intesa come strumento per la consapevolezza, la responsabilità e la partecipazione attiva alla costruzione di una cultura di pace.

“Culture for Peace Mosaic” rappresenta una proposta dinamica dell’UNESCO che articola un insieme di pratiche e approcci volti a promuovere la cultura per la pace, evidenziando il complesso nesso tra pace, giustizia, arte, cultura, pedagogia, azione giovanile e innovazione digitale. La proposta solleva una riflessione critica sulle strategie di costruzione della pace dall’alto, promuovendo approcci inclusivi dal basso, anche attraverso l’impiego di tecnologie digitali che favoriscano la connettività e forme innovative di collaborazione.

maxresdefaultLa proposta riprende il concetto di “pace su piccola scala” dell’antropologo Castillejo-Cuéllar, che si riferisce alle azioni quotidiane delle comunità – in particolare dei sopravvissuti e degli attori marginalizzati – finalizzate a costruire un’“immaginazione sociale del futuro” dopo un conflitto o episodi di violenza. Tali iniziative sono spesso informali, guidate a livello locale e profondamente radicate nelle pratiche culturali e sociali. L’“immaginazione sociale del futuro” incarna processi di ricostruzione e riparazione del tessuto sociale e delle relazioni compromesse da molteplici forme di violenza. Essa facilita il dialogo intergenerazionale e, quando necessario, sostiene meccanismi culturalmente radicati che garantiscono la sostenibilità e la legittimità della pace, basata sul principio di polifonia: il rispetto della pluralità delle voci, delle culture e dei modi di vivere nel mondo [3].

La cultura per la pace è stata uno degli argomenti più rilevanti e dibattuti durante la Conferenza mondiale, in considerazione del contesto di conflitto che colpisce attualmente la Palestina e l’Ucraina. È opportuno sottolineare come un clima di guerra possa compromettere sia i patrimoni materiali sia quelli immateriali, molti dei quali riconosciuti dall’UNESCO.

61-nobkth3lA titolo esemplificativo, secondo dati forniti dall’UNESCO relativamente alla Palestina, tra il 7 ottobre 2023 e il 6 ottobre 2025 si sono registrati danni a 114 siti, di cui: 13 siti religiosi, 81 edifici di interesse storico e/o artistico, 3 depositi di beni culturali mobili, 9 monumenti, 1 museo e 7 siti archeologici [4]. A questi dati si aggiunge la distruzione di scuole, università, biblioteche, archivi e altri luoghi della cultura. Tali perdite hanno un impatto a cascata sugli elementi culturali intangibili, quali le pratiche religiose e culturali, la memoria collettiva e la storia. L’elevato numero di siti colpiti evidenzia un chiaro disprezzo per le credenze religiose, per la cultura e per il patrimonio del popolo palestinese, compromettendo il sistema culturale di quest’ultimo [5]. Tale contesto evidenzia l’urgenza di promuovere uno sforzo multilaterale a diversi livelli della società civile, volto a sostenere i processi culturali e creativi per la costruzione della pace dal basso come ricordato anche nella celebre affermazione dell’UNESCO: «Poiché le guerre hanno inizio nella mente degli uomini, è nello spirito degli uomini che devono essere costruite le difese della pace».

In questa prospettiva, il Comitato Esecutivo del Forum, in collaborazione con il gruppo di lavoro giuridico e politico, ha presentato il 30 settembre 2025, presso la sede della ONG spagnola Ens de l’Associacionisme Cultural Català, nell’ambito di un evento dedicato alle ONG accreditate UNESCO per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, una dichiarazione a sostegno della cultura come obiettivo autonomo nell’Agenda post-2030, sottolineando l’importanza di un riconoscimento più ampio del patrimonio vivente quale motore dello sviluppo sostenibile.

La dichiarazione ribadisce che il Patrimonio Culturale Immateriale è salvaguardato da comunità, gruppi e individui che esercitano una gestione continuativa del proprio patrimonio vivente, promuovendo e sostenendo lo sviluppo sostenibile, i diritti umani, il benessere, la resilienza sociale, l’identità culturale, la creatività e la costruzione di società pacifiche e inclusive. Le comunità – e non le ideologie di gruppi dominanti – devono restare al centro di tutti gli sforzi di salvaguardia e delle future politiche culturali.

etnografie4-imbriani-webIl riconoscimento dei patrimoni da parte dell’UNESCO non deve trasformarsi in processi di folklorizzazione, mercificazione o turistizzazione, né essere oggetto di rivendicazioni identitarie, sentimenti nazionalisti o contese tra portatori di interesse e lobby economico-politiche [6]. Per prevenire tali rischi, le organizzazioni della società civile e le ONG svolgono un ruolo cruciale nel sostenere iniziative guidate dalle comunità, facilitando la partecipazione e promuovendo una governance inclusiva, un uso etico delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, nonché il riconoscimento delle diverse forme di conoscenza, comprese le competenze informali e non formali.

Il Comitato Esecutivo del Forum ha riaffermato le tematiche trattate durante la Conferenza MONDIACULT, orientando le azioni verso i seguenti punti focali: 

Diritti culturali: proteggere e promuovere l’identità culturale, la dignità e i diritti di tutti i gruppi, con particolare attenzione alle comunità emarginate, non dominanti e indigene;

- Tecnologie digitali e intelligenza artificiale: garantire un uso equo, etico e controllato dalla comunità degli strumenti digitali e dei dati patrimoniali, prevenendo nuove forme di colonialismo digitale e marginalizzazione;

Istruzione: sostenere la trasmissione intergenerazionale, la creatività, l’istruzione informale e non formale e l’inclusione sociale, assicurando un’istruzione di qualità che sviluppi pienamente le capacità dei bambini;

Economia della cultura: promuovere mezzi di sussistenza diversificati, sostenibili e contestualmente sensibili per i detentori del patrimonio culturale immateriale, proteggendo la cultura dall’appropriazione indebita e dalla mercificazione e rafforzando la governance guidata dalle comunità nei settori creativi;

Azione per il clima: valorizzare le conoscenze ecologiche tradizionali e le pratiche sostenibili per adattarsi e mitigare gli impatti ambientali, migliorando al contempo la resilienza delle comunità;

Pace: sfruttare il potenziale del patrimonio vivente per promuovere il rispetto reciproco e il dialogo, la coesione sociale, la tolleranza e la riconciliazione, contribuendo alla costruzione di società pacifiche, giuste e inclusive.-           

La presentazione della dichiarazione ha rappresentato un primo passo significativo nell’impegno a lungo termine del Forum e ha stimolato un dibattito tra i partecipanti, che proseguirà nei prossimi mesi, quando il testo entrerà in una fase di consultazione con tutte le ONG accreditate. L’obiettivo è adottare una versione rivista della dichiarazione durante la prossima Assemblea Generale del Forum, che si terrà a Nuova Delhi, India, nel dicembre 2025.

XIX Sessione del Comitato Intergovernativo UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.  1-8 dicembre 2024, Asunción (Paraguay). La rappresentante della ONG Liquilab con la delegazione della Giamaica, in occasione dell’iscrizione del “Pellegrinaggio a Watt Town” nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.

XIX Sessione del Comitato Intergovernativo UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.
1-8 dicembre 2024, Asunción (Paraguay). La rappresentante della ONG Liquilab con la delegazione della Giamaica, in occasione dell’iscrizione del “Pellegrinaggio a Watt Town” nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO

In riferimento alla dichiarazione del Comitato Esecutivo del Forum e alla partecipazione diretta dell’associazione O.R.S. – LIQUILAB a MONDIACULT 2025, emergono alcune considerazioni che possono essere sintetizzate attraverso riflessioni ispirate al pensiero di antropologi impegnati da anni nei campi della patrimonializzazione. In primo luogo, è importante notare la riflessività e la risignificazione di concetti quali “patrimonio”, “cultura”, “pace”, “comunità” e “diritti”, declinati su scala locale e internazionale e tradotti in prassi e politiche tra Stati membri, rappresentanti del terzo settore e giovani, generando scambi di esperienze, competenze, persone e territori. L’antropologo Eugenio Imbriani invita a riflettere sull’ambigua idea di fondo di patrimonio, in particolare nel campo demoetnoantropologico, ovvero la percezione comune che esso costituisce un’eredità e che quindi sia definitivamente dato [7]. In realtà, i patrimoni sono soggetti a continui processi di negoziazione, a strategie delle politiche culturali e a rapporti di forza a livello locale, regionale e globale.

mondiacult-2025-cooperativeSpesso, tali dinamiche privilegiano una costruzione “top-down” piuttosto che dal basso, con il risultato che le costruzioni culturali provvisorie si concentrano sul presente, trascurando i contesti d’origine e le vite dei portatori. A questo proposito, l’antropologa Lia Giancristofaro [8] propone una “pedagogia del patrimonio” volta a sviluppare la coscienza e la responsabilità patrimoniale, sia individuale sia collettiva, valorizzando le testimonianze di ogni cultura passata e presente ed evitando derive consumistiche o turistiche che rischiano di trasformare i patrimoni in mera spettacolarizzazione.

Nelle occasioni di confronto organizzate dall’UNESCO, come MONDIACULT, i Comitati Intergovernativi o i Forum delle ONG, si osserva il concretizzarsi di comunità di eredità, come teorizzato dalla Convenzione di Faro (2005), che si configurano come nuove “soprintendenze dal basso” [9], decentrate e composte da persone che gestiscono con cura e attenzione il proprio patrimonio, traducendo questa gestione in azione pubblica. Il nodo gravitazionale che connette le buone pratiche delle comunità di eredità, trasferibili a livello mondiale e portatrici del diritto al patrimonio culturale e alla pace, si fonda sull’ascolto e sulla valorizzazione di ogni singola storia di vita, custode di saperi e competenze. Queste autobiografie compongono la storia dal basso, la quotidianità e l’interpretazione critica delle pratiche di vita e delle tradizioni, non come mero folklore sentimentalmente rivissuto, bensì criticamente ripensate e agite come visioni del mondo legate all’esperienza di ogni giorno [10]. Una visione di antropologizzazione della storia che dà valore alle voci trascurate nelle narrazioni predominanti dell’ordine globale contemporaneo, decostruendo e riformulando dicotomie pervasive e rimanendo, come afferma l’antropologo Leonardo Piasere, «a stretto contatto con i pensieri d’altri che accetta suggerimenti e innovazioni da gruppi umani più ininfluenti, dalle pratiche più effimere. (…) Ipersensibile ai mutamenti nei rapporti di forza internazionali, interculturali e intraculturali (in primis quelli di genere), così come alle diverse sensibilità nei rapporti tra uomo e ambiente, l’antropologia nel corso dei decenni ha costantemente rielaborato i propri concetti, i propri approcci e i propri dibattiti» [11] .

Comitato Esecutivo e Rappresentanti del Forum delle ONG UNESCO.  Sede della ONG spagnola Ens de l’Associacionisme Cultural Català, Barcellona, 30 settembre 2025.

Comitato Esecutivo e Rappresentanti del Forum delle ONG UNESCO. Sede della ONG spagnola Ens de l’Associacionisme Cultural Català, Barcellona, 30 settembre 2025

In questa prospettiva, l’ascolto, il racconto e la memoria rivestono un ruolo fondamentale quali pratiche quotidiane volte a promuovere l’incontro con l’Altro e la salvaguardia delle sue tracce, favorendo la costruzione di un dialogo ritmico, armonico e inclusivo tra individui e comunità. Un esempio emblematico è rappresentato da Liquilab, dove le storie di vita e le memorie di anziani, giovani e adulti contribuiscono alla creazione di nuovi spazi di dialogo intergenerazionale, alla costruzione di narrazioni condivise e al consolidamento di significati e valori nella diversità culturale.

Di fronte a scenari apocalittici e alla “tirannia del presente”, ciascuno può e deve diventare protagonista: narratore, custode di memorie e promotore di progetti. Se ognuno, nel proprio quotidiano – nelle attività di ogni giorno, nel lavoro o nella comunità – prova a declinare parole come pace, cura, etica, sapere, responsabilità, e se immagina che ogni suo gesto possa contribuire, anche in minima parte, a salvare il mondo, forse il mondo non si salverà interamente, ma almeno vivrà pienamente il tempo che gli è dato [12]. 

Dialoghi Mediterranei, n. 76, novembre 2025 
Note
[1] Pietro Clemente, Prefazione. Esplorare nei pressi di casa nostra, in Anna Iuso, Costruire il patrimonio culturale. Prospettive antropologiche: 11-23.
[2] Cfr. Barbara Miller, Antropologia culturale. Seconda edizione, Edizione italiana a cura di Alessandra Broccolini, Pearson editore, 2019: 243-244.
[3] Report of the Independent Expert Group on Cultural for Peace: 17-19, 2025, https://www.unesco.org/sites/default/files/medias/fichiers/2025/09/C4P_
Report%20of%20the%20Independent%20Expert%20Group%20on%20Culture%20for%20Peace%20%28final%20online%20version%29%201.pdf.
[4] https://www.unesco.org/en/gaza?hub=102070 .
[5] United Nation, Report of the Independent International Commission of Inquiry on the Occupied Palestinian Territory, including East Jerusalem, and Israel, 2025, https://docs.un.org/en/A/HRC/59/26:15.
[6] Cfr. Vita Santoro, Scrivere il patrimonio. Etnografia di pratiche discorsive e forme di testualizzazione intorno alla memoria culturale, Edizioni di pagina, Bari, 2023: 33, 71.
[7] Cfr. Eugenio Imbriani, La sarta di Proust. Antropologia e confezioni, Edizioni di Pagina, Bari, 2010: 89.
[8] Cfr. Alessandra Broccolini, Pietro Clemente e Lia Giancristofaro, Patrimonio in ComunicAzione. Nuove sfide per i Musei DemoEtnoAntropologici, Edizioni Museo Pasqualino, Palermo, 2021: 27-29.
[9] Pietro Clemente, I musei e il patrimonio immateriale. Saggio in memoria di Gianfranco Molteni, in Alessandra Broccolini, Pietro Clemente e Lia Giancristofaro, Op.cit., Edizioni Museo Pasqualino, Palermo, 2021: 9-10.
[10] Cfr. Franco Ferrarotti, Storia e storie di vita, Editore Laterza, 1981, Roma-Bari: 4, 20.
[11] Micheal Herzfeld, Antropologia. Pratica della teoria nella cultura e nella società, Edizione italiana a cura di Leonardo Piasere, Seid Editori, Firenze, 2006: V, 99, 103.
[12] Vito Teti, Il sentimento dei luoghi, tra nostalgia e futuro, in Antonio De Rossi (a cura di), Riabitare l’Italia. Le aree interne tra abbandoni e riconquiste, Donzelli editore, Roma, 2018: 198, 203.

 _____________________________________________________________

Ornella Ricchiuto, sociologa, ricercatrice in Antropologia Culturale ed Esperta in Economia e Managment dei Beni Culturali e Patrimonio Unesco, si occupa di ricerca antropologica finalizzata all’identificazione, salvaguardia e diffusione del patrimonio culturale immateriale e materiale nel sud Salento. Collabora con la Cattedra di Antropologia Culturale dell’Università del Salento. È fondatrice e presidente di Liquilab. Ha esperienza di: project manager, youth worker in progetti europei; regista di documentari di Antropologia Visuale; organizzatrice di eventi, manifestazioni e fiere; autrice di pubblicazioni a stampa e report di ricerca. Tra i suoi lavori: Salvatora Marzo. Biografia di una guaritrice, Liquilab Editore, 2019; Beni intangibili. Ricerche etnografiche nel sud Salento, Liquilab Editore, 2018; La comunità del Mito. Prime annotazioni per la ricerca, in Palaver, vol. 7, Università del Salento, 2018; CantiCunti. Una ricerca antropologica a Tiggiano nel Salento, Liquilab Editore, 2017; Oltre il tabacco. Storie di donne a Tricase. Una ricerca antropologica, Liquilab Editore, 2015.

______________________________________________________________

 

Print Friendly, PDF & Email
Print Friendly and PDF
Questa voce è stata pubblicata in Cultura, Società. Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>