di Gianluca Ceccarini, Nahid Rezashateri
“La verità è che, in un mondo più che umano, nulla è isolato. Gli umani possono condividere questo mondo con i nonumani ma, per lo stesso motivo, le pietre lo condividono con le non-pietre, gli alberi con i non-alberi e le montagne con le non-montagne. T. Ingold
Nel pensiero indisciplinato del noto antropologo inglese Tim Ingold tutto ciò che ci circonda, compreso noi stessi, filtra e corrisponde, in un continuo processo di mutamento.
La vita in corrispondenza modifica il nostro modo di sentire e pensare. La corrispondenza è porsi in una consapevole condizione dialogica con la realtà.
Corrispondere significa aprire la nostra percezione all’accadere. Costante incertezza dei confini tra ciò che siamo e l’altro da noi.
Chiedetemi di indicare un altro essere umano, una pietra, un albero o una montagna e lo farò senza difficoltà. Ma ciò che indico è un’entità che non è affatto contenuta in se stessa. T. Ingold
Nelle ultime pagine del saggio Corrispondenze Tim Ingold lancia una sorta di invito al lettore di non fermarsi li alla parola fine ma di tornare sul libro, riaprirlo e quindi di continuare a coltivare corrispondenze. “Mentre leggete queste parole, mentre girate l’ultima pagina, mettete in conto di ritornare”. .
Questo finale aperto ha ispirato il nostro lavoro. Abbiamo deciso di lavorare ad un progetto fotografico seguendo l’immaginario e il flusso di idee e riflessioni di Ingold.
Ne è nato prima un progetto fotografico poi un libro arricchito da altre “corrispondenze” di amici autori che hanno “corrisposto” al nostro immaginario con testi, poesie, calligrafie e suoni.
Tim Ingold stesso ha “corrisposto”, come in un infinito gioco di specchi, con un suo testo inedito scritto appositamente per il nostro libro.
Ecco l’incipit del suo contributo:
‘Imagine that I wake one morning to find myself in a world from which all variations of colour have disappeared. The sun has already risen, heralding a bright day, but the sky has lost its blue, the grass its green, the earth its brown. Whatever has happened? Am I still alive, I wonder, or have I crossed to the land of the dead? I had always known living things by their vibrant colours, of flower petals and butterflies’ wings, of rosy cheeks and eye pigments.
Dialoghi Mediterranei, n. 81, settembre 2026
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Gianluca Ceccarini, laureato in Antropologia presso l’Università la Sapienza di Roma con una tesi sulle dinamiche di identità territoriale dei culti micaelici nei santuari ipogei, nel 2001 è stato socio fondatore dell’ARSDEA Associazione Ricerche e Studi Demo-Etno-Antropologici, tramite la quale svolge diverse attività: ricerche sul territorio, allestimenti museografici, partecipazione e organizzazione di convegni, pubblicazione di articoli. Si occupa di ricerca demo-etno-antropologica, con un particolare interesse rispetto alle tematiche dell’Antropologia del Paesaggio, del Corpo e dell’Etnomusicologia, privilegiando l’uso della fotografia. Con Nahid Rezashateri, fotografa-moviemaker iraniana, nel 2018 ha fondato il collettivo SARAB che si occupa di progetti fotografici, antropologia visuale, cortometraggi e Media Art, con particolare attenzione ai temi dell’identità, della memoria e del paesaggio come processo culturale.
Nahid Rezashateri, ha studiato alla Scuola d’Arte e poi Graphic Design presso l’Università in Iran, dove ha sperimentato le tecniche di ripresa e stampa fotografica analogica. Ha svolto uno stage presso l’Associazione Culturale Kadre Sefid e progettato libri per bambini. Ha lavorato in un giornale iraniano e in una rivista pubblicitaria come graphic designer. È stata direttore di un collettivo artistico dello Sharood Cultural Office attivo nella progettazione di cortometraggi e animazioni: da questa esperienza sono nate le due animazioni “Tanham” e “Adamha va Kalaghka”. Ha partecipato a due mostre collettive con sue opere composte da varie tecniche e materiali come tessuto, pittura, ceramica, grafica. A Theran si è specializzata e ha lavorato nel campo del trucco teatrale e cinematografico. Nel 2012 si è trasferita in Italia dove studia Media Art all’Accademia di Belle Arti e segue corsi di fotografia ed editoria. Con Gianluca Ceccarini nel 2018 ha fondato il collettivo SARAB. Suoi progetti fotografici sono stati pubblicati su riviste nazionali e internazionali di fotografia.
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