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	<title>Commenti per Dialoghi Mediterranei</title>
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	<description>Periodico bimestrale dell&#039;Istituto Euroarabo di Mazara del Vallo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 May 2020 14:33:03 +0200</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su Islam e Scienza. Un notevole divario tecnologico e scientifico divide l’Occidente dal mondo musulmano di vittorio Canovai</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/islam-e-scienza-un-notevole-divario-tecnologico-e-scientifico-divide-loccidente-dal-mondo-musulmano/#comment-5804</link>
		<dc:creator>vittorio Canovai</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 14:33:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ecco , appunto , il Darwinismo è un falso . inutile discutere . la colpa è sicuramente dei francesi .]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ecco , appunto , il Darwinismo è un falso . inutile discutere . la colpa è sicuramente dei francesi .</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Islam e Scienza. Un notevole divario tecnologico e scientifico divide l’Occidente dal mondo musulmano di Jack Sparrow</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/islam-e-scienza-un-notevole-divario-tecnologico-e-scientifico-divide-loccidente-dal-mondo-musulmano/#comment-5122</link>
		<dc:creator>Jack Sparrow</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2019 22:26:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Colonialismo? Pff, le solite scuse... Ho un esempio perfetto. Fino circa agli anni &#039;50 l&#039;India, CHE ERA ANNESSA AL PAKISTAN E AL BANGLADESH, era fortemente dominata, sfruttata e devastata dall&#039;inghilterra. Dal &#039;47 L&#039;India ottiene l&#039;indipendenza e si separa dal Pakistan e dal Bangladesh. Ora l&#039;India è uno dei paesi più sviluppati a livello scientifico, matematico, aereonautico e informatico; mentre gli altri due paesi sono fortemente influenzati dall&#039;islam e allo stesso tempo sono tra i paesi più poveri del mondo. La differenza? E&#039; che l&#039;India ha saputo aprire la sua mentalità e accogliere i VANTAGGI dell&#039;occidente e non a disprezzarlo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Colonialismo? Pff, le solite scuse&#8230; Ho un esempio perfetto. Fino circa agli anni &#8217;50 l&#8217;India, CHE ERA ANNESSA AL PAKISTAN E AL BANGLADESH, era fortemente dominata, sfruttata e devastata dall&#8217;inghilterra. Dal &#8217;47 L&#8217;India ottiene l&#8217;indipendenza e si separa dal Pakistan e dal Bangladesh. Ora l&#8217;India è uno dei paesi più sviluppati a livello scientifico, matematico, aereonautico e informatico; mentre gli altri due paesi sono fortemente influenzati dall&#8217;islam e allo stesso tempo sono tra i paesi più poveri del mondo. La differenza? E&#8217; che l&#8217;India ha saputo aprire la sua mentalità e accogliere i VANTAGGI dell&#8217;occidente e non a disprezzarlo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il corpo, la modificazione e la relazione. Un’analisi antropologica in contesto scolastico di Sanguedolce.com</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/il-corpo-la-modificazione-e-la-relazione-unanalisi-antropologica-in-contesto-scolastico/#comment-5031</link>
		<dc:creator>Sanguedolce.com</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Dec 2018 17:57:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gioielli unici dal design aⅼl&#039;ultima moda.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gioielli unici dal design aⅼl&#8217;ultima moda.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dante e l’Islam di Andrea T.</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/dante-e-lislam/#comment-4933</link>
		<dc:creator>Andrea T.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 12:44:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Affascinante quanto improbabile. Concordo pienamente con B.Bellone quanto ai non cristiani nel Limbo. Oltretutto, anche la mia solo superficiale conoscenza mi porta a evidenziare che Maometto è profeta esattamente quanto gli altri dannati, che come è noto vedono il futuro ma non il presente.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Affascinante quanto improbabile. Concordo pienamente con B.Bellone quanto ai non cristiani nel Limbo. Oltretutto, anche la mia solo superficiale conoscenza mi porta a evidenziare che Maometto è profeta esattamente quanto gli altri dannati, che come è noto vedono il futuro ma non il presente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La presenza italiana in Tunisia: spunti storici e prospettive di Antonella</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/la-presenza-italiana-in-tunisia-spunti-storici-e-prospettive/#comment-4928</link>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2018 11:02:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Buongiorno , il mio papa&#039; nasce in Tunisia nel 1932 in un villaggio che si chiama SHAUAT  ( Tunisia ) 
Mi piacerebbe sapere qualcosa di questo villaggio grazie]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno , il mio papa&#8217; nasce in Tunisia nel 1932 in un villaggio che si chiama SHAUAT  ( Tunisia )<br />
Mi piacerebbe sapere qualcosa di questo villaggio grazie</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il teatro parigino nel tumulto creativo del Primo Novecento di pietro di giorgi</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/il-teatro-parigino-nel-tumulto-creativo-del-primo-novecento/#comment-4923</link>
		<dc:creator>pietro di giorgi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Nov 2018 17:01:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie, Giovanni, per il tuo giudizio lusinghiero.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Giovanni, per il tuo giudizio lusinghiero.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il teatro parigino nel tumulto creativo del Primo Novecento di Giovanni Isgrò</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/il-teatro-parigino-nel-tumulto-creativo-del-primo-novecento/#comment-4921</link>
		<dc:creator>Giovanni Isgrò</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2018 15:24:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Devo a Piero Di Giorgi  il riconoscimento di una lettura attenta che lascia intravedere una competente e viva partecipazione a problematiche culturali di respiro internazionale]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Devo a Piero Di Giorgi  il riconoscimento di una lettura attenta che lascia intravedere una competente e viva partecipazione a problematiche culturali di respiro internazionale</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il trionfo di S. Paolo a Palazzolo Acreide: immagini, immaginario e simboli di una festa di luigi lombardo</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/il-trionfo-di-s-paolo-a-palazzolo-acreide-immagini-immaginario-e-simboli-di-una-festa/#comment-4907</link>
		<dc:creator>luigi lombardo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2018 09:22:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Certamente, citando, ma questo Lei lo sa, la fonte. Grazie per l&#039;attenzione e buon lavoro, del quale poi mi deve dire come fare ad acquistarlo.
LUIGI LOMBARDO]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certamente, citando, ma questo Lei lo sa, la fonte. Grazie per l&#8217;attenzione e buon lavoro, del quale poi mi deve dire come fare ad acquistarlo.<br />
LUIGI LOMBARDO</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il trionfo di S. Paolo a Palazzolo Acreide: immagini, immaginario e simboli di una festa di Renzo Ullucci</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/il-trionfo-di-s-paolo-a-palazzolo-acreide-immagini-immaginario-e-simboli-di-una-festa/#comment-4906</link>
		<dc:creator>Renzo Ullucci</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2018 15:39:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/?p=12772#comment-4906</guid>
		<description><![CDATA[Buona sera. Sto scrivendo un libro su San Paolo e la festa della sua conversione in un piccolo paese della Campania (Casale di Carinola). Volevo chiedere il permesso di utilizzare una foto, l&#039;ultima dell&#039;articolo con i pani di San Paolo, in questo lavoro editoriale. E&#039; possibile? Grazie, Renzo Ullucci]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buona sera. Sto scrivendo un libro su San Paolo e la festa della sua conversione in un piccolo paese della Campania (Casale di Carinola). Volevo chiedere il permesso di utilizzare una foto, l&#8217;ultima dell&#8217;articolo con i pani di San Paolo, in questo lavoro editoriale. E&#8217; possibile? Grazie, Renzo Ullucci</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Solitudine e infelicità nella migrazione di Claudia Zironi</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/solitudine-e-infelicita-nella-migrazione/#comment-4898</link>
		<dc:creator>Claudia Zironi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2018 20:09:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gentile Lella, grazie per questa testimonianza e per avere esposto con grande chiarezza certe dinamiche che normalmente sfuggono. Saremo molto felici di sentire dalla tua viva voce l&#039;esposizione di questo interessante breve saggio il 15 novembre al Costarena di Bologna. Con l&#039;augurio che tanta dedizione, attenzione e condivisione non restino lettera morta, in questa controversa e a tratti fosca epoca politica, ma aiutino a costruire ponti.
Un caro saluto a te e alla redazione.
CZ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Lella, grazie per questa testimonianza e per avere esposto con grande chiarezza certe dinamiche che normalmente sfuggono. Saremo molto felici di sentire dalla tua viva voce l&#8217;esposizione di questo interessante breve saggio il 15 novembre al Costarena di Bologna. Con l&#8217;augurio che tanta dedizione, attenzione e condivisione non restino lettera morta, in questa controversa e a tratti fosca epoca politica, ma aiutino a costruire ponti.<br />
Un caro saluto a te e alla redazione.<br />
CZ</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La diplomazia culturale. Un progetto di solidarietà di Olimpia Niglio</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/la-diplomazia-culturale-un-progetto-di-solidarieta/#comment-4897</link>
		<dc:creator>Olimpia Niglio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2018 16:11:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gentilissimo Prof. Pier Luigi Maffei, grazie infinitamente per le suggestioni che ha voluto condividere. Quanto Lei studia e approfondisce da anni nell&#039;ambito dell&#039;AIAV Valore ritengo che costituisca una parte importante di questo processo proprio della diplomazia culturale e come su queste basi speriamo sarà possibile costruire un mondo migliore. Grazie per il Suo apporto e direi anche incoraggiamento a continuare su questa strada.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentilissimo Prof. Pier Luigi Maffei, grazie infinitamente per le suggestioni che ha voluto condividere. Quanto Lei studia e approfondisce da anni nell&#8217;ambito dell&#8217;AIAV Valore ritengo che costituisca una parte importante di questo processo proprio della diplomazia culturale e come su queste basi speriamo sarà possibile costruire un mondo migliore. Grazie per il Suo apporto e direi anche incoraggiamento a continuare su questa strada.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La diplomazia culturale. Un progetto di solidarietà di Pier Luigi Maffei</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/la-diplomazia-culturale-un-progetto-di-solidarieta/#comment-4896</link>
		<dc:creator>Pier Luigi Maffei</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2018 15:27:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un lavoro che meriterebbe ben più di una lettura veloce. Ho colto un passaggio che mi piace sottolineare e che mi permette di evidenziare un aspetto che per noi che abbiamo scelto come metodo di lavoro nell&#039;affrontare qualsiasi Entità (idea, processo, programma, progetto, prodotto, servizio, organizzazione o una loro qualsiasi combinazione) l&#039;Analisi del Valore di Miles è, unitamente all&#039;interdisciplinarità dell&#039;approccio ai temi che si affrontano, che il Progetto segua, non preceda un Programma. Questo ripetersi dei Progetti che non hanno a monte una Programmazione fatta conoscere e condividere anche dai diretti interessati, è uno dei motivi che si ripetono e che portano a dare inizio a tanti interventi sul territorio che sono in contrasto con il fatto che il territorio è un bene finito che va utilizzato nel rispetto delle esigenze delle future generazioni, che richiede cioè  soluzioni eco sostenibili. La TAV Lione Torino ne è un esempio.  Se mi sono permesso di fare questa osservazione è perché  trovo questo lavoro meritevole di grande considerazione e che sarei lieto di trovare in sintesi, come Post, in AIAV Valore. I miei più sentiti complimenti per la scelta del tema e per come è stato affrontato e presentato.
Il passaggio al quale faccio riferimento è il seguente: &quot;Tali progetti devono essere preceduti da programmi di formazione, d’integrazione, di tolleranza, di dialogo internazionale e molte iniziative legate principalmente allo sport, alla musica e alla formazione costituiscono tutti modelli solidali in grado di costruire e influenzare l’interazione interculturale e interreligiosa e quindi promuovere lo sviluppo e la pace nel mondo&quot;.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un lavoro che meriterebbe ben più di una lettura veloce. Ho colto un passaggio che mi piace sottolineare e che mi permette di evidenziare un aspetto che per noi che abbiamo scelto come metodo di lavoro nell&#8217;affrontare qualsiasi Entità (idea, processo, programma, progetto, prodotto, servizio, organizzazione o una loro qualsiasi combinazione) l&#8217;Analisi del Valore di Miles è, unitamente all&#8217;interdisciplinarità dell&#8217;approccio ai temi che si affrontano, che il Progetto segua, non preceda un Programma. Questo ripetersi dei Progetti che non hanno a monte una Programmazione fatta conoscere e condividere anche dai diretti interessati, è uno dei motivi che si ripetono e che portano a dare inizio a tanti interventi sul territorio che sono in contrasto con il fatto che il territorio è un bene finito che va utilizzato nel rispetto delle esigenze delle future generazioni, che richiede cioè  soluzioni eco sostenibili. La TAV Lione Torino ne è un esempio.  Se mi sono permesso di fare questa osservazione è perché  trovo questo lavoro meritevole di grande considerazione e che sarei lieto di trovare in sintesi, come Post, in AIAV Valore. I miei più sentiti complimenti per la scelta del tema e per come è stato affrontato e presentato.<br />
Il passaggio al quale faccio riferimento è il seguente: &#8220;Tali progetti devono essere preceduti da programmi di formazione, d’integrazione, di tolleranza, di dialogo internazionale e molte iniziative legate principalmente allo sport, alla musica e alla formazione costituiscono tutti modelli solidali in grado di costruire e influenzare l’interazione interculturale e interreligiosa e quindi promuovere lo sviluppo e la pace nel mondo&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su &#8220;Il pericolo è alle nostre porte&#8221;: l’invasione siciliana in Tunisia tra il XIX e il XX secolo di Franco</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/il-pericolo-e-alle-nostre-porte-linvasione-siciliana-in-tunisia-tra-il-xix-e-il-xx-secolo/#comment-4864</link>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Oct 2018 22:23:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Leggo nel libro di 2 tomi del professore Charles-André Julien, &quot;L&#039;Afrique du Nord en marche&quot; , pag. 87, che tra il 1897 e 1932 furono sottratti ai contadini tunisini, circa 500&#039;000 ettari di terre fertili, un quarto erano di proprietà di tre società anonime francesi.
Cosi ieri come oggi, per conoscere le vicende dei siciliani del nord Africa bisogna affidarsi, purtroppo, a testi non italiani.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo nel libro di 2 tomi del professore Charles-André Julien, &#8220;L&#8217;Afrique du Nord en marche&#8221; , pag. 87, che tra il 1897 e 1932 furono sottratti ai contadini tunisini, circa 500&#8217;000 ettari di terre fertili, un quarto erano di proprietà di tre società anonime francesi.<br />
Cosi ieri come oggi, per conoscere le vicende dei siciliani del nord Africa bisogna affidarsi, purtroppo, a testi non italiani.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il meticcio culturale: italo-tunisini dal 1800 al 1956 di acqui michele</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/il-meticcio-culturale-italo-tunisini-dal-1800-al-1956-2/#comment-4861</link>
		<dc:creator>acqui michele</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Sep 2018 22:33:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[BUONASERA
MI CHIAMO MICHELE ACQUI E SONO UN NEUROCHIRURGO DELL&#039;UNIVERSITA&#039; DI ROMA &quot;SAPIENZA&quot;
VORREI CONOSCERE QUALCOSA SUI MIEI AVI ITALO-TUNISINI: MIO NONNO, ACQUI MICHELE NASCEVA A TUNISI INTORNO AGLI ANNI 80 DEL XIX SECOLO E ABITAVA IN RUE D&#039;ITALIE.
VORREI CONOSCERE, SE POSSIBILE, IL SUO ALBERO GENEALOGICO O SAPERE COME EVENTUALMENTE CERCARLO.
GRAZIE E MOLTI CORDIALI SALUTI]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>BUONASERA<br />
MI CHIAMO MICHELE ACQUI E SONO UN NEUROCHIRURGO DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; DI ROMA &#8220;SAPIENZA&#8221;<br />
VORREI CONOSCERE QUALCOSA SUI MIEI AVI ITALO-TUNISINI: MIO NONNO, ACQUI MICHELE NASCEVA A TUNISI INTORNO AGLI ANNI 80 DEL XIX SECOLO E ABITAVA IN RUE D&#8217;ITALIE.<br />
VORREI CONOSCERE, SE POSSIBILE, IL SUO ALBERO GENEALOGICO O SAPERE COME EVENTUALMENTE CERCARLO.<br />
GRAZIE E MOLTI CORDIALI SALUTI</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Arabismi siciliani tra Oriente e Occidente. Migrazioni  nel Mediterraneo plurilingue di Fausto Baiocco</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/arabismi-siciliani-tra-oriente-e-occidente-migrazioni-nel-mediterraneo-plurilingue/#comment-4856</link>
		<dc:creator>Fausto Baiocco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Sep 2018 10:21:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/?p=10884#comment-4856</guid>
		<description><![CDATA[Vado a memoria: al-jabar &gt; struttura (generico); &gt; algebra (ramo della matematica); &gt; scheletro osseo (algebrista è colui che aggiusta le ossa); &gt; garbo (appropriatamente gentile); garbo &gt; insieme di strutture della parte anteriore dello scafo (dare garbo alla barca = dargli la curvatura migliore per lo scopo della barca, usato nei piccoli cantieri navali siciliani). Potrà trovarne estesa descrizione in &quot;Perdersi: l&#039;uomo senza ambiente&quot;  di Franco La Cecla, Laterza 2000.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vado a memoria: al-jabar &gt; struttura (generico); &gt; algebra (ramo della matematica); &gt; scheletro osseo (algebrista è colui che aggiusta le ossa); &gt; garbo (appropriatamente gentile); garbo &gt; insieme di strutture della parte anteriore dello scafo (dare garbo alla barca = dargli la curvatura migliore per lo scopo della barca, usato nei piccoli cantieri navali siciliani). Potrà trovarne estesa descrizione in &#8220;Perdersi: l&#8217;uomo senza ambiente&#8221;  di Franco La Cecla, Laterza 2000.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Da borghi “dimenticati” a borghi “ritrovati” di Aurora</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/da-borghi-dimenticati-a-borghi-ritrovati/#comment-4854</link>
		<dc:creator>Aurora</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Sep 2018 22:52:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/?p=15419#comment-4854</guid>
		<description><![CDATA[Molto interessante. Complimenti a Luca per la grande passione e per la capacità di analisi in una ricerca tutt&#039;altro che semplice. Mi pare che il lavoro e l&#039;interesse facciano riferimento a luoghi caratterizzati da abbandoni recenti, nel passato recente, dove si conservano ancora memorie materiali, non solo di case, vie e piazze, ma anche di oggetti del vissuto quotidiano. 
I paesi che amo definire parlanti, perchè a differenza degli abbandoni medievali, conservano ancora storie di vita leggibili, emozioni palpabili.
Ringrazio Luca per avercele trasmesse, anche attraverso le belle foto, ricche di significato.
Il convegno sarà sicuramente un successo, l&#039;argomento è sensibile!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante. Complimenti a Luca per la grande passione e per la capacità di analisi in una ricerca tutt&#8217;altro che semplice. Mi pare che il lavoro e l&#8217;interesse facciano riferimento a luoghi caratterizzati da abbandoni recenti, nel passato recente, dove si conservano ancora memorie materiali, non solo di case, vie e piazze, ma anche di oggetti del vissuto quotidiano.<br />
I paesi che amo definire parlanti, perchè a differenza degli abbandoni medievali, conservano ancora storie di vita leggibili, emozioni palpabili.<br />
Ringrazio Luca per avercele trasmesse, anche attraverso le belle foto, ricche di significato.<br />
Il convegno sarà sicuramente un successo, l&#8217;argomento è sensibile!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dal Tiraz a oggi. Divagazioni sulla Sicilia che sa tessere di Monica Pellattiero</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/dal-tiraz-a-oggi-divagazioni-sulla-sicilia-che-sa-tessere/#comment-4852</link>
		<dc:creator>Monica Pellattiero</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2018 18:59:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/?p=14348#comment-4852</guid>
		<description><![CDATA[Molto interessante.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Islam e Scienza. Un notevole divario tecnologico e scientifico divide l’Occidente dal mondo musulmano di Mustapha</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/islam-e-scienza-un-notevole-divario-tecnologico-e-scientifico-divide-loccidente-dal-mondo-musulmano/#comment-4849</link>
		<dc:creator>Mustapha</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Sep 2018 08:23:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/?p=359#comment-4849</guid>
		<description><![CDATA[Titolo: l&#039;esclusione forzata.
Non so se è vero quello che dice ( a parte le idiozie che divulga qualche uomo col turbante in nome della religione, come appare nel video ), naturalmente puoi affermare quello che vuoi!
Ti invito solo a documentarti meglio sia dal punto di vista scientifico sia storico e/o filosofico. Tiene conto che il mondo islamico vive, dal XV secolo in poi, sotto una colonizzazione culturale e politico-economica micidiale. Basta , semplicemente vedere quanti cervelli arabo-islamici sono costretti a migrare in occidente; o basta guardare la statistica dei ricercatori e scienzati  arabo-islamici assassinati nei vari paesi musulmani nell&#039;ultima era. Naturalmente questo secondo un disegno ben preciso ed orchestrato da mani ignoti ??? la guida geostrategica &quot;machiavellista &quot; del mondo richiede,  in certe circostanze e in maniera disumana, richiede di sacrificare certi popoli; e questa volta è toccata ai popoli arabo-islamici. Ma dobbiamo chiederci , quanto ha perso il mondo escludendo  popoli dal percorso scientifico culturale e politica della storia, sopprattutto quando si tratta di popoli che hanno preso la guida dell&#039;evoluzione scientifica e del pensiero umano per tanti secoli. Inoltre, riguardo al sistema politico, basterebbe chiedersi, quanto possono reggere , al potere , contro i loro popoli, tutti i fantocci governanti dei paesi arabo islamici senza il supporto logistico &quot;militare-intelligenze &quot; dell&#039;occidente ( neanche due settimane, come ha detto &quot; Trump &quot;). In realtà, e senza discolpare i popoli che devono istruirsi, liberarsi e conquistarsi un posto nell&#039;evoluzione e nella storia, attualmente , l&#039;occidente con la sua politica, è il fattore principale, che impedisce, sia ai popoli arabo-islamici, sia ai popoli del terzo o quarto mondo di partecipare all&#039;evoluzione umana.; e questo, sia per ragioni economiche sia per motivi politico culturali....  
Senz&#039;altro, alla fine,  il mondo intero, a parte qualche solito riccone in piu da qualche parte nel mondo, il mondo perderà qualcosa, perche, nella propria specificità, ogni popolo non è altro che un valore aggiunto a tutta l&#039;umanità...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Titolo: l&#8217;esclusione forzata.<br />
Non so se è vero quello che dice ( a parte le idiozie che divulga qualche uomo col turbante in nome della religione, come appare nel video ), naturalmente puoi affermare quello che vuoi!<br />
Ti invito solo a documentarti meglio sia dal punto di vista scientifico sia storico e/o filosofico. Tiene conto che il mondo islamico vive, dal XV secolo in poi, sotto una colonizzazione culturale e politico-economica micidiale. Basta , semplicemente vedere quanti cervelli arabo-islamici sono costretti a migrare in occidente; o basta guardare la statistica dei ricercatori e scienzati  arabo-islamici assassinati nei vari paesi musulmani nell&#8217;ultima era. Naturalmente questo secondo un disegno ben preciso ed orchestrato da mani ignoti ??? la guida geostrategica &#8220;machiavellista &#8221; del mondo richiede,  in certe circostanze e in maniera disumana, richiede di sacrificare certi popoli; e questa volta è toccata ai popoli arabo-islamici. Ma dobbiamo chiederci , quanto ha perso il mondo escludendo  popoli dal percorso scientifico culturale e politica della storia, sopprattutto quando si tratta di popoli che hanno preso la guida dell&#8217;evoluzione scientifica e del pensiero umano per tanti secoli. Inoltre, riguardo al sistema politico, basterebbe chiedersi, quanto possono reggere , al potere , contro i loro popoli, tutti i fantocci governanti dei paesi arabo islamici senza il supporto logistico &#8220;militare-intelligenze &#8221; dell&#8217;occidente ( neanche due settimane, come ha detto &#8221; Trump &#8220;). In realtà, e senza discolpare i popoli che devono istruirsi, liberarsi e conquistarsi un posto nell&#8217;evoluzione e nella storia, attualmente , l&#8217;occidente con la sua politica, è il fattore principale, che impedisce, sia ai popoli arabo-islamici, sia ai popoli del terzo o quarto mondo di partecipare all&#8217;evoluzione umana.; e questo, sia per ragioni economiche sia per motivi politico culturali&#8230;.<br />
Senz&#8217;altro, alla fine,  il mondo intero, a parte qualche solito riccone in piu da qualche parte nel mondo, il mondo perderà qualcosa, perche, nella propria specificità, ogni popolo non è altro che un valore aggiunto a tutta l&#8217;umanità&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Fede e obbedienza in Don Milani di Giuseppe Vittorio Costantino</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/fede-e-obbedienza-in-don-milani/#comment-4848</link>
		<dc:creator>Giuseppe Vittorio Costantino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Sep 2018 16:03:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/?p=15429#comment-4848</guid>
		<description><![CDATA[Purtroppo questi argomenti vitali non vengono alla luce se non da chi si pone seriamente certe questioni...si può parlare radicati nel vangelo... ma la fine è identica a chi in tale direzione ci ha preceduto....ma vale, grazie a Dio, seguire l&#039;esempio degli Apostoli: seguire Dio Padre nel suo Figlio Gesù Cristo.
Lo Spirito santo ci illumini.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo questi argomenti vitali non vengono alla luce se non da chi si pone seriamente certe questioni&#8230;si può parlare radicati nel vangelo&#8230; ma la fine è identica a chi in tale direzione ci ha preceduto&#8230;.ma vale, grazie a Dio, seguire l&#8217;esempio degli Apostoli: seguire Dio Padre nel suo Figlio Gesù Cristo.<br />
Lo Spirito santo ci illumini.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su &#8220;Il pericolo è alle nostre porte&#8221;: l’invasione siciliana in Tunisia tra il XIX e il XX secolo di Antonio Bernardo</title>
		<link>http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/il-pericolo-e-alle-nostre-porte-linvasione-siciliana-in-tunisia-tra-il-xix-e-il-xx-secolo/#comment-4844</link>
		<dc:creator>Antonio Bernardo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Sep 2018 08:49:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/?p=19615#comment-4844</guid>
		<description><![CDATA[Gentile Signor Taricani, 

la ringrazio per le parole. Confermo quanto da lei scritto riprendendo due passaggi di scritti sull&#039;argomento che dannouna versione diametralmente diversa da quantosostenutodal Professor Campisi. 
La prima proviene dal libro !Migrando a Sud,coloni italiani in Tunisia ( 1881-1938 ) della Dottoressa Daniela Melfa docente di storia e istituzioni dell&#039;Africa presso università di Catania. 
cito testualmente:
il contadino siciliano che, per usare le parole delconsole Carletti, &quot;è economo emassaio, e non spende un quattrino neanche a levargli l&#039;occhio&quot; riesce in genere a mettere da parte il denaro necessario all&#039;impresa: &quot;dalla sudata mercede detraendo a risparmio, ogni giorno,una parte, molti di loro riuscirono a formarsi una piccola proprietà ed acquistare così indipendenza e relativa agiatezza&quot;. E&#039; interessante notare che l&#039;agricoltore italiano non sempre  si accontenta di un appezzamento di terra, ma, continuando a lavorare tenacemente, tenta di risparmiare altro denaro per ampliare i suoi possedimenti. La formazione della proprietyà individuale si realizza cos&#039; di frequente in maniera progressiva e dilatata nel tempo e gli italiani si ritrovano col passare degli anni titolari di più lotti sparsi nel territorio: &quot;pian piano -racconta D.R.- nonno é arrivato ad avere 70 ettari. Però dieci da una parte, dieci dall&#039;altra. Non sono mai  stati dei terreni uno accanto all&#039;altro, una grossa proprietà&quot;.
[...].
L&#039;origine dei capitali con cui gli italiani fanno i loro acquisti non sembra dunque avere niente di misterioso. Nondimeno da oarte francese vengono avanzati sospetti che i fondi abbiano un&#039;altra provenienza,e, più esattamente che sia coinvolto, seppure indirettamente, il governo italiano. E&#039; soprattutto Jules Saurin, le cui affermazioni trovano ampio credito presso l&#039;opinione pubblica francese, che denuncia la presenza di potenti influenze dietro l&#039;aumento progressivo delle proprietà terriere in mano italiana e accusa in particollare la Compagnia Florio-Rubattino di avere fornito, con il consenso del governo, ke somme necessarie per gli acquisti. Con argomentazioni puntali e convincenti Gaston Loth mette in luce l&#039;infondatezza delle denunce di Saurin, ribadendo l&#039;estraneità del governo italiano alla colonizzazione agricola della reggenza e la totale spontaneità dell&#039;iniziativa di individui e società&quot;. 
Daniela Melfa, op.cit, pag 139-149. 

La seconda obiezione a quanto scritto dal dottor Campisi é contenuta in un articolo di &quot;italianiditunisia&quot; che riporto integralmente:
&quot; La chiusura delle scuole italiane e la dispersione dell&#039;élite intellettuale, alla fine della seconda guerra mondiale, tagliano in modo drammatico i legami fra la comunità e le proprie origini. La generazione nata dopo il 1940 sarà totalmente francesizzata. Ma ancora più grave appare il fatto che questa forzata francesizzazione avvia la comunità italiana ad una sorta di amnesia culturale. Nell&#039;arco diouna decina d&#039;anni, la question italienne può dirsi risolta: alla fine dell&#039;epoca coloniale,i govani italiani ignorano tutto del paese d&#039;origine. Non esistono più occasioni di far uso della lingua nazionale e quindi di mantenere viva la memoria se non con l&#039;ascolto della radio. Il siculo-tunisino rimane ad un ruolo  di sub-linguaggio di cui vergognarsi. La lingua e la cultura francese  diventano l&#039;unico sistema egemonico possibible&quot;    ( da: italianidi tunisia.com) 

Aggiungo: dispongo di tutta la documentazione dei miei nonni relativa all&#039;acquisto di piccolo lotti di terreni, presi prima in prestito  ( da metatiere) e successivamente acquistati nel territorio di El Kef nel nord della Tunisia. Piccoli lotti sparsi un pò dovunque e non grandi lotti di terra.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Signor Taricani, </p>
<p>la ringrazio per le parole. Confermo quanto da lei scritto riprendendo due passaggi di scritti sull&#8217;argomento che dannouna versione diametralmente diversa da quantosostenutodal Professor Campisi.<br />
La prima proviene dal libro !Migrando a Sud,coloni italiani in Tunisia ( 1881-1938 ) della Dottoressa Daniela Melfa docente di storia e istituzioni dell&#8217;Africa presso università di Catania.<br />
cito testualmente:<br />
il contadino siciliano che, per usare le parole delconsole Carletti, &#8220;è economo emassaio, e non spende un quattrino neanche a levargli l&#8217;occhio&#8221; riesce in genere a mettere da parte il denaro necessario all&#8217;impresa: &#8220;dalla sudata mercede detraendo a risparmio, ogni giorno,una parte, molti di loro riuscirono a formarsi una piccola proprietà ed acquistare così indipendenza e relativa agiatezza&#8221;. E&#8217; interessante notare che l&#8217;agricoltore italiano non sempre  si accontenta di un appezzamento di terra, ma, continuando a lavorare tenacemente, tenta di risparmiare altro denaro per ampliare i suoi possedimenti. La formazione della proprietyà individuale si realizza cos&#8217; di frequente in maniera progressiva e dilatata nel tempo e gli italiani si ritrovano col passare degli anni titolari di più lotti sparsi nel territorio: &#8220;pian piano -racconta D.R.- nonno é arrivato ad avere 70 ettari. Però dieci da una parte, dieci dall&#8217;altra. Non sono mai  stati dei terreni uno accanto all&#8217;altro, una grossa proprietà&#8221;.<br />
[...].<br />
L&#8217;origine dei capitali con cui gli italiani fanno i loro acquisti non sembra dunque avere niente di misterioso. Nondimeno da oarte francese vengono avanzati sospetti che i fondi abbiano un&#8217;altra provenienza,e, più esattamente che sia coinvolto, seppure indirettamente, il governo italiano. E&#8217; soprattutto Jules Saurin, le cui affermazioni trovano ampio credito presso l&#8217;opinione pubblica francese, che denuncia la presenza di potenti influenze dietro l&#8217;aumento progressivo delle proprietà terriere in mano italiana e accusa in particollare la Compagnia Florio-Rubattino di avere fornito, con il consenso del governo, ke somme necessarie per gli acquisti. Con argomentazioni puntali e convincenti Gaston Loth mette in luce l&#8217;infondatezza delle denunce di Saurin, ribadendo l&#8217;estraneità del governo italiano alla colonizzazione agricola della reggenza e la totale spontaneità dell&#8217;iniziativa di individui e società&#8221;.<br />
Daniela Melfa, op.cit, pag 139-149. </p>
<p>La seconda obiezione a quanto scritto dal dottor Campisi é contenuta in un articolo di &#8220;italianiditunisia&#8221; che riporto integralmente:<br />
&#8221; La chiusura delle scuole italiane e la dispersione dell&#8217;élite intellettuale, alla fine della seconda guerra mondiale, tagliano in modo drammatico i legami fra la comunità e le proprie origini. La generazione nata dopo il 1940 sarà totalmente francesizzata. Ma ancora più grave appare il fatto che questa forzata francesizzazione avvia la comunità italiana ad una sorta di amnesia culturale. Nell&#8217;arco diouna decina d&#8217;anni, la question italienne può dirsi risolta: alla fine dell&#8217;epoca coloniale,i govani italiani ignorano tutto del paese d&#8217;origine. Non esistono più occasioni di far uso della lingua nazionale e quindi di mantenere viva la memoria se non con l&#8217;ascolto della radio. Il siculo-tunisino rimane ad un ruolo  di sub-linguaggio di cui vergognarsi. La lingua e la cultura francese  diventano l&#8217;unico sistema egemonico possibible&#8221;    ( da: italianidi tunisia.com) </p>
<p>Aggiungo: dispongo di tutta la documentazione dei miei nonni relativa all&#8217;acquisto di piccolo lotti di terreni, presi prima in prestito  ( da metatiere) e successivamente acquistati nel territorio di El Kef nel nord della Tunisia. Piccoli lotti sparsi un pò dovunque e non grandi lotti di terra.</p>
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