di Valeria Laudani
Non è necessario attraversare oceani o scavalcare confini per incontrare culture diverse, costumi, rituali originali e spiritualità vibranti, basta fermarsi. Basta guardare.
Perché il mondo, intero e molteplice, vive già accanto a noi.
Cammini in una strada di Catania che conoscevi da sempre. È un giorno come un altro, eppure non lo è. Il colore dei vestiti cambia, le parole si fanno più ritmate, più toccanti, più penetranti.
Profumi di spezie, incenso e fiori. Gesti lenti e solenni e un canto che si ripete come un’onda: Hare Krishna, Hare Hare, Hare Rama…È il ritmo di qualcosa che unisce, che tiene insieme una comunità spesso invisibile ma profondamente radicata.
Non è necessario appartenere a quella fede per sentire che lì, in quel canto ripetuto all’infinito, c’è qualcosa di sacro che riguarda anche noi nella ricerca di pace e identità.
Ed è in quel momento che capisci che non hai bisogno di prendere un aereo.
A Catania, cuore accogliente del Mediterraneo, convivono oltre 60 comunità straniere, con rappresentanze provenienti da Sri Lanka, Bangladesh, Senegal, Cina, Romania, Nigeria, Marocco, Mauritius e molti altri Paesi che portano nel tessuto urbano della città le loro storie, i loro culti, le loro abitudini e le loro feste. Un universo di tradizioni che si intreccia con la quotidianità catanese.
Questo progetto nasce quindi da una scelta controcorrente: invece di cercare lontano e altrove, decido di osservare da vicino, chi vive qui. La città si apre come un libro che non avevi mai sfogliato fino in fondo. Catania non è solo barocco, lava e mare ma etnie, popoli e culture diverse che se non dialogano certo coesistono. Catania è mondo. È spiritualità che s’intreccia con il traffico urbano, con i muri scrostati, con le voci dialettali dei passanti che si mescolano ai mantra.
In un piccolo cortile o in un vecchio immobile adattato a tempio, si tengono cerimonie, riti e feste. I volti che incontro raccontano il mondo, che vive accanto a noi, invisibile fino a quando non ti fermi a guardare capendo che sei già dentro il viaggio.
Un progetto sullo sguardo, su ciò che scegliamo di vedere e su ciò che abbiamo smesso di cercare, è in fondo una preghiera laica, fatta d’immagini che invitano ad avvicinarci di più per vedere il mondo che ci aspetta dietro l’angolo.
Tra i momenti più intensi documentati, è la celebrazione della comunità srilankese di Catania, riunita intorno all’associazione Shiv Shakti.
Non sono andata in Asia, eppure, sembra quasi di essere lì, in quel sud dello Sri Lanka, in un villaggio ad assistere ad una cerimonia piena di suggestione.
E invece sono a Catania, alla Playa o in una delle sue strade secondarie.
Portano abiti tradizionali. Sono figli di migranti, sì. Ma anche figli di Catania.
La città è essa stessa un corpo vivo, multiculturale, plurale, che si trasforma con i suoi abitanti. Ogni quartiere può diventare una grande scoperta. Dalle preghiere collettive sulle spiagge alle processioni nel centro storico, dai mercati dove si parlano decine di lingue diverse alle cucine che profumano di coriandolo, riso, olio di sesamo, spezie antiche.
Queste immagini sono un piccolo omaggio a queste presenze silenziose e un invito a rallentare e osservare per conoscere meglio la bellezza che ci circonda.
Non serve prendere un aereo per fare un viaggio straordinario. A volte, basta camminare per le strade di casa tua con occhi nuovi.
Cosa vediamo davvero quando guardiamo? Saper guardare, imparare a vedere: non è forse questo il compito della fotografia?
Dialoghi Mediterranei, n. 74, luglio 2025
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Valeria Laudani, si diploma nel 1993 a Catania in Arti Grafiche, della Pubblicità e della Fotografia e inizia a lavorare privatamente come grafico-creativo e da freelance con alcune tipografie e agenzie pubblicitarie del territorio siciliano. Presso l’università intraprende gli studi in Scienze e Tecniche Psicologiche, per dedicarsi dal 1996 alla propria attività commerciale. Durante questo percorso, partecipa a diverse mostre personali e collettive a Catania e altrove. È stata vincitrice Talent Scout Fiaf 2024.
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