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Carichi di viaggio e pesi della storia

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Palermo (ph. Eugenio Grosso)

di Eugenio Grosso

Da quando nell’antichità i popoli hanno iniziato a navigare i mercanti hanno dato vita a rotte commerciali e scambi culturali attraverso il Mediterraneo.

Per questa ragione, circa tremila anni fa dei commercianti fenici, provenienti dall’attuale Libano, hanno fondato la città di Palermo. Il loro obiettivo era quello di stabilire un porto commerciale sulla rotta che li avrebbe condotti in Spagna.

Panormus, il nome latino della città di Palermo, significa tutto porto, allo stesso modo la Stella Polare era chiamata la Stella Fenicia.

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Palermo (ph. Eugenio Grosso)

Oggi, ogni sabato, una folla di cittadini tunisini si raduna nel porto di Palermo per imbarcarsi su un traghetto che li porta dall’altro lato del Mediterraneo. Seguendo le orme dei loro antenati queste persone portano con sé un carico stipato sul tetto delle loro auto.

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Palermo (ph. Eugenio Grosso)

Una casa nomade, l’antica tecnica di utilizzo degli spazi da stivare, degli oggetti da affastellare, l’economia dell’accumulo che tesaurizza ogni interstizio, la consumata arte dell’arrangiarsi. Dentro e sopra la macchina dei migranti che tornano ogni congerie di cose, il mondo dei bisogni appagati, delle aspirazioni e dei consumi realizzati, dei sacrifici compiuti, delle risorse investite.

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Palermo (ph. Eugenio Grosso)

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Palermo (ph. Eugenio Grosso)

Commerciano in oggetti usati recuperati nei mercati e nelle cantine di mezza Italia meridionale. Cucine, porte, giocattoli, biciclette e motorini sono impilati sui tettucci di auto affaticate, con le sospensioni compresse allo stremo, la lamiera scorticata dal sole cocente.

Tutte queste merci polverose sono tenute insieme da intricati grovigli di corde lacere o stipati all’interno delle auto, insieme a biscotti e dolciumi destinati ad amici e parenti che aspettano dall’altro lato del mare.

 Questo traffico moderno nasce da radici antiche, dalla natura stessa della nostra isola e della città di Palermo fondata intorno alla Cala, il porto naturale che un tempo risaliva fino ai Quattro Canti, il cuore stesso della città.

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Palermo (ph. Eugenio Grosso)

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Palermo (ph. Eugenio Grosso)

Il bacino del Mediterraneo è per sua natura un ponte tra le genti che ne abitano le coste più che una barriera naturale come alcuni vorrebbero farci credere oggi. Chi impone questa visione ha uno sguardo poco lungimirante e la memoria corta o, nel migliore dei casi, scarsa conoscenza della storia.

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Palermo (ph. Eugenio Grosso)

I flussi di genti che si sono spostati nel nostro mare non sono stati sempre da sud a nord ma anche viceversa. Tunisi ha il suo quartiere italiano e i Siciliani in fuga dalla fame avevano già percorso le rotte migratorie di oggi in senso inverso.

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Palermo (ph. Eugenio Grosso)

Con questo lavoro fotografico volevo riflettere allo stesso tempo su due temi diversi ma collegati tra loro. Il primo è quello degli storici legami tra tutti i popoli che si affacciano sul Mediterraneo.

Nel corso del tempo questi rapporti si sono modificati, allentati o intensificati, creando legami di solidarietà e scatenando guerre per il controllo territoriale.

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Palermo (ph. Eugenio Grosso)

L’altro tema mi era suggerito dall’eclatante paradosso che mentre consente e favorisce il libero e cospicuo flusso dei beni e delle merci comprate e vendute, nello stesso tempo, lungo quello stesso braccio di mare, nega la libera circolazione degli individui, ritenuta dalla maggior parte dei governi una minaccia per la sicurezza dei confini. È recente l’impegno del governo cinese per l’apertura di una nuova Via della Seta che colleghi, attraverso il Caucaso, il Celeste Impero e la Vecchia Europa.

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Palermo (ph. Eugenio Grosso)

La via privilegiata e la ‘libertà’ garantita alle merci sono segni in tutta evidenza dei valori su cui si regge la nostra società. Non ci si deve sorprendere allora dell’orientamento di questo o quel governo, delle scelte che vengono compiute e delle ingiustizie che sono giustificate e travestite da scelte inevitabili. Finché l’uomo non tornerà ad essere il centro del nostro discorso collettivo, finché la ricerca del bene comune e del rispetto dei diritti umani non saranno preponderanti resteremo sempre divisi da questo e ogni altro mare.

Dialoghi Mediterranei, n. 39, settembre 2019

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Eugenio Grosso, fotogiornalista italiano che si occupa di temi sociali e di conflitto. Nel 2015 ha realizzato diversi servizi nei Balcani e in Nord Europa seguendo le rotte dei migranti attraverso Grecia, Macedonia, Serbia, Ungheria e infine Francia. Tra il 2016 e il 2017 ha vissuto in Iraq durante la campagna per liberare la città di Mosul dall’occupazione di ISIS. Nel 2018 ha pubblicato un libro fotografico sulla sua esperienza di quel periodo.

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