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Azzurro. Non solo il cielo

Azzurro (ph. Massimo Privitera)

Azzurro (ph. Massimo Privitera)

di Massimo Privitera

Due ore, solamente due ore di passaggio a Napoli e mi dirigo senza esitare verso i quartieri spagnoli, lo sguardo rivolto dritto davanti a me ritrova l’azzurro del cielo e del mare e lo ritrova in ogni angolo posato sui muri, nelle piazze, tra i balconi nei vicoli stretti e pieni di vita, un dipinto vivente.

Bandiere e orpelli vari prendono il posto dei panni stesi, anche la fede si sposta verso un fenomeno di devozione quasi mistica, un culto moderno che ha trasformato il calcio in religione. I colori della squadra di calcio dominano tra le ombre dei cortili e degli altarini improvvisati.

Azzurro (ph. Massimo Privitera)

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Azzurro (ph. Massimo Privitera)

Azzurro (ph. Massimo Privitera)

Azzurro (ph. Massimo Privitera)

Azzurro (ph. Massimo Privitera)

Azzurro (ph. Massimo Privitera)

L’equilibrio tra sacro e profano si è spostato verso il culto di Maradona che diventa una nuova icona spirituale, pervasiva, capace di unire il popolo sotto un’unica passione, il simbolo di riscatto sociale, il mito che trascende lo sport e sposta i pensieri altrove.

Azzurro (ph. Massimo Privitera)

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Azzurro (ph. Massimo Privitera)

Azzurro (ph. Massimo Privitera)

Azzurro (ph. Massimo Privitera)

La tradizionale religiosità popolare che ha sempre fatto parte della cultura napoletana rimane viva e presente: nei banchi dei mercati, sotto un ombrellone, tra i vicoli, nei bassi.

Un’esperienza intensa e travolgente, quasi come un’immersione improvvisa in un mare azzurro con una colonna sonora fatta di voci, di neomelodico e clacson che si mescolano, coagulando e amplificando quell’energia che ti porta altrove, lontano dal quotidiano, svuota la mente.

Azzurro (ph. Massimo Privitera)

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Azzurro (ph. Massimo Privitera)

Azzurro (ph. Massimo Privitera)

Azzurro (ph. Massimo Privitera)

Azzurro (ph. Massimo Privitera)

Il tempo scorre in modo lento e frenetico insieme. Napoli ti strattona e ti avvolge, basta un’ora per farti sentire cambiato, ti dà qualcosa che prima non avevi, una emozione improvvisa per un luogo che non conoscevi.

Il cuore antico della città resiste, continua a battere, palpita di nuova vita, non cessa di raccontare le storie della cultura e della filosofia napoletana che ha conosciuto secoli di vittorie e di sconfitte, restando sempre coerente ad un’immagine simbolica di se stessa,

Azzurro (ph. Massimo Privitera)

Azzurro (ph. Massimo Privitera)

Azzurro quel pomeriggio tanto azzurro ma breve per me… Ero già stato a Napoli, in sole due ore mi sono reso conto che, in verità, non ero mai stato a Napoli prima. 

Dialoghi Mediterranei, n. 74, luglio 2025

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Massimo Privitera, formatosi presso il Centro di Arti Visive Sikanie di Catania, ha proseguito la sua crescita artistica collaborando con il gruppo La Squadra di Calcio. Ha partecipato a quattro edizioni di Percorsi di Visione, contribuendo alle relative pubblicazioni: Non Luoghi, Lo Specchio di Alice, Visioni ai Margini di Ghirri e Palomar. È uno degli autori del progetto Ocoloy, e alcune sue fotografie sono state selezionate ed inserite nel volume Le Immagini che Amo, pubblicato all’interno della fanzine Tempo e Durata, curata da Incontri di Fotografia. Ha esposto i suoi lavori in diverse mostre tra cui “Il degrado urbano nelle periferie” presso la GAM di Catania, “Viceversa”, organizzata da FIOF a Orvieto in omaggio a Letizia Battaglia, “Visioni” allo Spazio MEG di Catania. “Luce Subita” al Museo Diocesano di Caltagirone e al Palazzo della Cultura di Catania. Attualmente fa parte del direttivo di Onirica spazio creativo.

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